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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

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23 agosto 2015

A TE, MATER VETUSTA (alle persone più care i miei frammenti più intimi)

Sollecitato dalla mia cara nipote Matilde, rendo fruibili a tutti i miei versi sparsi, raccolti e salvati in questo post sotto il titolo A te, Mater vetusta
Mi auguro che qualcuno li legga e ne apprezzi almeno la sincerità.

Prefazione di Matilde Fagotto
Difficile trasferire su carta - o su di una pagina virtuale, potremmo dire - la profonda emozione che mi coglie sfogliando il libriccino di poesie del caro zio Vito. Non sono un'esperta in materia, e tanto meno voglio apparire melensa, ma quei versi hanno da sempre la capacità di toccare alcune corde del mio cuore, e sono convinta che meritino una diffusione maggiore di quella che la modestia dell'autore ha loro concesso finora. E dunque, perché non farli rivivere attraverso le pagine di questo blog?
Natura e sentimenti - personalissimi eppure universali - sono qui declinati e intrecciati di volta in volta a rappresentare inquietudini e gioie, paure e coraggio, caducità e sublime bellezza che sembra destinata a non aver mai fine: dal tormentato rapporto con la terra madre, al profondo legame con la figlia, la sua "dolce bambina"; dalla schietta e toccante analisi di un vissuto sofferto, allo slancio vitale verso un futuro ignoto ma carico di nuovi auspici.
"A te Mater vetusta" é una raccolta che costituisce un piccolo ma significativo tassello di una natura umana estremamente sensibile, un dono per gli affezionati lettori di questo spazio e per chi vi si imbatterà casualmente.
Con la viva speranza che l'autore si decida a regalarci ancora qualcuna delle sue riflessioni in versi, auguro a tutti voi una buona lettura!

MATER VETUSTA
A te, mater vetusta, me redùce
calda l'eco di cantilene antiche.
Plaga assolata, tu mi desti vita         
d'incanto aprendo agli occhi miei la luce.
Risento stridule quelle cicale:
il canto rauco al cuore si figge
mentre col palpito azzurro si fonde
del mare, memore, che ti recinge.
Terra di miti e d’un sogno di luce, 
dimmi che tornano le tartarughe
quando la rupe d’Eraclea s'indora!
Dimmi le sabbie del Belice riarse,
solcate ancora da scarabei egizi!
Niun mostro omai tra Scilla e Cariddi.

SERA DI MAGGIO
Scende attesa la sera nel sereno
e perdura la luce del tramonto
che accende le balze aspre del monte
scavando solchi d’ombra nel terreno.
Sale denso il profumo delle rose,
dura a lungo la zagara fragrante
mentre gli uccelli s'attardano nei canti
aspettando la lieve notte nera.
Fanno un concerto di mille suoni, quanti,
tutti intonati alla malinconia,
come ogni sera han messo a punto in tanti
gli strumenti per la sinfonia.
Solo le piante piegano le fronde
in un applauso silenzioso e vero;
esse soltanto colgono il mistero
che accompagna il momento del tramonto,
e le campane dell’Avemaria.

A ROBERTA
Esterrefatto, muto, sonnolento,
ricordo il giorno freddo dell’addio;
insieme a me pranzasti e poi scrivendo
sulla mia agenda ed implorando Dio,
mi afferrasti ché non scappassi via.
T'accompagnai, era Sabato, all'ora 
di disegno: la destra nel taschino
e l'altra riscaldavi nella mia.
Dovetti comperarti cartoline
con bimbi che facevan l'occhiolino,
quasi pegno del mio ripensamento.
Ora star qui, senza di te, detesto
e mi divora notte e dì, lo sento, 
il rimpianto di te, il mio tormento.

PAURA DI BIMBA
Un brivido brucia la pelle,
t'afferra pei polsi,
ti stringe alla gola,
ti toglie le forze.
Il sangue raggela di colpo,
il cuore non batte,
poi pulsa più forte,
imporpora il viso
e scioglie d’un tratto
di lacrime calde
la limpida fonte.

E LA TERRA TREMÒ...
Squarci ne lacerarono le membra
e la terra patì con affanno
e lanciò ululati di morte
e rigurgitò bava schiumosa
ed ebbe sussulti inauditi.
Cielo e mare le furono solidali
e scatenarono forze selvagge
sfogando una rabbia incontenibile
sull'orgogliosa miseria dell'uomo.

SONO STANCO
Sono stanco 
di camminare
per plaghe desolate,
aride, abbandonate.
Ma anche se ritrovassi
i fiori, i colori, i suoni,
il deserto rimarrebbe nel mio cuore.

VIVO GIORNATE VUOTE
Vivo giornate vuote,
inutili, noiose:
chi ha rubato alla mia vita
il senso?

CAMMINO SENZA META
Cammino senza meta
per strade fatte
da altri
che non so dove portano.
Ma almeno la notte
vorrei riposare
e non pensarci.                                          

NON SO PERCHÉ SCRIVO
Non so perché scrivo:
tutto il dolore del mondo
le mie parole
non possono contenerlo;
neanche il mio male
ci sta intero.
                                                                                   
IL MIO CUORE
Il mio cuore
è come quel muro sgretolato,
grezzo, cadente:
solo una parvenza
di nuovo
gli darebbe l'intonaco.

L'AMORE E' COME LA LUNA
L'amore è come la luna:
risplende, sorride lontana,
ti fa sognare;
ma chi la raggiunge
non trova che terra.

SEMBRO UN RELITTO
Sembro un relitto
che ha toccato il fondo,
una larva d’uomo alla deriva
che è riemersa inerte, vuota e priva
di senso.
Mi sballottano
senza meta i venti
e le onde sconvolgono
i pensieri, la mente vaga
senza scopo e i piedi
non hanno direzione né sentieri.
In certi momenti,
disperato, prego l'onde
che coprano il mio corpo
e lo affidino al nulla più profondo.
Ma poi mi sembra di riprender fiato
e spero nel futuro e scopro il pianto.

POSARE IL CUORE
Posare il cuore
in un angolo,
fuggire per mete
lontane,
disfar la valigia:
sognare
di essere giunto
al traguardo.

OGGI MI TRADIRÒ
Oggi mi tradirò perché, sognando
mi perderò negli occhi tuoi smarrendo
il ben dell’intelletto e, sospirando,
ti chiederò di starmi ancora accanto.

DOMANI MENTIRÒ
Domani mentirò perché, parlando,
pronuncerò parole senza senso;
ma sento che dirò, in un lamento:
“Non ti scordar di me, t’ho amato tanto!”.

IL VOLO
Evviva, evviva!
Il volo
verso verdi orizzonti
ho già spiccato.
E chi potrà fermarmi!
Volano
mente e cuore,
a stento la ragione
li riprende.
E’ un attimo
e poi via, lontano,
per sentieri inesplorati,
dalle remote densità dell’abisso,
oltre la lieve chiarità
della gioia.
Io sono qui e palpito,
in mille anfratti
mi cerco e mi trovi,
mi perdo
e mi ritrovano. 
Le parole non dicono,
non spiegano:
è la vita che in me scorre, 
che a me torna per mille
rigagnoli e torrenti
irruenti; è la vita
che riprende.
Mi riverbero
e via ancora per sentieri
più vorticosi,
sopra abissi ignoti.
Il carico ho buttato
e volo! 
Fallo anche tu,
librati sulle tue ali,
reggono, se vinci
la vertigine
del vuoto.

SOGNO D’ESTATE
Fresco un ruscello
t'accarezza di notte le ciglia,
agile svetta e zampilla 
fra luci e colori
d'immagini nuove
e d'antiche promesse.

SCALPITANO CAVALLI
Scalpitano cavalli,
al vento le criniere;
folate sconvolgono
il fumo sui comignoli:
seduto l'uomo fissa
lontano punti neri,
sorride, il vento
gli carezza i pensieri.

DOLCE SIRENA
Dolce sirena del cuor mio
randagio, portami lontano
in volo planare
sulle gelide acque
lacustri dove libellule
danzano felici!

TRA CIANE E ARETUSA
Tra Ciane e Aretusa
stasera
la Luna si veste
d'argento
nel mare d'Ortigia.

MUSICA LE PAROLE
Musica... 
le parole, 
quando sgorgano
chiare, acqua fresca
di sorgente dal colle
limpida fluente
al mar 
che la riceve dolcemente...


Postfazione di A. B. 
Tristezze intessute di luci, velate di emozioni. Desiderio di esporsi lasciandosi andare, sorvegliato dall'insopprimibile urgenza di capire, mantenendo misura e distacco per mettere a fuoco. Rapporto con il passato, non solo nostalgico, e insieme voglia di vivere il presente aggrappandosi alle sensazioni suscitate dalla realtà, per altri, forse, non altrettanto positiva. Più aperta, immediata, serena nel dolore “A Roberta”, in cui domina incontrastato il sentimento, a discapito di quella  “misura” sempre mantenuta.
Dove conduce la continua fuga?  Qual è l’approdo? A. B.

          Breve nota sull'autore
Vito Raia è nato a Menfi nel 1946. Il terremoto del Belice, che lo ha visto testimone attento e critico di fatti e misfatti ormai insanabili, ha segnato profondamente la sua vita. Si è laureato in Lettere a Palermo, discutendo la tesi “Ricerche sulla situazione socio-culturale di Menfi”. Si considera discepolo di Giusto Monaco di cui ha sempre ammirato, sin dagli anni universitari, l'amore per la civiltà classica, la profonda umanità e lo stile impareggiabile. Ha insegnato per quasi un ventennio in istituti tecnici del Trentino e successivamente si è trasferito a Siracusa dove ha deciso di interrompere, almeno per qualche tempo, il suo peregrinare. Sente, infatti, sempre più potente, il legame allo scoglio di Ortigia dove il destino lo ha fatto approdare, naufrago, in cerca della “mater vetusta”.   
Queste povere, piccole cose, tessere in frantumi di un mosaico impossibile, intende donare ad Ortigia ospitale, miniatura affascinante, emblematica, della mitica madre. 

30 dicembre 2012

Una storia incresciosa di fine anno

...che può capitare a chiunque di voi anche in altri momenti dell'anno. 

Questa mattina, passando nei pressi di un distributore di carburanti, notavo che il prezzo self-service del gasolio era a € 1.674/l ma avendo solo banconote da 50, sono andato nel bar vicino, dove mi fermo spesso a fare colazione, e ho ordinato una pasta e un caffè. Ho pagato con € 50 ottenendo in resto, oltre agli spiccioli, due banconote da 20 belle, nuove, fiammanti. 

Tornato al distributore, ho provato ad inserirle nella macchinetta che, con mio raccapriccio, le ha rifiutate una dopo l'altra. Ho pensato che succedesse perché troppo nuove e mentre stavo rinunciando a fare rifornimento, una signora, in attesa del suo turno con il marito, mi ha passato una banconota da 20 invitandomi a riprovare e prendendosi una delle mie. Ringraziatala per la cortesia, ho fatto rifornimento e sono andato via tranquillo. In serata, uscito a comprare le sigarette, ho tentato di pagare con l'altra ma l'esercente, inseritala nel rilevatore di banconote false, mi ha guardato con sospetto comunicandomi la cruda verità. Ho pagato scambiando € 50 e me ne sono andato, turbato e quasi incredulo. Osservando, poi, a casa la banconota e confrontandola con altre dello stesso taglio, ho notato che la carta era più liscia e leggera e mancava la riga verticale filigranata. 

Sono tornato nel bar per raccontare tutto alla gestrice, chiederle di riprendersi la banconota e informarla che, in ogni caso, sarei andato dai Carabinieri a denunciare l'episodio. Non tanto per recuperare il denaro, quanto per risarcire - se possibile - la signora cui, in perfetta buona fede, avevo rifilato le 20 false davanti al rifornimento, con il rischio di apparire uno spacciatore se non addirittura un falsario. Naturalmente in quel bar, senza il riconoscimento della mia buona fede, non metterò più piede e starò molto più attento, d'ora in avanti, anche nelle transazioni con denaro liquido. 
AD AMBEDUE LE SIGNORE AUGURO BUON ANNO
____________________________

Ps: come giudichereste la barista che - dopo avermi rifilate le due banconote false - alla mia contestazione puntuale risponde che avrei dovuto farlo sul momento? Cosa si può pensare di un'esercente di commercio che appare disposta a perdere un cliente piuttosto che riconoscere il suo errore - per non dire altro? Come posso ritrovare la malcapitata signora che, con eccessiva ingenuità, mi ha favorito la banconota buona avendo osservato i miei tentativi, andati a vuoto, di usare le mie? E poi, è più conveniente e corretto comportarsi come la prima o come la seconda? 

30 ottobre 2012

Il cataclisma del voto siciliano

Candidati
Voti
%
Partiti
Voti
%
617.073
30,50
Partito Democratico (Pd)
Unione di centro (Udc)
Movimento politico (Mp)
Unione consumatori
257.274
207.827
118.346
100
13,40
10,80
6,20
-
Sebastiano Musumecii
521.022
25,70
Popolo della libertà (Pdl)
Cantiere Popolare
Musumeci presidente
Alleanza di centro (Adc)
247.351
112.169
107.397
5.017
12,90
5,90
5,60
0,30
368.006
18,20
Movimento 5 stelle - beppegrillo.it
285.202
14,90
312.112
15,40
Partito dei Siciliani - (Mpa)
Grande Sud
Futuro e libertà per l'Italia (Fli)
Ppa - Piazza Pulita
182.737
115.444
83.891
959
9,50
6,00
4,40
0,10
122.633
6,10
Italia dei valori (Idv)
Federazione della Sinistra Verdi
67.738
58.753
3,50
Mariano Ferro
31.390
1,60
Popolo dei forconi
23.965
1,30
25.058
1,20
Rivoluzione Siciliana
22.422
1,20
19.248
1,00
Sturzo presidente
14.929
0,80
4.495
0,20
Partito comunista dei lavoratori (Pcl)
2.031
0,10
3.659
0,20
Voi
2.278
0,10

Adesso, a spoglio ultimato, appare chiaro che la maggioranza dei Siciliani che hanno disertato le urne, assieme a quelli che hanno imbucato la scheda bianca, hanno voluto esprimere tutta la loro contrarietà ad una classe politica che non ha saputo affrontare e dare soluzioni credibili ai problemi che attanagliano l'isola, mostrando anche di non sperare che l'esito di questa tornata elettorale possa produrre concreti cambiamenti. 

Di quanti, invece, hanno espresso il loro voto, il 15% lo ha attribuito al m5s che diventa, di fatto, il primo partito rappresentato nell'assemblea regionale, con 15 consiglieri eletti e con un'affermazione esaltante anche per il suo candidato presidente Cancelleri che, con il 18,20% di preferenze, si colloca in terza posizione, dopo Crocetta e Musumeci. 

L'altro risultato significativo è quello che segna la disfatta del polo di centro-destra guidato da Musumeci, rappresentante di quell'area politica che da sempre è stata maggioranza nell'isola. 

In questo cataclisma di notevoli proporzioni, l'alleanza PD - UDC tiene e riesce ad esprimere oltre alla maggioranza relativa nell'assemblea regionale, anche il presidente nella persona di Rosario Crocetta che, per governare, dovrà ricercare, comunque, voti e sostegno fuori dall'area di riferimento. 


..........................................

Approfitto per complimentarmi con Matteo Mangiacavallo, giovane serio, impegnato nel sociale e attivo nel movimento per la salvaguardia dei beni comuni. Non l'ho votato ma se gli altri eletti nel m5s gli somigliano, sono convinto che sapranno produrre novità importanti nell'ambito dell'assemblea regionale e nella situazione asfittica della politica locale. I più sinceri auguri di buon lavoro.  

12 maggio 2012

Maturità: la mia parola per QUELLO CHE (NON) HO


La parola che vorrei salvare nel suo significato più profondo è Maturità perché mi ricorda l'impegno e la serietà con cui la mia generazione ne preparava l'esame. 

All'epoca l'esame di maturità era una prova assai impegnativa. Oltre all'intero programma dell'ultimo anno, erano argomento d'esame anche i corposi riferimenti dei due anni precedenti. 
Sin dagli anni del ginnasio si pensava agli esami di terza liceo con paura e ansietà. Oltretutto si svolgevano con commissari esterni e sconosciuti. 

Ricordo le notti d'estate trascorse sui libri (non c'era ancora l'e-book, non c'era il telefonino, non c'era internet) in compagnia di qualche collega, con la moka vicina che esalava nella stanza il profumo del buon caffè, necessario a tenerci svegli. E le mamme, che non riuscivano a prendere sonno finché non ci sapevano a letto. Superata quella prova, il corso universitario sembrava una passeggiata: avevamo conquistato la maturità e, con essa, l'autonomia. 

Solo in seguito, purtroppo, mi sono accorto che la Maturità non era stata affatto raggiunta e che andava accostata giorno per giorno, fino alla fine. E ancora oggi, di fronte alle prove della vita, non mi sento del tutto maturo. 

Il programma condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano coinvolge anche noi spettatori: possiamo inviare a QUELLO CHE (NON) HO la parola alla quale vogliamo bene e spiegare perché. Il programma andrà in onda nei giorni 14, 15 e 16 maggio alle 21:10 su LA7. 

07 novembre 2011

L'avv. Sebastiano Di Betta, assessore al Territorio e Ambiente della Regione Sicilia


Apprendo con viva soddisfazione che l'avv. Sebastiano di Betta ha ottenuto, in data odierna, l'incarico di assessore al Territorio e Ambiente della Regione Sicilia nel governo Lombardo. Prende il posto di Gianmaria Sparma, dimessosi nei giorni scorsi per motivi personali. 

Auguro di cuore al neo assessore di poter intraprendere in piena autonomia la sua attività pubblica in un settore importante e delicato per il futuro della nostra terra. Della sua capacità di lavoro e di impegno diligente sono personalmente certo. 
Ad maiora, caro Benny. 

03 novembre 2011

La volgarità, i gestacci indecenti, gli insulti di un ministro della Repubblica

La mattina di un giorno festivo, in un bel bar di una bella piazza di una bella cittadina della provincia italiana. La gente beve il caffè, si saluta, conversa. Fuori ci sono bambini, biciclette, cani, e un gentile sole autunnale. A un tratto lo sguardo fa uno zoom sulla prima pagina del quotidiano locale, appoggiato su un tavolino. Il titolo, cubitale, recita: «Bossi: il popolo padano si è rotto i coglioni». La frase, insieme ad altri rumori, è stata pronunciata il giorno prima a pochi chilometri da qui, in occasione della solenne Festa della Zucca. Non so perché un onesto giornale di provincia, in genere onestamente dedito ai delitti e agli incidenti d’auto, abbia scelto di consacrare la sua intera prima pagina a quel ributtante grumo di parole, politicamente di nessun conto. Ma posso dire con certezza che in quel bel bar di una bella piazza di una bella cittadina italiana quel titolo faceva l’effetto di un corpo estraneo, di un rutto in chiesa. E spingeva a chiedersi quando e perché è cominciata la nostra discesa implacabile verso il basso, verso il brutto, verso il becero. E quanto profonda dev’essere l’assuefazione se quelle povere frasi diventano titoli di giornale (non solo in provincia). Selezionando giorno dopo giorno il sempre più basso, più brutto, più becero. (da L’AMACA di Michele Serra)









P.S. Ricercando immagini in google alla voce - bossi volgare indecente -, ho trovato, tra l'altro quest'immagine che rinvia ad un mio post del 01 ottobre 2009 dal titolo POVERA ITALIA, Svegliati!

Tengo a precisare che, per quanto mi risulta, questo sito non è affatto pericoloso e non diffonde virus. Basta, inoltre, aprire la pagina contestata per rendersi conto che le informazioni non originali sono accompagnate dalla citazione delle relative fonti. Voglio dire a qualche buontempone leghista, che ha voluto fare questo scherzetto, che il virus insopportabile è nelle volgarità e nei gestacci che usano loro, a partire dai loro leader. 

22 febbraio 2011

UOMINI, DONNE E POTERE DEL BELLO di Paola Mauri

Da qualche tempo questo blog si ingentilisce col contributo gradito di una voce femminile, quella di Paola Mauri. Essa ha il grande merito di cogliere spunti diversi dalla realtà e di farci riflettere su temi di vera attualità ma con il distacco di chi guarda ad essi come da un altro mondo o da un'epoca lontana. L'effetto che si ottiene è di apparente straniamento ma la messa a fuoco che ne consegue aiuta a riconsiderare i fatti di cronaca affrancati dall'urgenza del quotidiano, collocati in una prospettiva di più ampio respiro. Il mio blog, spesso politicamente scorretto, ne ricava una qualità  nuova e un equilibrio più armonico. 
Oggi la riflessione di Paola trae lo spunto dalla dura presa di posizione delle donne contro un potere che le usa in modo strumentale e poi, spesso, le getta dopo averle spremute. Ma è solo il potere ad usarle? O sono anche le donne, quando ne hanno la possibilità a servirsene?

Abbiamo capito forte e chiaro che la bellezza è un potere da usare. E per essere netti e senza fronzoli non è che ciò non fosse noto da tempo immemore. Mi viene proprio da dire che messa così piatta, senza un briciolo di ghirigori, viene un coccolone.
Contrapporsi non è esatto, non va bene; vorrei essere in grado di trovare parole misurate, e mi sfugge continuamente il filo, perché non provo meraviglia ma disagio, per quella parte di universo mondo che viene esclusa d’ufficio da chi ingordo, come davanti ad un babà, decide di prendersi l’oggetto più raro, più rispondente a canoni precisi, più …
Questa leggenda metropolitana, spacciata per verità assoluta, non è più concepibile e ognuno è padrone di sostenerla, ma credo in separata sede, e non facendone una filosofia da imporsi più o meno a tutti i costi.
Il cervello va esercitato e l’esercizio ne facilita la funzione. E allora è tutto vero o meglio tutto può essere vero e i gusti sono gusti, ma lasciamo a tutti uno spazio e la possibilità di arrivare dove chi bella come il sole ambisce di arrivare, perché destinata, dalla nascita, ad essere l’ape regina.
È vero che non si può cambiare il mondo che per secoli è stato dominato dall’uomo che disponeva a suo piacimento delle donne, ma di fattori “ci”, “di”, “e”, “effe”, “gi”, ormai ce ne sono tanti in giro, peraltro tutti uguali, ben fatti, ben messi, che la monotonia è in agguato e un po’ di sano difetto andrebbe a ristabilire l’armonia. E l’armonia è un insieme di fattori che con l’omogeneità non ha nulla a che fare. Forse bisognerebbe rieducare “lo sguardo” di chi appunto guarda, per fargli scoprire “il bello”.
Guardare è saper cogliere, saper vedere, saper interpretare, andare oltre.
Il brutto non sarà mai tale agli occhi di chi sa guardare. Il bello non sarà mai bello se quell’oltre è tenebroso, mistificato.
Con le parole si può giocare, con il cuore no. E allora tutto quel che si dice, che si spaccia, che si mercifica con un pacco dono ben confezionato, è l’apparenza di una realtà che tutti vogliono copiare ma che dura per il tempo di un gioco, con un giocattolo che, alla fine, non regge perché quando è smontato, poi non si ricompone più. E da bambini di questi giochi, ne abbiamo fatti tanti. Abbiamo copiato i giochi degli altri e abbiamo voluto i giochi degli altri. Credo sia l’odierno  principio del marketing e della pubblicità.
È stato applicato agli esseri umani ed è comprensibile che la perfezione sia ammiccante e ancor più desiderabile, ma c’è un meccanismo che prima o poi si inceppa in questa meravigliosa panoramica. Buon pro gli faccia quindi, a tutti quelli che ne escono soddisfatti e rifocillati. Tanto per chi la pensa diversamente è sempre buono l’argomento “invidia”. 
Le “cozze”, per intendere, con tale termine, donne brutte, si sprecano pure in una pubblicità, secondo me vergognosa, di una macchina di produzione italiana, il cui spot viene trasmesso in questi giorni. Alla fine, quindi, tutto rimarrà uguale o tutto cambierà per rimanere immobile nei secoli. Il potere sarà sempre associato al bello ed il brutto al brutto, cioè al nulla.
Anche se il brutto anatroccolo può riservarci ancora delle sorprese. Ed è bello crederci. PAOLA MAURI

Altri contributi di Paola Mauri possono essere rintracciati ai seguenti indirizzi:

Ricordo quando a scuola ci facevano cantare l’Inno di Mameli


Riprendo la mia capretta e vado per i monti


Haiu ragiuni e m'a mangiu squarata

 

P.S.: approfitto per invitare altre amiche e amici che volessero esprimere il loro punto di vista a commentare i post con i loro messaggi o inviando i loro testi e chiedendo che vengano pubblicati.
Mi rivolgo, come scritto in sommario, a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.

20 febbraio 2011

Ricordo quando a scuola ci facevano cantare l’Inno di Mameli

Sulle ali della memoria con questa rievocazione personale di Paola Mauri     
Essere Italiani, oggi, è una missione quasi impossibile, di Paola Mauri  
Da un po’ di tempo, ti svegli la mattina e riattacca il ronzio che tutt’intorno avvolge la Penisola. Ricordo quando a scuola ci facevano cantare l’Inno di Mameli. Aleggiava il rispetto e la gioia di cantarlo. Ho uno strano flashback pure de “La spigolatrice di Sapri” autore Mercantini “… eran trecento, eran giovani e forti e sono morti…”. Quanto era bella questa poesia, …venivano i brividi.
Bambini eravamo, ma non so come dire, le cose erano diverse. Quando si vedeva la bandiera si era felici, significava festa. Sono contenta e grata di portare ancora questo sentimento dentro di me.
Ricordo pure delle bombe in Tirolo, ma vagamente. Sapevo ma ancora non comprendevo bene. Poi con il tempo il racconto di questa nostra storia gloriosa e bellissima si è riempito di tanti altri racconti, più o meno belli, più o meno brutti: l’ultimo questore di Fiume Giovanni Palatucci, le Foibe, e quanto ci appartiene, o appartiene a questo nostro meraviglioso Paese… 
Sentire “Le ragazze di Trieste” è un sussulto, una gioia. E’ come se i sentimenti, allora, avessero un’altra valenza, un altro peso: “…oh Italia, oh Italia del mio cuore…”.
Tutto o quasi è stato cancellato da un benessere fasullo e da chissà cosa d’altro. Per cui Benigni ha ritenuto di dover spiegare, su un palco nazional popolare, l’inno di Mameli.
Televisione, reality, pupe e secchioni, isole dei famosi…
La festa per l’Unità d’Italia si farà … ma sarà vera festa?
Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca…
Ma per me Viva l’Italia, sempre! 
La Corale Città di Genova canta Fratelli d'Italia


La Campana di San Giusto - Coro alpino "Alte Cime"


11 gennaio 2011

Il mio week-end nel ragusano


Sono appena rientrato da un fine settimana nel ragusano, una provincia siciliana che merita di essere visitata e conosciuta. 
C'ero già stato qualche anno fa e, anche questa volta, ho alloggiato in un B & B a Marina di Ragusa. Per la precisione allo Scalo, una villetta gestita direttamente dai proprietari, proprio alle spalle del porto turistico, opera notevole ultimata da pochi mesi. 

Abbiamo avuto la fortuna di trovare giornate tiepide e luminose - primaverili non da inverno profondo - che hanno favorito le escursioni nella zona. La prima tappa è stata Punta Secca, piccolo villaggio di pescatori dove ogni cosa richiama lo sceneggiato TV sul Commissario Montalbano, tratto dai racconti di Camilleri. 
Siamo stati poi a Ragusa dove abbiamo notato, rispetto alla visita precedente, gli effetti evidenti della crisi. Modica,  invece, ci è apparsa vivace, calda e accogliente, avvolta nel suo barocco monumentale. 
Qui abbiamo incontrato un vigile ben disposto che ci ha dato qualche consiglio per la visita ad alcuni luoghi caratteristici, più nascosti al turismo di massa. Abbiamo potuto, così, visitare la casa natale di Salvatore Quasimodo, che si trova abbarbicata sul costone, fra il Duomo dedicato a S. Giorgio e l'altro, nel corso principale di Modica Bassa, dedicato a S. Pietro. Dobbiamo, inoltre, alla disponibilità del vigile, l'indicazione del ristorante dove abbiamo mangiato di gusto, assaggiando piatti tipici di antico sapore siciliano. 

Si tratta dell'Osteria dei sapori perduti che sorge in Corso Umberto, quasi di fronte al Teatro Garibaldi. Vi abbiamo gustato il ricco antipasto misto dei Sapori Perduti e dopo i Lolli con le fave e i cavatelli con ricotta e piselli - il tutto annaffiato con un generoso Nero d'Avola - non siamo riusciti ad andare più oltre. Abbiamo chiuso il pasto con gli ottimi cannoli e un buon caffè. L'ambiente è accogliente, il servizio attento, i prezzi contenuti ma, soprattutto, si mangia ... e bene! 


Un'altra tappa obbligata, per chi visita Modica, è l'Antica Dolceria Bonajuto  la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia con le sue delizie. Vi si possono acquistare il cioccolato alla cannella e alla vaniglia, prodotto di tradizione azteca, introdotto in Europa dagli spagnoli nel XVI° secolo, e le 'mpanatigghi, biscotti tipici della città di Modica, introdotti anch'essi dagli spagnoli durante la loro dominazione in Sicilia.

Dopo una visita veloce a Scicli che meriterrebbe molto più tempo, e una tappa ad Ispica, siamo arrivati a Siracusa. Qui ho notato con vero piacere che è stata asportata, finalmente, la mostruosa muraglia di manufatti cementizi che fino all'estate scorsa precludeva la vista del Porto Grande da Piazza Marina. Mi auguro soltanto che l'opera di bonifica sia avvenuta a carico dell'impresa responsabile dello sconcio dei manufatti realizzati con cemento depotenziato. A carico della stessa, voglio sperare, siano andate anche le spese per la mancata realizzazione del progetto. E' aspirazione diffusa, infatti, che i responsabili di tanto scempio paghino per il misfatto.

Nella fase di rientro siamo incappati sulla Caltanissetta-Agrigento dove sono in corso i lavori per il raddoppio della carreggiata. Lungo la tratta si è costretti a continue deviazioni che obbligano  i malcapitati automobilisti a rallentare l'andatura e a passare attraverso i cantieri con rischi notevoli. Ho pensato alle maledizioni che ci avrà mandato un turista su AlfaRomeo targata TV, costretto all'insolita gincana fra ponti in costruzione e tracciati in terra battuta. 
C'è da sperare che i tempi di realizzazione dell'opera non siano quelli biblici della Salerno-Reggio Calabria!

24 novembre 2010

MAGICA, PER LA MIA CROCIERA NEL MEDITERRANEO

Su questa bella nave della Costa sono in procinto di imbarcarmi per una crociera che toccherà i porti di Civitavecchia, Palermo, Tunisi, Palma di Maiorca, Barcellona, Marsiglia e Savona. 


Avrei voluto fare una bella crociera nei Caraibi, toccando magari Antigua e le altre splendide isole dell'arcipelago ma le mie finanze non me lo consentono. Chissà che chiedendolo a Berlusconi che aiuta sempre tutti, non avrei potuto ottenere un bonus ad hoc
Non l'ho fatto perchè lo so totalmente assorbito da altre faccende più gravi ed ho ripiegato, pertanto, su questa crocierina nel Mediterraneo occidentale mettendo anche nel conto di incontrare il clima rigido dei nostri inverni ma augurandomi di poter evitare la pioggia e qualche burrasca.

Una Crociera Low Cost che mi concedo per dimenticare, per qualche tempo, i problemi del nostro Paese e vedere, anche se di volata, l'aria che tira in Spagna e in Francia visitando due città come Barcellona e Marsiglia. 
Ecco la WebCam di tutto l'itinerario per chi volesse seguirci in tempo reale. Clicca poi sul cerchietto cliccabile e avrai tutte le informazioni su me e la nave.

Certamente questo non si direbbe il periodo più opportuno per una lunga traversata ma la nave Magica mi sembra sicura e accogliente, perciò ho deciso di staccare la spina per una settimana obbedendo al mio personalissimo personal trainer. Spero che presto la stessa cosa faccia l'opposizione parlamentare nei confronti del governo, e che sia la volta buona

Nei prossimi giorni, pertanto, questo blog non sarà aggiornato ma cercherò di tenere aggiornato il mio profilo in FB. Mi auguro di riprendere il dialogo al mio ritorno, in una situazione socio-politica profondamente modificata.

Un caldo saluto a tutti gli amici e a risentirci al mio ritorno.


Post scriptum per chi volesse sapere perchè sostengo questa spesa in tempi di chiari di luna come quelli che viviamo. Mi sto spendendo il gruzzoletto messo da parte con il denaro che quest'anno ho risparmiato non giocando e consiglio di leggere i miei post:
Cambiare condizioni di vita grazie al gioco? 
UNA CHIMERA SE NON UNA SVENTURA  Il Milionario di Gerry e il gioco da casa

30 giugno 2010

Il mio congedo estivo

Cari amici, viviamo una fase veramente preoccupante: il nostro Paese è davanti ad un bivio, - lo diceva questa mattina anche Pannella a Il Caffè di Corradino Mineo - o usa tutte le energie di cui dispone per reagire all'arroganza inaudita di questo regime monocratico e populista oppure sarà costretto per gli anni a venire in una condizione di minorità politica, sociale ed economica, molto simile a quella di alcuni Paesi sudamericani. E' chiaro ed evidente a tutti che il futuro  è ancora nelle nostre mani e dipende molto dalle scelte e dall'impegno che ciascuno di noi, nel proprio piccolo spazio operativo, saprà attivare.
 
 
 
 
La grande manifestazione di domani a Roma e quelle in altre città d'Italia rappresentano un importante banco di prova per misurare l'accresciuta sensibilità dei cittadini di questo Paese che non sono disposti a cedere le libertà e i diritti civili ad un fantomatico leader di un altrettanto fantomatico popolo della libertà.

Approfitto di questa nota per ricordare agli amici che mi seguono su questo blog e sulla mia pagina fb che nei prossimi mesi estivi sarà sensibilmente ridotta la frequenza nell'aggiornamento delle mie pagine ma l'impegno resterà pieno e vigile. Quelli di luglio e agosto sono, infatti, i mesi in cui, calando l'attenzione dell'opinione pubblica, sono state ideate e compiute le porcate più ignobili e votati i provvedimenti più indegni.
Consiglio pertanto a tutti voi vigilanza estrema, di spegnere per qualche tempo la TV per vedere l'effetto che fa, di leggere diversi giornali per formarsi un'opinione non confezionata su ciò che accade intorno a noi, di leggere qualche buon libro che può aiutare anche a vedere le cose da punti di vista diversi, di vedere qualche buon film, di frequentare, ove possibile, teatri, musei, siti archeologici per acquistare quella capacità di straniamento che può aiutare a mettere meglio a fuoco la realtà, di incontrare gli amici e i conoscenti che per motivi di lavoro sono stati lontani, per verificare se e come sono cambiati, di trovare il tempo e il modo di rilassarvi e divertirvi sebbene le condizioni generali non sembrano le più idoneee.

Voglio anche offrire un breve resoconto sull'attività di questo blog e della pagina fb nei primi sei mesi dell'anno in corso. Le mie idee, le nostre idee cresce in maniera esponenziale. Dal gennaio 2010 ad oggi (ultimi 6 mesi) ha registrato 17786 visite portando a 31.242 le visite totali dal 02/12/2008, data in cui ho iniziato a registrarle, e a un totale di 49.036 le pagine viste. Mentre la mia pagina fb Le mie idee  che in data 16 maggio 2010 era seguita da 98 fan, oggi ne conta 190.

Ringrazio tutti gli amici di FB e del mio blog e auguro a tutti loro un sereno e proficuo periodo di ferie.

02 maggio 2010

SALUTO AI LETTORI E BREVE RESOCONTO DEL MIO VIAGGIO DI FINE APRILE

Sono rientrato ieri sera dal mio breve soggiorno a Sorrento. Sono rimasto positivamente colpito dai luoghi fantastici che ho visitato e dalla schiettezza dell'umanità che li abita. 
La penisola sorrentina e la costiera amalfitana sono effettivamente un angolo di paradiso. Le casette bianche, incastonate sulla roccia, circondate dal verde dei limoni e degli aranci e da una macchia mediterranea esuberante, sono uno spettacolo singolare per gli occhi. Anche i prezzi mi sono sembrati contenuti, vuoi per la bassa stagione, vuoi per la crisi che anche in questi posti si fa sentire. Un angolo di paradiso, dicevo, che finisce a Meta, ultimo baluardo rispetto ad un mondo che già da Vico Equense e Castellammare di Stabia si presenta 'altro'. Sono stato anche a Castellammare per vedere Agorà, il film di Alejandro Amenàbar che non era in programmazione nella penisola sorrentina. E il ricordo di quella veloce puntata rimane legato alla visione di questo bel film, già presentato in un mio precedente post e che consiglio ancora a tutti gli amici di andare a vedere. Bellissimo il Multisala Montil dove era in programmazione e contenuto il prezzo (4 euro) forse perchè era il mercoledì degli sconti. Per il resto la città appare in uno squallido abbandono e mostra una condizione di antica agiatezza ormai perduta.
Quelli trascorsi a Sorrento e dintorni sono stati giorni riposanti, vissuti in una cornice da favola, con possibilità di spostamenti agevoli da un luogo all'altro grazie ai servizi pubblici su strada e su rotaie molto funzionali.
Insopportabile è stato, invece, il viaggio di andata e ritorno attraverso la Salerno - Reggio: lunghi tratti dell'autostrada continuano ad essere ancora cantieri aperti per la realizzazione della terza corsia, dove si procede incolonnati in un indecente alternantesi zigzagare. Chissà se la vedremo mai finita quella tratta che da tempo immemorabile resta l'incubo degli automobilisti!

Rientrando in Sicilia, ho fatto, come spesso mi accade, una capatina nella bella Siracusa e, fra alcune novità positive, vi ho trovato uno sconcio incredibile di cui parlerò nel prossimo post. 
Ecco un'anteprima: questi blocchi - una muraglia artificiale di manufatti cementizi, posta tra il mare e Piazza Marina - celano alla vista il Porto Grande e producono da oltre due anni un impatto ambientale indecoroso.

21 aprile 2010

BREVE VACANZA: Costiera amalfitana e Penisola sorrentina

Informo gli amici di FB e del mio blog che dal prossimo 24 Aprile al 1 Maggio mi concederò una breve vacanza, anche da loro, per visitare uno dei più begli angoli della nostra Italia: la Costiera amalfitana e la Penisola sorrentina.

Quella che intendo visitare è, per dirla con Saviano, la parte più ridente di "una terra merav­igliosa e purtroppo dev­as­tata, la cui bellezza però con­tinua a darmi forza per sognare la pos­si­bil­ità di una Italia diversa", una zona che amo molto e che merita tutta la nostra attenzione. 
Il mio blog e la mia pagina FB, pertanto, nel suddetto periodo non saranno aggiornati puntualmente. Prometto, comunque, che l'attività riprenderà regolarmente a partire dal 2 Maggio prossimo con un resoconto video-foto sull'esperienza turistica che mi accingo a realizzare. Spero che i miei lettori continueranno ad entrare  nelle mie pagine e che mi perdonino questa breve interruzione.

Approfitto per mandare un caro saluto ai miei 121 amici di FB, ai 90 fan di Le mie idee, alle migliaia di visitatori del mio blog. A presto, Victor.

P.S.:  Prego chi avesse suggerimenti da darmi su attrattive paesaggistiche, architettoniche, culturali, culinarie, ecc., della zona

05 marzo 2010

UN BLOG CHE CHIUDE - UNA VOCE CHE SI SPEGNE

Caro Massimo, non ti conosco personalmente ma come esponente della CGIL a Sciacca e in provincia di Agrigento. Dal tuo blog traspira fortissimo il tuo amore per la città natale, per le persone che nel tempo l'hanno onorata con la loro opera, per quanti non ci sono più e che tu ricordi con immutato affetto. Il tuo blog mi ha permesso di rivisitare momenti, situazioni e personaggi, anche ambigui, di Sciacca e non solo. L'ho trovato, però, sempre animato dal desiderio di contribuire a migliorare la situazione socio-economica di questa città che ha tutte le condizioni naturali e infrastrutturali per diventare un polo turistico notevole, solo che ci fossero gli uomini capaci di farla decollare. Sciacca è la città in cui vivo, che anche a me sta molto a cuore da quando ci ho frequentato il Liceo Fazello, ci sono tornato come insegnante e da otto anni ci risiedo. Anch'io, come te, nutro il sogno di vederla presto in grado di risolvere i suoi annosi problemi.

Per questo ti consiglio di soprassedere sulla decisione di chiudere il tuo blog: cambia ritmo nella pubblicazione dei post, non inseguire necessariamente i fatti del giorno, proponi spunti di riflessione, ma non chiudere. Non fare della tua una voce che si spegne. Le nostre "voci nel deserto" hanno ancora qualche buona ragione per esserci nella babele insopportabile di un'informazione telecomandata, e qualche orecchio attento che le ascolta.

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