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14 gennaio 2013

Berlusconi a Servizio Pubblico: sempre uguale a se stesso

Giovedì scorso ho visto Berlusconi a Servizio Pubblico e ho seguito l'indomani i commenti e i giudizi sui giornali e nelle tv. 

Non riesco ancora a capire cosa si aspettassero i commentatori di tutte le parrocchie e di tutti i siti da Santoro e Travaglio. Che lo uccidessero? Che ne mostrassero lo scalpo? 
Meno ancora capisco l'esultanza dei suoi giornali, delle sue tv, dei suoi scagnozzi per il fatto che sia uscito sulle sue gambe dagli studi di Cinecittà. 

Lui nel corso della trasmissione si è mostrato per quello che è: spaccone, bugiardo, capace di negare l'evidenza, venditore di fumo, aspirante maldestro al potere assoluto. Ha dovuto sopportare sulla difensiva, con il solito falso sorriso - quasi una smorfia - le puntualizzazioni di Giulia Innocenzi e Luisella Costamagna riguardo alla teoria del falso complotto delle banche tedesche e all'IMU che ha voluto, ha votato e adesso vuole togliere. Ha dovuto fare buon viso alla palese ironia che accompagnava tutti gli interventi di Santoro che lo ha ridicolizzato all'occasione. Fantastico, infine, Travaglio che lo mette di fronte alle sue gravi responsabilità, specie per la bella compagnia di giro di cui si circonda. 
Alla fine il cavaliere si vendica - a suo modo - elencando le presunte condanne subite dal giornalista per diffamazione e con quel gesto meschino, da avanspettacolo, di pulire prima di sedersi, la sedia che il giornalista aveva occupato. 

Vorrei invitare quanti l'hanno vista in modo parziale o distratto, a rivedere la puntata e capiranno che i due unici risultati raggiunti sono lo share, che ha premiato La7 e Santoro, e una visibilità riconquistata da Berlusconi (che era ciò che cercava). Non la credibilità, che è altra cosa. 
Il giudizio degli Italiani sul suo conto non credo sia cambiato. E, comunque, se è cambiato, certamente non in meglio. Lo vedremo prossimamente dall'esito del voto. 



Approfitto per complimentarmi con Bersani che ha rifiutato il confronto con lui, visto che non è il candidato premier del suo schieramento. Meglio lasciarlo cuocere nel suo brodo, la tattica da lui usata ogni volta che gli ha fatto comodo.

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