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09 aprile 2009

Siamo sicuri che il Ponte sullo Stretto sia una priorità?

Non voglio addentrarmi nel dibattito tecnico e politico relativamente alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Le posizioni tra ricercatori, tecnici, economisti e politici sono le più variegate. A chi avesse voglia di approfondire l'argomento suggerisco:
Ponte sullo stretto di Messina, Wikipedia
Dossier Ponte sullo Stretto

La prima Repubblica e il ponte, di Bartolo Scifo
La seconda Repubblica e il ponte, di Bartolo Scifo
LA LEZIONE DEL PONTE SULLO STRETTO lavoce.info
Il Ponte dello Stretto
100 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELLO STRETTO: COSA E’ CAMBIATO

Per quanto mi riguarda, e sono in buona compagnia, ho considerato da sempre la realizzazione del ponte come una grande velleità, un pò frutto di megalomanìa. Basta andare a vedere nella storia chi sono coloro che hanno nei secoli sognato la realizzazione della grande opera.
La Sicilia è una grande isola, in sè continente; i Siciliani sono da sempre aperti a tutti i contatti ma gelosi della loro peculiarità; il mare per loro non è un limite ma una grande via di comunicazione verso tutte le direzioni, nel rispetto, però, della loro insularità.
Oltre a queste motivazioni di ordine antropologico e sociologico, sarebbe facile elencare argomenti di carattere ambientale, paesaggistico e di salvaguardia del territorio che ostano alla realizzazione dell'opera, senza dire di quelli di natura tettonica, geomorfologica e delle correnti marine. (Vedi anche Ponte sullo Stretto. Ne vale la pena?)
Vero è che l'uomo, per sua natura, è portato ad affrontare qualsiasi sfida (le Colonne d'Ercole, di dantesca memoria, sono un emblema della lotta dell'uomo volta a superare le barriere naturali) ma occorre, al giorno d'oggi, una ragionevole valutazione del rapporto costi-benefici, e non solo, quando ci si imbarca in un'impresa di tali dimensioni.

Alla luce degli ultimi tragici avvenimenti che stanno interessando il territorio della provincia de L'Aquila e i suoi abitanti, nel ricordo del terremoto che un secolo fa distrusse Messina e Reggio Calabria lasciando tracce ancora presenti nelle aree interessate, non sarebbe ragionevole, opportuno e conveniente anche politicamente accantonare il progetto e dedicarsi alle vere priorità che sono sotto gli occhi di tutti?

Afferma l'europarlamentare socialista Pia Locatelli, presidente dell'Internazionale socialista donne: "Contrariamente a quanto dice il presidente del consiglio, la costruzione del ponte sullo stretto di Messina non è prioritaria mentre lo è difenderci dai terremoti. Il ponte si può rinviare e quelle risorse possono essere destinate al rinnovamento del patrimonio edilizio secondo le norme antisismiche. Come abbiamo potuto constatare ancora una volta, molte vite si sarebbero potute salvare se gli edifici crollati fossero stati realizzati con le tecniche più moderne di cui oggi disponiamo. In un colpo solo possiamo ricostruire quelle case rendendole più sicure e anche più efficienti dal punto di vista ecologico difendendo noi stessi e l'ambiente."

''Destinare i finanziamenti del Ponte sullo Stretto di Messina per il recupero, la riqualificazione, il consolidamento e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato e dei centri storici dei Comuni calabresi e siciliani, utilizzare il Piano casa esclusivamente per un'edilizia sociale fondata sulle regole e sulla legalità che guarda al territorio, all'ambiente e al paesaggio come risorse e opportunità di tutela e di sviluppo dell'intero Paese''. Lo sostiene, l'assessore all'Urbanistica e Governo del Territorio della Regione Calabria, Michelangelo Tripodi. ''A cent'anni di distanza dal terremoto che distrusse Reggio e Messina - sottolinea - ci troviamo di fronte a un'altra catastrofe, a piangere ancora delle vittime innocenti. Noi reggini e calabresi, purtroppo, conosciamo molto bene questo perchè abbiamo pagato un prezzo altissimo per gli effetti devastanti di un terremoto che sprigiona una forza così dirompente. Proprio per questo comprendiamo più e meglio di altri il dramma e il dolore che in questo momento sconvolge tutti coloro i quali sono stati colpiti nei loro affetti e nelle loro cose da questa immane tragedia. E' la storia che tristemente ce lo ha insegnato. Sul rischio sismico e sul rischio idrogeologico non si può più scherzare altrimenti le conseguenze saranno sempre più gravi e potranno mettere in ginocchio intere comunità come è avvenuto, purtroppo, all'Aquila''.

Aggiungo un video che coforta il mio punto di vista:



Mi permetterei di aggiungere un quesito personale: Non sarebbe più utile e conveniente in tutti i sensi che le somme destinate ad un'opera improvvida e sconsiderata come il ponte, venissero utilizzate per dare alla Sicilia una rete ferroviaria all'altezza dei bisogni e delle prospettive dell'isola e dell'Italia tutta? E poi porti, strade, scuole e ospedali degni di un paese civile? Il premier potrebbe poi venire con il berretto da capotreno, da guardiamarina, da primario ad inaugurare il tutto. Gliene saremmo grati e la storia lo ricorderebbe più e meglio che da costruttore del fantomatico ponte.


Mi auguro che chi mi legge voglia esprimere il suo parere in un commento. Grazie
Dire oggi NO al PONTE lo considero un dovere civico.

1 commento:

  1. Enrico14.4.09

    Il ponte sullo stretto è la berlusconata più grande. Mi auguro, come tutte le persone che hanno testa per riflettere, che rimanga nei sogni di gloria del megalomane che pretende di governarci.

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