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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com
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01 febbraio 2015

MATTARELLA PRESIDENTE. Prime impressioni

Mi piace che per la prima volta un siciliano onesto raggiunga la massima carica istituzionale. 
Apprezzo molto del nuovo Presidente la grande sobrietà, la semplicità dei modi, la pacatezza. (Doti che lo rendono distante anni luce dalla sguaiatezza che rasenta la cialtroneria di leader come Renzi, Berlusconi, Grillo e Salvini). 

La prima dichiarazione all'atto della comunicazione della sua elezione - Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. E' sufficiente questo" - gli fa onore e sembra contenere, nella sua semplicità, un impegno e un progetto di vasta portata. 

Il primo atto, la visita alle Fosse ardeatine, marca la sua profonda fede democratica e il suo impegno nella lotta alle attuali folli manifestazioni di terrorismo. 



Mi piace inoltre il suo energico impegno contro la mafia avendo assistito di persona il fratello Piersanti negli ultimi istanti di vita dopo un attentato mafioso e avendone ereditato il patrimonio morale. 
Sarà un buon Presidente, lo vedremo all'opera. 

Unica nota curiosa: nel corso della terza votazione, alla vigilia dell'elezione di Mattarella, il forte vento che soffia sulla Capitale stacca la bandiera tricolore sventolante sul torrino del Quirinale facendola ammainare alla base del supporto. Gli àuguri di una volta ne avrebbero tratto interpretazioni fosche; noi immaginiamo, invece, che la gestione del nuovo Presidente potrà essere contrastata (ma non sconfitta) per la sua intransigenza sui principi e il suo rigore morale. 

Auguri Presidente, buon lavoro!            

28 gennaio 2015

Berlu-Renzi assieme, alla conquista del Colle

Stiamo assistendo impotenti (?) all'occupazione dell'ultimo baluardo rimasto a difesa della Costituzione e delle istituzioni civili. 
I due capi-bastone attraverso un patto scellerato stanno condizionando la libera scelta del Presidente della Repubblica da parte dell'assemblea dei grandi elettori, proponendosi di votare scheda bianca nelle prime tre votazioni per imporre il loro fantoccio alla quarta, quando sarà eletto agevolmente con la maggioranza assoluta di cui sulla carta dispongono. 

Ci sarebbe un modo di ribaltare questa orribile messinscena se un numero rilevante di grandi elettori di tutti gli schieramenti si liberasse in questa occasione della casacca di appartenenza e indicasse un nome al di sopra delle parti, anche della società civile, dotato veramente di quelle caratteristiche di indipendenza, competenza ed equilibrio da farne il Presidente di tutti gli Italiani onesti. 

In questa fase di grave difficoltà del Paese ciò che non ci serve è l'elezione di un uomo o donna che confermi e consolidi il patto del nazareno e la durata di tale ignobile mercimonio. 
C'è da augurarselo seriamente. Ma sarà realistico in un parlamento di nominati, timorosi di perdere la poltrona? 

23 gennaio 2015

Il Pregiudicato e lo Spregiudicato nelle più belle vignette













21 gennaio 2015

Flat tax, not in my name!

Mentre Obama tenta di inasprire le tasse ai più ricchi a favore della middle class, pur essendo consapevoli che dopo la crisi del '29 e nel secondo dopoguerra le economie dei Paesi occidentali si risollevarono con incentivi al mondo del lavoro sostenuti attraverso una forte tassazione dei grandi patrimoni, Berlusconi, Salvini e i loro sostenitori hanno ancora il coraggio di proporre la flat tax impunemente e nel silenzio quasi assoluto dei mass media. 


Se è vero che - anche grazie alla crisi e alle politiche di liberismo selvaggio attuali - i poveri diventano sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi, la flat tax non farebbe altro che allargare a dismisura tale divario. 

Non serve essere economisti di fama mondiale per capire che occorre urgentemente una redistribuzione dei redditi, un ridimensionamento della spesa pubblica (salvaguardando, però, sanità, scuola, servizi), una tassazione più drastica dei grandi patrimoni, l'esenzione fiscale per redditi da lavoro e pensioni vicini al minimo esistenziale e una forte riduzione d'imposta per i redditi medi. 

Solo scelte di tal natura potrebbero dare un po' di respiro ad un'economia languente e sostenere la produzione e la crescita. Scelte che inizialmente favorirebbero i ceti medio-bassi ma che, in tempi più lunghi, produrrebbero effetti positivi anche per gli altri.
Scelte oculate del genere non possono chiedersi a un Berlusconi qualsiasi il cui unico vero interesse da vent'anni a questa parte si è dimostrato essere la salvaguardia delle sue aziende. Nè possono entrare nel programma di Renzi (figlio politico naturale dell'ex cavaliere di Arcore) e del suo partito, forgiato ormai a sua immagine. 
Rimane solo la recondita speranza che dalla costola di quel che fu il PD e dai cespugli sparsi di una sinistra vagante possa nascere una formazione seria di sinistra con un progetto credibile e sostenibile. Solo speranza vana? 

La metà della ricchezza mondiale nelle tasche dell'1% della popolazione

La flat tax di Salvini e Berlusconi: togliere ai poveri per dare ai ricchi

La flat tax e la restaurazione fiscale

08 gennaio 2015

Inizia la caccia all'extracomunitario?

Dopo l'orribile carneficina di stampo terroristico-islamista che ieri ha sconvolto la Francia, l'Europa e il mondo intero, riprende con vigore, anche da noi, l'indecente e sconsiderata caccia all'extracomunitario in quanto tale, a prescindere da ciò che fa e da come vive. 

Come antidoto a questa denigratoria campagna sempre attiva, consiglio la lettura di Ghetto Economy curato da Antonello Mangano, che ci documenta in modo dettagliato sulle condizioni di vita e di lavoro di decine di migliaia di migranti sfruttati, ricattati e violentati, manodopera a basso costo nelle regioni del profondo sud e in alcune aree del nord industrializzato. 


Dalla quarta di Copertina:
Le serre del doppio sfruttamento, sessuale e lavorativo. Le braccianti rumene e la loro dignità violata. I ghetti di Stato e le baraccopoli africane ai margini dei campi. I semi che diventano sterili. Le multinazionali e le società finanziarie. Ma anche tonnellate di succo d’arancia tagliate con sostanze chimiche. 
Sono solo alcuni orrori nascosti dietro l’etichetta del supermercato. Dagli aranceti di Rosarno alle vigne del Piemonte, un’economia arcaica e tecnologica, schiavista e finanziaria produce arance, vino, pomodoro. Il cibo che arriva sulle nostre tavole.
Durante un viaggio sorprendente raccontiamo un incubo che ci appare lontano e legato ai migranti. Ma che sta diventando il nostro futuro. 

Un consiglio spassionato e non richiesto al premier Renzi

Dopo la norma salva-Berlusconi, approvata dal Consiglio dei ministri la notte di Natale - che potrebbe di fatto graziare l’ex Cavaliere condannato dalla Cassazione - e la successiva istanza dei suoi legali intesa ad ottenerne la liberazione anticipata per buona condotta: Il progetto rieducativo si è arricchito dello svolgimento dei lavori di pubblica utilità (…) da cui ha accolto con entusiasmo uno spunto di riflessione sulla condizione degli anziani, -
invece di arrampicarsi sugli specchi con l'esito sgradevole che ne consegue e costringere il poveretto a chiedere una riduzione di pena, perché il premier Renzi non compie un atto di forza decisivo candidando l'ex premier ed ex cavaliere al Quirinale per i grandi meriti conseguiti come imprenditore e politico?
Consideri che si tratta del miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni, prima, cioè, che lui stesso gli soffiasse il podio con la strabiliante attività messa in campo.

Pensi Renzi all'esito che ne conseguirebbe: 
- metterebbe finalmente fuori gioco quell'opposizione interna, vera spina nel fianco che rallenta e indebolisce il suo slancio vitale;
- otterrebbe applausi sperticati e riconoscimenti fastosi dal partito e dal mondo degli affari orbitante attorno all'ex cavaliere;
- assicurerebbe al patto del nazareno una durata almeno settennale con la prospettiva di cambiare definitivamente i rapporti di forza nel Paese e di fare le grandiose riforme da entrambi auspicate e volute.

Dico questo perché sono convinto che sarebbe la mossa azzeccata e vincente, in grado di garantire al premier lunga vita politica e l'ambito riconoscimento di grande statista.

Faccia come il Duce che si assunse la responsabilità politica, morale e storica del delitto Matteotti, tacitando così l'opposizione e la fronda nascente nel suo stesso partito e dando vita alla fase autoritaria del regime.

Forza Renzi, che ce la fai!

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