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11 gennaio 2011

Il mio week-end nel ragusano


Sono appena rientrato da un fine settimana nel ragusano, una provincia siciliana che merita di essere visitata e conosciuta. 
C'ero già stato qualche anno fa e, anche questa volta, ho alloggiato in un B & B a Marina di Ragusa. Per la precisione allo Scalo, una villetta gestita direttamente dai proprietari, proprio alle spalle del porto turistico, opera notevole ultimata da pochi mesi. 

Abbiamo avuto la fortuna di trovare giornate tiepide e luminose - primaverili non da inverno profondo - che hanno favorito le escursioni nella zona. La prima tappa è stata Punta Secca, piccolo villaggio di pescatori dove ogni cosa richiama lo sceneggiato TV sul Commissario Montalbano, tratto dai racconti di Camilleri. 
Siamo stati poi a Ragusa dove abbiamo notato, rispetto alla visita precedente, gli effetti evidenti della crisi. Modica,  invece, ci è apparsa vivace, calda e accogliente, avvolta nel suo barocco monumentale. 
Qui abbiamo incontrato un vigile ben disposto che ci ha dato qualche consiglio per la visita ad alcuni luoghi caratteristici, più nascosti al turismo di massa. Abbiamo potuto, così, visitare la casa natale di Salvatore Quasimodo, che si trova abbarbicata sul costone, fra il Duomo dedicato a S. Giorgio e l'altro, nel corso principale di Modica Bassa, dedicato a S. Pietro. Dobbiamo, inoltre, alla disponibilità del vigile, l'indicazione del ristorante dove abbiamo mangiato di gusto, assaggiando piatti tipici di antico sapore siciliano. 

Si tratta dell'Osteria dei sapori perduti che sorge in Corso Umberto, quasi di fronte al Teatro Garibaldi. Vi abbiamo gustato il ricco antipasto misto dei Sapori Perduti e dopo i Lolli con le fave e i cavatelli con ricotta e piselli - il tutto annaffiato con un generoso Nero d'Avola - non siamo riusciti ad andare più oltre. Abbiamo chiuso il pasto con gli ottimi cannoli e un buon caffè. L'ambiente è accogliente, il servizio attento, i prezzi contenuti ma, soprattutto, si mangia ... e bene! 


Un'altra tappa obbligata, per chi visita Modica, è l'Antica Dolceria Bonajuto  la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia con le sue delizie. Vi si possono acquistare il cioccolato alla cannella e alla vaniglia, prodotto di tradizione azteca, introdotto in Europa dagli spagnoli nel XVI° secolo, e le 'mpanatigghi, biscotti tipici della città di Modica, introdotti anch'essi dagli spagnoli durante la loro dominazione in Sicilia.

Dopo una visita veloce a Scicli che meriterrebbe molto più tempo, e una tappa ad Ispica, siamo arrivati a Siracusa. Qui ho notato con vero piacere che è stata asportata, finalmente, la mostruosa muraglia di manufatti cementizi che fino all'estate scorsa precludeva la vista del Porto Grande da Piazza Marina. Mi auguro soltanto che l'opera di bonifica sia avvenuta a carico dell'impresa responsabile dello sconcio dei manufatti realizzati con cemento depotenziato. A carico della stessa, voglio sperare, siano andate anche le spese per la mancata realizzazione del progetto. E' aspirazione diffusa, infatti, che i responsabili di tanto scempio paghino per il misfatto.

Nella fase di rientro siamo incappati sulla Caltanissetta-Agrigento dove sono in corso i lavori per il raddoppio della carreggiata. Lungo la tratta si è costretti a continue deviazioni che obbligano  i malcapitati automobilisti a rallentare l'andatura e a passare attraverso i cantieri con rischi notevoli. Ho pensato alle maledizioni che ci avrà mandato un turista su AlfaRomeo targata TV, costretto all'insolita gincana fra ponti in costruzione e tracciati in terra battuta. 
C'è da sperare che i tempi di realizzazione dell'opera non siano quelli biblici della Salerno-Reggio Calabria!

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