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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com
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28 gennaio 2015

Berlu-Renzi assieme, alla conquista del Colle

Stiamo assistendo impotenti (?) all'occupazione dell'ultimo baluardo rimasto a difesa della Costituzione e delle istituzioni civili. 
I due capi-bastone attraverso un patto scellerato stanno condizionando la libera scelta del Presidente della Repubblica da parte dell'assemblea dei grandi elettori, proponendosi di votare scheda bianca nelle prime tre votazioni per imporre il loro fantoccio alla quarta, quando sarà eletto agevolmente con la maggioranza assoluta di cui sulla carta dispongono. 

Ci sarebbe un modo di ribaltare questa orribile messinscena se un numero rilevante di grandi elettori di tutti gli schieramenti si liberasse in questa occasione della casacca di appartenenza e indicasse un nome al di sopra delle parti, anche della società civile, dotato veramente di quelle caratteristiche di indipendenza, competenza ed equilibrio da farne il Presidente di tutti gli Italiani onesti. 

In questa fase di grave difficoltà del Paese ciò che non ci serve è l'elezione di un uomo o donna che confermi e consolidi il patto del nazareno e la durata di tale ignobile mercimonio. 
C'è da augurarselo seriamente. Ma sarà realistico in un parlamento di nominati, timorosi di perdere la poltrona? 

23 gennaio 2015

Il Pregiudicato e lo Spregiudicato nelle più belle vignette













21 gennaio 2015

Flat tax, not in my name!

Mentre Obama tenta di inasprire le tasse ai più ricchi a favore della middle class, pur essendo consapevoli che dopo la crisi del '29 e nel secondo dopoguerra le economie dei Paesi occidentali si risollevarono con incentivi al mondo del lavoro sostenuti attraverso una forte tassazione dei grandi patrimoni, Berlusconi, Salvini e i loro sostenitori hanno ancora il coraggio di proporre la flat tax impunemente e nel silenzio quasi assoluto dei mass media. 


Se è vero che - anche grazie alla crisi e alle politiche di liberismo selvaggio attuali - i poveri diventano sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi, la flat tax non farebbe altro che allargare a dismisura tale divario. 

Non serve essere economisti di fama mondiale per capire che occorre urgentemente una redistribuzione dei redditi, un ridimensionamento della spesa pubblica (salvaguardando, però, sanità, scuola, servizi), una tassazione più drastica dei grandi patrimoni, l'esenzione fiscale per redditi da lavoro e pensioni vicini al minimo esistenziale e una forte riduzione d'imposta per i redditi medi. 

Solo scelte di tal natura potrebbero dare un po' di respiro ad un'economia languente e sostenere la produzione e la crescita. Scelte che inizialmente favorirebbero i ceti medio-bassi ma che, in tempi più lunghi, produrrebbero effetti positivi anche per gli altri.
Scelte oculate del genere non possono chiedersi a un Berlusconi qualsiasi il cui unico vero interesse da vent'anni a questa parte si è dimostrato essere la salvaguardia delle sue aziende. Nè possono entrare nel programma di Renzi (figlio politico naturale dell'ex cavaliere di Arcore) e del suo partito, forgiato ormai a sua immagine. 
Rimane solo la recondita speranza che dalla costola di quel che fu il PD e dai cespugli sparsi di una sinistra vagante possa nascere una formazione seria di sinistra con un progetto credibile e sostenibile. Solo speranza vana? 

La metà della ricchezza mondiale nelle tasche dell'1% della popolazione

La flat tax di Salvini e Berlusconi: togliere ai poveri per dare ai ricchi

La flat tax e la restaurazione fiscale

08 gennaio 2015

Inizia la caccia all'extracomunitario?

Dopo l'orribile carneficina di stampo terroristico-islamista che ieri ha sconvolto la Francia, l'Europa e il mondo intero, riprende con vigore, anche da noi, l'indecente e sconsiderata caccia all'extracomunitario in quanto tale, a prescindere da ciò che fa e da come vive. 

Come antidoto a questa denigratoria campagna sempre attiva, consiglio la lettura di Ghetto Economy curato da Antonello Mangano, che ci documenta in modo dettagliato sulle condizioni di vita e di lavoro di decine di migliaia di migranti sfruttati, ricattati e violentati, manodopera a basso costo nelle regioni del profondo sud e in alcune aree del nord industrializzato. 


Dalla quarta di Copertina:
Le serre del doppio sfruttamento, sessuale e lavorativo. Le braccianti rumene e la loro dignità violata. I ghetti di Stato e le baraccopoli africane ai margini dei campi. I semi che diventano sterili. Le multinazionali e le società finanziarie. Ma anche tonnellate di succo d’arancia tagliate con sostanze chimiche. 
Sono solo alcuni orrori nascosti dietro l’etichetta del supermercato. Dagli aranceti di Rosarno alle vigne del Piemonte, un’economia arcaica e tecnologica, schiavista e finanziaria produce arance, vino, pomodoro. Il cibo che arriva sulle nostre tavole.
Durante un viaggio sorprendente raccontiamo un incubo che ci appare lontano e legato ai migranti. Ma che sta diventando il nostro futuro. 

Un consiglio spassionato e non richiesto al premier Renzi

Dopo la norma salva-Berlusconi, approvata dal Consiglio dei ministri la notte di Natale - che potrebbe di fatto graziare l’ex Cavaliere condannato dalla Cassazione - e la successiva istanza dei suoi legali intesa ad ottenerne la liberazione anticipata per buona condotta: Il progetto rieducativo si è arricchito dello svolgimento dei lavori di pubblica utilità (…) da cui ha accolto con entusiasmo uno spunto di riflessione sulla condizione degli anziani, -
invece di arrampicarsi sugli specchi con l'esito sgradevole che ne consegue e costringere il poveretto a chiedere una riduzione di pena, perché il premier Renzi non compie un atto di forza decisivo candidando l'ex premier ed ex cavaliere al Quirinale per i grandi meriti conseguiti come imprenditore e politico?
Consideri che si tratta del miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni, prima, cioè, che lui stesso gli soffiasse il podio con la strabiliante attività messa in campo.

Pensi Renzi all'esito che ne conseguirebbe: 
- metterebbe finalmente fuori gioco quell'opposizione interna, vera spina nel fianco che rallenta e indebolisce il suo slancio vitale;
- otterrebbe applausi sperticati e riconoscimenti fastosi dal partito e dal mondo degli affari orbitante attorno all'ex cavaliere;
- assicurerebbe al patto del nazareno una durata almeno settennale con la prospettiva di cambiare definitivamente i rapporti di forza nel Paese e di fare le grandiose riforme da entrambi auspicate e volute.

Dico questo perché sono convinto che sarebbe la mossa azzeccata e vincente, in grado di garantire al premier lunga vita politica e l'ambito riconoscimento di grande statista.

Faccia come il Duce che si assunse la responsabilità politica, morale e storica del delitto Matteotti, tacitando così l'opposizione e la fronda nascente nel suo stesso partito e dando vita alla fase autoritaria del regime.

Forza Renzi, che ce la fai!

29 dicembre 2014

ANNO NUOVO. VITA VECCHIA ?

Fra poche decine di ore festeggeremo in tutto il mondo (intendo su questo nostro pianeta) il passaggio dall'anno 2014 al 2015. Lo faremo non tutti nello stesso momento ma secondo lo scaglionamento in 24 fusi orari; pertanto l'inizio dei festeggiamenti avverrà nell'arco di 24 ore nelle 24 sezioni nelle quali il nostro globo è diviso. Il capodanno islamico e il cinese non coincidono con quello occidentale fissato dal Calendario gregoriano. 
Già solo questi fatti ci dicono che il tempo storico è una pura convenzione e si calcola secondo criteri più o meno precisi di aggiustamento al tempo astronomico. 
Anche questo, però, è una formulazione scientifico-filosofica intorno alla quale fior di studiosi hanno dibattuto costruendo diverse concezioni del tempo, dalla ciclica, alla lineare fino alla spirale. 

Non mi dilungherò sulla concezione sidero-spaziale, filosofica, scientifica del tempo per la quale rinvio i miei lettori alla puntuale esposizione presente in Wichipedia
Solo un cenno al tempo storico che è quello della sistemazione cronologica e periodizzazione che gli storici fanno della loro materia. 

Mi soffermerò, invece, sul concetto di tempo individuale che è quello che a ciascuno di noi è dato da vivere e che procede secondo criteri del tutto personali e, direi, interiori. E per far ciò mi rifaccio alla teoria di Henri Bergson secondo cui per il tempo non esistono singoli istanti ma un loro continuo fluire non scomponibile; istanti vissuti nella loro durata reale nella coscienza di ognuno dove gli stati psichici non si succedono ma convivono. Diverso è quindi il tempo della scienza da quello reale che ciascuno di noi vive nella propria coscienza. 

Per questa ragione il mio/nostro tempo può contrarsi o dilatarsi. Non è un tempo scandito dallo scorrere lineare e regolare delle ore e dei giorni del calendario, ma costituito di ritagli della realtà percepita in un tempo fuori dal tempo, una durata che la memoria poi raccoglie e incasella nel tempo reale. E qui soccorre Proust che nella sua Recherche fece uso della concezione bergsoniana: Un'ora, non è solo un'ora, è un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi

Questa concezione del tempo legata alle nostre percezioni è affascinante, ci libera dalla costrizione nel tempo come svolgimento monotono e lineare, dalla concezione ciclica dell'eterno ritorno e sprigiona, invece, le nostre potenzialità creative perché ci dà modo di ritagliarci il nostro tempo da vivere, liberi dall'estenuante riferimento all'orologio fisico a vantaggio di quello interiore. 

Esperienze di questo tipo tutti ne abbiamo fatte. Quante volte ci accorgiamo che il tempo dell'attesa non passa mai - sembra durare più a lungo di quanto stimiamo - e guardiamo insofferenti i minuti che scorrono sull'orologio. Altre volte, invece, il tempo dell'azione e delle esperienze piacevoli sembra sfuggirci di mano, tanto passa in fretta! 
E questa percezione del tempo è comune a tutti gli uomini - occidentali, cinesi, musulmani - senza distinzione culturale o religiosa. 

Per tornare ai festeggiamenti che accompagneranno l'arrivo del 2015, anch'io allo scoccare della mezzanotte del 31 Dicembre (fuso orario di Roma) parteciperò al brindisi augurale perché mi troverò in compagnia di persone accomunate dalla stessa voglia di salutare l'anno nuovo. Altre volte, invece, mi sono ritrovato solo in casa, sono andato a dormire prima e l'anno è entrato ugualmente. 

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