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23 febbraio 2011

La maschera sociale, di Paola Mauri


Non ci si indigna quasi più, ma ci si meraviglia con cautela, questo sì, con bon ton, come si fosse a tavola, attenti alla posateria da usare.
La maschera sociale si deve, appena, appena, in qualche modo, animare per mostrare un lievissimo segno di disappunto. Dopo, il nulla.
La meraviglia dura quell’attimo tanto per dire che c’è ancora senso civico.
Il “non senso” di oggi è forse questa solitudine immensa che si prova, in definitiva, stando con gli altri.
Ma forse l’uomo è più infelice di sempre in questo giardino in cui tutto all’apparenza gli è permesso, concesso con illusoria gratuità, ed in cui non trova un limite, una inibizione, uno stop, qualcosa che gli suggerisca di fermarsi in tempo.
Si è disinibiti come fosse una seconda pelle.
Così prodighi e compiacenti con se stessi e così distanti, o forse orgogliosamente diversi, dagli altri.
In questa autostrada dell’eterna promessa, della felicità annunciata, in cui i perfetti sono ancor più perfettibili, i capitomboli dei più “tenerelli” sono all’ordine del giorno perchè il vivere bello spensierato, al di sopra di ogni velocità, è, in definitiva, solo un brivido momentaneo che, a volte, ci fa ritrovare il nostro vero volto e la nostra umanità.
Insomma la cesta dei giocattoli si è rovesciata e c’è tanta confusione in giro… I sogni, come le magliette firmate con il logo bene in vista, oggi sono esigenze imposte, elargite gratis, per avere nelle disponibilità di ognuno quello che tutti hanno e che, come un’equazione, si deve possedere.

Ruby, ovvero Karima, andrà a Vienna, per accompagnare un ricco signore al ballo delle debuttanti …

Altra storia, quella di Angelica Sedara che balla con Don Fabrizio Principe di Salina, il famoso valzer, immortalato da Visconti …

Altro stile, ben altri fermenti storici.

Ma la tristezza di Fabrizio Principe di Salina, protagonista de “Il Gattopardo”, di Giuseppe Tomasi Di Lampedusa, è un po’ quella di chi oggi assiste impotente al susseguirsi degli avvenimenti, e cede il passo a Don Calogero Sedara.

Tutto cambia perché tutto deve rimanere uguale. (Paola Mauri)
Leggi Il Gattopardo in Google

Il Gattopardo in Vikipedia


Io sono convinto che la storia non si ripeta mai, che tutto ciò che succede e viviamo sia il prodotto e il risultato di quanto prima è accaduto. Non credo neanche che il destino, una sorta di fato, ci cristallizzi in una situazione immodificabile. Riconosco, tuttavia, che non tutto ciò che viene dopo debba essere migliore del precedente. Si possono vivere momenti di grande involuzione, tutti, però, funzionali a portare nel tempo l'asticella della storia dell'uomo nella società, sempre più avanti. Quanto di buono acquisito nell'esperienza e nella memoria del passato non può venire cancellato con un colpo di spugna. I valori, i principi, la coscienza del bene e del male non possono essere eliminati, nenache negli individui più turpi. È proprio questo che ci fa essere uomini e ci fa sperare e agire per un mondo migliore!  (Victor)

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