Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

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20 marzo 2012

I regali su Twitter per il compleanno di Monti


...e il mio personale anche se con un giorno di ritardo.  

Per i 69 anni del presidente del Consiglio gli utenti di Twitter si sono sbizzarriti in una serie infinita di regali.  

Ecco i più interessanti che sono riuscito a raccogliere: 
  • Una splendida settimana "A caccia di lavoro" con un 52enne disoccupato ex dipendente FIAT! Non ti annoierai! (Free Man!) 
  • Gli consegnerei l’elenco dei miei debiti, accompagnato da un biglietto con su scritto: “Pagali, grazie”. (Giovanni V.)  
  • Un nuovo mandato ma con un parlamento vero. Prima però 6 mesi da italiano qualunque, per capire i “sacrifici”. (Stefania R.) 
  • Gli regalerei un po di senso di equità; quella che ha declamato tanto ed applicato pochissimo. (Francesca C.) 
  • Un tour in qualche fabbrica, sperando capisca che c’è gente che deve vivere con meno di 1000 euro al mese tasse incluse e ossa rotte. (Sean M.) 
  • Una copia della Costituzione. Con l’articolo 1 scritto in caratteri cubitali. (Marco D.) 
  • Un giorno da cassintegrato. (Antonio D.S.) 
  • Un viaggio a Pamplona per partecipare alla corsa dei tori di San Firmino. (M.S.) 
  • Gli farei avere un lavoro come il mio con una famiglia da mandare avanti, una figlia che studia fuori, bollette... (Roberta) 
  • Una settimana di insegnamento in una scuola in un quartiere “a rischio” del sud d’Italia. (Paola B.) 
  • Un carnet illimitato di SEDUTE dal LOGOPEDISTA così poi ci farà capire se quando ci parla di tasse "gode" o "soffre" (Spartacus) 

Io personalmente gli regalo questi due video di Ascanio Celestini da assumere uno al mattino, appena sveglio, e l'altro la sera, prima di andare a letto. Avendo cura, però, di continuare la terapia almeno fino alla fine del mandato e di non esagerare con le dosi prescritte. Si ricorda che sono farmaci e possono avere effetti indesiderati. 





E tu, cosa gli regaleresti? 

17 marzo 2012

Chi è più pulito ha la rogna

È una coclusione amara alla quale, fino a poco tempo fa, non pensavo di poter pervenire! E non è antipolitica ma vero amore per la buona politica al servizio dei cittadini. Dalla fogna attuale dei partiti è meglio che i cittadini perbene si tengano alla larga! 

E non voglio parlare dei collusi con la mafia, corrotti, corruttori, mascalzoni e venduti che rimangono attaccati ai loro scranni mentre in altra epoca sarebbero scomparsi dalla circolazione. Mi colpiscono specialmente le debolezze incomprensibili di personaggi come il sindaco di Bari Emiliano che affoga in un pacco natalizio a base di ostriche, champagne e cozze pelose;  o di un Berlusconi che, mentre faceva strame di leggi e istituzioni, da trent'anni dimentica di pagare la bolletta della luce per l’illuminazione della via privata San Martino, che costeggia la sua villa, e la spesa finisce sulle spalle del sindaco
Per non dire di quei tanti personaggi di terza fila che, davanti ad una contravvenzione al Codice stradale o alla difficoltà di ottenere un trattamento speciale, non potendo più dire lei non sa chi sono io, si fanno chiamare al cellulare dal potente di turno per rimarcare l'appartenenza alla casta degli intoccabili.  Io manderei loro il cellulare della polizia. 

Questo per affermare con forza che le persone perbene fanno bene a tenersi lontane dal mondo della politica come oggi lo conosciamo. È talmente corrotto e marcio che non può riformarsi ma riesce, invece, ad inquinare chiunque gli si avvicini, anche con le migliori intenzioni. 

Per dimostrare il mio assunto, in un'epoca di grande corruttela e malcostume tanto diffusi tra gli uomini di partito di tutti gli schieramenti - nessuno escluso -, voglio raccontare qualche episodio accadutomi nella mia esperienza d'insegnante e commissario agli esami di maturità. Ero membro interno nel liceo nel quale insegnavo, in Sicilia, e un uomo politico, assai potente all'epoca, mi fece pervenire una richiesta finalizzata ad ottenere il voto di 60/60 per una candidata protetta. Risposi che la ragazza si era impegnata ed era stata tra le migliori durante l'anno ma che non potevo garantire un esito col massimo dei voti perché c'era da valutare il risultato degli esami. In ogni caso, dissi che non avrei sostenuto il 60 se quel voto avesse potuto pregiudicare il risultato finale di altri alunni della classe. Alla fine la candidata uscì con il voto di 58/60 ma io avevo potuto gestire al meglio la valutazione complessiva dei miei alunni con l'apprezzamento - da parte della commissione e degli stessi alunni - del lavoro da me svolto. 
Un'altra volta, ero presidente di commissione e si presentò davanti all'istituto nel quale operavo un genitore che mi chiese di avvicinarmi alla sua macchina e, aperto il cofano posteriore, mi mostrò casse di frutta e primizie di ogni tipo che mi chiese di poter trasferire sulla mia macchina. Rimasi di stucco, incredulo, e lo pregai di andare via e non insistere. Gli dissi che suo figlio, che non conoscevo e non ho voluto conoscere, sarebbe stato trattato correttamente come tutti gli altri candidati. Ci rimase molto male perché - disse - il suo era un pensiero per il quale non si aspettava un ricambio. Conclusi, allora, che se avesse voluto mostrarmi la sua riconoscenza, avrebbe potuto incontrarmi dopo l'affissione in bacheca dei risultati finali degli esami. Non lo vidi mai più. 
E che dire di quel maresciallo dei Carabinieri che, saputo che ero commissario d'esami in un paese vicino a quello di residenza anagrafica ma proveniente da una scuola distante 1400 km, mi convinse a prendere una camera in un albergo della sede di esami - che sarebbe rimasta mia solo sulla carta - per ottenere così la trasferta assai remunerativa mentre io avrei viaggiato da casa fino all'istituto distante solo 35 Km? Non seppi dire di no al potere della divisa e accettai ma la notte non riuscii a dormire e l'indomani, prima di presentarmi a scuola, passai dall'hotel e disdissi la camera. 

Ma questi sono comportamenti da persone ordinarie, che non sanno stare al mondo. Loro sì che possono insegnarci il senso della vita! 

13 marzo 2012

4 video per ridere, anche se un po' amaro

Dopo le dichiarazioni esplicite e, tutto sommato, oneste di Alfano che rovescia il tavolo per non parlare di RAI e media, di giustizia e corruzione; dopo le parole di Bossi su Monti che "rischia la vita, il Nord lo farà fuori" e quelle su Berlusconi che è diventato il sostenitore più convinto del governo Monti perché "è stato assolto in tribunale: prima era un delinquente e poi improvvisamente è stato assolto..." ci sta anche il vilipendio in chiave satirica della Guzzanti e la parodia della ministra Fornero. 









Ragazzi, abbiate il coraggio di ribellarvi alle regole

11 marzo 2012

Lusi e l'uso del denaro pubblico

L’AMACA di Michele Serra ci offre oggi uno spunto di riflessione sull'uso fatto da Lusi dei soldi del partito. 

Il tenore di vita del senatore Lusi, così come sortisce dalla sua contabilità privata (ma con denaro pubblico), ci parla certamente di un disonesto. Ma ci parla soprattutto di un malato. Di uno spenditore compulsivo, forsennato, dalle cui tasche sfondate potevano uscire 700 euro per un pranzetto in coppia dietro il Pantheon (neanche un mafioso russo ci riuscirebbe), o 70 mila euro per una vacanza alle Bahamas. 
Se fossi il suo avvocato chiederei l’infermità mentale (e non è solo una battuta). Se fossi un suo collega di partito, mi domanderei come diavolo sia possibile che una persona del genere abbia potuto, per anni, avere una responsabilità delicata come quella di tesoriere, mansione che gli si attaglia come quella di vigile del fuoco a Nerone; e come mai nessuno si sia accorto di quello che stava accadendo. Da semplice cittadino, mi domando se la politica italiana è ancora in grado di selezionare con qualche criterio il proprio personale; oppure se, malata anche lei, ha perduto la facoltà di difendersi. Storie come quella di Lusi fanno pensare che la vera antipolitica sia dentro il sistema dei partiti: una di quelle terribili malattie autoimmuni che distruggono da dentro. Michele Serra 


Poi si chiedono perché la gente li guarda in cagnesco e li prenderebbe volentieri a randellate, anche quelli che gridavano Roma Ladrona e agitavano il cappio. 

E la chiamano antipolitica, la motivata reazione popolare di quanti, costretti a stringere la cinghia fino a soffocare, si rivoltano fino al vomito nel vedere all'opera tanti ladroni incalliti ! 




La pagherete, la pagherete cara! Ne sono certo. 


PS: Niente lacrime se salta il centrosinistra di Lusi (Lidia Ravera sul Fatto Quotidiano) 
Il denaro non ha cattivo odore, dicevano i latini. È il modo in cui si sperpera, che puzza di morto. Si può rubare per fame, e in genere si finisce in galera, si può anche rubare per avidità, e in genere si resta in libertà abbastanza a lungo. Ma rubare per mangiarsi un piatto di spaghetti al caviale, veramente, sa di stupido. Rubare per una notte da 1988 euro in un albergo di San Remo, rubare per poter spendere 11600 euro in tre giorni soltanto per tenere le chiappe al sole in Montenegro, perchè il “resort” è “esclusivo ”... sa di disprezzo, sa di coazione a strafare, sa di vuoto morale e mentale. Non per fare la lombrosiana, ma basta guardarlo in faccia, il senatore Lusi, per riconoscere l’eroe dei nostri tempi: occhi torvi e furbi su un fisico bovino. Empatia zero. Bulimia mille. Spiccata propensione alla minaccia. Incapacità patologica a riconoscere i propri torti. “Se parlo io salta il centro sinistra”, ha detto, fingendo di non sapere che lo stavamo tutti ascoltando. Parli senza remore, senatore Lusi: se nel centro sinistra è cresciuto un personaggio come Lei, che salti pure per aria, che vada in pezzi, in briciole, in vacca... Non verseremo una lacrima. 

10 marzo 2012

L'Italia e la sua considerazione nel mondo

Ma guarda te! Gli esponenti più accreditati dell'ex maggioranza, tutti lì a notare la scarsa considerazione in cui è tenuta l'Italia nel consesso internazionale! 
In India i nostri marò, accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati, sono trattenuti in carcere, in attesa di stabilire a chi spetti la gestione dell'eventuale processo; in Nigeria fallisce il blitz delle teste di cuoio inglesi, attuato all'insaputa del governo italiano, con la conseguente uccisione dei due ostaggi, l'italiano Franco Lamolinara e l'inglese Cristopher Mc Manus. 
E tutti lì a gridare allo scandalo, fino alla richiesta di dimissioni del ministro degli esteri da parte del leghista Maroni. 

Come se ci fossimo dimenticati che questo governo è in carica da poco più di 100 giorni proprio per tappare e gestire le falle che il governo precedente aveva lasciato! Come se ci fossimo dimenticati quale fosse la politica estera e la considerazione dell'Italia nell'era Berlusconi! Come se ci fossimo dimenticati che l'attuale governo, solo qualche giorno fa, è stato accusato di interferire in ambiti non di sua competenza, avendo come missione riconosciuta il risanamento economico e finanziario! 

Io non amo particolarmente l'attuale governo perché non mi è apparso affatto equo il modo in cui ha avviato il risanamento della nostra economia e delle  nostre finanze, anche se alcuni provvedimenti sembrano andare nella giusta direzione. Ma vivaddio, è proprio al governo Monti che dobbiamo se l'Italia comincia a riconquistare faticosamente credito e fiducia in ambito internazionale! Quel credito e quella fiducia che il precedente governo-barzelletta era riuscito, in pochi anni, a dissipare completamente. 

Pare sia rientrato solo ieri dalla sua visita privata all'amico Putin. Mi chiedo come mai non gli abbia chiesto la cittadinanza russa.  


O forse l'ha fatto: è l'ultima possibilità che gli rimane dopo aver perso i veri amici africani


La verità è che la malapolitica, messa nell'angolo dai tecnici con il beneplacito dell'opinione pubblica, scalpita per il timore concreto di perdere completamente la faccia e il consenso presso gli elettori.  
Ma ogni suo maldestro tentativo di uscire dall'angolo sembra destinato a produrne l'uscita di scena definitiva. 

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