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31 maggio 2011

L'esito dei ballottaggi come un rovescio irresistibile


Ha cercato con forza un referendum su se stesso, sul suo stile (?) pubblico e privato, sulle sue (non) scelte politiche ed economiche, sulla sua maggioranza sbrindellata e guascona, e l'ha avuto perfettamente rovesciato: i senza cervello ed ex coglioni gli hanno assestato una doppietta micidiale: un comunista gentile nella sua Milano e un pm che vede come fumo negli occhi a Napoli.
Le sue frasi celebri durante la campagna elettorale: Non è un voto ordinario per sindaci e presidenti di provincia: è un voto su di me e sul mio governo. È un voto su cui si gioca il futuro mio e della legislatura - Sono i nostri a essere andati in massa a votare. Ancora una volta la spunteremo e sarà tutto merito mio e dell’impronta che ho dato a questa campagna.

I suoi insulti e le sue bugie, le sue offese e le sue barzellette blasfeme finalmente gli si rivoltano contro perché i cittadini sono ormai stufi di vedere un ciarlatano a Palazzo Chigi che pensa e fa leggi per sè, annuncia riforme e lascia allo sbando il Paese; ridono, per non piangere, quando lo vedono inadeguato e fuori posto in consessi internazionali; fuggono quando compare in TV, a reti unificate, a ripetere le geremiadi di sempre, mai riconoscendo i propri errori.

Ma non solo da Napoli e Milano, la batosta gli è arrivata da comuni e capoluoghi piccoli e grandi, non ultima la sua Arcore.


Se avesse senso dello Stato e delle istituzioni, se avesse rispetto per il responso dei cittadini, se avesse a cuore la sua stessa parte politica, riconoscerebbe la grave sconfitta personale e farebbe un passo indietro per consentire una fase di decantazione e ripartenza. Ma non lo farà, ne sono certo, e galleggerà fino a quando la batosta non gli arriverà in testa. 

Lo attenderemo fino alla resa dei conti, allora sarà davvero un tripudio!

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