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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com

11 giugno 2010

SE QUELLO CHE PARLA IN QUESTO MODO ...

è il premier che ha giurato sulla Costituzione o un comune attentatore allo stato di diritto.

BERLUSCONI SULLA COSTITUZIONE 9 giugno 2010


Berlusconi: "la costituzione si cambia. Senza dialogo"


LA MISURA È COLMA
SEGNALAZIONE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA CONTRO SILVIO BERLUSOCNI PER IL REATO DI ATTENTATO ALLO STATO

Con dichiarazioni pubbliche e inequivocabili, fatte il giorno 9 giugno 2010, come documentato dalla libera stampa allegata, il presidente del consiglio dei ministri «pro tempore», Silvio Berlusconi ha definito «inferno» le garanzie stabilite dalla Carta Costituzionale e ha continuato a denigrare le istituzioni di garanzia come la Corte Costituzionale dello Stato, incorrendo così – e non è la prima volta – nel reato di attentato contro la Costituzione e organi costituzionali, in forza della legge n. 85 del 24 febbraio 2006 che ha modificato il codice penale e in particolare gli artt. 283 (Attentato contro la Costituzione dello Stato) e art. 289 (Attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali). La violenza si evince dalla virulenza delle parole accompagnate dalla mimica corporea che solo in video è possibile valutare.
Questo insulto ultimo in ordine cronologico contro le Istituzioni di garanzia, a mio parere, rendono inadatto a governare chi le pronuncia che ha il dovere di essere garante della difesa della Carta costituzionale sulla quale ha avuto anche l’impudenza di «giurare» più di una volta, configurando così il suo modo di concepire il governo inficiato anche dall’immoralità dello spergiuro.
Io, Paolo Farinella, prete, cittadino italiano, datore di lavoro in quota non elettore del sig. Berlusconi Silvio e quindi all’opposizione, pretendo che egli sia, si comporti e parli all’altezza del mandato «pro tempore» che ha ricevuto per esercitare un servizio alla Nazione come prescrive l’art. art. 54 della Carta Costituzionale: «Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge». «Disciplina e onore» significa rispetto e ossequio non stravolgimento e insulto, compostezza istituzionale e responsabilità del ruolo non denigrazione e attacchi sempre più virulenti di tutte le forme di garanzia che sono i cardini dei uno Stato democratico.
Poiché le esternazioni, al limite della patologia, sono avvenute in pubblico, davanti a centinaia di persone, con la presente segnalo a codesta Procura di volere verifica se non esiste un reato di attentato allo Stato per dileggio sistematico, recidivo e recrudescente della Suprema Legge che regola l’equilibrio dei poteri costituzionali garantiti, quell’equilibrio che il suddetto non ha né potrà mai avere perché immerso nel suo «peccato originale»: il culto di se stesso come via per instaurare in Italia una forma di dittatura senza Costituzione.
Poiché sulla Costituzione il presidente del consiglio dei ministri e tutto il suo governo hanno giurato promettendo «fedeltà e leale osservanza» come recita la formula: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione» prescritta dall’art. 1, comma 3, della legge n. 400/88.
Il giuramento non è un atto di mero protocollo, ma rappresenta l’espressione del dovere di fedeltà che incombe in modo particolare su tutti i cittadini ed, in modo particolare, su coloro che svolgono funzioni pubbliche fondamentali (in base all'art. 54 della Costituzione). Infatti la data del giuramento è discriminante perché costituisce l’invalicabile «terminus a quo» da cui cominciare a contare i dieci giorni entro i quali, il Governo è tenuto a presentarsi davanti a ciascuna Camera per ottenere il voto di fiducia. Il fatto è così evidente che il Presidente del Consiglio e i Ministri assumono le loro responsabilità non dal momento della fiducia, ma dal preciso istante in cui con il giuramento davanti al Capo dello Stato, questi firma il decreto di nomina, prima ancora della fiducia.
Tutto ciò premesso e considerato, chiedo a codesta Procura di volere procedere a termini di Legge. Si allegano alcuni quotidiani del giorno 10 giungo 2010 che dedicano ampio spazio alla violenza oratoria con cui il Presidente del Consiglio dei Ministri ha violentato e deturpato pubblicamente la Carta Costituzionale Italiana, di cui io e molti altri andiamo fieri.
Genova 10 giungo 2010
Paolo Farinella, cittadino sovrano, prete
Appello per una manifestazione il 4 luglio contro i bavagli ed i tagli

MOBILITAZIONE CONTRO LEGGE-BAVAGLIO

La mobilitazione di Libertà e Giustizia contro la legge Bavaglio
Libertà e Giustizia è al fianco di tutti i cittadini che da oggi, in forme diverse, si batteranno per sconfiggere il disegno politico repressivo della legge approvata dal Senato che impedirà ai magistrati di indagare e ai giornalisti di informare. In particolare organizzerà insieme alla Federazione nazionale della stampa e alle altre associazioni della società civile le giornate di protesta, che culmineranno in scioperi e in una grande manifestazione nazionale. Il sito di LeG, anche nella sua qualità di testata giornalistica diretta da Sandra Bonsanti (presidente dell'Associazione) è pronto ad ospitare materiali di rilevanza politica e sociale che la nuova normativa dovesse bloccare. Una forma di disobbedienza civile rispetto a una legge anti-democratica, per di più votata da una maggioranza "vincolata" da decisioni esterne al Parlamento in violazione dell'art. 67 della Costituzione. I circoli dell'associazione, presenti su tutto il territorio nazionale, sono disponibili da subito a ogni forma di mobilitazione e sensibilizzazione dei cittadini, pronti a collaborare con tutte le forze impegnate in questa stessa battaglia per la libertà e la democrazia.
Ecco il testo del ddl sulle intercettazioni votato al Senato

La Stampa cattolica, no ddl intercettazioni
Se approvato aprira' stagione di scontro tra istituzioni (ANSA)

EDITORIALE di EZIO MAURO: Il perché di una pagina bianca

Se la norma infrange il diritto, di Gustavo Zagrebelsky

COSA DICONO I GIORNALI STRANIERI

CBS  "Da un punto di vista di pubblico ministero, non vogliamo che succeda nulla" che possa ostacolare gli italiani dal fare il proprio lavoro nel combattere il crimine organizzato, ha affermato Breuer. Ha definito le intercettazioni “una parte essenziale” di tali indagini. I PM siciliani ritengono che la legge renderebbe quasi impossibile catturare mafiosi latitanti o scoprire i loro crimini. I politici critici verso Berlusconi sostengono che il magnate dei media, i cui affari hanno portato a diverse indagini per corruzione e altri reati contro di lui, stia curando i propri interessi. Il premier, che nega ogni accusa, afferma di volere la legge per proteggere la privacy di tutti i cittadini"

El Pais Nel paese transalpino il clima si inasprisce all’avvicinarsi della nuova norma. I sindacati dei giornalisti sono mobilitati da mesi. I magistrati antimafia temono di vedere pregiudicato il lavoro di anni. La comunità degli internauti lancia messaggi di indignazione e scoramento. Più di 76.000 persone hanno firmato una lettera a favore della libertà di informazione promossa da giuristi e costituzionalisti. Ciònonostante il Popolo delle Libertà, guidato dal Cavaliere, sta respingendo tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione, che definisce il nuovo decreto "legge bavaglio".

The Guardian Il tentativo del governo di porre restrizioni sulle intercettazioni telefoniche, multare e incriminare i quotidiani che pubblicano le registrazioni fa inferocire media e magistrati italiani. Secondo questi ultimi la legge favorisce i criminali e imbavaglia i media. Mentre la coalizione di centro destra del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sostiene di voler proteggere la privacy, l’opposizione afferma che il governo si sta solo affannando per coprire la corruzione dilagante tra i suoi membri, con l’ennesima legge su misura. I parlamentari hanno lavorato fino a notte inoltrata per creare la legge, che i suoi detrattori hanno soprannominato "legge bavaglio". 
 
Sarà impedito, inoltre, ai magistrati di indagare e ai cittadini il diritto alla sicurezza e ad essere informati. Ben altro che rispetto della privacy!

10 giugno 2010

10 GIUGNO 2010 - GIORNATA NERA PER L'ITALIA

"Quella di oggi sarà la giornata nera per l'articolo ventuno della Costituzione. Da oggi Articolo21 ha deciso che listerà a lutto il proprio sito e invita tutti i siti e blog a fare lo stesso". Lo afferma Giuseppe Giulietti portavoce di Articolo21. "Con il voto di fiducia al Senato si compie un autentico delitto contro lo stato di diritto. Si sta realizzando l'antico sogno della Loggia P2 di oscurare i poteri di controllo. Non basta più indignarsi, per questo è necessario promuovere immediatamente una grande, unitaria manifestazione nazionale contro la macelleria politica e sociale in atto e raccoglieremo da oggi le firme per promuoverla". 


"La stampa più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un regime; è libero perché, nell'ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione". Benito Mussolini
 
Vandalismo istituzionale su Libertà e Giustizia

LEGGI E SOTTOSCRIVI L'APPELLO:  
Subito una grande manifestazione nazionale

QUALCOSA SI MUOVE!

Due notizie per dire che QUALCOSA SI MUOVE: 

Due iniziative veramente entusiasmanti! Faccio i miei complimenti a chi le ha immaginate e a quanti si impegneranno a portarle "in porto".  
La nostra Italia ha un serio bisogno di risvegliarsi dal suo lungo torpore! 

LetterandoInFest è la Carovana della Letteratura Mediterranea che nei giorni 11 – 12 – 13 Giugno 2010 sarà a Sciacca – Multisala Badia Grande
La carovana ha viaggiato in lungo e in largo, superando anche le colonne d’Ercole. Trainata dall’amore per i libri, ha portato con se la straordinaria ricchezza dei saperi e delle civiltà mediterranee, ha recuperato memorie letterarie arcaiche accostandole alla letteratura contemporanea e svelando l’inestricabile continuità tra passato e presente, la labilità dei confini tra Paese e Paese. Quattro i temi affrontati durante il festival: “Scrittrici in viaggio, scrittrici di viaggio”, “Parole migranti”, “Leggere con gusto” e “Cineletterando”. Il programma completo.
Lo sbarco - Diario di bordo di un'impresa possibile
Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.
Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.
Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.
In Spagna,  negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.
Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.
Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.
E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.
Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivi a Genova.
Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.
Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.
Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.
Creiamo ponti, non muri.
È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.
Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.
Vedi anche: 2010 - I Mille sbarcano a Genova per rifare questa Italia che non va

09 giugno 2010

TU CHIAMALA, SE VUOI, EVERSIONE

Ieri, a proposito della legge-bavaglio, hai detto:
 "La direzione del Pdl ha votato all'unanimità - con una sola astensione, la mia - ed è vincolante per senatori e deputati. La legge come uscirà dal Senato sarà votata alla Camera. Abbiamo proibito la pubblicazione delle intercettazioni sulla stampa e la tv. I giornali potranno dire i fatti, ma non potranno riferire le parole".
 
Vergogna! Hai già deciso tu come voterà la Camera dei deputati sulla legge-vergogna?

"Iniziamo con questa legge che migliora le cose nel lungo cammino per il nostro diritto alla libertà".

Vergogna, la tua libertà volevi dire perchè "La legge riduce a 75 giorni la possibilità di intercettare con possibili proroghe di 48 ore. Prima, il tempo consentito per le intercettazioni era di tre anni. E non era piacevole, se avevi quindici fidanzate, ritrovarti intercettate per un tempo così lungo le telefonate con tutte e quindici". 

Vergogna! Anche se lo dici fra il serio e il faceto, è della tua libertà di fare i cavoli tuoi che parli. E perchè tu lo sappia, delle tue fidanzate ci interessa assai poco, è di quello che fai con la RAI servizio pubblico, pagato anche dai cittadini col canone che ci interessa; è di quello che fanno le tue cricche col denaro pubblico che vogliamo essere informati.

"La sovranità non è più nelle mani del popolo ma nelle mani di alcuni pm che attraverso la Corte costituzionale si fanno abrogare alcune leggi. Il premier "ha pochi poteri". "Se una legge non piace ai pm di magistratura democratica vanno alla Corte costituzionale e se la fanno abrogare".

Vergogna! In un colpo solo hai denigrato la Corte costituzionale nel suo legittimo ruolo di custode e garante della Costituzione e i pm che otterrebbero dalla Corte favori speciali a te negati.

Vergogna, quanto potere vorresti ancora? Hai una maggioranza bulgara sia in Senato che alla Camera ma non sei riuscito a produrre ancora una riforma, che si dice una, utile al Paese. I tuoi deputati e senatori, da te nominati e non eletti dal popolo, hanno il loro futuro politico nelle tue mani e sono proni ad ogni tuo capriccio. La RAI e la sua dirigenza, assoldata ai tuoi voleri, dipende dal tuo cenno.
Vergogna! Dall'alto del tuo colossale conflitto d'interessi, acuito dal ruolo di ministro dello Sviluppo Economico ad interim, hai avuto la spudoratezza di affermare "Se la Rai non cambia, non firmo il contratto di servizio". Anche se la frase è stata smentita dal caro Bonaiuti, sei stato capace di smentire la smentita nell'arco di pochi ore: "Resistiamo, anche se a mettervi nei miei panni, a leggere giornali e guardare Tv pensando di essere Berlusconi, viene la nausea".
Hai ragione questa volta, viene proprio la nausea! Non a vedere la tv o leggere i giornali, ma solo a sentire ciò che dici.

"Ho detto a quelli della Protezione civile di non andare più all'Aquila. Appena vanno in Abruzzo gli saltano addosso, qualcuno con la mente fragile rischia che gli spari in testa" se non sarà tolta di mezzo l'inchiesta per omicidio colposo. 

Vergogna! Non ti accorgi che la tua grave provocazione suona offesa e minaccia alla magistratura aquilana e agli stessi cittadini di quella città martoriata? O vuoi proprio che, prendendoti in parola, qualcuno ci provi ad usare le armi in modo da darti l'occasione di invocare "leggi speciali" in nome della sicurezza?

Ma dove vuoi arrivare, dove pensi ti possa seguire il tuo fantomatico, si fa per dire, popolo della libertà?
Ascolta, l'Italia è una Repubblica democratica rispettata nel consesso delle Nazioni e tu per governarla avresti dovuto dimenticare i modi spicci ai quali sei abituato nella gestione delle tue aziende. Avresti dovuto ricordarti che i cambiamenti e le trasformazioni importanti e durature in uno Stato di diritto si fanno nel rispetto delle regole vigenti e delle istituzioni di controllo e garanzia.
Hai sbagliato su tutta la linea e presto gli Italiani ti presenteranno il conto. Non dubitarne!
Contro il Golpe gli articoli 62 e 67 della Carta
Dopo la gravità delle dichiarazioni del capo del governo, Libertà e Giustizia si rivolge ai singoli parlamentari, deputati e senatori, affinché ribadiscano l'autorità e l'autonomia del proprio ruolo, come previsto dall'articolo 67 della nostra Carta. Essi possono, Costituzione alla mano, chiedere conto a Berlusconi delle sue affermazioni. La procedura è nell'articolo 62 che prevede che un terzo di deputati o di senatori possa chiedere la convocazione straordinaria della Camera di appartenenza, per domandare al Presidente del Consiglio di andare in Parlamento a chiarire il senso e gli obiettivi delle sue più recenti (anche se non nuove) dichiarazioni sul ruolo stesso del Parlamento e su altri organi istituzionali gravemente feriti nella propria autonomia e funzionalità dalle parole pronunciate ormai quasi quotidianamente.
Ascolta il concetto di nuova resistenza rivolto ai giovani da un uomo di altri tempi e di altra tempra morale. (dura solo 1 minuto)


LEGGI:
Colpo di stato a Palazzo Grazioli, di Sandra Bonsanti
Legge Bavaglio, Berlusconi: testo blindato alla Camera
Saviano: ma io disobbedirò
Noi contro la legge, di Umberto Eco

08 giugno 2010

Uno sguardo al passato può aiutarci a costruire il futuro

Nel 1955 Piero Calamandrei teneva un appassionato discorso sul valore della Costituzione italiana agli studenti di Milano. Sandro Pertini, Presidente della Repubblica (1978-1985) ci spiega la sua idea di socialismo, basato essenzialmente su due valori inseparabili: libertà e giustizia sociale. Francesco De Gregori canta Viva l'Italia (1979). Sono questi i video che propongo oggi alla riflessione dei miei lettori assieme agli artt. 3 e 4 della Costituzione italiana.

Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoii di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Piero Calamandrei - Discorso sulla Costituzione agli studenti di Milano

Sandro Pertini - l'idea di socialismo

Viva l'Italia, Francesco De Gregori

07 giugno 2010

IL POPOLO DELLA LIBERTÀ SI METTE IL BAVAGLIO ?

Allora cambi nome! 





Si chiami più correttamente 
Popolo della Libertà Limitata Vincolata Vigilata!

Costituzione Italiana
Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali
Articolo 10 - Libertà di espressione.
Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, di cinema o di televisione.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Articolo 19 - Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

IL CONCETTO DI LIBERTÀ  IN 4 VIDEO E UN ARTICOLO

L'Italia vista dall'America: libertà di stampa a confronto


Giorgio Gaber - La libertà


Luigi Mariano - RAI LIBERA! (dal CD "Asincrono" - 2010)


La lettera di Pino Maniaci a Silvio Berlusconi


Leggi anche Disobbedienza civile di Roberto Morrione

06 giugno 2010

GIRIAMO PAGINA

Penso, ormai da qualche tempo, che sia inutile commentare gli avvenimenti del giorno. La cronaca politica, e non solo, è così ricca di illegalità, impunità, iniquità - ultima quella proposta ieri degli "abusi commessi per necessità" da inserire nella manovra - che preferisco da qui in avanti offrire qualche spunto di riflessione in positivo. Un richiamo al comune sentire della gente, ai dettami della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo o della nostra Costituzione perchè si colga l'abissale distanza fra questa classe politica corrotta e indegna e le aspettative delle persone normali in carne ed ossa o le indicazioni statutarie che politici interessati al bene comune dovrebbero scrupolosamente seguire.

Voglio iniziare da questi video che si commentano da soli.
Carlo Alberto Ferrara canta sana e robusta Costituzione al Festival Gaber


IL ROVESCIO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

03 giugno 2010

LA RAI: SERVIZIO PUBBLICO O MEGAFONO MONOCRATICO?

"Serena Dandini è anche peggio di Santoro. La Dandini è scoraggiante - In campagna elettorale, quando non poteva fare il programma con ospiti politici, ha invitato solo giornalisti chiaramente di sinistra facendo, di fatto, campagna elettorale. Per non parlare poi delle sue domande retoriche e preconfezionate". "Il Tg di Minzolini non mi dispiace, è quello che guardo se voglio essere sicuro di essere informato in una maniera ragionevolmente corretta". "Il più fazioso? Il Tg3  fa danni per 30 minuti. Rainews24 per 24 ore".

Sono giudizi opinabili e anche accettabili se provenissero da un cittadino qualunque, abbonato RAI che paga il canone. Avrebbero lo stesso, identico valore dei miei che sono perfettamente opponibili a quelli sopra esposti. Penso, infatti, con milioni d'italiani, che il TG1 - direzione Minzolini - sia il peggiore TG del servizio pubblico di tutti i tempi. Se voglio avere un minimo d'informazione decente sulla RAI, guardo TG3 e Rainews24. Tra i programmi d'intrattenimento e approfondimento trovo qualcosa di utile, che mi arricchisce in Parla con me, in Annozero, in Che tempo che fa, in Report. Rifuggo come la peste, invece, come tanti altri italiani, i programmi condotti dalla Ventura di cui non sopporto l'eloquio e il modo di atteggiarsi, per non parlare della sua specialità L'isola dei famosi. Per le stesse ragioni e per altre che non sto qui a precisare, mi tengo lontano da L'ultima parola di Gianluigi Paragone e dall'affabile Monica Setta.

Sembrano giudizi e opinioni opposte che possono avere spazio e riconoscimento in un libero confronto di idee. Ma non è così! Quelli espressi da me coincidono con quelli espressi da un'ampia fascia di cittadini e teleutenti che pagano il canone e vorrebbero una televisione libera, autonoma, pluralistica e non oppressa dalla presenza asfissiante dei partiti e del governo; una Tv, insomma, in cui valessero il merito, le capacità e l'equilibrio; una TV di vero servizio pubblico e per il pubblico. Quelli in alto, invece, sono i giudizi espressi ieri, nel programma di Radio2 Un giorno da pecora, da Paolo Romani, uomo della scuderia Mediaset, perciò vice ministro allo Sviluppo economico con delega alle telecomunicazioni, aspirante a sostituire il dimissionario Scajola se e quando il capo si deciderà a dargli l'avanzamento.

Mi dispiace, caro viceministro, siamo agli antipodi e avrete tanta, troppa  difficoltà ad omologare gli Italiani nel pensiero unico che Le sta così a cuore. Non basterà il bavaglio che state forsennatamente confezionando a tacitare il libero pensiero e ad eliminare la voglia di conoscere, di sapere e giudicare di gran parte della popolazione italiana!
Auguri, comunque, per il suo prossimo avanzamento di carriera e buona fortuna.

02 giugno 2010

CHI L'HA DETTO? (quiz a premi)

  1. CHI L'HA DETTO?
  2. DA QUALE TURBA E' AFFETTO IL SOGGETTO IN QUESTIONE? 

  • "Se lo Stato mi chiede il 50/100 e passa sento che è una richiesta scorretta e mi sento moralmente autorizzato ad evadere, per quanto posso, questa richiesta dello Stato" .
  • "Menzogna assoluta proclamare, come è stato fatto, che io avrei, in qualche modo, giustificato e sostenuto l'evasione fiscale".
A CHI RISPONDE CORRETTAMENTE AI QUESITI N° 1 E 2  IN PREMIO UNA ESCORT (FORD?) ESENTASSE. 

PS.:
  • Il concorso scade improrogabilmente alla mezzanotte di domenica 6 maggio prossimo. 
  • Le risposte dei concorrenti si raccolgono esclusivamente attraverso messaggi diretti al post.
  • Un aiutino. Le frasi sono state pronunciate in occasioni diverse da un uomo pubblico che è solito smentirsi anche nell'arco di qualche minuto. 

2 Giugno: Vogliamo che sia Festa della Repubblica e della Costituzione

Questo blog aderisce totalmente all'iniziativa lanciata da Libertà e Giustizia perchè la festività nazionale del 2 giugno sia proclamata "Festa della Repubblica e della Costituzione". 
La nostra Costituzione ha bisogno di essere protetta e coccolata come una donna che subisce violenza e continui tentativi di stupro. 



Giù le mani dalla nostra Carta!

Per ricordare:

31 gennaio 1945 - il governo Bonomi introduce il suffragio universale. Le donne vincono la battaglia per il diritto al voto; il sogno di Maria Montessori è realtà.
2 giugno 1946: i cittadini italiani tutti sono chiamati alle urne. Il referendum sancirà il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica. Nasce la Repubblica Italiana. Contestualmente, i cittadini eleggono i membri dell' Assemblea Costituente.
1 gennaio 1948: entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana.
Maggio 2010: il Senato della Repubblica discute e vota la legge-bavaglio che vuole impedire alla magistratura di perseguire efficacemente i reati, ai giornalisti di fare informazione, ai cittadini il diritto alla sicurezza e all'informazione; tutto ciò con la scusa di garantire la privacy (che neanche viene garantita). 
Vogliamo citare, tra i Principi Fondamentali della nostra Repubblica, il Principio di Uguaglianza:
"tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni sociali e personali, sono uguali davanti alla legge e devono essere in grado di sviluppare pienamente la loro personalità sul piano economico, sociale e culturale. Tutte le confessioni religiose, diverse da quella cattolica, sono egualmente libere davanti alla legge"

Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky, presidenti emeriti della Corte costituzionale firmano a nome dell’Ufficio di Presidenza e dei Garanti di Libertà e Giustizia questa proposta per un rinnovato patriottismo costituzionale.
La Costituzione è stata ed è tuttora segno di unità del paese: i principi e i valori della democrazia repubblicana in essa espressi, in coerenza con la storia e gli sviluppi più maturi del costituzionalismo internazionale contemporaneo, sono un patrimonio in cui gli italiani si ritrovano. Patrimonio tanto più prezioso in quanto il pluralismo sociale, culturale e politico delle società di oggi suscita nuove linee di tensione e sollecita l’esigenza di riconoscere e ricostruire, al di là delle differenze, una identità collettiva condivisa, che solo nella comune adesione ai principi costituzionali può trovare fondamento.
Per questo Libertà e Giustizia, che considera fra i propri scopi fondamentali quello di concorrere a salvaguardare tale patrimonio e a promuovere l’attuazione della Costituzione, suggerisce che sia assunta, da un arco più ampio possibile di associazioni, gruppi e istituti culturali, l’iniziativa di proporre una legge che, modificando e integrando quanto oggi previsto (legge n. 260 del 1949, legge n. 336 del 2000), stabilisca che la festività nazionale del 2 giugno sia proclamata "Festa della Repubblica e della Costituzione".
La festa nazionale verrebbe così arricchita con il riferimento al documento che ha dato corpo e contenuto alla Repubblica di tutti gli italiani. Alla tradizionale parata militare di Roma si potrebbe accompagnare, in molte città, una manifestazione civile in cui si celebri concretamente la Costituzione, anche dando seguito ai programmi che sono stati promossi nelle scuole su questo tema.
  

Giù le mani 

dalla nostra Carta!

01 giugno 2010

IL QUAGLIARIELLO CHE RICONOSCE, SVELA E DENUNCIA IL CONFLITTO D'INTERESSI

Oggi è ordinario di Storia dei partiti politici presso la LUISS di Roma, Vicepresidente Vicario dei senatori del Popolo della Libertà e non si perita di dichiarare "Il mio è un percorso tutto interno al liberalismo".
Singolare questo ex radicale che a suo tempo, da dirigente nazionale del partito, promosse le campagne referendarie sull'aborto, il nucleare e la caccia, oltre che la biocard, un testamento biologico in cui il sottoscrittore poteva rifiutare anche l’idratazione forzata; che nel corso di una marcia antinuclearista contro la centrale nucleare di Avetrana, assieme a Francesco Rutelli venne arrestato per essere entrato in una zona off limits.

In occasione della seduta al Senato dopo la morte di Eluana Englaro il suo liberalismo si espresse così:


Ieri, invece, commentando con la pacatezza che lo contraddistingue le dichiarazioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che da Santa Margherita ligure aveva criticato il ddl intercettazioni esprimendo forti dubbi su alcune sue parti e sottolienando la necessità di un approfondimanto sulle norme da parte del Parlamento, ha scoperto, svelato e denunciato che "Il problema è estremamente serio dal punto di vista istituzionale, cioè quello di essere il presidente della Camera e leader di una minoranza. Fini ha le armi anche istituzionali per evitare questo inconveniente e per mettere rimedio a questo conflitto di interessi".
L'esimio liberale, ordinario di Storia dei partiti politici, ci fa sapere che l'on Fini, nel tentativo di ridurre gli effetti più deleteri della legge-bavaglio, si fa capo-fazione e dimentica il suo alto ruolo di presidente della Camera.

Bravo senatore Quagliariello! Gli italiani tutti appreazzano la sua scrupolosa considerazione dei ruoli istituzionali, nel rispetto dei quali lei e i suoi affini impegnano le giornate in attività defatiganti nel supremo interesse della comunità nazionale. Però gli stessi italiani potrebbero chiederle:
- come fa a non vedere il gigantesco conflitto d'interessi del capo supremo del suo partito nel ruolo di presidente del Consiglio che ad oggi detiene ancora, ad interim, il Ministero dello Sviluppo Economico lasciato dal buon Scajola?
- da studioso di fenomeni politici potrebbe indicare loro qualche altro Paese del mondo libero e democratico in cui esista una così vistosa anomalia e un parlamento così deprivato di autonomia e ripiegato alla volontà del capo?

Dimenticavo, lei potrà obiettare, sempre con la solita pacatezza che La contraddistingue, che il popolo sovrano l'ha investito del potere di cui gode conoscendone la condizione personale e fiducioso nel fatto che mai avrebbe potuto approfitarne nel proprio personale interesse.

Buon lavoro, sen. Quagliariello! Io voglio chiudere questa riflessione con un pensiero di Norberto Bobbio, un pensatore che per i Suoi trascorsi politici e per gli interessi culturali e professionali che Lei cura non le apparirà estraneo o obsoleto.  
Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità. La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme. (Norberto Bobbio)

31 maggio 2010

NUOVO MONDO A PALERMO su "IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA"

Nei giorni 29 e 30 Maggio 2010 i menbri del gruppo Nuovo Mondo si sono incontrati a Sferracavallo (PA) per approfondire il tema IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA. Sono stati incontri intensi e partecipati nei quali si è fatto il punto sui broblemi, le contraddizioni e i conflitti prodotti dalla legislazione vigente in Italia, relativamente all'immigrazione, e sull'impegno di associazioni, gruppi di volontariato, cooperative che si fanno carico di aiutare esseri umani ad uscire dallo stato di clandestinità per essere riamessi alla condizione di uomini e donne, bisognosi soltanto di aiuto, solidarietà e asilo;  disponibilità che offriamo volentieri ai nostri amici animali e che spesso neghiamo  inspiegabilmente ai nostri simili. 
Interessantissima è stata per il gruppo la visita allo ZetaLab di Palermo dove sono state rivissute, attraverso il loro racconto diretto, le peripezie di 53 sudanesi rifugiati politici, accolti nel Centro sociale dopo essere stati cacciati dalla comunità gestita da Biagio Conte.

Qui trovi il promo di LA TERRA(e)STREMA, una terra estrema che non è soltanto Sicilia, è un territorio che strema che non è solo materiale...
Qui trovi la recensione di Il Mare di mezzo in cui Gabriele Del Grande racconta l’immigrazione al tempo dei respingimenti.
Questo è il sito di ZetaLab a Palermo.
Un modello positivo di accoglienza e integrazione come Riace, città futura

le cariche della polizia durante lo sgombero dello ZetaLab a Palermo


Il tempo delle arance: immigrati e apartheid a Rosarno

29 maggio 2010

LA STAMPA INTERNAZIONALE CONDANNA IL BAVAGLIO

A proposito della famigerata legge-bavaglio, ecco qui di seguito il testo approvato all’unanimità dal congresso mondiale dei giornalisti riunito a Cadice:
"Il congresso della Federazione Internazionale dei Giornalisti riunito a Cadiz dal 26 al 28 maggio 2010,
considerato che il Governo italiano ha sollecitato il Parlamento  a votare al più presto un disegno di legge che regolamenta le intercettazioni telefoniche (ecoutes, in francese), ordinate dalla magistratura per scoprire reati e perseguire i colpevoli, stabilendo l’interdizione del diritto di cronaca sulle indagini giudiziarie e limitando in questo modo il diritto-dovere dei giornalisti di svolgere la loro professione e il diritto dell’opinione pubblica ad essere informata;
considerato altresì che il governo non intende fermarsi nonostante la grande protesta dei giornalisti e della società italiana che hanno tenuto una grande dimostrazione di piazza il 3 ottobre scorso e stanno promuovendo ancora in questi giorni,  altre azioni pubbliche per scongiurare l’approvazione di una legge illiberale;
considerato inoltre che pur in altri Paesi, anche in  Europa, sono in atto iniziative di Governi e Parlamento che perseguono l’obiettivo di restringere gli spazi alla libertà di informazione, di limitare l’accesso alle fonti, di vietare che siano filmati eventi pubblici;
appoggiando le battaglie della FNSI e di un vasto movimento di intellettuali, di organizzazioni del lavoro, associazioni dei magistrati per una giustizia in nome e nell’interesse del popolo;
denuncia il pericolo che la democrazia in Italia come negli altri Paesi in cui ci sono iniziative simili possa essere lesa da  iniziative mirate a intralciare le condizioni legali e regolamentari  che permettono ai giornalisti di lavorare liberamente;
impegna la Ifj a sostenere questa battaglia di libertà e di indipendenza del giornalismo per il diritto dei cittadini ad una libera e corretta informazione, basata sull’accesso e la tutela delle fonti, e non sui segreti volti a coprire la casta dei potenti, e a proseguire nello stesso tempo le campagne per un giornalismo etico a garanzia degli interessi e dei diritti primari di ogni cittadino".

27 maggio 2010

IL POLLO E LA STATISTICA


La statistica per sua natura ci offre modelli e schemi di analisi su insiemi. Essa studia i modi in cui una realtà complessa può essere sintetizzata e quindi compresa. Dati e statistiche si possono manipolare per tentare di dimostrare questa o quella tesi, ipotesi o preconcetto. La più "proverbiale" osservazione a proposito delle medie statistiche è quella per cui se qualcuno mangia un pollo, e qualcun altro no, in media hanno mangiato mezzo pollo. (vedi La statistica di Trilussa).
Più seriamente Aldous Huxley ci ha insegnato che "nella vita reale non c’è alcun uomo medio". La media, comunque calcolata, è un concetto astratto. Una delle poche certezze assolute della statistica è che ciò che è "medio" non esiste. Ogni cosa si colloca necessariamente sopra o sotto il dato "medio".

Sebbene, dunque, i dati singoli, spesso drammatici di persone in carne ed ossa non vengano e non possano essere contemplati, dal Rapporto annuale dell'ISTAT sulla situazione del Paese nel 2009 si rilevano alcuni dati assai significativi relativamente alla congiuntura economica e al dispiegarsi della recessione, alle dinamiche e alle caratteristiche del sistema produttivo italiano e all'impatto della crisi sul lavoro, sugli individui e sulle famiglie.

Nell'illsustrazione del Rapporto da parte del presidente Enrico Giovannini emerge che:
"se il biennio 2008-2009 è stato straordinariamente difficile per l’economia mondiale e il sistema economico italiano, il 2010, avviatosi sotto il segno di una ripresa della produzione e degli scambi internazionali, presenta ancora forti rischi di instabilità. In Italia la caduta del prodotto è stata molto accentuata e più forte di quella registrata negli altri grandi paesi industrializzati: il Pil è tornato ai livelli dell’inizio degli anni Duemila”.
“Le imprese hanno cercato di fronteggiare la crisi riorientando le produzioni ela presenza sui mercati internazionali. Le piccole e medie imprese, nonché quelle più efficienti, hanno gestito meglio le difficoltà rispetto alle grandi e alle micro (fino a 9 addetti). Nonostante la gravità della recessione, molte imprese manifatturiere hanno aumentato l’occupazione e le esportazioni, mostrando la vitalità di importanti segmenti del sistema produttivo italiano."
"nel marzo 2010, il numero di occupati è inferiore di oltre 800 mila unità rispetto al massimo di marzo 2008 e vicino a quello registrato a fine 2005. Il tasso di disoccupazione e l’inattività sono cresciuti. Il reddito disponibile delle famiglie in termini reali, dopo essere aumentato molto lentamente negli anni Duemila, è diminuito per due anni consecutivi: il reddito disponibile annuo pro capite è oggi inferiore di circa 360 euro rispetto a quello del 2000. In questo scenario recessivo, tuttavia, il rallentamento dell’inflazione e la discesa dei tassi d’interesse hanno contribuito a rendere meno difficile la quadratura dei bilanci familiari. Le famiglie italiane hanno ridotto la propensione al risparmio, che ha raggiunto i livelli minimi dagli anni Novanta".
"Le politiche economiche hanno sostenuto il reddito disponibile e cercato di contenere l’impatto della recessione sull’occupazione, incoraggiando l’uso della cassa integrazione guadagni. La perdita di occupazione ha riguardato soprattutto i giovani che vivono in famiglia, rendendo meno duro l’impatto complessivo della crisi sulle condizioni dei bilanci familiari."
"Alla vigilia dell’adozione della nuova Strategia Europa 2020, è necessario comprendere come orientare le risorse disponibili al fine di creare le condizioni economiche, sociali e ambientali che determinano la qualità della vita in un Paese. La solidità di ampi segmenti del sistema produttivo e della posizione patrimoniale di tante famiglie non possono far dimenticare le fragilità che la crisi dell’ultimo biennio ha confermato o accentuato."

I punti critici che Giovannini ha individuato:
- la scarsa propensione delle imprese alla ricerca e all’innovazione;
- la presenza di due milioni di giovani che non studiano e non lavorano, nonché un tasso di disoccupazione giovanile salito quasi al 25 per cento;
- la bassa quota di investimenti pubblici e il ritardo infrastrutturale di cui soffre il Paese;
- le debolezze del sistema formativo delle giovani generazioni e degli adulti, il quale non solo non fornisce le competenze necessarie per svolgere le attività richieste dalla società della conoscenza, ma conserva le diseguaglianze sociali di partenza;
- il sottoutilizzo delle risorse femminili;
- il sottoinquadramento sul posto di lavoro che interessa oltre quattro milioni di persone e configura uno spreco di capitale umano inaccettabile;
- un miglioramento dell’efficienza energetica e ecologica che non procede ai ritmi necessari per assicurare la sostenibilità ambientale.
Secondo il presidente dell'ISTAT "aiutare il Paese a preparare gli anni a venire è altrettanto importante quanto gestire le emergenze attuali: tra i due obiettivi non c’è alcuna contraddizione".
La sostenibilità economica, sociale e ambientale si costruisce oggi, facendo scelte di investimento e di impiego delle risorse disponibili coerenti con una visione a lungo termine del progresso della nostra società.
Queste considerazioni conclusive del presidente dell'ISTAT meritano un'attenta riflessione.
Forse è l'incapacità di guardare al futuro e di progettarlo la pecca maggiore che si può attribuire alla classe politica attuale. La mancanza di una visione in prospettiva futura, di un piano di sviluppo e di crescita, di un quadro di riforme serio e condivisibile ha fatto ripiegare il potere politico nella mera gestione dell'esistente e privato il paese di quello slancio vitale in grado di far fronte alle difficoltà sociali ed economiche con una marcia in più. Come è un vero peccato non avere nell'agenda politica, come temi prioritari, quello dei giovani e del loro futuro, delle donne e della loro totale equiparazione, della concorrenza e delle liberalizzazioni.

Relativamente al debito pubblico, c'è un dato che fa riflettere: 
Nel quinquennio 2001-2005 (Governo Berlusconi - ndr)  si sono registrati livelli d’indebitamento netto pari o superiori al 3 per cento del Pil. Nel corso del biennio successivo (2006-2007 - Governo Prodi) il saldo del bilancio pubblico ha mostrato un forte recupero, per tornare a peggiorare significativamente negli ultimi due anni (Governo Berlusconi ndr) in conseguenza della crisi economica e finanziaria.
E tuttavia l'attuale capo del governo continua a ripetere (l'ultima volta ieri, durante la conferenza stampa per l'illustrazione della manovra) che il dissesto finanziario sarebbe stato prodotto dal "governo delle sinistre" e nessun giornalista presente gli ha fatto notare la falsità della dichiarazione. Se poi il premier si riferisce ai governi precedenti la sua discesa in campo, allora farebbe bene a parlare di governi a guida democristiana e socialista che erano ben altra cosa dal "governo delle sinistre". 

26 maggio 2010

Finalmente, dopo due anni, il governo 'percepisce' la crisi ...

  ... e a chi si rivolge per far cassa? Ai 'soliti noti'!

Dopo la cura da cavallo imposta dalla Gelmini alla scuola e da Brunetta a tutto il pubblico impiego, ecco, ci risiamo! Percepite le difficoltà di cassa, la tremontiana finanza 'creativa' riscopre l'anello debole da colpire: i lavoratori, il pubblico impiego, i pensionati, gli enti locali. Ma bravi, bis! Il ministro 'creativo', dimentico da dove viene questa crisi, a chi ha alleggerito il portafoglio, a chi, invece, lo ha gonfiato a dismisura, torna sul luogo del delitto, ma attenzione, "senza mettere le mani nelle tasche degli italiani". VERGOGNA!
Ministro, mi ascolti, ci sono italiani che avrebbero un gran bisogno di alleggerire le tasche che già scoppiano! Si rivolga a quelli, potrebbero essergliene grati!
Gli Italiani o, meglio, quelli di loro che pagano le tasse, che osservano la Legge, che non hanno più le tasche dove poter mettere le mani; quelli dalle cui tasche il 'pizzo' è stato trattenuto furtivamente prima che si costituisse il reddito, quelli che non riceveranno più i servizi che avevano già pagato con le imposte ringraziano questo governo e questa cossiddetta maggioranza ma avvertono che stanno preparando il conto che saranno lieti di poter presto presentare, opposizione permettendo! 
"Questa non è una finanziaria qualsiasi. Dobbiamo gestirla tutti insieme – ha dichiarato il ministro del Tesoro – perché non sarà una passeggiata".
Da Pechino, Pier Luigi Bersani ha duramente criticato l'atteggiamento e le parole di Tremonti: "ci hanno raccontato che i conti erano in equilibrio, invece non è vero niente. La Grecia non c'entra nulla: è un problema nostro. E non vedo riforme. Questa è una manovra depressiva, è solo un giro di specchi. Non si affronta nulla di strutturale, tagli indiscriminati e nessuna crescita".
Dello stesso parere anche Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, preoccupato per le profonde ripercussioni che la misura da 24 miliardi avrà sugli enti locali: “è una manovra insostenibile per le ricadute che avrà e per i servizi ai cittadini che le Regioni devono erogare”.
“Da giorni è cominciato il “canto delle sirene” che invita il Pd a sostenere la manovra, necessaria ad evitare per l’Italia il “rischio Grecia”. Nessuno però ricorda che in questi due anni il governo ha sistematicamente sminuito la dimensione straordinaria della crisi e ha costantemente negato, tacciando l’opposizione di catastrofismo, ciò che oggi è invece drammaticamente evidente: che l’Italia con il suo debito pubblico enorme e la bassa crescita ha bisogno di misure vere di risanamento e di riforme in grado di far ripartire l’economia”. Così Marina Sereni, vicepresidente dell’Assemblea nazionale del Pd. “Se Berlusconi e Tremonti vorranno confrontarsi in Parlamento – ha aggiunto Sereni – l’opposizione discuterà nel merito su ciascun punto della manovra. Già da ora debbono tuttavia sapere che una seria lotta all’evasione fiscale è incompatibile con l’ennesimo condono (edilizio) e che non si può scaricare i tagli di spesa principalmente sulle spalle dei lavoratori dipendenti, privati e pubblici, degli imprenditori e degli Enti Locali, quando i responsabili di questa crisi sono coloro che in questi anni si sono arricchiti speculando sui debiti degli Stati e delle famiglie e giocando sui mercati finanziari senza regole. Se ci vogliono sacrifici che almeno si abbia il coraggio di scontentare coloro che hanno di più e immeritatamente. Misureremo dai fatti se l’equità e l’etica sono, oltre che oggetto di colte conferenze del ministro Tremonti, anche la bussola vera delle scelte che il governo proporrà stasera al Paese”.

Dai microfoni di UnoMattina, il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti ha dichiarato: “finiamola con questa storia che non si mettono le mani nelle tasche degli italiani. Il momento è grave e ci vuole serietà. Se non aumento le tasse ma costringo un bambino ad andare con la carta igienica a scuola, se tanti lavoratori sono in cassa integrazione, se ci sono giovani precari a vita, se aumenta il costo del metano, se non ci sono i posti negli asili nido pubblici, tutti questi sono costi per le famiglie che già non riescono a arrivare a fine mese. Se, come sembra, quasi la meta' di questa manovra, 10 miliardi su 24, viene da tagli a comuni, province e regioni, come fanno a dare i servizi ai cittadini?''
"A pagare saranno ancora un volta i 'soliti noti': famiglie, lavoratori dipendenti, enti locali. Così non va", aggiunge la presidente del Pd Rosy Bindi.

"Dov'è l'equità chiesta da Napolitano?", chiedono i capigruppo Idv di Senato e Camera, Felice Belisario e Massimo Donadi. "Questa manovra - sottolineano - punisce come al solito i lavoratori dipendenti, soprattutto quelli pubblici, massacra le regioni e avrà una ricaduta terribile sulla domanda interna. Insomma, esattamente il contrario di quello che si sarebbe dovuto fare".

SILVIA RESTA A MARIA LUISA BUSI

Cara Maria Luisa,
ti scrivo in questa forma perché non sarebbe bastato un sms o una telefonata lampo per esprimere le emozioni e i ragionamenti che mi hanno provocato la tua lettera- chiamiamola così- di dimissioni da conduttrice del principale telegiornale d´Italia. E soprattutto non sarebbe bastato un sms per esprimerti quel senso di "sorellanza" che ho provato, un sentimento che esce dalla sfera privata per diventare pubblico. Non credo ti sia stato facile meditare quella decisione di lasciare. Penso alle notti che non avrai dormito, ai mal di pancia, ai pensieri e ai malumori. Al senso di ingiustizia e di rabbia. Penso a tutte le insidie e ai rischi che adesso hai davanti, al senso di solitudine che nonostante gli attestati di solidarietà e di stima, magari ti prende. O ti prenderà. Penso ai colleghi che ti parleranno alle spalle (succede) alle vipere che sparleranno di te e dei tuoi tempi passati in sala trucco (è già successo). Voglio dirti: coraggio. Voglio dirti: brava.
Brava perché sei brava. Ti ho sempre considerato una numero uno tra i volti dei tg. Una conduzione elegante ma asciutta, semplice, moderna, sobria. Onesta. Ma soprattutto competente. Non da semplice lettrice di "gobbi". Un volto che "buca" (si dice nel nostro gergo) come pochi; che piace a tutti. Una risorsa che la Rai dovrebbe valorizzare, non certo perdere - mi dico, ragionando col metro delle leggi di mercato. Ma da tempo quel metro non si usa più. Altri sistemi di misura hanno preso il suo posto. Quello che mi ha colpito della tua lettera è la radiografia che hai fatto, con parole semplici e chiare, dello stato dell´ informazione televisiva nel nostro paese. Una rappresentazione della realtà deformata, manipolata, oscurata. Sostituita da qualcosa che comincia a somigliare ad un reality.

Mi ha colpito che nonostante non ci sentissimo da tempo, le tue considerazioni, le tue inquietudini, sono uguali alle mie, e a quelle di tanti altri colleghi che negli anni hanno visto svuotarsi di inchieste e di fatti gli spazi nobili dell´ informazione tv. Ma soprattutto sono le considerazioni che fanno milioni di cittadini, stufi di vedere nascoste le loro "realtà". Parlo di tutto il sistema televisivo, con rare eccezioni.
Non si racconta più il paese vero, quello della crisi che morde, quello dei pendolari che perdono ore sui treni ammassati come acciughe, quello delle scuole a pezzi, quello che frana. Non si raccontano le truffe e gli abusivismi, non si raccontano le facce della corruzione, la mafia, le mafie; le grandi inchieste sul Palazzo che in un paese "normale" avrebbero tenuto occupati per mesi cronisti e reporter.
Tu dici: non c´è più l´Italia vera. Aggiungerei: e nemmeno il mondo... Hai notato che, finita l´era Bush, anche le corrispondenze dagli Stati Uniti sono diventate quasi merce rara? Ti ricordi quando ogni giorno c´era un pezzo sul cane del Presidente americano, e da quando è arrivato Obama... giusto il minimo. Comunque... Abbiamo iniziato quasi insieme il nostro percorso giornalistico. Ricordo gli esami e il seminario di Urbino. 1989. C´era Roberto Morrione, capo cronista del tg1, che insegnava che la notizia la devi inseguire, la devi "cacciare", e non devi mollare, a costo di starci sopra per mesi. E raccontava della storia di Ustica, un´inchiesta a cui il suo tg1 si era dedicato lavorando per mesi in apnea, in sommersione, e portando poi risultati importanti: scoop. Sono passati anni luce, un pezzo di storia.

Il paese è cambiato, e l´informazione del "sistema televisivo" sembra essere regredita ad un´era di oblio. Sembra come rispondere ad una regia unica, monocratica, che l´ha spinta a diventare una sorta di fabbrica del falso. E allora giù, a pioggia, i pezzi cosiddetti di alleggerimento. La ricetta per fare il cappuccino era una titolo recente di un tg, il giorno in cui mancava quello sulle intercettazioni. E i servizi sulle scarpe di pitone col tacco alto trenta centimetri. Il reportage fisso dall´inviato nello chalet di montagna, le file agli ski lift, i regali all´ultima moda: la chiavetta del computer coperta di diamanti. E per le mamme a cui mancano gli asili: c´è l´i-pod per le pance in attesa e il film durante il parto. Ah, mbè... Ho visto un titolo e un servizio sulla nuove tendenze degli occhiali da vista: "Se li mette anche chi ci vede bene, per essere alla moda", recitava una tua collega. Mah! E lo psicologo per i cani, e la caccia al coccodrillo. E un servizio sui maggiordomi; un altro sull´ arte di apparecchiare la tavola. Coltello a destra, forchetta a sinistra e così sia.

Basta. Hai fatto bene a dire basta. Mi colpisce la crudezza del tuo direttore, che in un´intervista al Corriere della Sera enumera, quasi con un certo disprezzo, i servizi da te realizzati: come se il tuo ruolo non fosse quello della conduzione. Mi colpisce, nelle parole del direttore, la freddezza, il trattare i giornalisti come numeri: "dopo venti anni di conduzione, è ora di cambiare". Mi stranisce poi quando parla della mimica facciale, con cui tu avresti esagerato... ma allora, mettiamoci i robot in conduzione, che è meglio! Mi dispiace, sono una all´ antica. Penso ancora che la redazione sia una squadra e che il direttore ne sia l´allenatore. E come tale dovrebbe voler bene ai suoi giocatori. Dovrebbe saperli e volerli ascoltare. Valorizzare. Utilizzare al meglio. Far parlare tutte le voci. E invece no. Giorni fa ho letto su "Il Fatto", un articolo di Massimo Fini a proposito di un sit-in di protesta davanti alla Rai di Viale Mazzini.

Durante questa manifestazione contro la falsa notizia della assoluzione nel processo Mills, raccontava Fini, erano stati spaccati alcuni televisori. Armati di martelli, i contestatori avevano fatto a pezzi una decina di apparecchi tv. Perché in sostanza, era il senso del pezzo, la tv è l´oppio dei popoli. La cosa proprio non mi è piaciuta. Mi ha fatto male. Mi ha evocato il luddismo dei tempi della rivoluzione industriale, i roghi dei libri durante il nazismo. No, per favore. Non prendetevela con la televisione. La televisione è un mezzo straordinario, capace di farci assistere ad un evento in diretta, e di farcelo vedere meglio che se fossimo lì. E´ la finestra in più dentro casa, un tappeto volante che ci può portare ovunque nel mondo. Quando ancora era in bianco e nero, ha alfabetizzato e unito questo paese. La televisione è nata per informare facendo VEDERE. Inchieste, documentari, reportage, presa diretta, cronaca. Se poi è stata trasformata in salottificio sempre più trash, in una fiction continua che produce dis-cultura, in un megafono del potere, in un mezzo che oscura piuttosto che far vedere, non è colpa sua.
E´come un frullatore: se dentro ci metti latte e fragole viene un frappè di fragola, se ci metti la m... Sono anni e anni che tu ed io (con ruoli e in spazi diversi) lavoriamo in televisione. E non possiamo che amarla. Così come amiamo questo paese, che per lavoro magari giriamo in lungo e in largo e che scopriamo sempre più saccheggiato, impoverito, triste. Eppure oggi rischi che se fai un servizio onesto, se fotografi certe realtà magari sconquassate; se parli di mafia o di camorra, ti dicono che sei "anti- italiano", o "militante". Paradossi. Cara Maria Luisa, ho visto e rivisto più volte il filmato delle contestazioni dell´Aquila, che "va a ruba" su You Tube. Quando a te e alla tua troupe i terremotati hanno gridato "Scodinzolini".
Ho osservato la tua reazione: elegante, composta, anche se leggermente imbarazzata. Certo, l´imbarazzo c´era. Ma devo dire che sei stata una signora giornalista: hai saputo mantenere la calma, il controllo della situazione, rispettando in pieno le regole del tuo mestiere e contemporaneamente la tua azienda, azienda del servizio pubblico. E mi è dispiaciuto leggere che alcuni dei tuoi colleghi avevano preso male le tue osservazioni, come critiche al loro singolo lavoro. Io ti ho capita. Ho capito che quando parlavi del cattivo racconto del terremoto fatto in tv non parlavi dei singoli pezzi (magari certamente fatti bene), ma dell´ intero contenitore in cui questi servizi andavano a finire. Di quel "tutto va ben madama la marchesa" che il quadro complessivo tendeva forzatamente, falsamente a rappresentare. Del fatto che oggi per vedere la realtà nuda e cruda del dopo terremoto la gente debba andare al cinema. Maria Luisa, brava. Hai fatto un gesto di dignità e di coraggio.

Coraggio di donna. Fregatene dei critici, dei maligni, dei cattivi, dei detrattori, degli invidiosi e delle invidiose, delle smorfiose, di chi ti dirà che lo hai fatto per farti pubblicità, di chi ti dirà che te la tiri, di chi ha i santi protettori e ogni giorno gli telefona. Non ti amareggiare e non ti scoraggiare. Non mollare. Rimani umile. Coraggiosa, ma umile. Al servizio dei cittadini. Sappi che tanti, ma davvero tanti, ti vogliono bene. Siamo giornalisti e viviamo un momento difficile. Chi ha il senso etico di questo mestiere non può che essere smarrito e incazzato. Di fronte a questa legge sulle intercettazioni, un attacco al cuore del nostro diritto dovere di cronaca, dovremmo essere tutti uniti, compatti e battaglieri nel respingerla al mittente. Ma molti si sono seduti, altri forse sono stati sedotti dalle comodità del "nuovo giornalismo". E la nostra risposta è ancora troppo debole. Tu sei brava, e forse come me sei un po' all´ antica. Allora stai serena. Continua a fare con onestà il tuo lavoro, quello che ti faranno fare. E soprattutto, non portare a casa il tuo malessere. Aspetta che passi. The time it´s on our side cantava Mike Jagger. Non ci resta che aspettare. Perché, lo sappiamo: un´altra televisione è possibile.
Da collega a collega, Silvia Resta

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