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Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

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12 gennaio 2010

ANCORA SU ROSARNO: la rivolta africana


La rivolta africana - Perché gli africani hanno distrutto tutto, due articoli di Damiano Zito sulla rivolta di Rosarno tratti dal sito la Voce di Fiore a cura di Francesco Saverio Alessio. Di quest'ultimo consiglio la lettura di LA SOCIETÀ SPARENTE scritto in collaborazione con Emiliano Morrone
Misteriosamente scomparso dalle librerie, il volume, con prefazione di Gianni Vattimo e Angela Napoli, racconta la vicenda dell’ex pm Luigi De Magistris, la Calabria della corruzione, l’impegno dei movimenti civili a favore del magistrato, le indagini a carico dei consiglieri regionali, la sparizione della società calabrese, delitti e omicidi impuniti alla punta dello Stivale italiano.

La rivolta africana

Le intimidazioni e le violenze, in Calabria, avvengono con una certa frequenza, ma difficilmente si vede la gente per strada che manifesta contro le prevaricazioni, per questo motivo quello che sta succedendo a Rosarno è significativo per una terra difficile come la Calabria.
Gli africani della piana di Gioia Tauro si sono ribellati dopo che alcuni di loro sono stati colpiti con un’arma ad aria compressa. Lo scorso anno due ivoriani vennero feriti con un’arma da fuoco, anche in quell’occasione l’indignazione sfociò in una manifestazione ma senza tafferugli. Gli africani vivono come bestie, ammassati in edifici abbandonati, lavorano nei campi, raccolgono arance e mandarini. Una situazione da “terzo mondo”. La loro condizione disperata li ha portati a non aver cura di niente dopo la violenza subita e accecati dalla rabbia hanno distrutto tutto ciò che gli veniva a portata di mano per le strade di Rosarno. La gente è spaventata, i giornali riportano le notizie di qualche ferito anche tra i cittadini rosarnesi e, mentre scrivo, leggo che circa sette extracomunitari sono stati arrestati.
Citando Roberto Saviano viene da chiedersi: “come abbiamo fatto a diventare così ciechi, asserviti, rassegnati e piegati, mentre gli ultimi degli ultimi, gli africani, sono riusciti a tirar fuori più rabbia che paura e rassegnazione?”. Le comunità africane di Rosarno e di Castel Volturno, non bisogna dimenticarlo, sono le uniche due comunità che si sono ribellate alle mafie. A settembre del 2008 per mano dei casalesi venivano uccisi sei africani e nella cittadina casertana si scatenò un clima di guerriglia urbana simile a quello che in queste ore ha avvolto Rosarno. Gli africani si sono sostituiti a noi, ai calabresi, ai campani, agli italiani. Loro si ribellano alle umiliazioni subite. In Calabria dove la presenza dello Stato si avverte come il vento in una giornata calda ed afosa d’estate, gli africani si sono integrati solo grazie all’impegno di alcuni volontari. Altrimenti per il resto della popolazione sono come dei porci in un porcile, lasciati a sé stessi, per servirsene quando ce n’è bisogno.
Dopo quest’ultima protesta è probabile che in tanti chiedano di mandarli via, alcuni lo stanno già facendo, perché questo è il destino di chi in Calabria non vuole piegare la testa. O viene cacciato, o se ne va spontaneamente. Chi rimane, invece, è destinato ad essere isolato e a subire. Quasi come nei racconti di James Joyce che in “Gente di Dublino” analizza il tema dalla paralisi morale e della fuga, a differenza che mentre nei racconti dello scrittore irlandese la fuga non viene mai intrapresa, in Calabria avviene spesso.
Il desiderio di una vita tranquilla, lontana dalle ribellioni ha un prezzo da pagare: il silenzio e quindi la rabbia da tenere rinchiusa nel petto anche quando si è l’oggetto diretto di un sopruso.
Gli africani ci stanno insegnando che agendo insieme, si può cancellare la paura e il senso di frustrazione, ci stanno insegnando il sano principio dell’inviolabilità della persona umana. La degenerazione della loro protesta non deve indurci nell’errore di scambiare i ruoli, di considerare loro come i criminali e gli altri come dei benefattori che vogliono pulire il territorio. È facile etichettare. Il loro gesto è l’ultimo stadio di una sofferenza covata nel tempo e dovuta all’ostilità mostrata da un’Italia che considera criminale chi è senza casa, senza soldi e viaggia su un barcone, rischiando la vita in cerca di un futuro migliore da dare a sé stesso e alla propria famiglia. Mi chiedo come facciamo noi, che abbiamo avuto antenati morti per la mancanza di cibo mentre andavano in giro a chiedere l’elemosina, a non capire la loro situazione. Come facciamo a restare inermi davanti allo sfruttamento delle loro braccia, dei loro corpi magri, nutriti da arance e mandarini.
Davvero non riusciamo a capire che quella degli africani di Rosarno e di Castel Volturno è una vera e propria denuncia? Non vogliono sottostare, non vogliono rassegnarsi. Stanno chiedendo rispetto e libertà. Noi cosa siamo in grado di dargli? Sarebbe meglio non prendere in considerazione le dichiarazioni di alcuni politici, sempre se non vogliamo credere alla favola di alcuni disperati senza tetto e senza dignità che hanno deciso di sfondare vetrine poiché criminali, magari trafficanti di cocaina e che vengono a rubarci il lavoro.
Gli africani pagheranno la loro violenza. Ma si assuma la propria responsabilità chi ha alimentato il razzismo verso chi ha un colore della pelle diverso dal nostro o non professa la nostra stessa religione, si assumano responsabilità coloro che alimentano l’odio verso questa gente, facendo credere agli italiani che il male di questo Paese sia la diversità culturale e non le mafie che rappresentano invece il cancro incurabile di una Repubblica fondata sul sangue dei giudici Falcone e Borsellino.

Perché gli africani hanno distrutto tutto
Appare difficile in questo momento far capire i motivi di una protesta così violenta e inaspettata(?). Provo lo stesso a spiegare in poche righe, se ci riesco, un concetto che spero sia chiaro. Cerco di fare ragionamenti semplici: in che modo ci porgiamo verso gli africani che incontriamo per strada, piuttosto che sulle spiagge in estate o durante qualche festa quando ci affacciamo a guardare i loro oggetti messi in vendita sulle bancarelle? Nella maggior parte dei casi, ci rivolgiamo dicendo “ehi cugggino!” o “ciao cugggino, quanto vendere questo?”. Insomma, se stiamo interloquendo con un africano stiamo pensando con la nostra testa che lui è diverso, è più povero, non parla bene l’italiano. Quindi iniziamo ad utilizzare un italiano maccheronico, mischiato al dialetto locale, il tutto nella più totale convinzione che se parliamo la nostra lingua con i verbi sbagliati loro, che a differenza nostra consocono almeno due lingue, capiscono meglio. Sembriamo degli stupidi, è come se io volere iniziare scrivere questo sito cu na lingua differenti, pecchì il blog potere essere leggere pure da negro puzzolenti africano di merda, e siccome lui non sapere italiano io scrivere e parlare come uno scemo.
Quando gli africani non ce li abbiamo propriamente davanti a noi, ma stiamo parlando di loro, non li distinguiamo col loro nome, ma iniziamo a dire “i neri” o meglio “i nigri (o nìguri) i rosarnu”, “no! chidi chi abitannu a Collina a Rizziconi”. Per noi non hanno nome, sono tutti salammallik (espressione dialettale che tradotta vuol dire: salame mi lecchi. A voi i doppi sensi). Se un africano lavora con me, lui mi deve considerare suo padrone, perché siamo bianchi e abbiamo quindi tutto il diritto di essere considerati loro padroni. Anche se facciamo lo stesso mestiere. Io sopra lui sotto. Sempre.
Noi li consideriamo tutti uguali, ma solo a loro stessi, hanno le stesse labbra gonfie, lo stesso attributo esagerato, gli stessi denti bianchi, unico segnale di riconoscimento al buio quando percorriamo la statale 18. “Sti nìgri! Se non sorridono rischiamo di metterli sotto con la macchina!”.
Per noi, loro sono solo loro. Kwame è u nìgru, poi u nìgru è Lumumba che è uguale a Gebre, lo stesso di Oba e Ayubu, sì quelli lì i nìgri, proprio loro, quelli uguali a Ekow, Salehe, Thembi, Zuru, Dume, Kojo, Toure, Rudo, Anwar, Gyasi, Muniyka, Okwui, Diara, Wambua e tutti gli altri nìgri.
Per concludere: noi abbiamo sempre considerato la comunità africana, e continuiamo a farlo, una comunità con la quale non ci può essere interazione, culturalmente li poniamo sotto il nostro livello, alcuni di noi li deride, li umilia, gli fa versi. Li trattiamo come i maiali, gli buttiamo il cibo nella mangiatoia, diciamo che puzzano, gli rifacciamo il verso col naso e quando arriva dicembre siamo pronti ad appenderli per la gola, insalsicciarli e gustarceli, fumanti. Per noi sono uguali, puzzolenti ma uguali, a se stessi, come i maiali che riusciamo a distinguere solo per la fisionomia o qualche segno particolare.
Loro hanno fatto lo stesso con noi. Non hanno avuto limiti, hanno riversato su di noi quello che loro subiscono da sempre, lo hanno fatto con lo stesso spirito che noi usiamo nei loro confronti, in quel momento per loro non esisteva pasquale, mario, luigi, giuseppe, rocco, damiano, francesco o andrea, eravamo solo gli italiani razzisti che ce l’hanno con loro! Tutti uguali, indistintamente.
È chiaro il concetto?

11 gennaio 2010

SUI FATTI DI ROSARNO: ricevo e pubblico


L. M.:  "Io sono uno di quelli che voi chiamate indigeni visto che sono di Rosarno e ne sono fiero. Tutti sapevano da anni di questa situazione e nessuno ha mai fatto niente: il mio paese conta 15000 mila persone, durante l'inverno siamo 19000 mila tra gente di colore, ucraini, bulgari, rumeni, marocchini; queste persone vengono a Rosarno da circa 25 anni ma negli ultimi 5 le cose sono peggiorate vuoi perchè l'agricoltura va malissimo (parlo di arance, kiwi e mandarini)) vuoi perchè a nessuno interessava come vivevano questi poveracci (parlo di chiesa e di stato); qui la bossi-fini non e' mai stata messa in atto; credetemi, la ndrangheta se ne frega di tutto questo perchè non ci guadagna niente, in questo momento bada ad altro grazie a Berlusconi e company, vedi ponte sullo stretto, vedi lavori sulla Salerno-Reggio, vedi porto di Gioia Tauro. Rosarno è un paese difficile ma non è l'unico in queste zone; qui le ultime due legislature politiche, entrambi Forza Italia, sono fallite miseramente per Mafia; la deputata Angela Napoli sapeva da tempo e non ha mai fatto niente. Passiamo ai disordini dell'altra sera: tutto scoppia perchè della gente di colore urinava davanti ad una casa e soprattutto davanti ad una donna con i suoi figli; due stupidi ragazzi a mio parere prendono un fucile ad aria compressa e sparano contro questi poveracci, da tutto questo apriti cielo si sono armati di paletti, di spranghe, pietre, legni ecc. ed hanno distrutto una cittadina; basta vedere macchine, vetrine, portoni e case, picchiato persone sia donne che uomini. A questo punto, mi dispiace dirlo, scoppia la rappresaglia della gente di Rosarno; tengo a dire che abbiamo sfamato per tantissimi anni queste persone; non contenti il giorno dopo ricominciano a distruggere il paese. Credetemi, non è facile vivere con tanti stranieri ma noi per anni ci siamo riusciti ed anche bene; ma dopo tutto questo qualcosa bisognava fare e siamo passati alle maniere non belle. La 'ndrangheta c'è a Rosarno e mai nessuno la distruggerà anche perchè stato, mafia e chiesa sono un'unica cosa. Fiero di essere di Rosarno, non siamo Razzisti come molti dicono, ma vogliamo vivere in pace nel nostro paese, bello o brutto che sia ..."

"... e scusami ma in questi giorni ed ancora adesso sento delle cose stupidissime in tv, come se nessuno sapesse che la 'ndrangheta è padrona in queste zone; credimi, da queste parti si muore anche per un semplice vaffanculo, pensa se la gente che si sente abbandonata dallo stato, e lo siamo veramente, va a ribellarsi alla Mafia. Ti do una notizia da ricordare: qui le regionali le vincerà Scopelliti, la Mafia è tutta con lui e saremo per altri 5 anni alla frutta cioe come adesso..." 

M. A.: "Ancora una volta, lo Stato, è dovuto intervenire per risolvere problemi non risolti per "comodita" da chi aveva competenza a farlo. Sono sicuro che non si tratta di razzismo, ma di qualche cosa d'altro".




La paura dell'altro e di chi non si conosce o non si può controllare genera il razzismo, che non è altro che l'espressione più irrazionale della debolezza umana: il razzista odia perché teme. 
Chi è libero dall'ignoranza non conosce questa paura!

10 gennaio 2010

AVATAR +/- ROSARNO

A Rosarno infuria ancora la reazione degli indigeni contro i nuovi schiavi neri che, vessati dalla 'ndrina, sfruttati e sottopagati in nero per lavori precari, costretti a vivere in condizioni disumane (peggiori rispetto a quelle subite dai loro antenati nelle piantagioni americane) hanno osato ribellarsi. Super sfruttamento e condizioni di vita bestiali alla base della protesta.

A detta di Roberto Saviano "Gli immigrati non vengono in Italia solo a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma anche a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere".

In Italia siamo tutti in spasmodica attesa di AVATAR, il film di James Cameron, il regista Premio Oscar per Titanic. Un film in 3D con una nuova generazione di effetti speciali che offre un’esperienza cinematografica a 360 gradi, assolutamente innovativa; il piu' costoso della storia del cinema (circa 400 milioni di dollari) e il secondo maggiore incasso di tutti i tempi (per ora si attesta intorno a 1,14 miliardi contro 1,8 di Titanic).

A detta di qualcuno che lo ha visto, è un film solo di effetti speciali. Effetti meravigliosi che ormai tendono ad occultare la realtà sotto i nostri occhi, visto che viviamo solo di quelli!


La relazione tra i due fatti sembra inesistente ma vi si può cogliere una terribile, stridente contraddizione: la realtà dei rapporti fra essere umani in carne ed ossa, sempre più degradata e mortificata fino alla barbarie, e la ricerca dell'evasione in un mondo virtuale dove soltanto sembra possano allignare i buoni sentimenti.


Questa riflessione, tuttavia, mi porta a pensare che in Italia c'è un mago degli "effetti speciali" che, se potesse trasferire la propria vita in un avatar costruito su misura e vivere senza trucchi posticci, pagherebbe molto di più del costo del film; ma non si è degnato, pur avendone l'autorità, di spendere una parola sui fatti di Rosarno. Forse perchè totalmente occupato a valutare i risultati dell'ultimo ritocco.

Eppure a lui tanti di noi vorrebbero assomigliare e andranno dal 15 c.m. a fare la coda per vedere il film, per mettersi al posto dell'eroe nato dagli effetti speciali.

O tempora, o mores!

Avatar Trailer Italiano Ufficiale (HD)

09 gennaio 2010

Presepe senza Magi ad Agrigento > White Christmas a Coccaglio?


Finalmente Agrigento alla ribalta della cronaca nazionale non per un fatto di nera o di mafia, ma per una scelta coraggiosa e coerente della sua chiesa: il presepe senza Magi in cattedrale.
Il presepe anomalo e insolito è stato allestito con il consenso dell'arcivescovo, Francesco Montenegro, nella Cattedrale di Agrigento. Obiettivo: far riflettere sul tema dell'accoglienza. I Re Magi sono stati sostituiti da un cartello con la scritta: Attenzione, si avvisa che quest'anno Gesù bambino resterà senza regali: i Magi non arriveranno perché sono stati respinti alla frontiera insieme agli altri immigrati. "C’è ancora una cultura di non accoglienza – ha precisato il vescovo alla Radio Vaticana – per cui nonostante facciamo festa al Bambino Gesù ci accorgiamo che il nostro cuore è chiuso agli altri - Non possiamo emozionarci davanti a un bambino di gesso e rimanere indifferenti davanti a un bambino di carne, e di questi ne sono morti tanti in mare".

In una terra come la Sicilia, crocevia di popoli e nazioni, storicamente aperta all'accoglienza e alla convivenza con culture diverse come la ebrea e la musulmana, la scelta apertamente provocatoria della sua chiesa spinge a riflettere seriamente sul messaggio cristiano autentico e sembra cozzare con l'operazione "White Christmas" con cui il comune leghista di Coccaglio, nel bresciano, ha inaugurato la caccia al clandestino in nome del Natale.

Nell'un caso e nell'altro i cattolici hanno reagito comprensibilmente in maniera contraddittoria.

Sarebbe opportuno che la Chiesa di Roma dicesse in proposito una parola di verità. Ma per farlo deve liberarsi finalmente dal fardello pesante del legame esecrabile con la politica e tornare alla pratica evangelica sull'esempio di Cristo e di San Francesco.

Se vuoi approfondire le mie idee sull'argomento, vedi anche:
LA CROCE SENZA CRISTO E I SEPOLCRI IMBIANCATI
BUON NATALE ANCHE A QUELLI CHE...

08 gennaio 2010

VOTA I SONDAGGI DI FINE ANNO FINO AL 14 GENNAIO


Ringrazio gli amici del mio blog che hanno già espresso il loro voto e ricordo a tutti che i SONDAGGI DI FINE ANNO presenti nella mia sidebar possono essere votati fino a giovedì 14 gennaio. Dopo quella data passerò all'analisi dei risultati.





I Risultati alla data odierna:

VOTA IL POLITICO PREFERITO:
Di Pietro Antonio 18 23%
Bindi Rosy 14 18%
Bersani Pierluigi 11 14%
Totale Voti: 79

Condividi l'accordo tra maggioranza e opposizione per le riforme?
No 66 86%
11 14%
Totae Voti: 77

LA TUA PRIMA RIFORMA 2010
Legge elettorale 58 73%
Altro 14 18%
Sistema previdenziale 3 4%
Totale Voti: 79

La parola, la locuzione abusata che a fine anno butterai dalla finestra
colpa della sinistra 14 18%
le mani nelle tasche degli italiani 12 15%
piuttosto che 11 14%
Totale Voti: 79

Questi risultati parziali e provvisori possono essere modificati col tuo voto fino a giovedì 14 c.m.
Affrettati!

06 gennaio 2010

Rispondo con piacere a questa mail che ho ricevuto nella mia posta elettronica


Ciao. Sul blog dell'Unità ho letto le tue parole e il  nome del tuo sito. Lì ho trovato la tua mail: "se vuoi scrivimi".  La sto usando, perchè in alto c'è una  frase di Giovanni Falcone. E questo mi piace. Le tue parole anche. Non sono una persona a cui piaccia tenere una corrispondenza, ma chissà, stiamo andando verso un abisso dove sarà difficile trovare persone che hanno il coraggio di mantenere le proprie idee, quindi mi interessa conoscere chi sembra avere anche qualche principio.
Però, premettendo che non me ne intendo di blog, forum, facebook, twitter ecc , mi incuriosiscono alcune cose, sul tuo sito, per esempio la pubblicità. E' normale? Pensi veramente le cose che scrivi o è un trucco? Non offenderti, non me ne intendo veramente, e ormai ho molta sfiducia e diffidenza . E, se ne hai voglia, mi dici perchè scrivi? Cioè, le tue motivazioni. Per capire.
Ciao e grazie.

Sono contento per le curiosità che ho destato in te e per le parole gratificanti che usi nei miei confronti e riguardo a ciò che scrivo. Grazie, già questo soltanto giustifica il mio impegno, totalmente gratuito, a proseguire nell'esposizione del mio punto di vista. Comprendo la tua sfiducia e diffidenza dati i tempi che corrono ma ti assicuro che, per quanto mi riguarda, non c'è trucco e non c'è inganno. Avendo aderito a GoogleAdSense, quella che trovi sul mio blog è pubblicità automatica di google, e dovrebbe avere qualche attinenza con gli argomenti trattati. Sinora mi ha reso € 13,92 che mi saranno liquidati solo quando saranno diventati almeno 100, cioè forse fra dieci anni o più, sempre che qualcuno vi clicchi sopra.
Mi chiedi perchè scrivo, vuoi conoscere le mie motivazioni. Ti rispondo così: perchè mi piace far conoscere le mie idee, e mi fa immenso piacere verificare qualche volte che non sono idee campate in aria e che qualcuno, come te, le può condividere. In un tempo in cui la maggior parte dei mezzi d'informazione di massa è gestita e manipolata dall'alto per ottenebrare le menti, senza alcun rispetto per i fatti e la verità, gestire un blog è diventato un modo che ti può dare la sensazione di incidere in qualche modo sull'opinione pubblica anche se a seguirti sono poche decine di persone. Sono contento, finchè mi sarà possibile, di poter dire quello che penso e sento senza condizionamenti di sorta. Rispetto ai pennivendoli e ai cani da pastore che abbondano sui giornali e sulle TV, mi considero davvero fortunato assieme a tanti altri blogger che hanno la mia stessa opportunità.
Ti consiglio di seguirmi ancora e di accostarti con maggior fiducia agli strumenti che le nuove tecnologie informatiche mettono a disposizione di tutti. Con molta stima.

05 gennaio 2010

SUL DEPRIMENTE PANORAMA POLITICO ITALIANO


mi rivolgo principalmente ai signori delle foto sopra

Mi chiedo se le forze politiche della cosiddetta opposizione e i loro leader si rendano conto fino in fondo dello stato in cui versano le piccole aziende, le famiglie e i lavoratori (occupati e non), in buona sintesi le forze produttive di un paese che sembra destinato a vivere una lunga e mortale stagione di malapolitica. La maggioranza è tutta intenta ad assicurare l'impunità di chi, incapace di governare, costringe il parlamento a votare una serie di false riforme aventi lo scopo di smantellare quanto resta degli organismi di controllo e garanzia, svuotando di fatto la costituzione repubblicana per fondare una specie di principato ad personam senza regole e princìpi.
 
Hanno chiaro in testa i Casini, i Rutelli, i Bersani, i Di Pietro, i socialisti non craxiani, gli ex-DC, gli ex-PC e tutti coloro (compreso lo stesso Fini e altri veri liberali presenti nella maggioranza) che credono che la nostra Costituzione vada difesa senza riserve e all'occorrenza ritoccata con il bisturi, dove questo governo e l'attuale maggioranza intendono portare il Paese? Se sì, agiscano di conseguenza e prendano in fretta le contromisure prima che sia troppo tardi! Se no, riflettano a lungo e ricordino che i loro elettori non sono più disposti a giustificare i loro distinguo opportunistici e ottusi.
Dei leader citati, al di là dei programmi elettorali che lasciano spesso il tempo che trovano, mi piacerebbe conoscere il programma per far fronte alla grave emergenza avvertita da una parte significativa di Italiani.

P.S.: 
  • il futuro dell'Italia forse si giocherà alle prossime elezioni regionali, dunque?
  • siamo sicuri che l'attuale sistema maggioritario stia funzionando adeguatamente?
  • siamo sicuri che la prima riforma da mettere in cantiere (a parte gli interventi non più procrastinabili a vantaggio delle piccole aziende, famiglie a basso reddito, lavoratori e giovani) non sia quella della legge elettorale (porcata) per ridare ai cittadini il diritto di scegliere i loro candidati e assicurare loro un rapporto più diretto con rappresentanti eletti e non nominati?

04 gennaio 2010

Appunti per una revisione efficace della Costituzione, fruibili anche dal ministro Brunetta

Devastato l'articolo 1, sarà più facile rivedere anche l'art.3, vera spina nel fianco del sultano. "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" potrebbe diventare "I cittadini davanti alla legge conservano le diversità che li contraddistinguono nella società. Il giudizio, pertanto, non potrà prescindere dalle condizioni sociali ed economiche, dalle differenze di classe, di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche. Il primus super pares e i protetti dallo stesso saranno considerati 'legibus soluti'.
Poi, volendo rivisitare il 2° comma che recita "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese", basterebbe, on. ministro, far precedere l'enunciato da un semplice "non" e modificare Repubblica in Sultanato. Semplice, no? "Non è compito del Sultanato rimuovere ..."
Relativamente all'art. 21, invece, che recita "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure", la revisione risulta ancora più semplice: basterà aggiungere al primo comma "ad eccezione di quanti si ritrovano elencati nel registro dei nemici del Sultano"; e sostituire nel 2° comma "non può essere" con il più semplice "è" aggiungendo alla fine "da parte del Consiglio superiore sull'informazione" (nominato direttamente dal Sultano).
Con questi piccoli ritocchi l'art. 3 suonerebbe così:  
"I cittadini davanti alla legge conservano le diversità che li contraddistinguono nella società. Il giudizio, pertanto, non potrà prescindere dalle condizioni sociali ed economiche, dalle differenze di classe, di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche. Il primus super pares e i protetti dallo stesso saranno considerati 'legibus soluti'.
Non è compito del Sultanato rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

L'art. 21 invece potrebbe avere questa nuova veste:    
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, ad eccezione di quanti si ritrovano elencati nel registro dei nemici del Sultano. La stampa è soggetta ad autorizzazioni e censure da parte del Consiglio Superiore dell'informazione".

Similmente si può operare su tutti gli altri articoli della Costituzione, voluta dai rossi comunisti bolscevichi che non potevano prevedere le necessità della nuova classe politica al governo del Paese.
Come vede, on. ministro, si tratta di un lavoro semplice e poco impegnativo. La Costituzione sembra fatta apposta per essere sovvertita dal partito dell'amore e dagli amanti del buon governo che hanno in parlamento una maggioranza schiacciante e operosa
Perchè ricorrere continuamente a lodi, lodi bis, lodi ter, processi brevi, legittimi impedimenti, editti bulgari e via dicendo, quando solo con piccoli ritocchi della Costituzione si può avere tutto d'un colpo, senza dover discutere e trattare con un'opposizione insensibile e noiosa?!
Orsù, via, un po' più di coraggio, ministro, e il gioco è fatto! Non crede?

03 gennaio 2010

Il 2010 sarà per l'Italia un anno peggiore di quello andato!


Il Brunetta, appena uscito dall'astinenza festaiola, ha sparato il suo primo petardo del 2010. Intervistato da Libero, il ministro più piccolo dall'unità d'Italia ad oggi, ha dichiarato che è necessario cambiare anche la prima parte della Costituzione, a partire dall'articolo 1: "Stabilire che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla". Brunetta sostiene che la parte valoriale della Costituzione "ignora temi e concetti fondamentali, come quelli del mercato, della concorrenza e del merito". Quando si fanno le cose, occorre farle per bene!
Quell'enunciato iniziale "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione" condiziona effettivamente tutto il testo. Per devastarlo occorre partire da lì, da quella dichiarazione d'intenti che i padri costituenti hanno voluto porre a capo dei Principi fondamentali, quasi a sancire con pochi termini chiari e inequivocabili "repubblica democratica, lavoro, sovranità-popolo, costituzione" le linee-guida cui avrebbe dovuto ispirarsi il legislatore nella sua opera.
Ma essi non potevano immaginare quale involuzione avrebbe avuto la vita politica e civile del paese a partire dallo scorcio finale del secolo scorso.

Non potevano prevedere che un Brunetta qualsiasi e un Bossi (lumbard doc) sarebbero diventati ministri della Repubblica; che una Carfagna e una Gelmini avrebbero guidato, per meriti speciali innominabili, dicasteri importanti. Non potevano minimamente concepire razionalmente che il fondatore del "partito dell'amore" avrebbe oltraggiato, per volontà del popolo, da 15 anni e oltre le leggi, le istituzioni, la stessa struttura civile e sociale della nazione.
Intanto il ministro (minus) di cui sopra si guadagna le prime pagine dei giornali, dei TG e dei blog e, pertanto, è felice; alle contumelie che gli pioveranno addosso  da parte della solita sinistra risponderà con quel sorriso ebete e infingardo che gli si stampa in viso quando la spara grossa. Poi penserà a come sostituire quell'articolo che, riveduto, potrebbe suonare così: "L'Italia è un sultanato costituzionale fondato sulla cortigianeria di nani e ballerine. La sonranità appartiene al "primus super pares" che la esercita con tutti gli strumenti atti a sedurre, lusingare ed ingannare il popolo".
Ma il sultano, ancora convalescente, la sua sulle riforme l'aveva già sparata: "Se Bersani e gli altri continuano a chiedermi di discutere insieme le riforme ma di mettere da parte il ddl sul processo breve, vuol dire che non demordono dal sogno di eliminarmi per vie giudiziarie".
Ma non hanno sempre detto che il processo breve sarà una riforma per i cittadini, per snellire l'attività giudiziaria?

30 dicembre 2009

CON GLI AUGURI, IL MIO DODECALOGO POLITICO PER IL 2010


1° OGNI POPOLO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA

2° RICONOSCI COME LEGITTIMO IL POTERE DELL'ATTUALE PREMIER, VOLUTO DAGLI ITALIANI CHE LO ADORANO E LO VOTANO, E DA QUANTI GLI HANNO CONSENTITO IL CONTROLLO DELL'ETERE E POI LA DISCESA IN CAMPO

3° ADERISCI SENZA SE E SENZA MA AL PARTITO DELL'AMORE PER EVITARE DI RIMANERE MARGINALE, ACCECATO DALL'ODIO E FUORI DALLA STORIA

4° ATTENDI QUIETAMENTE CHE IL GOVERNO COMPIA FINO IN FONDO LA PROPRIA MISSIONE RIFORMATRICE NELL'INTERESSE SUPREMO DELL'ITALIA

5° ASCOLTA DEVOTAMENTE I COMUNICATI A RETI UNIFICATE CHE INFORMANO LA POPOLAZIONE DEI RISULTATI RAGGIUNTI

6° IMPEGNATI A STRONCARE SUL NASCERE OGNI CRITICA E OPPOSIZIONE, DETTATE SOLTANTO DA ODIO E INVIDIA INGUARIBILI

7° RICONOSCI FINALMENTE CHE LA MAGISTRATURA NON DEVE INTERFERIRE CON LA SACRALITÀ E INVIOLABILITÀ DEL POTERE POLITICO SOVRANO, LIMITANDOSI A PERSEGUIRE I REATI COMUNI DEI CITTADINI COMUNI

8° CHIEDI CHE LE CAMERE IN SEDUTA CONGIUNTA SI LIMITINO A VOTARE SÌ (SENZA SE E SENZA MA) A TUTTI I DECRETI-LEGGE DEL GOVERNO, AL FINE DI VELOCIZZARE L'OPERA MERITORIA DI RINNOVAMENTO AVVIATA

9° CHIEDI CON FORZA CHE VENGANO ELIMINATE TUTTE LE PASTOIE, LACCI E LACCIUOLI CHE DEPOTENZIANO LA LUNGIMIRANTE E DINAMICA AZIONE DI GOVERNO DEL PAESE

10° NON GIUDICARE MAI L'AZIONE DEL GOVERNO IN CORSO D'OPERA MA A RISULTATI RAGGIUNTI

11° ABBI E MOSTRA SEMPRE GRANDE FIDUCIA NELL'EQUANIME, EQUILIBRATO E IMPARZIALE OPERATO DEL GOVERNO

12° AUGURA LUNGA VITA, SUCCESSI ILLIMITATI E IMMENSI ONORI A CHI SI E' ASSUNTO L'ONERE, PER VOLONTA' POPOLARE E SU INDICAZIONE DIVINA, DI GUIDARE E SALVARE LA PATRIA IN UNA FASE CRITICA, DEDICANDO ALL'ALTO COMPITO IL TEMPO E LA VITA E TRALASCIANDO I SUOI COSPICUI PERSONALI INTERESSI. 
A LUI OGNI ONORE E GLORIA, AMEN

28 dicembre 2009

IO SO BENE COSA VORREI DAL 2010. E TU?


So con certezza cosa vorrei dal 2010 ma non lo dico, anche per scaramanzia.

In subordine mi piacerebbe che qualche linguista attento ridesse senso alle parole: molte, in vero, hanno assunto un significato diverso da quello originale, spesso contrario. Mi piacerebbe che qualcuno ci dicesse che non può chiamarsi partito dell'amore quello che da 15 anni fomenta l'odio, la faziosità e la divisione fra gli Italiani; e che, in ogni caso, non abbiamo bisogno di un partito dell'amore (quella dell'amore è una categoria che lascerei all'ambito delle religioni e dei rapporti interpersonali). Sarebbe già tanto che la politica riacquistasse l'uso di termini quali diritto, equità, giustizia, uguaglianza, etica, servizio, solidarietà, accoglienza; e ad essi attribuisse valore e adeguasse i propri progetti.
Torna sempre valida, alla conclusione di un anno, la bella canzone di Lucio Dalla "L'anno che verrà" il cui ascolto voglio riproporre agli amici di questo blog.



Come torna utile ancora riflettere sul Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere, di Giacomo Leopardi, per il quale rinvio al mio post dell'anno scorso, 2008 - Annus Horribilis?
Gli auguri, comunque, sono un dovere perchè esprimono una speranza di novità e cambiamento, senza la quale la vita avrebbe poco senso.

La mia speranza è di sopravvivere all'attuale temperie socio-politica, dominante nel nostro Paese, che produce una realtà rovesciata; di vederne smascherata la pericolosa falsità; di poter assistere al ritorno ad un clima più normale e civile.
È solo la speranza che ci aiuta a vivere e ad aspettare con curiosità l’anno nuovo, facendoci dimenticare tutta la pena di quello trascorso!

25 dicembre 2009

L'ITALIA DI BERLUSCONI VISTA DALLA TV PUBBLICA AUSTRIACA (ORF)

Non era ancora avvenuto il lancio del souvenir del Duomo di Milano

Diktatur des Lächelns - Italien unter Berlusconi / La dittatura del sorriso - L'Italia sotto Berlusconi è un documentario andato in onda sulla televisione pubblica austriaca (ORF) che parla di Berlusconi e del suo insanabile conflitto. Un resoconto di come vanno veramente le cose in Italia, partendo dal controverso G8 di Genova 2001, passando per il G8 2009 situato nell'epicentro di un terremoto. Si parla di ronde e delle scelte in conflitto tra loro di questo governo. Di potere mediatico e di illegalità diffusa in questa Italia che sembra andare alla deriva. Il paese di programmi Culi e Tette e di Puttane pagate dai politici.
Si parla di tutto ciò che in Italia non sentiremo mai. E, temo, questo documentario in Italia non andrà in Onda.
I sottotitoli sono stati realizzati da Susanne Streif (limonare) in collaborazione con Giogclip. Per attivare i sottotitoli clicca sulla freccia a destra del player video, quindi sul simbolo "sottotitoli".









24 dicembre 2009

AUGURI, MA IL PONTE NO



In questo scorcio finale dell'anno rimarrò lontano dal web. 
Formulo, pertanto, i più sentiti auguri di Buone Feste agli amici del blog, agli amici di Facebook e a tutti i naviganti che si accostano al mio sito. 

Buon Natale e Buon Anno.

Ci ritroveremo con l'inizio del 2010











Approfitto per analizzare l'esito del sondaggio "COSA PENSI DEL PONTE SULLO STRETTO?", chiuso in data 23.12.2009



Sono favorevole
  2 (3%)

Snellirebbe i collegamenti
  0 (0%)
Sono contrario
  51 (79%)

Sarebbe una mastodontica cattedrale nel deserto
  36 (56%)

Non so
  0 (0%)
Voti: 64  Sondaggio chiuso (il sondaggio era a risposta multpla)






Di 64 votanti, solo 2 hanno   espresso parere positivo; tutti gli  altri (62) si sono dichiarati contrari  (36 di questi hanno votato anche la  motivazione).
Sono consapevole del fatto che i dati raccolti non siano significativi sul piano generale; ritengo, tuttavia, che un'indagine accurata dimostrerebbe che il ponte sullo stretto non rappresenta una priorità per la maggioranza degli italiani che, anzi, ne farebbero volentieri a meno in cambio di interventi infrastrutturali più urgenti.

20 dicembre 2009

VOTA I MIEI SONDAGGI DI FINE ANNO

Augurando un Buon Natale e un sereno 2010 ai lettori assidui del mio blog, ai miei amici e fan in facebook e a tutti coloro che sporadicamente capitano sulle mie pagine, approfitto per lanciare loro l'invito ad esprimere un voto nei SONDAGGI DI FINE ANNO presenti nella mia sidebar.

Sono quattro in tutto:

  • VOTA IL POLITICO PREFERITO (la scelta è ampia ma non so quanto soddisfacente)
  • Condividi l'accordo tra maggioranza e opposizione per le riforme?
  • LA TUA PRIMA RIFORMA 2010  (ne sono indicate poche ma una, a mio giudizio, è improcrastinabile)
  • La parola, la locuzione abusata che a fine anno butterai dalla finestra (io le butterei tutte ma alcune sono davvero insulse)

L'ALBA BLU
Brano dei CSI tratto dall'album "Linea Gotica"


Il testo della canzone Blu
aspetta chi è aspettato
che sia compiuta l'attesa di chi attende
non sono strutturato in modo di poter
reggere per molto tempo ancora
sotto la calma apparente
un assordante frastuono
dissonanze chiassose e confuse
armonie affannate sconnesse
leggere increspature agli orli
ho dato al mio dolore la forma di parole abusate
che mi prometto di non pronunciare mai più
alimentare catena implacabile
pause tranquille atte alla digestione
intransigenze mute
rabbiose devozioni
ho dato al mio dolore la forma di parole abusate
che mi prometto di non pronunciare mai più
ho dato al mio dolore la forma di abusate parole
lasciando perdere attese e ritorni
ho aperto gli occhi dall'orlo increspato
ho visto l'alba blu

18 dicembre 2009

BUON NATALE ANCHE A QUELLI CHE .....

... gli auguri non li ricevono mai



  • ai diseredati
  • ai nullatenenti
  • ai tartassati dai mutui
  • agli sfrattati
  • ai senzatetto
  • ai barboni
  • ai bambini dell'Africa, ma anche a tutti quelli che Babbo Natale non può raggiungere perchè non trova il camino
  • ai disoccupati
  • ai cassintegrati
  • a quelli che non possono avere la cassa integrazione perchè figli di un altro Dio
  • ai familiari delle vittime di infortuni sul lavoro
  • ai terremotati di tutti i terremoti
  • a tutti quelli che il poco che non basta loro lo dividono con gli altri
  • a quelli che il panettone lo ricevono dalla Caritas
  • ai migranti, poveri cristi senza presepe, che hanno perso anche la stella cometa
  • a tutti coloro che non mettono il cuore in pace vedendo un Cristo solo nel presepe o sulla parete
  • ai carcerati
  • a tutti quelli in attesa di giudizio
  • a quanti innocenti sono costretti in cella
  • a tutte le vittime di tutte le mafie
  • ai pentiti di mafia che si sono decisi a scavare nel loro nero passato
  • ai giudici che cercano con grande difficoltà di illuminare verità tenebrose
  • ai giornalisti che provano a fare correttamente il loro mestiere
  • al giornalista che ha scagliato le sue scarpe a Bush rimanendo scalzo
  • a tutti quelli che le scarpe ai piedi non ce l'hanno
  • al "matto" che ha scagliato il souvenir in faccia a Berlusconi
  • a tutte le vittime di una follia che sta diventando collettiva
  • a quanti ogni giorno fanno fatica a mettere insieme l'indispensabile per campare
  • a tutti quelli che lottano perchè questo stato di cose possa presto cambiare



Un augurio, infine, ai politici perchè acquistino sobrietà, equilibrio e buon senso; e non dimentichino mai il loro compito: 
rendere un servizio ai cittadini e al paese.


BUON NATALE E BUON ANNO ANCHE A LORO

17 dicembre 2009

QUANDO LE PAROLE DIVENTANO SOUVENIR DEL DUOMO ...

... IN BOCCHE E IN MANI DI IRRESPONSABILI


"Coglioni, kapò e mentecatti", l’amore secondo B.
di Peter Gomez e Marco Travaglio

Berlusconi aggredito - Emilio Fede (Il peggio del peggio)


L'inqualificabile intervento di Fabrizio Cicchitto alla Camera


Berlusconi: "Io voglio bene a tutti, non capisco perchè mi odiano"


Allora ci sta anche l'analisi esagitata, rude e discutibile ma rivelatrice "Due follie", di don Farinella.

15 dicembre 2009

Era prevedibile, ed è successo!

Adesso vogliono addebitare a "mandanti morali" che indicano con nome e cognome il gesto violento, sconsiderato e riprovevole di una persona malata che ha ferito gravemente Berlusconi. E si ostinano ad analizzare le dichiarazioni che, oltre alla condanna del gesto e alla solidarietà umana per chi ne è stato vittima, esprimono anche la distanza politica e ideale da chi ha utilizzato impropriamente il potere, legittimamente ottenuto, per i propri personali interessi, tentando di stravolgere o aggirare allo scopo le regole e le istituzioni di garanzia, denigrando continuamente e consapevolmente, in Italia e all'estero, giudici, opposizione parlementare, Corte costituzionale, Presidenza della Repubblica, giornali e programmi TV che non si adattano all'andazzo generale. 
I suoi giornali e le sue TV, diventati da tempo clave pesanti da scagliare contro veri o presunti nemici e alleati "tiepidi", dicono che tutti costoro hanno attaccato in modi diversi il premier criminalizzandolo sul piano personale; e per lui rivendicano lo stesso rispetto che viene espresso per tutte le altre figure istituzionali. Ma dimenticano che non è facile che possa meritare rispetto incondizionato chi dà del "coglione" a tutti i cittadini che non votano per lui o si esprime con frasi come "Fare i giudici è da disturbati mentali" e ancora "Giudici metastasi della democrazia", "Vittorio Mangano eroe".
Tutto questo mentre il capo dello Stato invita ripetutamente ad uscire dalla spirale di una crescente drammatizzazione del confronto politico, dalle violente polemiche tra le parti ma anche tra istituzioni”. 


All'uomo Berlusconi, dunque, tutta la nostra solidarietà per l'orribile aggressione fisica di cui è stato vittima e l'augurio di una pronta e completa guarigione; per l'operato e i progetti dell'avversario politico la nostra corretta ma decisa opposizione.

13 dicembre 2009

INFORMAZIONE LIBERA CONTRO TUTTE LE MAFIE A SCIACCA


Si è tenuto ieri sera, nell'aula magna del Liceo Classico "T. Fazello" di Sciacca, il primo dei tre incontri di "INFORMAZIONE LIBERA CONTRO TUTTE LE MAFIE", organizzati per meritevole iniziativa dell’associazione di promozione sociale L’Altrasciacca, dell’associazione culturale Cafè Orquidea e del Liceo Classico “T. Fazello”. 
Qui il programma completo 




Una serata impegnata e partecipata, in una sala colma ad ascoltare le forti e coraggiose testimonianze di Pino Maniaci, direttore e animatore di Telejato, piccola emittente TV operante nel triangolo delle Bermude - come lui definisce l'area ad alta densità mafiosa in cui trasmette - ovvero Partinico e d'intorni; di Benny Calasanzio, giovane giornalista molto attivo nell'impegno antimafia da quando, bambino, ha visto cadere sotto i colpi della lupara il nonno e lo zio, piccoli imprenditori di Lucca Sicula che non avevano voluto piegarsi alla prepotenza mafiosa (da anni cura il blog BENNY CALASANZIO,  nell'intento di onorare la memoria dello zio Paolo Borsellino e del nonno Peppe e per chiedere giustizia); di Ignazio Cutrò, piccolo imprenditore di Bivona che vive sotto scorta e denuncia il suo dramma nel suo sito. Leggi anche "Ignazio Cutrò vende l'azienda ma non abbandona Bivona" su agrigentonotizie.it.

INFORMAZIONE LIBERA CONTRO TUTTE LE MAFIE mercoledì 16 Dicembre incontrerà Marco Travaglio nella multisala del Cinema Campidoglio e venerdì 18 Salvatore Borsellino, Gioacchino Genchi e Sonia Alfano nell'aula magna del Liceo Classico "T. Fazello".

Pino Maniaci intervistato da IL FUTURO NON E' SCRITTO


Benny Calasanzio e Pasquale Borsellino a La Vita in Diretta


Ignazio Cutrò a La Vita in Diretta 

11 dicembre 2009

L'ONDA VIOLA AL "NO-PONTE"

 
Oggi non voglio parlare dell'ultimo show del cavaliere da Bonn, contro la magistratura e il Quirinale (in Italia le sue sparate eversive sono note a tutti e non impressionano più; c'è da augurarsi che all'estero se ne facciano un'idea completa).
Ecco ciò che ha raccontato a Bonn. 

Non parlerò delle decise prese di posizione di tutti i leader dell'opposizione, del Presidente Napolitano, del Presidente Fini, dell'associazione magistrati (lui va imperterrito per la sua strada: "dopo di me il diluvio"). Non parlerò nemmeno degli attacchi sconsiderati e volgari della Lega all'arcivescovo di Milano (di coloro, cioè, che vogliono la croce e il presepe e non sopportano che il vescovo cerchi di mettere in pratica il messaggio cristiano; anche alle loro uscite e pratiche blasfeme abbiamo fatto l'abitudine).
Voglio invece rendere conto di quanto si muove dentro quell'onda viola  che, dopo aver mobilitato in Piazza San Giovanni un milione di cittadini nel NO-B Day, comincia a darsi una struttura programmatica con tante idee in cantiere, prima fra tutte l'adesione alla Manifestazione contro la costruzione del ponte di Messina convocata dal Comitato “No Ponte” per il prossimo 19 dicembre a Villa San Giovanni.

Sono convinto che i giovani dell'onda viola abbiano molto da dire e da fare per riportare alla normalità questo paese. Forse a loro riuscirà quello che un'opposizione parlamentare, poco attenta alle richieste del paese reale, non ha saputo realizzare in 15 anni!

Nel mio blog 3 post sull'argomento e un sondaggio "COSA PENSI DEL PONTE SULLO STRETTO?" che ti invito a votare.

Siamo sicuri che il Ponte sullo Stretto sia una priorità? 
I progetti vacui qualche volta ritornano. Perchè? A vantaggio di chi?
Ponte sullo stretto. Ne vale la pena? 

06 dicembre 2009

No-B DAY DA FACEBOOK A PIAZZA SAN GIOVANNI


Fantastico quello che ieri è scaturito da un confronto di idee nato in Facebook! 
Parecchie centinaia di migliaia di giovani e meno giovani, di donne e anziani, di cittadini e gruppi della società civile, di rappesentanze di partiti e artisti si sono ritrovati a Roma, in Piazza S. Giovanni, per dire con voce alta e forte un NO deciso alla politica di questo governo, per dichiarare la loro resistenza coraggiosa alle leggi 'ad personam' e ai continui assalti alla Costituzione; per rivendicare il diritto ad un governo che sappia farsi carico responsabilmente dei problemi dei cittadini, dei guasti prodotti dalla crisi e del ruolo che l'Italia merita nel mondo.
Hanno saputo dire in modo efficace che Berlusconi è inadeguato e incompatibile con il governo del Paese per formazione, per cultura ma soprattutto perchè oberato da un colossale conflitto di interessi.
Questi giovani sono usciti dalla rete e si sono mostrati vivi, in carne e ossa, a Roma come in tante altre città del mondo facendo sentire la loro voce, sorprendendo anche i partiti dell'opposizione che si perdono spesso nei loro distinguo inconcludenti, nelle polemiche sterili, nella spocchia snobistica.
Di sicuro Berlusconi non si dimetterà in seguito al No-B Day, ma lorsignori dovranno tenere conto che da ora in avanti migliaia e migliaia di persone che frequentano la rete non rimarranno presenze virtuali innocue ma sapranno vestire i panni dei cittadini informati e consapevoli della necessità di un governo che governi, di un'opposizione che faccia opposizione e non inciuci, di una giustizia più giusta e più rapida.
Il No-B DAY sarà un campanello d'allarme anche per l'opposizione?

Ecco un esempio d'informazione onesta:


Ecco il resoconto dello pseudo-giornalista che si chiama Fede e non si smentisce mai:

Come si fa a considerare TG quelli che il povero Fede imbastisce? Perchè non prova a trascorrere una vecchiaia decorosa considerato che non ha bisogno di "leccare" per vivere dignitosamente? O no?
Potrei capire quanti chiama spesso a fargli da spalla, vedi l'ineffabile Capezzone che è giovane, deve fare carriera ed è necessitato ad accreditarsi agli occhi del padrone rinunciando ad ogni briciolo di dignità.
Ma lui no, non lo capisco e aggiungo che mi sento offeso anche dal condividere con lui la comune origine siciliana.

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