A volte, sconsolato, mi chiedo quali gravi, antiche colpe debbano scontare il nostro popolo e il nostro Paese per avere la sventura di vivere questa lunga fase crepuscolare dei valori civili, sociali e politici che fino a qualche tempo fa sembravano sufficientemente condivisi. Non voglio entrare nei dettagli delle eversive, maniacali, gravissime espressioni usate ieri dal presidente del consiglio contro i giudici, gli insegnanti della scuola pubblica, l'opposizione ecc. Non voglio più parlarne perché ormai è un disco rotto e le sue parole si commentano da sole.
Mi chiedo, piuttosto, come facciano milioni di italiani a sopportare lo scempio dei valori condivisi, che da troppo tempo ormai si sta facendo, da parte di un plurinquisito che straparla da una posizione di forza e di potere.
Mi chiedo, piuttosto, come facciano milioni di italiani a sopportare lo scempio dei valori condivisi, che da troppo tempo ormai si sta facendo, da parte di un plurinquisito che straparla da una posizione di forza e di potere.
Mi chiedo come faccia il capo dello Stato a consentire tanta barbarie senza fornire un'indicazione e un orientamento chiaro e forte.
Mi chiedo come facciano i giornali e le TV a non dire un BASTA grande quanto una casa.
Mi chiedo come facciano i giornali e le TV a non dire un BASTA grande quanto una casa.


Quando li incontro, diventati padri e madri di famiglia, professionisti seri e responsabili, politici un po' meno, ancora mi mostrano affetto e gratitudine e ripenso con qualche nostalgia a quegli anni belli trascorsi con loro, e sento che il mio lavoro non è stato inutile.
Se rifletto sul lavoro dell'insegnante, difficile, scarsamente remunerato ma gratificante, è perché considero denigratorie e oltraggiose le affermazioni del presidente del Consiglio sugli insegnanti che inculcano...
E mi chiedo, allora, cosa inculchi lui, dall'alto della sua cattedra amplificata, alla luce della sua vita pubblica e privata; a chi attribuire la responsabilità di avergli inculcato quella concezione della vita, della società, della realtà di cui si fa portatore; quanto danno possano produrre nei giovani di oggi e di domani i suoi insulti infamanti e gratuiti.
Nessun commento:
Posta un commento
Stai per lasciare un commento? Lo leggerò volentieri ma ti chiedo per correttezza di firmarlo. In caso contrario sarò costretto a cestinarlo.
Ti ringrazio, Victor