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23 ottobre 2012

1600 candidati aspirano ad occupare i 90 scranni di Sala d'Ercole

Mai, come in questa tornata elettorale siciliana, la mia difficoltà è stata non tanto di individuare il partito e gli uomini cui affidare il mio voto, quanto, invece, quella sofferta di rinunciare ad esprimerlo.   
1600 sono i candidati che si contendono gli scranni di Sala d'Ercole, ben sapendo che giunti lì la loro vita e il loro futuro avranno garanzie e privilegi impensabili per i milioni di cittadini che continueranno a languire nelle difficoltà aggiuntive prodotte dalla crisi che ci attanaglia. Comprensibile, dunque, l'impegno dei 1600 a fregiarsi del titolo di deputato, ancor più quello dell'80% dei deputati uscenti che, avendo già gustato il lardo, non vogliono allontanarsene. 
Forse domenica prossima mi asterrò dal voto perché questa nostra autonomia, per come è stata ed è tuttora interpretata dagli eletti ed eleggendi, non corrisponde alle aspettative della stragrande maggioranza dei siciliani. 

Solo nel degrado politico e morale degli uomini che si sono susseguiti negli ultimi decenni alla guida della regione - dediti esclusivamente al loro tornaconto personale - e nella loro incapacità di promuovere il rilancio socio-economico dell'isola, può trovare giustificazione l'exploit di Beppe Grillo che, attraversando lo Stretto a nuoto, si è presentato con l'estro del liberatore affascinando tanti siciliani che lo considerano ormai l'ultima spiaggia. 
A questo siamo ridotti! 

Qualcuno potrebbe obiettare che, rinunciando ad esprimere il mio voto, lascerei ad altri la possibilità di decidere anche per conto mio. Ho considerato tale obiezione e rispondo che nutro la precisa convinzione che chiunque vinca - se potrà parlarsi di vittoria - nulla cambierà nel destino della nostra martoriata isola. 
Faccio, tuttavia, i miei personali auguri ai giovani volenterosi e socialmente impegnati che si sono candidati nelle liste del M5S e a quanti, animati da sincero desiderio di rinnovamento, sono presenti nelle altre formazioni perché non vengano fagocitati dal sistema duro a morire e le loro e nostre speranze non vengano tradite. 

  

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