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Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com
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23 febbraio 2013

Esito del mio sondaggio: Vota il tuo Premier


Il mio sondaggio Vota il tuo Presidente del Consiglio ha raccolto 44 voti dai miei lettori. 
Il risultato non ha alcuna valenza se non quella di raccogliere le indicazioni di voto di un numero ristretto di persone tra quelle che si avvicinano al mio blog. 


Se fosse simile a questo l'esito delle urne, potremmo dire: a casa i vecchi tromboni e i loro più giovani attendenti, come nelle due vignette. Forse non sarà questo, ma non molto dissimile potrebbe essere l'esito atteso. 

BUON VOTO

Scegli il Premier
Voti - %
Berlusconi   
 2    (4%)
Bersani 
 16   (37%)
Ingroia 
 8    (18%)
Monti        
 2    (4%)
Candidato Lega
 4    (9%)
Candidato M5S
 8    (18%)
Altro        
 3    (6%)
 

01 gennaio 2013

Sondaggi, voti e intenzioni di voto


Come si può vedere nella sidebar, il mio sondaggio - Chi butteresti per primo dalla torre? - si è chiuso proprio oggi con la partecipazione di 81 visitatori. Di questi,  45 (il 55%) hanno dato la preferenza a Berlusconi, prova lampante che i miei visitatori sono, in larga misura, antiberlusconiani (e di ciò vado fiero). Ma questo dato mi fa anche pensare che si tratti di un sentimento diffuso nel Paese. 
Seguono a grande distanza Monti (6 con il 7%), Di Pietro e Fini (5 con il 6%). Meno rilevante l'esito per Bersani, D'Alema e Fornero che si collocano a pari merito in quarta posizione con 4 voti. Tallonati da Alfano, Bindi e La Russa, buoni quinti con due voti a testa. Chiudono la gara in sesta posizione con un solo voto Grillo e Renzi guadagnandosi il nostro premio di consolazione. Tutti gli altri partecipanti non hanno raggiunto il traguardo. 

Ma mentre auguro ai miei visitatori un anno sereno, per un'indagine ragionata e a tutto campo sugli scenari elettorali rinvio ai seguenti siti:
Termometro Politico
SondaItalia

06 giugno 2012

Grillo, l'M5S e il terremoto politico

È la prima volta dal dopoguerra che tutti i partiti, tutte le istituzioni, tutte le televisioni e (quasi) tutti i giornalisti si sono concentrati su di un unico bersaglio elettorale: "il MoVimento 5 Stelle". Tutti d'accordo per mantenere lo status quo. Se un movimento di popolo che rifiuta qualunque finanziamento pubblico, odiato dalla Confindustria e dai sindacati, dalla destra e dalla sinistra, attaccato persino dalla Presidenza della Repubblica e dai maggiori quotidiani nazionali, fa così paura, significa che un terremoto sociale è in arrivo. Il MoVimento 5 Stelle è il cambiamento che non si può arrestare, è il segno dei tempi. È l'avvento di una democrazia popolare che pretende di decidere, di controllare il destino del suo Paese, del suo Comune, della sua vita. 

Così ha inizio il Comunicato politico numero cinquanta di M5S ed hanno ben ragione Grillo e i suoi affiliati a cantar vittoria se è vero, com'è vero, che negli ultimo sondaggi il M5S verrebbe votato dal 20% della popolazione, subito dopo il PD al 25% e davanti al PDL, sceso al 17,2%. 
Quello che più impressiona è la tendenza ad aumentare i consensi, tanto che non meraviglierebbe se, nell'arco di qualche settimana, il movimento capitanato da Grillo riuscisse a raggiungere il Pd diventando la formazione politica più accreditata a guidare il governo del Paese. Altro che boom, sarebbe un terremoto dalle conseguenze ad oggi imprevedibili! Si capisce, eccome, la fibrillazione presente nelle forze politiche tradizionali, arroccate in parlamento con numeri che non hanno più alcuna corrispondenza nel giudizio degli elettori. Un exploit, quello del M5S, che sorprende anche aderenti e simpatizzanti, che miravano a diventare la terza forza nel prossimo parlamento e, invece, potrebbero essere chiamati, per volontà popolare, alla responsabilità di governo. 

Cosa faranno i partiti per contenere la marea? Saranno capaci di rinnovarsi e licenziare le cariatidi che li zavorrano? Ne avranno il tempo? Saranno in grado di cambiare la legge elettorale guardando alle attese degli elettori e non ai loro meschini giochi per la sopravvivenza? Anticiperanno la consultazione elettorale, come sarebbe opportuno visto il fallimento dei tecnici? O si trascineranno fino alla scadenza naturale favorendo il temibile avversario? Andranno al voto in ordine sparso o proporranno una grande coalizione di salvezza nazionale (?) nella speranza di tirare a campare?  

Qualunque cosa facciano, sembra che il tempo sia ormai scaduto e che per loro la catastrofe si avvicini. E poi? Sarà la catastrofe anche per il Paese? 

13 dicembre 2011

Un'Italia fragile, isolata, eterodiretta nel 45° Rapporto del Censis

Alla fine di ogni anno il Censis pubblica il suo Rapporto sulla situazione socio-economica del Paese fornendo, assieme ai dati e alle analisi per settore, una visione d'insieme che focalizza, anche attraverso parole-chiave, lo stato dell'arte. 
Se nel 44° Rapporto sulla situazione sociale del Paese nel 2010 l’inconscio collettivo appare senza più legge, né desiderio, tanto che tornare a desiderare è la virtù civile necessaria per riattivare la dinamica di una società troppo appagata e appiattita, nel 45° Rapporto del 2011 la società italiana si è rivelata fragile, isolata, eterodiretta. Ma il passo lento del nostro sviluppo segue una solida traccia: valore dell’economia reale, lunga durata, relazionalità e rappresentanza.  

Il Rapporto annuale ha il grande pregio di trasformare la freddezza di numeri e dati percentuali in un quadro articolato e puntuale sostenuto da un'analisi lucida che merita attenta riflessione.  
Da qualche anno lo leggo con la passione che riesce a infondermi, assieme alla spinta che mi trasmette a fare la mia piccola parte, perché ogni granello di sabbia... 

Nelle Considerazioni generali del Rapporto 2011 si legge: Abbiamo scontato certo una triplice e combinata insipienza: aver accumulato per decenni un abnorme debito pubblico, che non ci permette più autonomia di sistema; esserci fatti trovare politicamente impreparati a un attacco speculativo che vedeva nella finanza pubblica italiana l’anello debole dell’incompiuto sistema europeo; aver dimostrato per mesi e mesi confusione e impotenza nelle mosse di governo volte alla difesa e al rilancio della nostra economia. 
E l'analisi incalza: Realismo vuole, infatti, che si prenda atto di quanto la società italiana si sia in questi ultimi mesi rivelata fragile, isolata, in parte eterodiretta. 
Per capire cosa ci sia sotto il carattere fragile, isolato ed eterodiretto della nostra attuale società occorre, con severità verso se stessi, capire perché i nostri più antichi punti di forza ‒ la collettiva capacità di continuo adattamento e i processi spontanei di autoregolazione (nel campo dei consumi come in quello del welfare, come in quello delle strategie d’impresa) ‒ non riescano più a funzionare come nel passato. E, ancora, realismo vuole che si prenda coscienza che l’adattamento e l’autoregolazione faticano a esercitarsi perché si è accentuata la dispersione delle idee, delle decisioni e del linguaggio. 

D'altra parte, non è possibile pensare che di fronte a questa regressione del nostro sviluppo sociale, economico e civile si possa restare neghittosi e immobili, rimpiangendo lo sviluppo che fu e dubitando che "in noi di cari inganni, non che la speme, il desiderio è spento".

Ecco che la crisi dura e un po’ scarnificante degli ultimi anni sta rimettendo in giuoco un carattere fondativo (anch’esso soggettivistico e antropologico) del solido “scheletro contadino”, che resta il riferimento quasi occulto delle nostre vicende di evoluzione sociale, anche se reso occulto e dimenticato dalle bolle di vacuità e banalità con cui abbiamo importato l’agiatezza e la modernità occidentali.

Del resto, il riferimento allo scheletro contadino non è solo un’esercitazione alla metafora, ma è la segnalazione della caratteristica che oggi più connota la società: l’essere cioè una realtà in cui vigono il primato dell’economia reale e il primato della lunga durata, nella costante e progressiva integrazione. 
Le Considerazioni si chiudono con la bella citazione di San Tommaso, ricavata da Aristotele, che non ratio est mensura rerum, sed potius e converso, cioè la ragione umana non è misura delle cose, piuttosto è vero il contrario. 

A proposito di Comunicazione e media, si parla di Internet come strumento contro la marginalità informativa: ogni dieci italiani, ce n’è uno che non si informa, uno che accede solo a tg e gr, tre che hanno un ventaglio più ampio di fonti da cui sono escluse però quelle che hanno a che fare con Internet, infine cinque che usano più o meno tutte le fonti intrecciandole in vari modi.
Nel capitolo Governo pubblico si rileva che le Camere sono in crisi d’identità. Delle 197 leggi approvate nel corso dell’attuale Legislatura, ben 163 sono state proposte dal Governo e solamente 34 dal Parlamento.

Leggi anche:
Il rapporto del Censis: Italia fragile da Il Fatto Quotidiano
Rapporto Censis 2011: ecco quello che manca, di Domenico Ciardulli
Un po' di dolore, un po' di vergogna - La descrizione di una fragile Italia da far ripartire, di Rita Piccolini
Le rivelazioni di Wikileaks e il 44° Rapporto del Censis

30 maggio 2011

Do conto del mio sondaggio sui referendum

... postato il 15 Aprile 2011 e chiuso alla data odierna.









Parteciperai al referendum del 12 giugno 2011?
Si   92% 146
No 8%  12 
Non so 0%  0
158 voti totali 

Vuoi abrogare il decreto sulla privatizzazione dell'Acqua?
Si 96% 121 
No 3%  4 
Non so 1%  1 
126 voti totali 

Vuoi abrogare il decreto del che sancisce il ritorno al nucleare?
Si 94% 116 
No 5%  6 
Non so 2%  2 
124 voti totali

Vuoi abolire il Legittimo impedimento?
Si 96% 120 
No 3%  4 
Non so 1%  1 
125 voti totali


Il risultato del sondaggio, che non ha alcun valore sul piano statistico, per me è lusinghiero. 
Su 158 lettori del blog che hanno risposto alla prima domanda: Parteciperai al referendum del 12 giugno 2011? - 146 hanno risposto Sì, solo 12 anno detto No. 
Relativamente ai quesiti specifici del referendum, la partecipazione e le risposte sono assai coerenti con il dato generale. 

Se il 12 e 13 giugno l'affluenza alle urne sarà paragonabile a quella del mio sondaggio, si raggiungerà il quorum richiesto e sarà uno tsunami di SI.

09 marzo 2011

Il Mediterraneo: ponte o barriera tra i popoli?

Nelle settimane scorse abbiamo assistito al mutare repentino della situazione geopolitica del Nord Africa e alla caduta, come birilli, dei vecchi raìs sotto i colpi di una rivolta popolare che si è estesa a macchia d'olio in tutta l'area del Maghreb ed oltre.
In Libia lo scontro cruento è ancora in corso perché il sistema politico strutturatosi attorno al colonnello Gheddafi è duro a cadere e intende vendere cara la pelle.
Mentre le giovani popolazioni del Maghreb abbattono i loro vecchi tiranni che già si preparavano a lasciare ai figli l'eredità del potere corrotto, e chiedono democrazia, lavoro e migliori condizioni di vita, gli Stati dell'Europa civile e democratica sembrano guardare con sorpresa e timore ai sommovimenti in corso in quell'area, che mettono in discussione i vecchi assetti politici ed economici.
L'Italia, in particolare, che con gli Stati maghrebini coltiva stretti rapporti politici ed economici, è stata presa in contropiede e si mostra assai tentennante ad abbandonare al loro destino i vecchi referenti. Mentre occorrerebbe, con realismo e lungimiranza, iniziare un avvicinamento serio alle forze nuove che hanno soppiantato i vecchi regimi, per orientarne e guidarne il cammino verso la democrazia. Il nostro governo sembra, invece, preoccupato quasi esclusivamente di contenere la pressione che masse di profughi nordafricani esercitano sulle nostre coste, e poco o niente dell'opportunità per il nostro Paese di rinsaldare i vincoli di collaborazione e solidarietà con quelle popolazioni che si affacciano prepotentemente alla ribalta della storia.

Se la politica degli Stati è lenta e talvolta miope, specie quando si chiude nel proprio orticello, è la cultura che spesso apre le strade dell'innovazione e del cambiamento.
Mi è capitato sottomano in questi giorni, visitando il sito del CENSIS, il Sondaggio che precedeva di un mese la Conferenza internazionale Mediterraneo: Porta d’Oriente tenutasi a Palermo nel mese di maggio 2010.
La Fondazione Roma Mediterraneo ha promosso la realizzazione della Conferenza con l’obiettivo di fornire un contributo originale al dibattito in corso, tramite il coinvolgimento di esperti, studiosi, imprenditori, uomini di cultura. Dal Mediterraneo orientale all’Egitto, alla Mesopotamia, all’Asia minore, alla Grecia, fino a Roma, qui si è dipanato il cammino di popoli, di culture, di civiltà che hanno segnato la storia dell’intera umanità e che sono la madre di questa nostra Europa. Così si è espresso il presidente della Fondazione Roma, Emanuele, aprendo i lavori della conferenza, aggiungendo che La Sicilia è una testa di ponte avanzata dell’Europa verso l’Africa e parte dell’Asia.
Il Mediterraneo deve costituire per l’Unione europea un’area geo-politica prioritaria all’interno dello scacchiere internazionale - ha detto Emanuele -, e l’Italia deve spingere fortemente in questa direzione, assai più di quanto ha fatto finora.

Dal Sondaggio di cui sopra si rileva che il 49,1% degli italiani (con un picco del 62,8% tra i residenti al Sud) manifesta un prevalente sentimento di appartenenza al Mediterraneo. Mentre per oltre il 57% dei rispondenti l’area mediterranea è destinata a giocare un ruolo sempre più determinante nello scenario globale. Gli italiani  individuano rilevanti possibilità di sviluppo economico per la regione mediterranea, strategicamente caratterizzata, per un verso, dalla stabilità europea, per l'altro dalle grandi potenzialità di sviluppo dei paesi che si affacciano alla sponda sudorientale del Mare Nostrum
In un ambito di fattiva collaborazione e integrazione, la regione, contraddistinta da un'importante eredità storica e culturale, dalla bellezza dei paesaggi e da un clima particolarmente favorevole, potrebbe produrre una spinta propulsiva sul piano economico, sociale e culturale nei confronti della vecchia Europa.

Cinque sono i pilastri della nuova cooperazione euromediterranea, secondo Emanuele: sicurezza internazionale, immigrazione, ambiente, partnership economica, formazione e cultura.
Con questi persupposti il Mediterraneo potrebbe tornare ad essere un laboratorio politico-culturale dove sperimentare un modello alternativo all’accumulazione incontrollata del capitale e alla finanziarizzazione dell’economia perché si possano costruire le condizioni per un sistema economico che operi a vantaggio della produzione e dei bisogni fondamentali delle persone.

In questi termini, camicie verdi permettendo, andrebbe costruito l'approccio con quel mondo, apparentemente tanto lontano, ma a noi sostanzialmente così vicino.

26 gennaio 2011

Costituzione - Resistenza - Tricolore

COSTITUZIONE RESISTENZA TRICOLORE
Le tre parole chiave, collocate in cima alla lista dai lettori di Repubblica.it che in più di centomila hanno partecipato al sondaggio per scegliere la parola dei 150 anni. 
Su 25 voci, Costituzione - Resistenza - Tricolore hanno raccolto insieme quasi il 50% delle preferenze indicando, in quest'Italia confusa e demotivata almeno tre valori irrinunciabili, almeno per una parte importante della popolazione. 
Quasi a fare da contraltare a queste indicazioni, stanno agli ultimi posti, con l'1% di preferenze, Telequiz e Festival. 
Sono dati significativi che ci aiutano a capire come nell'Italia dei telequiz e dei festival della canzone, le parole che contano sono altre: la Costituzione, come salvaguardia di legalità; la Resistenza che ha contribuito a farci diventare una repubblica democratica e libera; il Tricolore, simbolo dell'unità della nazione (anche se qualche idiota vorrebbe buttarlo nel cesso).

Di seguito i risultati del sondaggio

1. Costituzione
(20815 voti) 21%

2. Resistenza
(15590 voti) 16%

3. Tricolore
(11505 voti) 11%

4. Emigrazione
(5510 voti) 5%

5. Burocrazia
(5316 voti) 5%

6. Brigantaggio
(4234 voti) 4%

7. Tangentopoli
(4887 voti) 5%

8. Fascismo
(3727 voti) 4%

9. Trasformismo
(3532 voti) 4%

10. Famiglia
(3449 voti) 3%

11. Anni di piombo
(2827 voti) 3%

12. Calcio
(2393 voti) 2%

13. Democristiano
(2177 voti) 2%

14. Dialetti
(1886 voti) 2%

15. Sciopero
(1623 voti) 2%

16. Commedia
(1503 voti) 1%

17. Neorealismo
(1477 voti) 1%

18. Socialismo
(1385 voti) 1%

19. Femminismo
(1383 voti) 1%

20. Guerra
(1300 voti) 1%

21. Ferrari
(1183 voti) 1%

22. Concordato
(969 voti) 1%

23. Austerity
(897 voti) 1%

24. Telequiz
(562 voti) 1%

25. Festival
(253 voti) 0%

15 gennaio 2010

CHIUSI I MIEI SONDAGGI DI FINE ANNO: TABULAZIONE E ANALISI

Vota il tuo politico preferito (con tante scuse per i fuori elenco)

Di Pietro Antonio
27
24%
Bindi Rosy
17
15%
Bersani Pierluigi
15
13%
Fini Gianfranco
9
8%
Ventola Nicola
6
5%
Marino Salvatore
5
4%
Altro (non in elenco)
5
4%
Berlusconi Silvio
5
4%
Franceschini Dario
4
4%
Tabacci Bruno
4
4%
Fassino Piero
2
2%
Orlando Leoluca
2
2%
D'Alema Massimo
2
2%
Casini Pierferdinando
2
2%
Mussolini Alessandra
1
1%
Maroni Roberto
1
1%
Brunetta Renato
1
1%
Capezzone Daniele
1
1%
Quagliariello Gaetano
1
1%
Bossi Umberto
1
1%
Lupi Maurizio
1
1%
Concia Anna Paola
1
1%
Bocchino Italo
0
0%
Brambilla Michela
0
0%
Prestigiacomo Stefania
0
0%
Ghedini Niccolò
0
0%
Carfagna Mara
0
0%
Alfano Angelino
0
0%
Cota Roberto
0
0%
Calderoli Roberto
0
0%
Gasparri Maurizio
0
0%
Cicchitto Fabrizio
0
0%
Gelmini Mariastella
0
0%
La Russa Ignazio
0
0%

Total Votes: 113

Il sondaggio ha raccolto 113 voti e, considerata la posizione politica dei miei lettori, era scontato che i voti si orientassero verso politici dell'opposizione. Meno scontato che fosse Di Pietro con 27 voti a guidare la classifica, seguito a distanza dai due esponenti di primopiano nel PD. Rilevante la 4° posizione di Fini con 9 voti (4 più di Berlusconi) e la 5° di Vendola (6 voti) cui non ha giovato l'errore nella scrittura del nome.

Condividi l'accordo tra maggioranza e opposizione per le riforme?

No
95
84%

18
16%

Total Votes: 113

Significativa l'indisponibilità dei miei lettori a considerare positivamente un'eventuale intesa tra maggioranza e opposizione per le riforme. La stragrande maggioranza di loro (95/113) vota NO al quesito, forse perchè consapevole del fatto che un'intesa sarebbe possibile solo come  approvazione e ripiegamento sulle posizioni della maggioranza.

La tua prima riforma del 2010

Legge elettorale
83
75%
Altro
18
16%
Sistema previdenziale
6
5%
Giustizia
2
2%
Forma di governo
1
1%
Federalismo
1
1%

Total Votes: 111

Interessante il voto sulla I riforma da mettere all'O.d.G.: 83/111 scelgono la legge elettorale (la famosa porcata). Notevole il 2° posto di chi (18/111) vota "altro".

La parola, la locuzione abusata che a fine anno butterai dalla finestra

le mani nelle tasche degli italiani
19
17%
colpa della sinistra
18
16%
piuttosto che
17
15%
volontà popolare
11
10%
clandestino
11
10%
assolutamente sì
7
6%
bipartisan
6
5%
fannullone
5
4%
nelle more
5
4%
irricevibile
3
3%
come dire
3
3%
trans
2
2%
aiutino
1
1%
al limite
1
1%
ci sta
1
1%
(altro non in elenco)
1
1%
a prescindere
1
1%
sdoganare
0
0%
ma anche no
0
0%
a tutto tondo
0
0%

Total Votes: 112

Meritevole di un'attenta analisi questo sondaggio sulle parole abusate che spesso confondono la grammatica ma anche le idee.
1) "Non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani" è una vera 'chicca' di cui la destra al governo continua a servirsi per convincere i cittadini che essa non abusa del prelievo fiscale. La verità è che le tasse aumentano invece che diminuire e l'espressione, che suona piuttosto volgare, lascia il tempo che trova per 19/112 che l'hanno votata.
2) "Colpa della sinistra" altra espressione abusata per attribuire alla sinistra ogni responsabilità per tutto ciò che non va, votata da 18/112.
3) L'abominevole "piuttosto che" in voga in TV e sui giornali in una accezione impropria e scorretta come disgiuntiva (o) è stato opportunamente scelto da 17/112.
4) La "volontà popolare" in nome della quale chi governa fa i propri comodi viene indicata da 11/112, come "clandestino" al posto del più corretto immigrato irregolare.

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato al sondaggio e attendo considerazioni e commenti.

08 gennaio 2010

VOTA I SONDAGGI DI FINE ANNO FINO AL 14 GENNAIO


Ringrazio gli amici del mio blog che hanno già espresso il loro voto e ricordo a tutti che i SONDAGGI DI FINE ANNO presenti nella mia sidebar possono essere votati fino a giovedì 14 gennaio. Dopo quella data passerò all'analisi dei risultati.





I Risultati alla data odierna:

VOTA IL POLITICO PREFERITO:
Di Pietro Antonio 18 23%
Bindi Rosy 14 18%
Bersani Pierluigi 11 14%
Totale Voti: 79

Condividi l'accordo tra maggioranza e opposizione per le riforme?
No 66 86%
11 14%
Totae Voti: 77

LA TUA PRIMA RIFORMA 2010
Legge elettorale 58 73%
Altro 14 18%
Sistema previdenziale 3 4%
Totale Voti: 79

La parola, la locuzione abusata che a fine anno butterai dalla finestra
colpa della sinistra 14 18%
le mani nelle tasche degli italiani 12 15%
piuttosto che 11 14%
Totale Voti: 79

Questi risultati parziali e provvisori possono essere modificati col tuo voto fino a giovedì 14 c.m.
Affrettati!

20 dicembre 2009

VOTA I MIEI SONDAGGI DI FINE ANNO

Augurando un Buon Natale e un sereno 2010 ai lettori assidui del mio blog, ai miei amici e fan in facebook e a tutti coloro che sporadicamente capitano sulle mie pagine, approfitto per lanciare loro l'invito ad esprimere un voto nei SONDAGGI DI FINE ANNO presenti nella mia sidebar.

Sono quattro in tutto:

  • VOTA IL POLITICO PREFERITO (la scelta è ampia ma non so quanto soddisfacente)
  • Condividi l'accordo tra maggioranza e opposizione per le riforme?
  • LA TUA PRIMA RIFORMA 2010  (ne sono indicate poche ma una, a mio giudizio, è improcrastinabile)
  • La parola, la locuzione abusata che a fine anno butterai dalla finestra (io le butterei tutte ma alcune sono davvero insulse)

L'ALBA BLU
Brano dei CSI tratto dall'album "Linea Gotica"


Il testo della canzone Blu
aspetta chi è aspettato
che sia compiuta l'attesa di chi attende
non sono strutturato in modo di poter
reggere per molto tempo ancora
sotto la calma apparente
un assordante frastuono
dissonanze chiassose e confuse
armonie affannate sconnesse
leggere increspature agli orli
ho dato al mio dolore la forma di parole abusate
che mi prometto di non pronunciare mai più
alimentare catena implacabile
pause tranquille atte alla digestione
intransigenze mute
rabbiose devozioni
ho dato al mio dolore la forma di parole abusate
che mi prometto di non pronunciare mai più
ho dato al mio dolore la forma di abusate parole
lasciando perdere attese e ritorni
ho aperto gli occhi dall'orlo increspato
ho visto l'alba blu

11 dicembre 2009

L'ONDA VIOLA AL "NO-PONTE"

 
Oggi non voglio parlare dell'ultimo show del cavaliere da Bonn, contro la magistratura e il Quirinale (in Italia le sue sparate eversive sono note a tutti e non impressionano più; c'è da augurarsi che all'estero se ne facciano un'idea completa).
Ecco ciò che ha raccontato a Bonn. 

Non parlerò delle decise prese di posizione di tutti i leader dell'opposizione, del Presidente Napolitano, del Presidente Fini, dell'associazione magistrati (lui va imperterrito per la sua strada: "dopo di me il diluvio"). Non parlerò nemmeno degli attacchi sconsiderati e volgari della Lega all'arcivescovo di Milano (di coloro, cioè, che vogliono la croce e il presepe e non sopportano che il vescovo cerchi di mettere in pratica il messaggio cristiano; anche alle loro uscite e pratiche blasfeme abbiamo fatto l'abitudine).
Voglio invece rendere conto di quanto si muove dentro quell'onda viola  che, dopo aver mobilitato in Piazza San Giovanni un milione di cittadini nel NO-B Day, comincia a darsi una struttura programmatica con tante idee in cantiere, prima fra tutte l'adesione alla Manifestazione contro la costruzione del ponte di Messina convocata dal Comitato “No Ponte” per il prossimo 19 dicembre a Villa San Giovanni.

Sono convinto che i giovani dell'onda viola abbiano molto da dire e da fare per riportare alla normalità questo paese. Forse a loro riuscirà quello che un'opposizione parlamentare, poco attenta alle richieste del paese reale, non ha saputo realizzare in 15 anni!

Nel mio blog 3 post sull'argomento e un sondaggio "COSA PENSI DEL PONTE SULLO STRETTO?" che ti invito a votare.

Siamo sicuri che il Ponte sullo Stretto sia una priorità? 
I progetti vacui qualche volta ritornano. Perchè? A vantaggio di chi?
Ponte sullo stretto. Ne vale la pena? 

01 giugno 2009

SONDAGGIO: NON SO SE ADESSO E' IN TESTA ...


... MA DI SICURO E' ANCORA SULLE PALLE














I RISULTATI DEI MIEI SONDAGGI DI MAGGIO

Papi dovrebbe andare a:


cacciar piccioni 0


pulire androni 2


convincere cialtroni 0


annusar bidoni 0


baciare alberoni 0


sgozzar capponi 0


respinger barconi 2


allevar buffoni 2


riprodurre ormoni 0


cantar canzoni 0


derubar accattoni 0


fuori dai coglioni 7


Voti fino a ora: 13

Sondaggio chiuso

Questo era un sandaggio scherzoso e orientato

Su 13 votanti voti per la risposta attesa 7

voti diversi ma indicativi 2 + 2 + 2 = 6

Dai risultati si evince che tra i miei lettori, 13 hanno partecipato al sondaggio offrendo rispste pertinenti. Questo dato, anche se insignificante sul piano statistico, dimostra che c'è ancora gente che non ha portato il cervello all'ammasso.


Divorzio Veronica - Silvio

è un fatto pubblico 15


è un fatto privato 0


Veronica è più credibile 11


Silvio è più credibile 0


causato dalle donne 6

intorno al premier


causato da Noemi 3


ho altro a cui pensare 2


Voti fino a ora: 21

Sondaggio chiuso

Questo era un sandaggio serio

Quelli che hanno partecipato al sondaggio, hanno considerato pubblico il fatto e credibile Veronica attribuendo la causa "alle donne intorno al premier" (6) e "a Noemi" (2). Solo 2 hanno scelto la risposta "ho altro a cui pensare".

Dai risultati si evince che tra i miei lettori, quelli che hanno partecipato al sondaggio hanno fornito rispste pertinenti. Questo dato, anche se insignificante sul piano statistico, dimostra che c'è ancora gente che non ha portato il cervello all'ammasso.


Il tuo voto per l'Europa:

Destra Sociale 0 (0%)


IDV 7 (14%)


L'Autonomia 0 (0%)


Lega Nord 2 (4%)


PD 24 (50%)


PDL 4 (8%)


Rifondazione C.I. 4 (8%)


Sinistra e Libertà 3 (6%)


U.D.C. 3 (6%)


altri 1 (2%)


Voti fino a ora: 48

Sondaggio chiuso

Questo era un sandaggio serio

Dei 48 lrttori che hanno partecipato al sondaggio, 24 (50%) hanno votato PD, 7 (14%) IDV, 4 (8%) PDL, 4 (8%) Rif.C.I., 3 (6%) U.D.C., 3 (6%) Sin. e Lib., 2 (4%) Lega Nord, 1 (2%) altro.

Dai risultati si evince che tra i miei lettori, 48 hanno partecipato al sondaggio; di questi, 41 (78%) hanno indicato complessivamente partiti dell'opposizione, mentre solo 6 (12%) partiti della maggioranza al governo. Questo dato, anche se insignificante sul piano statistico, dimostra che c'è ancora gente che non ha portato il cervello all'ammasso.

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