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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com
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28 dicembre 2011

UN NUOVO MONDO: AUSPICIO PER IL NUOVO ANNO


Se ogni tanto ci mettessimo in sintonia con l'universo mondo, dove la terra che abitiamo è soltanto un puntino insignificante, allora impareremmo a mettere da parte la nostra boria immotivata, il nostro eccessivo bisogno di avere e scopriremmo la solidarietà ai nostri simili, il rispetto per ogni forma di vita, il timore riverente per ciò che non conosciamo.  


Acquisteremmo quella decenza che ci renderebbe degni della vita che ci è data.  


Con questo auspicio auguro a tutti, ma proprio a tutti, 
BUON ANNO

Il mondo è pieno di taglialegna che scacciano le dolci driadi dell'amore dalle dimore della vita e tormentano usignoli in ogni valle - Percy Bysshe Shelley
Quando guardo il cielo, mi rendo conto di quanto sono piccola (più piccola di una formica ...), ma mi piace continuare a guardare e scoprire le lune di Giove e contare le stelle cadenti ... siamo meno di un sospiro in questo universo infinito... - da OROPÉNDOLA  




26 dicembre 2011

Giorgio Bocca ci lascia proprio nel giorno di Natale

Chi, come me, lo ricercava nella sua rubrica l'Antitaliano sull'Espresso, sulle pagine di Repubblica o del Venerdì, ne ricorda lo stile scabro, asciutto come il suo carattere.  

Indisponibile ai modi caramellosi e sdolcinati di tanti esponenti del giornalismo nostrano, si era guadagnato la simpatia dei suoi lettori con la coerenza e autenticità di pensiero e con la fedeltà ai valori di libertà e giustizia che lo avevano accompagnato nel corso dei suoi 90 anni di vita.  

Da giornalista si mostrava votato alla ricerca della verità e interpretazione della realtà, come da combattente aveva individuato nella scelta partigiana la via della liberazione dalla dittatura fascista.  
Sempre schivo, schietto e disincantato, non aveva peli sulla lingua ed era tranciante nei suoi giudizi. Come quando di Vespa dice che non è un giornalista, è un servo di regime, o di Berlusconi, il tiranno che vuole essere amato, che è peggio di Mussolini. Non cercava di essere simpatico ad ogni costo: era ruvido e pungente, come le sue montagne che amava, che lo avevano visto affrontare i rischi della guerra partigiana con l'animo sereno di chi sa di stare dalla parte giusta. 

Addio Giorgio, la tua vita e i tuoi scritti rimangono viatico credibile 
per quanti ancora vogliono credere e lottare.  

Giorgio Bocca, partigiano e scrittore Difese e spiegò i valori della Resistenza 
L'oscenità in politica  L'ultimo articolo di Giorgio Bocca
Giornali e televisioni sembrano dominati dalla foia delle immagini lubriche, dell’umorismo da caserma.
Il coraggio della verità, videostoria di Giorgio Bocca 
Ezio Mauro: Una bussola per tutta la vita

24 dicembre 2011

BUON NATALE E BUON 2012 A TUTTI

Quest'anno, in linea con la sobrietà dettata dal governo dei tecnici che intende gestire la crisi più grave dell'Italia repubblicana, non voglio sprecare parole per consuntivi o aspettative. Siamo entrati nell'occhio del ciclone e abbiamo netta la sensazione che il mondo ci stia crollando addosso. 

Il consiglio sarebbe quello di non rincorrere il superfluo e il vano per assicurare a tutti il necessario. Ma ne siamo capaci? 

Mi piacerebbe che imparassimo la decenza, che aiuta a vivere meglio con noi stessi e con gli altri. 

Gli auguri, comunque, sono un dovere perché esprimono una speranza di novità e cambiamento, senza la quale la vita avrebbe poco senso. Solo la speranza ci aiuta ad aspettare con curiosità l’anno nuovo, facendoci dimenticare tutta la pena di quello trascorso!  
Temo, però, che il 2012 non ci riservi granché di buono. 
Ci aiutasse anche soltanto a cambiare i nostri stili di vita nel senso della sobrietà e della decenza, sarebbe già un bel risultato. 

23 dicembre 2011

Non sarà che porta sfiga?

Ma possibile che solo persone poco raccomandabili abbiano a che fare con lui? A volte mi chiedo se sia lui a cercarle e irretirle o quelle a non evitarlo adeguatamente. 


Questo è l'ultimo post che gli dedico per l'anno in corso e approfitto per fargli gli auguri che l'anno nuovo gli porti migliori frequentazioni e in un Paese diverso. 



L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti.
Io sono legato da amicizia vera con il presidente egiziano Mubarak, con il presidente libico Gheddafi e con il presidente della Tunisia Ben Ali.
L'amore del popolo bielorusso per il presidente Aleksandr Lukashenko si vede dai risultati elettorali che sono sotto gli occhi di tutti. 
Medvedev e Putin sono un dono di Dio per il vostro Paese. 
Don Verzè l'ho conosciuto ed è una persona straordinaria, un uomo di fede e una persona rara. Non credo assolutamente sia implicato in quei fatti.

L'Italia l'ha ridotta nello stato in cui l'ha lasciata dopo 10 anni di cura. Tre dei suoi potenti amici stranieri (Mubarak, Ben Ali, Gheddafi) sappiamo come sono finiti. Anche l'amico Putin non se la passa tanto bene. Gli amici italiani più cari, Previti e Dell'Utri, sono stati condannati per gravi reati. Don Verzè con il suo San Raffaele è nell'occhio del ciclone. Poi c'è Brancher, c'è Lele Mora, e mi fermo qui. 

Su Angelino Alfano l'ultima che ha detto è: Ha doti umane inarrivabili. 
Dovrà temere anche lui la sorte di tanti altri amici? 
A Monti, infine, consiglio di stargli alla larga. Non si sa mai!





Mafia e corruzione: il mosaico nero Berlusconi, Previti, Dell'Utri

19 dicembre 2011

Passera da Fazio cinguetta su tutto ma farfuglia sui 150 miliardi in Svizzera e sull'asta delle frequenze

Ma l'avete visto a Che tempo che fa il ministro Passera parlare di tutto con la scioltezza e la disinvoltura della persona avvezza ai dibattiti televisivi? Sostenere con forza l'operato del Governo? Sfidare milioni di pensionati giustificando anche il blocco delle indicizzazioni? Attaccare con decisione la posizione monopolistica dei 17.796 titolari di farmacie a proposito della mancata liberalizzazione? Arrabbiatura pazzesca, ha detto, ma non finisce qua. Cominciare, invece, a farfugliare a proposito dei 150 miliardi di depositi in Svizzera? E poi alzare gli occhi al cielo, cercare una via di fuga, sorridere come cercando comprensione quando Fazio pone il tema dell'asta delle frequenze che cancelli il beauty contest
A quel punto sembrava davvero uno scolaretto sorpreso dalla maestra con i compiti non fatti, non per colpa sua ma a causa di un intervento superiore che non può addurre come giustificazione. Ha usato addirittura lo stesso termine imboscata che avrebbe usato Berlusconi quando il ministro Giarda per conto del Governo accoglieva gli ordini del giorno presentati oltre che dall'IDV e dal PD, anche dalla Lega, al fine di annullare il beauty contest

In un passaggio dell'intervista il ministro si è lasciato scappare la battuta: noi non dobbiamo rendere conto a nessuno. Infatti, per certi versi, ciò è vero. Questo governo di tecnici chiamati, come l'idraulico esterno, per mettere a posto la tubatura e i rubinetti dello Stato che gli idraulici di famiglia maldestramente avevano intasato, avrà un solo limite: il voto del Parlamento. 
I signori tecnici abbiano chiara in mente una cosa, però, che la maggioranza parlamentare li manderà a casa non in funzione del loro operato, ma in relazione alla convenienza o meno che avrà, di andare ad elezioni anticipate; non si lascino intimidire, dunque, dalle prese di posizione opportunistiche e operino avendo come guida il buonsenso e l'interesse reale del Paese.  

Condivido, perciò, il Buongiorno di Massimo Gramellini su La Stampa, Forza e coraggio.



18 dicembre 2011

L'ISTAT, il suo annuario e l'informazione statistica

L’Annuario statistico italiano, pubblicato dall'ISTAT, offre annualmente un ampio e significativo repertorio dell’informazione prodotta dalla statistica ufficiale su temi di rilievo per la vita pubblica nazionale: economia, pubblica amministrazione, stato dell’ambiente, evoluzione demografica, dinamiche sociali. 
Sfogliando le oltre ottocento pagine del volume, il lettore potrà farsi un’idea della ricchezza del patrimonio informativo che la statistica pubblica mette quotidianamente a disposizione dei decisori pubblici e dei cittadini. Schede metodologiche sulle singole fonti statistiche, glossari, bibliografie e indice analitico completano la strumentazione offerta agli utilizzatori per agevolare l'interpretazione e l'approfondimento delle informazioni. Ciascun capitolo è preceduto, inoltre, da un utile testo a commento dei dati statistici.

L'annuario 2011, suddiviso nei seguenti 26 capitoli che si sviluppano in prospetti corredati di tavole, figure, fonti e approfondimenti, è scaricabile gratuitamente come quelli degli anni precedenti  Ma il nuovo sito ISTAT è una fonte inesauribile di dati, utili per qualsiasi ricerca si volesse intraprendere su: 
1. Ambiente e territorio
2. Popolazione
3. Sanità e salute
4. Assistenza e previdenza sociale
5. Conti economici della protezione sociale
6. Giustizia
7. Istruzione
8. Attività culturali e sociali varie
9. Lavoro
10. Elezioni
11. Famiglie e aspetti sociali vari
12. Contabilità nazionale
13. Agricoltura
14. Industria
15. Costruzioni
16. Commercio interno
17. Commercio con l?estero e internazionalizzazione
18. Turismo
19. Trasporti e telecomunicazioni
20. Credito, assicurazione, mercato monetario e finanziario
21. Ricerca, innovazione e tecnologia dell?informazione
22. Prezzi
23. Retribuzioni
24. Risultati economici delle imprese
25. Finanza pubblica
26. Censimenti

Presentazione del nuovo sito Istat.it 


Io mi sono soffermato sul cap. 9 LAVORO e ho rilevato quanto segue:
In base ai risultati della rilevazione sulle forze di lavoro, sono 22.872 mila gli occupati nella media del 2010, in calo di 153 mila unità su base annua. Il risultato complessivo sintetizza la riduzione della componente italiana (-336 mila unità), controbilanciata dalla crescita di quella straniera (+183 mila unità). La quota di lavoratori stranieri sul totale degli occupati sale così dall’8,2 per cento del 2009 al 9,1 per cento del 2010. 
Il tasso di inattività della popolazione tra i 15 e i 64 anni si attesta al 37,8 per cento, due decimi di punto in più rispetto a un anno prima. Tutti i comparti delle attività manifatturiere registrano cali tendenziali, le diminuzioni più consistenti si sono verificate nel settore della fabbricazione di computer, prodotti elettronici e ottica (-6,9 per cento), in quello delle industrie del legno, carta e stampa (-5,3 per cento) e nelle industrie tessili e dell’abbigliamento (-4,8 per cento). 

Una sintesi offerta dallo stesso Istituto sull'Annuario Statistico 2011:

Ambiente e territorio 
Le regioni settentrionali sempre in testa per la raccolta differenziata 
Nel 2009 la raccolta di rifiuti urbani si attesta a 32,1 milioni di tonnellate (533,5 chilogrammi per abitante), quella differenziata raggiunge il 33,6% dal 30,6% del 2008; sul territorio i valori più alti di raccolta differenziata si registrano nelle regioni del Nord (48%), con Trentino Alto Adige e Veneto in testa (rispettivamente 57,8 e 57,5%), seguono a grande distanza le regioni del Centro (24,9%), e quelle del Sud (19,1%). 
Traffico, parcheggio e inquinamento i problemi più sentiti nelle grandi aree urbane 
Anche nel 2011 i problemi più sentiti dalle famiglie italiane nella zona in cui abitano sono il traffico (41,2%), la difficoltà a trovare parcheggio (38%), l’inquinamento dell’aria (36,6%) e il rumore (32,6%). Seguono il non fidarsi a bere l’acqua del rubinetto (30%) e la sporcizia nelle strade (29,1%). All’ultimo posto si colloca l’irregolarità nell’erogazione dell’acqua, che costituisce un problema per il 9,3% delle famiglie, con punte del 34,7% in Calabria e del 27,3% in Sicilia. 
Difficoltà di parcheggio, sporcizia nelle strade e difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici sono i problemi più segnalati dalle famiglie nel Centro-sud, in particolare in Lazio e Campania per la presenza di grandi centri metropolitani, mentre l’inquinamento dell’aria è particolarmente sentito al Nord. La percezione del rischio criminalità, stabile rispetto al 2010, è più elevata in Campania e nelle aree metropolitane. 2 

Popolazione 
Ancora in calo le nascite 
Alla fine del 2010 l’Italia conta 60.626.442 residenti, circa 286.000 in più rispetto all’anno precedente. Questo incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+311.658 unità) che, pur in calo, neutralizza l’effetto negativo del saldo naturale (-25.544 unità). Le nascite segnano, infatti, una nuova battuta d’arresto (dai 568.857 nati vivi del 2009 ai 561.944 del 2010), un risultato che risulta diffuso su tutta la Penisola. 
Sei italiani su cento sono ultraottantenni 
L’Italia continua ad essere un Paese con i “capelli grigi”. A fine 2010 un residente ogni cinque ha più di 65 anni e gli ultraottantenni sono ormai il 6% della popolazione. 
L’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) raggiunge il valore di 144,5 a livello nazionale; tuttavia, mentre il processo di invecchiamento prosegue nel Mezzogiorno (che tuttavia resta la ripartizione con maggiore equilibrio fra giovani anziani), nelle altre aree del Paese si registra un lieve calo. 
Stabile risulta la graduatoria internazionale (dati 2009): la Germania, con un indice pari a 150,2, si conferma il paese con la struttura per età più “vecchia”, seguito da Italia (144), Grecia (131,9) e Bulgaria (129,2). 
Si infoltiscono le fila della popolazione straniera residente 
Gli stranieri residenti in Italia hanno superato quota 4,5 milioni, sono il 7,5% della popolazione totale e provengono per la maggior parte dall’Unione europea (29,2%), dall’Europa centro-orientale (24,0%) e dall’Africa settentrionale (14,9%). Si tratta per lo più di una popolazione giovane: quasi la metà dei cittadini stranieri ha un’età compresa fra i 18 e i 39 anni, mentre oltre uno su cinque è minorenne. 
Stabile la fecondità 
Nel 2010 il numero medio di figli per donna si attesta a 1,41, lo stesso valore dell’anno precedente. Si conferma, quindi, l’arresto della crescita che si era avuta successivamente al 1995, anno in cui la fecondità italiana toccò il minimo (1,19 figli per donna). 
All’interno dell’Unione europea a 27 Paesi (dati 2009), Irlanda e Francia sono in cima alla graduatoria con, rispettivamente, 2,1 e 2,0 figli per donna, mentre l’Italia, pur posizionandosi nella parte medio-bassa della classifica, è comunque sopra Spagna (1,40), Austria (1,39), Germania (1,36) e Portogallo (1,32) e alcuni paesi dell’Est europeo (Polonia, Ungheria, Romania e Lettonia). C’è poi da considerare che in Italia le donne diventano madri più tardi: 31,1 anni è l’età media al parto nel nostro Paese, il valore più alto dell’Ue27 dopo quello dell’Irlanda (31,2), contro il 29,4 del Regno Unito e il 29,9 della Francia (solo per citare due fra i paesi più grandi dell’Unione). 
Ci si sposa di meno, tiene il matrimonio religioso 
Prosegue anche nel 2010 il trend discendente della nuzialità registrato dopo la ripresa del 2007. Con oltre 13.000 matrimoni in meno celebrati (217.185), il tasso di nuzialità scende dal 3,8 al 3,6 per mille. Il matrimonio religioso resta la scelta più diffusa in tutta la Penisola (63,1%): nelle regioni meridionali la percentuale sale al 77,6%, contro il 51,4% del Nord e il 55,1% del Centro. 

17 dicembre 2011

Per una riflessione sulla crisi finanziaria e socio-economica dell'Occidente globalizzato

... ho letto anche IL PIÙ GRANDE CRIMINE, di Paolo Barnard. 
   
Il titolo evoca più il noir che un saggio di argomento socio-economico. Ma la trattazione coinvolge e attanaglia. Sembra il frutto di una lucida follia, di una visione onirica ma assai documentata, conseguenziale e suggestiva. Sta facendo in internet una marea di adespti e seguaci. Io l'ho letto con curiosità e interesse, non senza qualche pregiudizio - lo riconosco. Anche se Marco Travaglio a un lettore che criticava il suo lavoro sulla base delle elaborazioni di Barnard rispondeva: Si faccia curare e non mi importuni più, che ho cose più serie di cui occuparmi

Non intendo commentarlo e lascio il giudizio a chi si accinge a leggerlo. La lettura può servire, quanto meno, a valutare questo punto di vista del problema, ad avvicinarsi ai temi economici con un approccio storicistico, a validare la ricca bibliografia che lo correda.  

Il saggio si apre con l'avvertenza: Questa è una inchiesta di rigore scientifico che si è avvalsa della consulenza di dodici economisti universitari internazionali. I loro nomi, le note e la bibliografia che attestano della serietà di questo saggio sono elencati in calce. Ma l’ho scritto in stile narrativo affinché chiunque possa leggerlo e divulgarlo. 

Si chiude con i seguenti dati: 
  • la disoccupazione nel nostro Paese è oggi oltre il 12%, con punte del 23% nel Sud
  • i fallimenti delle aziende italiane sono aumentati nel 2009 del 40%
  • il 30% degli italiani è costretto a ricorrere al prestito
  • il 38% è in seria difficoltà economica
  • il 76% è costretto alla  flessibilità  sul lavoro, con limiti invalicabili per l’acquisto di una casa o persino per la pianificazione di una famiglia.
  • Il lavoro a chiamata, anche detto 'intermittente', è aumentato del 75% dal 2007. Chi lavora a queste miserabili condizioni sono soprattutto operai, e lavorano un settimo degli altri dipendenti.
  • un milione e 650 mila italiani se perdessero il lavoro non avrebbero alcuna copertura o sussidio.
  • il 50% delle pensioni italiane non raggiunge i 1000 euro, il 27% delle pensionate arriva a meno di 500 euro. Siamo sotto al livello ufficiale di minima sussistenza per la metà di tutti i pensionati italiani.
  • il 10% più ricco degli italiani ha il 44% di tutta la ricchezza, mentre il 50% più povero ha il 10%
  • 1 italiano su 5 rimanda le visite specialistiche urgenti per mancanza di mezzi
  • l’11,2% non ha neppure il denaro per le spese mediche ordinarie
  • il 31% non potrebbe trovare 750 euro per una spesa d’emergenza in famiglia, 3 italiani su 10 che vedi in strada se gli si spacca un ponte stanno senza denti.
  • l’11% degli italiani non si riscalda d’inverno, è un cittadino su 10 che vedi in strada
  • l’attacco speculativo delle élite ai titoli di Stato italiani dell’estate 2011 ha costretto il governo a partorire le misure di austerità devastante che sono sui quotidiani mentre scrivo. Inutile ripeterle qui. Utile ricordarsi che né Berlusconi né Tremonti hanno alcun potere di farci alcunché. 
L'autore attribuisce questo crimine al Tribunale Internazionale degli Speculatori e degli Investitori – leggi il Vero Potere. E chiude il suo saggio con l'invito a reagire:
Organizzarci in divulgatori che stando fra la gente comune e nei luoghi della gente comune, fra i lavoratori, fra i piccoli imprenditori, e nella sinistra, permetta a tutti costoro di aprire gli occhi per capire 
A - le vere origini del presente disastro sociale ed economico, ovvero del colpo di Stato finanziario che sta storpiando la Storia 
B - il fatale inganno nascosto in ciò che loro considerano oggi fare buona economia  
C - come Modern Money Theory ci può aiutare salvare la nostra esistenza. Cioè la democrazia. 










Una visita al sito di Barnard per chi decide di leggere il suo saggio è doverosa
Come si arriverà al giorno... di Paolo Barnard

13 dicembre 2011

Un'Italia fragile, isolata, eterodiretta nel 45° Rapporto del Censis

Alla fine di ogni anno il Censis pubblica il suo Rapporto sulla situazione socio-economica del Paese fornendo, assieme ai dati e alle analisi per settore, una visione d'insieme che focalizza, anche attraverso parole-chiave, lo stato dell'arte. 
Se nel 44° Rapporto sulla situazione sociale del Paese nel 2010 l’inconscio collettivo appare senza più legge, né desiderio, tanto che tornare a desiderare è la virtù civile necessaria per riattivare la dinamica di una società troppo appagata e appiattita, nel 45° Rapporto del 2011 la società italiana si è rivelata fragile, isolata, eterodiretta. Ma il passo lento del nostro sviluppo segue una solida traccia: valore dell’economia reale, lunga durata, relazionalità e rappresentanza.  

Il Rapporto annuale ha il grande pregio di trasformare la freddezza di numeri e dati percentuali in un quadro articolato e puntuale sostenuto da un'analisi lucida che merita attenta riflessione.  
Da qualche anno lo leggo con la passione che riesce a infondermi, assieme alla spinta che mi trasmette a fare la mia piccola parte, perché ogni granello di sabbia... 

Nelle Considerazioni generali del Rapporto 2011 si legge: Abbiamo scontato certo una triplice e combinata insipienza: aver accumulato per decenni un abnorme debito pubblico, che non ci permette più autonomia di sistema; esserci fatti trovare politicamente impreparati a un attacco speculativo che vedeva nella finanza pubblica italiana l’anello debole dell’incompiuto sistema europeo; aver dimostrato per mesi e mesi confusione e impotenza nelle mosse di governo volte alla difesa e al rilancio della nostra economia. 
E l'analisi incalza: Realismo vuole, infatti, che si prenda atto di quanto la società italiana si sia in questi ultimi mesi rivelata fragile, isolata, in parte eterodiretta. 
Per capire cosa ci sia sotto il carattere fragile, isolato ed eterodiretto della nostra attuale società occorre, con severità verso se stessi, capire perché i nostri più antichi punti di forza ‒ la collettiva capacità di continuo adattamento e i processi spontanei di autoregolazione (nel campo dei consumi come in quello del welfare, come in quello delle strategie d’impresa) ‒ non riescano più a funzionare come nel passato. E, ancora, realismo vuole che si prenda coscienza che l’adattamento e l’autoregolazione faticano a esercitarsi perché si è accentuata la dispersione delle idee, delle decisioni e del linguaggio. 

D'altra parte, non è possibile pensare che di fronte a questa regressione del nostro sviluppo sociale, economico e civile si possa restare neghittosi e immobili, rimpiangendo lo sviluppo che fu e dubitando che "in noi di cari inganni, non che la speme, il desiderio è spento".

Ecco che la crisi dura e un po’ scarnificante degli ultimi anni sta rimettendo in giuoco un carattere fondativo (anch’esso soggettivistico e antropologico) del solido “scheletro contadino”, che resta il riferimento quasi occulto delle nostre vicende di evoluzione sociale, anche se reso occulto e dimenticato dalle bolle di vacuità e banalità con cui abbiamo importato l’agiatezza e la modernità occidentali.

Del resto, il riferimento allo scheletro contadino non è solo un’esercitazione alla metafora, ma è la segnalazione della caratteristica che oggi più connota la società: l’essere cioè una realtà in cui vigono il primato dell’economia reale e il primato della lunga durata, nella costante e progressiva integrazione. 
Le Considerazioni si chiudono con la bella citazione di San Tommaso, ricavata da Aristotele, che non ratio est mensura rerum, sed potius e converso, cioè la ragione umana non è misura delle cose, piuttosto è vero il contrario. 

A proposito di Comunicazione e media, si parla di Internet come strumento contro la marginalità informativa: ogni dieci italiani, ce n’è uno che non si informa, uno che accede solo a tg e gr, tre che hanno un ventaglio più ampio di fonti da cui sono escluse però quelle che hanno a che fare con Internet, infine cinque che usano più o meno tutte le fonti intrecciandole in vari modi.
Nel capitolo Governo pubblico si rileva che le Camere sono in crisi d’identità. Delle 197 leggi approvate nel corso dell’attuale Legislatura, ben 163 sono state proposte dal Governo e solamente 34 dal Parlamento.

Leggi anche:
Il rapporto del Censis: Italia fragile da Il Fatto Quotidiano
Rapporto Censis 2011: ecco quello che manca, di Domenico Ciardulli
Un po' di dolore, un po' di vergogna - La descrizione di una fragile Italia da far ripartire, di Rita Piccolini
Le rivelazioni di Wikileaks e il 44° Rapporto del Censis

10 dicembre 2011

Chiesa e Mediaset: 2 palle ai piedi per il Sistema Italia

Fino a quando Mediaset e Chiesa avranno i loro partiti, più o meno trasversali, i loro portavoce, più o meno autorizzati dentro il Parlamento e le Istituzioni civili, non sarà facile assicurare al Paese quella sana e laica evoluzione verso la democrazia compiuta da tutti auspicata. 
Neanche il Governo cosiddetto tecnico, dell' emergenza, riesce a considerare l'opportunità di mettere all'asta le frequenze TV che il padrone di Mediaset nell'ultimo scorcio del suo governo (sì, perché per troppi anni ha sgovernato questa povera Italia!) si era - motu proprio - gratuitamente attribuito.   
Neanche il Governo chiamato a risanare le finanze del Paese riesce a mettere le mani sui privilegi nel tempo garantiti alla Chiesa da governi imbelli e indegni, fino all'esenzione dell'ICI sugli immobili dalla stessa destinati ad attività commerciali produttive.  

Più facile, molto più facile scaricare tutto il peso di una manovra gravosa e iniqua sulle spalle dei pensionati, degli operai, dei dipendenti pubblici, delle famiglie e, in ultima analisi, dei giovani e delle donne, le categorie sociali in nome delle quali è stata ideata. 

Ha un bel dire il tecnico Monti che se lo può permettere proprio perché non deve sottoporsi al giudizio elettorale. Proprio per questa ragione ci saremmo aspettati che l'EQUITÀ fosse la sua stella polare e che mettesse mano al suo programma di salvezza nazionale attaccando proprio quei privilegi insopportabili che gridano vendetta al cospetto di Dio e degli uomini. Sfidando in questa scelta coraggiosa i veti incrociati di un Parlamento squalificato che avremmo voluto vedere con che animo avrebbe bocciato scelte sacrosante e improcrastinabili.  

Ma non è andata così e ce ne rammarichiamo! 

Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare!  

09 dicembre 2011

Mentre il 2011 volge al termine...


...rivisitando La mia lista dei desideri impossibili per il 2011, ho verificato che molti di essi erano davvero impossibili e rimangono, pertanto, in evidenza per il 2012.  
Ma alcuni, con mia grande soddisfazione, sono stati esauditi. Ne ripropongo quindi la lista con l'aggiunta di una breve nota al margine, seguita da una nuova lista per il 2012. 



  • Gasparri e Capezzone smettessero di apparire in TV - quasi fatto 
  • la Lega acquistasse un forte sentimento di italianità - non ricevuto 
  • Berlusconi chiudesse con il bunga bunga - ci sta pensando 
  • Libero e il Giornale venissero acquistati da Il Fatto Quotidiano - sarà più facile che avvenga il contrario 
  • finisse il circo mediatico su Sara e Yara - quasi fatto, si impone quello Parolisi-Rea 
  • il fango mediatico venisse bandito definitivamente - speranza irrealistica 
  • si risolvesse il problema spazzatura (di tutti i tipi) - resiste quella mediatica 
  • L'Aquila venisse ricostruita - suonno Catarì! 
  • si affacciasse la normalità all'orizzonte della politica - normalMonti? 
  • Berlusconi andasse in pensione (per il bene della nazione) - è in prepensionamento 
  • Napolitano acquistasse forza e vigore giovanile - sembra diventato un ventenne! 
  • si riducesse il divario tra nord e sud del mondo, tra nord e sud d'Italia, tra ricchi e poveri a tutte le latitudini - ma che vai pensando? 
  • gli immigrati che vivono e lavorano in Italia ottenessero la cittadinanza - ci stiamo pensando 
  • la scuola pubblica venisse sostenuta adeguatamente; lo stesso per gli ospedali - sì, sì, sì!
  • la scuola privata venisse finanziata da coloro che ne usufruiscono; lo stesso per le cliniche private - non ti sembra chiedere troppo? 
  • operai, studenti, cassintegrati, ricercatori e precari non fossero costretti a salire sui tetti per farsi sentire - sì, sì, sì! Adesso ci andranno i pensionati
  • i giovani laureati avessero un futuro in Italia - sì, sì, sì! 
  • le cricche del malaffare venissero bandite definitivamente - sì, sì, sì! 
  • l'acqua fosse e rimanesse un bene pubblico - sì, sì, sì! Quella che sommerge le città 
  • la mafia venisse sconfitta - sì, sì, sì! E poi chi sostiene le attività produttive?

E poi e poi e poi ... per il 2012 vorrei che: 

  • anche la Chiesa pagasse l'ICI 
  • i giovani trovassero un lavoro 
  • i pensionati potessero vivere una vecchiaia serena 
  • i tecnici facessero il loro mestiere 
  • i politici riscoprissero il senso del bene comune 
  • gli imprenditori e le banche non vivessero all'ombra dello Stato 
  • i giornali e le TV non si prostrassero davanti ai potenti di turno e imparassero a servire la verità 
  • i ricchi rinunciassero al superfluo 
  • i poveri avessero il necessario 
  • l'Europa riscoprisse la sua missione 
  • il mondo trovasse la pace 
  • e tutti imparassero che la decenza aiuta a vivere meglio. 

Mi fermo qui perchè mi manca lo spazio ma tu puoi aggiungere i tuoi desideri ....

08 dicembre 2011

Il video-documento diffuso da LA7 sull'ignobile compravendita di voti in Parlamento

La puntata de GLI INTOCCABILI di ieri sera su LA7 ci ha mostrato quanto già sapevamo. Ma la ripresa di una telecamera nascosta offre  uno squarcio impietoso e sconcertante sull'ignobile compravendita di voti in Parlamento.  
Già Antonio Di Pietro aveva segnalato il caso di quei colleghi (nella denuncia si fa riferimento ai casi di Antonio Razzi e Domenico Scilipoti) che, in vista del voto di fiducia del 14 Dicembre 2010, avevano deciso di cambiare casacca. 

Ciò che fa inorridire è il linguaggio scurrile da postribolo e la volgarità degli argomenti in bocca a questi loschi figuri, che siedono sugli scranni dei rappresentanti del Popolo, in nome del quale legiferano. 





Guarda cos'é diventato il Parlamento italiano
Una lunga catena umana intorno ai luoghi istituzionali
Quanno ce vo' ce vo' 

07 dicembre 2011

La cura da cavallo per l'Italia di Monti

Un governo di persone serie, caratterizzato da una forte impronta europeista e cattolica, con una fisionomia di destra presentabile e non arruffona, nelle mani di un parlamento dominato da figuri osceni e indegni. 

Ci hanno messo la faccia per salvare il Paese dal baratro in cui i precedenti governanti lo avevano sprofondato ma non possono esimersi dall'accettarne i diktat. Se avessero potuto agire in piena autonomia, la ministra Fornero non avrebbe dovuto piangere in piena conferenza stampa: i miliardi di euro provenienti dal blocco del misero, parziale adeguamento delle modeste pensioni al costo della vita sarebbero potuti arrivare dall'estensione dell'ICI e dell'IMU agli immobili della Chiesa, da una sana patrimoniale sulle grandi ricchezze, da una regolare asta per l'assegnazione delle frequenze digitali televisive, da una più robusta ritassazione dei capitali scudati, dalla riduzione dei fondi per armamenti. In tal modo, anche la riforma necessaria delle pensioni avrebbe potuto rispettare tempistica e gradualità più umane. Ci saremmo evitati, altresì, gli incrementi di odiosi balzelli quali quelli sulle accise dei carburanti, sull'IVA ed altro ancora, che non avranno altro esito che quello di aggravare la persistente stagnazione in stagflazione recessiva.  

Ma per far questo l'onesto Monti avrebbe dovuto operare in un ambito più decente e trattare con persone dedite al servizio del bene pubblico. Trovandosi, invece, nelle mani di lestofanti patentati, volendo rimettere il Paese in carreggiata, ha dovuto approntare una manovra lacrime e sangue, di disumana ferocia nei confronti soprattutto delle categorie più deboli e indifese. 
Forse riuscirà a convincere l'Europa e i mercati che l'Italia sta facendo sul serio il suo dovere, ma la distanza fra poveri e ricchi, già abissale, continuerà ad aumentare inglobando nella prima fascia i ceti medi che saranno ridotti allo stremo.  
Non riuscendo a neutralizzare il Caimano, per favore professor Monti, svolga in fretta il suo oneroso compito e ci consenta di tornare al più presto al voto, nella speranza che gli Italiani siano finalmente vaccinati

Salva Italia, una medicina che può uccidere, di Roberta Carlini su sbilanciamoci.info   
L’iniquità di Monti, la nave Italia e la battaglia per la giustizia sociale, di A. D'Orsi su Micromega  

Lo scandalo delle frequenze (Fonte: la Repubblica)
Decreto salva Italia: il testo completo

Vespa: il grande cerimoniere, buono per tutte le stagioni





Ballarò 6.12.2011 - Il buon senso di Crozza

05 dicembre 2011

La vergognosa truffa di Italia-Programmi.net: come comportarsi

Stare lontani da quel sito e non pagare assolutamente quanto richiesto con frode!   
L'Autorità competente si attivi per chiuderlo al più presto. 


Ci sono cascato anch'io, come migliaia di naviganti che cliccando su un video si sono visti comparire la schermata con la scritta: per avviare questo video hai bisogno del plugin. Cliccando su aggiorna, sono stato inviato alla pagina http://www.italia-programmi.net/sign.php?pid=103&ref=333 del sito maledetto http://www.italia-programmi.net/ dove ho trovato la dicitura: crea il tuo account e scarica VLC media player 1.1.10 
VLC media player, per inciso, è un software free che si scarica gratuitamente anche dal sito del produttore. Come tutti gli altri che Italia-Programmi.net fornisce. Ho controllato, tra l'altro, il VLC media player che avevo sul pc e ho verificato che possedevo già la versione 1.1.10 

Per creare l'account e diventare soci occorreva fornire 
E-Mail:  
Nome, Cognome:   
Via, Nr.:  
C.A.P. , Città:  
Paese:
Data di nascita:  

La truffa colossale ha coinvolto e continua a coinvolgere migliaia di internauti che, dopo dieci giorni dalla data dell'attivazione dell'account, si sono trovati nella casella di posta elettronica la seguente mail:
Italia-Programmi.net - Sollecito di pagamento
XXXX  XXXXX
Via XXXXXXX
CP Città
xx/xx/2011
Numero fattura: xxxxxxx
Gentile Signor XXXX  XXXXX,
la ringraziamo per l'iscrizione a pagamento del xx/xx/2011 xx:xx (indirizzo IP: xxxxxxxxxx) effettuata da http://www.italia-programmi.net/. Non avendo fatto ricorso al diritto di recesso di 10 giorni, siamo lieti di poterla annoverare tra i nostri clienti per il portale di download premium www.italia-programmi.net.
Nel suo account personale troverà contenuti preparati dalla redazione e informazioni in tema Software per computer, nonché numerose funzioni esclusive. Ai fini della preparazione e dello svolgimento dei nostri servizi ci permettiamo di inserire in fattura le tariffe di utilizzo concordate sulla base del seguente prospetto:
---------------------------------------------------------------------------
Accesso per 12 mesi a www.italia-programmi.net - 96,00 EUR
8,00 EUR per mese, pagamento secondo le condizioni commerciali dell'anno precedente.
---------------------------------------------------------------------------
Importo dovuto     96,00 EUR
---------------------------------------------------------------------------
La preghiamo di eseguire il pagamento di € 96,00 entro il xx/xx/2011 tramite SEPA / bonifico UE sul seguente conto bancario:
Beneficiario: Estesa Ltd.
IBAN: CY30005001400001400154795201
BIC-Code: HEBACY2N
La preghiamo di voler indicare in fase di versamento la seguente causale in modo da poter tracciare il Suo pagamento: xxxxxxx
Se non disponete di un servizio banking online, potete utilizzare il nostro ordine di bonifico da noi approntato (ORDINE-DI-BONIFCO-xxxxxx.PDF). Lo troverete in allegato a quest'e-mail.
Dovete semplicemente inserire i vostri dati e inoltrarlo alla vostra banca dopo averlo firmato.
Vi preghiamo di provvedere al pagamento dell'importo in scadenza entro il termine stabilito, onde evitare di incorrere in spese di ingiunzione supplementari.
Se ha dimenticato i dati di accesso o la password, può richiedere questi dati in qualsiasi momento al link http://www.italia-programmi.net/.
Per qualsiasi domanda su questa fattura e sui nostri servizi, si rivolga tramite e-mail al nostro servizio clienti: support@italia-programmi.net
In allegato trovate il sollecito di pagamento in formato originale su nostra carta intestata.
L'allegato non contiene virus. Per aprire il documento è necessario Adobe Reader,
che potete scaricare a questo indirizzo: http://get.adobe.com/it/reader/
Distinti saluti,
Il Team di Italia-Programmi.net
http://www.italia-programmi.net
.....................................
Estesa Ltd. - Global Gateway 2478, Rue De La Perle, Providence, Mahe, Republic of Seychelles
E-Mail: support@italia-programmi.net
Registro di commercio: No. 079143, Seychelles Company Book
ORDINE-DI-BONIFCO-xxxxxxx.PDF
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Naturalmente l'indirizzo support@italia-programmi.net non funziona e anche chi avesse scoperto l'imbroglio e avesse voluto usare il diritto di recesso non sarebbe stato messo nelle condizioni di farlo. 
Successivamente, trascorsi altri dieci giorni, giunge un secondo sollecito:
Italia-Programmi.net - Sollecito di pagamento
Gentile Signor XXXX  XXXXX,
purtroppo ad oggi non abbiamo ancora ricevuto notifica dell'avvenuto pagamento dietro nostro sollecito del xx/xx/2011 (Numero fattura: xxxxxxx). Siamo sicuri che si tratti solo di una svista; nel caso in cui abbiate già provveduto al pagamento, ignorate pure la presente comunicazione.
Registrandovi sul sito http://www.italia-programmi.net avete accettato le nostre condizioni commerciali generali e vi siete impegnati al pagamento immediato. Al fine di evitare fraintendimenti e per dare ai nostri clienti la possibilità di testare senza impegno la nostra offerta, offriamo la possibilità di annullare gratuitamente il contratto entro 10 giorni dalla data di registrazione.
Voi non avete usufruito di questo diritto (o comunque non entro il termine di 10 giorni). Pertanto ci permettiamo di sollecitare, tramite il presente avviso, il pagamento del credito insoluto.
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Accesso per 12 mesi a www.italia-programmi.net - 96,00 EUR
8,00 EUR per mese, pagamento secondo le condizioni commerciali dell'anno precedente.
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Importo dovuto     96,00 EUR
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La preghiamo di eseguire il pagamento di 96,00 immediatamente tramite SEPA / bonifico UE sul seguente conto bancario:
Beneficiario: Estesa Ltd.
IBAN: CY30005001400001400154795201
BIC-Code: HEBACY2N
La preghiamo di voler indicare in fase di versamento la seguente causale in modo da poter tracciare il Suo pagamento: xxxxxxx
Se non disponete di un servizio banking online, potete utilizzare il nostro ordine di bonifico da noi approntato (ORDINE-DI-BONIFCO-xxxxxxx.PDF). Lo troverete in allegato a quest'e-mail.
Dovete semplicemente inserire i vostri dati e inoltrarlo alla vostra banca dopo averlo firmato.
Il mancato rispetto del termine indicato nel presente avviso di pagamento comporta, come da D.lgs. 231/2002, l'obbligo al pagamento di interessi moratori. Rientrano in questi ultimi in particolare le ulteriori spese per azioni legali (per esempio altri solleciti, il ricorso ad uno studio legale per la riscossione o l'avvio di una procedura giuridica).
Per qualsiasi domanda su questa fattura e sui nostri servizi, si rivolga tramite e-mail al nostro servizio clienti: support@italia-programmi.net
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Distinti saluti,
Il Team di Italia-Programmi.net
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Abbiamo inoltre inviato al vostro indirizzo E-mail i dati d'accesso con i quali si puo' beneficiare dei nostri servizi attivati da parte nostra con un email di conferma. 
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Via num. civico :  xxxxxx xxx
cap Citta':      xxxxx xxxxxxxx
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E-Mail:          xxxxxxxxx@xxxxxx@xx
Per precauzione, al momento della registrazione, vi e'stato trasmesso e salvato L'indirizzo IP.
Questo appare come: xxxxxxxxxxxxx.xxxxxxxxx.xxx. In caso di indagini penali e'posssibile risalire dall'indirizzo IP per identificare il computer, per vedere il tempo di applicazioni che e' stato utilizzato, tramite le autorita' competenti. Poiche' i dati di connessione devono essere conservati almeno 6 mesi in base al diritto attuale, l'indagine penale e' promettente.

ORDINE-DI-BONIFCO-xxxxxx.PDF 10K   Visualizza   Scarica  
(vai al video
Non si tratta soltanto di una colossale tentata truffa, purtroppo andata in molti casi a buon fine per la paura di molti di andare incontro a conseguenze penali. I truffatori che si celano dietro quel sito e che minacciano conseguenze penali per chi non paga, sono anche terroristi informatici  perché sanno bene che sono in corso, nei loro confronti, indagini da parte della Procura di Roma e diversi interventi da parte dell'Autorità Garante.  

Ci hanno provato anche con Antonio Catricalà
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, all'epoca Presidente dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato. 

Sito Polizia di Stato: Azione coordinata tra Postale, Procura e Antitrust 


TRUFFATA DA UN SITO WEB


La truffa targata italia-programmi.net
L’ADUC denuncia Italia-programmi.net
Truffa Italia-programmi.net: nuova nota Antitrust e consigli Aduc
Truffa Italia-programmi.net: Adiconsum: serve legge ad hoc e più strumenti a Polizia Postale e GdF
Italia-programmi. Aduc chiede il sequestro penale del sito
Italia-programmi.net. I consigli di Aduc per i consumatori
Italia-programmi.net: come bisogna comportarsi
Italia-programmi.net: aspettando l’Antitrust
Provvedimento adottato dall'Autorità Garante
Scarica Provvedimento n. 22709 con le disposizioni dell'Autorità Garante

ESPOSTO/QUERELA di Aduc c/o Tribunale di Firenze
ESPOSTO/QUERELA di Aduc c/o Tribunale di Roma
Sito Polizia di Stato: Azione coordinata tra Postale, Procura e Antitrust 

No Mister Monti, così non va!

La manovra è dura da sopportare, specialmente per i soliti noti. Colpisce la casa, la pensione, i consumi, i depositi, ma non prevede alcunché per aggredire seriamente l'evasione fiscale e la corruzione né interventi decisivi sui grandi patrimoni, sui privilegi goduti dalla Chiesa e dalle caste, sugli stipendi dei grandi manager e dei boiardi di Stato, sulle buonuscite milionarie, sugli arricchimenti prodotti dalle attività finanziarie. 

Non intendo, in questa sede, analizzare la portata dei singoli provvedimenti - i giornali di oggi ne offrono puntuale descrizione. Quello che mi preme rilevare è la commozione fino alle lacrime della ministra del Lavoro, Elsa Fornero, che non è riuscita a pronunciare, durante la conferenza stampa di ieri sera, la parola sacrificio a proposito del blocco dell’indicizzazione degli assegni di pensione. E la capisco la Signora Fornero, quel congelamento non è parte strutturale della sua riforma ma un modo di fare cassa e una palese ingiustizia rispetto a quanti si vedono decurtata la pensione di quel piccolo, parziale adeguamento al costo della vita, con calcolo, per di più, posticipato. Di fatto rappresenta un'estorsione sensibile sull'assegno pensionistico che per le pensioni da 1000, 1500 euro mensili è calcolabile in circa 400 euro all'anno. Ancora più spudorata l'ingiustizia se rapportata alle pressioni provenienti dai berluscones che hanno evitato il ritocco delle aliquote irpef dal 43% al 46% sui redditi superiori ai 75 mila euro. 
Non parli allora, professor Monti, di equità. Dica, piuttosto, che - come a scuola - chi ha qualche santo in paradiso riesce meglio a cavarsela. E mi raccomando, non faccia più piangere la ministra Fornerio che, da donna, è particolarmente sensibile. 



Vengo da lontano ma so dove andare: Lettera al Presidente del Consiglio

03 dicembre 2011

UNA STORIA INCREDIBILE DURATA AA:17/MM:07/GG:16

La politica italiana degli ultimi 18 anni ha visto Silvio Berlusconi quale protagonista principale. La sua storia in 13 minuti. Da quando scelse di sostenere Gianfranco Fini a sindaco di Roma al suo mesto addio a Palazzo Chigi tra proteste, fischi e monetine. Un raconto per immagini. Dai trionfi, ai confronti con Romano Prodi, l'unico leader del centrosinistra che lo ha sconfitto, sino agli addii dei centristi prima e dei finiani poi.
C'è una data d'inizio. Il 27 marzo del 1994 Silvio Berlusconi vince le elezioni. Da allora sono trascorsi 17 anni, 7 mesi e 16 giorni. Tanto è durata l’era berlusconi. Ma forse c’è da fare un passo indietro. È il 29 aprile del 1993 e la Camera nega l’autorizzazione a procedere nei confronti del leader del Psi Bettino Craxi. Siamo nel pieno di tangentopoli. Il giorno dopo in tutt'Italia si svolgono manifestazioni di dissenso Siamo fuori dall’Hotel Raphael, dimora romana del leader socialista. Diverse migliaia di persone si radunano e lo attendono. Quando esce i manifestanti lo bersagliano con lanci di oggetti, insulti e soprattutto monetine.
Cambio scena. Siamo nel novembre dello stesso anno. Le elezioni per il Comune di Roma sono ormai vicine e Berlusconi, intervistato all'uscita dell'Euromercato di Casalecchio di Reno, auspica la vittoria di Gianfranco Fini, segretario del Movimento Sociale, che correva per la carica di sindaco contro Francesco Rutelli. Ironia della sorte.

MA TORNIAMO ALLA SUA STORIA
Nell'inverno del 1993 Berlusconi decide di scendere in campo. Dall'esperienza dei club dell'Associazione Nazionale Forza Italia, guidati da Giuliano Urbani e con l’impegno di funzionari delle sue imprese, soprattutto di Publitalia '80, nasce Forza Italia uno schieramento di centrodestra che vuole restituire una rappresentanza agli elettori moderati e contrapporsi ai partiti di centrosinistra.
Una forza politica nata qualche mese prima vince le elezioni politiche del 27 marzo 1994 contro la gioiosa macchina da guerra guidata da Achille Occhetto e dal Pds. Forza Italia vince in corsa con la Lega Nord di Umberto Bossi nelle regioni settentrionali e l'MSI di Gianfranco Fini nel resto d'Italia. Vince il Tycoon delle tv. Negli ultimi mesi di campagna elettorale, alcuni fra i volti più famosi delle reti Fininvest dichiarano in televisione il loro appoggio politico a Berlusconi, scatenando reazioni che in seguito determineranno l'emanazione della par condicio elettorale.
Ma il I governo Berlusconi dura solo 7 mesi. Il tradimento, così lo descriverà, lo consuma la Lega che abbandona la maggioranza e avvia una violenta campagna contro Berlusconi, esplicitamente accusato di appartenere alla mafia. Il 22 dicembre il premier rassegna le dimissioni al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Governo tecnico a guida di Lamberto Dini e Berlusconi, che aveva chiesto elezioni anticipate, decide di non appoggiare il governo. Nel 1998 si torna al voto. Da una parte una nuova creatura: l’Ulivo. E un nuovo oppositore, Romano Prodi. Comincia una sfida epica che in questi 17 anni ha visto il Cavaliere contro il Professore per due volte soccombere in entrambi i casi.
Berlusconi guida l'opposizione di centrodestra fino al 2001. Ma nella legislatura non avrà di fronte solo Romano Prodi. Il governo del professore muore il 9 ottobre del 1998. 13 parlamentari di Rifondazione, che appoggiavano il governo, votano contro. Ci saranno due governi a guida D’Alema. È la stagione della Bicamerale, nata per affrontare principalmente riforme costituzionali e giudiziarie in uno spirito bipartisan. Fallirà miseramente. Cade anche D’Alema e torna Giuliano Amato che traghetterà a nuove elezioni.
Le elezioni del 2001 portano alla vittoria la Casa delle Libertà: Forza Italia, i principali partiti di centrodestra e la Lega Nord sono uniti; il centrosinistra si presenta diviso. È la campagna elettorale del famoso contratto con gli italiani con cui si impegna, in caso di vittoria, a realizzare ingenti sgravi fiscali, il dimezzamento della disoccupazione, l'avviamento di centinaia di opere pubbliche, l'aumento delle pensioni minime e la riduzione del numero di reati; impegnandosi altresì a non ricandidarsi alle successive elezioni nel caso in cui almeno quattro dei cinque punti principali non fossero stati mantenuti. L'11 giugno Berlusconi è Presidente del Consiglio per la seconda volta. E durante il secondo semestre del 2003 ricopre la carica di Presidente del Consiglio dell'Unione Europea.
Dopo la pesante sconfitta della Casa delle Libertà alle elezioni regionali del 2005, si apre una rapida crisi di governo: Berlusconi si dimette il 20 aprile e dopo due giorni viene varato il Governo Berlusconi III che ricalca il precedente Governo.
Il periodo pre-elettorale è infiammato dalla pubblicazione di sondaggi che prevedono una vittoria de L'Unione, la coalizione di centrosinistra formatasi a sostegno della ricandidatura di Romano Prodi alla carica di capo del governo. Silvio Berlusconi e Romano Prodi si incontrano in due dibattiti televisivi molto seguiti e il cavaliere conclude quello del 3 aprile annunciando, a sorpresa, di voler eliminare l’Ici sulla prima casa.
Le elezioni si risolvono con una leggera prevalenza - 25mila voti - della coalizione di centrosinistra. Berlusconi contesta il risultato denunciando brogli e chiedendo il riconteggio dei voti. Poi giudica l'esito un sostanziale pareggio, e suggerisce di formare un governo istituzionale di coalizione ispirato alla Larga coalizione tedesca che non passa. Non riconoscerà mai la vittoria dell'avversario. Nel novembre del 2006, annunciando dal palco di un convegno a Montecatini Terme l'intenzione di convincere tutte le forze politiche della Casa delle libertà a fondersi in un unico grande partito della libertà, viene colto da improvviso malore. Ma è il 18 novembre del 2007, durante un comizio in piazza San Babila a Milano, che annuncia lo scioglimento di Forza Italia e la nascita di un nuovo partito.
Un nuovo soggetto politico che fonda insieme a Gianfranco Fini. Il Popolo della Libertà. Il 24 gennaio 2008 il governo Prodi perde la fiducia al senato, battuto per 161 voti a 156. Hanno negato la fiducia al Governo alcuni senatori eletti nelle liste dell’Unione tra cui Mastella, Dini, Fisichella, Turigliatto. Prodi sale al Colle e rassegna le dimissioni a Napolitano. Ci prova il presidente del senato Marini a rimettere in piedi un governo ma non c’è niente da fare. Elezioni anticipate. Il 14 aprile 2008 la coalizione formata da Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia a sostegno della candidatura di Silvio Berlusconi a Presidente del Consiglio vince le elezioni politiche e ottiene un'ampia maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.
Il successivo 8 maggio, con il giuramento nelle mani del presidente della Repubblica, Berlusconi diventa presidente del Consiglio per la quarta volta. Nella storia di questi 17 anni 7 mesi e 16 giorni c’è un filo rosso continuo. La promessa di un paese nuovo, la rivoluzione liberale per giungere ad un nuovo miracolo italiano, la stagione delle riforme. Ma è una promessa che non arriva. Ed è forse proprio questo che ha fatto perdere consenso al Presidente del consiglio. Nel corso dei tre governi precedenti ha sempre affermato che la colpa è delle difficoltà della coalizione (e dei comunisti). Lui, le riforme, le vorrebbe fare. E una svolta, poteva essere proprio quella delle ultime elezioni. Le vince le elezioni con la più grande maggioranza parlamentare che si sia mai vista. Ma non basta. Il rapporto con la lega lo frena. Lo frenano i processi, gli scandali, le leggi che devono soccorrere le sue aziende. Tutto questo crea un fossato insormontabile con il cofondatore del Pdl. L’addio si consuma il 10 luglio del 2010.
La maggioranza si sgretola, le riforme strutturali del paese non arrivano. A nulla vale l'appello di amici come Giuliano Ferrara. Quello di tornare allo spirito del 1994, al Berlusconi della rivoluzione liberale. La maggioranza comunque regge alla fuoriuscita di Futuro e Libertà. Ma Berlusconi è sempre più solo. Solo e stanco. La crisi economica attanaglia il paese fin da quest'estate. La politica non va in ferie. C'è paura in Europa. La paura dell'effetto Grecia sull'Italia, la voglia di un governo di responsabilità nazionale, la lettera dell'Europa, l'altalena delle borse e lo spread che sale pericolosamente e mette a rischio il debito pubblico italiano.
La regia passa al Quirinale, l'Istituzione che non s'è fatta mai tirare per la giacchetta. È Napolitano a giocare la carta di Mario Monti. Nella giornata che segna la fine dell'era Berlusconi, il premier sale al Quirinale alle 21, dopo l'ultimo consiglio dei ministri. Se ne va tra i fischi e qualche lancio di monetina. Triste ricordo di un'altra epoca. Inizio e fine con qualche similitudine, come in un copione. 
Da un'idea di Articolo 21

01 dicembre 2011

Qualche riflessione estemporanea su "Togliamo il disturbo" di Paola Mastracola

"Se non siamo più d'accordo sul fatto che sia bene studiare, allora smettiamo di farlo. Ma smettiamo tutti insieme. Io non vorrei più forzare nessuno. Lo dico più chiaro: io non vorrei più forzare i miei studenti a studiare. Non credo che sia giusto, né per i forzati né per i forzanti. [...] Sia ben chiaro: per parte mia, io vorrei che tutti quanti studiassero." Paola Mastracola


Oggi m'intriga parecchio il libro di Paola Mastracola, Togliamo il disturbo - sottotitolo: Saggio sulla libertà di non studiare. Vi ho trovato, leggendolo, un po' di saccenteria e tanta provocazione. 
Non vi è dubbio che la scuola di oggi è vissuta come una sovrastruttura e sembra non interessare nessuno: non gli studenti che la vivono come una necessità loro estranea e la riempiono solo con i loro corpi; non le famiglie che, nella migliore delle ipotesi, la intendono come un parcheggio in attesa di assicurare ai loro rampolli un futuro da calciatore o da velina o, in ogni caso, un'attività in cui fare presto la grana; non i docenti che sembrano aver rinunciato da tempo al loro ruolo di fornitori di conoscenza e, soprattutto, di metodo; non la società che non la considera più un'agenzia di formazione e men che meno di informazione. Eppure dovrebbero essere loro, i docenti, supportati da famiglie consapevoli, a coinvolgere e incuriosire i ragazzi loro affidati con tutti gli strumenti culturali e didattici a loro disposizione. Intanto dovrebbero essere padroni delle discipline che intendono insegnare e avere acquisito un metodo di lavoro. Non dovrebbero, poi, considerare i loro allievi alla stregua di sacchi da riempire ma come individualità uniche e irripetibili con le quali interagire. 
I ragazzi di ogni tempo sono l'espressione della società e delle famiglie nelle quali vivono, dell'aria che respirano, della cultura dominante e delle mode che assorbono. Sta proprio alla scuola l'onere di farne persone autonome, consapevoli e critiche. Voler cambiare la scuola senza intervenire sulla realtà sociale nella quale la stessa opera mi sembra un'operazione velleitaria e deresponsabilizzante. E poi i docenti farebbero bene ad avvicinarsi senza pregiudizio ai nuovi strumenti di comunicazione quali il pc ed internet, che non andrebbero lasciati alla mercè dei discenti ma sfruttati seriamente come potenti mezzi didattici. 
Un'ultima considerazione, piutttosto personale: fino a quando mi sono sentito come il fratello maggiore dei miei studenti, ho operato nella scuola assai positivamente producendo iniziative entusiasmanti e coinvolgenti, con enorme soddisfazione mia e dei giovani che mi venivano affidati; ancora interessante è stata l'epoca della maturità, quando mi sono sentito anagraficamente come il padre, con un approccio più responsabile ed equilibrato; quando, invece, sono diventato noioso, ripetitivo e intollerante come un nonno ansioso e insopportabile, allora ho capito che era venuto il momento di mollare.
Ergo, l'età conta, eccome, nel lavoro dell'insegnante! E non solo quella anagrafica.

Paola Mastrocola a CHE TEMPO CHE FA 

27 novembre 2011

La Grande Contrazione che rimpicciolisce il Mondo

Stiamo attraversando qualcosa di più serio di un semplice «ciclo negativo» dell’economia. È la Grande Contrazione: questo termine dà l’idea di un disastro che rimpicciolisce tutto il mondo a cui eravamo abituati. 
Questa è la frase più angosciante e disperata che ho trovato finora nel bel saggio Alla mia Sinistra di Federico Rampini, che sto leggendo. Il bravo giornalista nel suo ultimo libro ci offre uno spaccato degli errori della sinistra che nell'Occidente globalizzato ha dismesso i suoi valori per rincorrere le posizioni della destra, nel vano tentativo di limitare i danni derivanti al mondo del lavoro, della produzione e del welfare. 

Per non parlare dei concetti che Michele Serra nella sua Amaca quotidiana mette in bocca all'amico ben introdotto: L’economia, soprattutto l’economia finanziaria, è diventata un’entità così smisurata che governarla è poco più di una scommessa. Non so se riusciremo mai più a metterla sotto controllo. La risposta sibillina gli rievoca i pensieri e le angosce che nell'epoca dei due blocchi contrapposti produceva in tutti noi il possibile uso della bomba atomica e la paventata reazione a catena.

Sempre più forte si fa l'impressione che gli organismi statali tradizionali non riescano più a tenere sotto controllo la finanza globale. Per quanto ci riguarda, sembra ormai chiaro che l'attacco alle economie più deboli dell'Europa sia finalizzato a colpire l'euro e tutto il sistema economico basato sulla moneta unica. C'è da augurarsi che i tentativi di risanare le nostre economie riescano nell'intento dando agli interventi lacrime e sangue un esito positivo. Viceversa, se il fallimento fosse già scritto nel destino e dovesse saltare la moneta unica, sarebbe quasi meglio arrivare alla meta senza aver prima dissanguato le finanze degli stati e falcidiato i risparmi dei cittadini. 

Che dovremo, in ogni caso, ridimensionare significativamente il nostro modus vivendi, non v'è alcun dubbio!

25 novembre 2011

Per Natale il primo Pacco-dono del Governo

Avvicinandosi il Natale, slitta al 15 dicembre l’approvazione del primo pacchetto di riforme da parte del Consiglio dei ministri. Il Governo cerca di prendersi qualche giorno in più per distribuire equamente i regali, augurandosi che le Camere approvino le misure entro Natale. 

Gli Italiani tutti ringraziano. Il 90% di loro si augura di ricevere un pacco modesto, non eccessivo, in linea con il proprio stile di vita, lasciando che i pacchi più consistenti e copiosi vengano destinati a quel 10% cui non manca la capienza. GRAZIE

20 novembre 2011

In quest'Italia del menga...

In quest'Italia del menga c'è chi, anche in tempo di crisi ha fatto, e continua a fare, grana a palate e chi, obtorto collo, è costretto a vivere in condizioni di indigenza o quasi. Se è vero, con'è vero, che il 10% della popolazione possiede il 45% della ricchezza prodotta e la metà più povera delle famiglie italiane detiene meno del 10% della ricchezza totale. 

La Banca d’Italia dice che nel 2009 tutte le famiglie possedevano più o meno 350 mila euro in beni di vario tipo.  

Nella fattispecie, delle 24.905.042 famiglie italiane [al 31 dicembre 2009, fonte Istat], ce ne sono 2 milioni, 490 mila e 504 che se la spassano, possedendo oltre il 45% dei 9 miliardi e mezzo di euro cui assomma la ricchezza lorda di tutte le famiglie messe insieme, e oltre 12 milioni (12.452.521) che se la vedono male, dovendo spartirsi un misero 10%. 
In parole povere, col cavolo che la ricchezza di ogni famiglia assomma a 350 mila euro: ci sono 10 famiglie su 100 che hanno in media un milione e mezzo di euro a testa e 50 famiglie su 100 che non arrivano a 70 mila. Di più, queste ultime hanno un reddito medio familiare annuo di 8.019,30€ contro i quasi 200 mila euro delle 10 famiglie vip. (Fonte Byoblu)   

Quando il governo, dunque, affronterà i temi del risanamento, dei tagli ai privilegi, della lotta all'evasione e alla corruzione, dell'equità, non potrà non considerare la necessità e l'urgenza di una politica economica e fiscale che agevoli quel 90% della popolazione che scende, inesorabilmente, verso una condizione di povertà. E se per far questo occorrerà intervenire con una tassa che colpisca i grandi patrimoni e le rendite, lo faccia senza tergiversare, a costo di mettere a rischio la durata del governo stesso per il voto contrario di una parte del PDL capeggiata dal Berlusca. La patrimoniale, del resto, è presente nei sistemi fiscali di molti Paesi europei e non. Vorrei vedere, poi, il PDL che facesse cadere il governo su un'intervento di politica fiscale inteso a perequare il forte squilibrio economico e sociale. Una patrimoniale ben congegnata, oltre ad essere un atto di giustizia sociale, favorirebbe la ripresa dei consumi e, quindi, la crescita. 

Mi aspetto poi che il governo non eluda la grave questione del conflitto di interessi che lo investe direttamente e, di converso, riesca a mettere fine a quello mastodontico dell'ex presidente del consiglio.  
Qui si parrà la tua nobilitate!

Per quanto riguarda, infine, l'impegno richiesto dal Popolo della libertà - così si definisce il partito del monopolista più muscoloso e resistente d'Italia - all'attuale compagine governativa, lo trovo davvero disdicevole. Mi sembra assurdo che si debba garantire una cosa del genere da parte di cittadini che godono di tutti i diritti civili e politici, che non hanno pendenze penali, per la sola ragione che si sono assunti l'onere di risanare il Paese condotto verso la catastrofe da un ceto politico che ha ancora l'ardire di mettere paletti. E a proposito di catastrofe, come non vedere il dissesto idrogeologico e ambientale in cui sprofonda il nostro territorio? Anche in questo versante il governo appena nato dovrà operare con interventi significativi e con una legislazione d'indirizzo. 

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Il Belpaese della disuguaglianza
Metà ricchezza al 10% degli italiani - di Roberto Mania 

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