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Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
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13 gennaio 2011

Ma in Italia non ci sono serie ragioni per indignarsi?

Anche il Fatto Quotidiano esce oggi con il titolo INDIGNATEVI! su tre colonne e dedica al pamphlet di Stéphane Hessel l'editoriale di Padellaro e diversi servizi e commenti. Io sono fiero di avere per primo proposto su questo blog la traduzione del libretto in tre post consecutivi. Traduzione che ho cancellato su esplicita richiesta della casa editrice italiana che ne ha acquistato i diritti e si accinge a pubblicarlo. Chi volesse, tuttavia, leggere la mia traduzione, può rintracciarla nella nota in fb a questo indirizzo.

Anche da noi ci sono, eccome, serie ragioni di forte indignazione che conduca ad una coraggiosa resistenza.
Io mi indigno: 
  • quando sento che un bimbo muore per strada, a Bologna, di broncopolmonite causata dal freddo;
  • quando leggo dei morti sul lavoro per mancato rispetto delle norme di sicurezza - un elenco  ogni anno crescente, nell'indifferenza quasi generale;
  • quando sento che i nostri operai sono costretti dalla FIAT di Marchionne ad accettare un contratto capestro per evitare il rischio di rimanere senza lavoro;
  • quando vedo un bellimbusto girare per le stanze del potere con l'unico, vero scopo di evitare i processi a suo carico e di salvaguardare i suoi affari;
  • quando sento che si pensa di dare il nome ITALIA ad un partito politico;
  • quando vedo un uomo di governo parlare col tono e con il lessico di uno scaricatore di porto (con tutto il mio rispetto per gli scaricatori di porto e per il loro lavoro);
  • quando sento che personaggi del bel mondo portano i soldi in Svizzera per evadere le tasse mentre le finanze statali si reggono con i prelievi alla fonte sui salari e gli stipendi di fame di dipendenti pubblici e privati;
  • quando so di esseri umani, bisognosi di tutto, che vengono respinti in mare da paesi come il nostro che hanno riconosciuto la Dichiarazione universale dei diritti umani;
  • quando ministri, sindaci di grandi città, sottosegretari curano gli affari personali e di famiglia a discapito del bene pubblico che sono chiamati a gestire;
  • quando un premier, invece che presentarsi dal giudice naturale per farsi giudicare, dichiara la sua innocenza giurando sui figli e sui nipoti e intanto si costruisce uno scudo giudiziario con 17 leggi ad personam alle quali ha la spudoratezza di dichiararsi indifferente;
  • quando lo stesso dichiara che i giudici sono metastasi della democrazia e che fare i giudici è da disturbati mentali;
  • quando un uomo di governo insulta l'inno nazionale e a proposito della bandiera nazionale dichiara Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il c...;
  • quando rilevo dall'ISTAT che il 10% della popolazione possiede quasi il 50% della ricchezza;
  • quando un senatore della Repubblica impunemente definisce eroe un criminale pluriomicida legato a Cosa Nostra.
  • Mi indigno, infine, quando sento i sostenitori dell'attuale presidente del consiglio dichiarare  spudoratamente che il loro leader non può rubare nella sua funzione di governo essendo già enormemente ricco di suo. E mi chiedo, allora, come abbia potuto, nell'arco di una vita, accumulare un patrimonio stimato da Forbes in oltre 9 miliardi di dollari USA e con quale criterio essi giudichino chi non è ricco di suo più propenso a rubare.







E VOI CHE FATE? ASPETTATE CHE PASSI LA BUFERA?

1 commento:

  1. Finalmente qualcuno che riesce a vedere la realtà, non capirò mai come abbiamo fatto a permettere tutto questo e soprattutto non capirò mai perché uno stato che si dice democratico anzi che lo è per costituzione oggi sia un regime e dei peggiori, vorrei tanto che ritrovassimo la nostra dignità perduta, che fossimo capaci di dire basta a chi ci umilia quotidianamente, a chi insulta la nostra intelligenza, ministri "padani" che prendono soldi "italiani", insultandoci ed esprimendosi in modo osceno nei confronti di valori conquistati con il sangue dai nostri antenati, presidente del consiglio che ha una storia marcia da fare inorridire il peggiore dei criminali che con un sorriso ebete rifattogli dalla "puxxanella di turno ha la faccia tosta di elargire promesse a destra e a manca senza poi fare niente neanche per provare a mantenerle, gente onesta che lavora con enormi sacrifici che viene insultata e che si tenta di schiavizzare, televisioni di stato che insistono a voler far credere che la realtà non sia quella che abbiamo sotto gli occhi, che viviamo in un paradiso grazie al "buon governo" di Silvio, persone che solo perché raccontano una verità scomoda ai "potenti" vengono perseguitate e denigrate ed insultate, ministri scelti a casaccio come quello dell'istruzione la cui ignoranza è palese anche agli occhi di un bambino, un ministro della cultura che sta facendo cadere a pezzi la nostra storia, un ministro che si permette di chiamare a gran voce vigliacco chi si permette di esprimere la propria opinione, che come se niente fosse dichiara il suo orgoglio fascista, mafiosi definiti eroi, indagati che impunemente siedono ancora in parlamento, un ragazzino ebete ed asino che guadagna dodicimila euro al mese mentre tanti laureati a pieni voti che per pagarsi gli studi hanno anche dovuto lavorare devono stare a casa o nella migliore delle ipotesi accontentarsi di ruoli che avrebbero potuto svolgere anche con la sola licenza media, giudici che invece di essere aiutati vengono insultati e tacciati di corruzione o addirittura insanità mentale, una società riempita di pupe, secchioni e grandi fratelli per distrarre il popolo dai fattacci del governo, ebrei, omosessuali, immigrati, donne: categorie offese ed umiliate da stupide barzellette, prelati che giustificano bestemmie, un papa che condanna le lezioni sessuali ma non dice una parola sulle minorenni usate dal premier, un presidente della repubblica che non è nè carne nè pesce, scorte affidate ad esseri tipo Sgarbi, Belpietro, Fede, mentre chi ne avrebbe veramente bisogno è lasciato solo (vedesi la Forleo), si potrebbero scrivere pagine e pagine ma c'è solo una cosa da fare UNA RIVOLUZIONE

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