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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com

15 maggio 2010

LA PENA DI VIVERE IN UN PAESE MALATO

Gli infortuni mortali sul lavoro sono diminuiti; non perchè siano migliorate le condizioni di lavoro o aumentate le protezioni e i controlli ma soltanto perchè, in questi anni di crisi e di grave recessione, sono diminuiti la produzione e il lavoro. In compenso, però, si intensificano i casi di suicidio o di tentato suicidio da parte di quanti, strangolati dai debiti e impossibilitati a mantenere la famiglia, decidono di metttere in atto la soluzione estrema.
Il fenomeno colpisce, in particolare, piccoli imprenditori e commercianti che sono costretti a chiudere la loro attività e si considerano responsabili delle difficoltà in cui mettono i propri dipendenti. Dopo il caso dell'imprenditore edile di Camposampiero (PD), assommano a 18 negli ultimi 16 mesi i suicidi prodotti dalla crisi nella sola Regione Veneto.

Negli ultimi due anni, secondo i dati CISL, sono stati 42 mila tra imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi costretti a chiudere la propria attività. L'anno scorso, in Italia sono stati dichiarati 9255 fallimenti, ossia +23% rispetto al 2008. Sia la Confindustria che i Sindacati denunciano la gravità della situazione e prevedono per l'anno in corso la perdita di altri 200.000 posti di lavoro. Perciò chiedono che le politiche di contrasto alla crisi e di rilancio dello sviluppo diventino più incisive e consistenti. 

Le carceri italiane hanno toccato il centesimo suicidio in 18 mesi, il 24° dall’inizio dell'anno, più di uno a settimana. Ma il suicida nel carcere di Como non ha trovato alcuno spazio nei tg. Una situazione che conferisce al paese un vera patente di inciviltà e sulla quale vanno accesi i riflettori. 
Visita in proposito il sito Ristretti orizzonti.

Tragico e inquietante il caso di Mariarca Terracciano, l'infermiera di 45 anni, dell'ospedale San Paolo di Napoli, che nelle scorse settimane aveva protestato contro il mancato pagamento degli stipendi nella Asl Napoli togliendosi 150 ml di sangue al giorno.  La donna che aveva sospeso la sua singolare protesta ma aveva proseguito lo sciopero della fame, è stata colta da un improvviso malore mentre si trovava al lavoro nel reparto di maternità dell'ospedale partenopeo. Si è spenta dopo tre giorni di agonia  ed il marito ha deciso di donare gli organi.



La vicenda di Mariarca Terracciano
su Articolo 21

14 maggio 2010

Forse siamo al REDDE RATIONEM !

Il Paese, schiacciato dagli effetti di una crisi che divora gli ultimi risparmi delle famiglie, vede languire tutte le attività produttive e dovrà sopportare il salasso che gli sta ammannendo il ministro dell'economia. Intanto assiste, frastornato, all'emergere di una corruzione diffusa che ha consentito a chi già gode di grandi privilegi di ottenere servizi illegali e gratuiti in cambio di commesse e altri favori, parlo della cricca e della lista Anemone.
Il famoso motto di Pasquino Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini sembra attagliarsi, rovesciato, alla situazione attuale.

Questi novelli barbari hanno occupato tutte le leve del potere lasciando intendere agli Italiani - creduloni o complici? - che volevano ammodernare e rendere più agile il sistema. Hanno iniziato ad accanirsi contro gli organismi di garanzia con la scusa che rappresentavano una remora al rinnovamento; hanno preso di mira la Costituzione per assicurarsi un potere più ampio e incontrollato; hanno dichiarato guerra ai magistrati - unico vero ostacolo alle loro nefandezze - e contemporaneamente hanno permesso e partecipato al saccheggio del Paese fino allo sfinimento.
Anche la Lega Nord, che era nata per rappresentare una barriera a Roma ladrona, ha partecipato attivamente al nuovo corso continuando a predicare il federalismo da offrire come miraggio al suo popolo a cui ha donato, invece, senza vergogna, la forma più arcaica di nepotismo permettendo alla trota di Bossi, tre volte bocciato agli esami di maturità, di iniziare il suo cursus honorum con laute prebende. Un pugno in faccia a tutti quei giovani  che hanno fatto un corso di studi brillante e che fanno gavetta per quattro soldi negli istituti di ricerca o sono costretti ad andare a lavorare all'estero; un modello negativo al proprio elettorato.

Allora è eccessivo concludere con Concita De Gregorio sull'Unità di oggi - "Di terremoto in terremoto hanno fatto miliardi e lasciato a noi le macerie. Non sono gli italiani senza lavoro né speranze a dover lasciare il paese. Sono loro che devono andarsene. Ricostruiremo da capo. Staremo meglio"?

13 maggio 2010

Il Milionario di Gerry e il gioco da casa

... che porta milioni a Mediaset.
Quello di Gerry Scotti su Canale 5, dalle 18,45 alle 20 di ogni santo giorno, è un programma che coinvolge milioni di teleutenti in attesa della cena e del TG di prima serata. 
Lui è simpatico, gioviale, pacioccone, sempre allegro; è l'idolo di tante casalinghe e di migliaia di padane/i affezionate/i che,  a turno, costituiscono il pubblico in sala facendogli una claque da stadio. Il gioco in sè è onesto perchè ogni sera distribuisce alcune migliaia o decine di migliaia di euro grazie anche ai 4 aiuti che, se ben utilizzati, consentono al concorrente di superare qualche difficoltà. Da casa lo si segue con interesse, vuoi per la simpatia del conduttore vuoi per l'innata voglia di ciascuno di mettersi in gioco cercando di dare la risposta giusta. Quante volte mi sono sentito dire da mia moglie, che è una patita del programma, Vedi che è come dicevo io? Io ci vado! Salvo poi cambiare idea rifiutandosi di metterci la faccia.

Quello che non convince è il gioco da casa che coinvolge anch'esso milioni di teleutenti.
Con un sms al costo di un euro, tutti da casa possono scegliere la risposta tra quattro opzioni ad una domanda idiota, spesso da minorati psichici. Per partecipare al sorteggio che assegna tra € 1000 e € 3000 ad un solo concorrente a serata, non occorre nemmeno avere dato la risposta idiota corretta; basta aver versato nel salvadanaio Mediaset l'obolo previsto, un euro.
Considerato che il gioco da casa ogni sera è pubblicizzato adeguatamente, con i numeri di telefono per l'invio del sms, con l'avvertenza che si tratta di un gioco vietato ai minori, con il richiamo alla pagina Mediavideo per il riscontro del nome del vincitore, sarebbe chiedere troppo di pubblicizzare, per trasparenza, il numero di sms ricevuti per ogni puntata? Almeno un  resoconto settimanale? 
Un solo milione di partecipanti porterebbe in cassa un milione di euro per distribuirne solo qualche migliaio.
Non sarebbe quasi più conveniente per il giocatore investire nel grattaevinci? In questo caso il rapporto tra posta e vincita sembrerebbe più favorevole al giocatore e il banco è rappresentato dal Tesoro che mai come ora avrebbe bisogno di incrementare le entrate.

12 maggio 2010

Una volta Silvio mi chiese: perché non mi vuoi bene?

“Una volta Silvio mi chiese: perché non mi vuoi bene?

E io: con quello che mi hai fatto alla Sme prima e alla Mondadori dopo, pretendi anche che ti voglia bene?”

“Ricordo che Berlusconi veniva da me, si sedeva, chiedeva un bicchiere d’acqua e metteva una pillola vicino al bicchiere. Io naturalmente non dicevo niente: se uno deve prendere una pillola sono fatti suoi. Allora lui, che sperava che io gli chiedessi la ragione di quella pasticca, mi dice: Non mi chiedi perché prendo questa pillola? Dico: No, non te lo chiedo. Perché te lo dovrei chiedere? E lui: Perché con questa pillola io ne mando ‘storte’ (cioè sciancate) due al giorno”, ovviamente parlava di donne, delle sue straordinarie performance sessuali, allora come oggi. Era già un’ossessione ed eravamo nei primi anni Novanta. E oggi non è cambiato: mi dicono che a Roma lui se ne va da solo, non manda neanche l’autista, a fare spesa di cianfrusaglie, bigiotteria e regalini nei negozietti dalle parti di Campo de’ Fiori: tutta quella robetta che poi regala alle donne che arrivano a casa sua con i pulmini.
Che tristezza, si vede un traffico sotto quel palazzo che non è difficile da interpretare. E lui gira con la sacca di plastica piena di farfalline, tartarughine, cianfrusaglie che regala alle ragazze che sbarcano a casa sua a dozzine”.

“È un autocrate come tutti noi imprenditori, ma come persona non è affatto cattiva ed è anzi sicuro di fare il bene. Il suo vero problema è che è un formidabile bugiardo, al punto di credere alle sue stesse bugie di cui alla fine si convince. Il motivo per cui io lo combatto è che, essendo un imprenditore al comando del Paese, è per definizione un rischio per la democrazia. Anch’io, se mi mettessi a fare il politico e pretendessi di applicare all’amministrazione del Paese i criteri con cui ho amministrato le aziende, sarei un pericolo per la democrazia. E tutto ciò che fa Berlusconi, pur essendo probabilmente sicuro di fare il bene del Paese, distrugge la democrazia”. 

Su D'Alema il giudizio é tranciante - Vede, io credo che D’Alema abbia fatto tantissimi errori e non capisca più la sua gente, come il caso Puglia insegna. In quanto a Berlusconi, il mio giudizio su di lui come uomo politico è estremamente negativo, ma almeno Silvio ha fatto qualcosa. D’Alema e quelli come lui non hanno fatto niente. Mi odiano, ci odiano e adesso si sono messi in testa che Ezio Mauro voglia diventare il leader del Pd e questo li fa impazzire, e naturalmente non è vero nulla, è una panzana pura ma se la sono messa in testa e sono scatenati contro di noi. Sono ridotti così male che hanno inventato questa leggenda.

Da un’anticipazione su il Fatto del libro “Guzzanti vs De Benedetti” di Paolo Guzzanti (Aliberti editore) che verrà presentato domani al Salone del Libro di Torino.

P.S.: Non ho altro da aggiungere su Berlusconi; quando gli Italiani vorranno aprire gli occhi, vedranno da soli lo sfacelo! Ma ai D'Alema e Co. posso dire: - perchè non fate un passo indietro? Perchè non fate spazio nel partito alle nuove figure emergenti nel Paese? Perchè non date nuova linfa e vigore ad un partito che rimane l'unica speranza di un possibile cambiamento?
Sappiate che avete tutta intera la responsabilità di avere fatto di Berlusconi il problema italiano per cui il mondo intero ci disprezza e dipende dal partito che indegnamente rappresentate se moriremo tutti quanti sotto il suo regime! 

10 maggio 2010

Andrete via prima o dopo, non ne dubito!

Andrete via prima o dopo, non ne dubito! 
E quando ciò accadrà, avrete lasciato in giro soltanto macerie.
Ma chi rimedierà ai guasti prodotti dalla Premiata Ditta e Co.? 
Il pensiero mi fa star male, lo giuro!




Per non parlare del contenuto della dichiarazione - che si commenta da sè -, "l'efficacità" dell'ex ministra della P.I. mi fa sorridere.
La sua 'successora' (non mi piace succeditrice) Maristella ci ha abituati a strafalcioni ben più gravi! Al peggio non c'è mai fine!



p.s.: Sono coloro che vogliono insegnare la lingua italiana agli extracomunitari, e per far ciò intendono cacciare dalle scuole della "Padania" gli insegnanti non residenti per non dire i meridionali. AUGURI!

LA TV CHE DILEGGIA CHI ?

Più volte nel mio blog ho ribattuto alle uscite del premier che, pur avendo a disposizione metà dell'etere e diversi giornali d'assalto, ha la pretesa inqualificabile di voler censurare ciò che passa nella TV pubblica, pagata con i soldi dei cittadini, quando questa lo critica o fa satira.

Vedi, ad esempio,

Voglio, in proposito, citare L'AMACA di Michele Serra su la Repubblica di ieri, 09/05/2010

"Ci dileggiano con i soldi pubblici", dice il signor B. riferendosi a Dandini, ultima di
una lista così lunga che si fa fatica, ormai, a ricordare i dileggiatori. Ma, "con i soldi pubblici", vivaddio, a noi ci dileggia Minzolini, ci dileggiano i dirigenti RAI spediti direttamente da Mediaset per mondare i palinsesti e indebolire l'azienda che li paga, ci dileggia l'informazione addomesticata, ci dileggiano i reality dove vince chi è più disinvoltamente buzzurro, ci dileggiano i talkshow dove la metà degli ospiti non sa quello che dice, ci dileggiano la mediocrità premiata e la superficialità ostentata, ci dileggia la censura esplicita e quella implicita, ci dileggia la parata di esuberanti entraineuses promosse a conduttrici o opinioniste, insomma, ci dileggia - e sempre "con i soldi pubblici" - una tale quantità di persone, e di cose, e di atteggiamenti, che siamo sicuri di poter confezionare, ne avessimo la voglia e il tempo, un elenco di dileggiatori e di dileggi a nostro danno molto ma molto più cospicuo di quello che fa tanto strillare il premier. Per contro, a differenza del signor B., non abbiamo nemmeno il risarcimento (notevole) di essere al potere e di poter contare i miliardi come Cip e Ciop le noci. La vecchia storia del lupo e l'agnello: più si è prepotenti,  più ci si lagna. 
Ecco invece cosa può permettersi di dire un giornalista(?) della TV del Caimano senza che questi faccia una piega. Sicuro, qui tutto è normale. Quella TV non è pagata con i soldi dei cittadini; ad ingrassare il Cavaliere ci pensa, invece, la pubblicità, pagata ugualmente dai cittadini - consumatori.
                      
V E R G O G N A ! ! !



08 maggio 2010

DELLA COMPAGINE AL GOVERNO GLI ITALIANI NON SOPPORTANO :

  • Trattare i cittadini come fossero minorati;
  • Fare pubbliche dichiarazioni e smentirle nell'arco di ore o minuti;
  • Usare le istituzioni come organismi ad uso privato;
  • Muoversi con ostinazione all'assalto degli spazi della TV pubblica;
  • Usare gli strumenti privati d'informazione come clave contro gli avversari;
  • Ridurre gli spazi di democrazia e di partecipazione;
  • Mettersi strumentalmente al servizio di istituzioni religiose o di gruppi dimenticando il compito primario di governare in nome, per conto e nell'interesse di tutti i cittadini;
  • Volere costruire un Paese a propria immagine e somoglianza dimenticando che le differenze rappresentano una risorsa;
  • Continuare a parlare di riforme senza metterne in atto alcune veramente necessarie;
  • Ostinarsi a mantenere in vigore una legge elettorale incivile;
  • Provare a smantellare gli organismi di garanzia e controllo nel tentativo di aumentare un potere che, di per sè, senza mettersi al servizio del Paese non serve ai governati ma neanche ai governanti;
  • Non sapere utilizzare la grave crisi economica come strumento di cambiamento e di rilancio;
  • Non accorgersi che governare in perenne conflitto d'interessi è esiziale ad una vera democrazia ma, alla lunga, danneggia anche chi ne è titolare.

Commenta i punti sopraelencati, contestali se non ti convincono, aggiungine altri.

07 maggio 2010

Politica e religione, Chiesa e Stato in SCAMBIARSI LA VESTE, di Gustavo Zagrebelsky

GUSTAVO ZAGREBELSKY, ospite di Serena Dandini, parla di uomini, istituzioni, leggi, costituzione, res publica, patria, giustizia con la semplicità e la leggerezza di chi, nel corso della propria attività giurisdizionale e d'insegnamento, ha maturato una concezione della vita e dell'uomo elevata e profondamente laica. Commentando il suo bel libro "Scambiarsi la veste" tratta amabilmente ma con autentica passione di politica e religione, di Chiesa e Stato e valuta l'importanza della reciproca autonomia nei rispettivi ambiti.
Ascoltandolo è come se una brezza d'aria fresca e pulita ci invadesse,  facendoci affrontare più sereni e temprati la quotidianità spesso avvelenata da conflitti, mascalzonate, volgarità e immoralità di ogni genere e natura.
A chi si fosse perso l'intervista di Serena Dandini a Gustavo Zagrebelsky a Parla con me, fornisco il link.
Scambiarsi la veste - Stato e chiesa al governo dell'uomo - di Gustavo Zagrebelsky

Come può la Chiesa aspirare a valere per tutti e non ridursi a credenza e dottrina morale valide solo per chi le professa? Come può esigere di essere riconosciuta come depositaria di verità universali da tradurre in norma morale anzitutto, ma, dove possibile, anche giuridica, imperativa per tutti i membri della società? In breve: in che modo la dottrina cattolica può essere concepita in termini di unicità e universalità quando la fede cattolica è diventata una fede solo particolare? "Non c'è laicità né quando la religione, al singolare o al plurale, si ingerisce nelle cose dello Stato, facendo dello Stato un affare di religione, né quando lo Stato si ingerisce nelle cose della religione, facendo della religione un affare di Stato. Laicità significa divieto di intromissioni, quale che ne sia il contenuto, essendo irrilevante se ostili o benevole. Quello che conta è la non ingerenza. Se si guarda alla storia, questa concezione dei rapporti tra politica e religione appare come un'eccezione, per di più recente, in una vicenda storica plurimillenaria, in cui si intrecciano conflitti e connivenze: conflitti per la pretesa della religione di diventare politica e della politica di diventare religione o, quantomeno, per la pretesa dell'una di piegare l'altra alle proprie finalità; connivenze nel darsi reciproci sostegni, offrendo doveri religiosi a sostegno di obbligazioni civili, e obbligazioni civili a sostegno di doveri religiosi".

06 maggio 2010

A CINEMA CON DRAQUILA di Sabina Guzzanti

Il nuovo film di Sabina Guzzanti, Draquila - L'Italia Che Trema, sara' nelle sale dal 7 Maggio distribuito da Bim. Il film è stato realizzato in Abruzzo tra le macerie del terremoto. Il titolo è stato scelto dagli utenti del blog della Guzzanti. E' un film sulla ricostruzione e sulla gestione del post-sisma con testimonianze, video e commenti. Un duro che vuole dare una scossa al cambiamento. Il diritto di espressione è il cemento della democrazia.

"Una mia amica giornalista un giorno mi dice: “Ho conosciuto un signore che racconta storie stranissime su L’Aquila. Non ho capito molto di quello che diceva, ma gli ho detto di parlare con te perché questo è il genere di cose che ti interessano”.
Non aveva torto. Era luglio, a breve sarebbe iniziato il G8 ed ero decisa a incontrare il signore in questione. Ma in quei giorni la città era sotto assedio e andarci significava farsi fermare dai militari ogni tre metri. Quindi me la prendo comoda, avrei aspettato che i giorni dei grandi della terra fossero passati.
Qualche tempo dopo, alla fine di uno spettacolo, io e due amiche ci rimettiamo in marcia verso L’Aquila partendo da Arezzo.
Il signore che avrebbe detto delle cose che mi avrebbero impressionato, era di casa in un campo autogestito. È stata una serata bellissima, io lì in mezzo al loro, alcuni ragazzi mi hanno offerto l’imitazione di un loro professore in cambio di un Berlusconi.
Poi il clima goliardico della serata è andato sfumando e hanno iniziato a dare spazio ai loro pensieri. La cosa che mi ha colpito è che tutti avevano un’adorazione e una gratitudine sconfinata per i volontari e i vigili del fuoco mentre nei confronti dei dirigenti della Protezione Civile era diffuso un sentimento di diffidenza e di paura". Continua


Ecco cosa ne pensa Bertolaso, c'è da tenerne conto!
"Draquila, che brutta figura"

“In Italia abbiamo fin troppa libertà di stampa”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Rimaniamo senza parole. Ci aspettavamo le critiche, ma non una presa di posizione che lede il diritto di espressione. Che aspettarsi ora? Che l’articolo 21 della nostra Costituzione sia completamente cancellato?
Chiudiamo con Voltaire: “Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo.”, e andiamo avanti nel difendere la liberà di pensiero, sempre e comunque. 
Dal sito ufficiale di Draquila.

05 maggio 2010

Se quelli del Giornale alla Sallusti o quelli di Libero ...

 I TRE DELL'AVEMARIA: QUELLI CHE SI DICONO GIORNALISTI !
E IL LORO FETICCIO
Se quelli del Giornale alla Sallusti o quelli di Libero usassero lo stesso scrupolo e impegno che mettono nel fare le pulci ai D'alema, ai Di Pietro, ai Travaglio, anche nei confronti di chi fa finta di governare questo Paese, allora sarebbero decisamente più credibili.
Io non sono particolarmente tenero con D'Alema; ma come si fa a mettere sullo stesso piano l'affaire Scajola con l'affitto ad equo canone di appartamenti di enti pubblici di cui negli anni '90 beneficiarono alcuni politici?
La sensazione che riceve da questi attacchi un cittadino che ha ancora la capacità d'intendere e di volere è di grande squallore. Si coglie lontano un miglio il tentativo, maldestro e provocatorio insieme, di aggrapparsi sugli specchi per tentare di dimostrare che dei politici non si salva nessuno, che tutti sono uguali e guardano esclusivamente al proprio tornaconto. Per parafrasare un'espressione del Vangelo, i giornalisti alla Sallusti cercano la 'pagliuzza' nell'occhio dell'avversario (e quando non c'è, la inventano) per nascondere la 'grossa trave' che pesa sull'occhio del loro feticcio.

    QUESTO SI PUO' CHIAMARE ANCORA GIORNALISMO?

D'ALEMA - SALLUSTI a Ballarò


Ezio Mauro sulla presunta evasione fiscale


Leggi: Lo scudo sbrecciato di Ezio Mauro, una pagina di buon giornalismo su la Repubblica di oggi.

P.S.:  Consiglio ai politici e opinionisti che vengono aggrediti nei talk show dai manganellatori  in servizio permanente effettivo di sua emittenza. A mio giudizio bisogna rispondere con poche frasi secche e taglienti che chiudono il discorso prima di essere trascinati nella rissa.
Tipo: "con venduti, pennivendoli, leccaculo come te io non ho argomenti da mettere in discussione. Finchè il responsabile di questo programma avrà il piacere di invitarti, io avrò l'educazione di ascoltare le cazzate che dici, ma non chiedermi di più. Chiuso!"
Naturale, per rispondere così, occorre essere di un'altra pasta!

04 maggio 2010

L'ITALIA ROVESCIATA

Mentre esplode lo scandalo del ministro Scajola che compra casa a Roma con i soldi in nero messigli a disposizione dal noto costruttore Anemone, quello del Salaria Sport Village per intenderci; mentre spunta un caso analogo riguardante l'ex ministro Pietro Lunardi, quello conosciuto dal grande pubblico per aver affermato che "con la mafia bisogna convivere"; mentre il premier mantiene rapporti d'affari semiprivati con i Putin e i Gheddafi tenendone fuori governo e parlamento e attacca Roberto Saviano e quanti informano sulla mafia perchè le farebbero pubblicità; mentre TV pubblica e padronale intrattengono il popolo-bue e gli fanno il lavaggio al cervello portandolo per mano in un mondo falso e insuslso; mentre i giornali della scuderia B&B sparano contro i "nemici" e i "traditori" e si arrampicano sugli specchi per difendere e sostenere l'indifendibile che fa comodo al padrone; mentre succede tutto questo, c'è un Paese intero che va in malora, affossato dai loschi affari della malapolitica; un Paese fatto di uomini e donne, giovani e vecchi che delusi, stanchi e nauseati si arrabattano ad arrivare alla fine del mese mentre assistono allo scempio che si fa dell'economia e della cosa pubblica in mano agli avventurieri della politica.
Non sarebbe ora di dire BASTA?
BASTAAAA!

A questi Italiani per bene ripropongo il video dell'intervento di Roberto Saviano al Festival del Giornalismo di Perugia per ricordare loro che ce la possiamo fare a liberarci dal vero cancro, a patto di non mollare mai.

03 maggio 2010

LO SCAUTISMO ITALIANO ALL'ESTERO 1914 - 1974

Su espressa richiesta dell'amico Maurizio, membro del Centro Studi e Documentazione scout “Don Ugo De Lucchi”,  volentieri pubblico. 

Il 29 maggio 2010, al Collegio Pio X di Treviso sarà presentato il libro dedicato allo scoutismo italiano all'estero, nelle colonie italiane in Africa. Scarica qui il pieghevole

Il lavoro intende documentare la presenza di Unità e Sezioni scout italiane al di fuori dei confini nazionali, nel periodo che va dagli anni dieci agli anni settanta del secolo scorso. Si ha notizia di una prima Sezione del CNGEI al Cairo, in Egitto, già nel 1914.
Al convegno del 29 maggio si avrà la testimonianza di alcuni scout che in quel periodo operarono all'estero. Tutte le testimonianze, le storie ricostruite e numerose immagini sono state raccolte in un libro che sarà disponibile in sala. Il libro può essere anche ordinato e ricevuto per posta. Oltre che un ricordo della giornata del convegno a Treviso, è l'unico documento, nel panorama nazionale, che comprovi ed illustri la presenza scout oltre frontiera. Potrebbe diventare un bell'oggetto di omaggio e/o regalo.
L'edizione è senz'altro di ottimo livello, curata dall'esperto, amico e collaboratore Ing. Andrea Padoin che con arte decisamente fine è riuscito a dare forma e contenuto al convegno medesimo. 

Cedola di commissione
Cedola da compilare e spedire via mail a cerchioscout@scoutstreviso.org o via fax al 0422-910962:
Centro Studi Scout “Don Ugo De Lucchi”, strada dei Biscari, 22 - 31100 Treviso.
Chiedo di prenotare n°  copie del libro “Lo Scautismo Italiano all’estero 1914-1974” al prezzo speciale di euro 12,00 a copia invece del prezzo di copertina di euro 15,00. 
Desidero:
  • ritirare le mie copie in occasione del Convegno del 29 maggio a Treviso senza costi aggiuntivi;
  • ritirare le mie copie di persona (tempi e modi da concordare) senza costi aggiuntivi;
  • che le copie mi vengano spedite al seguente indirizzo, previo versamento nel c.c.postale n°: 78093200 codice Iban IT 87 Z 07601 12000 000078093200 intestato a PEGORER ENZO. Costi aggiuntivi di spedizione euro 3,00 per una copia, euro 10,00 per 5 copie, euro 15,00 per 10 copie)
Nome:.................... Cognome:....................
Indirizzo:............................... CAP: ....... Località:.............................  Prov.: .......
Data .................... e-mail/cell .. .............

Cedola di commissione del libro "Lo scautismo italiano all'estero 1914-1974" (PDF)

Lo scautismo italiano all'estero 1914-1974

I MOSTRI MARINI DI SIRACUSA

A considerare le mostruosità operate in Ortigia, si direbbe che i Siracusani, nostri contemporanei,  non amino il mare, a differenza dei loro antenati greci che del mare e sul mare vivevano rispettandone gli equilibri.

La prima grande opera che ha precluso la vista del mare per un lungo tratto è stata la realizzazione del Parcheggio Talete sul Lungomare di Levante. Non che Ortigia non avesse bisogno di vaste aree di parcheggio ma quella è stata una scelta sconsiderata, molto di più lo è la gratuità del servizio e la mancata custodia della struttura con il conseguente irreversibile degrado.

Il 1° Maggio scorso (due giorni fa), giunto a Siracusa di ritorno da una gita nella penisola sorrentina, sono rimasto profondamente turbato dall'impatto con la muraglia di manufatti cementizi che preclude la vista del Porto Grande da Piazza Marina. Una situazione davvero sconcia e oscena, si chiama "INTERVENTI DI RIQUALIFICA FUNZIONALE DELLE BANCHINE DEL PORTO GRANDE DI SIRACUSA (Consegna lavori 23.05.2008 - Scadenza 8.11.2010). Ma i lavori sono fermi, i blocchi sono rimasti lungo la banchina del porto, la piazza versa in un totale degrado perchè i manufatti realizzati con cemento depotenziato non sono utilizzabili alla bisogna e risultano sottoposti a sequestro da parte della Procura della Repubblica.
Nell'articolo del 31 Agosto 2009 su SIRACUSANEWS "Lavori Porto Grande Siracusa: Entro Febbraio 2010 Il Mare Tornerà A Splendere" si legge "A chi, passeggiando nei dintorni del Foro Italico, non viene una certa malinconia nel vedere la Marina di Siracusa letteralmente “murata” da più di un anno? Sembra quasi un’immagine sbiadita tra i ricordi dei siracusani più nostalgici, quella azzurra distesa di mare, in una cornice paesaggistica tra le più belle del Mediterraneo. Trascorsa la seconda estate senza la possibilità di godere della storica Marina aretusea, dove il "passìo" di una volta ha lasciato la scena ad un mortorio quasi inevitabile, si cerca di capire quanto resta ancora da aspettare per vedere risplendere un panorama rimasto congelato nella memoria dei suoi ammiratori".
C'è da augurarsi che i responsabili di tanto scempio paghino e che i Siracusani e non solo loro possano presto tornare a godere della vista di un panorama unico e incomparabile, denso di memorie storiche e di richiami mitici. Ma, dati i tempi che corrono, non c'è molto da sperare: i reati saranno presto prescritti e i responsabili 'premiati'!

Per onestà devo anche dire che la città, nel suo complesso, appare più curata e pulita rispetto a qualche anno fa, con una viabilità migliorata e strade, piazze e interi quartieri bonificati. 

Ma come non notare, giungendo in Piazza Archimede, cuore pulsante di Ortigia, il degrado incredibile del più antico e austero edificio ornato, si fa per dire, di  ciuffi d'erba che crescono rigogliosi fra gli interstizi dei blocchi di pietra del suo prospetto?

02 maggio 2010

SALUTO AI LETTORI E BREVE RESOCONTO DEL MIO VIAGGIO DI FINE APRILE

Sono rientrato ieri sera dal mio breve soggiorno a Sorrento. Sono rimasto positivamente colpito dai luoghi fantastici che ho visitato e dalla schiettezza dell'umanità che li abita. 
La penisola sorrentina e la costiera amalfitana sono effettivamente un angolo di paradiso. Le casette bianche, incastonate sulla roccia, circondate dal verde dei limoni e degli aranci e da una macchia mediterranea esuberante, sono uno spettacolo singolare per gli occhi. Anche i prezzi mi sono sembrati contenuti, vuoi per la bassa stagione, vuoi per la crisi che anche in questi posti si fa sentire. Un angolo di paradiso, dicevo, che finisce a Meta, ultimo baluardo rispetto ad un mondo che già da Vico Equense e Castellammare di Stabia si presenta 'altro'. Sono stato anche a Castellammare per vedere Agorà, il film di Alejandro Amenàbar che non era in programmazione nella penisola sorrentina. E il ricordo di quella veloce puntata rimane legato alla visione di questo bel film, già presentato in un mio precedente post e che consiglio ancora a tutti gli amici di andare a vedere. Bellissimo il Multisala Montil dove era in programmazione e contenuto il prezzo (4 euro) forse perchè era il mercoledì degli sconti. Per il resto la città appare in uno squallido abbandono e mostra una condizione di antica agiatezza ormai perduta.
Quelli trascorsi a Sorrento e dintorni sono stati giorni riposanti, vissuti in una cornice da favola, con possibilità di spostamenti agevoli da un luogo all'altro grazie ai servizi pubblici su strada e su rotaie molto funzionali.
Insopportabile è stato, invece, il viaggio di andata e ritorno attraverso la Salerno - Reggio: lunghi tratti dell'autostrada continuano ad essere ancora cantieri aperti per la realizzazione della terza corsia, dove si procede incolonnati in un indecente alternantesi zigzagare. Chissà se la vedremo mai finita quella tratta che da tempo immemorabile resta l'incubo degli automobilisti!

Rientrando in Sicilia, ho fatto, come spesso mi accade, una capatina nella bella Siracusa e, fra alcune novità positive, vi ho trovato uno sconcio incredibile di cui parlerò nel prossimo post. 
Ecco un'anteprima: questi blocchi - una muraglia artificiale di manufatti cementizi, posta tra il mare e Piazza Marina - celano alla vista il Porto Grande e producono da oltre due anni un impatto ambientale indecoroso.

23 aprile 2010

FINI METTE IN PIAZZA I PANNI SPORCHI? (Video intervento integrale)

Premetto che non sono un finiano, mi considero un uomo di spiriti liberali, ancora vicino a questa sinistra italiana senza strategia e priva di progettualità, abbacinata dal caimano - che avrebbe dovuto e potuto fermare nella sua fase di ascesa - anche nel suo evidente declino politico.

Ma mi chiedo e vi chiedo:
Cosa c'è di eversivo nelle parole di Fini alla Direzione nazionale del PDL?
Perchè tanta ostilità nei confronti di chi esprime il suo dissenso, adesso pubblicamente in una sede ufficiale, rispetto a scelte e decisioni politiche che non condivide pienamente?
Perchè l'accusa di tradimento e tanta demonizzazione del 'non allineato' prima e durante la Direzione del cosiddetto 'Popolo delle libertà', alias 'partito dell'amore'?
Se il 'Popolo delle libertà', alias 'partito dell'amore' fosse un partito di autentica ispirazione liberale, rispettoso della Costituzione e delle Istituzioni, dovrebbe sentirsi arricchito dalle posizioni di Fini; se fosse un partito in grado di accogliere e fare sintesi, avrebbe chiuso l'assise in modo positivo e vincente. Ma quel partito non è questo, è soltanto la formazione aziendalista e affaristica sotto il dominio di un padre-padrone, destinata ad una fine miserrima con la fine dello stesso.

Per favorire un'attenta riflessione sulla Direzione PDL di ieri offro ai miei lettori il video dell'intervento integrale di Gianfrabco Fini, anche per capire il senso delle prossime 'cannonate' che dal padrone del PDL e dai giornali di famiglia arriveranno a mitraglia.



Io penso che da oggi in avanti, in un partito del genere, con una platea di servi fedeli e di venduti, in ginocchio davanti al 'ducetto', la vita politica di Fini 'cofondatore' e il suo ruolo di Presidente della Camera diventeranno insostenibili fino al soffocamento.
Ma dell'ala finiana e del suo leader che ne sarà?


Vedi anche:
Il fallimento di un'illusione, di MASSIMO GIANNINI
Quella ferita al corpo mistico del sovrano, di EZIO MAURO

22 aprile 2010

EARTH DAY 2010: significato, iniziative, petizione, immagini, suoni, video


La Terra è la nostra casa comune, è la nostra fonte di vita, è un bene che ci appartiene, perciò non possiamo non averne cura! Amare e difendere la Terra deve diventare un impegno comune, per noi e per quelli che l'abiteranno dopo di noi. 





"L'Earth Day fu celebrato a livello internazionale per la prima volta il 22 aprile 1970  per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Nato come movimento universitario, nel tempo, l'Earth Day è divenuto un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento  di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili.
Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate".
"Tutti, a prescindere dalla razza, dal sesso, da quanto guadagnino o in che parte del mondo vivano, hanno il diritto morale a un ambiente sano e sostenibile. L’Earth Day, il giorno della Terra, da quarant’anni si basa saldamente su questo principio. Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica manifestazione a difesa del nostro pianeta".  (Wikipedia)
Quest'anno l'Earth Day 2010 coinvolgerà quasi 200 paesi del mondo. A Roma, al Circo Massimo, in un concerto gratuito organizzato da Nat Geo Music in occasione dell'Earth Day si esibiranno, tra gli altri, Pino Daniele e Morcheeba, con la partecipazione  della cantante del Mali Rokia Traoré e DDG feat. Il concerto sarà trasmesso in diretta anche su MySpace.
Per fare qualcosa di utile, che non costa granchè, potresti anche tu sottoscrivere la petizione per la Dichiarazione Internazionale sul Clima, realizzata dall’Earth Day Network e intesa a sollecitare il Congresso degli Stati Uniti ad approvare un disegno di legge sul clima per il contenimento delle emissioni di gas serra e farsi promotore, nel mondo,  per una legislazione globale sul clima.
Diffondi questa petizione a tutti i tuoi amici. I nomi di tutti i firmatari verranno visualizzati  il 25 aprile durante il Rally per il Clima a Washington.
“Rally per il Clima” segnerà il 40° anniversario della Giornata della Terra, ed è l'occasione buona per mostrare ai legislatori che i cittadini in tutto mondo sono pronti per una decisa azione sul cambiamento climatico. Con più di 500.000 partecipanti  e noti artisti come Sting, John Legend e Seal, che presteranno le loro voci per la Terra, l’evento non passerà inosservato.
Canzone d’impegno di Agnese Ginocchio, cantautrice e Testimonial per la Pace, i diritti e l’Ambiente, dedicata alla “Earth Day



21 aprile 2010

BREVE VACANZA: Costiera amalfitana e Penisola sorrentina

Informo gli amici di FB e del mio blog che dal prossimo 24 Aprile al 1 Maggio mi concederò una breve vacanza, anche da loro, per visitare uno dei più begli angoli della nostra Italia: la Costiera amalfitana e la Penisola sorrentina.

Quella che intendo visitare è, per dirla con Saviano, la parte più ridente di "una terra merav­igliosa e purtroppo dev­as­tata, la cui bellezza però con­tinua a darmi forza per sognare la pos­si­bil­ità di una Italia diversa", una zona che amo molto e che merita tutta la nostra attenzione. 
Il mio blog e la mia pagina FB, pertanto, nel suddetto periodo non saranno aggiornati puntualmente. Prometto, comunque, che l'attività riprenderà regolarmente a partire dal 2 Maggio prossimo con un resoconto video-foto sull'esperienza turistica che mi accingo a realizzare. Spero che i miei lettori continueranno ad entrare  nelle mie pagine e che mi perdonino questa breve interruzione.

Approfitto per mandare un caro saluto ai miei 121 amici di FB, ai 90 fan di Le mie idee, alle migliaia di visitatori del mio blog. A presto, Victor.

P.S.:  Prego chi avesse suggerimenti da darmi su attrattive paesaggistiche, architettoniche, culturali, culinarie, ecc., della zona

19 aprile 2010

25 APRILE: voglio ricordare questa data

La data del 25 Aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storia della Repubblica Italiana.
Segna l'anniversario della rivolta armata partigiana e popolare contro le truppe di ocupazione naziste e contro i loro fiancheggiatori della Repubblica di Salò.

Eventi del 25 Aprile 2010

Ecco cosa scriveva Benito Mussolini a proposito della Stampa italiana:
"La stampa più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è LIBERO perché serve soltanto una causa e un regime; è LIBERO perché nell'ambito delle leggi del REGIME. può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione". (Mussolini - ib - VI, 250)
Io voglio ricordare questa data, carica di suggestioni e ricca di senso, con la felice reinterpretazione di Bella Ciao da parte di Pippo Pollina e con il suo invito a gridare NO ad ogni reviviscenza di fascismo.



17 aprile 2010

FINI AL GUADO: AUGURI

Vorrei davvero sbagliarmi, ma l'iniziaiva di Fini, di rompere col Cavaliere per far nascere in Italia, per la prima volta, una destra di governo liberale, europea, rispettosa delle istituzioni e decisa a fermare la deriva populista e plebiscitaria avviata dal satrapo di Arcore, mi sembra "bella e impossibile" - per usare le parole di Luca Telese ne "Il Fatto" di oggi.
Bella, perchè è quello che milioni di Italiani, che non sopportano i diktat di una Lega all'arembaggio e di un berlusconismo servile, vedono positivamente al di là delle convinzioni politiche; bella, perchè riporterebbe su binari civili lo scontro politico nel Paese; bella, perchè intende finalmente contrastare a viso aperto quella che è stata, e sempre più chiaramente si manifesta, l'anomalia tutta italiana di un caimano che ha studiato (e studia) per diventare caudillo.
Impossibile, perchè i suoi uomini, in parte hanno accettato l'abbraccio mortale; altri si apprestano a farlo, richiamati dalle
prebende e dai lauti compensi che vengono offerti; impossibile, perchè le gerarchie vaticane sembrano indisponibili ad uscire dall'alleanza blasfema sebbene nella base cattolica essa appaia molto sofferta; impossibile, perchè avrebbe bisogno di una sponda a sinistra che la sostenga in nome di pricipi e valori condivisi; ma la sponda non c'è e neanche una sinistra di principi e di valori in grado di offrirla; impossibile, perchè i megafoni parlanti, i turiferari e i corifei del caimano tenteranno di fare a pezzi il "traditore ingrato".

Ritengo, tuttavia, che con le forze che ha e con quelle che può trovarsi intorno lungo il cammino, il proposito di bloccare la "scorciatoia plebiscitaria e personalistica" di un "cavaliere senza macchia e senza paura" vada perseguito, costi quel che costi, al fine di riavviare il Paese verso una democrazia normale e compiuta.
Penso che il dado ormai sia tratto perchè un ritorno indietro sarebbe e verrebbe letto come una terribile e irreparabile sconfitta. Non si può prevedere quale sarà l'esito finale dello scontro ma la battaglia va, comunque, combattuta. Gli Italiani di buonsenso e quelli che non hanno venduto l'anima per 4 denari sono con lui.   AUGURI !

16 aprile 2010

SCIACCA - CARNEVALE DI PRIMAVERA ... ?

La 110 Edizione del Carnevale di Sciacca, con la tradizionale sfilata dei carri allegorici, avrà luogo inusitatamente nel cuore della stagione primaverile, dal 14 al 16 Maggio. 
Si attende in città una massiccia presenza di visitatori che, dato il bel tempo e le giornate lunghe, avranno modo di partecipare alla gioiosa manifestazione e di scoprire gli angoli più caratteristici di Sciacca e la cucina prelibata a base di pesce del suo mare. 
Tutto è pronto per questa edizione straordinaria che sembra destinata ad avviare alla grande la stagione turistica estiva.



Si è fatto attendere ... ma sta arrivando!

Carnevale di Sciacca: 110 anni di storia



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