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17 marzo 2011

Buon Giorno Italia

In questa grigia giornata di marzo, noi che, nonostante tutto, continuiamo a sentirci italiani (e cosa potremmo sentirci se non?) tentiamo di festeggiare degnamente i 150 anni dello Stato unitario. 
In questo Stato siamo vissuti e abbiamo cercato di realizzarci come persone e come cittadini. Nel rispetto della sua Costituzione e delle sue leggi abbiamo lottato, e continuiamo a farlo, per renderlo più aderente possibile ai principi che proclama; per essere degni eredi di quanti, in epoche diverse della sua storia, hanno sacrificato financo la vita per un ideale di unità, libertà e democrazia.

Conosciamo le pagine nere che ne hanno accompagnato la vita attraverso tre secoli ma a quelle fulgide, consacrate in memorie eroiche di donne e uomini onesti e illuminati, ci ispiriamo per nutrire le nostre speranze e il nostro impegno per il futuro.

Se pensiamo alle grandi figure che hanno fatto l'Italia, e a quelle che l'hanno resa Repubblica democratica dopo il cupo ventennio fascista, assistiamo sconfortati alle vergogne e alle povere beghe quotidiane dei suoi politici attuali che non riescono più a guardare a un palmo dal proprio naso e dalla propria pancia. Quello che più ci turba, come cittadini e come italiani, è constatare che gran parte della maggioranza parlamentare e il governo della Nazione non credono più nello Stato, nella sua Costituzione e nelle istituzione che ne derivano. 
Per non parlare di quegli sciagurati in camicia verde che, con laute prebende da incarichi istituzionali, sputano sul tricolore e sull'inno nazionale. Fanno ridere, per la loro crassa ignoranza, anche quando si richiamano al pensiero federalista di Carlo Cattaneo o al Va' pensiero di Giuseppe Verdi. (Provate ad immaginare Cattaneo e Verdi che sanno di avere come emuli e seguaci i Bossi,  padre e figlio, Borghezio, Calderoli e la Mauro. Avrebbero cambiato mestiere e Paese).

C'è, tuttavia, qualcuno e qualcosa che ci aiuta a non disperare:
1. il lavoro e l'impegno di un Capo dello Stato che non rinuncia ad esercitare le sue prerogative;
2. la certezza che gli Italiani non si lasceranno sfuggire l'occasione di partecipare in massa ai referendum del 12 giugno su legittimo impedimento, acqua pubblica ed energia nucleare;
3. la convinzione profonda che l'attuale ignobile legge elettorale sarà cancellata, se non in parlamento, tramite la pronuncia della magistratura.


Visita i siti:

I luoghi della memoria

Italia Unita 150



Un Paese  in cerca dell'età adulta, di Eugenio Scalfari

Luci ed ombre di 150 anni d’Italia, di Nicola Tranfaglia

Buon compleanno Italia, di Sandra Bonsanti

1861-2011 Nascita di una nazione

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