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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com

15 febbraio 2011

La Nemesi: saranno tre donne a costituire il collegio giudicante

Un milione di donne domenica 13 hanno detto basta; la dott.ssa Boccassini, procuratore aggiunto a Milano, è stata nella triade che ha condotto le indagini, è stata un giudice donna, la dott.ssa Di Censo, il gip che lo ha rinviato a giudizio con rito immediato e, colmo dei colmi, il collegio giudicante che il 6 aprile terrà la prima udienza, è composto da tre donne. 
Famiglia Cristana parla di nemesi. Tu, Berlusconi, delle donne ti sei servito, e in malo modo; le stesse donne faranno giustizia - e conclude - Dalla loro esperienza, dal loro equilibrio, dalla loro cultura giuridica e umana, davvero aspettiamo giustizia. Anzi Giustizia, con la maiuscola, senza pregiudizi e condizionamenti.


Arrivederci, Silvio, l'editoriale del Financial Times appena uscita la notizia del rinvio a giudizio


FINALMENTE! Una voce illuminante dalla Voce di 17 anni fa!

Quale di questi 2 video produce più comicità?



Quello di Masi che telefona in diretta alla Ventura o quello di Les Guignols de l'info a proposito di Berlusconi e gli sbarchi a Lampedusa?

Per me senza ombra di dubbio il primo. A Masi, infatti, manca il senso del ridicolo.

Tu cosa ne pensi?





Masi si complimenta in diretta con Simona Ventura


Satira su Berlusconi e gli sbarchi a Lampedusa
                                          

Berlusconi? "il contrario di Re Mida: tutto quello che tocca diventa cenere" (Virginia Sanjust)


Ondate di ricordi che riportano a galla un dolore che ha rovinato la vita a me e alla mia famiglia
Non si preoccupa dell’effetto che può avere sulle ragazze che fagocita nel suo mondo
 
Signora Sanjust, in questi giorni si parla di Sara Tommasi, un’altra giovane legata al premier che sembra molto fragile. Cosa ne pensa?
Io non compro i giornali, mi fanno stare male. Ma oggi, per la prima volta, il mio ex marito mi ha letto al telefono tutti gli sms di Sara.

Come mai?
Secondo lui c’è un’analogia tra i messaggi che io scrivevo a Berlusconi e quelli che manda Sara. Ossessivi e pieni di rabbia.

Si identifica?
Non saprei. Secondo il mio ex marito, Berlusconi riesce a fare impazzire le persone. La verità è che lui ti trascina in un mondo insostenibile.

La Tommasi ha raccontato che le mettevano droghe nei bicchieri per stordirla.
Che bisogno c’è? Quell’ambiente ti massacra, non c’è bisogno di alcuna droga. Se non fosse per lui, forse, io avrei ancora una famiglia, l’affidamento di mio figlio. Pensa che i giudici che me l’hanno tolto non siano stati influenzati da tutto quello che scrivevano i giornali, dal vedermi come l’amante di Berlusconi?

Lei ha frequentato il premier dal 2003 al 2006. Se ne pente?
Sì. Chi mi ridarà l’infanzia di mio figlio, che io non ho vissuto con lui? Questo rapporto è costato anche il lavoro a mio marito, e gli chiedo scusa. Per me era già eccessivo stare in televisione. L’incontro con Berlusconi, con quel potere enorme, è stato una cosa più grande di me.

Che cos’è successo?
A lui, nulla. Sembra che possa accadergli di tutto e lui ne esca comunque illeso. Per me invece è stato come fare il bagno in un fiume di fango.

Come mai?
Perdi il benessere, la dignità. Ero troppo giovane e lui mi ha schiacciata, ingannata. Ma oggi so che la responsabilità è anche mia: quando mi mandò le gardenie per complimentarsi del mio lavoro in tv, non avrei dovuto chiamarlo.

Invece lo fece e lui la invitò a pranzo. Si rendeva conto che avrebbe potuto essere rischioso?
Sì. Ma io venivo dalla campagna, non sono riuscita ad avere padronanza degli eventi.

Era lusingata dalle attenzioni del Cavaliere?
No. Non avevo né arte né parte, avevo solo letto il gobbo in tv: di cosa si complimentava? Lui, che è molto pragmatico, mi chiese: “Dimmi di te, raccontami chi sei”. Così venne fuori che avevo delle difficoltà economiche.

E Berlusconi, anche in questo caso, la aiutò.
No. Finché ho potuto, non ho preso un euro. Poi, quando la nostra storia uscì sui giornali, mi disse che dovevo lasciare il lavoro in Rai: ho cominciato ad accettare i suoi soldi e per un anno ho vissuto in casa sua, a Campo dei Fiori: gli avevo chiesto io di comprarla, so che la usa ancora.

Come si sentiva?
Malissimo, anche perché ho un rapporto difficile con il denaro. Sono molto orgogliosa. Lui pensa di aiutare le persone con i soldi: come mai lo fa solo con le ragazzine?

Secondo lei, Berlusconi è una persona buona o cattiva?
Mio nonno diceva che Berlusconi è una persona brava nel suo lavoro. Questo è tutto. Non ha intenzioni né buone né cattive.

Nel senso che fa quello che vuole senza riflettere?
Lui pensa a tutto, è una persona che controlla perfettamente la sua routine. Ma questo non vuol dire che gli interessi se fa del male a qualcuno. È imprigionato da tutto il potere che ha: può troppo.

Lei ne era innamorata?
Sì, a modo mio. Lo vedevo come un padre, mi proteggeva. E lui da me prendeva energia, entusiasmo. Gli raccontavo cosa diceva di lui la gente al bar.

Berlusconi, davanti a lei, ha mai frequentato altre ragazze?
Una sera mi invitò a cena e c’erano altre donne, bellissime. Mi rimase una sensazione di squallore addosso. Glielo chiesi, lui negò. Fu una delle ultime volte che lo vidi. Poi lo chiamai tante volte, gli mandai molte lettere: non mi ha mai risposto. Allora ho cercato di sopravvivere.

Oltre alle donne, anche i suoi fedelissimi, da Marcello Dell’Utri a Cesare Previti, hanno pagato al posto suo. Perché tutti quelli che gli stanno intorno ne escono così male?
Per preservare quello che ha, Berlusconi deve sacrificare gli altri. E continua a farlo, ne distrugge uno dopo l’altro. Lui è il contrario di Re Mida: tutto quello che tocca diventa cenere. 
(Intervista rilasciata a Beatrice Borromeo per Il Fatto Quotidiano)

Per un ripasso:
Virginia Sanjust di Teulada
L'annunciatrice: pronta a combattere

14 febbraio 2011

Perché non invidio la dott.ssa Di Censo

Non vorrei essere nei panni della Dott.ssa Cristina Di Censo, G.I.P. presso il tribunale di Milano, che in queste ore sta analizzando le carte, ricevute dalla procura, con le quali si richiede il rito immediato nei confronti di Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione di minori in connessione tra loro.

E si può capire perchè. Non si tratta di una decisione riguardante un privato cittadino qualsiasi, che rimarrebbe nell'ambito esclusivamente giudiziario.
In questo caso l'attesa sulla decisione che prenderà questo giudice monocratico coinvolge il capo del governo; una maggioranza politica che si è schierata in modo compatto col suo leader accusando la procura di Milano di intromissione indebita nella sua vita privata; un'opinione pubblica che, in seguito alla pubblicazione delle intercettazioni, si è fatta un'idea non univoca sui fatti, spesso condizionata dall'appartenenza politica; un'opposozione politica che, pur non volendo entrare nei compiti di pertinenza della magistratura, giudica riprovevole il comportamento del presidente del consiglio;  un movimento femminile che si organizza per chiedere nelle piazze rispetto per la dignità delle donne, viste solo come oggetto di desiderio e di piacere a pagamento.

In seguito alla delegittimazione subita dai giudici di Milano da parte del presidente del consiglio e dei suoi supporter, qualunque decisione, sicuramente sofferta, scaturirà dalla valutazione degli atti, diventerà immediatamente di dominio pubblico e correrà il rischio di apparire, comunque, ingiusta a seconda dei punti di vista, e verrà dibattuta sui giornali, nelle TV, nel mondo politico e produrrà effetti a catena oltre l'ambito proprio. 

Ma io sono certo che la decisione che verrà assunta dal GIP, ancorché particolarmente delicata, sarà rispettosa della legge e della Costituzione, come in qualsiasi altra fattispecie, considerato che si tratta di decisioni, giudizi e sentenze pronunciate in nome del popolo italiano.

Mi conforta, infine, sapere che questa patata bollente viene maneggiata da un giudice donna. E per usare un'espressione piuttosto volgare, le donne in Italia, non solo in magistratura, stanno dimostrando di avere le palle.

P.S.: quanto meglio sarebbe stato se il presidente del consiglio si fosse dimesso favorendo uno svolgimento più sereno del procedimento giudiziario!

13 febbraio 2011

Grazie donne! Da sole avete sfatato un tabù!


Grazie donne! Grazie madri, mogli, figlie, sorelle, nipoti. Da sole avete sfatato un tabù; senza partiti, senza organizzazioni d'appoggio avete mostrato che il re è nudo, senza neanche le mutande di Ferrara che gli sono andate giù perché troppo grandi.
Sapevo che le donne hanno risorse e potenzialità straordinarie, ma le avevo viste operare in solitudine, nelle professioni, nelle famiglie, nei piccoli gruppi di lavoro. Oggi vi ho viste in una manifestazione pubblica grandiosa, in tutte le piazze d'Italia avete portato un contributo potente alla richiesta di cambiamento, avete saputo unirvi al di là degli steccati politici di destra, di centro e di sinistra. Questa è la grande forza che contraddistingue da sempre la vostra azione nella famiglia, nella società, nel mondo delle professioni. Certo, questa cosiddetta destra al potere - e sottolineo cosiddetta - vi ha dato un'occasione unica, vi ha fatto esplodere perchè non se ne poteva più. Tutte le furbizie e le falsità che hanno adoperato per rivestire il re vi hanno indignato fino al midollo, vi hanno fatto esplodere, vi hanno fatto capire che lo spregevole maschilismo che incontrate nella società e nel lavoro, andava fermato in lui che lo rappresenta e lo promuove al massimo livello. Grazie donne, laiche e religiose, italiane e straniere che avete dato una grande dimostrazione civile di dignità, libertà e coraggio.

Diranno di tutto, che siete strumentalizzate, che la contestazione è politica, che volete abbattere questo governo e il sistema che rappesenta. E perchè no? Se avete individuato il marcio, non avete diritto di lottarlo?

Ci sono dei momenti nella storia di un popolo nei quali si vede il fondo. Lo hanno visto i giovani in Tunisia e in Egitto, e lì si sono fermati solo quando hanno cacciato i dittatori al potere da decenni che, mentre affamavano i loro popoli, arricchivano spudoratamente le loro famiglie e i loro sodali e preparavano i loro figli per la successione al potere.
Grazie donne, che avete visto, voi prima di tutti, prima della stessa chiesa, il fondo in cui siamo sprofondati.

Uno spaccato della manifestazione di Roma


La politica, la buona Politica se ce n'è ancora una, non potrà non tenerne conto e non agire di conseguenza.

P.S.: questo post è stato scritto durante la visione delle manifestazioni nelle grandi piazze d'Italia. Adesso mi trasferisco nella piazza a me più vicina che si accende alle ore 18.

Contro questo schifo le piazze d'Italia oggi traboccheranno di donne e di uomini

Professione Belpietro, di Giulia Innocenzi
Dobbiamo ringraziare Maurizio Belpietro. Sì, perché venerdì scorso a L'Ultima parola in un colpo solo ci ha impartito due grandi lezioni: sul perché è importante scendere in piazza oggi e su cosa significhi in concreto la macchina del fango. Due lezioni che provengono da un grande professionista della delegittimazione dell'avversario, che usa tutti gli strumenti più squallidi sul mercato per non dover rispondere agli imbarazzanti turbamenti che il sistema Berlusconi pone a chi lo deve difendere in tutto e per tutto, soprattutto se giornalista. E infatti Belpietro si è sentito tirare in ballo quando in trasmissione ho denunciato la prostituzione nel giornalismo, e anziché rispondere sul merito del problema, ha preferito scegliere la via più breve: levarmi dal resto degli ospiti, accomunarmi a una velina e quindi giusta per un'altra sede, non di certo quella di un confronto politico.
Perché con una donna è facilissmo: basta utilizzare stereotipi sessuali per metterla a un gradino sotto, sbatterla su un piano lontano anni luce da quello su cui hanno diritto di confrontarsi gli altri. E così le donne vanno giudicate per tutto fuorché per il merito: se belle o brutte (indimenticabile Berlusconi con la Bindi), se disponibili o no, e così via. Che vuoi saperne tu, che sei lì chissà per quale motivo, chissà per cos'hai fatto? Una tecnica ormai ben oleata che permette di sviare le questioni più spinose e nello stesso tempo di gettare fango sulla persona che ha osato sollevarle: nessuno può permettersi di parlare, di esprimere un'opinione o di formulare un giudizio, perché tutti siamo sporchi allo stesso modo, tutti siamo immersi nella stessa melma, e nessuno può alzare la testa per cercare il cambiamento. Caro Belpietro, i vostri giochi cominciano a perdere i pezzi, e mentre noi oggi saremo compatti in piazza per ottenere il cambiamento del sistema che parta dalle donne, voi sarete lì, sempre di meno e sempre più avvelenati, a difendere un castello di sabbia che sta per essere inghiottito inesorabilmente dalle onde.
Giulia Innocenzi, conduttrice di Generazione Zero - Fonte: Il Fatto Quotidiano
Belpietro VS Giulia Innocenzi, da L'Ultima Parola


Il giornalista-consigliere del premier ci invita dal Dal Verme a chiamare peccati azioni che il codice penale invece punisce...
Una difesa di berlusconi che parte dai suoi errori per dimostrarne la spontaneità, contro quei giudici infami che sfruttano un errore per costruire una crociata puritana. Le ragazze lo venerano perchè ricchissimo e generoso (ma anche lui, si capisce, per le stesse ragioni). Lele Mora da giustificare perchè fa il suo mestiere (eliminiamo il mestiere). Perchè non è più sobrio? Noi siamo suoi tifosi. Che ne sappiamo perché lui è così? La morte della madre, il divorzio. Come facciamo a giudicarlo? L'appello: non faccia l'imputato ma il presidente del consiglio per governare il paese e risanare l'economia. L'imprenditore ricco eviti le censure e dia fiato alla stampa. Fategli fare giornali come il Foglio. Le risorse di servizio: Porro, Cruciani, liberi, vogliosi di impegnarsi). Ma Santoro - lui Ferrara - l'avrebbe licenziato perchè provocatore. Usi le TV in modo creativo. Berlusconi è fantasioso, grintoso, con le sue gaffe planetarie e il suo disprezzo per il protocollo. Lo voglio impegnato nel contradditorio tv, libertario come nel 94 per rilanciare il paese.
E bravo Ferrara, novello machiavello piuttosto imbolsito, che suggerisce al suo principe la linea mentre dà le dritte agli scherani per lo scontro finale! Che condanna i moralisti che non capiscono e perdona il peccatore impenitente
Ma da quando ha preso anche gli ordini sacerdotali?

Ferrara: "Berlusconi non è Breznev!"


La Russa, il ministro scalcia-giornalisti


A proposito di Kant, di Eco e del tribuno, novello machiavello, consiglio vivamente ai miei amici la lettura dell'editoriale di Eugenio Scalfari su la Repubblica: Il legno storto e quello imputridito

Manifestazione del 13 Febbraio per la dignità delle donne: segui l'evento con Current a partire dalle ore 14

12 febbraio 2011

Profondamente divisi verso la ricorrenza dell'Unità d'Italia

Lo stato di questa povera Italia, immiserita, rattrappita e divisa, è evidenziato plasticamente dalla diatriba che a poco più di un mese dalla data della ricorrenza (17 marzo) contrappone presidenza della repubblica, rappresentanze politiche, del governo, del mondo del lavoro e dell'industria, delle regioni, delle province e della scuola.


In un paese normale la questione non avrebbe motivo di porsi. Nel 150° anniversario dell'unità d'Italia un governo serio e responsabile avrebbe dovuto per tempo predisporre un preciso calendario delle manifestazioni fissando la data del 17 marzo 2011 festa nazionale.

Le cose invece vanno diversamente. Il governo, preso com'è dai problemi personali del premier, non decide. Approfittando del disagio espresso dalla presidente di Confindustria (motivato esclusivamente sul piano economico) il solito ministro padano approfitta strumentalmente per mandare in vacca la festa che i suoi padani mal digeriscono, con la scusa della crisi che ci consiglia di non bruciare una giornata lavorativa. Da parte sua, la ministressa dell'istruzione, italiana ma di profondi sentimenti padani, decide che in quel giorno ci saranno lezioni regolari consigliando agli insegnanti di dedicare quelle ore all'approfondimento della storia del Risorgimento. Anche su questo argomento (unitario) i sindacati confederali mostrano la loro diversità. 
Volete che il presidente della provincia autonoma di Bolzano, in mezzo a tanto marasma, non approfitti per dire la sua? Loro sono austriaci, sono sudtirolesi e questa festa non gli appartiene. Benchè risarciti con un pacchetto speciale di provvidenze, il loro cuore batte altrove e di quest'Italia se ne impipano. Hanno tutti i torti?

Siamo, dunque, in un bel bailamme: ministri patriottici contro ministri padani, presidi contro ministressa della scuola, CISL e UIL contro CGIL, presidenza della repubblica contro presidenza della provincia di Bolzano.

Non si poteva arrivare all'appuntamento in una condizione peggiore e vengono in mente i versi dell'inno nazionale ancora di grande attualità, checché ne pensino Bossi e i suoi padani:
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.

11 febbraio 2011

Domenica 13 febbraio in tutte le piazze d'Italia e del mondo


Manifestazioni e iniziative in tutte le città italiane e non solo. 


Tutti in piazza il 13 febbraio. Ecco come e dove:




ACQUI TERMI (AL) - ore 16, Corso Italia Piazzetta ex Procura.

ADRIA (Rovigo) - ore 17, Ridotto del Teatro Comunale (Piazza Cavour)

ALBA (CN) - ore 15.30, piazza Savona

ALESSANDRIA - ore 16.30, Piazzetta della Lega

ALGHERO -  ore 17, Piazza Sulis/Piazza Civica

ALTAMURA (BA) - l’Associazione AltRamura ha organizzato un FLASH MOB ore 12.30 in piazza Duomo.

AMSTERDAM - ore 14,30, Sint Jansstraat 37, proiezione de “Il corpo delle donne”

ANCONA - ore 16 Piazza della Repubblica, manifestazione

ANDRIA (BT) - ore 18.30 Viale Crispi, mobilitazione per la manifestazione nazionale SE NON ORA QUANDO. Tutte/i coloro che parteciperanno portino con sè un fiore da offrire alla dignità di questo Paese calpestata più e più volte

ASCOLI PICENO - ore 11, raduno in Piazza Arringo

ASSISI - ore 16.20, Flashmob in piazza del Comune

ATENE - ore 12, Piazza Sintagma

ATRIPALDA (AV) - ore 10.30-12.30, Piazza principale del paese

AUGUSTA (SR) - ore 10, Piazza Duomo

AVETRANA - ore 14, sit.in piazza V.Veneto (organizza associazione Grande Salento)

AVEZZANO (AQ) - ore 9, Piazza Risorgimento

BARCELLONA - ore 12, Plaça Sant Jaume, manifestazione promossa dal gruppo dello Sbarco

BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME) - ore 18, partenza in contemporanea di 2 cortei da 2 luoghi diversi della città (San Giovanni, Duomo di S.Assunta) per confluire a Piazza San Sebastiano.

BARI - ore 10.30, Piazza Prefettura

BASSANO DEL GRAPPA - ore 10.30/ 12,30, Piazza Libertà

BELLUNO - ore 11 Piazza dei Martiri

BENEVENTO - ore 17, Piazza Federico Torre (Largo Chiesa San Bartolomeo)

BERGAMO - ore 10 -12, Via XX Settembre (Colonne di Prato)

BIELLA - ore 14.30, davanti ai giardini Zumaglini

BISCEGLIE (BT) -  ore 10, piazza Vittorio Emanuele

BOLOGNA - ore 14,30, P.zza XX settembre, nei pressi della stazione ferroviaria.

BOLZANO - dalle ore 14.30 alle ore 17.00, Ponte Talvera – Lato Theiner – Incrocio Via Museo-Via Rosmini. Organizza l’Associazione/Verein ProPolis – Pillole di Democrazia

BOSTON - ore 10.30, Copley Square

BRESCIA - ore 15 -18, Largo Formentone/ Piazza Rovetta

BRINDISI - ore 10 -13, corteo Piazza Crispi/Piazza Vittoria

BRUXELLES - ore 12, Place de la Bourse
Maggiori info qui
La videolettera in occasione della manifestazione

CAGLIARI - ore 11, piazza Amendola, sit in con letture in piazza

CALATABIANO (CT) - ore 11, piazza Vittorio Emanuele

CALTAGIRONE (CT) - ore 10.30, in Piazza Municipio

CAMPOBASSO - ore 11, Piazza Municipio

CARBONIA - ore 10:30 piazza Roma

CAROSINO (TA) - ore 19.30, Piazza Vittorio Emanuele III

CARPI (Mo) - ore 14, Piazzale Salvador Allende, corteo con le auto fino a Modena al parcheggio del direzionale Cialdini. Abbiamo anche il Pullman, prenotazione obbligatoria 059.6310411)

CASACALENDA (CB) - al Nuovo cinema Roma prima di ogni spettacolo saranno proiettati gli spot ufficiali della manifestazione

CASALE MONFERRATO (AL) - ore 11.30-12, Piazza Castello (Mercatino dell’antiquariato) FLASH MOB

CASERTA - ore 10.30 a Piazza Dante

CASTELFRANCO VENETO (TV) - ore 10.30, Piazza Giorgione

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA) - ore 10.30, Villa Comunale (presso Cassa Armonica)

CASTROVILLARI (CS) - ore 10,30, Via Roma

CATANIA - ore 10.30, via Etnea davanti alla Villa Comunale Bellini

CATANZARO - ore 17, Piazza della prefettura. Prima del sit-in pomeridiano: alle 10,30, presso la sede dell’Associazione Il Campo-via Iannoni n.43 , per condividere le ragioni della giornata di mobilitazione

CAVA DE’ TIRRENI - ore 18.30, Piazza Lentini

CERIGNOLA(FG) -ore 11, Piazza della Repubblica

CESENA (FC) - ore 16, Piazza San Giovanni XXIII (Duomo)

CHIAVENNA - ore 16.30, Piazza Pestalozzi

CHIETI - ore 10.30, Piazza G. B. Vico

CHIOGGIA (VE) - ore 16 -18, Corso del Popolo (Sant’Andrea)

CINISELLO BALSAMO (MI) - ore 10, piazza Gramsci

CITTA’ DI CASTELLO (PG) - ore 16, Piazza Gabriotti (Piazza di sotto)

COMO - ore 10.30-12.30, Via Magistri Cumacini (accanto al Duomo)

CORMONS (Gorizia) - ore 9.30-12.30, Piazza Libertà

COSENZA -ore 10, Corteo da Piazza Fera a piazza XI settembre

CREMA - ore 15.30, piazza Duomo

CREMONA - ore 15 -18, giardini pubblici di Piazza Roma

CUNEO - ore 15, piazza Europa

DONORATICO (Comune di Castagneto Carducci- LI) - Piazza della Stazione

EBOLI (SA) - piazza della Repubblica

EMPOLI - ore 16.30, piazza della Vittoria

FANO - ore 10.30, Piazza XX Settembre Volantinaggio e musica, ore 12.30, Via da Serravalle 16

FARA IN SABINA (RT) - ore 15, piazza della Libertà a Passo Corese

FELTRE - ore 14.30 Piazza Isola

FERMO -ore 15, piazza del Popolo

FERRARA - ore 15.30, “Donne insieme” piazza Savonarola con letture, musica, performance

FIORENZUOLA D’ARDA (PC) - ore 10.00, Piazza San Francesco, atrio del Teatro Verdi

FIRENZE - ore 14, piazza dei Giudici (corteo che proseguirà fino a piazza della Repubblica)

FOGGIA - ore 17, piazza Cesare Battisti

FOLLINA (TV) - ore 10, piazza del Municipio

FOLLONICA (GR) - ore 11.30, Piazza Sivieri (Ex Coop)

FORIO (ISOLA D’ISCHIA) - ore 11, Piazza Matteotti

FORLI’- ore 14,30, Piazza Saffi

FOSSANO (CN) - ore 10.30, piazza Manfredi

FRANCOFORTE SUL MENO - ore 14, Willy Brandt Platz ( sotto il simbolo dell'Euro)

FROSINONE - ore 10.30, l.go Turriziani

GARESSIO (CN) - escursione sul monte Mindino con adesione alla manifestazione

GAVOI (NUORO) - ore 10, Giardini comunali poi alle 13 corteo verso Piazza Serra

GENOVA - ore 15, da Piazza Caricamento a Piazza De Ferrari: con strumenti musicali, fischietti e tutto quanto possa fare rumore, indossare una sciarpa bianca

GIARDINI DI NAXOS (ME) - ore 10, Piazza san Pancrazio

GINEVRA - in via di definizione

GIOIA DEL COLLE (BA) - ore 12, Piazza Plebiscito

GRAGNANO - ore 11.20, al Rosario; ore 12.30 a piazza Aubry

GRENOBLE (Francia) - ore 14, Place St. André (Place du Tribunal)

GROSSETO - ore 15.45, Piazza Rosselli/Piazza Dante

GUARDIAGRELE - ore 11 raduno Piazza Garibaldi

IGLESIAS - ore 15.30 Piazza Sella

IMOLA -  ore 10 Piazza Matteotti

IMPERIA  - ore 11 in P.zza De Amicis (Porto d’Oneglia)

ISERNIA - ore 11, Piazza della stazione

ISOLA D’ELBA - ore 15 - 8

ISOLA D’ISCHIA FORIO - ore 11, Piazza Matteotti

JESI (AN) -  ore 10.30, Piazza della Repubblica

LA MADDALENA (OT)  - ore 15.30, piazza Umberto I

LANCIANO (CH) - ore 18 Viale delle Rose

LAVELLO (PZ) - ore 18:30 Via Roma davanti alla Banca di Credito Cooperativo

LA SPEZIA - ore 15:30 Piazza del Bastione

LECCE - ore 18 in Piazza Sant’Oronzo

LECCO  - 13 febbraio, ore 14.30, piazza Cermenati

LICATA (AG) - ore 18, Piazza Elena

LIONE  - ore 16, Place Bellecour 69002

LIVORNO - ore 10, Gazebo Terrazza Mascagni; ore 15 Cantiere Orlando

LONDRA - ore 14, Downing Street (corteo fino all’Ambasciata Italiana)

LUCCA - ore 15.30, corteo da Piazza S. Maria a Piazza Napoleone

MACERATA - Iniziativa di mobilitazione delle donne di Macerata e provincia, ore 15.30, piazza Vittorio Veneto (nota come P.zza San Giovanni)

MADRID - ore 17-18, Plaza Puerta del Sol

MAGLIE (LE) - ore 10.30, Piazza Aldo Moro

MALMÖ (SVEZIA) - ore 11, Stortorget/Gustav Adolfs torg

MANTOVA - ore 15, Piazza Mantegna

MARSALA - ore 10-13/17-20, Piazza Dittatura garibaldina, Sottoscrizione documento - letture di brani significativi

MARINA DI MASSA (MS) - ore 14, Pontile di Marina di Massa

MASSA - ore 10, P.zza Aranci (davanti a Palazzo Ducale), presidio

MASSAFRA - ore 10.30-13.30, Piazza Vittorio Emanuele II

MASSA MARITTIMA (GR) - 10 -13, Piazza Garibaldi

MATERA - ore 10.30, Piazza Vittorio Veneto, Reading Performance Capoeira Musica

MERANO (BZ) - ore 9 -13, Piazza del Grano

MESSINA - ore 10, Piazza Cairoli

MILANO - ore 14.30 Piazza Castello

MILAZZO - ore 16, Via G. Medici

MODENA - ore 15, Piazza Matteotti

MODICA (RG) - ore 11-13, Piazza Matteotti

MOGLIANO VENETO (TV) - dalle 10 alle 12 ci saremo anche noi. Leggeremo, in tanti, gli interventi di tutte le donne e tutti gli uomini che troveremo pubblicati su stampa e web in relazione alla situazione che stiamo vivendo rispetto alla realtà femminile

MOLFETTA - ore 18, Piazza Aldo Moro (stazione)

MONDOVI’ (CN) - ore 15 Piazza Martiri della Libertà (di fronte a Municipio)

MONFALCONE - ore 11, Piazza della Repubblica

MONTEBELLUNA - ore 10, Piazza Sedese (Piazza Marconi)

MORBEGNO - ore 14.30, Piazza Mattei

MORCIANO DI ROMAGNA (RN) - ore 14.30, Piazza del Popolo

NAPOLI - ore 10.30, Piazza Matteotti/Piazza Dante

NEW YORK - ore 12.30, Times Square (42nd St & Broadway), maggiori informazioni qui.

NOCERA INFERIORE (SA) - ore 10.30 alle 13, Piazza Amendola

NOVARA - ore 15 piazza delle Erbe

NOTO (SR) - ore 11, Piazza XVI Maggio

NUORO - ore 15.30, Giardini di Piazza Vittorio Emanuele

OLBIA - ore 16, Piazza Mercato

ORBETELLO (GR) - ore 16.30, corteo e musica in piazza

ORISTANO - ore 11, Piazza Eleonora

ORVIETO - ore 15.30, Piazza della Repubblica

OZIERI (SS) - 10.30, Piazza Carlo Alberto

PAGANI (SA) - ore 11,  flash-mob all’ingresso della Villa Comunale (Corso Padovano) e sottoscrizione appello “Se non ora, quando”. Ore 18.30 incontro alla libreria Otium con Mara Fortuna.

PADOVA - ore 14 due cortei in contemporanea che partiranno dallla Stazione FFSS e in Prato della Valle, angolo Via Umberto I°, ore 15, Piazza dei Signori

PALERMO - ore 10, Piazza Croci, corteo fino a Piazza Verdi; dalle 11 davanti al Teatro Massimo free-session di donne.

PARIGI - ore 14.30, davanti al Sacré Coeur de Montmartre

PARMA - ore 10, Piazza Garibaldi

PASSO CORESE / FARA IN SABINA (RI) - ore 15, P.zza della Libertà

PAVIA - ore 15, presidio in Piazza della Vittoria

PERUGIA - ore 16.30, flash mob in piazza della Repubblica

PESCARA - ore 10.30 -13.00, Piazza Sacro Cuore

PESARO - ore 11, piazza del Popolo

PIEDIMONTE MATESE (CE) - ore 11, Piazza Carmine Gazebo, ore 18, Biblioteca Comunale: dibattito

PIEVE DI CADORE (BL) - ore 11.15, Piazza Tiziano

PIOMBINO (LI) - ore 16, Piazza Cappelletti

PISA - ore 14,30, piazza S.Antonio, corteo per Corso Italia, Ponte di mezzo, Lungarno Pacinotti, Via S. Maria, Piazza dei Miracoli

PISTOIA - ore 15,30, Piazza Gavinana

PONTEDERA (PI) - ore 11, Piazza Curtatone (Chiesa del Crocifisso)

POTENZA - ore 10.30, Piazza Mario Pagano

PRAGA - ore 11, Piazza Staroměstské náměstí; ore 15, Piazza del Comune

RAGUSA - ore 16, Via Mario Rapisardi 124 (Prefettura)

RAVENNA - ore 15, presidio a Piazza del Popolo

REGGIO CALABRIA - ore 17, Piazza Biagio Camagna

REGGIO EMILIA - ore 15, Piazza Martiri del 7 luglio

RIETI - ore 16, Piazza Vittorio Emanuele II

RIGNANO FLAMINIO (RM) - ore 14, piazza del popolo

RIMINI - ore 14.30, piazza Cavour

RIPOSTO (CT) - ore 11, Piazza San Pietro

ROCCELLA JONICA - ore 10.30, piazza San Vittorio/Convento dei Minimi – alle ore 19 spettacolo Libere, atto unico di Cristina Comencini, con Anna Carabetta e Maria Marino, regia Dora Ricca presso l’ex Convento Dei Minimi

ROMA - ore 14 a Piazza del Popolo. Per chi vuole partecipare al flash mob l’appuntamento è sempre alle ore 14 alla terrazza del Pincio.

CANTARE IL DIES IRAE dal Requiem di Mozart: ore 13, piazza del Popolo, davanti la chiesa degli artisti: appuntamento dei musicisti (e amici): venite con qualsiasi strumento musicale e soprattutto per cantare, perchè arriverà il giorno del giudizio (speriamo in questa vita).

ROVERETO - ore 17, Piazza della Posta

ROVIGO - ore 11.30-14.30, piazza Vittorio Emanuele II

TERRITORIO DEL RUBICONE (ADERISCONO SAVIGNANO SUL RUBICONE, GATTEO, SAN MAURO PASCOLI, GAMBETTOLA, SOGLIANO AL RUBICONE, LONGIANO, BORGHI, RONCOFREDDO): ore 15, Piazza Borghesi a Savignano sul Rubicone (FC)

SALERNO - ore 10.30 - 13, Piazza Ferrovia/Piazza Cavour

SALSOMAGGIORE TERME (PR) - ore 16, Largo Roma

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) - ore 10.30, viale De Gasperi (Statua della Sibilla)/Viale Secondo Moretti

SAN MINIATO (PI) -ore 10, sit in manifestazione nella piazza del Bastione

SAN VITO AL TAGLIAMENTO (PN) - ore 10.30, Piazza del Comune Flashmob

SASSARI - ore 11, Piazza Italia

SAVONA - ore 11, Piazza Sisto IV

SCIACCA (AG) - ore 18, Piazza Scandaliato

SENIGALLIA (AN) - ore 16 -18, Piazza Roma

SIENA - ore 15.30, Piazza Salimbeni

SIRACUSA - ore 10, Largo XXV Luglio Teatro di Apollo

SONDRIO  - ore 10.30, Piazza Garibaldi

SPILAMBERTO- ore 10, Corso Umberto

STOCCOLMA - ore 14, Sergels torg

TARANTO - ore 18, Piazza della Vittoria

TEMPIO PAUSANIA (OT) - ore 10.30, Piazza Gallura

TERMOLI - ore 11-13, Piazza Monumento

TERNI - ore 16, appuntamento davanti a Palazzo Spada piazza Ridolfi, poi corteo fino a corso Tacito

TERRACINA (LT) - ore 16, Piazza Garibaldi

TIVOLI (RM) - ore 16, Piazza Garibaldi (davanti alle Scuderie Estensi)

TOLMEZZO (UD) - ore 15, Piazza XX Settembre volantinaggio

TORONTO - ore 13 (locale), 136, Beverley Street (Davanti al Consolato Generale d’Italia) non definitivo.

TOKYO - ore 14 (ora locale) Istituto Italiano di Cultura

TORINO - ore 14.30, Piazza san Carlo/Piazza Vittorio. Si chiede a tutte/i di portare: un ombrello colorato (per riparare i nostri corpi dal fango che ci arriva) e un gomitolo di lana colorata per tessere una rete fra di noi!

TORRE PELLICE (TO) - dalle 10 alle 12 alla Sala Consiliare del Comune momento di riflessione e testimonianza delle donne prima di recarsi a Torino per la manifestazione

TRAPANI - ore 18, Piazzetta Saturno

TRENTO - ore 16.30, Corso 3 Novembre (davanti al commissariato di Governo)/Piazza Cesare Battisti

TREVISO - ore 10, Piazzetta Aldo Moro/Piazza dei Signori

TRICASE (LE) - ore 17, Piazzetta dell’Abate

TRIESTE - ore 11, Piazza Unità d’Italia, davanti alla Prefettura

TRINITAPOLI (BAT) - ore 11, Viale Vittorio Veneto, ore 17-20, Teatro dell’Assunta

TROIA - ore 10, Piazza S. Marco d’Ecana (p.zza Seripando)

UDINE - ore 14, Piazza Matteotti

URBINO - ore 16-17.30, Piazza della Repubblica

VARESE - ore 10.30, Piazza Monte Grappa

VENEZIA - ore 10.30-12.30 Campo San Barnaba (vicino a Campo Santa Margherita): letture, interventi teatrali, musica

VERBANIA - ore 10-13, Piazza Ranzoni

VERCELLI - ore 15.30, Piazza Cavour, “Stendiamo i nostri pensieri”

VERONA - ore 14, Piazza Isolo

VIAREGGIO (LU) - ore 14.30-19, Piazza Margherita

VIBO VALENTIA - ore 16-20, interno del Vibo Center

VICENZA - ore 14, piazzale De Gasperi: corteo fino a piazza Matteotti (ore 15)

VILLARICCA (NA) - ore 10-14, Corso Italia (Villa Comunale)

VITERBO - ore 15, largo Benedetto Croce (sacrario)

Giuliano Ferrara, il 'perdonatore' dei reati trasformati in peccati

Adesso, mentre perdona i peccati di Berlusconi e gli offre l'ultima bottiglia che gli è rimasta, dice che le donne che scendono in piazza sono represse, non sono libere e attacca i moralisti che vogliono abbattere Berlusconi per qualche peccatuccio di dozzina!


Ma non è quello che raccoglieva le bottiglie d'acqua per Eluana?
Ma non è quello che voleva vietare alle donne la Ru486?








Ma non è quello che era favorevole alla moratoria sulla ricerca con le staminali embrionali?
Ma non è quello d’accordo con il Vaticano che sosteneva che la morte cerebrale non è una condizione sufficiente per stabilire il decesso?
Ma lui non è quello che era pappa e ciccia con i Teocon americani favorevoli alla guerra e contrari ai matrimoni gay?




Ferrara al TG1: Il circo mediatico giudiziario guida le inchieste



Sappia Ferrara che ai cittadini non importa nulla dei peccati del suo caimano (saranno, caso mai, un problema per i credenti) che affronterà con il suo confessore e con il suo Dio.
Ai cittadini interessa piuttosto quello che ha fatto o non ha fatto come politico; ai giudici, invece, se ha commesso o no reati. 


Questo non è neopuritanesimo ipocrita, è senso civico. Moralismo sfacciatamente opportunistico e a senso unico è quello di Ferrara che, a ben vedere, avrebbe potuto avere un ruolo importante nel film profetico di Moretti.
Noi, comunque, che non siamo atei devoti, domenica 13 saremo al fianco delle nostre donne, in tutte le piazze di tutte le città italiane, per rivendicare il diritto di vivere in un Paese civile e normale; e ci piccamo di rappresentare anche quei concittadini che, frastornati dalla potenza di fuoco messa in campo dal caimano ferito e impazzito, rimarranno a casa e non saranno di certo con lui a Milano ad ascoltare le sue infamanti provocazioni sui giudici, sulla stampa, sulle donne e contro quello che chiama neopuritanesimo ipocrita.




Leggi anche: 
110 e Lodo. Cacciamo il 'giurimpudente' 
Tg1, uno scandalo al giorno 
CONSIGLI LEGALI PER B. di Bruno Tinti 
Tra le macerie
Da Roma a New York, tutte le piazze del 13 febbraio 

10 febbraio 2011

La scossa all'economia e l'attacco violento alla procura di Milano


Voi ci credete alla scossa da parte di un governo in stato comatoso? 
Per Bersani è tutta un'operazione di distrazione. Per dare una scossa all'economia serve qualcosa che metta mano all'economia reale: una manovra economica, una manovra fiscale e un certo numero di riforme per la crescita.
Il segretario del Pd, presentando le proposte dei democratici sulle liberalizzazioni, attacca le misure adottate in Consiglio dei Ministri.
Molto scettica anche la presidente di Confindustria che considera positivo che finalmente il Consiglio dei Ministri si concentri sul tema della crescita. Ma rispetto alle misure varate l'impatto immediato è piuttosto limitato e il giudizio di Confindustria è sospeso. Come dire: pannicelli caldi.




Più facile credere ad una scossa di questa natura!



Una vergogna, farò causa allo Stato


Un presidente del consiglio che, invece di presentarsi dai giudici che lo chiamano in giudizio per reati orrendi, riunisce intorno a sè uno stuolo di legulei portati in parlamento allo scopo di difenderlo e dichiara che farà causa allo Stato, non solo ci sembra aver toccato il culmine dell'eversione, ma ci appare come un novello don Chisciotte, arma in resta contro chiunque lo metta di fronte alle sue responsabilità.

La responsabilità dei ritardi nell'attività del governo l'attribuisce tutta all'uscita dei finiani dalla maggioranza, come se ci fossimo dimenticati che i primi due anni della legislatura sono stati dedicati alle sue leggi ad personam.
I processi contro di lui sono tutti processi farsa con finalità mediatica. Non si preoccupa per sè.  Lui è un ricco signore che può passare il resto della vita a far ospedali per i bambini nel mondo come ha sempre desiderato. Lui fa tanti sacrifici per fare un servizio al paese. Ricorda l'aggressione subita a Milano con il lancio del souvenir del duomo. Cosa che non gli sarebbe successa se fosse rimasto un privato cittadino. Poi l'attacco alla procura di Milano e s'impappina sull'incidente diplomatico.

In questa fase della conferenza stampa in cui Tremonti aveva abbandonato il tavolo (per non condividere?) è apparso patetico e desideroso di solidarietà, almeno da parte dei presenti.

Alla luce degli esiti politici disastrosi della sua discesa in campo, credo che la maggioranza degli Italiani avrebbe preferito vederlo in giro per il mondo, impegnato in opere di bene. Il nostro Paese si sarebbe evitato un ciclo politico negativo oltre al ridicolo e all'onta nella reputazione internazionale.
Io stesso scrivevo, tempo fa, che non capivo come un uomo che dalla vita aveva ottenuto tutto quanto si potesse desiderare, raggiunti i vertici del potere politico, non dimenticasse i suoi privati interessi promuovendo seriamente lo sviluppo del Paese, l'equità e la pace sociale. Come non curasse di lasciare alla storia un'immagine positiva di sé!


Rispondo citando Ezio Mauro, uomini così, se risolvessero la loro natura risolverebbero anche il loro destino.

09 febbraio 2011

DIMETTITI: LA PAROLA RIPETUTA IN TUTTI I MODI E IN TUTTI I LUOGHI






 

Non vogliamo sapere chi è la sua nuova fidanzata e se c'è (non ci interessa) e   nemmeno se ci sono foto compromettenti o no con le donnine del suo harem. 

Sappiamo solo che per l'Italia nel mondo è una vergogna, per ciò che dice, per ciò che ha fatto in politica e per quello che non ha fatto. 
Dalle piazze d'Italia, dai balconi, dai lunotti delle macchine, dalle borse della spesa la parola più ripetuta è  


Se l'Italia fosse davvero, come dice, il Paese che ama, e se avesse un po' di buon senso, avrebbe già sgomberato il campo !

08 febbraio 2011

L'Italia di oggi: tra analisi severa e satira pungente

L'analisi lucida, asciutta e senza retorica di un giornalista sulla realtà italiana, nell'intervista di Ezio Mauro a Che tempo che fa, e la satira pungente che circola nel web, in un sonetto romanesco sulla falsariga del Belli.

Ezio Mauro, direttore di Repubblica, a Che tempo che fa



Mentre ch’er ber paese se sprofonna
tra frane, teremoti, innondazzioni
mentre che sò finiti li mijioni
pe turà un deficit de la Madonna

Mentre scole e musei cadeno a pezzi
e l’atenei nun c’hanno più quadrini
pè la ricerca, e i cervelli ppiù fini
vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi

Mentre li fessi pagheno le tasse
e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
e le pensioni sò sempre ppiù basse

Una luce s’è accesa nella notte.
Dormi tranquillo popolo itajiano.
A noi ce sarveranno le mignotte.

06 febbraio 2011

Ma questi sono ministri di una repubblica democratica o ministri del re?

 
Frattini: transizione rapida ma con Mubarak. ANSA - ROMA, 6 FEB - In Egitto 'prima serve la riforma elettorale, poi una nuova Costituzione, poi andare alle urne' a settembre. Così 'la transizione sarebbe rapida ma non sarebbe il caos', come invece accadrebbe se il presidente Hosni Mubarak andasse 'via domani' come qualcuno auspica. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a l'Intervista di Maria Latella a Skytg24. Il ministro giudica positivo il coinvolgimento dei Fratelli Musulmani ai colloqui con il vicepresidente Suleiman.



Questi ministri spesso non li capisco. Ci sono o ci fanno? Oggi, per esempio, Frattini, il ministro degli esteri, quello di Antigua, ha dichiarato che "la transizione in Egitto deve esser rapida ma con Mubarak" in sella.
Perchè Mubarak (quello della nipote) che da 32 anni al potere ha prodotto nel suo paese la situazione che conosciamo, dovrebbe garantire la transizione?
Il ministro, con grande acutezza estera, ha capito che lì "prima serve la riforma elettorale, poi una nuova costituzione (gliela fornisce lui la bozza) poi andare alle urne a settembre". Con Mubarak. Così la transizione sarebbe rapida ma non sarebbe il caos, come invece accadrebbe se il presidente Hosni Mubarak andasse «via domani», come qualcuno auspica.

Roba da non crederci! L'acuto ministro degli esteri maldivo (?) ha dettato l'agenda ad un paese estero nel pieno di una rivoluzione in corso. Non si capisce bene a chi fornisce questa soluzione, se è ad uso interno o internazionale. Se è un'indicazione per la segreteria di Stato americana - che dovrà tenerla nel debito conto considerata la fonte autorevole dalla quale proviene -, se per la comunità europea o per i fratelli musulmani.

A me piacerebbe parlasse un po' guardando ai problemi dell'Italia. Potrebbe dire, per esempio, al suo datore di lavoro che noi una Costituzione ben fatta l'abbiamo, meriterebbe solo di essere applicata e protetta. Che urge, invece, glielo dica, la riforma della legge elettorale porcata, quella, signor ministro, che garantisce un premio di maggioranza da stato bulgaro al partito più votato e che non consente agli elettori di esprimere una preferenza. Proprio quella legge che ci fornisce ministri e parlamentari asserviti che non riescono più a confrontarsi col Paese che governano e in nome del quale legiferano. Ma che, ad ogni piè sospinto, sono in grado di ripetere il solito mantra della sovranità popolare.
Ah, dimenticavo. Lui è ministro degli esteri, della legge elettorale italiana non si occupa; si occupa di quelle dei Paesi stranieri.


Frattini era Zed Robot a Pronto Raffaella!



Vuoi vedere, invece, che sotto le spoglie del damerino imbellettato si nasconde un novello Chamberlain? Deve aver pensato che ciò che sta accadendo in Egitto, potrebbe succedere presto anche in Italia. Allora si sarà accordato con il suo omologo egiziano che, nella malaugurata evenienza (mentre lì stanno scrivendo la nuova costituzione, regnante Mubarak) diffonderebbe in tutte le lingue del mondo un dispaccio così concepito:
In Italia transizione rapida ma con Berlusconi. In Italia prima serve la riforma elettorale, poi una nuova costituzione, poi andare alle urne. Così la transizione sarebbe rapida ma non sarebbe il caos, come invece accadrebbe se il presidente Silvio Berlusconi andasse via domani come qualcuno auspica. Il ministro Vattelappesca giudica, inoltre, positivo il coinvolgimento dei Fratelli Massoni ai colloqui con il presidente in persona.
Birba d'un ministro!


Frattini e la casa di Montecarlo

Leggi anche questo ritratto di Lidia Ravera: Feluca Frattini

L'onda sarà lunga e li travolgerà

Così si presentava ieri il Palasharp di Milano! Una manifestazione grandiosa che ha chiesto civilmente ma con grande forza e coraggio le dimissioni del premier. 15 mila persone che neanche gli organizzatori di L e G, penso, si aspettassero, hanno mostrato che gli Italiani consapevoli dello sfascio e desiderosi del cambiamento sono tanti, e vanno aumentando a macchia d'olio quelli che prendono coscienza. Grazie a Libertà e Giustizia.


Le parole e la paura, di Concita De Gregorio
Un soffio costante di vento. Un passaparola tra persone di carne, non il megafono della tv, ha convocato questa gente qui. Una manifestazione di cui nessuno, se non chi l’ha voluta e sostenuta, ha mai parlato. Nessuna televisione, i quotidiani nazionali – gli altri – da ultimo e per forza, giusto ieri una colonna. Eppure a mezzogiorno del primo giorno di sole, ieri, a Milano la metro era colma. Ragazze, moltissime. Famiglie. Coppie. Gente tranquilla, ridente, quieta. Alle due, un’ora prima della manifestazione, il Palasharp era pieno. Diecimila persone sedute. Moltissime altre, arrivate dopo, sono rimaste fuori. Non ho mai visto, in tanti anni di cronaca politica, una riunione così imponente di persone così poco rumorose. Applausi tanti, certo. Ma niente cori, nessuna canzoncina, niente insegne di nessun genere tranne qualche vessillo tricolore. Qualche cartello scritto a penna, portato da casa. Un silenzio, durante gli interventi, unanime e all’unisono. Il silenzio di chi ascolta. Era talmente avvertita, misurata, critica e attenta, la gente in sala, che questa volta l’incredibile comunicato congiunto scandito a memoria dai Cicchitto, Capezzone e varii altri valvassori che urlano sono «fascisti di sinistra, vogliono piazzale Loreto» risulta proprio fuori misura, come un vestito da sera al mare, precotto e non adatto all’occasione. Hanno preparato una risposta standard per qualcosa che immaginavano fosse come l’avrebbero fatta loro. Invece non era così. Hanno sbagliato, ancora una volta non hanno ascoltato. Se urlano così forte, del resto, vuol dire che hanno paura: questa volta hanno paura. Lo stesso capo in testa ce l’ha: non bisogna dal loro credito, ha detto. E poi ha dato disposizione al suo intermittente spin doctor di scatenare il Foglio contro la manifestazione del 13. Anche quella si sente crescere e lo innervosisce parecchio. Perciò hanno dato mandato ai loro scriba di far passare la cosa come un’assemblea di moraliste che ce l’hanno con le prostitute. Di nuovo: non hanno ascoltato, non hanno letto, non hanno seguito. Ma non da ieri: da anni. Potrebbero fare qualche ricerca d’archivio, o anche sfogliare gli editoriali e gli articoli recenti. Se ne guardano bene. Non è il dialogo né il confronto il loro obiettivo. È cercare e trovare lo slogan più efficace per demonizzare l’avversario e fare in modo che non sia ascoltato per principio, a priori e a prescindere. Temono più di ogni altra cosa la parola che porta il pensiero. È questo che li innervosisce. La possibilità che la parola, col tam tam, dilaghi sebbene fuori dal loro controllo. Proprio di questo, che è quel che avevamo scritto ieri qui e abbiamo ripetuto al Palasharp, hanno parlato tutti, ieri pomeriggio, con una misteriosa ed eloquente convergenza di pensiero. Bisogna invece ridare senso e dignità alle parole, ripartire dall’ascolto. Di questo hanno parlato Eco Saviano e Salvatore Veca, «l’uso sapiente e responsabile delle parole», la capacità di ascoltare e farsi sentire, il ponte con l’altra metà del paese. Sandra Bonsanti, una ragazza di settant’anni, ha dato la parola a Giovanni Farizzo, un ragazzino di 13. Le figlie di Biagi hanno letto parole del padre insieme sul palco.
Milva, indomita, accanto a Irene Grandi, 50 anni di musica in mezzo. Susanna Camusso, sindacalista, ha spiegato che in tutto il paese, non solo ad Arcore, c’è qualche serio problema rispetto alla sessualità. Logiche da bar, da barzelletta al potere, ha concluso idealmente il suo discorso Lorella Zanardo, manager. Saviano ha parlato a braccio, a lungo, come se fosse a casa davanti a pochi amici. Paul Ginsborg da casa a Firenze, si sentiva il sorriso. Scalfaro in video, esortava le donne. Eco a Marcegaglia: io vado a letto tardi, signora, ma è perché leggo Kant. Molta ironia nelle parole serissime di Zagrebelsky, molto vigore in quelle del maestro Pollini così poco abituato all’oratoria pubblica. Ci vediamo il 13, dicevano tutti alla fine. E sì, ci vediamo in piazza il 13: faranno il diavolo a quattro, i servi del padrone, vedrete. È normale. Tranquilli. È solo che hanno paura. Lui ha paura, e loro – che sono utensili – fanno grancassa. Fonte: l'Unità

Umberto Eco: Il vizietto di Berlusconi


Saviano: Democrazia in ostaggio



L'intervento di Giovanni Tarizzo


L'intervento delle sorelle Biagi


Il dopo Berlusconi deve partire da una nuova legge elettorale 
e dalla soluzione del conflitto d'interessi. Lo ha detto Zagrebelsky.



Oggi ad Arcore - Monza e Brianza - Il Popolo Viola Milano, in collaborazione con la Rete Viola Gruppi Locali, inclusi il Gruppo Locale di Ancona e delle Marche, si mobilita per dare sfogo alle voci di protesta dei Cittadini  Italiani che lamentano ormai da anni l'emergenza democratica che il  Paese sta affrontando a causa delle vicende giudiziarie e personali del  Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.



Leggi anche l'editoriale di Eugenio Scalfari: Il cavaliere e il raìs, due leader in fuga 

05 febbraio 2011

Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!

... abbiamo il coraggio di urlarlo, non solo di pensarlo, mugugnarlo o bofonchiarlo!!!

Quando si dice:  
mettere le mani avanti!

Mai pagato una donna in vita mia 
Mai frequentato minorenni 


Foto del Presidente svestito in atteggiamenti intimi con ragazze, laddove effettivamente esistenti, devono ritenersi sicuramente false, frutto di fotomontaggi e/o di manipolazioni




IL RE È COTTO di Massimo Fini   
Silvio Berlusconi, fatte le debite proporzioni, è nella stessa situazione di Mubarak. Dopo sedici anni di regime personale mascherato da democrazia c'è quasi un intero Paese che non ne può più di lui, di questo energumeno che ha monopolizzato per tre lustri la vita politica, e non solo la vita politica, italiana. Importanti pezzi della sua coalizione lo hanno abbandonato, prima l'Udc di Casini, poi il "cofondatore" Fini con Futuro e libertà. Anche giornali, Libero, e uomini, Feltri e Belpietro, che lo hanno sempre sostenuto a spada tratta cominciano a prenderne le distanze. Solo tre o quattro anni fa Libero non m'avrebbe mai chiesto di scrivere un articolo, cui è stato dato il posto dell'editoriale, sul tema “Perché sono antiberlusconiano da sempre” (Libero, 29/1). Il ministro dell'Interno Maroni dà chiari segni di insofferenza. La Lega lo sostiene solo perché spera che concluda sul federalismo fiscale (e garantiteglielo voi, sinistre, cretine. È una stronzata? E chi se ne frega, l'importante, al momento, è liberarsi dell'energumeno). Il presidente della Repubblica Napolitano ne sopporta sempre più a fatica le devastanti sortite contro le Istituzioni e la Magistratura (“Bisogna punire i pm”, è solo l'ultima della serie), anche se poi il suo ruolo lo costringe a dichiarazioni generiche tipo “bisogna abbassare i toni” quando c'è uno che urla da mane a sera. L'intera opposizione ne chiede le dimissioni. La Chiesa, che in verità non dovrebbe metter becco ma in Italia conta, è sempre più imbarazzata. Il Cavaliere è inseguito da una serie di processi per reati gravissimi (concussione, corruzione di testimone in giudizio, colossali evasioni fiscali) cui si sottrae cambiando, in corsa, le regole del gioco. L'uomo è cotto, politicamente, fisicamente, mentalmente, come dicono i dispacci diplomatici riservati degli americani che, dopo averlo sostenuto per anni, come Mubarak, sarebbero ora dispostissimi a mollarlo, come Mubarak, purché il suo sostituto dimostri la consueta fedeltà canina agli Usa e mantenga le nostre inutili truppe in Afghanistan. Ma, come Mubarak, Berlusconi resiste, asserragliato nel Palazzo, circondato dai suoi giannizzeri. Dopo aver sputato per anni sulle opposizioni adesso "in articulo mortis", proprio come Mubarak, cerca di blandirle. In alternativa manda in piazza i suoi carri armati, vale a dire i media di cui è proprietario o di cui si è impadronito, costringendo il direttore del Giornale a sparare a salve su Ilda Boccassini perché 28 anni fa ha dato un bacio a un giornalista di Lotta Continua, o un poveraccio, allampanato, dall'aspetto di uno spaventapasseri, a fargli sul Tg1 di Minzolini un'intervista così comicamente servile da risultare inutile se non controproducente anche per il più sprovveduto degli ascoltatori. Anche i carri armati di Berlusconi, come quelli di Mubarak, sembrano avere i cannoni spuntati. Ma lui non se ne va.
In Tunisia sono bastati due giorni di manifestazioni, non armate, ma nient'affatto pacifiche, per cacciare Ben Alì, un dittatore che vi spadroneggiava da ventitré anni.
Sarebbe sufficiente una spallata del genere per abbattere Silvio Berlusconi. Ma in Italia non si può. Siamo una democrazia, la violenza, anche minima, è bandita. Basta un cazzotto a Capezzone e siamo già al golpe. Ma qui si pone una domanda. Che difesa ha, in democrazia, il cittadino quando c'è un personaggio che l'ha svuotata di tutti i suoi contenuti e proprio grazie a questo inganno si mantiene al potere?
Meditate, suorine democratiche del Fatto, meditate. Fonte: Il Fatto Quotidiano

B, il carisma dell’impunito
È in libreria “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani. Seguito dai pensieri d'un italiano d’oggi” di Giacomo Leopardi / Franco Cordero (Bollati Boringhieri, 10 euro; 100 pagg). Un dialogo a distanza di quasi due secoli intorno al costume nazionale. Ecco, dall’indice dei nomi e degli argomenti, la voce che riguarda il presidente del Consiglio, di Franco Cordero.
Berlusconi, Silvio: dove nasce e come rampa, figura minore nella P2; ermetico silenzio sull’origine dei capitali affluiti sotto varie sigle societarie, quando edificava quartieri residenziali; Berlusco felix, benedetto dalla sorte, vi mette del suo, visto come compra Villa Casati (500 milioni in comode rate: ipotecandola, incassa quindici volte tanto, 7 miliardi e passa); i particolari svelano gli arcani della sua resistibile ascesa e meccanismi sottostanti; in una villetta annessa insedia Mangano, pseudofattore o stalliere, professionista nella mafia dei rapimenti, estorsioni, narcotraffico (ancora recentemente l’ha definito eroe, confermandosi incline a compagnie eccepibili); l’impresario edile diventa Re Lanterna, egemone delle televisioni commerciali, alias Olonese, pirata con patente governativa; disinvolto corruttore, comprando un giudice acquisisce Mondadori, colosso editoriale; una legge dagl’intuibili retroscena lo installa duopolista dell’etere; quando cade il regime guasto del quale era figlio, salta in politica adoperando teste frollate dalla narcosi televisiva, a miriadi; presidente del Consiglio, propone guardasigilli l’avvocato d’affari occulti, quello che gli aveva portato Villa Casati e Mondadori; cade dopo sei mesi, tradito dal leader padano, ma sopravvive felicemente, salvato dagl’intrighi bicamerali d’un avversario (gli garantisce le aziende, gestite in enorme conflitto d’interessi), e rivince (primavera 2001); insuperabile in imbonimento, corruzione, frode, plagio, falso, nonché predone senza fondo, intento ai suoi straripanti interessi, governa talmente male da perdere le elezioni d’un soffio; ancora salvato dal suicidio avversario (primavera 2008), esige l’immunità sapendosi molto vulnerabile in sede penale; siccome la Carta gli lega le mani, vuol riscriverla sulle sue misure e ordina leggi pro se ipso (ad esempio, dovendo al fisco 350 milioni, ne paga 8,6); gazzette familiari massacrano chi gli arreca disturbo; le sferra contro l’antagonista interno; diciotto anni fa, presentandosi agl’italiani esibiva voce sommessa, sguardo mansueto, lieve sorriso, fotografia della famiglia alle spalle; medita uno slam elettorale, aprés de quoi usare l’Italia come roba sua; demiurgo nel senso nefasto, alleva una specie senza organo pensante, refrattaria al sentimento morale, dai gusti sporchi; occhiata ai famigli; sta cambiando look, nero, pesante, torvo, con radi finti sorrisi; non gli conviene simulare décor perché molti lo vogliono volgare, bugiardo, puttaniere, pirata, istrione, e strangolando Dike, acquista il carisma dell’impunito, caso senza precedenti nella storia italiana; quanti servizi gli rendono gl’insufflatori dell’opinione “moderata ”; va dove lo portano gli spiriti animali, organicamente incapace del controllo nel quale l’animale umano evoluto differisce dai caimani, con perfidie da tiranno vendicativo; in tale quadro belluino fissa gli obiettivi, i consulenti elaborano grossolane formule tecniche e la mandria parlamentare le converte in legge premendo i pulsanti; nell’ordalia elettorale ha ancora larghe chances, qualunque cosa salti fuori sul suo conto, né desisterebbe mai; sotto quest’aspetto ricorda Hitler, due giocatori d’azzardo, uomini della catastrofe; non sarà una Göterdämerung quieta. Fonte: Il Fatto Quotidiano

La discesa in campo



Un mixer di battute



Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!


Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!
... abbiamo il coraggio di urlarlo, non solo di pensarlo, mugugnarlo o bofonchiarlo!!!

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