"Dunque è l’ora, per tutti, di alzare la voce e di gridare l’indignazione per metodi di battaglia politica che investono le massime cariche dello Stato in disprezzo non solo delle storie personali ma della sicurezza e della garanzia delle istituzioni. Questo diceva Napolitano nell’intervista all’Unità. Questo devono chiedere a gran voce tutti gli italiani che vogliano continuare a vivere in un paese libero, democratico e civile".
Così Concita De Gregorio chiudeva il suo editoriale sull'Unità di ieri e in modo simile si era espresso Paolo Flores D'Arcais qualche giorno prima su Il Fatto, considerando complice dell'eversione in atto chiunque non si impegnasse a combatterla attivamente con tutte le forze.

Per questa ragione i suoi scherani attaccano il Capo dello Stato che ha lasciato intendere chiaramente di non essere disposto a piegarsi all'idea balzana e strumentale che manifestano in fatto di "sovranità popolare". Fa bene Napolitano a ribadire che in caso di crisi eserciterà, com'è suo diritto-dovere, tutte le prerogative che la Costituzione della Repubblica gli attribuisce. Verificherà, cioè, se esiste in parlamento una possibile maggioranza, anche diversa da quella che ha governato finora, attribuirà un incarico per la formazione di un governo ad una personalità che si presenterà alle camere per chiederne la fiducia. Deputati e senatori, che sono stati eletti senza vincolo di mandato, voteranno la fiducia. Palesandosi una maggioranza atta a sostenere il programma enunciato, il governo si costituirà in tutte le sue componenti e risulterà abilitato a governare il Paese. Il Presidente della Repubblica potrà attuare uno o più tentativi per la formazione di un nuovo governo e dopo averne verificato l'impossibilità, solo allora scioglierà le camere e indirà le elezioni anticipate. Questo dice la Costituzione italiana ed è questo che fa impazzire l'attuale capo del governo e i suoi fedeli sostenitori che si riempiono la bocca di una 'sovranità popolare' strumentale e di comodo.
Perché se coagulasse una maggioranza parlamentare attorno ad un governo di salute pubblica, non solo verrebbe smascherato in tutta la sua portata il malgoverno della compagine berlusconiana a conduzione leghista ma potrebbe avviarsi una fase ricostruttiva partendo dalla legge elettorale, dal conflitto di interessi, dal sistema dell'informazione, senza dimenticare una più equa distribuzione delle risorse e l'emarginazione delle cricche di potere che hanno fatto strame dell'economia del Paese.
Ma le opposizioni saranno in grado di avviare questa fase

I prossimi mesi ci faranno capire in quale direzione si muoveranno le cose in questo sfortunato Paese ma noi tutti, cittadini amanti della democrazia e rispettosi della Costituzione e degli organi di controllo e garanzia, non rimarremo a guardare con le mani in mano e ci opporremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione perché lo scempio della cosa pubblica non diventi irreversibile. Contro chi invoca strumentalmente la sovranità popolare per mantenere e aumentare il proprio strapotere, noi la invocheremo perché sia ridato ai cittadini il diritto di voto estorto da una legge elettorale indecente e perché venga fatta e applicata una seria legge sul conflitto di interessi che tanti guasti ha prodotto nella cosiddetta seconda repubblica.
Appello per il No Berlusconi Day 2 al blog “Le mie idee, le nostre idee” e ai suoi lettori.
RispondiEliminaMimmo
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