Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.
L'invito è a fare gruppo che si riconosce, a fare rete nel rispetto delle singole, specifiche identità, e a non rimanere monadi isolate che abbaiano alla luna.
La novità è che non si tratta di un aggregatore di blog né di un giornale online costruito da altri e dato in pasto ai frequentatori della rete, ma di un vero e proprio contenitore in cui ciascuno di noi, diventando autore, può inserire le notizie, le immagini e i video che trova interessanti, i post del proprio blog o di quelli che segue, i commenti, il tutto nel rispetto di alcune regole fondamentali. Scarica il Manifesto
Intendo parlare di questa nuova, interessante iniziativa online, il portale Nuova Resistenza, il cui manifesto si propone di
"creare nuove forme di diffusione dell’informazione e di collaborazione tra tutte le realtà che non condividono i valori di questo governo, per la rinascita del nostro Paese". "NR propone un progetto aperto a contatti e collaborazioni con tutte le organizzazioni, collettivi, singoli e gruppi che ritengono indispensabile unire le forze sugli obiettivi comuni, pur mantenendo ognuno le proprie individualità. L’obiettivo è dare visibilità e quindi più forza, alla resistenza attiva frammentata e oscurata dai mezzi di comunicazione; mettere in contatto realtà diverse per unire le forze e resistere insieme e meglio".
C'è nel Paese un bisogno diffuso di tenere alta la testa per creare le premesse al cambiamento di questo governo che produce la vergogna del lodo Alfano, dello scudo fiscale, di un parlamento paralizzato sulla tutela del presidente del Consiglio anziché occuparsi della crisi del paese che coinvolge sempre più le famiglie, i lavoratori, i pensionati, i giovani.
I temi principali sono: Nucleare - Acqua Pubblica - No Tav - Mafia - Diritti Sociali - Ambiente
Io ho già aderito e col mio blog ho iniziato la collaborazione; la stessa cosa consiglio di fare a chi mi segue e crede nella necessità di unire le forze in un impegno comune di forte Resistenza; per creare le condizioni, nel nostro Paese, di una vera Rinascita nel rispetto dei Diritti e della Costituzione.
Auguro a Nuova Resistenza tutto il successo che merita e spero che l'iniziativa non risulti dispersiva.
Mentre gli operai salgono sui tetti perchè qualcuno si accorga del loro dramma;
mentre alla camera si vota il "legittimo impedimento" per consentire al premier e ai suoi ministri di portare a prescrizione i loro eventuali (?) processi;
mentre il solito Brunetta pontifica sull'art. 18;
mentre Bertolaso, dopo la figuraccia ad Haiti, attende in premio un ministero;
mentre gli immigrati trascorrono il tempo in code lunghissime per rinnovare i loro permessi che nel frattempo scadono;
mentre la mafia e i suoi amici attendono la "legge antipentiti" in modo da rendere sempre più difficile il lavoro degli inquirenti;
dopo aver aumentato a dismisura i giochi, le lotterie e le scommesse con le code nelle tabaccherie di tanti illusi che sperano vanamente nel colpo di fortuna;
la Brambilla, ministro del turismo, annuncia un disegno di legge per la creazione di 40 nuovi casinò negli alberghi a 5 stelle, 3 per regione, oltre alla riapertura di case da gioco già operanti sul territorio nazionale. La bozza del Ddl
Non mi stancherò di ripeere (come nel famoso 'Delenda Carthago' con cui Catone il Censore soleva chiudere tutti i suoi interventi in senato) che la LEGGE ELETTORALE PORCATA va prima possibile cambiata, cioè nel corso dell'attuale legislatura. Gli Italiani non possono subire ancora l'affronto di vedere in parlamento persone che non sono state scelte da loro e che del loro operato rispondono esclusivamente ai 'padroni delle liste'.
So bene che Catone godeva in Roma di una reputazione straordinaria e in senato aveva una platea che alla fine gli diede ragione. Io non sono Catone ma sono convinto che la maggioranza degli Italiani concorda con me e con lo stesso estensore della legge elettorale che la definì 'porcata' per le seguenti ragioni:
la legge consente ai compilatori delle liste (vertici e segreterie dei partiti) di determinare l'elezione dei loro affiliati più fedeli ponendoli in cima alla lista;
la scelta e la rispettiva posizione in lista non è prodotta dalla valutazione delle qualità, della popolarità, dell'esperienza e del programma del singolo candidato, ma esclusivamente dal grado di fedeltà dimostrato nei confronti del capo;
il candidato messo in lista in queste condizioni non ha alcun motivo di farsi conoscere dagli elettori e di operare nel territorio nell'interesse dei cittadini (se è in buona posizione nella lista, sa bene che verrà eletto e costituirà il gruppo degli accoliti attraverso i quali controllerà consigli comunali, consigli di amministrazione, aziende pubbliche ecc.; se non verrà eletto (ma lo sa già da prima) attende di ricevere il dono promesso, tutto privato, per la sua testimonianza; può trattarsi di una consulenza ben remunerata, di una nomina nel consiglio di amministrazione di un ente o altro;
in questo modo 'si nominano' deputati e senatori disposti a tutto pur di mantenere i privilegi di cui godono; pronti a chinare la testa ad ogni cenno del capo; capaci di dimenticare le istanze dei loro concittadini e dei territori che dovrebbero rappresentare se non collimano perfettamente con gli interessi del capo;
in queste condizioni, anche un cane di nome 'Pinco Pallino' può rischiare di vedersi nominato per occupare uno scranno in parlamento.
Sono consapevole, come lo sono tutti gli Italiani, che soltanto una sparuta minoranza di quanti, grazie ad essa siedono in Parlamento, sarebbe disposta a rivedere la legge elettorale 'porcata'.
Ma questa non è una buona ragione per non parlare della VERGOGNA che mortifica la dignità dei cittadini elettori e degli stessi eletti.
So che a "lorsignori" interessa quanto un fico secco ma sappiano che, vigente l'attuale legge elettorale, per la prima volta nella mia vita diserterò le urne. E se lo facessero tutti i cittadini indignati, non più disposti a subirla?
Oggi voglio proporre la lettura di questo bel volume Ponte sullo Stretto e mucche da mungere a cura di Luigi Sturniolo. Il saggio ci aiuta a capire il senso di questa nuova economia di Partnership Pubblico Privato, che privatizza i profitti mentre socializza i costi e le perdite. Scritto in forma piana e corredato da una ricca bibliografia, è acqistabile in formato elettronico (pdf) al prezzo di € 2.5
In questa sede ne offro solamente la sintesi, rinviando i lettori al testo completo.
Fino a poco tempo fa era il peggiore dei mali. L’intervento pubblico in economia oggi è centrale sia nella socializzazione delle perdite che nelle Partnership Pubblico Privato: “grandi opere”, servizi di pubblica utilità come acqua, gestione dei rifiuti, trasporti, persino l’economia dei disastri e delle guerre dall’Africa all’Afghanistan. Sono le “mucche da mungere”, costruite o gestite con denaro pubblico o garantito dallo Stato, ma pensate per portare profitto ai privati con operazioni ad alto rischio ed inutili per il territorio. Il Ponte sullo Stretto - esempio estremo di questa strategia - può diventare un crack finanziario, una bolla speculativa pagata da tutti i cittadini.
Cosa hanno in comune il Ponte sullo Stretto, una diga in Lesotho, la gestione dell’acqua in Calabria, i cumuli di rifiuti nel centro di Napoli, le razioni di pollo per i soldati in Afghanistan ed un hotel extralusso a Kartoum con vista sulle capanne di fango inondate dal Nilo?
Sono tutti casi-esempio di una nuova strategia, l’economia basata sulle partnership tra pubblico e privato che “mungono” attività senza rischio. Al primo soggetto spettano i costi, al secondo i benefici. E’ l’economia delle infrastrutture inutili, addirittura non volute ed imposte al territorio. E’ l’economia dei disastri e delle guerre.
Dopo i sistemi basati sul welfare e sulla presenza dello Stato, dopo la lunga fase delle privatizzazioni e del liberismo – quando l’intervento pubblico in economia diventa un tabù, e neanche i partiti di sinistra osano citare Keynes - inizia l’era delle PPP (Partnership Pubblico Privato), capaci di controllare il settore pubblico da detentrici del capitale di ciò che viene costruito o gestito.
Aumenta il differenziale sociale, ovvero l’eterno scarto tra il ricco ed il povero. Le residue risorse pubbliche sono spostate a favore di contractor privati. Si generano debiti che verranno trasferiti sulle generazioni a venire.
I “movimenti di protesta territoriali”, etichettati come egoisti e retrogradi, hanno avuto la “lucida follia” di comprendere il “grande inganno” delle politiche di privatizzazione dei servizi e dei beni pubblici, di pubblicizzazione del costo, di distruzione ambientale e sociale, della shock economy che trae profitti dalle guerre e dai disastri naturali.
Questo libro prova a raccontare una storia diversa. Scheda dopo scheda, paese dopo paese, esempio dopo esempio capiremo che la questione, in realtà, è una sola.
On. Marinello, io c'ero nell'Aula Magna del Liceo Classico "Tommaso Fazello" di Sciacca (il mio e il suo onorato Liceo anche se Lei ne ha storpiato il nome) e c'erano tanti altri cittadini e studenti ad ascoltare le testimonianze appassionate e coraggiose di quanti (giornalisti, piccoli imprenditori, parenti di vittime) hanno raccontato episodi più o meno noti di quella violenza mafiosa che offende la nostra terra e ne condiziona il futuro.
Approfitto, anzi, di questa riflessione, per ringraziare l'AltraSciacca dell'iniziativa di alto valore pedagogico e sociale che ha avuto il merito di aprire un dibattito costruttivo su un tema di scottante attualità, smuovendo le acque stagnanti intorno ad un problema che ci riguarda da vicino.
Caro onorevole, la nostra gente ha bisgno di sapere e di non essere lasciata sola ad affrontare questo "mostro" che cerca di opprimerla e di bloccarne ogni reazione; ha bisogno di un'informazione senza censure e non manipolata per capire che c'è ancora spazio per un vero riscatto dal contropotere mafioso.
Al Preside Brancato, che ha aperto le porte della scuola a questi incontri, inserendoli in un progetto di educazione alla legalità, va l'apprezzamento senza riserve di tutti i cittadini liberi e consapevoli, (al di là di qualsiasi appartenenza politica) e la solidarietà per il tentativo maldestro e inaudito di censurarne l'operato, da Lei messo in atto nella veste di parlamentare eletto nella nostra circoscrizione.
Lei non crede, on. Marinello, che siano altre le interrogazioni da presentare all'on. ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca al fine di stigmatizzare le condizioni in cui versa la scuola pubblica di ogni ordine e grado nel nostro territorio?
Se poi volesse ampliare il raggio dei suoi interventi, non potrebbe chiedere all'on. ministro quali motivazioni di ordine didattico e culturale l'abbiano indotta al forte ridimensionamento dell'insegnamento della geografia nei nuovi curricoli dei licei e degli istituti tecnici e professionali? Firma l'appello
O quelle relative alla riduzione dell'obbligo scolastico, equiparato all'apprendistato?
P.S.: sarei curioso, infine, di sapere, on. Marinello, come ha risposto l'on. ministro alla sua interrogazione e se Lei si è dichiarato soddisfatto
liberarsi delle vecchie cariatidi che rappresentano una palla al piede di un partito nascente (che non può diventare un aborto);
riconnettersi fortemente alla gente e ai territori e interpretarne correttamente i bisogni e le attese.
Se il PD saprà fare questo senza infingimenti e senza riserve, allora avrà la possibilità di sperare di scrivere nuove pagine per una politica rinnovata. Ma urge che si liberi definitivamente di tanti "portatori d'acqua" verso una destra impresentabile che comincia ad annaspare anche al livello nazionale per quello che fa e rappresenta.
Si torni, per favore, a dare un senso positivo e propulsivo alle primarie perchè non diventino lo strumento utile solo a sanare conflitti interni al centro-sinistra e riconquistino quella funzione, tanto cara agli elettori dell'area democratica, di strumento utile per la scelta del candidato e del programma migliori.
Si facciano i leader una ragione del fatto che i cittadini rifiutano gli accordi e i nomi costruiti nelle segrete stanze e intendono partecipare attivamente alla vita politica anche attraverso il superamento (non più procrastinabile) della legge elettorale 'porcata'.
L'augurio per Nichi adesso è quello di riuscire, dopo questa bella affermazione personale, a convogliare l'elettorato pugliese democratico, riformatore e progressista per una risposta consapevole, forte e vincente sulla politica del malaffare e dei bassi interessi che in Puglia vorrebbe tornare ad imporsi.
... una persona responsabile, chiamata a decidere i destini di una nazione ma oppressa contemporaneamente dal peso schiacciante delle proprie personali, private responsabilità, richiederebbe un salvacondotto speciale e raggiungerebbe un'isola accogliente dove trascorrere il più serenamente possibile gli anni che ancora gli è dato da vivere.
Otterrebbe alcuni risultati importanti:
Libererebbe il Paese da una stretta insopportabile che lo sta asfissiando;
Consentirebbe anche agli avversari di valutare e riconoscere gli aspetti positivi del suo operato (se ce ne fossero);
Accelererebbe il ritorno del paese alla normalità costituzionale;
Consentirebbe allo stesso interessato di valutare quanti di coloro che adesso lo servono e lo sostengono, usano di lui per strumentale opportunismo;
Otterrebbe, finalmente, l'onore delle armi come riconoscimento per non aver condotto con sè anche il paese nel baratro più profondo.
Ma queste sono considerazioni prodotte dalla mente normale di un cittadino normale. Ci sono, purtroppo, personalità complesse, dotate di uno smisurato senso di sè fino alla totale svalutazione degli altri, disposte a bluffare fino a toccare il fondo.
Finchè a rovinarsi sono soltanto loro, poco male; quando, invece, nel loro crollo intendono trascinare un paese intero, allora occorre che chi ne ha ancora la capacità e la forza, rifletta seriamente e faccia qualcosa.
E questo discorso non è rivolto soltanto a chi dice di fare opposizione, ma al diretto interessato in primis, ai cittadini consapevoli, a quanti hanno a cuore l'Italia e il suo futuro fra le nazioni civili.
P.S.: Quello cui oggi assistiamo nel nostro paese ci fa pensare soltanto alla situazione socio-politica dell'Iran!
Visito di tanto in tanto il Blog di Concita De Gregorio sull'Unità e oggi voglio riportare la pagina Indecenza al governo
Un'amnistia penale e contabile. Una legge cucita come un abito su misura per salvare il presidente del Consiglio che nega giustizia a tutti quei cittadini che vedranno dichiarati morti processi non ancora conclusi. Una norma che salva la casta dal dovere di pagare per i reati contabili: un danno erariale enorme per lo Stato per mano di un governo che non è in grado di abbassare le tasse come promesso ma che rinuncia a 500 milioni di euro da politici e società che abbiamo commesso reati contabili e amministrativi. La lista dei fortunati è lunghissima. Comprende tra gli altri l'estensore del testo senatore Giuseppe Valentino, che visto l'andazzo generale non ha avuto problemi a contribuire a scrivere una legge che andasse bene anche per sé. Valentino ha un giudizio pendente davanti alla Corte dei Conti del Lazio per una storia di sprechi e consulenze quando era sottosegretario alla Giustizia con il Guardasigilli Roberto Castelli (anche lui beneficiario della legge, come vi avevamo annunciato, e anche lui suo autore, in quanto membro della commissione Giustizia del Senato).
Moltiplicandosi per metastasi ieri nell'aula del Senato il cancro del conflitto d'interessi, e la volontà della maggioranza di aggirare la Costituzione, ha prodotto un mostro. Pur di risolvere il problema personale di Silvio Berlusconi e, nello stesso tempo, per evitare di andare a sbattere contro la violazione dell'articolo 3 della nostra Carta fondamentale (quella che sancisce il principio di uguaglianza) è stata allargata a dismisura, ben oltre il campo del diritto penale, la norma salvapremier chiamata "processo breve". Con questo brillante risultato: non solo decine di migliaia di cittadini, vittime di reati, non avranno più giustizia, ma lo Stato perderà una cifra che si aggira attorno al mezzo miliardo di euro. Per dare un'idea a chi non avesse dimistichezza con questi ordini di grandezza: sono 100 milioni in più di quanto il governo ha racimolato con l'ultima Finanziaria per le università. Sono cinque volte la cifre stanziata per l'agricoltura. Sono il doppio dei fondi destinati all'adeguamento antisismico delle scuole dell'intero Paese. I ricercatori dell'Ispra che si occupano con grande competenza di compiere analisi ambientali sul nostro territorio sono nel frattempo ancora sui tetti, senza lavoro: a uno di loro, specialista in mare e coste, il ministro ha proposto di occuparsi di marmotte. Come se a un ginecologo chiedessero visto che è medico di fare trapianti di cuore. «Senza vergogna», abbiamo titolato qualche tempo fa. Ieri oltre al limite del pudore si è superato anche quello della decenza. Di questo parla oggi Anna Finocchiaro in un'intervista raccolta da Ninni Andriolo. Delle origini di tutto questo racconta la seconda puntata dell'inchiesta «processo breve memoria lunga», in cui Claudia Fusani e Luigi De Magistris ripercorrono in quattordici puntate per tre giorni alla settimana tutti i processi che nel corso degli ultimi vent'anni hanno visto imputato il premier, con conseguente modifica del nostro sistema giustizia. Oggi si parla delle tangenti Guardia di Finanza, correva il 1994.
Colpisce l'analisi attenta dei fatti della malapolitica e l'accostamento stridente di questi con i problemi quotidiani delle persone normali, oscurati totalmente dai media.
Impressionante è poi il numero di commenti (centinaia) che si possono dividere in 3 categorie:
1) Quelli che condividono (la grande maggioranza) il punto di vista della giornalista e la incitano a continuare l'impegno anche in nome e per conto loro che sono senza voce
2) Quelli che appaiono delusi e spesso offesi da un'opposizione, in particolare il PD (o una parte di esso), che appare prona e inerme di fronte alla carica forsennata di una destra indecente
3) La minoranza, infine, dei soliti provocatori che, in modo spesso osceno, fanno l'elogio acritico del manovratore, accusano gli altri di tutti i misfatti, consigliano di attendere il compimento dell'opera.
Tra i frequentatori del sito c'è Antonella che in una mail mi scrive:
Concita riesce ancora a scrivere, a parlare. Io no. Tutto questo parlare a cosa serve? Dentro ho ormai solo il vuoto. Tempo fa l'avevo detto: non è più tempo di parole. Ma nessuno fa niente. Parliamo, parliamo... parliamo, parliamo...
Cosa importa quanti soldi lo Stato perde con questo cosiddetto processo breve? Li perde anche con lo scudo fiscale, con le norme pro evasori, con il ponte sullo Stretto, con la Tav, le centrali nucleari, le tangenti, i mega stipendi e le mega pensioni, eterni, a quella che ormai è una moltitudine, con i carrozzoni che servono a rubare e a far sì che amici degli amici guadagnino stipendi da favola, altri con il risparmio ottenuto non pagando la contingenza... con le proprietà pubbliche vendute, con mille sconci di ogni giorno.
E noi parliamo, parliamo. Ci arrabbiamo, non riusciamo più a vivere dignitosamente da molto tempo. Molti giovani sono rovinati e gli abbiamo scippato il futuro, li abbiamo spenti, traditi, uccisi a volte, per far guadagnare bar, pizzerie, discoteche e spacciatori. Li abbiamo resi egoisti, insensibili. Abbiamo tradito ogni ideale, ogni principio. Siamo tutti Caino. Lasciamo che la violenza, la disonestà, l'arroganza, l'illegalità imperino. E parliamo, parliamo. Non è finita qui, e già siamo nel baratro. Ma parliamo.
Basta, non ho più voglia di parlare.
Questo di Antonella è uno stato d'animo assai diffuso dinanzi allo sconcio, agli esempi e alle parole (l'ultima dell'uomo dell'amore 'giudici = plotoni di esecuzione') che vengono dagli uomini alla guida di questo sventurato paese.
Le parole e le immagini non sono bastevoli a mostrare il dramma di milioni di persone e di un paese, devastati in pochi attimi dalla furia 'innaturale' del sisma.
Da Port-au-Prince la cronaca di Alberto Flores d'Arcais, inviato di Repubblica
I bambini senza nome di Haiti
avevo un padre
ma non lo vedevo spesso
se chiedevo
'dov’è adesso?’
per mare, mi dicevano
ora mi cercherà
non c’era quando questo é successo
Ho bevuto latte di cocco
e respirato vento di scirocco
avevo collane di conchiglie
e il mio piccolo mondo pieno di meraviglie
ma la Tua casa è più bella della mia
non lasciarmi andare via!
Ero troppo piccolo per conoscere la paura
quando sei arrivato a riprendermi
Semplicemente
Ti ho dato la mano
E mi hai preso con Te
Credo che avrei preferito continuare a giocare
con la spuma del mare
credo anche che avrei voluto imparare ad amare
Ma non ho avuto paura quando mi sei venuto a chiamare
Promettimi solo
Che anche qui
Io crescerò
E che tutti coloro che amo
Un giorno rivedrò
La Tua casa è più bella della mia
Non lasciarmi andare via!
TERREMOTO AD HAITI – COME AIUTARE
CROCE ROSSA
Numero verde: 800.166.666
Donazione online: Causale “ Pro emergenza Haiti “ www.cri.it
Per chi volesse parteciparre alla ricostruzione di Haiti versamenti su: Banca Popolare Etica IBAN IT 07 J 05018 12101 000000511320
ONG AGIRE
Agenzia Italiana Risposta alle Emergenze (Onlus)
Network che riunisce 11 Organizzazioni Non Governative Italiane ed Internazionali
Sms: Una donazione di 2 euro inviando un sms al 48541 da cellulari Tim o Vadafone o chiamando da rete fissa Telecom. Numerazione attiva da oggi fino al 31 gennaio 2010.
Oppure:
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870
Posta: cc postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti.
Banca: cc BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti.
Per chi volesse fare una donazione indicare nella causale “terremoto Haiti”
Credito Artigiano-Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 BIC (Swift code) ARTIITM2 Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
EMERGENZA HAITI
Gli amici di "ABC solidarietà e pace - onlus" da anni sono presenti ad Haiti con progetti di sostegno scolastico aiutiamoli a far fronte all'emergenza.
Movimento Lotta Fame nel Mondo, Via Cavour, 73 – 26900 Lodi
causale: terremoto Haiti
oppure:
Banca Popolare Etica – Ag. Milano
IBAN: IT91 R 05018 01600 000000 540540
intestato a Movimento Lotta Fame nel Mondo, Via Cavour, 73 – 26900 Lodi
causale: terremoto Haiti
APPELLO PER HAITI
AVSI è già operativa nella capitale nei quartieri poveri di Cité Soleil e Martissant, con un punto di prima accoglienza per le persone senza tetto, in particolare bambini e mamme, distribuendo generi di prima necessità.
DONA ORA IL TUO CONTRIBUTO - indicando nella causale “terremoto Haiti”:
- Credito Artigiano - Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000
Per bonifici dall'estero:
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000
BIC (Swift code) ARTIITM2
- Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
- Donazioni online dalla home page del sito
Maggiori info sul sito: www.avsi.org – leggi la cronaca e scarica il progetto da sostenere.
... un vescovo o il segretario di Stato vaticano farei di tutto per dimostrare al ministro Tremonti, anche in nome dei principi cristiani, che gli scatti stipendiali solo per gli insegnanti di religione rappresentano un privilegio intollerabile e una palese sperequazione rispetto agli altri docenti precari.
Mentre i sindacati della scuola sono alle prese con un complicato rinnovo del contratto in favore di tutti i docenti e gli Ata della scuola, alla chetichella quelli di religione nella busta paga del mese di maggio troveranno una gradita sorpresa: il "recupero" degli scatti (del 2,5 per cento per ogni biennio, a partire dal 2003) sulla quota di retribuzione esclusa in questi anni dal computo. Supplenti compresi.
Il diritto agli scatti biennali in favore degli insegnanti di religione è stabilito da una legge del 1980, che poteva anche avere un senso: siccome i docenti di religione erano precari a vita, non era prevista cioè la loro stabilizzazione, era necessario stabilire un meccanismo per aggiornare loro lo stipendio. Ma poi nel 2005 arrivò il concorso e l'immissione in ruolo. E mentre per i precari della scuola non è previsto nessun aumento di stipendio in relazione all'anzianità di servizio, quelli di religione conservano questo trattamento: incremento del 2,5 per cento ogni due anni.
Secondo alcuni calcoli effettuati dai sindacati l'aumento potrebbe valere 220 euro in più in busta paga, arretrati esclusi. Niente male per quasi 12 mila insegnanti di religione a tempo determinato attualmente in forza alle scuole italiane.
Per il rinnovo del contratto degli insegnanti, invece, i sindacati hanno chiesto un aumento di 200 euro mensili da erogarsi in tre anni, ma il ministro della pubblica amministrazione è disposto a concederne appena 20. E non solo. Vorrebbe agganciare gli aumenti di stipendio dei docenti al merito. Vedi: Aumenti ai prof di religione
Siccome non sono un insegnante di religione né un vescovo o il segretario di Stato vaticano ma solo un cittadino di questa repubblica, visto che gli insegnanti sono troppi, mi chiedo se non sia ora di togliere gli insegnanti di religione cattolica dalla scuola pubblica. In nome della laicità dello Stato e del rispetto delle altre confessioni non concordatarie.
Sono giorni, settimane, mesi, che la cultura razzista sta dilagando nel nostro paese, come se i diritti avessero una cittadinanza e non fossero patrimonio imprescindibile di ogni essere umano.
I fatti di Rosarno non sono che la dimostrazione che la misura è colma, per poterersi continuare a chiamare “popolo civile”. Gli italiani sono ORA chiamati a decidere da che parte schierarsi. Don Lorenzo Milani diceva:
"Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri."
Allo scopo di mostrare il proprio dissenso verso una politica sempre più discriminatoria che troppo spesso parteggia per i più forti opprimendo oltre misura i deboli, è partita dal gruppo web “non sono bianco, non sono nero, voglio essere a colori” l’iniziativa di inviare una mail di protesta alla Presidenza della Repubblica.
Se anche voi condividete la necessità di non essere complici del degrado morale verso il quale ci sta portando questa politica discriminatoria, copia/incollate il testo che segue ed inviatelo tramite questo link al Presidente Giorgio Napolitano.
Alla Presidenza della Repubblica.
Il nostro Paese oggi non è quello immaginato né dagli Italiani del Risorgimento, né dai Partigiani della Resistenza, specialmente quando esso si macchia di gravissime colpe come quella di essere diventato terra di discriminazioni razziali.
La Storia italica ha nelle sue stesse radici, più che in ogni altro angolo del mondo, una componente: la risultante millenaria dell’incontro tra grandi civiltà diverse, che hanno fatto sì che nel nostro stesso patrimonio genetico di abitanti di questa penisola siano inevitabilmente presenti elementi di multietnicità. Persino i nostri stessi caratteri somatici testimoniano questa verità. Si provi ad entrare in una qualsiasi aula scolastica frequentata anche da soli cittadini italiani, in qualunque regione italiana, e si noterà che, a differenza che in paesi anglosassoni, scandinavi, slavi, qui troviamo volti i più diversi: mori, biondi, rossi, castani; occhi neri, occhi azzurri, pelle scura, pelle olivastra, pelle chiara: sono proprio loro, i nostri figli!
I Padri Costituenti vollero solennemente sancire nella Costituzione i principi fondamentali che all’art. 3 ci ricordano la pari dignità sociale e l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Ma oggi appare così lontana l’osservanza di tali principi che, in quelli come noi che ne hanno fatto la loro base etica di vita, l’indignazione ha raggiunto un livello di non più sopportazione. Nel ricordare che l’Italia ha aderito alle più importanti convenzioni internazionali in tema di diritti umani, i cittadini, che si sono raccolti intorno al gruppo titolato, presente tra le pagine del social network “Facebook”, si rivolgono ad Ella, Signor Presidente della Repubblica, affinchè ci sia un Suo intervento chiaro, nelle vesti di Garate della Carta Costituzionale, inteso a far valere quei principi, a richiamare il governo di questo Paese all’osservanza di quei principi, a sanzionare senza esitazione quelle formazioni partitiche che si sono distinte per atteggiamenti e propositi xenofobi e razzisti.
Noi Le inviamo questa nostra richiesta fiduciosi.
Ci auguriamo quanto prima che vengano presi provvedimenti chiari, intesi a porre un freno a quest’ondata di razzismo nel nostro Paese.
Il nostro gruppo, che non è il solo, ha però anche una precisa posizione che è quella, nel caso di insensibilità a questa nostra richiesta, di procedere a manifestazioni e proteste senza fermarci, intenzionati a condurre un’azione di civile lotta contro ogni forma di discriminazione razziale e ingiustizia sociale nei confronti dei deboli di qualsiasi etnia.
La ringraziamo per l’attenzione.
IL GRUPPO CONTRO IL RAZZISMO: “NON SONO BIANCO, NON SONO NERO VOGLIO ESSERE A COLORI”
Indirizzo mail : fratellicolorati@gmail.com
Vota il tuo politico preferito (con tante scuse per i fuori elenco)
Di Pietro Antonio
27
24%
Bindi Rosy
17
15%
Bersani Pierluigi
15
13%
Fini Gianfranco
9
8%
Ventola Nicola
6
5%
Marino Salvatore
5
4%
Altro (non in elenco)
5
4%
Berlusconi Silvio
5
4%
Franceschini Dario
4
4%
Tabacci Bruno
4
4%
Fassino Piero
2
2%
Orlando Leoluca
2
2%
D'Alema Massimo
2
2%
Casini Pierferdinando
2
2%
Mussolini Alessandra
1
1%
Maroni Roberto
1
1%
Brunetta Renato
1
1%
Capezzone Daniele
1
1%
Quagliariello Gaetano
1
1%
Bossi Umberto
1
1%
Lupi Maurizio
1
1%
Concia Anna Paola
1
1%
Bocchino Italo
0
0%
Brambilla Michela
0
0%
Prestigiacomo Stefania
0
0%
Ghedini Niccolò
0
0%
Carfagna Mara
0
0%
Alfano Angelino
0
0%
Cota Roberto
0
0%
Calderoli Roberto
0
0%
Gasparri Maurizio
0
0%
Cicchitto Fabrizio
0
0%
Gelmini Mariastella
0
0%
La Russa Ignazio
0
0%
Total Votes: 113
Il sondaggio ha raccolto 113 voti e, considerata la posizione politica dei miei lettori, era scontato che i voti si orientassero verso politici dell'opposizione. Meno scontato che fosse Di Pietro con 27 voti a guidare la classifica, seguito a distanza dai due esponenti di primopiano nel PD. Rilevante la 4° posizione di Fini con 9 voti (4 più di Berlusconi) e la 5° di Vendola (6 voti) cui non ha giovato l'errore nella scrittura del nome.
Condividi l'accordo tra maggioranza e opposizione per le riforme?
No
95
84%
Sì
18
16%
Total Votes: 113
Significativa l'indisponibilità dei miei lettori a considerare positivamente un'eventuale intesa tra maggioranza e opposizione per le riforme. La stragrande maggioranza di loro (95/113) vota NO al quesito, forse perchè consapevole del fatto che un'intesa sarebbe possibile solo come approvazione e ripiegamento sulle posizioni della maggioranza.
La tua prima riforma del 2010
Legge elettorale
83
75%
Altro
18
16%
Sistema previdenziale
6
5%
Giustizia
2
2%
Forma di governo
1
1%
Federalismo
1
1%
Total Votes: 111
Interessante il voto sulla I riforma da mettere all'O.d.G.: 83/111 scelgono la legge elettorale (la famosa porcata). Notevole il 2° posto di chi (18/111) vota "altro".
La parola, la locuzione abusata che a fine anno butterai dalla finestra
le mani nelle tasche degli italiani
19
17%
colpa della sinistra
18
16%
piuttosto che
17
15%
volontà popolare
11
10%
clandestino
11
10%
assolutamente sì
7
6%
bipartisan
6
5%
fannullone
5
4%
nelle more
5
4%
irricevibile
3
3%
come dire
3
3%
trans
2
2%
aiutino
1
1%
al limite
1
1%
ci sta
1
1%
(altro non in elenco)
1
1%
a prescindere
1
1%
sdoganare
0
0%
ma anche no
0
0%
a tutto tondo
0
0%
Total Votes: 112
Meritevole di un'attenta analisi questo sondaggio sulle parole abusate che spesso confondono la grammatica ma anche le idee. 1) "Non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani" è una vera 'chicca' di cui la destra al governo continua a servirsi per convincere i cittadini che essa non abusa del prelievo fiscale. La verità è che le tasse aumentano invece che diminuire e l'espressione, che suona piuttosto volgare, lascia il tempo che trova per 19/112 che l'hanno votata. 2) "Colpa della sinistra" altra espressione abusata per attribuire alla sinistra ogni responsabilità per tutto ciò che non va, votata da 18/112. 3) L'abominevole "piuttosto che" in voga in TV e sui giornali in una accezione impropria e scorretta come disgiuntiva (o) è stato opportunamente scelto da 17/112. 4) La "volontà popolare" in nome della quale chi governa fa i propri comodi viene indicata da 11/112, come "clandestino" al posto del più corretto immigrato irregolare.
Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato al sondaggio e attendo considerazioni e commenti.