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27 ottobre 2010

CORRUZIONE NON FA RIMA CON IMMIGRAZIONE

Le mie riflessioni di oggi traggono lo spunto da due dati giuntici ieri, quasi contemporaneamente: il Rapporto sulla corruzione percepita, che pone l'Italia al 67° posto nell’indice sulla percezione della corruzione dell’ong Transparency International, e il 20° Rapporto sull'Immigrazione di Caritas e Migrantes, che indica in quasi 5 milioni le presenze regolari di stranieri in Italia con un aumento esponenziale dal 1990 ad oggi.

La corruzione percepita in Italia da manager, imprenditori, uomini d’affari e analisti politici ci pone dopo Ruanda e Samoa e prima di Georgia e Brasile, facendoci arretrare di quattro posizioni rispetto al 2009 e di ben 12 sul 2008. Gli Stati più virtuosi sono Danimarca e Nuova Zelanda. La Scheda
L'Italia insomma, vista da fuori, continua a perdere credibilità   Oltre ai casi di corruzione in senso stretto, influiscono sul nostro declassamento tutte le situazioni di malgoverno della cosa pubblica che si manifestano nel Paese, in larghissima misura a livello locale. La sanità appare il settore dove tale malgoverno più si manifesta.

Il rapporto tra spesa pubblica sostenuta per gli immigrati e tasse da loro pagate va senz'altro a vantaggio dello Stato italiano. Secondo le stime riportate nel Rapporto, infatti, le uscite a loro favore (sanità, scuola, servizi sociali) sono pari a 10 miliardi di euro l'anno. Le entrate assicurate dagli immigrati, invece, si avvicinano agli 11 miliardi di euro (tra contributi previdenziali e fiscali).
Il rapporto Caritas, citando uno studio della Banca D’Italia del luglio del 2009, evidenzia come gli stranieri svolgano una funzione complementare agli italiani favorendone migliori opportunità occupazionali.
Eppure gli italiani non hanno percezione di questa realtà. Complice la recessione, secondo il Rapporto, si sono acutizzati fenomeni di intolleranza, come se l’origine della crisi fosse un problema da collegare agli stranieri.
Secondo i dati forniti, gli italiani e gli stranieri in posizione regolare hanno un tasso di criminalità simile.  Dossier Statistico Immigrazione 2010

Per concludere.
A detta del Presidente della Corte dei Conti, gli episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche, persistono e preoccupano i cittadini ma anche le istituzioni il cui prestigio e affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli.

L'immigrazione – per i curatori del Rapporto – è un'opportunità che ci viene offerta dalla storia per il nostro benessere economico e la nostra crescita culturale; è quindi necessaria una riflessione rigorosa suI flussi migratori e le capacità di accoglienza.
Ergo, occorre combattere la corruzione a tutti i livelli con tutti gli strumenti a nostra disposizione e, viceversa, modificare positivamente il nostro atteggiamento nei riguardi degli stranieri, migliorando le nostre capacità di accoglienza e di integrazione. 


Corruzione, l'Italia sempre peggio
Corruzione, l’Italia scende nell’indice di Transparency International
Cambia il pianeta immigrazione
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