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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com

28 novembre 2013

Non riesco a gioire per l'esito del voto di ieri in Senato


Non riesco assolutamente a gioire per l'esito del voto di ieri in Senato. Sia perchè non mi va di sputare vilmente sul decaduto sia perché trovo che non ci sia niente di cui godere. 

C'è stata semplicemente la presa d'atto definitiva che un uomo condannato in terzo grado per frode fiscale non possa sedere nell'alto consesso dei rappresentanti del popolo, si trattasse anche di chi per 20 anni ha occupato le istituzioni del Paese piegandole ai suoi personali interessi. 


Quello che invece non finisce di sorprendermi è il fatto che ci siano ancora tanti italiani che gli perdonano tutto, tanti sostenitori che si aggrappano sugli specchi per difenderlo, tante sostenitrici che si vestono al lutto per dire che con lui muore la democrazia, che parlano di colpo di stato, di plotone di esecuzione. E poi quell'ignobile ricorrente parallelo tra magistrati e brigate rosse!

Questo blog è testimonianza appassionata e puntuale delle nefandezze perpetrate dall'uomo e dai suoi accoliti ai danni del Paese. Oggi mi auguro che si possano presto liberare i luoghi istituzionali da quanti, nominati, vi siedono indegnamente; che il bene dell'Italia e il suo futuro torni ad essere impegno primario di chi ci rappresenta e governa. 

22 novembre 2013

Votare PD? Qualcuno dovrebbe fornirmi almeno una buona ragione.

Qualcuno dovrebbe fornirmi almeno una buona ragione per continuare a votare Pd dopo che 101 dei suoi grandi elettori hanno impallinato il fondatore del partito che avevano indicato come candidato alla presidenza della Repubblica; dopo che ha creato le condizioni per il governo delle larghe intese Letta-Letta; dopo che, pur con i naturali distinguo di rito, ha votato contro la  sfiducia a una ministra impresentabile come la Cancellieri. 


Il Pd mi sembra ormai un partito inemendabile, qualunque cosa Renzi dica o dica di voler fare. Mi aspetto che finisca al macero come presto succederà al famigerato competitore cui per troppo tempo ha tenuto bordone.

07 novembre 2013

Il poveretto sa bene che è finita ...!


Il poveretto sa bene che è finita, non riesce più ad attirare l'attenzione, nemmeno dei suoi. Perciò è costretto a spararla sempre più grossa nella speranza che qualcuno abbocchi. 
Prima ha fatto sapere a Napolitano che è ancora in tempo a concedergli la grazia, ma l'altro ha fatto orecchio da mercante; poi ha fatto paragonare il caso Cancellieri a quello suo con Ruby tirando fuori quella dei due pesi e due misure ma nessuno gli ha dato retta; infine il suo fedele scudiero, quel tal Bondi, ha dichiarato di essere pronto ad uscire dal partito nel caso il parlamento votasse la decadenza del suo signore, producendo solo una grande ilarità. 


Ma adesso ci siamo, paragonando i suoi figli agli Ebrei sotto Hitler ha raggiunto lo scopo, tutti parlano di lui e della sua famiglia in pena e lo stesso Napolitano si dice SBIGOTTITO. 








Marco Travaglio la vede così: 

La soluzione finale 



Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione”. Parola dell’architetto Rambaldo Melandri in Amici mieiatto II di Mario Monicelli. Anche Berlusconi però non scherza. Dal 13 agosto Napolitano non vede l’ora di dargli la grazia, gli spiega come fare, lo prega almeno di chiedergliela, poi basta che sconti un giorno di servizi sociali ed è fatta. Intanto la maggioranza di larghe intese, ma soprattutto di lunghe attese, ha trasformato il voto sulla decadenza in una telenovela talmente noiosa e a tratti odiosa (vedi il cambio delle regole sul voto palese) che qualcuno potrebbe financo 
scambiarlo per un perseguitato politico. Insomma, ci eravamo quasi. Poi gli piomba in casa Bruno Vespa per raccogliere le sue ultime volontà da stampare nel nuovo (si fa per dire) libro, che come di consueto esce quotidianamente sui giornali per mesi e mesi, a rate, in ghiotte dispense dette “anticipazioni”. E lui se ne esce con quello strepitoso paragone fra i suoi figli e “le famiglie ebree durante il regime di Hitler”. Così s’incazzano tutti e non se ne fa più nulla. Va detto, a parziale discolpa, che l’uomo dai sette nei ci ha messo del suo, profittando della demenza senile del pover’ometto. 
Le cose potrebbero essersi svolte così. Il Cainano, davanti all’insetto, attacca la solita pippa sulla persecuzione e si paragona un’altra volta a Tortora. Vespa fa notare che l’ha già detto mille volte: è un déja vu, non fa notizia, non dà scandalo, nessuno lo riprende. E il libro bisogna pur che qualcuno lo compri: lo vuole lui, ma pure la Mondadori. Ci vorrebbe qualcosa di più forte. 
“E se paragonassi i miei processi alla Shoah e i miei figli agli ebrei nei forni crematori?”. “Ecco, così va meglio, però sa, presidente, non vorrei che i suoi figli se ne avessero a male”. “Ma figurati, Bruno, sono vent’anni che giuro sulle loro teste certe cazzate da fargli venire la dissenteria cronica. Tranquillo, se dicono qualcosa li diseredo. Allora siamo d’accordo: i giudici come Hitler, il Pd come i nazisti, Marina e Piersilvio come gli ebrei nei lager. Mettila giù bene. Così giornali e tv abboccano, e magari pure qualche lettore. Naturalmente i miei diranno che ho ragione io, che il paragone regge, anzi sono stato troppo buono. E, se qualcuno si dovesse offendere (ma non credo: gli ebrei li hanno gasati tutti, no? ahah), faccio la solita smentita e dico che mi hanno frainteso, così se ne parla due volte e le vendite schizzano”. Cos’è il genio? Appunto.  


La scena ne ricorda un’altra, subito dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, mentre l’Occidente preparava l’attacco all’Afghanistan. Per rassicurare gli arabi che non ce l’aveva con l’Islam, ma solo con al Qaeda, Bush abbracciava due o tre imam al giorno e visitava a tappeto tutte le moschee d’America. Poi intervenne il nostro. Il 26 settembre, in visita a Berlino, sparò davanti alle telecamere di tutto il mondo: “Noi dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che ha dato luogo al benessere e al rispetto dei diritti umani, religiosi e politici. Un rispetto che certamente non esiste nei paesi dell’Islam. Dobbiamo evitare di mettere le due civiltà, quella islamica e quella nostra, sullo stesso piano. La libertà non è patrimonio della civiltà islamica... La nostra civiltà deve estendere a chi è fermo ad almeno 1400 anni fa i benefìci e le conquiste che l’Occidente conosce... L’Occidente è destinato a occidentalizzare e a conquistare i popoli. L’ha fatto con il mondo comunista e l’ha fatto con una parte del mondo islamico”. Nel giro di cinque minuti presero le distanze tutti i Paesi occidentali, la Lega Araba e tutti i governi islamici dell’orbe terracqueo chiesero le scuse dell’Italia. Fu allora che Stefano Disegni, in una vignetta memorabile, ritrasse la fine del mondo con un paesaggio di rovine fumanti e due soli sopravvissuti: un mostriciattolo verde con due trombe al posto del naso, e il figlio. “Papà, ma come finì il pianeta Terra?”. “Niente, Bin Laden stava trattando, poi Berlusconi per sdrammatizzare raccontò quella dell’araba pompinara...”. 

03 ottobre 2013

La plateale sconfitta del Cav. e un'ipotetica, dignitosa via d'uscita

Se Berlusconi fosse uomo di Stato, rispettoso delle istituzione e dell'autonomia dei poteri, avrebbe da tempo lasciato il seggio in senato e favorito un naturale, pacifico avvicendamento nel suo partito. 




La sua clownesca piroetta di ieri in senato lo mostra sfiancato, alle corde, in un angolo; perdente rispetto all'ex delfino senza il quid che vince su tutta la linea. 


Quello che adesso gli rimane da fare seriamente, se fosse in grado di capire, sarebbe di uscire dignitosamente di scena, accettare l'esito dei suoi processi, impegnarsi a mantenere unita la sua creatura politica avviandola a diventare finalmente partito moderato di destra, liberale ed europeo. Così facendo limiterebbe i danni che ha prodotto e favorirebbe la nascita di qualcosa di utile e positivo dalle macerie che ha disseminato ovunque. Ne sarà capace? 

29 settembre 2013

Il Caimano è finito!

E per sua stessa improvvida decisione 



Il 4 maggio 2013 nel post Questo blog si sospende ...! scrivevo: 
Questo blog ha seguito passo passo lo sfacelo prodotto nella politica, nella società, nell'economia e nel costume dalla presenza di Berlusconi e del suo partito personale nella vita pubblica. Adesso si sospende, fino a quando non potrà annunciare con gioia che l'insopportabile anomalia sia stata definitivamente cancellata. A presto! 


Oggi riprendo la pubblicazione, convinto come sono, che la storia non torna indietro e che il Caimano può ancora comandare su quella parte di servi disposta a seguirlo nel suo disperato azzardo: ritirare dal governo di cui fa parte - ultima sponda per una destra impresentabile - la delegazione PDL e andare ad elezioni anticipate. Per la ragione che il governo e il Presidente Napolitano non si starebbero impegnando sufficientemente a facilitare la sua 'agibilità politica' contro la magistratura 'rossa' che lo perseguita. 

Alla viglilia del suo 77° compleanno - (le gambe delle donne) il Caimano rovescia il tavolo e decide l'azzardo proposto dalla Pitonessa assieme a Verdini, riprendendo il solito attacco ai mulini a vento. Ma questa volta non potrà che soccombere: le condizioni disastrose in cui versa il Paese non gli consentiranno di aprire una campagna elettorale a pochi mesi dall'inizio della legislatura. E un governo senza di lui e dei suoi servi farà quelle cose che appaiono improcrastinabili agli occhi di tutti, con buona pace per i suoi problemi giudiziari.

31 luglio 2013

Le nostre strade cadono a pezzi

La SS 115 tra Agrigento e Castelvetrano continua a preoccupare le migliaia di automobilisti e autotrasportatori che ogni giorno la percorrono. 

Veramente grave è lo stato di abbandono e degrado del Viadotto del Belice, tra Menfi e Castelvetrano. 
Più volte segnalato da Sindaci, amministratori e cittadini il grave pericolo che incombe su quanti lo attraversano, si direbbe che per mettervi mano si attenda l'ennesimo disastro che, dato lo stato dell'arte, sembra ormai solo un disastro annunciato. 



Il disastro sul viadotto dell'autostrada A16 Napoli-Canosa che ha provocato 38 morti e 10 feriti deve farci riflettere sullo stato di degrado e abbandono delle nostre arterie. 
Mi riferisco principalmente allo stato di ponti e viadotti sulla SS 115 Trapani-Agrigento che inducono l’opinione pubblica a riflettere sulla inadeguatezza della rete stradale siciliana. 

Solo da poco è stato riattivato alla meglio il ponte sul Verdura  il cui crollo aveva prodotto gravi disagi per la circolazione stradale, per la sanità e per l’economia di due province e si presenta il problema sul viadotto Carabollace che, chiuso per intervento della magistratura in seguito a due incidenti mortali, riapre a senso unico alternato. Non è dato sapere quando e come sarà pienamente ripristinato. 

Quello che è veramente grave è lo stato di abbandono e degrado del Viadotto del Belice, tra Menfi e Castelvetrano. Più volte segnalato da Sindaci, amministratori e cittadini il grave pericolo che incombe su quanti lo attraversano, si direbbe che per mettervi mano si attenda l'ennesimo disastro che, dato lo stato dell'arte, sembra ormai solo un disastro annunciato. 
Poi, come avviene ormai da troppo tempo, seguirà il lutto nazionale e l'impegno di politici e funzionari ad affrontare con urgenza il problema.  

29 giugno 2013

L'Italia stregata da Berlusconi?

Sulla condizione attuale dell'Italia traggo da Facebook questa riflessione di Pippo Pollina che di primo acchito mi è sembrata ingenerosa e inutilmente pessimistica. Ma, riflettendoci su, penso di poterla condividere anche se ritengo ancora possibile rimanere in Italia e combattere affinché qualcosa cambi.
Leggo che Berlusconi , dopo la sentenza di primo grado del cosiddetto processo Rubi, vuole rifondare Forza Italia e "riscendere in campo". Poi penso che il PD governa insieme al suo partito dopo che gliene aveva detto peste e corna per decenni e che, nonostante questa evidente stortura che dovrebbe offendere i suoi elettori, i sondaggi lo danno quasi al 30 per cento. Bene, amici connazionali, io sono felice di non vivere più da decenni nel nostro paese. Felice di tornarvi di tanto in tanto e felice di scapparmene via poco dopo. L'Italia non cambierà mai. Tenetevela così in fondo sembra proprio che vi piaccia. p.
Con l'ultimo post del 4 Maggio scorso decidevo di non pubblicare più niente fino a quando non fosse uscito dalla scena politica italiana Berlusconi con il carico insostenibile dei suoi processi e del pesantissimo conflitto d'interessi. 
Ma non succede: l'uomo della provvidenza con tre condanne gravi addosso, di cui una in secondo grado, ha deciso di mantenersi in campo rifondando Forza Italia. 

Io non so come reagiranno, adesso, gli Italiani. Ma di una cosa sono certo: solo una sparuta minoranza di quanti lo sostengono, può ritenerlo innocente, desideroso di operare in politica nell'interesse del Paese, capace di rappresentare una risorsa per l'Italia; i più hanno tratto piccoli e grandi vantaggi dalla sua discesa in campo, e pensano di poterne ancora godere; infine ci sono quelli che lo hanno scelto come campione di immoralità e maestro di illegalità e pensano di potere più agevolmente vivere sotto il suo ombrello. 

04 maggio 2013

Questo blog si sospende ...!


Questo blog ha seguito passo passo lo sfacelo prodotto nella politica, nella società, nell'economia e nel costume dalla presenza di Berlusconi e del suo partito personale nella vita pubblica. 

Adesso si sospende, fino a quando non potrà annunciare con gioia che l'insopportabile anomalia sia stata definitivamente cancellata. A presto! 

21 aprile 2013

Il Maiale esulta


Sto aspettando un altro avviso di garanzia - dice Silvio Berlusconi appena entra a Montecitorio. I volti dei parlamentari Pdl intorno a lui si fanno subito scuri. É per strage. Ho distrutto il Pd

No caro, non puoi attribuirti colpe che non hai. E non puoi fare ironia sui mali altrui. 
Occupati seriamente delle responsabilità pesanti che hai verso lo Stato, le sue istituzioni, la magistratura e il popolo italiano. Delle quali prima o dopo dovrai rendere conto! 

Il PD è stato capace di affossarsi da solo e non puoi vantarne il merito; questo almeno lascialo intero ai cosiddetti democrat, ne vanno fieri! 

Se pensi, poi, che un buon numero di loro ha operato - e continua a farlo - per salvarti il c..o, sii generoso! 

Tric e Trac

Napolitano si autocongela al Quirinale per dare sacralità a quell'inciucio altrimenti scandaloso e sacrilego

Il PD si decompone consapevolmente, come se nel suo statuto al primo punto ci fosse l'impegno a garantire il leader del principale partito di opposizione

Grillo propone una categoria parlamentare di duri e puri, inutilizzabile per produrre un possibile, reale cambiamento. 

Ciò che rimane vivo, imperituro nei secoli è il Caimano e la sua banda mentre il popolo può continuare ad attaccarsi al proprio tric-trac. 







20 aprile 2013

Quelli che dovevano smacchiare il giaguaro ...


Harakiri del primo partito italiano ovvero come ci si scioglie nell'acido muriatico dopo aver fatto fuori i propri leader. 

Il tutto sotto gli occhi divertiti e increduli dello stesso giaguaro. 

Complimenti per l'operazione assolutamente inedita, da Guinness dei Primati! 



18 aprile 2013

Bersani, questo no! Non ce lo puoi fare!

Condivido l'appello di Flores d’Arcais ai parlamentari PD, quello di Barbara Spinelli, Michele Serra e altri, quello di migliaia di cittadini elettori sui social network e sui forum di discussione perché si rimedi all'errore grossolano di Bersani che ha lasciato a Berlusconi la scelta del candidato al Quirinale.  

Questi alcuni commenti su facebook: 

Non esiste nessuna ragione perché il PD non voti Rodotà. I termini dell'accordo con il cavaliere sono chiarissimi: il colle in cambio dell'impunità. Così facendo il PD si impiccherà da solo perché come sempre prevarrà la sua anima inciucista. Sembrerebbe che il controllo di questo partito sia nelle mani del cavaliere che ci gioca come vuole e ottiene tutto ciò che gli fa comodo e utile. Ma questa volta l'errore gli costerà caro e il PD sparirà dalla scena politica perché l'abbraccio con il cavaliere, a partire dall'elezione del Presidente della Repubblica, rappresenterà l'atto di morte del PD. 


Il Pd si sta avviando verso il suicidio politico assistito 
Penso che la sinistra italiana non avrebbe saputo immaginare una fine più vergognosa di quella che sta scrivendo in queste ore ... 
Sto scorrendo la mia time line e ... tutti ma proprio tutti stanno criticando il Pd per la sua proposta shock con Marini presidente (Bersani sappilo!!!) 


L'accordo che sembra chiuso su Marini al Quirinale è una scelta gravissima. Sarebbe la vittoria della conservazione in un momento in cui avremmo bisogno di dimostrare coraggio, magari scegliendo una donna. A quanto pare, ci sono alcuni dirigenti che non resistono alla tentazione di consegnare il Paese a Berlusconi. Debora Serracchiani 

Parlamentari Pd, RIBELLATEVI! di Paolo Flores d’Arcais 
Bersani ha fatto scegliere a Berlusconi il nome del Presidente della Repubblica. Bersani ha così tradito il voto degli elettori del Pd. Parlamentari democratici che avete ancora un minimo di dignità, ribellatevi! Non limitatevi a NON votare Marini, votate Rodotà. Una personalità che come tutti voi sapete (e Bersani per primo) ha esattamente le caratteristiche oggi irrinunciabili per essere un intransigente Custode della Costituzione e dei suoi valori di giustizia e libertà. 
Rifiutare la candidatura di Rodotà (che è stato anche presidente del Pds, da cui è nato il Pd) solo perché avanzata dal M5S, dopo aver rimproverato Grillo perché non aveva il coraggio di proporre un nome, è un incomprensibile harakiri che rende plausibile ogni sospetto di ricattabilità del gruppo dirigente Pd, visto che sotto ogni profilo logico, etico e politico appoggiare Rodotà anziché far scegliere il Presidente a Berlusconi dovrebbe per il Pd andare da sé. 
Mi aspetto che le tante personalità che avevano firmato appelli per il voto al Pd non si iscrivano silenziosamente al partito di Ponzio Pilato, e levino una voce alta e chiara per dire il loro NO all’alleanza col Caimano e SÌ alla candidatura di Rodotà, uomo della legalità, dei diritti del lavoro, della cultura. 

Il momento è ora, votate Rodotà - Appello di Barbara Spinelli, Michele Serra e altri 
Chiediamo ai deputati e alla direzione del Partito Democratico di rompere ogni indugio e di votare fin dal primo scrutinio, per la Presidenza della Repubblica, Stefano Rodotà. Beppe Grillo ha annunciato che sarà lui il candidato del Movimento 5 Stelle, e allo stesso modo si è pronunciato Sel, organicamente legato al Pd e il cui parere non può in alcun modo esser trascurato dai Democratici. Stefano Rodotà è per la maggior parte degli italiani, e certamente per il vostro elettorato, un punto di riferimento ideale. Ha come bussola costante la Costituzione italiana e la Carta dei diritti europei, ha sempre avversato i compromessi con la corruzione, è uno dei più strenui difensori della libertà dell'informazione, compresa la libertà conquistata ed esercitata in rete. È un segno altamente positivo che il Movimento 5 Stelle l'abbia scelto come proprio candidato, ma Stefano Rodotà non è una sua invenzione. Il suo profilo è improntato a massima indipendenza, e le sue radici sono anche nella storia migliore della sinistra italiana. Non abbiate paura, votatelo con convinzione e fin da subito: sarete molto più credibili e forti se non tergiverserete, presi da timori di varia natura, e non accetterete in nessun caso candidati che dovessero nascere da un accordo con Berlusconi.
Ve lo chiediamo da cittadini, convinti che non sia ancora troppo tardi: non riconsegnate l'Italia al tragico ventennio dal quale cerchiamo faticosamente di uscire. Abbiate il coraggio di cominciare a costruire un futuro diverso. Il momento è ora. 

Quirinale, l'intesa su Marini spacca il centrosinistra 

14 aprile 2013

Con Prodi Presidente gli toccherebbe andare all'estero?


Mi chiedo cos'abbia da temere il Bullo da Arcore se Prodi venisse eletto Presidente della Repubblica. Ieri da Bari ha tuonato: con Prodi presidente ci toccherebbe andare all'estero.  

Non nascondo che l'ipotesi che lui con tutta la sua ignobile masnada possa andare presto all'estero non mi dispiacerebbe.  Ma continuo a non capire perché il pacione Prodi potrebbe avverare tale ipotesi. 

Personalmente al Quirinale preferirei nell'ordine Zagrebelsky, Rodotà, Caselli, Gabanelli, Imposimato. Ma l'idea che il Professore possa rappresentare la spina nel fianco per il Caimano mi solletica. E tuttavia ritengo che da buon cattolico saprebbe perdonare e pacificare, checché ne pensi il rivale di sempre che deve avere troppi sensi di colpa per temerlo tanto. 

06 aprile 2013

Identikit del prossimo Presidente della Repubblica

Mi auguro che il prossimo Presidente della Repubblica sia una donna, una vera democratica profondamente innamorata dell'Italia e della nostra Costituzione, capace di guardare al futuro del nostro Paese con gli occhi di una madre che pensa al domani dei propri figli, dotata di grande ottimismo e lungimiranza, con i piedi ben piantati per terra e lo sguardo rivolto verso l'alto, in grado di far rinascere la speranza in una popolazione offesa e delusa dalla mala politica. 

Il Parlamento ha nel suo seno gli uomini e le donne che potrebbero consentire all'Italia un bel salto di qualità attraverso l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. 

05 aprile 2013

I Parlamentari 5S con Grillo in località segreta

Cari Grullini, oltre al confronto con Bersani che alla vostra cittadina Lombardi fa pensare a Ballarò, vorremmo poter vedere in streaming anche gli incontri segreti con i vostri capi. 
Per stabilire noi a cosa somigliano! 

La trasparenza, cari buffoncelli, va ricercata e garantita sempre, non quando fa comodo soltanto. 

01 aprile 2013

Grillo e Casaleggio personalmente in campo

A dar credito ad un servizio apparso su Liberation, alle prossime elezioni politiche che si terranno presumibilmente il 6 e 7 ottobre di quest'anno, Grillo e Casaleggio guideranno personalmente l'assalto al Parlamento. Il primo sarà capolista alla Camera, l'altro al Senato. Scopo dichiarato dei due, oltre a quello di sconfiggere definitivamente la partitocrazia, è quello di distruggere di fatto l'economia del Paese, costringere l'Europa a metterci fuori dall'euro per tornare alla vecchia lira e avviare così la decrescita felice
Sarà fatta, inoltre, una selezione più accurata dei candidati in modo da avere personale più competente e fedele alla linea dei capi. Soltanto il 30% degli attuali deputati e senatori targati 5S si vedrà rinnovata la candidatura. Si ritiene, infine, che si possa tornare alle urne i primi di ottobre con un esito trionfale per il M5S che, nel frattempo, sarà diventato 7S. La notizia è data in esclusiva da Liberation nel servizio Beppe Grillo, c’est un point d’interrogation


Beppe Grillo, c’est un point d’interrogation su Liberation 

30 marzo 2013

San Giorgio, pensaci tu!

Oggi finalmente, 5 settimane dopo il voto, alla vigilia di Pasqua, dopo una notte di riflessione, il grande vecchio, politico di razza e di lungo corso, indicherà il nome che darà un governo a questo paese disastrato. E poi dirà: adesso cavatevi da soli dai guai. Arrangiatevi, io ho fatto ciò che potevo e vado via. Non tiratemi più per la giacca! 

Anch'io riflettevo sulla drammatica situazione nella quale ci siamo cacciati. 
L'uomo della Provvidenza, quello sceso in campo vent'anni fa per rinnovare - a suo dire - il Paese e riformare la politica, è lì che cerca ancora un salvacondotto per sé e per le sue cose. 
I dirigenti del partito di sinistra, che più volte ha cambiato nome per non cambiare personale, per troppo tempo hanno trescato con lui allo scopo di rimanere a galla. 

La crisi, le politiche recessive e gli abusi della casta hanno prodotto una miscela tanto esplosiva da consentire ad un comico dal linguaggio truculento di raccogliere il voto di oltre 8 milioni di cittadini rabbiosi e indirizzarlo su illustri sconosciuti, con lo scopo dichiarato di cacciare vecchi notabili dalla stanza dei bottoni. Questi signor nessuno, giovani e incompetenti, hanno bloccato di fatto il Parlamento perché incapaci di fare scelte e di esprimere una linea politica, costretti come sono a seguire direttive esterne, perentorie e indiscutibili.  E siamo nella m.... come e più di prima! 



26 marzo 2013

Don Gallo contro la logica del peggio

Come si fa a non essere d'accordo con don Andrea Gallo che chiede a Grillo e al M5S di non tirarsi indietro di fronte ai gravi problemi che rischiano di fare affondare irreversibilmente il nostro Paese? 

Quell'espressione usata da don Gallo: non fare il padre eterno io, assieme a milioni di italiani, la tradurrei così: non fare ancora lo stronzo, l'hai fatto già abbastanza

E un'altra cosa possono e devono fare i parlamentari del M5S: indicare e sostenere con convinzione Rodotà, Zagrebelsky o un'altra personalità di uguale levatura intellettuale e morale alla presidenza della Repubblica, in modo da impedire che Berlusconi ottenga un presidente a sua immagine e somiglianza.  





Franco Battiato su Il Fatto Quotidiano: Beppe voti un governo, con Bersani o senza

L'appello di Fiorella Mannoia a Grillo

24 marzo 2013

Due Papi a Castel Gandolfo. Foto e video di un incontro memorabile

Sono le immagini di un evento straordinario, epocale che colpisce la sensibilità di credenti e non. 


L'incontro di Castel Gandolfo tra papa Francesco e il suo predecessore, il papa emerito Benedetto XVI, è già un fatto di portata storica, con rilevanti implicazioni culturali e religiose. Anche se noi contemporanei non l'avvertiamo come tale. 


Queste sono immagini da conservare perché uniche e irripetibili. 





















Bergoglio incontra Ratzinger: Siamo fratelli 

23 marzo 2013

Il Caimano: affoga nella satira e riemerge nelle piazze


Ieri ha dichiarato: Quegli otto punti del programma di Pier Luigi Bersani si sovrappongo a quelli che sono i provvedimenti che noi abbiamo già preparato nella forma di decreti legge per uscire dalla recessione e per far ripartire l'economia
Edoardo Baraldi la vede così   -----------------> 












Eccolo protagonista della nuova pubblicità della Ford per lanciare il modello Figo in India.  

Questo il messaggio pubblicitario: 
Lasciatevi le preoccupazioni alle spalle grazie al bagagliaio extra-large della nuova Figo! 





Oggi lo si potrà trovare in carne ed ossa a Roma, in Piazza del Popolo, dove arringherà i suoi fans contro la magistratura (che lo vuole processare e, a suo dire, lo perseguita) e la crisi. 

A Piazza Santi Apostoli, invece, come in altre piazze italiane, andrà in scena una manifestazione sull'ineleggibilità di Berlusconi, nata dall'appello di Micromega che, nel momento in cui scrivo, ha già raccolto 234.700 firme. 

Le due Italie del 23 marzo 

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