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12 dicembre 2010

Perchè non voterà più Berlusconi

Lettera aperta di un elettore di destra a Silvio Berlusconi
Spett. Presidente Silvio Berlusconi, chi scrive è un convinto elettore di destra 52enne che ha sempre votato a destra, prima il MSI-DN, poi Alleanza Nazionale e, infine, per il Popolo delle Libertà dopo la fusione tra AN e Forza Italia. Ci avevo creduto moltissimo alla fusione tra AN e FI voluta in primo luogo da lei e, seppur con una certa reticenza, da Gianfranco Fini. L’avevo perorata in ogni forum di discussione di AN scontrandomi spesso anche con chi era contrario a questa fusione. Avevo soprattutto creduto in lei e alle sue promesse di una Italia diversa e migliore, una Italia non in mano alla sinistra e con una classe politica nuova e sana. Avevo creduto alla promessa di una classe dirigenziale lontana dalla vecchia politica del malaffare, delle tangenti e della corruzione, avevo creduto alla promessa che avrebbe riformato in meglio questo nostro disgraziato Paese. Mi sono sbagliato. Per la prima volta in vita mia mi sono pentito di aver contribuito con il mio voto a creare l’Italia che lei, sig. Presidente, ci ha donato in cambio della nostra fiducia nelle sue promesse. Badi bene, non mi sono pentito di aver votato a destra, non potrei mai rinnegare le mie granitiche convinzioni. No, mi sono pentito di aver votato.
Lei, nel suo programma elettorale, aveva fissato sette missioni per il futuro del Paese, quelle che ha chiamato, con il suo solito piglio da pubblicista, l’equazione del benessere, cioè: meno tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese = più consumi, più produzione, più posti di lavoro = più entrate nelle casse dello Stato per aiutare chi ha bisogno, per realizzare le infrastrutture, per diminuire il debito pubblico.
Per fare questo aveva indicato sette missioni: 
  • più sviluppo, più infrastrutture; 
  • più aiuti alla famiglia; 
  • più sicurezza, più giustizia; 
  • più servizi ai cittadini; 
  • più sostegno al Sud; 
  • più federalismo; 
  • un piano straordinario di finanza pubblica con la riorganizzazione dello Stato.
Belle idee ma, soprattutto, belle parole. Il problema è che quelle parole sono rimaste tali.
  1. L’Italia è il Paese in Europa con lo sviluppo più basso e, in particolare, il Paese europeo  che si è sviluppato di meno negli ultimi 10 anni dei quali otto passati sotto la sua guida. Le infrastrutture sono solo un miraggio.
  2. La famiglia italiana è sempre la prima a pagare e l’ultima a ricevere. Di aiuti alla famiglia non se ne sono visti e intanto nel nostro Paese ci sono quattro milioni di nuovi poveri dove per poveri si intende persone che vivono sotto la soglia di povertà assoluta. Nemmeno nell’Africa sub-sahariana c’è un trend così negativo. 
  3. Se la percezione di sicurezza è aumentata grazie all’ottimo lavoro delle forze di polizia, dei carabinieri e della magistratura, di certo non si può dire che questo Governo abbia fatto qualcosa in tal senso. Il suo Governo ha tagliato all’inverosimile le risorse alle forze di polizia, voleva mettere un limite alle intercettazioni, quelle stesse che hanno permesso la cattura di tanti latitanti di cui il suo Governo si vanta immeritatamente. Ha permesso il rientro in Italia di fondi neri frutto di azioni illegali innescando il più colossale “sistema legale” di riciclaggio di denaro sporco della storia. In compenso si è fatto bello per aver bloccato il flusso di disperati dall’Africa i quali sembrava che fossero (insieme ai Rom) l’unico problema per la sicurezza italiana, per di più lo ha fatto delegando il controllo delle frontiere a Gheddafi, il quale chiaramente non lo fa gratis, né in termini di denaro né in termini di vite umane.
  4. Quali servizi ai cittadini ha garantito? La Sanità, uno dei servizi fondamentali, è al collasso. Per fare una ecografia ci vogliono sei mesi, per una operazione tra i sei e i nove mesi  ecc. ecc. Che dire poi dell’amministrazione pubblica? Ma lei o uno dei suoi ministri, c’è mai andato in un ufficio della pubblica amministrazione?
  5. Se il sostegno che ha promesso al sud è quello che abbiamo visto a Napoli oppure quello non dato alle piccole imprese del Meridione, allora forse farebbe bene a rivedere il suo concetto di “sostegno”.
  6. L’unico federalismo che al momento le sembra essere riuscito è quello relativo al federalismo fiscale, per altro non ancora partito. Per il resto nemmeno se ne parla più.
  7. Il punto sicuramente più ambizioso e che in qualche modo si lega al punto 4 perché una riorganizzazione dello Stato e una migliore finanza pubblica vorrebbe dire anche dare più servizi al cittadino. Stendiamo un velo pietoso. Il suo Governo non ha fatto niente in tal senso se non tagliare a man bassa.
Oggettivamente, sig. Presidente, lei non ha fatto niente di quanto promesso. Ma quello che più mi fa rabbia è vedere le sue televisioni che descrivono un Paese che non c’è. Posso accettare che un Governo non mantenga le promesse fatte in campagna elettorale, noi italiani siamo avvezzi a queste storie, ma che si tenti di prenderci per i fondelli mostrando una realtà del tutto virtuale non lo posso sopportare. Guardi i suoi TG (se così li vogliamo chiamare), da mesi mostrano solo il lato bello del Paese, gente che fa shopping per le feste, sciatori felici sulle piste innevate, luoghi da sogno dove gli italiani passeranno le vacanze di fine anno. Peccato che quelle immagini rispecchino solo il 5% degli italiani. Il restante 95% fatica ad arrivare a fine mese (altro che shopping), non riesce a pagare i mutui delle case, i piccoli artigiani chiudono le aziende, non manda i figli a scuola perché non ha i soldi per i libri, mantiene i figli ben oltre i 30 anni e spesso lo fa grazie alle pensioni dei nonni. Perché qualche volta non fa vedere questa Italia che rappresenta la stragrande maggioranza?
Vede, Presidente Berlusconi, a me non interessa se lei ogni tanto si prende una piccola pausa e fa un po’ di bunga bunga, anzi, la ammiro e la invidio per questo, mi creda. Chi non vorrebbe portarsi a letto quel fior fiore di ragazze? Quello che invece mi interessa è il bene di questa nostra povera Nazione. Lei in questi 16 anni che ha governato l’Italia (inframezzati da piccole pause) ha pensato moltissimo per lei e pochissimo per l’Italia. Ora me ne rendo conto. Lei ha tradito gli italiani, Presidente Berlusconi, e continua a tradirli e a raccontare balle, a mostrare un paese che non c’è (un po’ come la crisi che secondo lei e i suoi Ministri non c’era) continuando imperterrito a fare gli affari suoi. Lei mi ha deluso, Presidente Berlusconi, e come me ha deluso milioni di italiani che avevano creduto nel suo sogno. Invece che in un sogno ci siamo ritrovati in un incubo dal quale non riusciamo a venirne fuori. Tragga lei le sue conclusioni. So che non le interesserà niente ma il mio voto non lo avrà più. Mi ha preso in giro per troppo tempo.
Alfredo Bressan

Come si fa a non dare ragione al Signor Bressan? Scrive ciò che pensa, ormai, la maggioranza degli italiani. L'ultima parte della lettera mi ha fatto pensare, addirittura, alla Lettera-denuncia di Maria Luisa Busi a Minzolini

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