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02 novembre 2011

Il testamento di Silvio (di Fabrizio De André)

Testo riveduto corretto e strapazzato da Ellekappa

Quando la morte mi chiamerà 
solo mia moglie protesterà 
ho manomesso il mio testamento 
e le ho soffiato l'eredità 
ai suoi tre figli non lascio niente 
niente di nulla diviso a metà 

ai miei fenomeni da baraccone 
lascio un impiego da faccendiere 
insieme a un lessico da carrettiere 
che privilegi l'imprecazione 

a Capezzone la mia bandana 
a Scilipoti mezza banana 
a Minzolini, il linguagabbana 
la direzione di Panorama 

voglio lasciare a mia figlia Marina 
che se ne frega della sentenza 
il mio carisma di rara indecenza 
che al mercimonio le spiani la via 

tutta la Rai lascio al dandy panciuto 
cento salsicce e un anacoluto  
mentre a Tremonti tirchio ed arguto 
a costo zero regalo uno sputo 

sorella morte aspetta un momento 
forse ho un legittimo impedimento 
quanto sei sexy fatti palpare 
e con ardire fatti trombare  
dimmi la cifra che poi arrotondo 
fin dentro al cuore miliardi grondo 

signor becchino ho già in mente un lodo 
che mi sottragga a morte rapace 
prima che avviti quell'ultimo chiodo 
consulti Paniz Cirielli e Storace 

non seppellite 'sto capolavoro 
che ha fatto fuori futuro e lavoro 
se mi graziate vi cingo d'alloro 
poi come a Ruby vi copro d'oro 

prima di andare a marcir nella fossa 
m'inchino a Vespa, il mio scendiletto 
e i nei di Renzi e la sua wiki-rissa 
con gioia lascio all'affabile insetto 

ai Corleonesi i miei deputati 
ai Casalesi i disoccupati 
a Ignazio la Russa sei Maserati 
venti Ferrari e due croci uncinate 

quando il G-20 mi chiederà  
un attestato di serietà 
una pernacchia forse una sola 
come una tromba risuonerà 
un dito medio forse uno solo 
dal frollo Bossi germoglierà 

se questa Italia è ormai contagiosa 
e a un solo palpito dal fallimento 
per evitarmi una fama ingloriosa 
al maggiordomo gl'intesto lo schianto 

lascio a Piersilvio un Paese che muore 
che ho depredato con tutto il cuore 
io del contagio sono l'untore 
l'Europa crepi e vada al creatore 

a tutti lascio lo spread in ascesa 
e Piazza Affari che cola a picco 
solo la Fininvest vola in ripresa 
da questa crisi ne esco straricco 

lascio al Paese la corruzione 
sciolgo le lodi all'evasione 
ed una cena perbene e elegante 
lascio a Leopolda per esser galante 

quando la morte mi chiamerà 
sarò già in fuga nell'aldiquà 
sarò sparito senza pagare 
senza mai dire la verità 
vado ad Antigua a folleggiare 
vi lascio in dono la povertà 

Cari sodali della mia banda 
spolpammo insieme la stessa terra 
tessemmo in coro il medesimo inganno 
per trasformare l'Italia in Gomorra 
ma adesso Papi vi lascia soli 
perché il momento si fa ferale 
già sono in volo mille cetrioli 
al posto mio qualcun altro s'immoli.  

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