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20 novembre 2011

In quest'Italia del menga...

In quest'Italia del menga c'è chi, anche in tempo di crisi ha fatto, e continua a fare, grana a palate e chi, obtorto collo, è costretto a vivere in condizioni di indigenza o quasi. Se è vero, con'è vero, che il 10% della popolazione possiede il 45% della ricchezza prodotta e la metà più povera delle famiglie italiane detiene meno del 10% della ricchezza totale. 

La Banca d’Italia dice che nel 2009 tutte le famiglie possedevano più o meno 350 mila euro in beni di vario tipo.  

Nella fattispecie, delle 24.905.042 famiglie italiane [al 31 dicembre 2009, fonte Istat], ce ne sono 2 milioni, 490 mila e 504 che se la spassano, possedendo oltre il 45% dei 9 miliardi e mezzo di euro cui assomma la ricchezza lorda di tutte le famiglie messe insieme, e oltre 12 milioni (12.452.521) che se la vedono male, dovendo spartirsi un misero 10%. 
In parole povere, col cavolo che la ricchezza di ogni famiglia assomma a 350 mila euro: ci sono 10 famiglie su 100 che hanno in media un milione e mezzo di euro a testa e 50 famiglie su 100 che non arrivano a 70 mila. Di più, queste ultime hanno un reddito medio familiare annuo di 8.019,30€ contro i quasi 200 mila euro delle 10 famiglie vip. (Fonte Byoblu)   

Quando il governo, dunque, affronterà i temi del risanamento, dei tagli ai privilegi, della lotta all'evasione e alla corruzione, dell'equità, non potrà non considerare la necessità e l'urgenza di una politica economica e fiscale che agevoli quel 90% della popolazione che scende, inesorabilmente, verso una condizione di povertà. E se per far questo occorrerà intervenire con una tassa che colpisca i grandi patrimoni e le rendite, lo faccia senza tergiversare, a costo di mettere a rischio la durata del governo stesso per il voto contrario di una parte del PDL capeggiata dal Berlusca. La patrimoniale, del resto, è presente nei sistemi fiscali di molti Paesi europei e non. Vorrei vedere, poi, il PDL che facesse cadere il governo su un'intervento di politica fiscale inteso a perequare il forte squilibrio economico e sociale. Una patrimoniale ben congegnata, oltre ad essere un atto di giustizia sociale, favorirebbe la ripresa dei consumi e, quindi, la crescita. 

Mi aspetto poi che il governo non eluda la grave questione del conflitto di interessi che lo investe direttamente e, di converso, riesca a mettere fine a quello mastodontico dell'ex presidente del consiglio.  
Qui si parrà la tua nobilitate!

Per quanto riguarda, infine, l'impegno richiesto dal Popolo della libertà - così si definisce il partito del monopolista più muscoloso e resistente d'Italia - all'attuale compagine governativa, lo trovo davvero disdicevole. Mi sembra assurdo che si debba garantire una cosa del genere da parte di cittadini che godono di tutti i diritti civili e politici, che non hanno pendenze penali, per la sola ragione che si sono assunti l'onere di risanare il Paese condotto verso la catastrofe da un ceto politico che ha ancora l'ardire di mettere paletti. E a proposito di catastrofe, come non vedere il dissesto idrogeologico e ambientale in cui sprofonda il nostro territorio? Anche in questo versante il governo appena nato dovrà operare con interventi significativi e con una legislazione d'indirizzo. 

Ascolta Nichi Vendola, ospite a Che tempo che fa


Luciana Littizzetto commenta il governo Monti


Il Belpaese della disuguaglianza
Metà ricchezza al 10% degli italiani - di Roberto Mania 

1 commento:

  1. Decimo21.11.11

    RISANARE IL PAESE!
    Mi vien da ridere. In queste condizioni e con la mentalità clientelare e lamentevole che ci ritroviamo occorreranno decenni per ristabilire un certo equilibrio sociale. E con quale forza politica?
    Per cui non credo che il professor Monti riuscirà nell'intendo di portare la barca in porto.
    Conosco i politici nostrani e penso che già stanno preparando le trappole per farlo cadere, perché chi ha in mano le leve del potere non mollerà tanto facilmente a favore dei ceti meno forti.
    OCCORRE BEN ALTRO!

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