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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com

05 novembre 2010

MARATONA PER LA LEGALITA' IN RICORDO DI ANGELO VASSALLO

Per ricordare Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre scorso, oggi, a due mesi di distanza dal brutale assassinio andrà online dalle 19 e 30 alle 24 a rete unificata una maratona per la legalità su decine di web-tv.

Angelo Vassallo ha avuto la colpa mortale di credere e di lottare per la legalità e l’ambiente senza se e senza ma, senza compromessi con  la criminalità organizzata. 
Sempre in prima linea nelle battaglie per il rispetto dell'ambiente, su cui aveva investito come amministratore pubblico, aveva ottenuto alla località costiera cilentana riconoscimenti quali le bandiere blu e un rilancio turistico. 
Chi ha ucciso ha atteggiamenti più simili alle bestie che agli uomini. Mi auguro che non siano mescolati tra noi o che siano sprofondati sulle loro poltrone a guardare in tv questa grande manifestazione di affetto per Angelo. Così iniziava l'omelia del vescovo di Vallo della Lucania, monsignor Rocco Favale, ai funerali di Angelo Vassallo.

Cose nostre: per la legalità e la cultura, ricordando Angelo Vassallo, questo il titolo della diretta. Tutte le informazioni sull’evento e i siti web che parteciperanno all’iniziativa, sono disponibili all’indirizzo CoseNostre


Non far finta di niente!



03 novembre 2010

IL VASO E' COLMO

Non ho mai pagato una donna. Perché a pagare non c'è gusto, preferisco conquistare

Meglio essere appassionato di belle ragazze che gay

La magistratura è una malattia della nostra democrazia

A ROSY BINDI
Lei è più bella che intelligente

SULLA THATCHER
Se fosse stata una bella gnocca me ne ricorderei

Veltroni è un coglione

Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo

La Bindi e Prodi sono come i ladri di Pisa: litigano di giorno per rubare di notte

Il centrosinistra? Mentecatti, miserabili alla canna del gas

Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò

Sono in politica perché il Bene prevalga sul Male. Se la sinistra andasse al governo l’esito sarebbe questo: miseria,  terrore, morte 

Boicotteremo il Parlamento, abbandoneremo l’aula, se necessario daremo vita a una resistenza per  riconquistare la libertà e la democrazia

Il presidente Scalfaro è un serpente, un traditore, un golpista

Questi signori, che hanno vinto delle elezioni taroccate, hanno arrogantemente messo le mani sulle istituzioni: il presidente della Repubblica è uno di loro

Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse

I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana... Se fai quel mestiere, devi essere affetto da turbe psichiche 

Lettera aperta della madre di un gay al Presidente del Consiglio

Signor Presidente vorrei scriverle correttamente come è nel mio stile ma purtroppo non posso perchè di tutto lo sconfinato vocabolario italiano che ho a disposizione l'unica parola che urge sui miei polpastrelli è: si vergogni!
Si vergogni di aver pronunciato quelle parole infamanti verso i gay mentre il paese che lei dovrebbe governare è sommerso dall'immondizia, dal fango, dalla disoccupazione.
Ma forse immondizia, fango e fame sono un prodotto che si addice al suo modo di far politica e le sue battute cercano il consenso di quella parte degli Italiani che vorrebbero imitarla ma non ci riescono.
Battute da osteria non da governo!
Se poi per caso lei l'avesse dimenticato andare con le minorenni, come Le è consono, è un reato nel Paese nel quale lei è Presidente del Consiglio.
Ho un figlio gay e ne sono fiera e come me tantissimi genitori lo sono, in barba alle sue dichiarazioni e del consenso che gode presso alcuni parlamentari e presso una parte della Santa Madre Chiesa.
Spero che l'Europa illuminata che ha fatto dei gay motivo di orgoglio sappia sanzionarla laddove io posso solo cercare di non farla rieleggere mai più.
Rita De Santis

VERGOGNA! ABBI ALMENO IL BUONGUSTO DI USCIRE DI SCENA TOGLIENDO IL DISTURBO!
IL TUO PADRINO HA AVUTO BISOGNO DELLE MONETINE.
TU COSA ASPETTI? LE PASTICCHE DI VIAGRA?

La sventura di Sakineh e di tutte le Sakineh del mondo

Oggi il mondo libero è col fiato sospeso per la sorte di Sakineh Mohammadi Ashtiani. La giovane donna, madre di due figli, detenuta nel braccio della morte nel carcere di Tabriz, potrebbe essere impiccata (o lapidata) perchè ritenuta colpevole di adulterio e di complicità nell'assassinio del marito. L'opinione pubblica mondiale si è mobilitata in suo favore ma la speranza di una commutazione della pena appare vana. Oggi, dunque, la sentenza potrebbe essere eseguita e mentre leggi questa nota gli occhi dolci e malinconici di questa donna semplice e indifesa potrebbero non vedere più la luce.

A prescindere dalla sua colpevolezza o meno rispetto ai capi d'accusa, la sventura di Sakineh e di tutte le altre Sakineh del mondo è quella di nascere e vivere in un sistema politico-religioso-culturale in cui la distinzione fra peccato e reato non esiste, i diritti della persona non vengono riconosciuti e rispettati, il dominio dell'uomo sulla donna è tutelato dall'ordinamento giuridico-religioso.

Per nostra fortuna viviamo in un'area libera e democratica del mondo in cui possiamo esprimere tutta la nostra ripugnanza per la pena di morte, per i giudizi sommari, per la tortura, per ogni forma di violenza esercitata dal potere nei confronti del singolo individuo.

Ma dobbiamo imparare ad opporci con decisione a manifestazioni arcaiche di intolleranza nei confronti del diverso - sia esso lo straniero, il gay, la lesbica, il nero, ecc. - asai diffuse nella nostra società. Dobbiamo combattere il pregiudizio e la facile ironia che allignano anche in persone ai vertici del potere politico nei confronti di culture, tradizioni, modi di vivere diversi dal nostro. Dobbiamo impegnarci a sconfiggere il maschilismo becero che giudica la donna in relazione all'aspetto fisico e a quanto di esso viene esposto, e non in rapporto alle sue doti, capacità e competenze.

Anche noi, dunque, che chiediamo la grazia per Sakineh, abbiamo molta strada da fare in merito all'emancipazione culturale per una società più libera e più giusta.

Leggi: Sakineh Mohammadi Ashtiani, una vita in bilico
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02 novembre 2010

Vado ad Antigua e vi aspetto lì

Cari amici, l'Italia è ormai governata dalle procure che non mi danno più tregua, dai giustizialisti che mi perseguitano e dalla stampa di sinistra che vuole annientarmi.  Ma non ci riusciranno, vedrete. Ho in mente un piano vincente che vi mostrerò presto nei dettagli.
Mi trasferisco temporaneamente ad Antigua e vi aspetto lì, nel mio condominio brutto ma accogliente. Portate le ragazza e non dimenticate le mie favorite. 
Vi aspetto con ansia, il vostro Silvio che non vi dimentica.


Dimenticavo, accludo memory card
Ne manca qualcuna? Ditemelo! 

Aggiornamento: fatto!

Carlo Taormina su Berlusconi, 
sulle note di Bocca di Rosa e Sincerità magistralmente reinterpretate


P.S. : Per gli amici che resteranno in Italia.                                     Stiamo aggiornando DUE ANNI DI GOVERNO che riceverete presto a domicilio con i saluti del premier, ma che potete già visionare online.   Buon divertimento

01 novembre 2010

UN SOGNO ... DA REALIZZARE CON VOI

Come dopo il diluvio, dopo l'abbuffata delirante che ci hanno fatto fare di menzogne arroganti, di brutali scempiaggini, finalmente il delirio prende i colori del sogno condiviso. Alla data odierna, dopo appena 2 settimane dal lancio, questo sogno, fatto di concetti semplici e chiari, ha superato le 3000 adesioni e mostra di volere crescere nei cuori e nelle speranze di tante persone che hanno voglia di respirare, finalmente, un'aria più salubre e di vivere in un Paese più  normale.

Mi sono imbattuto quasi per caso nel sito di Michele Dotti e anch'io, come tanti che provengono dalla militanza politica DELUSA in partiti tradizionali, mi sono trovato per un po' combattuto tra l'apparente velleità della proposta e la greve concretezza delle forze politiche strutturate che preparano l'alternativa.

Ma quale alternativa ci propinano? Non dimentico, come milioni di Italiani, che la colpa grave del fondo che abbiamo ormai toccato è soprattutto loro perché col nostro voto hanno consentito - o non hanno impedito - che tutto accadesse. 
Mi rendo conto con disincanto che sognare non costa granché ma che è estremamente faticoso dare corpo e vita ai sogni. Tuttavia aderisco all'idea perché la condivido totalmente, e per il tempo e l'energia che mi restano sono disposto a fare la mia parte. Per il buon nome del Paese in cui vivo e per preparare un futuro migliore alle generazioni che verranno.
Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di provenienza.
Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche. Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!
Un movimento che sa dire sì quando è il momento di dire sì e no quando è il momento di dire no, in modo chiaro e comprensibile a tutti: sì all’integrazione, al rispetto delle diversità, al pluralismo, alla libertà d’informazione, alla pace. No al razzismo, all’esclusione, al monopolio dell’informazione, alla censura, alla guerra e ad ogni forma di violenza.
Sarà così, riflettendo tutti insieme sui contenuti, che i rappresentanti della società civile -raccolti intorno a un tavolo- si accorgeranno di avere fra di loro molti più punti in comune di quanti non ne abbia mai avuti al proprio interno nessun partito nella storia repubblicana. Si renderanno conto cioè di avere creato in tutti questi anni di impegno silenzioso, non soltanto un orizzonte di valori comuni, ma anche un vero “programma” di azioni da realizzare per risollevare il paese, un programma fondato su una visione della società che nessun partito -fino ad ora- ha mai realmente promosso.
Continua Abbiamo un sogno   Aderisci
Il diritto al sogno ... come dopo il diluvio

31 ottobre 2010

USCIRE DAL DELIRIO QUOTIDIANO ATTRAVERSO I BUONI LIBRI

Oggi per allontanarmi dal delirio del presente e dalla cronaca di un quotidiano infognato, ho sfogliato qualche libro di autori viventi. Ma il delirio ritorna prepotente anche nelle loro pagine, seppur depurato delle scorie correnti e fissato in istanti che stimolano a riflettere sull'ieri, sull'oggi e sul domani. 
La riflessione sui libri di autori che hanno ancora qualcosa da dire aiuta a prendere le distanze da un continuo, volgare presente e impegna a guardare alla vita e al mondo con sguardo più pulito, ancorchè disincantato.
Compendio emblematico e delizioso della cronaca odierna mi sembra questa considerazione di Gianfranco Rotondi, ministro per l’Attuazione del programma:
Finisse anche domani il governo, tratterrei il grande onore di aver collaborato con un uomo onesto, pulito e carico di profondi valori morali: questo è Silvio Berlusconi.

I libri e gli scrittori, invece, che consiglierei all'attenzione dei miei amici sono:
La libertà di raccontare, di Roberto Saviano (monologo)

Li romani in Russia, monologo di Simone Cristicchi

L'ultima riga delle favole, di Massimo Gramellini

Gli anni che non stiamo vivendo, di Antonio Scurati

La ragazza di via Maqueda, di Dacia Maraini

Scacco a Dio, di Roberto Vecchioni

Il peso della farfalla, di Erri De Luca


29 ottobre 2010

L'ULTIMO BUNGA BUNGA?

Oggi impazza il bunga bunga. Speriamo sia l'ultimo della serie. Non ho molto da dire in proposito, nei post più vecchi ho già scritto abbastanza. Ma non posso fare a meno di offrire agli amici che mi seguono il post di Concita De Gregorio, Statista bunga bunga e l'esilarante pezzo di Travaglio sul Fatto Quotidiano di oggi. 
Consiglio, inoltre, la lettura di L'abuso di potere, di Giuseppe D'Avanzo su Repubblica. Aggiungo il video "Bunga Bunga" di Elio e le storie tese. 
BUONA GIORNATA A TUTTI CON IL BUNGA BUNGA!
Statista bunga bunga, di Concita De Gregorio su L'Unità Ce lo possiamo permettere? Chiediamoci questo. L'Italia, noi italiani viviamo in un paese così prospero, così egualitario, così giusto, così salubre e così efficiente, in un paese così ricco di tutte quelle ricchezze che fanno dignitosa la vita degli uomini da poterci permettere - in questa democrazia avanzata e matura, solida e coesa - la bizzarria di avere a capo del governo un uomo anziano ossessionato dalla sua stessa vecchiaia, avvelenato di farmaci che gli assicurano apparente vigore e devastato dalle plastiche che ne fingono l'eterna giovinezza, un ex chansonnier piduista di tortuose fortune e discutibili amicizie oggi impegnato a tempo pieno a garantirsi l'impunità dai molti processi e a comprarsi le alleanze che lo portino al Quirinale oltrechè, da una certa ora del giorno in poi, ad organizzare notti in villa e trasferte in dacia così da poter ricevere in accappatoio bianco le ospiti procacciate a nugoli dai suoi servitori intanto messi a capo di imprese commissioni parlamentari reti televisive e ministeri, riceverli con il calice in mano e fare le sei del mattino raccontando barzellette di sapore africano dei tempi di Macario, e tutti giù a ridere prima di tuffarsi in piscina o nel letto? No perché penso, in fondo, che se l'Italia fosse un paese così sano produttivo progredito ed autosufficiente potrebbe persino sopportare il temporaneo vuoto di potere democratico (che dell'assoluto arbitrio di uno solo è sinonimo) determinato dalla provvisoria permanenza al governo di Silvio B. In fondo dieci anni o anche venti di fronte all'eternità sono un attimo. La Roma di Augusto, l'Italia di Einaudi potrebbe sopravvivere facilmente a questa caricatura di imperatore che gli è toccata in sorte: che si è scelta per motivi che solo gli storici con saggezza chiariranno, le responsabilità è ovvio che siano tra tutti equamente distribuite. Tra chi lo ha scelto e chi non ha saputo o potuto opporre alternativa e rimedio. Il vero problema, temo, è che non siamo in queste condizioni. Avremmo bisogno di un governo, in realtà: non possiamo permetterci di sostituirlo con un comitato d'affari dedito nei ritagli di tempo a particolari evoluzioni erotiche. Ci servirebbe, e anche in fretta, qualcuno che si occupasse - meglio se a tempo pieno - del lavoro che non c'è, di quante ore di cassa integrazione saranno erogate l'anno venturo, di una riforma del fisco che non chiami sempre gli stessi a pagare, della camorra che gestisce e manovra a scopi di suo personale tornaconto il disastro dei rifiuti, della ricerca e del sapere azzerati e irrisi, di dare una casa e un'occupazione a chi ha meno di trent'anni perché possa diventare adulto e farsi carico in proprio delle responsabilità che gli spettano, di dare ospedali ai malati assistenza ai vecchi asili ai bambini, stimolo alle imprese, fiducia alle persone. Al contrario, vedete, di tutto questo non si parla né temo si parlerà per parecchie settimane, forse mesi. Il Paese è ostaggio dei fantasmi che agitano le notti insonni del premier: i suoi parlamentari/avvocati si dividono fra la cura dei suoi problemi pubblici - in parlamento a studiare lo scudo che lo salvi dai processi - e quelli privati, tutti convocati ad Arcore a studiare la linea difensiva dall'ennesima vicenda a sfondo sessuale. Questa volta un po' più grave del solito dal momento che la storia del giorno è condita da più di un elemento da codice penale: siamo in terreno di furti, sfruttamento della prostituzione, corruzione di minore. Ghedini e gli altri, il governo stesso: sono tutti impegnati su questi due fronti. I processi pubblici e privati, le leggi e le linee difensive. Qualcuno si occupa di distrarre annunciando 300 mila tagli alla pubblica amministrazione. Qualcun altro si affanna a spiegare come mai il signor B. abbia condonato 160 milioni di debito al paradiso fiscale di Antigua proprio mentre con i politici di quell'isola si stringevano con il premier personali affari immobiliari. E poi la battaglia sull'informazione, certo, perché l'unica cosa che conta è che di tutto questo niente si dica. Anzi, vedrete. I giornali e i tg di famiglia non si occuperanno di indagare sul bunga bunga ma strilleranno alla trappola, al complotto. Parleranno di inchieste ad olorogeria. Diranno di un pover'uomo perseguitato per via dei suoi atti di carità. «Sono una persona di cuore, aiuto chi ha bisogno», ha detto ieri il signor B. per spiegare come mai la presidenza del Consiglio dei ministri sia intervenuta presso una Questura ad impedire l'identificazione di una minore implicata in un furto. Lo avrebbe fatto se Ruby si fosse chiamata Mohamed? Figuriamoci, senz'altro sì. Servirà in questo caso un centralino dedicato, perché ci sono migliaia di stranieri non identificati nelle questura d'Italia proprio in questo momento. Se Palazzo Chigi vuole occuparsene ha la possibilità e la facoltà di farlo, possibilmente nel rispetto della legge: serviranno trenta persone al telefono come minimo, è una buona cosa. Trenta posti di lavoro.
C'è un secondo aspetto delicatissimo in questa terrificante storia di lelemora e emiliofede, di ragazzine reclutate nelle discoteche e nei privè milanesi che tanto piacciono a Ignazio La Russa e Daniela Santanchè, in passato già soci del Billionaire di Briatore, altro campione di vita smeralda eletto ad esempio di stile dai rotocalchi di famiglia: giornali che alternano le foto (rubate?) della primogenita Marina nuda a quelle del tatuato Corona e dati in gestione agli alfonsosignorini, neomaestri di moderna eleganza. Oltre alla paralisi del governo e del Parlamento, all'assoluto disinteresse per la vita del paese e delle quotidiane fatiche degli italiani c'è il tema della vulnerabilità e della sicurezza dei luoghi di governo e dei protagonisti che li abitano. Un tema che già si pose ai tempi in cui Patrizia D'Addario e le sue colleghe pugliesi entravano ed uscivano da palazzo Grazioli senza filtri senza controlli e in auto blu, munite di registratori cellulari per le riprese e chissà cos'altro. Se ne occupò Gianni Letta, allora. Facciamo finta di essere un paese normale. Facciamo finta che nelle stanze, anche private, di un presidente del Consiglio ci siano - come ci sono - carte e documenti, codici e segreti che in ogni Paese del mondo sono nella disponibilità pressoché esclusiva del capo del governo. Possono, da quelle stanze, entrare ed uscire senza controllo maggiorenni o minorenni non identificate, magari pregiudicate, sfuggite ai controlli ed evase dai centri di protezione, accusate di furto? Qual è il rischio, a parte l'evidente ricattabilità del padrone di casa, che difatti è regolarmente ricattato (in questo caso, che paradosso, parte lesa)? Quali sono i rischi per la credibilità del Paese all'estero, per la sua autorevolezza internazionale, per il peso che può avere nelle decisioni che riguardano la vita di tutti? A parte Putin e Gheddafi, che evidentemente condividono con il premier letti in regalo ed harem personali oltre al repertorio di barzellette e alle forniture di petroli e di gas: gli altri leader del mondo, che dicono? Cosa scriverà l'ambasciatore egiziano al suo governo: che Silvio B. ha fatto rilasciare una ragazzina di nome Ruby figlia di un ambulante messinese e vincitrice di un concorso locale di bellezza, tuttora sotto la tutela del sindaco di Letojanni (fino al 2 novembre, quando la giovane compirà 18 anni) dicendo, testualmente, «è la nipote di Mubarack?». Che ne pensa Mubarack? Possiamo permettercelo?
Personalmente di quel che fa Silvio B. nelle sue magioni, quali posizioni preferisce, di quanto la sua camera da letto sia affollata e nel dettaglio da chi non mi interessa per nulla. Credo anche che ci sia una quota di italiani sfinita da tutto questo, che non ha proprio nessuna voglia di infilarsi nel tunnel di un nuovo caso Noemi o D'Addario. Penso però anche che questi italiani, io fra loro, costituiscano una minoranza. La verità è purtroppo che il voyeurismo del nuovo medioevo mediatico è lo spirito del tempo. In tv, nei siti internet e suo giornali quel che è successo nel garage di Sarah Scazzi suscita un interesse enormemente più alto delle vicissitudini di un precario della scuola, di un artigiano alle prese col fisco, di un laureato disoccupato o del diario di un operaio di Pomigliano. Figuriamoci la nuova kermesse erotica di palazzo Chigi denominata bunga bunga. Un tormentone. Un boom di accessi ai siti. Non si parla d'altro. Su questo stesso giornale: mentre (poche) lettere e mail ci chiedono di ignorare queste miserie e continuare ad occuparci del Paese, migliaia di lettori e di utenti del web vanno a cercare le foto di Ruby. E' questo l'esito del ventennio che abbiamo attraversato: immondizia televisiva, impoverimento economico, nessuna alternativa reale al reality show. Torna a casa in tutta fretta c'è il Biscione che ti aspetta. Parabole e miseria.
Due parole, per concludere nel merito della storia. Gli insegnamenti del giorno, ad uso collettivo, sono che: se a rubare è la nipote di Mubarack va rilasciata immediatamente, se non è nipote di nessuno resta dov'è. Se è il presidente del Consiglio a frequentare una minorenne è un uomo non è un santo, fa del bene a chi ha bisogno: se siete voi andate in galera. Se è un direttore di Tg a procurare le ragazze sta facendo un favore a un amico, cosa c'entra la prostituzione. Se nelle stanze del premier si fa bunga bunga - rituale tribale di sesso anale collettivo, lo dico per quei tre o quattro che non lo avessero appreso ieri - nessuno osserva che è l'Italia ad essere messa in ginocchio, lei sì, collettivamente: le due paroline diventano un divertente tormentone sul web, barzellette alla radio, allusioni e risate.
La storia di Ruby è quella di una giovane deviante, una ragazza disadattata: fughe, ricoveri in case famiglia, denunce per furto. Davvero una ragazza che avrebbe bisogno di aiuto. Ma non del genere che ieri il presidente del Consiglio ha confermato di averle fornito. Il modo per aiutare una minorenne che ruba non è farla uscire dalla porta principale di una questura accompagnate dal pronto intervento di un'igienista dentale fatta eleggere consigliera in Lombardia. E' indirizzarla verso un luogo dove possa, finché è in tempo, trovare una strada. Migliaia di giovani, non solo marocchini, ne hanno bisogno proprio in questo momento. Vorremmo un governo che si occupasse di immigrati e di ladruncoli anche se non portano la quarta di reggiseno. Che garantisse integrazione per chi lo merita e sanzioni per chi no. Sicurezza e insieme coesione. Opportunità ai meriti, punizione ai demeriti. Ma come vedete questo non è il linguaggio delle notti di Arcore, né dei suoi giorni. Non fa ridere: non ci sono negri con membri giganti che sodomizzano nessuno, in questa proposta. Dunque chiudiamo pure le Camere, tutte tranne la camera da letto. La sua, naturalmente: in attesa della prossima barzelletta sui negri e sugli ebrei, bunga bunga e bongo bongo. Vediamo dove porta. Magari al Quirinale, Ruby e le altre al posto dei corazzieri proprio come piace al Colonnello, chissà.

LODO AL BUNGA, di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano
E' venuto il momento di fondare un comitato di solidarietà per Angelino Al Fano e Niccolò Ghedini. Due giorni fa, già molto provati dalle ottanta versioni del processo breve e dalle novantacinque della legge bavaglio (peraltro finite nel cesso), erano usciti esausti ma felici dalle segrete di Palazzo Grazioli, dopo mesi di duro lavoro, con l’ultima formula magica del cosiddetto Lodo: un algoritmo complicatissimo che non si capiva bene se fosse reiterabile ma non retroattivo, o retroattivo ma non reiterabile, o reiattivo e retroterabile, tenendo presenti la variante Mills, l’equazione Mediaset, la prescrizione Mediatrade, la radice quadra di Fini costruita sull’ipotenusa di Napolitano che produce una spinta dal basso verso Casini diviso Cuffaro moltiplicato Bersani fratto Di Pietro meno Bossi. I due poveracci stavano per esultare con il classico “eureka ! ”, ma l’urlo liberatorio gli s’è strozzato in gola. Mentre quelli lavoravano, l’Utilizzatore Finale ci era ricascato con una minorenne, riuscendo a infilarsi in una storia di prostituzione e abusi di potere (vedi telefonata alla questura per far rilasciare la ragazza fermata per furto senza documenti). Tutto da rifare. Ogni volta che gli fabbricano uno scudo su misura e glielo provano addosso, quello si sposta di lato e ne combina un’altra delle sue. Provate voi a scudare un nano in movimento. Aveva ragione B.: non è lui a volere lo scudo, sono Alfano e Ghedini che, non potendone più, sono disposti a tutto pur di tornare a uno straccio di vita normale. Che so, rivedere ogni tanto la luce del sole, riabbracciare i familiari un paio di volte l’anno e soprattutto evitare che mogli e figli li guardino con due occhi così: “Caro, ma davvero hai detto che la storia di Ruby è assolutamente infondata, quando l’ha confermata persino Fede? Sicuro di star bene?”. Ora Angelino Jolie e Niccolò Pitagorico sono ripiombati in laboratorio per apportare alcuni emendamenti al Lodo Al Nano: la maggiore età è abbassata retroattivamente a 12 anni; proibito ex post trattenere in questura le ladre carine nel raggio di 100 km da Arcore; depenalizzato lo sfruttamento della prostituzione quando appaia chiaro, come nel caso B., che non è lui a sfruttare la prostituzione: è la prostituzione a sfruttare lui. L’importante è che lui si cucia la bocca, altrimenti poi persino Minzolini capisce che non è perseguitato. Ieri invece lo sventurato ha spiegato la telefonata in questura con un meraviglioso “lo sanno tutti che sono una persona di cuore e mi muovo sempre per aiutare chi ne ha bisogno”. Ecco, è fatto così: come possono testimoniare migliaia di ladri, non appena ne finisce uno in questura, B. chiama da Palazzo Chigi per farlo rilasciare. Soprattutto se è di origini marocchine e balla sul cubo. E’ un uomo di cuore e farebbe di tutto pur di agevolare l’integrazione degli immigrati: li inviterebbe persino in una sua villa per un Bunga Bunga, li coprirebbe d’oro e li spaccerebbe per nipoti di Mubarak perchè nessuno li infastidisca più. Massima solidarietà anche agli agenti delle scorte di Fede e B.: forse, quando entrarono in polizia o nei carabinieri, non immaginavano che sarebbero finiti a reggere il moccolo a un anziano latrin lover. Massima solidarietà soprattutto al ministro degli Esteri Frattini Dry, impegnatissimo in queste ore a rassicurare le ambasciate egiziana e libica sul fatto che quella storia della nipote di Mubarak era solo una battuta, così come quella sui bunga bunga di gruppo attribuiti all’amico Gheddafi. Ieri, per alcune ore, si è temuta la terza guerra mondiale: non bastando gli elogi del Foglio ai vignettisti anti-Islam e le magliette di Calderoli con insulti a Maometto, si rischiavano nuovi assalti ai consolati italiani in tutto il Nordafrica, con rappresaglie Nato ed escalation militari in tutto il Mediterraneo. Solidarietà anche a Bruno Vespa che, sempre sulla notizia, sta precipitosamente allestendo il plastico della piscina coperta di Arcore con dentro le donnine nude, per una puntata speciale di “Porta a Bunga”.
da Il Fatto Quotidiano
"Bunga Bunga" di Elio e le storie tese

Società e Stato nell’era del Berlusconismo (testi e video)

Mi piace ricordare che dal 15 al 17 ottobre 2010 si è tenuto a Firenze un convegno per fare il punto sugli effetti del berlusconismo in campo sociale, economico e culturale, oltre che politico. Ideato da Libertà e Giustizia e dalla rivista di storia contemporanea Passato e Presente, il Convegno Società e Stato nell’era del Berlusconismo ha visto in una tre giorni intensa e partecipata i seguenti interventi e contributi:

Saluti e introduzione
Sandra Bonsanti (presidente di Libertà e Giustizia)
Gabriele Turi (direttore di Passato e Presente)

L’eredità degli anni ’80
Giampasquale Santomassimo (Università di Siena)

I ceti medi: cambiamenti strutturali e scelte politiche
Paul Ginsborg (Università di Firenze)

La classe operaia: politica del lavoro e politica economica ai tempi di Berlusconi
Francesco Garibaldo (già direttore dell’Istituto per il Lavoro)

Le equivoche pari opportunità e il nuovo maschilismo
Amalia Signorelli (Università Federico II, Napoli)

Trent’anni di scandali finanziari in Italia. Il difficile rapporto tra imprese e finanza
Marco Onado (Università Bocconi, Milano)

La Chiesa, il mondo cattolico e lo Stato
Antonio Gibelli (Università di Genova)

Il potere invisibile. L’evoluzione della corruzione
Alberto Vannucci (Università di Pisa)

Le culture della destra
Gabriele Turi (Università di Firenze, Direttore Passato e Presente)

Gli italiani e la TV
Giovanni Gozzini (Università di Siena)

Giornalismo, televisione e società
Norma Rangeri (Direttrice Il Manifesto)

Come i media ci fanno diventare “razzisti”
Laura Balbo (Università di Padova)

Migliorare l’amministrazione pubblica: un’impresa impossibile?
Guido Melis (Università La Sapienza, Roma)

Le vicende giudiziarie di Silvio B.
Elisabetta Rubini Tarizzo (Avvocato del Foro di Milano)

La costruzione di un regime
Marco Travaglio (vicedirettore Il Fatto Quotidiano)

La neolingua dell’età berlusconiana
Gustavo Zagrebelsky (Presidente emerito della Corte Costituzionale)

Berlusconi nel mondo
Steve Scherer (corrispondente Bloomberg News)

La povertà della politica, la politica della povertà
Marco Revelli (Università del Piemonte Orientale)

La democrazia minata
Ezio Mauro (direttore La Repubblica)

Colmare il vuoto: capacità e incapacità della società civile italiana
Sandra Bonsanti (presidente Libertà e Giustizia)


I testi degli interventi sono tutti reperibili alla pagina Società e Stato nell’era del Berlusconismo nel sito ufficiale di Libertagiustizia
I video dell'evento si trovano su TVedo a questa pagina

Un grazie sentito all'associazione Libertà e Giustizia per l'opera meritoria che svolge a difesa della Costituzione, della Libertà e della Democrazia.

28 ottobre 2010

Se non fosse un documento, dovremmo pensare ad una montatura.

Dovevamo assistere anche a questa sceneggiata per capire cos'è la libertà di stampa e la correttezza nell'informazione.
Al tavolo il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, organizzatore dell'evento, e il sottosegretario Daniela Santanchè. Di fianco, nella parte delle vittime del regime, i tre direttorissimi del regime, Feltri, Belpietro e Minzolini.
Davanti a loro un parterre assortito di servi, valletti e postulanti a fare la claque.
Mai vista una cosa del genere! O sono ormai alla frutta o pensano di far quadrato tra loro per fronteggiare uniti la crisi, ormai irreversibile, del loro dominus, del loro partito(?) e della loro editoria.
Quello che si era proclamato partito dell'amore, espressione dei moderati e liberali, mostra un astio incontenibile nei confronti dei soliti nemici, la stampa politicizzata e i pm
Loro sono portatori di un’idea alta dell’informazione: raccontiamo la realtà senza drammatizzarla.
Si lamentano, per bocca di Feltri, di non essere sostenuti e difesi nelle loro campagne al veleno, condotte senza risparmio di mezzi e di uomini. Si sentono soli, abbandonati, alla mercè di Santoro e di Travaglio.

Guarda il video, è davvero accaduto!



O tempora, o mores! 
Se non fosse stato un incontro documentato, dovremmo pensare ad una montatura.

27 ottobre 2010

CORRUZIONE NON FA RIMA CON IMMIGRAZIONE

Le mie riflessioni di oggi traggono lo spunto da due dati giuntici ieri, quasi contemporaneamente: il Rapporto sulla corruzione percepita, che pone l'Italia al 67° posto nell’indice sulla percezione della corruzione dell’ong Transparency International, e il 20° Rapporto sull'Immigrazione di Caritas e Migrantes, che indica in quasi 5 milioni le presenze regolari di stranieri in Italia con un aumento esponenziale dal 1990 ad oggi.

La corruzione percepita in Italia da manager, imprenditori, uomini d’affari e analisti politici ci pone dopo Ruanda e Samoa e prima di Georgia e Brasile, facendoci arretrare di quattro posizioni rispetto al 2009 e di ben 12 sul 2008. Gli Stati più virtuosi sono Danimarca e Nuova Zelanda. La Scheda
L'Italia insomma, vista da fuori, continua a perdere credibilità   Oltre ai casi di corruzione in senso stretto, influiscono sul nostro declassamento tutte le situazioni di malgoverno della cosa pubblica che si manifestano nel Paese, in larghissima misura a livello locale. La sanità appare il settore dove tale malgoverno più si manifesta.

Il rapporto tra spesa pubblica sostenuta per gli immigrati e tasse da loro pagate va senz'altro a vantaggio dello Stato italiano. Secondo le stime riportate nel Rapporto, infatti, le uscite a loro favore (sanità, scuola, servizi sociali) sono pari a 10 miliardi di euro l'anno. Le entrate assicurate dagli immigrati, invece, si avvicinano agli 11 miliardi di euro (tra contributi previdenziali e fiscali).
Il rapporto Caritas, citando uno studio della Banca D’Italia del luglio del 2009, evidenzia come gli stranieri svolgano una funzione complementare agli italiani favorendone migliori opportunità occupazionali.
Eppure gli italiani non hanno percezione di questa realtà. Complice la recessione, secondo il Rapporto, si sono acutizzati fenomeni di intolleranza, come se l’origine della crisi fosse un problema da collegare agli stranieri.
Secondo i dati forniti, gli italiani e gli stranieri in posizione regolare hanno un tasso di criminalità simile.  Dossier Statistico Immigrazione 2010

Per concludere.
A detta del Presidente della Corte dei Conti, gli episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche, persistono e preoccupano i cittadini ma anche le istituzioni il cui prestigio e affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli.

L'immigrazione – per i curatori del Rapporto – è un'opportunità che ci viene offerta dalla storia per il nostro benessere economico e la nostra crescita culturale; è quindi necessaria una riflessione rigorosa suI flussi migratori e le capacità di accoglienza.
Ergo, occorre combattere la corruzione a tutti i livelli con tutti gli strumenti a nostra disposizione e, viceversa, modificare positivamente il nostro atteggiamento nei riguardi degli stranieri, migliorando le nostre capacità di accoglienza e di integrazione. 


Corruzione, l'Italia sempre peggio
Corruzione, l’Italia scende nell’indice di Transparency International
Cambia il pianeta immigrazione
Gli immigrati, miniera d’oro per il Paese

26 ottobre 2010

LE INTERCETTAZIONI CHE PIACEVANO A MISTER B.

Fino a pochi giorni fa il presidente del Consiglio non perdeva occasione per prendersela con le intercettazioni e chiedere un bavaglio contro la stampa. "Non è possibile - diceva - vivere con il terrore di usare il telefono". Eppure, secondo la procura di Milano, è stato proprio lui a trarre il massimo vantaggio dalla pubblicazione di una conversazione, non ancora trascritta e depositata: il colloquio in cui l'ex segretario dei Ds dice "Allora, siamo padroni della banca?" I pm hanno notificato l'avviso di chiusura indagini al fratello del premier e altre tre persone. Uno, Roberto Raffaelli, è l'ex titolare di una importante azienda di intercettazioni telefoniche. Gli altri due sono un amico di Raffaelli e un imprenditore, Fabrizio Favata, già socio di Paolo Berlusconi. Favata è accusato anche di tentata estorsione per aver cercato di ottenere soldi da Raffaelli in cambio del proprio silenzio. Ma dietro tutta la vicenda si staglia l'ombra del presidente del Consiglio. Secondo Favata, infatti, il nastro gli fu fatto sentire ad Arcore la notte di Natale del 2005. Poi il Giornale pubblicò la notizia e all'improvviso i sondaggi che davano il centrodestra in pesante svantaggio rispetto all'Unione cominciarono a risalire. Le politiche del 2006 finirono in sostanziale pareggio. Anche perché quella conversazione pose definitivamente fine al mito della diversità della sinistra. Da il Fatto Quotidiano


Non sono, dunque, le intercettazioni in assoluto che non gli piacciono, ma solo quelle che ci consentono di conoscere e capire i suoi metodi operativi e quelli dei suoi amici.

Quelle che mettono in difficoltà i suoi avversari, anche se ottenute in modo illecito, gli vanno benissimo! Disposto anche a pagarle!

25 ottobre 2010

IL BEL PAESE E IL DISPREZZO PER LA CULTURA

Ma è possibile che l'Italia con il 64% dei Beni Culturali del mondo, la lirica  più importante del palcoscenico, il teatro prestigioso da Goldoni a Strehler e altri; la danza ed il Cinema che sono entrati nella storia della Cultura mondiale, la letteratura tra le  più importanti dell'Europa intera: è possibile che l'Italia abbia sempre un Ministro che oltre a fare il titolare della Cultura, faccia sempre anche un altro mestiere, dal Coordinatore al segretario di partito? Come se i problemi e gli scopi della Cultura fossero sempre meno importanti ed impegnativi di qualcosa d'altro....  

Possibile che un ministro della cultura come l'attuale on. Bondi, in Italia non riesca a difendere la Cultura che è il nostro vero patrimonio, da quella degli artisti sino agli artigiani della cultura contadina? Purtroppo è possibile, come è possibile che il ministro del Tesoro dica che la Cultura non si mangia...
Non c'è da stupirsi, purtroppo, se con questi ministri nella finanziaria non ci siano soldi per la cultura, per il Cinema !!
Sono in partenza, ma sarò con voi se si deciderà una grande manifestazione unitaria del mondo della Cultura ed un presidio davanti a Montecitorio di tutte le associazioni dello spettacolo, dell'Editoria, del Cinema e della Comunicazione e della Cultura tutta, in occasione della discussione della Finanziaria". Giuliano Montaldo su articolo21
Io direi che è un fatto, come lo è quello di una ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca che non riesce a promuovere i settori di sua competenza.
Questi pseudo-ministri sembrano messi là con l'unico scopo di affossare i dipartimenti dei quali si occupano. D'altra parte chi ha deciso di tagliare in quei settori ha affermato che la cultura non si mangia.  E chi li ha messi in quel posto ritiene che l'italiano sia un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente. 

E forse non ha tutti i torti se è vero che gli Italiani gli danno ancora fiducia!

24 ottobre 2010

Attività commerciali e traffico nella Via Licata di Sciacca

In concomitanza con i lavori di riqualificazione urbana del sistema delle Piazze lungo Via Giuseppe Licata, il tratto di strada che va dalla Chiazza a Porta Palermo risulta temporaneamente chiuso al traffico veicolare.
Mi è capitato in questi giorni di andare a piedi per quel tratto di strada e ho notato piacevolmente che era affollato di pedoni. Ci si poteva, finalmente, soffermare davanti alle vetrine dei negozi senza l'incubo di essere investiti da autoveicoli in transito. Per non parlare dell'assenza di smog e della possibilità di respirare a pieni polmoni. 
In poche parole, non mi sembrava di essere in quel budello di Via Licata che tutti conosciamo, ma lungo il corso di Cefalù.
Dico questo per ricordare all'Amministrazione Comunale, ai commercianti della zona e ai cittadini tutti che, una volta riqualificata quell'area, occorrerà interdire la Via Licata al traffico veicolare privato (fatta eccezione per i mezzi di servizio) predisponendo un servizio di bus navetta per favorire l'accesso a quanti non possano raggiungerla a piedi. Mi sembra questo il modo più idoneo per completarne la riqualificazione e promuoverne l'attività commerciale.
Spero che anche gli esercenti interessati se ne rendano presto conto.

23 ottobre 2010

NO COMMENT

Dunque il Presidente Napolitano si fa sentire per dire, in soldoni, che questo lodo Alfano costituzionale non può e non deve essere esteso al Capo dello Stato. Il Presidente della Repubblica, recita l'art. 90 della Costituzione, non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. Non può il Parlamento intervenire su tale punto, sembra di capire, solo per coprire le urgenze giudiziarie del presidente del Consiglio. D'altra parte, ieri stesso, in un'intervista rilasciata al Frankfurter Allgemeine Zeitung Berlusconi ha dichiarato di non aver mai chiesto che venisse introdotto il Lodo Alfano e a proposito delle leggi ad personam ha sostenuto che Non sono io che le ho chieste. Sono i miei alleati che se ne fanno promotori a mio favore, ricorrendo agli strumenti legali della democrazia.

A questo punto, considerato che il Presidente Napolitano giudica il Lodo Alfano, a lui esteso, come una grave  interferenza sullo status complessivo del presidente della Repubblica riducendone l'indipendenza nell'esercizio delle sue funzioni, visto che Berlusconi non l'ha mai chiesto, lo lascino abortire e si dedichino  finalmente a qualcosa di utile, nell'interesse dei cittadini e del Paese.

Lodo Alfano, le perplessità di Napolitano
Riduce l'indipendenza del Quirinale

Berlusconi: Mai chiesto Lodo Alfano

22 ottobre 2010

LA RAI SERVIZIO PUBBLICO E LE CENSURE DI CHI LA GOVERNA

Il premier Silvio Berlusconi ha dato mandato all'avvocato Fabio Lepri di Roma di procedere in sede giurisdizionale al fine di ottenere l'accertamento della natura offensiva e diffamatoria e l'integrale risarcimento dei danni per quanto diffuso domenica scorsa dalla trasmissione Report sugli acquisti immobiliari ad Antigua.  
Se Berlusconi si sente diffamato ha tutto il diritto di citarmi, replica la conduttrice Milena Gabanelli. Io mi difenderò in tutte le sedi competenti. Dico però che mentre lui può portarmi in tribunale, io non potrei farlo e questa è la differenza tra me e lui.

Un presidente del Consiglio che querela una trasmissione televisiva non esibisce né forza né coraggio, bensì una grande debolezza e non è un caso. Report ha dato informazioni circostanziate. A queste ultime è ovviamente legittimo replicare. Ma la querela è tutt'altra cosa. Fatta da un premier è una durissima forma di censura. Ci si può attendere che la Rai risponda, tutelando la sua autonomia dal governo e i suoi professionisti. Stiamo vivendo in Italia un passaggio delicatissimo per la democrazia, con rischi enormi da non sottovalutare. Lo affermano in una nota il senatore Vincenzo Vita e il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. 

Fonte: articolo21.org

Al Gore elogia Santoro, Gabanelli, Saviano e il grande Enzo Biagi


ANNOZERO - SAVIANO RISPONDE A MASI


ANNOZERO - SAVIANO: Masi si prenda le sue responsabilità


Nell'era Masi, purtroppo, i giornalisti e gli autori che fanno servizio pubblico nella RAI sono sempre nell'occhio del ciclone: si rendono pubblici i loro compensi a prescindere dalle entrate che assicurano, li si tiene sulla corda per i contratti, gli si mettono i bastoni fra le ruote in tutti i modi. A me piacerebbe sapere quanto guadagnano i Masi, i Minzolini, i Vespa, ma anche i Fede, i Feltri, i Sallusti, i Belpietro - e l'elenco sarebbe molto lungo - per fare quello che fanno o non fanno, per dire quello che dicono o non dicono.

Finchè l'andazzo sarà questo, saremo tutti GABANELLI, SAVIANO, SANTORO, TRAVAGLIO. 
E ricorderemo con affetto e deferenza MONTANELLI E BIAGI.

21 ottobre 2010

Come rifiutare il libro di Berlusconi

Scoppia sul web la campagna contro il libro di Berlusconi.

Ecco come partecipare. 
Vi propongo di inviare il sottostante messaggio incollandolo nell’apposito riquadro della pagina che si aprirà cliccando qui sotto: 



Oggetto: rifiuto libro di Berlusconi. “Con riferimento all’annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro “Due anni di governo”, mi preme comunicarVi che non desidero riceverlo, essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 lettera e, e che la spesa relativa che si risparmierà venga messa a disposizione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. 
Porgo distinti saluti.” 

19 ottobre 2010

UN MILIARDARIO IN PARADISO?

Leggendo Un Missionario in Paradiso, il pezzo di spalla di Marco Travaglio sul Fatto di oggi, viene da pensare che Antigua sia stata prescelta da Berlusconi come sito preferito per il suo eventuale, possibile, ipotetico esilio dorato a seguito di un suo eventuale, possibile, ipotetico allontanamento dalla vita politica. 
The President Bay, tra le venti grandi dimore disponibili, ha tutte le caratteristiche per assicurare accoglienza e ospitalità a lui e a parenti, amici, sodali e donnine che volessero raggiungerlo per una partita a golf o per un bagno in piscina. L'uomo che è sceso in campo per salvare l'Italia, dopo avere portato il Paese nello sfacelo in cui si trova, finirebbe per portare lustro e ricchezza ad una piccola isola caraibica? 
Stranamente questa ipotesi assomiglia tanto a un déjà vu, con una differenza però: in questo caso i resti mortali suoi e dei più fedeli collaboratori, che farebbero harakiri nel momento fatale, verrebbero traslati con cerimonia solenne nel grande mausoleo di Arcore all'uopo allestito.
Milano illumina le strade delle ville del premier ad Antigua.

Marco Travaglio - Berlusconi offshore


17 ottobre 2010

LEZZO DI PUTRIDUME IN GIORNALI E TV

Oggi avrei voluto scrivere una nota sui fatti di Avetrana, sull'oscena abbuffata mediatica che giornali e TV stanno facendo attorno al corpo della povera Sarah, iniettandoci in dosi da cavallo giudizi, pregiudizi, valutazioni di esperti e non, in un circo mediatico senza pudore nè vergogna. Ma mi sono imbattuto in questo bel video in cui la profetica canzone di Giorgio Gaber, risalente agli anni '90, accompagnata da immagini di grande attualità mi ha fatto desistere dal proposito. Non avrei potuto, infatti, dire cose più intelligenti rispetto a ciò che canta Giorgio che, per sua fortuna forse, non vive il lezzo di putridume di questo nostro tempo. 
Grazie, Giorgio.



Cosa ne pensate voi? Mi piacerebbe ricevere i vostri commenti.

15 ottobre 2010

MISSIONE COMPIUTA - CILE

Anche se in Italia questa impresa straordinaria ha avuto scarsa eco, mantenuta sotto traccia dai terribili episodi di cronaca nera e di quotidiana violenza, oltre che dal solito teatrino della politica che imperversa da noi, voglio tornare a parlare della tragedia dei 33 minatori intrappolati per 70 giorni nel crollo della miniera di San Josè, rimasti miracolosamente vivi dentro una cavità ristretta a 640 metri di profondità. 
Era una disgrazia annunciata, considerate le condizioni precarie in cui si svolge il lavoro dei minatori e la scarsa manutenzione delle miniere da parte delle società che le gestiscono. Il governo aveva avvertito nel 2010 i proprietari, accusandoli di non aver fatto i lavori di consolidamento della volta, come richiesto. La miniera, in effetti, doveva essere già chiusa.
Ma in questa vicenda, che sembra avere aspetti miracolosi, hanno colpito positivamente:
  • la forza d'animo e la voglia di farcela da parte dei minatori intrappolati; 
  • la tecnologia avanzata messa al servizio, con intelligenza, di un'impresa meritoria; 
  • l'impegno del governo che non ha lesinato denaro e competenze.
Un'impresa straordinaria sulla quale tanto si dirà e si scriverà. Un'impresa paragonabile ad una missione nello spazio, questa è andata nelle viscere della terra e ha riportato alla luce 33 uomini coraggiosi.

Missione compiuta Cile
Sono le parole che hanno lasciato su un cartello i sei soccorritori che sono scesi nel rifugio.
Avvolto nella bandiera cilena, Luis Urzua ha ricevuto l'abbraccio del presidente Sebastian Pinera: Ti sei comportato come un vero capitano - ha detto il presidente al minatore - Il capitano di una nave, che la lascia per ultimo. Poi, una volta che anche i soccorritori sono riemersi dal tunnel, Pinera ha sigillato il pozzo della miniera, per scrivere, questa volta per sempre e con il sorriso, la parola 'fine' alla vicenda.
Spero che episodi come questo non si ripetano mai più, ha detto Luis Urzua al presidente cileno. Con una trentina d'anni d'esperienza mineraria, Urzua è stato il capo-turno e leader del gruppo fin dal giorno del crollo, il 5 agosto. È riuscito a imporre l'ordine e la disciplina, fin dai primi giorni di prigionia, razionando gli alimenti dei quali disponevano i minatori: qualche lattina di tonno, latte e frutta in scatola.
Le tappe
5 agosto: crolla un pozzo nella miniera di San Josè, a 800 chilometri da Santiago del Cile. Non si sa nulla di 33 minatori ufficialmente dispersi.
12 agosto: dopo una settimana, il ministro per le miniere Laurence Goldborne annuncia che le speranze di trovare in vita i minatori si assottigliano.
22 agosto: una sonda raggiunge il possibile rifugio dei minatori a oltre 640 metri di profondità.  Torna con un messaggio: "Siamo tutti vivi, dentro il rifugio". Scatta la corsa per il recupero.
25 agosto: mentre la società proprietaria della miniera rischia il fallimento, arriva l'annuncio: saranno liberi tra qualche mese. La prima data ipotizzata è quattro mesi, per la fine dell'anno.
26 agosto: un giudice congela i beni della società che gestisce la miniera per un totale di 1,8 miliardi di dollari per eventuali futuri rimborsi.
30 agosto: è all'opera la trivella-pilota con un diametro di 30 centimetri.
4 settembre: arrivano i primi video dai minatori.
18 settembre: parte una seconda trivellazione.
19 settembre: avviata la perforazione con una trivella ancora più potente, da 66 centimetri di diametro: è la terza.
30 settembre: i familiari di 29 dei 33 minatori chiedono un risarcimento di 12 milioni di dollari.
4 ottobre: il presidente cileno annuncia che si spera di poter riportare fuori i minatori prima di metà ottobre.
9 ottobre: il pozzo di salvataggio arriva al rifugio dei 33 minatori.
11 ottobre: rinforzate con tubi d'acciao le pareti del pozzo. Riesce il test con la capsula.
13 ottobre, ore 0.13: esce il primo minatore.

Gli attacchi di panico sono la più grande preoccupazione dei soccorritori. I minatori non sono stati sedati, avevano bisogno di stare all'erta in caso che qualcosa fosse andato storto. È andata via la nebbia, c’era il sole sul Campo Esperanza. La capsula Phoenix ha fatto il suo dovere, i recuperi sono avvenuti con regolarità.

Una mezzanotte di festa lì in mezzo al deserto nel Campo Esperanza, una mezzanotte di festa in tutto il Paese, a Santiago del Cile la gente è scesa nella Plaza Italia per festeggiare, bandiere, cori e tifo da stadio.
Il racconto ipotetico, ma non tanto, di Florencio Avalos, il primo minatore uscito dalla maledetta miniera di San Josè dieci minuti dopo la mezzanotte.
A mezzanotte (ore 5 in Italia ndr) sono salito sulla capsula Phoenix che era arrivata giù nel buio, in quella che è stata la nostra casa per più di due mesi, dove abbiamo dovuto abituarci a vivere come talpe, dove abbiamo convissuto in 33 con qualche piccola difficoltà, ma con grande amicizia. E’ arrivata la capsula, si è aperto il portello, dài, hanno detto gli altri, dài, tocca a te, buona fortuna. Mi avevano scelto perché sono uno di quelli che stanno meglio e potevo salire con tranquillità e dare così un esempio agli altri, quelli meno in forze e più spaventati. Altri tre compagni come me mi seguiranno, poi sarà il turno dei più debilitati. Sono entrato nella capsula, che è strettissima, ci si sta a filo, è larga 54 centimetri, praticamente è come mettersi un vestito e la faccia è schiacciata contro l’acciaio e potresti perdere la calma. Si è chiuso il portello, mi pareva di non poter respirare, ho chiuso gli occhi. La salita mi è sembrata lenta, lentissima. Saliva la Phoneix con piccole scosse e scricchiolii, pareva non finisse più. Poi c’è stato un sobbalzo, poi si è fermata, poi ho sentito delle mani che mi aiutavano a uscire, poi mi hanno messo degli occhiali scuri anche se era da poco passata mezzanotte ma lo spiazzo davanti alla miniera era illuminato a giorno. Ho gridato, ho sentito applausi, ho sentito il profumo dell’aria secca del deserto, che mi accarezzava il viso, com’è dolce, com’è bella l’aria, volevo vedere la luna in cielo, ma i fari me lo hanno impedito. Ho sentito un grido, mi sono girato, era mio figlio, ha otto anni. Ragazzo, ho detto, ragazzo sono qui. Poi ho abbracciato mia moglie poi, pensate, perfino il presidente del Cile Pineda, E dopo mi hanno portato via, all’ospedale. Avrò tempo per raccontare, avrò tempo per cercare di abituarmi a questa vita, avrò tempo per dimenticare, chissà, quella stanza buia dove ci siamo trovati in trentatre, dove abbiamo vissuto assieme, dove ci siamo confortati uno con l’altro. Nel buio per 69 giorni, ci pensate?

E adesso siamo arrivati al finale. Il pozzo è abbastanza solido ma è stato rafforzato con tubi di metallo soltanto per i primi cento metri nella parte superiore del foro, fino a una leggera curva, prima che diventi quasi verticale per la maggior parte del resto della sua discesa.
Poi una capsula di fuga battezzata con il nome di Phoenix e costruita da ingegneri navali cileni, con ruote a molla prementi contro le pareti del pozzo, è stata calata tramite un verricello fino sul fondo per poi risalire portando in alto un minatore alla volta.
Il ministro della salute Jaime Manalich ha confermato che un elenco era stato redatto con l'ordine in cui i 33 minatori sarebbero stati tratti in salvo. L'ordine finale è stato determinato da un medico delle forze speciali della Marina, calato nella miniera con il compito di preparare gli uomini per il loro viaggio verso la salvezza. Il medico ha deciso di far partire per primi i minatori con le competenze necessarie per intervenire in caso di difficoltà della Phoenix, seguiti da quelli con lo stato di salute più precario e infine dai più forti.
Giovedì 14 ottobre, con un anticipo di diverse ore, tutti 33 i lavoratori sono stati tratti in superficie a 70 giorni da quella che era iniziata come una tragedia, ma sta finendo come una benedizione, come ha detto il presidente della repubblica Sebastian Pinera.

È finita. È finita con l’ultimo minatore, il caposquadra, Luis Urzua quello che aveva tenuto assieme i 32 compagni nei terribili giorni dopo il crollo della volta della miniera, quando nessuno sapeva che si erano salvati, che appena uscito dalla capsula abbracciava il presidente della Repubblica Sebastian Pinera, e diceva: Le passo il turno e spero che questo non accada più. Un turno di 70 giorni, un po' troppo lungo, ha aggiunto.
Abbiamo fatto ciò che il mondo intero stava aspettando. Abbiamo avuto la forza, abbiamo avuto lo spirito, abbiamo voluto combattere, abbiamo voluto lottare per le nostre famiglie, e quella è stata la cosa più grande. Erano le 22 ora locale, le tre in Italia. Mi congratulo con lei, è stato un ottimo capitano, gli ha risposto il presidente Pinera.
La folla del Campo Esperanza è corsa giù dalla collina verso il pozzo, volavano in cielo coriandoli e palloncini, champagne è stato spruzzato sulla capsula Phoenix, finalmente ferma con i suoi colori della bandiera cilena.
Nella capitale Santiago, migliaia di persone riunite in Piazza Italia, hanno sventolato bandiere e cantato slogan in onore dei minatori.
Nella vicina Copiapò, circa 3.000 persone si sono radunate nella piazza del paese, dove un enorme schermo trasmetteva in diretta il salvataggio. La folla sventolava bandiere cilene di tutte le dimensioni e soffiava nelle vuvuzelas rosse mentre una fila di automobili ha cominciato a correre attorno alla piazza suonando il clacson. Dappertutto il grido: Viva Chile.
Nessuno nella storia è sopravvissuto così a lungo intrappolato nel sottosuolo. Per i primi 17 giorni, nessuno sapeva nemmeno se i minatori  fossero ancora vivi. Nelle settimane che sono seguite, il mondo è stato affascinato dalla loro resistenza e unità.
Adesso tutto è finito. Tanti auguri, ragazzi.

Alcuni dati sono stati tratti da AQUA, quotidiano di ambiente, natura, vita

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