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05 ottobre 2009

HO VISTO BAARIA



Ho visto Baarìa, il bel film di Tornatore che ci riporta indietro nella Sicilia contadina degli anni '40 - '60. Un film duro ma anche condito di un sorriso simpaticamente amaro, terribilmente realistico, aspro e un po' autoironico e cinico insieme. Bellissima l'ambientazione in un mondo cui, quanto meno per motivi anagrafici, mi sento più vicino dello stesso regista. Ho apprezzato la cura meticolosa nel recupero di espressioni e modi di dire dialattali, tipici del mondo pastorale e contadino; la ricostruzione attenta e accurata di un mondo povero e arcaico, pieno di conflitti e sofferenze in parte ancora presenti nella società siciliana, tuttora oppressa dai suoi antichi mali; la focalizzazione di uno spaccato tremendamente vero del nostro passato, che ho rivisitato con un pizzico di malinconica afflizione.


Per non parlare dell'eccellente colonna sonora di un Morricone che "parla" assieme ai luoghi e ai personaggi sulla scena.




Per quanto riguarda la sterile polemica sulla scena (pochi secondi) della macellazione del toro, va detto che fino a qualche anno fa (e forse ancora da qualche parte) era quello il sistema dell'abbattimento e macellazione dell'animale da carne nei nostri mattatoi. E da quello che dice Tornatore - "La scena sull'animale ucciso è quasi un documentario visto che è stata girata in un mattatoio tunisino dove i bovini vengono ammazzati tutti i giorni". "È una scena - ha spiegato Tornatore - che volevo fortemente, non potevo eliminarla, era troppo importante. Abbiamo provato con gli effetti speciali ma non era la stessa cosa. Allora abbiamo cercato un mattatoio attivo e siamo entrati con una troupe, abbiamo travestito i lavoratori del posto con gli abiti del film e abbiamo girato una scena quasi come se fosse un documentario. Vorrei precisare che quella scena, dal vivo, avviene 5, 6 volte al giorno".

Non riesco a capire come non abbia prodotto lo stesso effetto "nelle anime sensibili" la scena dell'uccisione del pollo; forse perchè non c'era versamento di sangue? O quell'altra, terribilmente realistica, anche se realizzata attraversa un'eccelente finzione scenica, dell'esecuzione a freddo dopo il banchetto-trappola.


(oppure, molto verosimilmente, ha promosso il suo prodotto che, al di là dei contenuti gli porta denaro, come ha fatto da Marzullo). Anche per Berlusconi produttore, "pecunia non olet".

Un film da vedere e meditare sebbene, paradossalmente, porti soldi nelle tasche di Berlusconi attraverso la produttrice e distributrice Medusa.

A proposito dei mattatoi, leggi anche:
Inchiesta Usa nei macelli, bovini squartati vivi
Mangiamo la carne

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