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12 gennaio 2011

MA GLI ITALIANI GLIELO CONSENTIRANNO?

Spero che sia solo una trovata pubblicitaria! Mi indigna, per citare Stéphane Hessel, che ci possa essere qualcuno che voglia utilizzare il nome della nazione per chiamare il suo partito personale. Già era stata una forzatura usare il tricolore e lo slogan Forza Italia che rinviava, comunque, all'idea di una competizione sportiva. Ma nell'anno del 150° anniversario dell'Unità, che una formazione in combutta con la Lega padana, dopo avere stravolto e smantellato leggi, regole, ordinamenti civili e politici, possa chiamarsi Italia, risulta assolutamente aberrante.
Sarebbe come se Obama volesse chiamare il suo partito Stati uniti d'America o che Sarkozy volesse dare alla sua fazione il nome Francia! Pensate che i Francesi e gli Americani accoglierebbero favorevolmente la trovata? Io penso che inorridirebbero.

Vero è che già Giuseppe Mazzini nel 1831 si era servito del motto Giovine Italia per l'associazione politico-insurrezionale che aveva come obiettivo di trasformare l'Italia in una repubblica democratica, secondo i principi di libertà, indipendenza e unità. L'Italia allora non esisteva come entità politica e quella del Mazzini era un'organizzazione segreta e clandestina che si poneva un nobile scopo.

Adesso, dopo che l'Italia l'hanno sfasciata - e continuano imperterriti nell'opera demolitoria - un avventuriero prestato alla politica sembra deciso ad appropriarsi del nome del nostro Paese da dare al suo partito.
Come si chiameranno i sostenitori e i votanti del nuovo fantomatico partito? E quelli che, invece, non lo voteranno?

GLI ITALIANI GLIELO CONSENTIRANNO?


Ciò che mi fa rabbia e mi indigna davvero sono i commenti che leggo su questa nuova, speriamo ultima, porcata:
Manca ancora l'ufficialità, ma politologi e sondaggisti promuovono l'idea di Berlusconi di trasformare il Pdl in "Italia". Il nuovo nome, che secondo fonti di partito sarebbe stato registrato dal Cavaliere lo scorso 15 dicembre (all'indomani della fiducia conquistata in Parlamento), "evoca molti sentimenti in una buona parte dei cittadini - dice Renato Mannheimer - quest'anno è il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, può funzionare". Nicola Piepoli lo definisce "buono, senz'altro colpisce, trasmette positività". Anche lui si sofferma sulla coincidenza col 150° dell'Unità: "Abbiamo fatto un sondaggio in questi giorni e posso dire che l'85% degli italiani si dice orgoglioso di essere italiano, indipendentemente dal partito. Quindi...". Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos: "A caldo la giudico una scelta coraggiosa per due motivi: da un lato c'è un alleato come la Lega che punta sul federalismo e dall'altro in questa fase, con questa crisi economica, si pensa che ci siano più divisioni che unioni tra i cittadini. Mi pare una scelta coraggiosa, può avere appeal"
Un giudizio positivo lo esprime anche Sofia Ventura, politologa di area 'finiana': "Berlusconi è sempre un ottimo pubblicitario: è sicuramente una trovata efficace perchè c'è questa identificazione con l'Italia, con l'interesse generale". Piero Ignazi, ordinario di Politica comparata a Bologna e direttore della rivista Il Mulino, è fuori dal coro: "Italia? Mi sembra significativo per un alleato della Lega... è abbastanza curioso: è Italia senza più 'forza', un Berlusconi indebolito. Non ha neanche più la forza di dare forza...". Interpellata, Alessandra Ghisleri (Euromedia), sondaggista di fiducia del premier, preferisce non commentare. Biancofiore conferma: Il nuovo partito si chiamerà 'Italia'. Lo conferma Michaela Biancofiore, parlamentare del Pdl. Fonte: Agenzia Dire www.dire.it   
Un errore grammaticale e di comunicazione clamoroso per Luigi Crespi: rispetto a Forza Italia è mancante della 'forza' che era l’aggettivo fondamentale di 'Italia', e per di più è un nome senza aggettivo, senza qualificazione. Italia siamo tutti: Italia è Bersani, Italia è Vendola, Italia è Fini, Italia sono anch'io. Attribuirsi un nome che in sè racchiude una comunità, uomini e donne per natura diversi tra loro, appare come un tentativo prevaricatore che genera indubitabilmente una reazione di repulsione e distanza. E poi la parola 'Italia' ha bisogno di essere declinata: Italia chi? Di chi? Italia come, perché, dove? Altrimenti sarà scontato attribuire come inno non certo 'Grazie Silvio' ma 'Italia sì Italia no' di Elio e le Storie Tese. Il rischio è che un’impostazione così indiscriminata generi l’immediata colleganza con Cetto Laqualunque e la sua politica del 'Chiu pilu pi tuttì. Dal blog di Luigi Crespi
Eccezion fatta per Luigi Crespi, sembrano tutti interessati a valutare e verificare l'effetto pubblicitario sul corpo elettorale e non si curano minimamente dell'indecenza di dare ad un partito il nome della Nazione, senza un aggettivo, senza un attributo!


MA HANNO PERSO COMPLETAMENTE IL BEN DELL'INTELLETTO?

1 commento:

  1. Anonimo12.1.11

    No, spero che il 70% degli elettori si faccia sentire in qualche modo.
    Non si può appropriare di tutta la nazione.

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