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23 ottobre 2011

LA SCUOLA PUBBLICA - Gestione Gelmini

Occorre ripartire dal dettato costituzionale per capire cosa è diventata la scuola pubblica gestione Gelmini. 
La maggior parte degli edifici scolastici sono in uno stato d'incuria e abbandono che chiamare degrado è un eufemismo. 
Le classi scoppiano per il numero di alunni che vi vengono stipati; scarseggiano gli insegnanti, per non parlare di quelli di sostegno. 
Il diritto allo studio non è più garantito.
Se è vera la notizia data ieri dal TG3 delle ore 19.00, a Noto (SR) 72 bambini in età scolare vengono privati del servizio perché mancano le maestre e le aule.
Art. 33. L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Art. 34. La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
Gli articoli 33 e 34 della Costituzione nel commento di Sergio Lariccia

Una volta, in tempi non proprio remoti, le istituzioni scolastiche si facevano carico di denunciare le famiglie che non assolvevano all'obbligo scolastico dei loro figli avviandoli prematuramente al lavoro invece che a scuola. Oggi avviene il contrario.
A Noto (SR) e chissà in quanti altri centri, le mamme accompagnano a scuola i loro figli che devono tornare a casa perché non c'è posto.



TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA, UNA MAESTRA RACCONTA
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