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Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
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22 ottobre 2010

LA RAI SERVIZIO PUBBLICO E LE CENSURE DI CHI LA GOVERNA

Il premier Silvio Berlusconi ha dato mandato all'avvocato Fabio Lepri di Roma di procedere in sede giurisdizionale al fine di ottenere l'accertamento della natura offensiva e diffamatoria e l'integrale risarcimento dei danni per quanto diffuso domenica scorsa dalla trasmissione Report sugli acquisti immobiliari ad Antigua.  
Se Berlusconi si sente diffamato ha tutto il diritto di citarmi, replica la conduttrice Milena Gabanelli. Io mi difenderò in tutte le sedi competenti. Dico però che mentre lui può portarmi in tribunale, io non potrei farlo e questa è la differenza tra me e lui.

Un presidente del Consiglio che querela una trasmissione televisiva non esibisce né forza né coraggio, bensì una grande debolezza e non è un caso. Report ha dato informazioni circostanziate. A queste ultime è ovviamente legittimo replicare. Ma la querela è tutt'altra cosa. Fatta da un premier è una durissima forma di censura. Ci si può attendere che la Rai risponda, tutelando la sua autonomia dal governo e i suoi professionisti. Stiamo vivendo in Italia un passaggio delicatissimo per la democrazia, con rischi enormi da non sottovalutare. Lo affermano in una nota il senatore Vincenzo Vita e il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. 

Fonte: articolo21.org

Al Gore elogia Santoro, Gabanelli, Saviano e il grande Enzo Biagi


ANNOZERO - SAVIANO RISPONDE A MASI


ANNOZERO - SAVIANO: Masi si prenda le sue responsabilità


Nell'era Masi, purtroppo, i giornalisti e gli autori che fanno servizio pubblico nella RAI sono sempre nell'occhio del ciclone: si rendono pubblici i loro compensi a prescindere dalle entrate che assicurano, li si tiene sulla corda per i contratti, gli si mettono i bastoni fra le ruote in tutti i modi. A me piacerebbe sapere quanto guadagnano i Masi, i Minzolini, i Vespa, ma anche i Fede, i Feltri, i Sallusti, i Belpietro - e l'elenco sarebbe molto lungo - per fare quello che fanno o non fanno, per dire quello che dicono o non dicono.

Finchè l'andazzo sarà questo, saremo tutti GABANELLI, SAVIANO, SANTORO, TRAVAGLIO. 
E ricorderemo con affetto e deferenza MONTANELLI E BIAGI.

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