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09 marzo 2013

Spunti di riflessione di un cittadino qualunque su Grillo, la crisi dei partiti e l'invasamento di massa

Devo premettere che non sono nostalgico di come i partiti hanno gestito la cosa pubblica, anzi al contrario (e lo dimostro nei tanti post sul mio blog sin dal 2006); anche se continuo a considerarli il sale della democrazia e mi attengo all'art. 49 della Costituzione quando recita: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale

Ho avuto sempre paura e ribrezzo, invece, per le manifestazioni di massa antiche e attuali, guidate da capipopolo urlanti, intenzionati a rovesciare, assieme al personale indegno di rappresentarci, anche le regole, le istituzioni e le modalità che costituiscono la democrazia. E Grillo è uno di questi che, sfruttando il malcontento diffuso per le prove indecenti offerte da molti rappresentanti politici e il disagio crescente in vasti strati della popolazione immiserita dalla crisi economica, cavalca l'onda per portarla alle estreme conseguenze. 

Mi ha fatto molto riflettere, in proposito, il commento lasciato da Mix, che si firma Un cittadino italiano, sul post Le mie dieci domande a Grillo (quelle che nessun giornalista gli ha mai fatto), nel blog di Michele Salvo. 
Mix scrive:
22 febbraio 2013 alle 02:43
Brevemente lascio un commento, giusto perché a pochissimi giorni dal voto i dubbi sono molti.
Sinceramente seguo Beppe Grillo da moltissimo tempo, anni, da quando faceva spettacoli in giro per l’italia. L’ho sempre seguito e mi è sempre piaciuto.
E’ un bel personaggio e a modo suo è anche una persona molto informata su vari aspetti e argomenti. Quando ha cominciato a venir fuori questo Movimento 5 stelle mi sono sinceramente rincuorato del fatto che qualcuno finalmente parlasse al popolo.
Personalmente quello che mi ha colpito e mi ha fatto avvicinare alla politica e al M5s (dopo 7 anni di non voto causa delusione e disgusto della classe politica in toto) è stato il parlare direttamente ai cittadini, da parte di un personaggio “ormai possiamo chiamarlo politico”.
Se uno accende rai1 e guarda i TG e con calma si trascrive a mano su un foglio quello che viene detto quotidianamente (io l’ho fatto) sia da politici di destra sia da politici di sinistra, si rimane sbigottiti dall’assenza di senso, di coerenza, di qualità di argomenti, di informazione, di trasparenza.
Passano il tempo a insultarsi a vicenda, invece di dire concretamente cosa loro vogliono fare, passare il tempo a spiegare ai cittadini che ti devono votare cosa vuoi fare, come lo vuoi fare, perché lo vuoi fare, si disperdono in “bersani ha detto bla bla bla” “casini ha detto bla bla bla” “Berlusconi dice che bersani” “Ingroia dice che casini”. Sembra di stare alle elementari.
Poi ci sono i fiumi di scontatezza e luoghi comuni come: “ognuno deve assumersi le proprie responsabilità” (qui vince Casini, ha un terrificante numero di ripetizioni su questa frase) “Facciamo un patto civile” (ma cos’è sto patto civile? con chi? perché? come? quando?) non mi dilungo su queste cose,  perché perdiamo il punto di quello che voglio dire.
In mezzo a questa situazione imbarazzante mi sono sentito letteralmente estraniato e preso in giro dalla politica, dal governo italiano e mi sono più volte vergognato di essere italiano e di vivere qui.
Se potessi tornare indietro con gli anni me ne andrei via ancora adolescente. L’italia è una nazione splendida, distrutta dalla politica, dal mal governo, dalla mafia, dalla corruzione. E stanno tutti a guardare.
Le persone hanno visto in Grillo uno che apre gli occhi, che ha coraggio di andare contro il sistema, e la bravura di Grillo è stata che per molto tempo nei suoi spettacoli portava Professori di Economia (anche esteri) a spiegare le loro tesi e modalità per realizzare varie proposte.
Ha sempre detto cose vere, la regola numero uno in rete è “non dire mai cose false” perché ti scoprono in 5 minuti, non è come la TV.
Insomma, per tagliare corto, mi sono accostato a questo movimento e a Grillo dato che comunque mi è sempre piaciuto come personaggio e comico, quando qualche giorno fa mi sono bloccato per diversi motivi.
Sento l’esigenza di avere delle risposte da parte di Grillo, questa mancanza di trasparenza e di risposte è terrificante. Più di una volta è capitato che un giornalista l’abbia fermato per strada, dopo qualche comizio e abbia tentato la domanda, in queste occasioni si vede chiaramente che lui ha il terrore di rispondere. Questo mi ha completamente smontato.
Mi ha smontato il fatto che aveva deciso di andare in TV; quanto avrei voluto che andasse in TV, anche a modo suo e con le parolacce, ma a far capire alla gente che cosa stava facendo, la grandezza del M5s.
Invece ha fatto una marcia indietro in meno di 48 ore, ci sono rimasto di sasso.
Quando Bersani gli chiese dove prendere i soldi per fare il reddito di cittadinanza lui dal palco di Reggio Emilia gli rispose. Perché non risponde e non si confronta a domande riguardanti la gestione del M5s? Perché non dialoga?
Potrei capire la coerenza con questo suo modo di mandare a casa tutti, e quindi non vuole nemmeno parlare con i politici, ma le persone che vorrebbero chiarezza non sono solo politici. 
Sono anche militanti del m5s, sono anche persone che stavano per votare M5s e che si sono tirate indietro dopo aver visto tutto questo fumo nell’aria.
Sono ancora parecchio confuso su che cosa accadrà e che cosa è realmente il m5s, parecchio confuso su Grillo. Ho sempre avuto la sensazione che sapeva il fatto suo; se è così sicuro e forte, perché non si confronta? Mi ha letteralmente demoralizzato sta cosa.
Soprattutto perché non ho alternative di voto, non mi sento di votare la classe politica attuale, ho visto in Grillo una speranza, ma questa speranza sta svanendo a causa del modo in cui si comporta.
Inoltre a me le parolacce non danno fastidio, ma ho notato un’aggressività devastante delle persone che fanno parte del m5s, giovani rabbiosi, che non sanno né ragionare né tanto meno parlare con calma; è insulto e forza bruta o niente. Caratteristiche che Grillo ha trasmesso velocemente, è stato veramente bravo a cogliere la rabbia della gente e ad usarla.
Come vorrei che fosse un movimento serio ed effettivamente non ci fosse dietro nulla, ma l’essere umano è terrificante e questo si sa.
Volevo solo riportare la mia esperienza, in fin dei conti ancora non so se voterò Grillo o continuare a non votare per l’ottavo anno consecutivo. Fatto sta che il m5s mi è caduto parecchio.
Altra cosa che mi ha lasciato di stucco, poi chiudo promesso, avete notato che nelle piazze prima faceva parlare i candidati m5s, li presentava, le prime volte c’era anche uno scambio di informazione, ora non gli da nemmeno la parola.. Parla solo lui, ho capito che è il megafono del movimento, ma diamine.. uno deve votare persone che non conosce?
Avrei preferito facesse qualcosa di più.. in questo senso..
Scusate la lunghezza del post.
Penso che non voterò per nessuno.
Un cittadino italiano
Due i punti che mi hanno colpito in questo commento (ma va letto anche il post): l'aggressività devastante, rabbiosa, che il comico diffonde nelle piazze e attraverso il suo blog, diventata ormai il linguaggio diffuso tra i suoi fans fidelizzati fino al fanatismo, indisponibili ad ogni tipo di pacata riflessione. Chi non è con loro o ha qualcosa da obiettare va massacrato con l'insulto. E poi la centralità del leader che mantiene nell'ombra assoluta i candidati. Sono le ragioni che hanno fatto prendere le distanze dal M5S anche a me, dopo un iniziale periodo in cui avevo manifestato interesse e vera simpatia. 

Oggi mi fa riflettere anche L’AMACA di Michele Serra su la Repubblica, dedicata al culto della personalità anche post mortem. E mi chiedo se a Grillo toccherà la stessa sorte o sarà demolito prima dai suoi stessi fanatici seguaci, finalmente rinsaviti. 
Il dolore popolare per la morte di Chávez non è finto, non è indotto. È autentico, travolgente dolore devozionale che presto avrà sbocco attorno alla reliquia imbalsamata del Santo, al quale chiedere protezione e sollievo dalle tribolazioni della vita. La salma di Khomeini fu quasi travolta da una folla impazzita d’amore. La mummia di Lenin è stata, per almeno tre generazioni di russi e di asiatici, meta di un infinito pellegrinaggio. 
Facciamo benissimo a chiamare dittatori i dittatori, a diffidare delle adunate oceaniche, a dire che la libertà di pensiero e di critica non è mai abbastanza. Ma spesso ci tocca prendere atto che la democrazia è un lusso che si impara a scuola (chi ci va) o in famiglia (chi ne ha una di liberi pensatori). La democrazia non accende lo spirito come le rivoluzioni, non è innervata di sangue e passione come il Culto del Capo. La democrazia è gentile ed è mediocre, e fa del limite il suo solo vero dogma: non per caso, nessun leader democratico è mai stato imbalsamato dopo la sua morte. A pensarci bene, però, anche la democrazia ha fatto un miracolo: è riuscita a esistere, e considerando come funziona la psicologia di massa, non era affatto scontato. 

Leggi anche quanto segue che può aiutare a capire 
Chi c’è dietro Beppe Grillo e il suo “movimento” di Michele Di Salvo (testo in .pdf)
Introduzione e conclusione in .pdf
Beppe Grillo mente sapendo di mentire

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