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21 aprile 2012

La città di Sciacca merita di più?

Tre anni fa, l'11 maggio 2009, alla viglilia delle Elezioni Amministrative del 6-7 giugno che avrebbero confermato Sindaco al primo turno il Dottor Vito Bono, pubblicavo il seguente post La città di Sciacca merita di più che anche il sito L'ALTRASCIACCA aveva condiviso con vero entusiasmo. 

Oggi, senza voler entrare nelle motivazioni che hanno portato alla crisi, alle dimissioni del Sindaco e alle elezioni anticipate, a due settimane dalle prossime Amministrative del 6-7 Maggio, rileggendo il post di cui sopra, mi sono accorto che le condizioni della città appaiono - se possibile - peggiorate, e che gli argomenti in esso trattati sono tutti ancora validi.  
Per questa ragione mi accingo a rieditarli chiedendomi perché e, soprattutto, per chi i cittadini di Sciacca dovrebbero andare a votare. 

Dotata da madre natura di una posizione geografica incantevole, protetta a Nord dalle estreme propaggini dei monti Sicani, Sciacca si affaccia ad anfiteatro sul Canale di Sicilia. La storia antica e travagliata l'ha fornita di splendide chiese e dimore patrizie, oggi in grave degrado; di una cinta muraria assai compromessa a causa di dissennati interventi urbanistici e di edilizia selvaggia. La città è servita da un porto peschereccio e da una marineria che sopravvive e opera in grande difficoltà; possiede un centro storico di notevole bellezza che, con adeguati interventi, potrebbe mettere in luce le sue importanti vestigia. Il suo tracciato viario, d'impianto medievale, è soffocato dall'attuale, caotico traffico automobilistico ma, attraverso un'adeguata bonifica, potrebbe soddisfare un movimento di piccoli mezzi pubblici di trasporto urbano, di bici, motocicli, sempre che ampi e comodi parcheggi vengano costruiti nelle aree periferiche; è dotata, inoltre, di una consistente ricettività turistico-alberghiera e di uno stabilimento termale con impianti, attrezzature e personale adeguati, ma in perenne crisi finanziaria. 
Ha tutto quello che serve, insomma, ad assicurarle uno sviluppo economico, basato principalmente sul turismo, e farne una ridente cittadina termale.  

Cosa le manca? 
A parere mio, e di molti altri concittadini, le è mancata una sana gestione della cosa pubblica, l'impegno in politica di persone creative, capaci di programmare il futuro partendo dall'esistente, per trasformarlo nel medio-lungo periodo.  
Tra gli interventi da realizzare, immagino:  
  • un sano recupero del centro storico (strade, plazzi, chiese ecc.); 
  • una bonifica dei quartieri storici (Marina, S. Michele); 
  • la realizzazione di parchi, giardini e parcheggi nelle zone periferiche e l'introduzione di un agile servizio di bus-navetta tra le periferie e il centro storico; 
  • il recupero della bella scalinata che collega la piazza Scandaliato al porto;
  • il rilancio delle terme e il completamento del teatro Samonà;
  • il rifacimento e completamento del sistema idrico e fognario e di depurazione;
  • un forte sostegno all'iniziativa privata nei settori della pesca, agricoltura, turismo e servizi. 
Per fare quanto sopra, occorre che amministratori seri e di grande spessore abbiano la visione di una città proiettata nel futuro e la voglia di coinvolgere la comunità cittadina in un grande progetto di cambiamento. In vista della campagna elettorale per il rinnovo dell'amministrazione civica si assiste, invece, al solito balletto di nomi, alle solite schermaglie fra "vecchi arnesi" della politica politicante, che sono tra i maggiori responsabili dell'attuale oblìo.  

Penso che la maggioranza dei cittadini, profondamente delusi e nauseati della gestione che si è fatta della città, chieda a chi si candida al difficile compito di amministratore, queste poche cose: 
  • un programma serio, concreto e fattibile di sviluppo;
  • una chiara visione d'insieme dei problemi da affrontare;
  • la scelta di collaboratori onesti e competenti;
  • la capacità di gestire la cosa pubblica con la responsabilità e l'equilibrio del buon padre di famiglia;
  • la totale autonomia d'azione, per non sottostare a ricatti e condizionamenti da parte di chi vuole avere sempre le mani in pasta;
  • l'ambizione di volere operare guardando al bene comune e non al piccolo o grande tornaconto personale, di bottega, di partito o fazione. 

So bene che questi concetti suoneranno fastidiosi e risibili alle orecchie di quei mestieranti della politica che spesso nel degrado e nell'impoverimento della loro comunità fanno affari e s'ingrassano, ma sappiano che questo è il pensiero più diffuso fra i cittadini e, insieme, la ragione dell'allontanamento dalla vita politica di tante persone per bene. 

* L'introduzione storico-paesaggistica è stata scritta a vantaggio di quanti la città non la conoscono, ma anche di quei concittadini che spesso se ne dimenticano! 


Ps: valeva tre anni fa e ancor di più vale oggi! 

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