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08 novembre 2016

IL MIO NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE


Avrei voluto scrivere le ragioni che mi spingono a votare e far votare NO al referendum costituzionale. Ma sull'argomento è stato già detto e scritto tutto o quasi; anche sulle risibili ragioni del SI.
Non so come finirà il 4 Dicembre: sebbene i sondaggi continuino a dare il NO in vantaggio, temo che la cosiddetta maggioranza di governo non lascerà nulla di intentato per ottenere il tanto sospirato risultato, sarebbe in grado di fare carte false pur di raggiungere il suo scopo. 
In proposito ritengo che occorra stare con gli occhi ben aperti ai seggi perché il voto dei cittadini possa essere veramente libero da ogni e qualsiasi condizionamento. 
L'esito si giocherà su una mangiata di voti! 

Non volendo ripetere in modo approssimativo quanto già detto e scritto con efficace puntualità da illustri e benemeriti costituzionalisti, mi limito a pubblicare qui la Lettera a mia figlia elettrice sul perché voterò No, di Arturo Primavera 

E la offro come argomento di riflessione a mia figlia, ai miei nipoti e ai tanti giovani italiani confusi e disorientati da una propaganda frastornante e senza ritegno. 
Ma penso anche ai tanti anziani che in questa bolgia fuorviante ritengono di non presentarsi al seggio lasciando agli altri di decidere per loro. 


Mi chiedi perché al referendum, voterò no alla riforma costituzionale? Ti chiedi perché, al contrario, tanti tuoi amici, i più giovani, si aspettino molto dalle recenti modifiche, soprattutto da quelle che riguardano il Senato, le uniche – in pratica - ad essere rese note a un’opinione pubblica più interessata a un presunta futura riduzione dei “costi della politica” che conscia delle reali conseguenze delle riforme? Perché molti di loro dicono che bisogna “cambiare”, senza precisare perché?
Ci sono vari spunti di riflessione, di diversa natura, che spesso si intersecano gli uni con gli altri: cercherò di trasformarli in argomenti, per quanto personalissimi, e comunque legati alla mia non professionale conoscenza della materia.
Sia bene inteso, non ho mie soluzioni per i problemi, reali o presunti che questa riforma, secondo i suoi ideatori, risolverebbe. Ma sai pure che non sono un conservatore, amante e “lodator del tempo passato”, in maniera pregiudiziale: il cambiamento mi sembra, invece, insito nella natura e nel mondo e quindi anche negli uomini: la storia umana è una lunga e continua transizione da uno stato all’altro, ma non sempre al meglio; ti basti pensare, ad esempio, agli orrori delle dittature e delle guerre del novecento. E allora, lungi da me ritenere che questa Costituzione, nata dalle ceneri della guerra e dopo le mostruosità del nazifascismo, possa essere millenaria o sia “la più bella del mondo”, come enfaticamente diceva qualche anno fa un noto comico che da ultimo ha voltato la gabbana, o sia la fonte perfetta e immodificabile della giustizia in terra: sarebbe solo ideologia, che, come puoi indovinare, sconfina quasi sempre nell’atto di fede e cioè in una sorta di religione; lasciamo questa a ciò che è rivelato, ma non a quanto viene dall’uomo. Noi dobbiamo cercare, più modestamente, di ragionare e capire se questa ulteriore riforma sia positiva o meno, nell’ottica generale che ogni cambiamento si debba fondare essenzialmente sul miglioramento dell’uomo.
Il primo motivo è talmente palese che bastano poche parole a spiegartelo: questa riforma è un vero e proprio passo indietro della democrazia, perché non consentirà ai cittadini di scegliere con elezioni dirette i membri di una delle camere, e quindi di un organo che, sia pure, in maniera limitata, e con diverse competenze, continuerà a far parte del potere legislativo.
In pratica l’esercizio del potere verrà di nuovo concentrato in pochi, anziché maggiormente diffuso tra i molti.
Chi vuole questo cambiamento è, per paradosso, un conservatore, mentre chi non lo vuole è un progressista.
E non stare a sentire quelli che dicono che comunque i membri del Senato saranno sempre di creazione popolare, in quanto nominati tra i consiglieri regionali e i sindaci, che a loro volta vengono eletti nelle amministrative. Una elezione non può essere bivalente: un candidato scelto come consigliere o come sindaco, perché dovrebbe star bene anche come senatore? Che efficacia può avere un voto del genere? E poi chi sceglierà i designati a prender parte del Senato? Non certo l’elettore in sede amministrativa, ma probabilmente il partito cui questi, gli eletti appartengono, che opterà per quelli più affidabili e legati alla segreteria politica, tempo per tempo dominante. E saranno liberi di poter decidere secondo coscienza, oppure saranno di volta in volta soggetti a interferenze e pressioni da parte dei vertici dei partiti?
E poi, dubito che questi consiglieri-sindaci/senatori saranno in grado di poter svolgere bene tutte e due le mansioni: anche se ‘tanto devono venire a Roma almeno una volta alla settimana’, non sono esonerati comunque dalla istruttoria e dalla preparazione dei lavori della camera di appartenenza; d’altra parte, specialmente se sindaci, non possono lasciare a metà il loro lavoro sul territorio.
Ma quale il motivo reale di tutto ciò? Non è il risparmio, che è ben poca cosa rispetto a quel che va perso; e non è nemmeno la semplificazione normativa, come puoi renderti conto, se provi a leggere la ridda di norme introdotte dal nuovo testo dell’art. 70.
A parer mio la vera posta in gioco è ben altra, se dai un’occhiata anche alle altre modifiche, alcune limitative della democrazia diretta, altre dell’autonomia regionale o, addirittura dei poteri del Presidente della Repubblica (e non trovi strano questo groviglio di riforme, proposte tutte insieme, da risolvere con un unico quesito?)
È invece la governabilità del Paese, vero mito di tutti i politici, che sarebbe ostacolata fin dalla nascita della Repubblica dalla pluralità delle forze politiche presenti nelle Camere, la cui dialettica ostacolerebbe una “stabile politica di governo”. Del resto politici appartenenti a un passato recente, che non puoi ricordare (vedi Craxi e Berlusconi), hanno spesso puntato sul controllo del dibattito parlamentare per l’approvazione di leggi, in materie delicate, quando l’opposizione diventava un serio ostacolo, e, gli stessi membri della maggioranza erano riottosi a seguire la politica del governo e si mettevano pure a votare contro (i c.d. franchi tiratori).
Ma siamo poi sicuri, che, in definitiva, la governabilità corrisponde a efficienza? Di che cosa? Nel fare veloci-veloci delle leggi per una più snella politica di governo? Hai visto, non molto tempo addietro, che quando una legge deve passare, tra fiducia, sedute fiume, tour de force, canguri, ghigliottine, voti palesi, ma anche segreti e in codice e cose simili, passa in un batter d’occhio anche oggi.
Tu pensi veramente che questo sia un vantaggio, dico, il fatto che una legge possa essere discussa in breve tempo, magari da una sola camera? E le varie leggi porcate, che sarebbero tutte passate tranquillamente (e velocemente)? È vero che è il Governo, quale espressione di una maggioranza politica, che dà l’indirizzo politico generale, ma è anche vero che è il Parlamento, nei suoi due rami, quale espressione anche delle minoranze, il vero fulcro del sistema (almeno nella democrazia che fondarono i Costituenti).
Sospetta, da ultimo, l’affermazione proveniente da qualche agenzia di valutazione finanziaria, che stigmatizzava, come dannosa per l’economia, la troppa libertà concessa ai popoli dalle costituzioni antifasciste: che, niente-niente, può far comodo una camera con poteri ridotti che approva, di fatto senza obiezioni, tutto quello che viene imposto dalla Commissione Europea (in nome del: ‘ce lo chiede l’Europa’), dai trattati internazionali (vedi il TTIP), da alleati più o meno invadenti, dalle multinazionali (che spesso sono dietro di questi)?
Tralascio le altre parti della riforma, ignote ai più, la cui attenzione è sempre indirizzata verso il “contenimento dei costi di funzionamento”: si disciplinano, tra l’altro, le materie più diverse, ché la riforma ritocca svariati istituti, che apparentemente, non sono correlati tra loro, come le modifiche relative all’elezione del Presidente della Repubblica e ai suoi poteri, o quelle che riguardano i giudici della Corte Costituzionale, o quelle relative al referendum abrogativo.
Oltre a quanto sopra, in maniera molto semplificata (nell’unico modo che so fare), mi sovvengono, naturalmente, altri argomenti, che hanno carattere più di metodo, al di là della condivisione o meno del contenuto.
In sintesi trovo assurdo il fatto che queste modifiche, vengano proposte, tra l’altro quasi come una condizione assoluta, direttamente da parte di un governo, nominato a seguito di intrighi di palazzo, e sia stata votata dalla maggioranza che lo sostiene, fatta di parlamentari di varia e precaria provenienza, eletti sulla base di una legge successivamente dichiarata incostituzionale e ciò in un momento in cui le priorità del paese sembrano essere altre.
Vorrei che tu ti soffermassi, anzitutto, sul fatto che la riforma sia stata proposta dal Governo: di norma le modifiche alla Costituzione, soprattutto di sì gran peso, devono rispondere ad una esigenza generale, ad un idem sentire della stragrande maggioranza dei cittadini e dalla quasi totalità delle forze politiche che li rappresentano. Dovrebbero essere il frutto di anni di dibattiti, di studi, di lotte e comunque sono un risultato condiviso di istanze nuove e reali, e perciò comuni a tutti.
Ha di norma un’origine parlamentare o addirittura è frutto di un sentimento popolare, diffuso, più o meno formalizzato.
Nel nostro caso la riforma viene calata dall’alto e la sua approvazione posta addirittura come condizione di permanenza del Presidente del Consiglio, cioè del Governo, cioè della maggioranza di governo, cioè, in definitiva delle Camere, sulle quali pende il rischio di elezioni anticipate, questa volta sotto una nuova legge elettorale, che potrebbe riservare delle sorprese: chi sa quanti personaggi, che attualmente occupano gli scranni del Parlamento, dopo aver cambiato più volte casacca, verrebbero riconfermati da un elettorato non più disposto a farsi prendere in giro?
Ma c’è dell’altro: la sintesi e la chiarezza sono una caratteristica della nostra Costituzione del 1948; il cui testo, prima della approvazione finale, è stato sottoposto ad una vera e propria revisione linguistica, al fine di consegnare ai cittadini un dispositivo corretto e chiaro; al contrario, alle poche e chiare parole utilizzate dai Costituenti, si sostituisce una cascata di articoli, di norme, commi, rimandi, di estrema farraginosità e complessità: immaginati la ridda di interpretazioni, che tutti, titolati e no, organi costituzionali e semplici cittadini, daranno a questa bella costruzione normativa, e i conflitti, i ricorsi, i processi, le sentenze, magari contrastanti, che spunteranno a seconda del punto di vista (e gli interessi) di chi legge il testo.
Questa riforma - ripeto - di fondamentale importanza, in quanto dalla sua introduzione, può derivare una nuova forma di stato, è stata votata, in tempi e a denti stretti, dalla sola maggioranza assoluta di Camera e Senato, e per questo viene sottoposta obbligatoriamente a un referendum: un anticorpo che i padri costituenti previdero a loro tempo, intuendo quali pericolose deviazioni avrebbero potuto portare le maggioranze che si sarebbero di volta in volta formate: spetta ora a noi, ancora una volta, il dover impedire che questa deriva possa essere portata a compimento. 



Leggi anche: Referendum, la percezione di un un cittadino qualunque sulle riforme renziane

01 marzo 2016

SICILIA: territorio a perdere, popolato da ultrasessantenni, vecchi pensionati e badanti.


Principali indici demografici calcolati sulla popolazione residente in Sicilia (Dati ISTAT)
Anno     0-14 anni             15-64 anni           65+ anni               Tot. residenti    Età media
2002      848.993                3.275.431            841.245                4.965.669            39,1
2003      839.912                3.275.087            857.125                4.972.124            39,4
2004      832.533                3.298.410            872.319                5.003.262            39,6
2005      822.385                3.303.943            886.753                5.013.081            39,8
2006      811.484                3.303.844            901.884                5.017.212            40,1
2007      798.930                3.307.350            910.581                5.016.861            40,4
2008      786.933                3.325.126            917.624                5.029.683            40,6
2009      778.143                3.337.173            922.483                5.037.799            40,8
2010      772.193                3.342.440            928.359                5.042.992            41,0
2011      765.932                3.348.932            936.211                5.051.075            41,3
2012      744.793                3.309.268            945.793                4.999.854            41,7
2013      738.117                3.295.065            966.750                4.999.932            41,9
2014      744.022                3.352.167            998.748                5.094.937            42,1
2015      736.079                3.343.050          1.012.951               5.092.080            42,4

La suesposta tabella rende appena l'idea del progressivo invecchiamento della nostra popolazione e della fuga dei giovani (formati, laureati e non) verso il Nord e verso i più ricchi Paesi della CEE.
Solo oggi ho incontrato l'ennesimo giovane, medico mio conoscente, che, pur lavorando in provincia, ha deciso di trasferirsi nell'area di Bologna per seguire la moglie che, avendo ottenuto il ruolo come insegnante, non spera in un facile e veloce trasferimento in Sicilia. E poi considera la possibilità di dare un futuro ai figli in una zona più ricca di stimoli e opportunità. 

Questo, invece, il post appassionato che la cara amica Francesca dedica a suo padre in FB ricordando che la sorella e la madre sono costrette a vivere lontane dalla Sicilia per lavoro:
Caro amore mio P. C. oggi dopo pranzo ti guardavo... eri stanchissimo e ti sei addormentato due secondi sul divano... ho letto dentro di te... le tue stanchezze, i tuoi sacrifici... Sei riuscito a non farci mai mancare nulla, in particolare a me!!!!!! Io ti amo papà e senza di te non potrei mai vivere. Sei la luce dei miei occhi. Io e te a casa da soli stiamo bene, anche se mamma A. D. e F. C. sono in altre città (non per volontà loro, ma per lavoro)... Noi insieme siamo una coppia stupenda e io ti curerò e proteggerò sempre!!!!! Lo voglio scrivere pubblicamente affinché tutti sappiano quanto Ti Amo!!!!!!


L'allungamento della vita media, la riduzione delle nascite, l'aumento del numero dei pensionati e il ridotto turn-over stanno facendo del Sud e della Sicilia, in particolare, un territorio popolato da ultrasessantenni e badanti. La cattiva gestione della crisi, poi, in ambito nazionale e regionale non ha consentito e non consente l'utilizzo delle risorse disponibili a vantaggio delle nuove generazioni che si vedono costrette a cercare lavoro altrove.


Senza dire dell'abbandono e del degrado in cui sono ridotti i nostri centri urbani i cui governi riescono a malapena a gestire l'ordinaria amministrazione. In una città come Sciacca, ricca di arte e di un paesaggio incomparabile, dotata di strutture turistiche ed alberghiere notevoli, si è permesso di far fallire la risorsa più importante che l'ha caratterizzata sin dall'epoca della Magna Grecia, le sue Terme. (Terme Selinuntine
Ma su quest'ultimo argomento mi riprometto di tornare con i necessari e documentati approfondimenti. Per il momento mi permetto di affermare che un territorio in cui aumenta la popolazione non più attiva, in cui non si riesce a trovare spazio adeguato alle risorse umane costrette ad un flusso migratorio crescente, è un territorio a perdere, destinato a morire. 




15 novembre 2012

Il Gruppo M5S all'ARS rinuncia ai rimborsi elettorali

Bella lezione di coerenza e di impegno in politica come servizio reso ai cittadini. 

Ho la precisa sensazione che, grazie a questi ragazzi, la Sicilia (e di conseguenza l'Italia tutta) vivrà una fase di cambiamenti epocali. 

Ieri i 15 eletti del M5S all'Assemblea Regionale siciliana hanno formalizzato la rinuncia ai circa 800mila euro, assegnati loro come rimborso elettorale. Rispettiamo così la volontà dei cittadini che nel '93 abrogarono, con un referendum, il finanziamento pubblico ai partiti, poi tornato sotto forma di rimborso per le spese elettorali - ha dichiarato il capogruppo Cancelleri. Intendono, altresì, tagliarsi di circa 3/4 l'indennità spettante ai 90 consiglieri regionali. 

Questi non sono soltanto atti simbolici ma importanti riduzioni di spesa per una regione portata al default dall'irresponsabilità miope delle precedenti amministrazioni. 
Sono atti che saranno percepiti favorevolmente dai cittadini ed esempi efficaci per gli altri gruppi che siedono a Sala d'Ercole. 

11 luglio 2012

Per Giovanni ed Emanuela

Il sole non spunterà più per loro, 
non faranno più progetti per il futuro 
né per il dolce frutto dell'amore 
che avevano concepito. 
Uno schianto improvviso, fatale, 
ha dilaniato i loro corpi, 
fermato per sempre il loro respiro 
nell'ultimo abbraccio straziante, 
fra le lamiere contorte, 
lungo la Fondovalle Palermo - Sciacca 
che percorrevano nell'ora più calda 
di un luglio infuocato. 

Io non li conoscevo di persona 
ma la loro sventura mi ha turbato 
come ha sconvolto quanti li conoscevano e stimavano. 
Penso allo strazio dei genitori e familiari 
e a quanto sarà difficile per loro trovare conforto. 



Non si può morire a trent'anni, 
ad un anno dalle nozze, 
assieme ad una creatura 
che chiude gli occhi alla vita 
ancor prima di vedere la luce. 

Non è giusto! Non è umano! 



Neanche a credere che Dio 
non turba mai la gioia dei suoi figli, 
se non per prepararne loro una più certa e più grande. 

19 maggio 2012

Perché a Brindisi un ordigno uccide davanti a scuola?

Oggi, nel clima politico arroventato delle elezioni amministrative, alla vigilia dei ballottaggi, mentre tace la campagna elettorale, in una fase di grave discredito della politica e in una condizione sociale assai pesante, a 4 giorni dal ventennale della strage di Capaci, in coincidenza con la Carovana della legalità organizzata in città, una bomba potente ma rudimentale esplode davanti ad una scuola di Brindisi, l'Istituto "Morvillo Falcone", uccide una ragazza innocente e ne ferisce altre; avrebbe potuto essere una strage. Perché? 
 
L'Istituto "Morvillo Falcone" aveva vinto il Primo premio della prima edizione del concorso sulla Legalità con la foto allegata. 


In questi occhi aperti e vigili che vogliono scrutarci nel profondo, ci sembra di ritrovare quelli di Melissa Bassi, la 16enne morta,  quelli di Veronica Capodieci, che lotta tra la vita e la morte e quelli di milioni di giovani che chiedono da troppo tempo VERITÀ e GIUSTIZIA. 

VOGLIAMO CONOSCERE LA VERITÀ VERA. 
TEMO CHE AVREMO, COME ALTRE VOLTE, FORSE I NOMI DEGLI ESECUTORI. 

19 novembre 2011

Da ieri il Governo Monti, ottenuta la fiducia in Parlamento, è nel pieno delle sue funzioni. Buon lavoro!

Come abbiamo visto anche in altre occasioni, con lo stile e il linguaggio del professore ma con la sicurezza di un politico navigato, il professor Monti incassa una fiducia record anche alla Camera. Speriamo che i provvedimenti che verranno adottati risultino efficaci mirando insieme al risanamento e alla crescita; siano equi in quanto siamo convinti che nella società italiana molti hanno dato troppo e ricevuto poco, tanti hanno dato poco o nulla e molto ricevuto, altri che non avevano alcunché da dare hanno diritto di ricevere qualcosa; favoriscano le riforme istituzionali necessarie ed eliminino i privilegi insopportabili di tante corporazioni, a partire da quella dei politici. 

Sono certo, comunque, che il linguaggio del professore e la condizione particolarissima in cui con i suoi ministri sarà messo alla prova, rinnoveranno il clima generale nel Paese superando le contrapposizioni preconcette e la conflittualità permanente che per troppo tempo hanno dominato indisturbate. Le sue puntualizzazioni sui concetti di servizio - supplizio, di maggioranza, di federalismo - coesione territoriale, di poteri forti e conflitto di interessi come sull' espressione staccare la spina ed altre ancora la dicono lunga sulla volontà del professore-premier di fare le pulci e mettere fuori corso un lessico analogico improprio, anche se apparentemente efficace. 

Replica del presidente del Consiglio Mario Monti alla Camera


Conferenza stampa di Mario Monti dopo il voto di fiducia alla Camera: clima più sereno, Italia più credibile nel mondo


Ma per i giovani che vorrebbero le elezioni anticipate e che dicono "il governo monti, 65 anni di età media, ci terrorizza", avrà una ricetta efficace? 


Monti, fiducia record alla Camera. Il nuovo premier tra rigore e ironia. Fonte: la Repubblica

Destra di regime e destra europea di Paolo Flores d'Arcais

31 ottobre 2011

Dove va l'Italia? Generazioni in movimento

Spesso, quando si chiede ai giovani che cosa pensano della politica si ottiene la risposta “la politica fa schifo”. Questa risposta è sbagliata, sono i politici che si stanno dimostrando insufficienti, mentre la politica rimane l’unico strumento possibile per risolvere i problemi della gente. Invito i giovani a sporcarsi le mani, a fare politica in prima persona, ad impegnarsi per dare ricambio alla classe di politici attualmente in carica ed a migliorare il paese in cui vivono. (Benedetto Adragna,  senatore PD)



Io la vedo cosi: 


Quelli che premono da dentro


Big Bang 2011 alla Leopolda


Le prime 100 proposte emerse dal Big Bang











Quelli che premono da fuori








Adesso pubblica un libro: Dietrologia - I soldi non finiscono mai. Con un ivito: Ragazzi, spegnete la tv e andatevene dall’Italia. La tv è uscita dalla tv, i personaggi televisivi sono intorno a te e non sai più nemmeno tu se sei ancora tu o sei un prodotto della tv. Sembrano tutti cloni di qualcosa che si vede in televisione, guarda la gente in aeroporto, la fila davanti all’Alitalia, guarda come sono vestiti e senti come parlano. Sono pronti per un reality.

Quelli messi fuori gioco



01 giugno 2011

Con gli auguri di buon lavoro a Massimo Zedda

Sia al primo turno che al ballottaggio di queste amministrative, l'attenzione dei media è stata monopolizzata dai risultati di Milano e Napoli, e giustamente, avendoli il premier indicati come test politico significativo della tenuta del governo e della sua maggioranza. L'esito, come sappiamo, ha rappresentato una sberlona, per usare l'espressione di Maroni, che ha prodotto nuovi assetti amministrativi nelle due metropoli e annuncia scosse importanti anche sul piano nazionale.

Voglio oggi parlare di un risultato notevole che è rimasto sotto traccia: la splendida vittoria a Cagliari di Massimo Zedda, il giovane candidato di Sel che, dopo aver trionfato nelle primarie sul senatore Antonello Cabras del PD, si è imposto come candidato a sindaco di tutto il centro-sinistra sbaragliando al ballottaggio Massimo Fantola del Pdl con il 59% contro il 41.
 
Quete le parole a caldo del neo sindaco che, con i suoi 35 anni diventa il più giovane sindaco di un capoluogo di regione: Il mio è un bel risultato, ringrazio tutti, anche quelli che non mi hanno votato. Sarò il sindaco di tutti. Frequento la politica fin da piccolo, ma non sono considerato un potente. Sono un volto nuovo, e non un uomo d’apparato.

Ecco le carte vincenti: un volto nuovo, e non un uomo d’apparato. Un giovane serio ed equilibrato con idee in testa e un programma concreto da attuare dimostra a Cagliari che la sinistra non fa paura quando si presenta con candidati validi e integri, specie dopo un ventennio di cattiva gestione amministrativa.

Anche Cagliari, tradizionalmente di destra, ha deciso dunque di affidarsi a un politico veramente nuovo, capace di portare nuove idee e un nuovo clima in una città in crisi.

Propongo qui il video integrale dell'apertura della campagna elettorale di SEL per Massimo Zedda all'Hotel Mediterraneo di Cagliari con il coinvolgimento di più di mille persone.
Un modo per farsi un'idea di come la buona  politica può tornare ad essere uno strumento concreto per la risoluzione di problemi coinvolgendo e appassionando i giovani, le donne, gli anziani, i lavoratori.


Il sito di Massimo Zedda
Cagliari, trionfo di Zedda: Governerò per tutti
Un sogno si avvera: Massimo Zedda è il nuovo Sindaco di Cagliari
Leggi anche: Missione compiuta di Concita De Gregorio

28 maggio 2011

Il vento della protesta è giunto anche in Italia

Sono stanco di essere il futuro o il passato, io sono il presente!

 
I movimenti giovanili del Nord Africa hanno fatto scuola. Il 15 Maggio a Madrid ha preso il via la rivolta giovanile nel cuore dell'Europa.
Non li ha fermati la polizia. Non ci è riuscita. Ormai a Porta del Sol, nel centro di Madrid, c’è una comune, una città auto-organizzata che rivendica diritti e che porta le ribellioni mediterranee dei mesi scorsi nel bel mezzo della Fortezza Europa. È l’ulteriore dimostrazione che quella fortezza è tutt’altro che inespugnabile, e che le idee insieme agli uomini e alle donne e alle storie che vivono, sono più forti delle frontiere.

La Comune di Madrid






Il vento della protesta è giunto anche in Italia


  • Luogo: piazza San Giovanni sotto la statua di San Francesco   
  • Giorno: 29 maggio 2011 dalle ore 17.00 in poi   
  • Forma: PRESIDIO STATICO di INDIGNAZIONE. Nessun corteo, ognuno scenda in piazza con cartelloni, pentole, tamburi, musica, slogan, e quanto più gli venga in mente per manifestare LA PROPRIA INDIGNAZIONE. Ma sopratutto, ognuno porti la PROPRIA PERSONA!
IMPORTANTE: nessuna bandiera di nessun partito. Se vedete una bandiera chiedete a chi la porta di abbassarla. Chi vuole può vestirsi di bianco (colore neutro), ma qui non è importante la forma, sono importanti i contenuti.  
ASSEMBLEA PUBBLICA E DEMOCRATICA nella forma in cui si sta svolgendo in questi giorni: tutti seduti a terra, tuti allo stesso piano, interventi brevi, concisi e senza interrompere chi sta parlando, ognuno con la propria esperienza e le proprie proposte per costruire un sistema di DEMOCRAZIA REALE.
ATTEGGIAMENTO NONVIOLENTO. NONVIOLENZA come strumento di lotta. A eventuale violenza (non ci sarà) REAGIRE CON LA NONVIOLENZA.

 
È una RIVOLUZIONE ETICA, quella che rimette l'uomo e i valori universali condivisi dall'umanità al centro del sistema. Valori quali libertà, uguaglianza, fratellanza, solidarietà, ascolto, rispetto reciproco, rispetto per l'ambiente e per le diversità, valori che l'attuale sistema in cui viviamo non ci permette di conseguire.
Italian Revolution Roma


Questo lo statuto che i giovani romani si sono dati per il presidio di domani a Piazza San Giovanni. Ma la protesta sembra destinata a dilagare a macchia d'olio per le città italiane.

Italian Revolution Bologna - Partecipazione


Italian Revolution - Democrazia reale ora - su Facebook

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