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23 luglio 2009

A CHI E A COSA SERVONO LE CONSULENZE ESTERNE?

Il ministero per la Funzione Pubblica ha reso noto che nel 2008 sono state circa 11.608 le amministrazioni pubbliche che si sono avvalse di consulenze e collaborazioni esterne per complessivi 285.466 incarichi. Il tutto ha portato ad un esborso totale di compensi pari a 1,449 miliardi di euro.
Il Ministero dopo aver informato che i dati sono consultabili sul proprio sito, ha precisato che, rispetto al 2007, le comunicazioni sono aumentate di circa il 18% e che quindi bisogna parlare di successo dell’Operazione Trasparenza avviata dal Ministro Renato Brunetta che avrebbe determinato un miglior comportamento delle pubbliche amministrazioni nel rispettare le scadenze di legge. Resta comunque un ma. Infatti emerge che un numero notevole di amministrazioni, più o meno la metà, o non hanno conferito alcun incarico oppure non hanno trasmesso i dati sulle consulenze nei tempi e con le modalità previste. Da questo bisogna concludere che le consulenze siano circa 500.000 per un ammontare di circa 2,5 miliardi di euro.
In ogni caso l’elenco delle amministrazioni che non hanno risposto è stato già inviato alla Corte dei Conti che potrà verificare la posizione di ciascuna. La legge prevede infatti che le amministrazioni che non hanno comunicato nulla al Ministero non possano conferire nuovi incarichi fino a quando non avranno rispettato l’obbligo. In molte amministrazioni pubbliche, comuni in testa, il ricorso a consulenze esterne, diventa molto spesso l’occasione per gratificare professionisti "amici" con la giustificazione che non si dispone di personale dipendente dotato di qualifiche specifiche. Molto spesso però gli pseudo professionisti o le società di servizi incaricate sono esperti in settori quanto mai discutibili o inutili come l’organizzazione di feste di piazza che però contribuiscono a sviluppare un non indifferente giro di soldi. Da rinascita.info

Sotto accusa, anche da parte della Corte dei Conti sono le amministrazioni pubbliche, nazionali e locali, per i loro sprechi, la scarsa capacità di rispettare i limiti di bilancio e soprattutto per l'eccessivo ricorso a costosissime consulenze esterne, a detrimento dello sviluppo delle professionalità interne all'ente. Le amministrazioni ricorrendo a troppe consulenze esterne provocano una sottoutilizzazione delle risorse umane interne.

Quella delle consulenze e delle collaborazioni esterne è una piaga incredibile di un sistema marcio alla radice. Dai ministeri alle amministrazioni comunali, sarebbe interessante capire con quale criterio vengano attribuite e quali professionisti e società di servizi vengano privilegiati. Degli incarichi attribuiti al livello di ministeri sono scrasamente informato. Farebbe bene il ministro Brunetta ad avviare un'indagine seria sui criteri di nomina di queste "figure", sulle competenze e sui compensi. Al livello degli enti locali, invece, risulta evidente che per qualsiasi progetto, per qualsiasi attività straordinaria (ma anche ordinaria) si ricorre alle cosiddette collaborazioni esterne, ben remunerate, a discapito delle figure professionali interne.

In altre parole, le amministrazioni spendono tantissimo in consulenze esterne mentre i loro funzionari si ritrovano con le mani in mano. E allora possiamo chiederci per quale motivo le amministrazioni tendano ad affidarsi a consulenti esterni lasciando "sottoutilizzati" i propri funzionari e dipendenti?
E' giusto e onesto che tanti impiegati e professionisti rimangano inoperosi all'interno dei propri uffici, con stipendi miserabili e con alcuna possibilità di progressione di carriera, mentre tanti giovani bellimbusti, piazzati da politici ormai fuori onda ma sempre attivi nel sistema delle clientele, spadroneggiano arroganti e forti dei loro compensi facendo cucù a dipendenti di ruolo dei quali si servono come supporto?
E' questo il modo di risanare la pubblica amministrazione?

Non sarebbe più ragionevole ed economico sottoporre i dipendenti pubblici, se del caso, a cicli di formazione e di riqualificazione incentivandoli economicamente sia per le attività ordinarie che per quelle extra?

A pensar male questo non si fa perchè una scelta di tal genere toglierebbe gli ultimi spazi di manovra a quei politici e amministratori di cui parlavo prima e ridurrebbe il voto di scambio e alcune forme di concussione.

2 commenti:

  1. Anonimo27.7.09

    Ho 64 anni, sono architetto. Ho iniziato il mio lavoro di Architetto capoufficiotecnico in un Comune rosso della cintura fiorentina, dove il 70% degli elettori votava comunista e il 15% socialista, nel 1975. Molto motivato feci subito fuori due professionisti "esterni" cosidetti di area (ora c'ero io, laureato, abilitato all'esercizio e iscritto all'Ordine). Per sei anni ho svolto la professione di Architetto, pubblico, pensando agli olandesi, agli inglesi ecc. dove la mia posizione (architetto comunale), là era ed è normalità.
    Periodo bellissimo e professionalmente gratificante, tranne che per la remunerazione (stipendio onnicomprensivo e livellato).
    Poi iniziò il periodo detto dei "Tre porcellini" (s'incaricavano tre professionisti: uno comunista, uno socialista e uno democristiano nei comuni rossi; in quelli bianchi s'invertiva l'ordine dei fattori).
    Correva l'anno 1981. Da allora La pratica è dilagata. I tre porcellini sono stati poi macellati da mani pulite, ma il contenuto dei loro intestini molli e fetidi è evidentemente dilagato.
    E ora abbiamo questo Brunetta e le sue "grida manzoniane" di craxiana memoria....

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  2. Anonimo2.8.09

    Anch'io lavoro in un Comune come architetto funzionario da tanti anni e ho verificato che si spendono molti soldi per consulenze e incarichi molto spesso inutili. In alcuni casi ci sono da finanziare gli amici degli amici (di solito di partito). In altri casi invece il vero problema è la cattiva ammistrazione, legata alla volontà di realizzare opere inutili, errate o impossibili e che spesso si fermano per strada. Quello che Brunetta non sembra aver capito è che il fancazzismo non è la causa della cattiva amministrazione, ma ne è la conseguenza.

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Ti ringrazio, Victor

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