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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

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Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

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13 aprile 2011

Roberto Saviano al Festival del Giornalismo: come si combatte il fango

Che cos'è la macchina del fango? È delegittimazione, attacco personale, screditamento attraverso il gossip, gogna pubblica di fatti privati come un calzino color turchese o una vecchia foto di vacanze su una spiaggia nudista. È un sistema semplice e antico che funziona talmente bene da diventare regola: chi si pone contro il governo o certi poteri, finirà infangato. (...)

Così Roberto Saviano apre a Perugia il Festival Internazionale del Giornalismo


(...) Ribadisco, l'unico modo per fermare la macchina del fango è non darle credito. Riconoscerla, dire: è fango, non mi interessa, non mi riguarda. Facendo muro contro la maldicenza, non diventandone un veicolo di diffusione, non riprendendo la notiziola su un compenso o su una relazione. Non è difficile avere la possibilità di impastarsi meno con il veleno. Basta ricordare come ci si sente quando si diventa oggetto di illazioni false, di pettegolezzi maliziosi, di mobbing fondato su presunte inadempienze, qualcosa che è capitato a tutti. La macchina del fango è un meccanismo persecutorio che non mira solo a distruggere un avversario, ma che sta scardinando ogni possibile patto di fiducia all'interno di questo Paese. Fermarla equivale a difendersi da un acido corrosivo. Nel maggio del 1924 Giacomo Matteotti denunciò i fascisti per i brogli elettorali e, terminato il discorso, disse: "Ed ora preparatevi a farmi l'elogio funebre". Sapeva che sarebbe stato ammazzato. Non sembri troppo drammatico il citare Matteotti se oggi la consapevolezza di chiunque si ponga contro il potere del governo sia quella di sentirsi pronto alla più feroce delle campagne di delegittimazione e fango. Per ogni denuncia, per ogni critica, per ogni gesto di coraggio, per ogni resistenza, sai già cosa ti capiterà per cui senza paura dinanzi al "tutti facciamo schifo" risponderei come risposero i ragazzi di Locri alla bestialità ndranghetista: e ora infangateci tutti. 
Tratto da Così si combatte il fango di Roberto Saviano

11 aprile 2011

No alla censura con il mio canone: FIRMA L'APPELLO

Mercoledì 13 Giugno in piazza del Pantheon
contro i bavagli alla giustizia e all'informazione.

Non c’è nessun ritardo casuale nel mancato rinnovo dei contratti di Fazio, della Gabanelli, di Floris, della Dandini e via discorrendo, siamo in presenza solo e soltanto dell'ennesima variazione sul tema: il presidente non li vuole più vedere nè sentire, queste voci debbono essere eliminate perché sono fuori dal coro e non sono in sintonia con lo spirito dei tempi. Lo afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti.

Quello che sta accadendo non ha nulla a che vedere con le compatibilità finanziarie, altrimenti non sarebbero stati regalati milioni per programmi fasulli ed elargite mance per qualche film bulgaro; quello che sta accadendo ha a che vedere solo e soltanto con la volontà di oscurare quello che non piace al capo supremo.
Il tentativo di far fuori dalla Rai le trasmissioni di Raitre non è offensivo solo per i singoli autori, ma offende il nostro diritto di scelta, è un intollerabile atto di censura e di molestia.

Per l'ennesima volta i molestatori vogliono impedire ai cittadini di scegliere; anche per questo Articolo21 ed i suoi legali hanno già predisposto all'Ocse e alla Corte europea alcuni esposti che saranno presentati mercoledì pomeriggio alle 17 in piazza del Pantheon in occasione della manifestazione contro quelli che vogliono la prescrizione per sé e la proscrizione per gli altri. E da oggi lanciamo una raccolta di firme dal titolo Non con il mio canone, contro l'oscuramento delle trasmissioni sgradite al premier e al suo servizio d'ordine mediatico.

FIRMA L'APPELLO: No alla censura con il mio canone

Ma i modi ilari mascherano fredde viscere d'affarista gangster paranoico

Finalmente dopo un anno di critiche Fini se ne è andato. Finché c'è stato lui non è stato possibile fare la riforma della giustizia perché c'era un patto tra lui e i magistrati che gli garantivano protezione, mentre lui garantiva a loro che non sarebbe mai passata dalla Camera una riforma della giustizia sgradita ai magistrati e che solo quando Berlusconi non ci fosse stato più lui avrebbe discusso con i giudici una riforma della giustizia.

La Corte Costituzionale da organo di garanzia è diventata ormai un organo politico. Se a un magistrato di sinistra una legge non piace, la impugna e la porta davanti alla Corte Costituzionale che, da organo di garanzia, è ormai organo politico e boccia quella legge.

Ora tentano anche l'attacco patrimoniale. Sul lodo Mondadori è stata tentata una "rapina a mano armata". De Benedetti pretende un danno di 750 milioni di euro. La Mondadori che resta in Fininvest oggi in borsa ha per il 52% 252 milioni di valore della maggioranza della Mondadori. Voi pensate, contro 252 milioni di valore della maggioranza della Mondadori, si è riusciti a pensare ad un danno di 750 milioni. Definire questo fatto una rapina a mano armata è dire ancora una cosa minore. Quindi tentano anche l'attacco patrimoniale.

Queste ed altre parole sono state pronunciate da Berlusconi al convegno dei cofondatori del Pdl dall'auditorium della Conciliazione. La convention è stata organizzata dai cofondatori del Pdl e promossa da Gianfranco Rotondi, Stefano Caldoro e Carlo Giovanardi.

Un'istantanea bruciante di Franco Cordero in una battuta:
ma i modi ilari mascherano fredde viscere d'affarista gangster paranoico: epiteti rigorosamente pesati, descrivono dei fatti; ed è miscela terrificante.



Sul Lodo Mondadori gli risponde Giuseppe d'Avanzo con Il grande imbroglione
Sull'attacco al presidente della Camera, questa la risposta dello stesso Gianfranco Fini



Sbagliato attaccare il sistema giudiziario


A noi che non sopportiamo più di vedere un mestatore che si spaccia per presidente del Consiglio; che non lo abbiamo mai sentito affrontare seriamente i temi che pongono milioni di donne, di giovani disoccupati e precari alle prese con i gravi problemi quotidiani, i temi del lavoro insomma; che non lo abbiamo visto mai seriamente impegnato a discutere i temi della cultura, della ricerca, del cinema, del teatro, della salvaguardia dell'ambiente; a noi che lo conosciamo come raccontatore di barzellette scadenti da osteria, come difensore accanito dei suoi personali interessi più o meno leciti, come affossatore del sistema giudiziario nell'intento di sfuggire ai processi, come sproloquiante spargitore di menzogne sui suoi affari privati che farebbe bene ad affrontare privatamente e non da presidente del Consiglio; a noi che di un uomo che spende in un anno per avvocati, donne, case e regali 34 milioni di euro non sappiamo che farcene al governo del Paese, verrebbe voglia di rispondergli così:




Oppure così:

10 aprile 2011

La mia visita al Museo del Satiro danzante e alle Cave di Cusa

Ieri, approfittando della giornata decisamente estiva, ho inaugurato la mia settimana della cultura con una visita al Museo del Satiro danzante a Mazara del Vallo e poi alle Cave di Cusa, situate tra Selinunte e Campobello di Mazara, su un pianoro vicino alla costa. (Le cave furono utilizzate per l’estrazione del materiale necessario alla costruzione dei templi di Selinunte).
Anche il Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità siciliana aderisce, infatti, alla XIII Settimana della Cultura. I musei, le gallerie, le aree archeologiche e le biblioteche regionali si aprono gratuitamente al pubblico, con mostre, visite guidate e conferenze dal 9 al 17 aprile 2011. Questo il programma fornito dalla Regione Sicilia.

Il Prof. Paolo Moreno in questo video racconta del recupero, restauro e restituzione alla città di Mazara del Satiro Danzante.


Mi piace aggiungere il video di Gabriele Mulè che mette in relazione il recupero del Satiro con il salvataggio di tanti migranti che attraversano su imbarcazioni di fortuna il Canale di Sicilia.
Dedicato a tanti uomini e donne che danzano nelle profondità marine.


SATIRO DANZANTE
La statua è stata ripescata nel Canale di Sicilia, nel Marzo del 1998, al largo di Mazara del Vallo. Era a circa 500 metri di profondità. Rappresenta un Satiro danzante, una delle figure mitologiche del corteo orgiastico che accompagnava Dioniso, il dio greco del vino. Lo scultore infatti ha fissato nel bronzo l’attimo in cui l’essere mitologico è sul punto di compiere un salto. La testa è abbandonata all’indietro, le ciocche dei capelli al vento e lo sguardo rivolto verso l’alto.
Nell’ottobre del 1998 le Autorità siciliane hanno affidato il Satiro all’Istituto Centrale per il Restauro che ha dedicato all’opera quattro anni di intenso lavoro, liberandolo dalle numerosi incrostazioni, dovute alle condizioni fisico-chimiche e agli organismi presenti nel fondo marino, restituendo alla statua la sua originaria bellezza e forza espressiva. È stata riportata a Mazara dei Vallo nell'ex chiesa di Sant'Egidio trasformata in museo. Duemila e quattrocento anni, sei millimetri di spessore di bronzo, centootto chili di peso, due metri e otto centimetri di altezza sono le caratteristiche di questo "bronzo" attribuito a Prassitele. È verosimile che la statua facesse parte del carico di una nave naufragata tra la Sicilia e Capo Bon in un periodo di massima diffusione del commercio antiquario nell`antichità. La qualifica di "Satiro in estasi" nacque dal confronto con le innumerevoli riproduzioni antiche su gemme e rilievi marmorei. Fin dall`epoca arcaica la ceramica ateniese illustra le Baccanti impegnate nella danza circolare; figure simili appaiono sbalzate intorno al 400 su di un cratere in lamina bronzea, dove le donne scuotono la chioma vibrante.
All'interno del Museo, oltre al Satiro, si possono ammirare altri reperti: una zampa di elefante, un'ancora, anfore, capitelli, venuti alla luce dalle acque del Canale di Sicilia.

In una incomparabile cornice naturale, tra cieli limpidi ed un mare azzurro, le grandiose rovine della potente Selinunte raccontano un periodo epico della storia di Sicilia. Il tutto in uno dei più grandi e spettacolari parchi archeologici del mondo. 
Ieri, però, ho tralasciato la visita al parco archeologico selinuntino, più volte e in occasioni diverse visitato nell'arco della mia vita. Ho preferito, di ritorno da Mazara, fermarmi alle Cave di Cusa dove sono stati estratti i possenti blocchi di calcarenite necessari alla costruzione dei templi. 
Grazie alla documentazione archeologica è stato possibile ricostruire le varie operazioni di cava: secondo le varie necessità, veniva praticata sul piano orizzontale del banco una trincea circolare, ampia lo spazio necessario (circa 50 cm) per consentire allo scalpellino poi di procedere fino alla quota necessaria. Venivano quindi inseriti cunei sul piano inferiore, e veniva provocato il distacco del blocco. Successivamente, con l’aiuto di leve, il blocco veniva sollevato e, rotolando, trasportato nel luogo in cui veniva realizzata una prima sbozzatura. Alla fine si procedeva con il trasporto che avveniva generalmente con carri trainati da buoi. Un evento traumatico - la conquista punica - determinò il momento di interruzione improvvisa del lavoro di cava. I pezzi vennero lasciati laddove erano, alcuni appena sbozzati, altri completamente finiti e già partiti per il lungo viaggio verso la destinazione.

SELINUNTE - La Città degli Dei


Cave di Cusa: foto


A conclusione di questo percorso mi è gradito consigliare un sito navigabile del parco archeologico di Selinunte e dintorni, meravigliosamente strutturato e articolato. Chi non può venire a Selinunte, chi ha voglia di tornarci in una visita virtuale, chi intende preparare il suo viaggio visiti Selinunte online e non solo.

Voglio citare, infine, un'opera di altissima poesia lirica che si svolge in una suggestiva cornice tra mito, storia e incantamento e che trae ispirazione dal ritrovamento del Satiro Danzante nelle acque di Mazara del Vallo:
La GROTTA AZZURRA E IL SATIRO DANZANTE di Evelina Maffey che ho avuto il piacere di recensire all'epoca della sua uscita.

09 aprile 2011

OGGI I PRECARI IN PIAZZA

per riprendersi il loro tempo. E lo dicono così:

Non c’è più tempo per l’attesa. E’ il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente.
Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo.
Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita.
Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse.
Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.
Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.
Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso. Il nostro tempo è adesso

08 aprile 2011

E le chiamano misure per la tutela del cittadino contro la durata dei processi ...

Ieri ho seguito gli interventi sulla prescrizione breve alla Camera dei deputati, dove l'opposizione sta praticando l'ostruzionismo per ritardarne il più possibile l'approvazione. 
La legge, così come congegnata, non solo non renderà più celeri i processi ma, addirittura, ne manderà al macero una grande quantità lasciando impuniti tanti colpevoli e private di giustizia tante vittime di reati. 
L'unico scopo tenacemente perseguito appare quello di mandare in prescrizione i processi pendenti del premier prima che arrivino alla conclusione del 1° grado di giudizio.

Per la prima volta, a differenza di tanti altri episodi di ostruzionismo in cui si parlava degli argomenti più disparati, leggendo anche pagine di giornali solo con lo scopo di utilizzare tutto il tempo disponibile, ho assistito ad interventi seri da parte di tutti i membri dell'opposizione che sono entrati nel merito della proposta di legge cogliendone le contraddizioni profonde e il reale e neanche nascosto obiettivo.
In molti hanno chiamato in causa il ministro della Giustizia che sedeva imperturbabile ai banchi del governo, lo stesso che qualche settimana addietro aveva lanciato la proposta di una riforma costituzionale epocale della giustizia, dicendosi disposto a sgomberare il campo dalle solite leggi ad personam.
Gli interventi erano tutti mirati, ficcanti e capaci di fare arrossire di vergogna qualunque spettatore di buon senso, anche quelli schierati dalla parte di questa maggioranza. Ma i membri del governo e della stessa maggioranza sono rimasti muti, insensibili e indisponibili, in altre faccende affaccendati, in attesa che si concludesse il rito previsto dal regolamento per potere, finalmente, premere il bottone e votare secondo l'ordine di scuderia.
Una condizione indegna e vergognosa quella in cui è ridotto, ormai da troppo tempo, il parlamento della Repubblica, con una maggioranza dimentica dei problemi reali dei cittadini e del ruolo dell'Italia nella grave situazione internazionale; completamente prona ai voleri e alle urgenze giudiziarie del raìs nostrano.

Le chiamano misure per la tutela del cittadino contro la durata dei processi.  Di fatto sono norme ritagliate sulle pendenze legali del presidente del Consiglio, considerato che si applicano anche ai processi in corso per reati commessi fino al maggio del 2006 e puniti con pene inferiori a 10 anni quando non sia stata raggiunta la sentenza di primo grado dopo un periodo di due anni e tre mesi (Processo Mills, Diritti televisivi Mediaset ).

Anche Il parere del CSM sulla PDL 3137, approvato a larga maggioranza, definisce la prescrizione breve una sostanziale amnistia.

A fare da contraltare a questa ignominia arriva al senato, apparentemente in controtendenza, l’allunga-processi: un emendamento del capogruppo Pdl in commissione Giustizia al ddl sul giudizio abbreviato, che consente alla difesa di presentare elenchi illimitati di testimoni prolungando i procedimenti all'infinito, in modo tale che possano poi cadere sotto la tagliola della prescrizione.

Questo è il modo usato dalla maggioranza e dal governo per assicurare una giustizia giusta, certa e veloce ai cittadini.
Ma, per fortuna, il popolo sovrano comincia ad aprire gli occhi e non si farà turlupinare più a lungo da un personaggio squallido che intende, con qualunque mezzo, sfuggire alla legge uguale per tutti e da una massa di venduti che gli reggono il moccolo.

Meglio avrebbe fatto l'uomo della provvidenza e unto del Signore a chiedere un salvacondotto, come gli amici Mubarak e Ben Ali, e ritirarsi in uno dei paradisi fiscali a lui noti. Avrebbe evitato di stravolgere un sistema giudiziario e istituzionale che merita correzioni e aggiustamenti equilibrati e responsabili.
Forse lui avrebbe gradito e gradirebbe ancora. Ma chi lo farebbe digerire ad una schiera enorme e famelica di dipendenti e parassiti in servizio permanente effettivo?

TIRANNO, era il nome con cui i Greci chiamavano coloro che appelliamo noi re. E quanti, o per forza, o per frode, o per volontà pur anche del popolo o dei grandi, otteneano le redini assolute del governo, e maggiori credeansi ed erano delle leggi, tutti indistintamente a vicenda o re o tiranni venivano appellati dagli antichi.
TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d’impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo. 
Dal Trattato Della Tirannide di Vittorio Alfieri

Leggi anche:

Il pataccaro ad personam

La nausea. Lettera di un cristiano elettore del PdL che chiede scusa per i gravissimi danni materiali e morali che, seppur in buona fede, ha contribuito a provocare.

07 aprile 2011

E se i Maya avessero visto giusto?

Quella dei Maya è solo una profezia o piuttosto una previsione astronomica basata su conoscenze dei cicli cosmici che noi ancora non conosciamo? 
A ben vedere infatti il 21 dicembre 2012 non è una data indicata dal solito profeta di turno divinamente ispirato, ma è la data di conclusione di un computo matematicamente e astronomicamente perfetto che aveva già previsto con esattezza le eclissi solari e lunari per migliaia di anni. E dal momento che la scienza moderna non è mai riuscita a scoprire come abbiano fatto i maya a possedere conoscenze così avanzate in campo astronomico, ha finito con il definire l’appuntamento con il 2012 una mera profezia
Se però restiamo ai fatti, ovvero ai calendari maya e alla loro dimostrata precisione, e poi partiamo da questi per giudicare la previsione finale del lungo computo, non possiamo che guardare ad essi con maggiore umiltà e timore di quanto è stato fatto sino ad ora...
I maya ad esempio, esattamente nello stesso periodo storico in cui non conoscevano nè la ruota, nè la carrucola o la bilancia, erano già in possesso di nozioni matematiche e astronomiche straordinariamente complesse testimoniate dall’esistenza dei loro antichi calendari.
Secondo il calendario del lungo computo la nostra era iniziò il 13 agosto del 3114 a.C e sarebbe ormai giunta al tempo della fine, terminando esattamente il 21 dicembre 2012.
I sacerdoti di questo antico popolo sapevano già migliaia di anni or sono che nel 2012 si sarebbe scatenata una tempesta solare di inaudita violenza che avrebbe determinato la fine della nostra era. 
Ma una cosa del genere è realmente possibile? Beh stando alle leggi della fisica pare proprio di sì… Nel 2012 la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare potentissima, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d’anni, all’età del Medio Evo. 
Da APOCALISSE 2012 di Marco Pizzuti

Leggi anche:
Profezie sul 21 dicembre 2012
La profezia Maya della Fine del Ciclo
La scienza conferma la profezia maya


Il giorno dell'Apocalisse ... 2012?



2012 Il futuro secondo i computer NASA


Memento: 
Le centrali nucleari di Fukushima sono andate in tilt per un blackout elettrico

06 aprile 2011

L'Aquila a due anni dal terremoto (in 3 video e 4 foto)

A due anni dal terremoto che ha distrutto l'Aquila, rimane vivo solo il ricordo di una propaganda becera e di certi affari loschi. 

Le macerie sono ancora presenti e bloccano la ricostruzione. Berlusconi ha firmato solo adesso un'ordinanza per togliere i detriti, mettendo a disposizione 20 milioni di euro di fondi pubblici e l'uso dell'esercito. Le stime ufficiali parlano di quasi 3 milioni di metri cubi.

L'Aquila, due anni dopo le macerie sono sempre lì


Un caffè nel mio giardino - di Angelo De Nicola 

Ma a Forum non si era detto che era stato ricostruito tutto? Le bugie hanno le gambe molto corte...

L'AQUILA COLPITA

Un giro nel centro della città dell'Aquila fatto qualche mese fa da Roberto Paolucci, pittore aquilano. Una fotografia dello stato di salute del centro dell'Aquila a due anni dal terremoto, una passeggiata in luoghi spesso difficilmente accessibili e raramente mostrati.

Leggi anche:
L'URLO DELL'AQUILA A UN ANNO DAL SISMA
TUTTO SI TIENE! Ma gli Italiani usciranno dalla minorità?

05 aprile 2011

Non sarebbe meglio, come canta Caparezza, legalizzare solo lui !?!

 
 "Il ministro Rotondi ha detto che in un paese normale io non venderei i miei dischi. 
Sono completamente d’accordo. Perché vendo i dischi e questo significa che non è un paese normale"

Caparezza - Sogno Eretico - Legalize the Premier


Su Berlusconi ha ragione Caparezza

Elenco delle leggi ad personam fatte emanare dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
pubblicato da LA DESTRA??...SOLO PER SCRIVERE il giorno martedì 1 febbraio 2011 alle ore 16.29
  • Legge sulle rogatorie internazionali (Legge n. 367/2001): limita l'utilizzabilità delle prove acquisite. Con questa legge i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo Sme-Ariosto 1 sono stati coperti.
  • Tremonti bis (Legge n. 383/2001, art. 13): abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni, che in precedenza l'Ulivo aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni di lire.
  • Riforma del diritto societario (D. Lgs. n. 61/2002): depenalizzazione del falso in bilancio che ha consentito a Berlusconi di essere assolto nei processi "All Iberian 2" e "Sme-Ariosto 2" perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato".
  • Legge Cirami sul legittimo sospetto (Legge n. 248/2002): introduzione del "legittimo sospetto" sull'imparzialità del giudice che permette la ricusazione e il trasferimento del processo ad un altro giudice.
  • Finanziaria 2003 (Legge n. 289/2002, art. 9): introduzione di un condono fiscale, di cui hanno beneficiato anche le imprese del gruppo Mediaset.
  • Decreto salva-calcio (Legge n. 27/2003, art. 3): concessione alle società sportive della possibilità di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali. La norma ha trovato applicazione anche all'A.C. Milan.
  • Lodo Retequattro (Decreto-legge n. 352/2003): ha permesso a Rete 4 di continuare a trasmettere in analogico.
  • Finanziaria 2004 (Legge n. 350/2003, art. 4, comma 153) e Finanziaria 2005 (Legge n. 311/2004, art. 1, comma 246): introduzione di un incentivo statale all'acquisto di un decoder. A beneficiare prevalentemente dell'incentivo è stata la società Solari.com, il principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo Mhp, controllata al 51% da Paolo e Alessia Berlusconi. Inoltre è stato approvato di recente il passaggio totale al digitale terrestre entro il 2012.
  • Legge Gasparri (Legge n. 112/2004): introduzione del sistema integrato delle comunicazioni (SIC) e riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni. Nel 2004 il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, ha stimato i vantaggi derivanti dalla legge Gasparri per il gruppo di Silvio Berlusconi fra 1 e 2 miliardi di Euro.
  • Segreto di Stato sull'area denominata “Villa La Certosa” di Punta della Volpe (Olbia)(decreto del Ministro dell'Interno 6 maggio 2004 prot. n. 1004/100 – 1158): l'apposizione del segreto di Stato sulla villa di Berlusconi impedì le ispezioni disposte dal Tribunale di Tempio Pausania nell'ambito di un'indagine penale per violazione delle normative in materia edilizia ed ambientale.
  • Estensione del condono edilizio alle zone protette (Legge n. 308/2004, art. 1 commi 36-39): ammissione delle zone protette tra le aree condonabili, comprese quelle della villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi.
  • Legge ex-Cirielli (Legge n. 251/2005): riduzione della prescrizione, che ha consentito l'estinzione dei processi "Lodo Mondadori", "Lentini", "Diritti tv Mediaset" per decorrere dei tempi processuali.
  • Testo unico della previdenza complementare (Decreto Legislativo n. 252/2005): introduzione di una serie di norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi.
  • Lodo Alfano (Legge n. 124/2008), riproposizione del Lodo Schifani, emanato poco prima della conclusione del processo per corruzione dell'avvocato David Mills in cui Berlusconi era coimputato. Dichiarato incostituzionale il 7 ottobre 2009.
  • Decreto anticrisi (Decreto-legge n. 185/2008, art. 31): abolizione dell'IVA agevolata del 10% sulla pay tv via satellite (dominata da Sky Italia) che ritorna così all'aliquota standard del 20%. L'iniziativa legislativa ha suscitato nell'opposizione diverse polemiche poiché viene visto in questo provvedimento un modo per penalizzare Sky Italia, principale concorrente privato di Mediaset.
  • Acquisto delle proprie azioni (Legge n. 33/2009, art. 7, commi 3-quater e 3-sexies): viene aumentata la soglia di capitale (dal 3% al 5%) che gli azionisti con una partecipazione superiore al 30% possono acquisire senza essere soggetti all’obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto totalitaria; e viene incrementato (dal 10% al 20%) il limite massimo previsto dall’art. 2357 cc. nei confronti delle società per azioni in materia di acquisto di azioni proprie con l’intento di prevedere strumenti di difesa delle società rispetto a possibili manovre speculative (OPA).
  • Scudo fiscale (Legge n. 102/2009, art. 13-bis): permette, pagando un'imposta una tantum del 5%, di rimpatriare o regolarizzare le attività finanziarie e patrimoniali frutto di evasione fiscale detenute all'estero.
  • Legittimo impedimento (Legge n. 51/2010): dovranno decidere i giudici se Berlusconi è impossibilitato a presentarsi ai suoi processi per impegni lavorativi .
  • Liti pendenti col fisco (Legge n. 73/2010): la Mondadori ha utilizzato il provvedimento per chiudere un contenzioso col fisco pendente dal 1991 pagando 8 milioni e 653 mila euro al posto dei 173 milioni pretesi dall'erario.
In attesa di aggiornamento ....................

04 aprile 2011

L'Italia è in pericolo, siamo tutti in pericolo

 
Rubo le parole del titolo a Pietro Spataro, vicedirettore vicario de l'Unità, perché le condivido, e non da ora. 
Da quando l'eversione è scesa in campo, ho avuto la netta sensazione che rappresentasse un pericolo grave per la nostra democrazia e per il futuro del nostro Paese. 
Ci sono sensazioni a pelle che non ingannano!

Eversione di governo, di Pietro Spataro
Un premier che giura vendetta contro la magistratura, il Parlamento, la Corte Costituzionale. Un ministro della giustizia che, oltre a cercare i migliori cavilli legislativi per salvare il suo padrone dai processi, chiama la gente in piazza per difendere una pericolosa e devastante riforma. Un ministro della Difesa che, mentre l'Italia è in guerra, manda a quel paese il presidente della Camera dopo aver urlato con gli occhi di fuori contro il capogruppo del Pd. Un ministro delle Riforme che a quelle disperate persone che fuggono dalla guerra e che spesso muoiono in mare grida in perfetto dialetto padano "fora da i ball". Non c'è dubbio: l'eversione è al governo. I colpi di coda del berlusconismo si stanno dimostrando più pericolosi e insistenti di ogni immaginazione e sono la dimostrazione di quel che Gramsci chiamava il "sovversivismo delle classi dirigenti". L'Italia è in pericolo, siamo tutti in pericolo. Se non si riesce a fermare questa banda di distruttori ci troveremo alla fine con un paese fuori dalla democrazia e in mano a un uomo che, statene certi, dallo scranno del Quirinale ce ne farà vedere ancora delle belle. L'opposizione oggi più che mai ha un dovere fondamentale: usare tutti gli strumenti, anche quelli eccezionali, per chiudere con questo indicibile attacco alla libertà e alla democrazia e portare gli elettori al voto. Smettetela quindi di fare a gara a chi è il più bravo, il più intelligente, il più duro o il più morbido. Smettetela di farvi gli sgambetti, di farvi addosso l'un l'altro per rosicchiare uno zero virgola nei sondaggi. Il rischio è che quello zero virgola serva solo a mantenere al potere un governo del disfare. Intanto si potrebbe tutti insieme andare dal capo dello Stato e dirgli: presidente per noi c'è un solo modo per mettere fine a questo strazio democratico, andare al voto subito. E poi visto che, come ci suggerisce il vecchio Ingrao dall'alto dei suoi 96 anni, non basta indignarsi, mettere in campo idee e uomini che diano al paese la certezza che il dopo Berlusconi esiste e non è un'armata brancaleone.
Per questa ragione ripropongo in questa pagina l'allarme lanciato da Pietro Spataro e aggiungo l'auspicio di Concita De Gregorio che chiude il suo pezzo Il futuro e la palude in questo modo:
E certo gioverebbe all’Italia, in un momento di stagnazione come questo, l’avanzata di una generazione nuova, all’opposizione, che sapesse opporre alle ragioni dei soldi quella degli ideali e delle passioni in un modo credibile e autentico, credibile perché autentico. Gioverebbe al paese che l’alternativa ad un vecchio miliardario ossessionato dalle sue debolezze fosse costituita da un gruppo di giovani ricchi solo dei loro progetti, capaci di vedere e di indicare, oltre la palude, un futuro.
Perché sono convinto che ci sia ancora un barlume di speranza che si possa, insieme, uscire dal guado.

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L’ora della mobilitazione, di Gustavo Zagrebelsky

03 aprile 2011

A proposito del guitto da avanspettacolo scalcinato

...  che fa di mestiere il presidente del Consiglio 
e che, ieri, al termine di un incontro a Palazzo Grazioli con parlamentari, sindaci Pdl e rappresentanti dei comitati per il no all'abbattimento delle case abusive in Campania, ha raccontato la seguente barzelletta, avrei voluto tentare una trasposizione, immaginando un preside che, chiudendo un consiglio d'istituto in una scuola scalcagnata, precarizzata di una periferia metropolitana del nostro bel paese - una di quelle scuole in cui gli insegnanti inculcano... - un preside, dicevo, che chiudendo un consiglio d'istituto drammatico, dopo avere fatto il punto sulla situazione didattica, logistica, funzionale della sua scuola e dopo avere raccolto le lagnanze dei suoi docenti e le proteste dei rappresentanti dei genitori, per alleggerire il clima raccontasse l'ultima del guitto impenitente.
Ma ho rinunciato perché nei miei ricordi di tanti anni d'insegnamento, fra i tanti presidi conosciuti, non ne ho trovato uno che potesse reggere la parte (eppure ne ho avuti alcuni, grandi intenditori di teatro e barzellettieri emeriti); non ho trovato, nei miei ricordi, un collega tra quelli che inculcano..., dico uno che potesse gradire il fuor d'opera senza chiamare il 118.

Io non ce l'ho con te ...! (Petrolini)

Come disse Petrolini al disturbatore che lo contestava da un palco: Io non ce l'ho con te, ma col tuo vicino che non ti butta di sotto... ed i vicini di questa gentaglia sono i lacchè di qualunque professione... dai portaborse ai politici-portavoce... ai giornalisti che tali non sono... alle corti dei miracoli che circondano questi personaggi...


Forse ormai è troppo tardi, ma vorrei dirgli che, visto che gli italioti per l'ennesima volta gli hanno dato un consenso incredibilmente vasto, avrebbe fatto bene ad inventarsi un modo serio per provare a governare il Paese lasciando ai comici come Proietti di fare i guitti. Che lo fanno egregiamente e non si sognerebbero, per questo, di fare politica!


Per capire come mai, anche se rovesciata, la battuta di Petrolini a proposito del disturbatore sia ancora valida, vai al mio post: Denaro, potere e disvalori

P.S.: però, parlando di palle, quelle del presidente del Consiglio sono impareggiabili! 
Eccone un esempio illuminante: Lampedusa più bella e più superba che pria!

02 aprile 2011

Denaro, potere e disvalori

Ho seguito, ieri sera, con molto interesse l'intervista di Lilli Gruber al professor Vittorino Andreoli che ci ha parlato del suo ultimo saggio, Il denaro in testa
Il denaro appare, nell'analisi del famoso psichiatra, come la cifra del nostro tempo, il bene che connota la vita, i pensieri e gli interessi dell'uomo d'oggi.
Mentre una volta esistevano svariati elementi, oltre al denaro, che qualificavano l'individuo: lo studio, l'impegno professionale, la cultura, la genialità, la coerenza, l'umanità ecc., oggi l'unico modo per valutare un uomo sembra essere il denaro che possiede. Col denaro, anche la persona più meschina è in grado di ottenere tutto ciò che vuole: il potere, la giovinezza, la bellezza, la cura delle malattie ecc.
Da qui la corsa pazzesca al denaro come unico strumento per dimostrare a se stessi e agli altri di esistere e di potere.  
La società del denaro non coglie la bellezza del mondo e neanche il suo affanno, riduce l’uomo a un salvadanaio che si può rompere troppo facilmente, lasciando solo dei cocci. L’uomo non merita di diventare un contenitore di monete. 
Questa è la follia, oggi talmente diffusa da sembrare normale. Ma non lo è.
Ripropongo qui l'intervista di Serena Dandini al prof. Andreoli in occasione dell'uscita nelle librerie del saggio Il denaro in testa.


Proprio in questo clima di disprezzo per tutto ciò che è normale e di buon senso, maturano i tagli alle ore di sostegno per i disabili da parte del ministro dell'istruzione; tagli che per fortuna vengono dichiarati illegittimi da svariate sentenze dei TAR.
In questo clima matura il vergognoso episodio degli insulti all'on. Ileana Argentin, una seria deputata la cui coerenza fa ombra a quanti hanno venduto l'anima al rigattiere di turno. Come succede al saltimbanco Scilipoti che si produce eroicamente in questa evoluzione tragicomica, nel tentativo non riuscito di mettere a disposizione il suo voto responsabile.

Montecitorio, insultata la deputata disabile Ileana Argentin


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Chi ha paura di Ileana Argentin?

Scilipoti, l’inutile corsa

01 aprile 2011

COLPO DI SCENA: SILVIO BERLUSCONI SI DIMETTE

  TUTTI I DETTAGLI

ULTIMORA: Silvio Berlusconi ha deciso di rassegnare le dimissioni dalla Presidenza del Consiglio.
La notizia produce smarrimento e costernazione nel mondo della politica e dell'informazione. 
I giornali di oggi usciranno in edizione straordinaria mentre le donne e gli uomini più vicini al premier tenteranno in extremis di farlo recedere dalla decisione improvvisa e inattesa.
Il sottosegretario Letta ha dichiarato che il governo rimarrà in carica per la normale amministrazione, in attesa delle determinazioni del Capo dello Stato.

IL COLPO DI SCENA – Silvio Berlusconi salirà questo pomeriggio al Colle per rassegnare le dimissioni. La notizia rilanciata prontamente da numerose agenzie vede le dimissioni di Silvio Berlusconi imputabili al voto di ieri alla Camera.
Ma il medico del premier Alberto Zangrillo sostiene, invece, che le dimissioni potrebbero derivare da problemi di salute. Gli ho consigliato spesso - dice il dottor Zangrillo - anche ieri, di uscire dalla politica: ora fa una vita infernale, non fa mai moto e si annoia.

DA NAPOLITANO – Silvio Berlusconi dunque, accompagnato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa e dal guardasigilli Alfano, salirà nel pomeriggio al Quirinale per rassegnare nelle mani del Capo dello Stato le sue dimissioni e quelle del suo governo.

A cantar vittoria è l'opposizione al completo che non crede, comunque, che le dimissioni siano frutto del default di ieri e teme, invece, che possano discendere da gravi problemi di salute. La qualcosa potrebbe produrre un definitivo allontanamento dell'uomo del fare dalla scena politica con la concreta difficoltà a rimpiazzarlo adeguatamente.



Il Premier ha confidato ai più intimi che trascorrerà un lungo periodo di riposo ad Antigua, con qualche intervallo a Lampedusa allo scopo di curare personalmente la sistemazione della Villa Le due Palme, testé acquistata, per renderla fruibile anche agli immigrati che dovessero ancora approdare sull'isola



Questo blog seguirà gli avvenimenti dei prossimi giorni e terrà informati i propri lettori in tempo reale.






Leggi anche su CorseraMagazine: 
SILVIO BERLUSCONI SI DIMETTE.
IL RE DEL BUNGA BUNGA AFFOGATO ALLE MIGNOTTE.

31 marzo 2011

Il coup de théâtre a Lampedusa e il colpo di mano a Roma (video a futura memoria)

Ieri abbiamo visto, in tutto il suo splendore, il venditore per antonomasia esporre tutte le sue mercanzie nel gran mercato mediatico della piccola e tormentata Lampedusa.  
Via gli immigrati entro 48-60 ore, chiuderemo il centro di accoglienza, un piano di rimboschimento perché l'isola diventi come Portofino, moratoria fiscale, bancaria e previdenziale di un anno e forse più, un campo da golf, una scuola e infrastrutture sanitarie, candidatura dell’Isola a premio Nobel per la Pace, piano colore e  piano di rimboschimento. Ci sono 6 navi, e si tratta per una settima, con una capienza di 10 mila passeggeri. Per dimostrare quanto gli stia a cuore la rinascita dell'isola, tiene ad informare che ha acquistato per quasi 2 milioni di euro una villa a cala francese in modo da diventare lampedusano a tutti gli effetti. 
Dimenticavo, anche Lampedusa avrà il suo bel Casinò e sarà zona franca, così non le mancherà proprio nulla. (A parte un tunnel per collegarla rapidamente con la Sicilia e un ponte intercontinentale con l'Africa che saranno nei programmi della prossima legislatura. Questo lo spiegherà giocando a scopa con qualcuno che ancora non se la beve).

Mentre andava in onda questa spettacolare televendita con la quale si faceva vedere e toccare con mano, come in un film già visto, cosa diventerà Lampedusa, baciata in fronte dal novello demiurgo, a Roma andava in scena, dentro la camera dei deputati l'ultima vergognosa porcata messa in atto da una destra eversiva e asservita. Tramite l'inversione dell'ordine dei lavori, viene imposta l'approvazione immediata della legge sul processo breve e sulla prescrizione più corta per gli incensurati. Cioè la trentottesima legge ad personam dell'era berlusconiana. 
Per salvare il premier, si cerca di far passare una legge che azzera migliaia di processi, e manda impuniti reati comuni gravissimi, dalla rapina alla violenza sessuale. Con buona pace della riforma epocale della giustizia per i cittadini, annunciata nei giorni scorsi dal ministro guardasigilli come una svolta storica.

Per fortuna la forte protesta popolare davanti a Montecitorio, la dura reazione dell'opposizione in aula e l'irresponsabile comportamento del ministro La Russa hanno permesso il rinvio del programma. C'è da augurarsi che anche il provvedimento venga presto accantonato e che la maggioranza scopra il senso dello Stato e della propria autentica funzione. 
Ma la corsa al cupio dissolvi sembra ormai inarrestabile.

Il Governo del Fare - BERLUSCONI A LAMPEDUSA


Un colpo di mano per salvare l'imputato Berlusconi


Contestazioni e lancio di monetine fuori Montecitorio


Bagarre alla camera sul processo breve



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Lampedusa, B: Casinò a Lampedusa

Il delitto perfetto, di Massimo Giannini

30 marzo 2011

Il nostro NO deciso alla Corte dei Miracoli

 LA CORTE DEI MIRACOLI 
Alla Corte dei Miracoli e alle fumose fantasticherie di questo medico (?) di cui tra l'altro in Vikipedia si legge:
Durante i suoi mandati il debito del comune di Catania non ha fatto altro che crescere, con la conseguenza che la città si trova tuttora in grave crisi finanziaria, con fornitori che aspettano pagamenti da mesi, compresa l'ENEL.
Il 2 maggio 2008 è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione per delle irregolarità nella concessione di contributi previdenziali da parte del Comune ai dipendenti per i danni da 'cenere nera' dell'Etna, 3 giorni prima delle elezioni comunali del 2005 che lo videro vincitore. Nel luglio 2008 risulta indagato, assieme ad altri 40 funzionari comunali, per il buco di bilancio creato durante i suoi otto anni di amministrazione. Ciò nonostante ottiene la carica di deputato che gli concede l'immunità alla condanna del 2 maggio 2008. Nel gennaio 2010 viene rinviato a giudizio, assieme ad altri 13 ex assessori di diverse giunte di centrodestra, per falso ideologico nell'inchiesta sul buco di bilancio da centinaia di milioni di euro dell'amministrazione di Catania. Nel febbraio 2011 è stato condannato a quattro mesi di reclusione per abuso d'ufficio per aver assunto l'autista della moglie, come consulente al Comune di Catania.

Ospite della trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, su radiodue, Umberto Scapagnini, deputato del Pdl ed ex medico del Premier, fa le solite apologie del divo Silvio, soffermandosi sulla vita sessuale del premier. Per come me lo ricordo, e non è tantissimo che non lo vedo, vi dico che Berlusconi a letto è uno valido. E alla domanda di Sabelli Fioretti (Ma Berlusconi è un tipo da sveltina?), Scapagnini risponde: Dipende, per me la sveltina media era tre quarti d'ora, ma lui è capace di fare ancora di più.

... noi rispondiamo con questa bella pagina di Danilo Dolci dal blog di Rossella Grenci e con il famoso Carpe Diem di oraziana memoria (che va inteso, però, nel suo senso proprio).
Tu non cercare di conoscere (non è lecito saperlo) quale destino gli Dei abbiano riservato a me e a te, o Leoconoe; e smettila di interrogare la cabala babilonese.
Quanto è meglio sopportare tutto ciò che accadrà, sia che Giove ci abbia riservato più inverni, sia che ci abbia concesso come ultimo questo, che ora sfianca il Mar Tirreno tra le opposte scogliere: sii saggia, mesci il vino e tronca la lunga speranza al breve volger della vita.
E mentre noi parliamo, il tempo invidioso già sarà fuggito: afferra il giorno che passa e fida il meno che puoi nel domani.
Rovesciando il modo di vedere di un mondo in cui la norma viene dettata principalmente dal dominio, è necessario orientarci ad operare in modo che la nuova norma sostenga e promuova la creatività di ognuno, curando quanti ancora non riescono ad assumere questa nuova concezione.
Quando nei più diversi gruppi ognuno, richiesto, riesce a individuare e attuare le condizioni necessarie per realizzare una struttura che favorisca la creatività, individuale e di gruppo, si va ben oltre “l’effetto di addizione delle forze”, ben oltre l’ottimale distribuzione spaziale e temporale dei compiti, l’invenzione di nuovi metodi o di nuove tecniche di produzione o di nuovi compiti. Via via si scoprono nei più diversi contesti, in ogni parte del mondo le essenziali condizioni necessarie: sincerità, coerenza, rispetto reciproco, imparare a empatizzare, imparare come l’emozione ci agisce, disponibilità reciproca, imparare ad ascoltare e osservare, sapere meravigliarsi, imparare a esprimersi, imparare a comunicare, imparare a riconoscere i problemi, sapere immaginare, imparare a riconoscere i profondi interessi personali e comuni, sapere osare, rispetto dei tempi di maturazione, imparare a partecipare e coorganizzarsi, imparare ad affrontare i conflitti in modo nonviolento, imparare a criticarsi, considerare la libertà = spontaneità + intelligenza + coscienza (imparando a riconoscere le conseguenze delle nostre azioni), umiltà, imparare a conquistarsi il silenzio meditativo personale e di gruppo, imparare a identificarsi, eliminare rapporti di dominio e sudditanza instaurando un clima di serenità e di speranza, gioco-musica, riconoscere il valore della pausa, valorizzazione del diverso, imparare a valutare, imparare a scegliere e decidere, riconoscere gli obiettivi, imparare a programmare-pianificare dinamicamente, humor, vedere nel lavoro un produrre necessario alla crescita e alla liberazione propria e comune, imparare anche dai piccoli, imparare dagli errori, imparare a persistere pur disponibili a cambiare attitudini, saper amare, imparare a connettersi con analoghi gruppi potenziando il fronte delle strutture che favoriscono la creatività.
Carpe Diem

29 marzo 2011

I video di ieri che la TV non ci mostrerà: Marco Travaglio, Pietro Ricca ...

la falsa terremotata di L'Aquila a Forum e ... una Ferilli per rifarsi la bocca mentre alla video conferenza sulla Libia i 4 grandi si dimenticano di lui, l'amico di Gheddafi.


Da un commento al mio post INDIGNATEVI! di Stéphane Hessel
Ad ogni epoca il suo campanello d'allarme. La letteratura delle o sulle crisi di civiltà è ampia ma oggi la narcosi è più perniciosa perché smorza la volontà di reagire. Così Hessel torna a proposito perché,come sostiene Morin, l'imprevisto è sempre alle porte. Ecco la differenza tra le termiti e l'uomo.

I lunedì dell'imputato Berlusconi - Marco Travaglio

Fra i 30 responsabili l'unico indagato per mafia e corruzione è diventato ministro. Si vede che gli altri 29 non erano all'altezza.

Berlusconi a Milano. La polizia caccia i guastafeste

Milano, 28 febbraio 2011. La polizia caccia dalle piazze chi dissente.

La finta terremotata aquilana a Forum

Due commenti su youtube: Il regime è alle porte... Questa è la prova di come si manipola da 20 anni la testa delle casalinghe che votano per quel maledetto omuncolo che ci sta facendo vergognare nel mondo... Boicottate tutta sta schifezza, basta con questi programmi... basta. Ma ci vuole tanto a fare 1+1? Aprite gli occhi finché siamo in tempo.
Che bello sentire che non la penso solo io cosi.. io lo dico sempre che questa tv da anni lava il cervello della gente.. è il mezzo che ha permesso a quel nano maledetto di arrivare dove è... ma nessuno sembra capirlo!

La Ferilli del sofà, per rifarci la bocca


Leggi anche Bagno di folla di Pietro Ricca

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