Informazioni personali

La mia foto
Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

31 dicembre 2013

BUON 2014


Anche il 2013 è ormai alle nostre spalle mentre il 2014 si affaccia all'orizzonte. Penso che da un giorno all'altro cambierà ben poco nella nostra vita e nelle nostre abitudini. A parte il fatto che ci scambieremo gli auguri - come ogni anno - nella speranza che l'anno che verrà sia migliore del precedente.

Devo dire che dal 2014 non mi aspetto nulla di nuovo. Avremo ancora questa classe politica indecente al governo del Paese che ci parlerà ancora di riforme e cambiamento; avremo ancora più poveri, disoccupati e precari; perdurerà lo sconcio dei CIE e il sovraffollamento delle carceri; ci sarà ancora una fascia di super ricchi che continueranno a difendere con le unghie e coi denti i loro patrimoni e conosceranno il disagio soltanto quando la meta delle loro vacanze 5 stelle lusso va in black-aut. Saremo ancora tartassati dalle tasse che continueranno a colpire, come sempre, i soliti noti mentre gli altri continueranno a sguazzare nel lusso e nell'anonimato


Mi auguro soltanto che le persone normali come me sappiano prendersi in mano la propria vita, si liberino dal richiamo del consumismo facile e dedichino qualche tempo della loro giornata all'aiuto di chi sta peggio. 

Con questo auspicio, auguro ad ognuno di voi 

BUON 2014

28 dicembre 2013

Boicotta Mediaset...!

Berlusconi chiede agli Italiani di boicottare il discorso di Capodanno del Presidente Napolitano. Per la sola ragione che non gli ha concesso ancora la Grazia, motu proprio

Ce ne sono errori che il Presidente ha fatto e suoi comportamenti non condivisibili ma per quanto riguarda la Grazia al pregiudicato e plurinquisito, il suo comportamento è stato impeccabile. 

L'unica cosa che gli Italiani devono imparare a fare è boicottare integralmente le reti Mediaset e i giornali posseduti dal grande imbonitore

21 dicembre 2013

Un regalo di Natale simpatico, curioso e originale


Come un regalo, di per sé insignificante, può assumere - per chi lo riceve - un valore straordinario. 

Non occorre che sia necessariamente costoso o alla moda, è necessario che ci ricordi alla persona cara e susciti in lei piacevoli sensazioni. 


Questa è la lettera che la scrittrice inglese Sylvia Townsend Warner scrisse all'amica e collega Alyse Gregory per ringraziarla della scatola di fiammiferi ricevuta in dono per il Natale del 1946. 

«Carissima Alyse,
Solitamente si inizia una lettera di ringraziamento con qualche paragone sgraziato, dicendo per esempio, “Non ho mai ricevuto una sciarpa così rossa” o “Questo è il cavallo più grande che abbia mai ricevuto a Natale”. Ma la tua scatola di fiammiferi non può avere paragoni, perché non ho mai ricevuto una scatola di fiammiferi in tutta la mia vita. Francobolli, sì, puntine da disegno, certo, gomitoli di corda, sì sì, decisamente troppo spesso; ma una scatola di fiammiferi mai. Sono cose così affascinanti, ben fatte come scriccioli, e che quantità di ingegno e scaltrezza umana ci è voluta nella loro costruzione: se fosse una normale scatola con coperchio non sarebbe conveniente neanche la metà.
Questa qui è particolarmente ben fatta, affascinante e ingegnosa, e si apre e si chiude come se l’avesse costruita Chippendale. [un ebanista inglese del XVIII secolo, famoso per l'accuratezza e la grazia dei suoi mobili.]
Ma la cosa che mi piace di più della mia scatola di fiammiferi è che è vuota. Ho spesso pensato come sarebbe bello ricevere una casa vuota in Norvegia, come mi piacerebbe camminare in quelle camere nude con il profumo del legno, che in fondo è il riparo naturale dell’uomo, o comunque il più congeniale. E quando ho aperto la tua scatola di fiammiferi, che ora è la mia scatola di fiammiferi, e ho visto quella bella superficie rettangolare, pulita e dal dolce profumo, è stato esattamente come se la mia casa in Norvegia fosse diventata realtà; con in più il vantaggio di avere la misura giusta per tenerla in mano. Ci ho subito chiuso dentro la mia immaginazione, ed è ancora lì, che ascolta il vento tra gli abeti fuori. Sedendomi lì dentro tra pochi giorni sentirò la campana luterana chiamarmi e invitarmi ad andare e cantare inni luterani, mentre la moglie del pastore guarda distrattamente il marito in un pergolato di alberi sempreverdi e si chiede se si ricorderà di mettere il pepe nel ripieno d’oca; ma non andrò, sarò troppo felice di restare seduta nella casa che Alyse mi ha regalato per Natale.
Ah, devo dirti che ho terminato il mio libro, iniziato nel 1941, che è stato in pericolo centinaia di volte, ma che infine è concluso. Così posso dedicarmi completamente a godermi la mia scatola di fiammiferi.
P.S. C’è ancora così tanto da dire… presa dalla mia gioia per la forma e la consistenza mi sono dimenticata di lodare il disegno sul retro. Non ho mai visto una così gradevole somiglianza con un riccio, e il vulcano in fondo è magnifico».

Mi servo di questo post per fare gli auguri di Natale a quanti mi conoscono e mi vogliono bene con alcune considerazioni finali: immagino che Alise Gregory volesse invitare delicatamente l'amica a smettere di fumare. Questo particolare mi fa tornare alla mente il mio primo casuale incontro con Pier Luigi, colui che sarebbe diventato mio cognato. Fumavo e gli offrii una sigaretta che lui non rifiutò come avrebbe fatto un comune non fumatore. Non l'accese ma continuò sotto i miei occhi a sciorinarla fra le dita fino a farne uscire tutto il tabacco mantenendo l'involucro vuoto. Alla mia manifestazione di meraviglia, si limitò a rispondere che ne aveva fatto l'uso per lui più idoneo.
Per inciso: la lettera di cui sopra data 23.12.1946, vigilia del mio primo compleanno.

Grazie per la scatola di fiammiferi - pubblicato su post.it

15 dicembre 2013

Cerco me stesso ...

Questa vignetta di Altan mi ha dato l'estro per il post di oggi. Nella baraonda di questa politica gridata, che fa ammuina per non mettere in atto le cose che servono veramente ai cittadini e al Paese - forse perché non ne ha più il tempo - mi sono perso e non so più in quale direzione mi muovo. 

Grillo spara contro tutto e tutti; Letta mette in campo lo stop ai rimborsi elettorali per decreto "come cibo in pasto al leoni nel Colosseo" (leggi intervista a Fabrizio Barca su Repubblica e il Fatto Quotidiano); Berlusconi, condannato da mesi ed estromesso dal Senato da settimane, invece che essere costretto ai servizi sociali o ai domiciliari, incontra i suoi fans, grida al colpo di stato in atto e sembra quasi evocarlo simpatizzando con i forconi e con Grillo, spara le sue ultime cartucce nel patetico tentativo di riconquistare l'onda. 
Poi c'è Renzi che parla, parla molto per slogan e per immagini accattivanti ma sfiderei i suoi fans a ricordare cosa in concreto pensa di fare. 
E siamo già a Natale e il 2014 bussa alle porte! 


Leggi anche: 
Un paese che perde il senso delle parole di Eugenio Scalfari

28 novembre 2013

Non riesco a gioire per l'esito del voto di ieri in Senato


Non riesco assolutamente a gioire per l'esito del voto di ieri in Senato. Sia perchè non mi va di sputare vilmente sul decaduto sia perché trovo che non ci sia niente di cui godere. 

C'è stata semplicemente la presa d'atto definitiva che un uomo condannato in terzo grado per frode fiscale non possa sedere nell'alto consesso dei rappresentanti del popolo, si trattasse anche di chi per 20 anni ha occupato le istituzioni del Paese piegandole ai suoi personali interessi. 


Quello che invece non finisce di sorprendermi è il fatto che ci siano ancora tanti italiani che gli perdonano tutto, tanti sostenitori che si aggrappano sugli specchi per difenderlo, tante sostenitrici che si vestono al lutto per dire che con lui muore la democrazia, che parlano di colpo di stato, di plotone di esecuzione. E poi quell'ignobile ricorrente parallelo tra magistrati e brigate rosse!

Questo blog è testimonianza appassionata e puntuale delle nefandezze perpetrate dall'uomo e dai suoi accoliti ai danni del Paese. Oggi mi auguro che si possano presto liberare i luoghi istituzionali da quanti, nominati, vi siedono indegnamente; che il bene dell'Italia e il suo futuro torni ad essere impegno primario di chi ci rappresenta e governa. 

22 novembre 2013

Votare PD? Qualcuno dovrebbe fornirmi almeno una buona ragione.

Qualcuno dovrebbe fornirmi almeno una buona ragione per continuare a votare Pd dopo che 101 dei suoi grandi elettori hanno impallinato il fondatore del partito che avevano indicato come candidato alla presidenza della Repubblica; dopo che ha creato le condizioni per il governo delle larghe intese Letta-Letta; dopo che, pur con i naturali distinguo di rito, ha votato contro la  sfiducia a una ministra impresentabile come la Cancellieri. 


Il Pd mi sembra ormai un partito inemendabile, qualunque cosa Renzi dica o dica di voler fare. Mi aspetto che finisca al macero come presto succederà al famigerato competitore cui per troppo tempo ha tenuto bordone.

07 novembre 2013

Il poveretto sa bene che è finita ...!


Il poveretto sa bene che è finita, non riesce più ad attirare l'attenzione, nemmeno dei suoi. Perciò è costretto a spararla sempre più grossa nella speranza che qualcuno abbocchi. 
Prima ha fatto sapere a Napolitano che è ancora in tempo a concedergli la grazia, ma l'altro ha fatto orecchio da mercante; poi ha fatto paragonare il caso Cancellieri a quello suo con Ruby tirando fuori quella dei due pesi e due misure ma nessuno gli ha dato retta; infine il suo fedele scudiero, quel tal Bondi, ha dichiarato di essere pronto ad uscire dal partito nel caso il parlamento votasse la decadenza del suo signore, producendo solo una grande ilarità. 


Ma adesso ci siamo, paragonando i suoi figli agli Ebrei sotto Hitler ha raggiunto lo scopo, tutti parlano di lui e della sua famiglia in pena e lo stesso Napolitano si dice SBIGOTTITO. 








Marco Travaglio la vede così: 

La soluzione finale 



Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione”. Parola dell’architetto Rambaldo Melandri in Amici mieiatto II di Mario Monicelli. Anche Berlusconi però non scherza. Dal 13 agosto Napolitano non vede l’ora di dargli la grazia, gli spiega come fare, lo prega almeno di chiedergliela, poi basta che sconti un giorno di servizi sociali ed è fatta. Intanto la maggioranza di larghe intese, ma soprattutto di lunghe attese, ha trasformato il voto sulla decadenza in una telenovela talmente noiosa e a tratti odiosa (vedi il cambio delle regole sul voto palese) che qualcuno potrebbe financo 
scambiarlo per un perseguitato politico. Insomma, ci eravamo quasi. Poi gli piomba in casa Bruno Vespa per raccogliere le sue ultime volontà da stampare nel nuovo (si fa per dire) libro, che come di consueto esce quotidianamente sui giornali per mesi e mesi, a rate, in ghiotte dispense dette “anticipazioni”. E lui se ne esce con quello strepitoso paragone fra i suoi figli e “le famiglie ebree durante il regime di Hitler”. Così s’incazzano tutti e non se ne fa più nulla. Va detto, a parziale discolpa, che l’uomo dai sette nei ci ha messo del suo, profittando della demenza senile del pover’ometto. 
Le cose potrebbero essersi svolte così. Il Cainano, davanti all’insetto, attacca la solita pippa sulla persecuzione e si paragona un’altra volta a Tortora. Vespa fa notare che l’ha già detto mille volte: è un déja vu, non fa notizia, non dà scandalo, nessuno lo riprende. E il libro bisogna pur che qualcuno lo compri: lo vuole lui, ma pure la Mondadori. Ci vorrebbe qualcosa di più forte. 
“E se paragonassi i miei processi alla Shoah e i miei figli agli ebrei nei forni crematori?”. “Ecco, così va meglio, però sa, presidente, non vorrei che i suoi figli se ne avessero a male”. “Ma figurati, Bruno, sono vent’anni che giuro sulle loro teste certe cazzate da fargli venire la dissenteria cronica. Tranquillo, se dicono qualcosa li diseredo. Allora siamo d’accordo: i giudici come Hitler, il Pd come i nazisti, Marina e Piersilvio come gli ebrei nei lager. Mettila giù bene. Così giornali e tv abboccano, e magari pure qualche lettore. Naturalmente i miei diranno che ho ragione io, che il paragone regge, anzi sono stato troppo buono. E, se qualcuno si dovesse offendere (ma non credo: gli ebrei li hanno gasati tutti, no? ahah), faccio la solita smentita e dico che mi hanno frainteso, così se ne parla due volte e le vendite schizzano”. Cos’è il genio? Appunto.  


La scena ne ricorda un’altra, subito dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, mentre l’Occidente preparava l’attacco all’Afghanistan. Per rassicurare gli arabi che non ce l’aveva con l’Islam, ma solo con al Qaeda, Bush abbracciava due o tre imam al giorno e visitava a tappeto tutte le moschee d’America. Poi intervenne il nostro. Il 26 settembre, in visita a Berlino, sparò davanti alle telecamere di tutto il mondo: “Noi dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che ha dato luogo al benessere e al rispetto dei diritti umani, religiosi e politici. Un rispetto che certamente non esiste nei paesi dell’Islam. Dobbiamo evitare di mettere le due civiltà, quella islamica e quella nostra, sullo stesso piano. La libertà non è patrimonio della civiltà islamica... La nostra civiltà deve estendere a chi è fermo ad almeno 1400 anni fa i benefìci e le conquiste che l’Occidente conosce... L’Occidente è destinato a occidentalizzare e a conquistare i popoli. L’ha fatto con il mondo comunista e l’ha fatto con una parte del mondo islamico”. Nel giro di cinque minuti presero le distanze tutti i Paesi occidentali, la Lega Araba e tutti i governi islamici dell’orbe terracqueo chiesero le scuse dell’Italia. Fu allora che Stefano Disegni, in una vignetta memorabile, ritrasse la fine del mondo con un paesaggio di rovine fumanti e due soli sopravvissuti: un mostriciattolo verde con due trombe al posto del naso, e il figlio. “Papà, ma come finì il pianeta Terra?”. “Niente, Bin Laden stava trattando, poi Berlusconi per sdrammatizzare raccontò quella dell’araba pompinara...”. 

03 ottobre 2013

La plateale sconfitta del Cav. e un'ipotetica, dignitosa via d'uscita

Se Berlusconi fosse uomo di Stato, rispettoso delle istituzione e dell'autonomia dei poteri, avrebbe da tempo lasciato il seggio in senato e favorito un naturale, pacifico avvicendamento nel suo partito. 




La sua clownesca piroetta di ieri in senato lo mostra sfiancato, alle corde, in un angolo; perdente rispetto all'ex delfino senza il quid che vince su tutta la linea. 


Quello che adesso gli rimane da fare seriamente, se fosse in grado di capire, sarebbe di uscire dignitosamente di scena, accettare l'esito dei suoi processi, impegnarsi a mantenere unita la sua creatura politica avviandola a diventare finalmente partito moderato di destra, liberale ed europeo. Così facendo limiterebbe i danni che ha prodotto e favorirebbe la nascita di qualcosa di utile e positivo dalle macerie che ha disseminato ovunque. Ne sarà capace? 

29 settembre 2013

Il Caimano è finito!

E per sua stessa improvvida decisione 



Il 4 maggio 2013 nel post Questo blog si sospende ...! scrivevo: 
Questo blog ha seguito passo passo lo sfacelo prodotto nella politica, nella società, nell'economia e nel costume dalla presenza di Berlusconi e del suo partito personale nella vita pubblica. Adesso si sospende, fino a quando non potrà annunciare con gioia che l'insopportabile anomalia sia stata definitivamente cancellata. A presto! 


Oggi riprendo la pubblicazione, convinto come sono, che la storia non torna indietro e che il Caimano può ancora comandare su quella parte di servi disposta a seguirlo nel suo disperato azzardo: ritirare dal governo di cui fa parte - ultima sponda per una destra impresentabile - la delegazione PDL e andare ad elezioni anticipate. Per la ragione che il governo e il Presidente Napolitano non si starebbero impegnando sufficientemente a facilitare la sua 'agibilità politica' contro la magistratura 'rossa' che lo perseguita. 

Alla viglilia del suo 77° compleanno - (le gambe delle donne) il Caimano rovescia il tavolo e decide l'azzardo proposto dalla Pitonessa assieme a Verdini, riprendendo il solito attacco ai mulini a vento. Ma questa volta non potrà che soccombere: le condizioni disastrose in cui versa il Paese non gli consentiranno di aprire una campagna elettorale a pochi mesi dall'inizio della legislatura. E un governo senza di lui e dei suoi servi farà quelle cose che appaiono improcrastinabili agli occhi di tutti, con buona pace per i suoi problemi giudiziari.

31 luglio 2013

Le nostre strade cadono a pezzi

La SS 115 tra Agrigento e Castelvetrano continua a preoccupare le migliaia di automobilisti e autotrasportatori che ogni giorno la percorrono. 

Veramente grave è lo stato di abbandono e degrado del Viadotto del Belice, tra Menfi e Castelvetrano. 
Più volte segnalato da Sindaci, amministratori e cittadini il grave pericolo che incombe su quanti lo attraversano, si direbbe che per mettervi mano si attenda l'ennesimo disastro che, dato lo stato dell'arte, sembra ormai solo un disastro annunciato. 



Il disastro sul viadotto dell'autostrada A16 Napoli-Canosa che ha provocato 38 morti e 10 feriti deve farci riflettere sullo stato di degrado e abbandono delle nostre arterie. 
Mi riferisco principalmente allo stato di ponti e viadotti sulla SS 115 Trapani-Agrigento che inducono l’opinione pubblica a riflettere sulla inadeguatezza della rete stradale siciliana. 

Solo da poco è stato riattivato alla meglio il ponte sul Verdura  il cui crollo aveva prodotto gravi disagi per la circolazione stradale, per la sanità e per l’economia di due province e si presenta il problema sul viadotto Carabollace che, chiuso per intervento della magistratura in seguito a due incidenti mortali, riapre a senso unico alternato. Non è dato sapere quando e come sarà pienamente ripristinato. 

Quello che è veramente grave è lo stato di abbandono e degrado del Viadotto del Belice, tra Menfi e Castelvetrano. Più volte segnalato da Sindaci, amministratori e cittadini il grave pericolo che incombe su quanti lo attraversano, si direbbe che per mettervi mano si attenda l'ennesimo disastro che, dato lo stato dell'arte, sembra ormai solo un disastro annunciato. 
Poi, come avviene ormai da troppo tempo, seguirà il lutto nazionale e l'impegno di politici e funzionari ad affrontare con urgenza il problema.  

29 giugno 2013

L'Italia stregata da Berlusconi?

Sulla condizione attuale dell'Italia traggo da Facebook questa riflessione di Pippo Pollina che di primo acchito mi è sembrata ingenerosa e inutilmente pessimistica. Ma, riflettendoci su, penso di poterla condividere anche se ritengo ancora possibile rimanere in Italia e combattere affinché qualcosa cambi.
Leggo che Berlusconi , dopo la sentenza di primo grado del cosiddetto processo Rubi, vuole rifondare Forza Italia e "riscendere in campo". Poi penso che il PD governa insieme al suo partito dopo che gliene aveva detto peste e corna per decenni e che, nonostante questa evidente stortura che dovrebbe offendere i suoi elettori, i sondaggi lo danno quasi al 30 per cento. Bene, amici connazionali, io sono felice di non vivere più da decenni nel nostro paese. Felice di tornarvi di tanto in tanto e felice di scapparmene via poco dopo. L'Italia non cambierà mai. Tenetevela così in fondo sembra proprio che vi piaccia. p.
Con l'ultimo post del 4 Maggio scorso decidevo di non pubblicare più niente fino a quando non fosse uscito dalla scena politica italiana Berlusconi con il carico insostenibile dei suoi processi e del pesantissimo conflitto d'interessi. 
Ma non succede: l'uomo della provvidenza con tre condanne gravi addosso, di cui una in secondo grado, ha deciso di mantenersi in campo rifondando Forza Italia. 

Io non so come reagiranno, adesso, gli Italiani. Ma di una cosa sono certo: solo una sparuta minoranza di quanti lo sostengono, può ritenerlo innocente, desideroso di operare in politica nell'interesse del Paese, capace di rappresentare una risorsa per l'Italia; i più hanno tratto piccoli e grandi vantaggi dalla sua discesa in campo, e pensano di poterne ancora godere; infine ci sono quelli che lo hanno scelto come campione di immoralità e maestro di illegalità e pensano di potere più agevolmente vivere sotto il suo ombrello. 

04 maggio 2013

Questo blog si sospende ...!


Questo blog ha seguito passo passo lo sfacelo prodotto nella politica, nella società, nell'economia e nel costume dalla presenza di Berlusconi e del suo partito personale nella vita pubblica. 

Adesso si sospende, fino a quando non potrà annunciare con gioia che l'insopportabile anomalia sia stata definitivamente cancellata. A presto! 

21 aprile 2013

Il Maiale esulta


Sto aspettando un altro avviso di garanzia - dice Silvio Berlusconi appena entra a Montecitorio. I volti dei parlamentari Pdl intorno a lui si fanno subito scuri. É per strage. Ho distrutto il Pd

No caro, non puoi attribuirti colpe che non hai. E non puoi fare ironia sui mali altrui. 
Occupati seriamente delle responsabilità pesanti che hai verso lo Stato, le sue istituzioni, la magistratura e il popolo italiano. Delle quali prima o dopo dovrai rendere conto! 

Il PD è stato capace di affossarsi da solo e non puoi vantarne il merito; questo almeno lascialo intero ai cosiddetti democrat, ne vanno fieri! 

Se pensi, poi, che un buon numero di loro ha operato - e continua a farlo - per salvarti il c..o, sii generoso! 

Tric e Trac

Napolitano si autocongela al Quirinale per dare sacralità a quell'inciucio altrimenti scandaloso e sacrilego

Il PD si decompone consapevolmente, come se nel suo statuto al primo punto ci fosse l'impegno a garantire il leader del principale partito di opposizione

Grillo propone una categoria parlamentare di duri e puri, inutilizzabile per produrre un possibile, reale cambiamento. 

Ciò che rimane vivo, imperituro nei secoli è il Caimano e la sua banda mentre il popolo può continuare ad attaccarsi al proprio tric-trac. 







20 aprile 2013

Quelli che dovevano smacchiare il giaguaro ...


Harakiri del primo partito italiano ovvero come ci si scioglie nell'acido muriatico dopo aver fatto fuori i propri leader. 

Il tutto sotto gli occhi divertiti e increduli dello stesso giaguaro. 

Complimenti per l'operazione assolutamente inedita, da Guinness dei Primati! 



18 aprile 2013

Bersani, questo no! Non ce lo puoi fare!

Condivido l'appello di Flores d’Arcais ai parlamentari PD, quello di Barbara Spinelli, Michele Serra e altri, quello di migliaia di cittadini elettori sui social network e sui forum di discussione perché si rimedi all'errore grossolano di Bersani che ha lasciato a Berlusconi la scelta del candidato al Quirinale.  

Questi alcuni commenti su facebook: 

Non esiste nessuna ragione perché il PD non voti Rodotà. I termini dell'accordo con il cavaliere sono chiarissimi: il colle in cambio dell'impunità. Così facendo il PD si impiccherà da solo perché come sempre prevarrà la sua anima inciucista. Sembrerebbe che il controllo di questo partito sia nelle mani del cavaliere che ci gioca come vuole e ottiene tutto ciò che gli fa comodo e utile. Ma questa volta l'errore gli costerà caro e il PD sparirà dalla scena politica perché l'abbraccio con il cavaliere, a partire dall'elezione del Presidente della Repubblica, rappresenterà l'atto di morte del PD. 


Il Pd si sta avviando verso il suicidio politico assistito 
Penso che la sinistra italiana non avrebbe saputo immaginare una fine più vergognosa di quella che sta scrivendo in queste ore ... 
Sto scorrendo la mia time line e ... tutti ma proprio tutti stanno criticando il Pd per la sua proposta shock con Marini presidente (Bersani sappilo!!!) 


L'accordo che sembra chiuso su Marini al Quirinale è una scelta gravissima. Sarebbe la vittoria della conservazione in un momento in cui avremmo bisogno di dimostrare coraggio, magari scegliendo una donna. A quanto pare, ci sono alcuni dirigenti che non resistono alla tentazione di consegnare il Paese a Berlusconi. Debora Serracchiani 

Parlamentari Pd, RIBELLATEVI! di Paolo Flores d’Arcais 
Bersani ha fatto scegliere a Berlusconi il nome del Presidente della Repubblica. Bersani ha così tradito il voto degli elettori del Pd. Parlamentari democratici che avete ancora un minimo di dignità, ribellatevi! Non limitatevi a NON votare Marini, votate Rodotà. Una personalità che come tutti voi sapete (e Bersani per primo) ha esattamente le caratteristiche oggi irrinunciabili per essere un intransigente Custode della Costituzione e dei suoi valori di giustizia e libertà. 
Rifiutare la candidatura di Rodotà (che è stato anche presidente del Pds, da cui è nato il Pd) solo perché avanzata dal M5S, dopo aver rimproverato Grillo perché non aveva il coraggio di proporre un nome, è un incomprensibile harakiri che rende plausibile ogni sospetto di ricattabilità del gruppo dirigente Pd, visto che sotto ogni profilo logico, etico e politico appoggiare Rodotà anziché far scegliere il Presidente a Berlusconi dovrebbe per il Pd andare da sé. 
Mi aspetto che le tante personalità che avevano firmato appelli per il voto al Pd non si iscrivano silenziosamente al partito di Ponzio Pilato, e levino una voce alta e chiara per dire il loro NO all’alleanza col Caimano e SÌ alla candidatura di Rodotà, uomo della legalità, dei diritti del lavoro, della cultura. 

Il momento è ora, votate Rodotà - Appello di Barbara Spinelli, Michele Serra e altri 
Chiediamo ai deputati e alla direzione del Partito Democratico di rompere ogni indugio e di votare fin dal primo scrutinio, per la Presidenza della Repubblica, Stefano Rodotà. Beppe Grillo ha annunciato che sarà lui il candidato del Movimento 5 Stelle, e allo stesso modo si è pronunciato Sel, organicamente legato al Pd e il cui parere non può in alcun modo esser trascurato dai Democratici. Stefano Rodotà è per la maggior parte degli italiani, e certamente per il vostro elettorato, un punto di riferimento ideale. Ha come bussola costante la Costituzione italiana e la Carta dei diritti europei, ha sempre avversato i compromessi con la corruzione, è uno dei più strenui difensori della libertà dell'informazione, compresa la libertà conquistata ed esercitata in rete. È un segno altamente positivo che il Movimento 5 Stelle l'abbia scelto come proprio candidato, ma Stefano Rodotà non è una sua invenzione. Il suo profilo è improntato a massima indipendenza, e le sue radici sono anche nella storia migliore della sinistra italiana. Non abbiate paura, votatelo con convinzione e fin da subito: sarete molto più credibili e forti se non tergiverserete, presi da timori di varia natura, e non accetterete in nessun caso candidati che dovessero nascere da un accordo con Berlusconi.
Ve lo chiediamo da cittadini, convinti che non sia ancora troppo tardi: non riconsegnate l'Italia al tragico ventennio dal quale cerchiamo faticosamente di uscire. Abbiate il coraggio di cominciare a costruire un futuro diverso. Il momento è ora. 

Quirinale, l'intesa su Marini spacca il centrosinistra 

14 aprile 2013

Con Prodi Presidente gli toccherebbe andare all'estero?


Mi chiedo cos'abbia da temere il Bullo da Arcore se Prodi venisse eletto Presidente della Repubblica. Ieri da Bari ha tuonato: con Prodi presidente ci toccherebbe andare all'estero.  

Non nascondo che l'ipotesi che lui con tutta la sua ignobile masnada possa andare presto all'estero non mi dispiacerebbe.  Ma continuo a non capire perché il pacione Prodi potrebbe avverare tale ipotesi. 

Personalmente al Quirinale preferirei nell'ordine Zagrebelsky, Rodotà, Caselli, Gabanelli, Imposimato. Ma l'idea che il Professore possa rappresentare la spina nel fianco per il Caimano mi solletica. E tuttavia ritengo che da buon cattolico saprebbe perdonare e pacificare, checché ne pensi il rivale di sempre che deve avere troppi sensi di colpa per temerlo tanto. 

06 aprile 2013

Identikit del prossimo Presidente della Repubblica

Mi auguro che il prossimo Presidente della Repubblica sia una donna, una vera democratica profondamente innamorata dell'Italia e della nostra Costituzione, capace di guardare al futuro del nostro Paese con gli occhi di una madre che pensa al domani dei propri figli, dotata di grande ottimismo e lungimiranza, con i piedi ben piantati per terra e lo sguardo rivolto verso l'alto, in grado di far rinascere la speranza in una popolazione offesa e delusa dalla mala politica. 

Il Parlamento ha nel suo seno gli uomini e le donne che potrebbero consentire all'Italia un bel salto di qualità attraverso l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. 

05 aprile 2013

I Parlamentari 5S con Grillo in località segreta

Cari Grullini, oltre al confronto con Bersani che alla vostra cittadina Lombardi fa pensare a Ballarò, vorremmo poter vedere in streaming anche gli incontri segreti con i vostri capi. 
Per stabilire noi a cosa somigliano! 

La trasparenza, cari buffoncelli, va ricercata e garantita sempre, non quando fa comodo soltanto. 

01 aprile 2013

Grillo e Casaleggio personalmente in campo

A dar credito ad un servizio apparso su Liberation, alle prossime elezioni politiche che si terranno presumibilmente il 6 e 7 ottobre di quest'anno, Grillo e Casaleggio guideranno personalmente l'assalto al Parlamento. Il primo sarà capolista alla Camera, l'altro al Senato. Scopo dichiarato dei due, oltre a quello di sconfiggere definitivamente la partitocrazia, è quello di distruggere di fatto l'economia del Paese, costringere l'Europa a metterci fuori dall'euro per tornare alla vecchia lira e avviare così la decrescita felice
Sarà fatta, inoltre, una selezione più accurata dei candidati in modo da avere personale più competente e fedele alla linea dei capi. Soltanto il 30% degli attuali deputati e senatori targati 5S si vedrà rinnovata la candidatura. Si ritiene, infine, che si possa tornare alle urne i primi di ottobre con un esito trionfale per il M5S che, nel frattempo, sarà diventato 7S. La notizia è data in esclusiva da Liberation nel servizio Beppe Grillo, c’est un point d’interrogation


Beppe Grillo, c’est un point d’interrogation su Liberation 

30 marzo 2013

San Giorgio, pensaci tu!

Oggi finalmente, 5 settimane dopo il voto, alla vigilia di Pasqua, dopo una notte di riflessione, il grande vecchio, politico di razza e di lungo corso, indicherà il nome che darà un governo a questo paese disastrato. E poi dirà: adesso cavatevi da soli dai guai. Arrangiatevi, io ho fatto ciò che potevo e vado via. Non tiratemi più per la giacca! 

Anch'io riflettevo sulla drammatica situazione nella quale ci siamo cacciati. 
L'uomo della Provvidenza, quello sceso in campo vent'anni fa per rinnovare - a suo dire - il Paese e riformare la politica, è lì che cerca ancora un salvacondotto per sé e per le sue cose. 
I dirigenti del partito di sinistra, che più volte ha cambiato nome per non cambiare personale, per troppo tempo hanno trescato con lui allo scopo di rimanere a galla. 

La crisi, le politiche recessive e gli abusi della casta hanno prodotto una miscela tanto esplosiva da consentire ad un comico dal linguaggio truculento di raccogliere il voto di oltre 8 milioni di cittadini rabbiosi e indirizzarlo su illustri sconosciuti, con lo scopo dichiarato di cacciare vecchi notabili dalla stanza dei bottoni. Questi signor nessuno, giovani e incompetenti, hanno bloccato di fatto il Parlamento perché incapaci di fare scelte e di esprimere una linea politica, costretti come sono a seguire direttive esterne, perentorie e indiscutibili.  E siamo nella m.... come e più di prima! 



26 marzo 2013

Don Gallo contro la logica del peggio

Come si fa a non essere d'accordo con don Andrea Gallo che chiede a Grillo e al M5S di non tirarsi indietro di fronte ai gravi problemi che rischiano di fare affondare irreversibilmente il nostro Paese? 

Quell'espressione usata da don Gallo: non fare il padre eterno io, assieme a milioni di italiani, la tradurrei così: non fare ancora lo stronzo, l'hai fatto già abbastanza

E un'altra cosa possono e devono fare i parlamentari del M5S: indicare e sostenere con convinzione Rodotà, Zagrebelsky o un'altra personalità di uguale levatura intellettuale e morale alla presidenza della Repubblica, in modo da impedire che Berlusconi ottenga un presidente a sua immagine e somiglianza.  





Franco Battiato su Il Fatto Quotidiano: Beppe voti un governo, con Bersani o senza

L'appello di Fiorella Mannoia a Grillo

24 marzo 2013

Due Papi a Castel Gandolfo. Foto e video di un incontro memorabile

Sono le immagini di un evento straordinario, epocale che colpisce la sensibilità di credenti e non. 


L'incontro di Castel Gandolfo tra papa Francesco e il suo predecessore, il papa emerito Benedetto XVI, è già un fatto di portata storica, con rilevanti implicazioni culturali e religiose. Anche se noi contemporanei non l'avvertiamo come tale. 


Queste sono immagini da conservare perché uniche e irripetibili. 





















Bergoglio incontra Ratzinger: Siamo fratelli 

23 marzo 2013

Il Caimano: affoga nella satira e riemerge nelle piazze


Ieri ha dichiarato: Quegli otto punti del programma di Pier Luigi Bersani si sovrappongo a quelli che sono i provvedimenti che noi abbiamo già preparato nella forma di decreti legge per uscire dalla recessione e per far ripartire l'economia
Edoardo Baraldi la vede così   -----------------> 












Eccolo protagonista della nuova pubblicità della Ford per lanciare il modello Figo in India.  

Questo il messaggio pubblicitario: 
Lasciatevi le preoccupazioni alle spalle grazie al bagagliaio extra-large della nuova Figo! 





Oggi lo si potrà trovare in carne ed ossa a Roma, in Piazza del Popolo, dove arringherà i suoi fans contro la magistratura (che lo vuole processare e, a suo dire, lo perseguita) e la crisi. 

A Piazza Santi Apostoli, invece, come in altre piazze italiane, andrà in scena una manifestazione sull'ineleggibilità di Berlusconi, nata dall'appello di Micromega che, nel momento in cui scrivo, ha già raccolto 234.700 firme. 

Le due Italie del 23 marzo 

17 marzo 2013

Cambiamento possibile. Camera e Senato girano pagina

Dopo tanta irrisione del centrodestra verso Bersani che si era intestardito a lanciare ponti fra centrosinistra e M5S rifiutando qualsiasi possibilità di intesa con il partito di little B., le prime votazioni in Parlamento danno ragione al leader PD. Le Presidenze di Camera e Senato vanno a due figure ineccepibili (mi verrebbe da dire onorevoli): Laura Boldrini, ex portavoce Unhcr (Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati) che ha intessuto il suo discorso d'insediamento con i diritti da riconquistare - specialmente a favore degli ultimi e marginali, delle donne, dei giovani - e sui valori democratici e repubblicani da riconfermare; Pietro Grasso, ex procuratore generale antimafia, che ha invitato alla concordia necessaria nei momenti di grande emergenza, all'impegno concreto contro la mafia e per la salvaguardia della democrazia. 

L'elezione di Pietro Grasso alla presidenza del Senato è stata resa possibile al ballottaggio, con lo scarto di 20 voti da Schifani, grazie all'astensione del gruppo centrista e al voto di coscienza di una decisiva pattuglia di senatori 5 stelle che hanno votato in contrasto dal loro gruppo. 

Questo esito positivo fa ben sperare sulla possibilità di avere presto un governo di svolta con pochi, chiari, improcrastinabili obiettivi da raggiungere, per poi ridare la parola agli elettori. Questo è quanto la maggioranza degli italiani si aspetta. 







Camera, Laura Boldrini eletta presidente 
Grasso presidente del Senato, M5S diviso 

16 marzo 2013

Laura Boldrini Presidente della Camera (testo integrale e video)


La straordinaria sensibilità umana, morale, istituzionale del suo discorso d'insediamento lascia presagire quel tanto atteso rinnovamento della politica che tutti auspichiamo. 

Care deputate e cari deputati, permettetemi di esprimere il mio più sentito ringraziamento per l’alto onore e responsabilità che comporta il compito di presiedere i lavori di questa assemblea.
Vorrei innanzitutto rivolgere il saluto rispettoso e riconoscente di tutta l’assemblea e mio personale al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che è custode rigoroso dell’unità del Paese e dei valori della costituzione repubblicana.
Vorrei inoltre inviare un saluto cordiale al Presidente dalla Corte costituzionale e al Presidente del consiglio.
Faccio a tutti voi i miei auguri di buon lavoro, soprattutto ai più giovani, a chi siede per la prima volta in quest’aula. Sono sicura che in un momento così difficile per il nostro paese, insieme, insieme riusciremo ad affrontare l’impegno straordinario di rappresentare nel migliore dei modi le istituzioni repubblicane.
Vorrei rivolgere inoltre un cordiale saluto a chi mi ha preceduto, al presidente Gianfranco Fini che ha svolto con responsabilità la sua funzione costituzionale.
Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i diritti degli ultimi in Italia come in molte periferie del mondo. E’ un’esperienza che mi accompagnerà sempre e che da oggi metto al servizio di questa Camera. Farò in modo che questa istituzione sia anche il luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno.
Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Dovremmo impegnarci tutti a restituire  piena dignità a ogni diritto. Dovremo ingaggiare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri. In questa aula sono stati scritti i diritti universali della nostra Costituzione, la più bella del mondo. La responsabilità di questa istituzione si misura anche nella capacità di saperli rappresentare e garantire uno a uno.
Quest’Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale. Di una generazione cha ha smarrito se stessa, prigioniera della precarietà, costretta spesso a portare i propri talenti lontano dall’Italia.
Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore. Ed è un impegno che fin dal primo giorno affidiamo alla responsabilità della politica e del Parlamento.
Dovremo stare accanto a chi è caduto senza trovare la forza o l’aiuto per rialzarsi, ai tanti detenuti che oggi vivono in una condizione disumana e degradante come ha autorevolmente denunziato la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo.
Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di smarrire perfino l’ultimo sollievo della cassa integrazione, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato.
Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l’economia italiana e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce ogni giorno gli effetti della scarsa cura del nostro territorio.
Dovremo impegnarci per restituire fiducia a quei pensionati che hanno lavorato tutta la vita e che oggi non riescono ad andare avanti.
Dovremo imparare a capire il mondo con lo sguardo aperto di chi arriva da lontano, con l’intensità e lo stupore di un bambino, con la ricchezza interiore inesplorata di un disabile.
In Parlamento sono stati scritti questi diritti, ma sono stati costruiti fuori da qui, liberando l’Italia e gli italiani dal fascismo.
Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e per questa democrazia. Anche con questo spirito siamo idealmente vicini a chi oggi a Firenze, assieme a Luigi Ciotti, ricorda tutti i morti per mano mafiosa. Al loro sacrificio ciascuno di noi e questo Paese devono molto.
E molto, molto dobbiamo anche al sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta che ricordiamo con commozione oggi nel giorno in cui cade l’anniversario del loro assassinio.
Questo è un Parlamento largamente rinnovato. Scrolliamoci di dosso ogni indugio, nel dare piena dignità alla nostra istituzione che saprà riprendersi la centralità e la responsabilità del proprio ruolo. Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Rendiamo il Parlamento e Il nostro lavoro trasparenti, anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani.
Sarò la presidente di tutti, a partire da chi non mi ha votato, mi impegnerò perché la mia funzione sia luogo di garanzia per ciascuno di voi e per tutto il Paese.
L’Italia fa parte del nucleo dei fondatori del processo di integrazione europea, dovremo impegnarci ad avvicinare i cittadini italiani a questa sfida, a un progetto che sappia recuperare per intero la visione e la missione che furono pensate, con lungimiranza, da Altiero Spinelli.
Lavoriamo perché l’Europa torni ad essere un grande sogno, un crocevia di popoli e di culture, un approdo certo per i diritti delle persone, un luogo della libertà, della fraternità e della pace.
Anche i protagonisti della vita spirituale religiosa ci spronano ad osare di più: per questo abbiamo accolto con gioia i gesti e le parole del nuovo pontefice, venuto emblematicamente “dalla fine del mondo”. A papa Francesco il saluto carico di speranze di tutti noi.
Consentitemi un saluto anche alle istituzioni internazionali, alle associazioni e alle organizzazioni delle Nazioni Unite in cui ho lavorato per 24 anni e  permettetemi – visto che questo è stato fino ad oggi il mio impegno – un pensiero per i molti, troppi morti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce. Un mare che dovrà sempre più diventare un ponte verso altri luoghi, altre culture, altre religioni.
Sento forte l’alto richiamo del Presidente della Repubblica sull’unità del Paese, un richiamo che questa aula è chiamata a raccogliere con pienezza e con convinzione.
La politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione.
Stiamo iniziando un viaggio, oggi iniziamo un viaggio. Cercherò di portare assieme a ciascuno di voi, con cura e umiltà, la richiesta di cambiamento che alla politica oggi rivolgono tutti gli italiani, soprattutto in nostri figli. Grazie. 




Adesso attendiamo il ballottaggio al Senato! 

Chi è Laura Boldrini/Scheda Adnkronos 

15 marzo 2013

Grillo e il grillismo. J'Accuse lucido e appassionato di Pietro Orsatti


Ho letto con grande interesse La Rivoluzione Presunta, la bella analisi di Pietro Orsatti sul fenomeno Grillo, un ebook gratuito che puoi scaricare qui

Di essa riprendo l'appassionata e lucida conclusione, un J'Accuse…!, circostanziato e condivisibile che non assolve nessuno e ci stimola a prendere coscienza del piano inclinato sul quale allegramente ma pericolosamente ci stiamo muovendo. 

La ripropongo qui per quanti volessero riflettere seriamente sui propri errori e su quanto ci rimane da fare per emendarli. 
Se c'è ancora qualcosa da fare! 

Ma come è possibile che milioni di italiani si siano fatti incantare ancora da Berlusconi e dalle sue balle? E come è possibile che altri milioni di italiani si siano fatti incantare dal guru Grillo, dalle sue panzane, dai suoi toni violenti e fascistoidi, dai suoi banalissimi slogan? È di questo che voglio parlare e non del risultato definitivo del voto e della composizione del governo. Perché una situazione del genere rischia non solo di non farci uscire dalla crisi economica, culturale e morale causata dal ventennio di berlusconismo. Anzi, questo voto rischia di farci precipitare in una crisi ben peggiore, profonda e irreversibile. E questa situazione ha dei responsabili. 
Accuso gli italiani di pigrizia, ignoranza e opportunismo. Pigrizia perché non si informano, non comprano i giornali, non cercano riscontri su internet, non escono dal loro bar dove sentenziare banalità come “destra e sinistra sono tutti uguali”, “il più pulito ha la rogna”, “è tutto un magna magna”. Ignoranza dolosa perché ignorano di esserlo, e se ne vantano. Essere consapevoli dell’essere ignoranti già sarebbe un passo avanti, ma neanche quella consapevolezza si intravede nella penisola. Opportunismo perché l’italiano mette in vendita tutto se stesso, tutto quello che ha e anche quello che non è suo ma è di chi lo circonda per un beneficio materiale anche misero, piccolo, volatile come una promessa elettorale bufala come la restituzione dell’Imu, la cancellazione della casta, la rivoluzione salvifica dietro l’angolo, l’uscita dall’Euro come se bastasse. Già metà di questo paese per vent’anni aveva dato ampia dimostrazione di questo “carattere” affidando a Berlusconi il destino dell’Italia per un condono ogni tanto, una “leggina comoda anche per me” e una manciata di bufale. Ora c’è un altro pezzo di Italia che in più ha buttato via il proprio voto preferendo le macerie alla ricostruzione, il “capo” alla mobilitazione, il “pensiero unico” alla critica, la faida alla democrazia.  
Accuso quegli italiani, e in particolare quegli elettori di sinistra delusi che si sono ubriacati di chiacchiere e slogan telefonati, insulti facili e voglia di appartenere al branco offerti da Grillo e dai suoi sodali, di aver contribuito dolosamente a mandare a rotoli i sacrifici, le idee, i sogni di un paese sfiancato da un ventennio berlusconiano e da una crisi economica mai così drammaticamente vissuta in epoca repubblicana. Gente che ha dismesso idee e intelligenza, senso e progetto, anima e cultura per affidare il proprio voto al nulla. Al figlio spurio della cultura berlusconiana, a chi ha saputo veicolare e condizionare e soprattutto manipolare il web dopo vent’anni di ubriacatura e lavaggio del cervello televisivo messo in atto da Berlusconi. Che non si sentano migliori di chi ha tenuto in piedi Berlusconi. Sono a loro strettamente imparentati. Loro i primi pigri, i più responsabili. Che non si sono informati, che si sono bastati nel sentirsi parte della folla plaudente, trasformati in massa manipolata dall’alto e non in collettività e movimento. Come scrive sul suo blog lo scrittore Sandrone Dazieri “Perché il pensiero di un movimento, è, appunto, la sintesi del pensiero di una moltitudine, non la moltiplicazione del pensiero di un singolo”. Qui sta la differenza fra un movimento e una setta. Rinunciando alla fatica della costruzione di un pensiero collettivo, maturato, attento e rinunciando a informarsi, criticare, mettere in discussione se stessi e la propria visione del mondo nel confronto con gli altri (e tutta l’azione politica di M5S si è fondata sull’assioma del “non riconoscimento” dell’avversario, della critica, della stampa, dell’informazione non “ufficialmente riconosciuta” da Grillo o dai suoi sodali). Loro, gli ex elettori di sinistra che hanno incenerito il proprio voto votando Grillo (che rappresenta un’idea di società e di paese lontana galassie perfino dall’ombra di un pensiero di sinistra sociale, solidale e progressista), sono i principali responsabili di questo crollo non politico ma sociale e culturale e umano che la fase di incertezza e di scontro che ora sarà inevitabile provocherà. 
Accuso i partiti e gli esponenti della sinistra di non aver saputo rinnovarsi, di essere rimasti aggrappati alle proprie cariche (o presunte tali) e alle proprie faide interne. Li accuso di aver trascorso gli ultimi vent’anni sulla difensiva (davanti al marketing dei sogni irrealizzabili di Berlusconi) senza trovare un nuovo modo di comunicare, di vivere la politica anche sul piano personale. Anche loro pigri, ignoranti e opportunisti. Hanno perso di vista le idee gettando via le ideologie, hanno perso il contatto con la realtà cercando ossessivamente un punto di ricaduta, un accordo possibile. Con chi? Con Berlusconi e con il suo irreale nuvolone di promesse. Per ottenere cosa? La sopravvivenza, anche personale. Soprattutto personale. Alleandosi anche con quel centro “della pagnotta”, dei poteri economici che si sperava “accettabili”. Si sperava. Ci si illudeva. O peggio, si sapeva. 
Accuso il Pd, poi, per aver accettato di sostenere la “ricetta” Monti. Si poteva andare al voto, si poteva vincere a mani basse, si poteva ridare respiro al paese dissanguato dal ventennio berlusconiano. Ma si è preferito prima risolvere le faide interne e fare apparente pulizia. Cercando, con risibili risultati, di normalizzare anche il rottamatore Renzi senza capire che Renzi, figlio di questo ventennio, il partito se lo prenderà mettendo in archivio perfino quel po’ di odore di sinistra sopravvissuto non a vent’anni di Berlusconi ma a vent’anni di D’Alema e Veltroni e Rutelli e Bindi e Fioroni etc etc. 
Accuso Bersani di non aver detto una cosa che fosse una di sinistra in questa campagna elettorale come la necessità di fare una patrimoniale seria sulle rendite finanziare, di rifondare profondamente e facendone uscire la politica dalle fondazioni bancarie, di puntare sul lavoro e sulle tutele del lavoro e sui tagli reali e non tardivamente e confusamente annunciati a una settimana dal voto delle spese militari. Tutto per correre dietro a Monti e Fini e Casini. E Ichino. E ICHINO! E ancora. 
Accuso i sindacati di non aver saputo pensare un modello diverso di lavoro e di società mentre il lavoro e la società mutava. Anche loro sulla difensiva davanti al modello neo liberista. Anche loro pigri e impauriti dall’uscire dai particolarismi. 
Accuso l’informazione di pigrizia criminale, di opportunismo corporativistico e di presunzione di essere, nella forma attuale, indispensabile. E fra gli opportunisti non metto solo i giornali e i giornalisti che per anni hanno cercato di appattarsi con la politica, ma anche quei finti rigorosi rivoluzionari della libera informazione che intanto si inchinavano ai nuovi potenti che emergevano: parlo di Travaglio e di Santoro. 
Accuso Giorgio Napolitano, il politico e non l’istituzione del Presidente della Repubblica, di essere uno dei principali responsabili di questa drammatica fase economica che stiamo vivendo. E dell’imbarbarimento culturale e sociale che stiamo subendo. Ha scelto per anni di fare il semplice notaio del peggior saccheggio mai messo in atto in questo paese. I quattro anni di governo Berlusconi. Per poi mettere in atto e guidare una congiura di palazzo che ha portato al governo Mario Monti e il tecnicismo inumano dei teorici del neo liberismo. E lo accuso di esserne talmente consapevole da scegliere di essere all’estero (e non a caso in Germania) al momento del voto e soprattutto dello spoglio delle schede elettorali. Per non rispondere, nell’immediato, a quello che è uscito dalle urne.
Accuso questo popolo che non si merita questo paese ma questa politica (vecchia e nuova) si.
E spero di poter sopravvivere alla nausea che mi travolge al solo pensare a questa fase che si prospetta da oggi in poi. Alla ricerca del consenso dei nuovi potenti.
In una delle ultime interviste rilasciate Indro Montanelli diceva che gli italiani non avevano un carattere nazionale. In realtà sapeva benissimo di mentire (come spesso ha fatto nella sua lunga carriera) perché un carattere nazionale l’italiano medio lo ha inciso nel DNA a fuoco e si fonda principalmente su un “valore” ben definito e diagnosticabile: l’opportunismo. La storia italiana è un incredibile succedersi di collettivi atteggiamenti opportunistici. Interi pezzi della società si smuovono, dopo decenni di stasi, grazie a spinte opportunistiche. Ci si deve garantire la pagnotta, anche se presunta, anche se minimale. E si scommette sul vincitore possibile di volta in volta anche e soprattutto se quel vincitore sembra intenzionato a calpestare l’orticello da cui si è sempre bene o male mangiato. E la stampa italiana, ovviamente, non è immune dal gene dell’opportunismo alla faccia del ruolo e della deontologia professionale.
Ieri pomeriggio. Genova. Non sono ancora le 16. Una folla di cronisti bivacca da ore davanti alla villa dell’unico vincitore di queste elezioni, Grillo. Lui esce e i cronisti si precipitano, accendono microfoni e telecamere, lo circondano. Lui esordisce con un pistolotto su quello che i giornalisti “devono” capire, su quale presunta notizia “devono” puntare, di fatto su quali domande “devono” fare. Dopo venti anni di Berlusconi niente di nuovo. E il cronista di SKY (credo che sia stato lui anche se nella concitazione è difficile esserne certi) dice: “Se non le faccio domande sulle coalizioni risponde a qualche domanda?”. Cioè, rinuncio a fare l’unica domanda sensata dopo il voto per avere due battute due da spendermi. Il vincitore, benevolo, accondiscende. 
Basta farsi un giro su Twitter in queste ore per avere ulteriore conferma. Dopo anni di critiche feroci oggi fior di penne indipendenti sembrano essersi iscritte a fare del volontariato all’ufficio stampa di Grillo. Sarà perché il vincitore minaccia da anni di tagliare i fondi pubblici all’editoria? Sarà perché si spera di essere uno dei graziati dalla mattanza occupazionale che quei tagli provocheranno? Il DNA non mente mai. 

La Rivoluzione Presunta di Pietro Orsatti 
Download 

13 marzo 2013

La politica in scacco matto?

Ieri mi è capitato di leggere l'articolo di Marcello Veneziani, Vite parallele dei due ayatollah della politicapubblicato sabato 5 gennaio scorso su ilgiornale.it, e ci ho trovato importanti spunti di riflessione. Aggiungo, per correttezza, che c'è ancora un altro ayatollah in circolazione da vent'anni, che non usa l'incudine e il martello ma con un potente trapano demolitore ha messo in tilt il sistema già da un pezzo. 

Torniamo, però, a Monti e Grillo. Ambedue in questa tornata elettorale si sono incuneati tra centrodestra e centrosinistra con alcune parole d'ordine coincidenti. Per Grillo il M5S non è di destra, né di sinistra, esso vuole realizzare la democrazia diretta, la disintermediazione tra Stato e cittadini, l'eliminazione dei partiti, i referendum propositivi senza quorum, il cittadino al potere; per Monti la destra e la sinistra sono concetti superati, occorre tagliare le ali estreme, considerate conservatrici e costituire un polo di veri riformisti

L'uno veste i panni dell'uomo d'ordine, inviato d'Europa a salvare l'Italia dalla mala politica, l'altro quelli di un novello Robespierre o - se si vuole - Masaniello che agita la piazza contro la casta accomunando in essa tutti i partiti - senza distinzione - e i politici che li incarnano. 

L'esito elettorale non poteva che essere micidiale: Monti ne esce sconfitto; centrodestra e centrosinistra fortemente penalizzati, non solo e non tutto per colpa di Grillo; il M5S vincente porta in parlamento 163 new entries ma aspira a sostituire del tutto i partiti e mira a breve a farli coalizzare per dare loro la stoccata finale alle prossime elezioni anticipate. 

Lo stallo prodotto dall'esito del voto non poteva essere più totale. E non si capisce come ne usciremo. Intanto il Paese langue in una condizione di crescente disagio.

Io sono convinto che destra e sinistra abbiano ancora molto da dire e non possano essere cancellate con un colpo di spugna, a patto che i partiti si rinnovino profondamente liberandosi da tutte le anomalie e gli elementi spuri che li caratterizzano; che la democrazia diretta rimane, ad oggi, una grandiosa utopia. 

Il miglior motore di ricerca