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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com

16 dicembre 2012

Considerazioni di fine legislatura

Prossimamente il Presidente della Repubblica firmerà il decreto di scioglimento delle Camere che conterrà la data delle prossime elezioni. Mai come nell'attuale momento deputati e senatori sono apparsi come fanciullini tremebondi che, alla fine dell'anno scolastico, non sanno se saranno promossi o bocciati; se torneranno in classe e con quali compagni, con quali insegnanti. 

Un Parlamento di nominati, nato con una maggioranza bulgara del centrodestra, si chiude ignominiosamente sotto la guida di un governo tecnico. La legge porcellum lascerà ancora alle segreterie dei partiti la formazione delle liste e la scelta dei candidati. 

Il centrodestra in corso d'opera si è liquefatto e gli ex pidiellini, perduta la loro guida spirituale, vagano come anime in pena, in cerca d'autore. 
Il centro sembra voler fare l'ago della bilancia all'ombra di Monti che se ne sta lì, come una sfinge, attendendo la disfatta totale di quella parte dalla quale intende raccogliere i consensi per il suo ritorno. 


Il centrosinistra, grazie anche all'esito delle primarie, è quello che sta meglio - sulla carta dovrebbe vincere le elezioni, conquistare la maggioranza in parlamento e costituire il prossimo governo. Ma il suo personale appare insicuro quanto mai, dovendosi conquistare la candidatura tramite nuove primarie per la formazione delle liste. 


C'è poi la grande incognita del M5S di Grillo che, per la prima volta, sull'onda della dissoluzione di quella che è stata definita seconda repubblica, si accinge a raccogliere i frutti del disagio popolare. 

Non mancano, infine, vari cespugli a destra e sinistra (IDV compresa) che cercano ansiosamente di entrare in coalizione con formazioni più forti per garantirsi la rappresentanza parlamentare. 


La crisi e le ricette pesanti del governo Monti stanno impoverendo sensibilmente il ceto medio, il mondo del lavoro e della produzione; la disoccupazione - specie quella giovanile - tocca livelli mai prima raggiunti; i servizi pubblici e il welfare risultano drasticamente decurtati; il debito pubblico ha raggiunto e superato l'iperbolica cifra di 2 mila miliardi di euro, pesando per ben 33 mila euro su ciascuno di noi, mentre si moltiplicano scandali e ruberie nella pubblica amministrazione. 


Un sentimento di stanchezza e di profonda sfiducia serpeggia, pertanto, tra la popolazione, a tutti i livelli. Con tale stato d'animo diffuso assisteremo a due mesi estenuanti di campagna elettorale, consapevoli del fatto che, chiunque avrà la meglio, avremo davanti anni di profonda stagnazione e miseria. 

15 dicembre 2012

La Costituzione, le leggi 'ad personam', il Governo del Paese

Su Deliberazione dell'Assemblea Costituente del 22 dicembre 1947, il 27 dello stesso mese il Capo provvisorio dello Stato promulgava la Costituzione della Repubblica italiana che entrava in vigore il 1° gennaio 1948.  

Siamo quasi al 65° anniversario della Costituzione più bella e progressiva del Mondo e c'è qualcuno che, dopo averla sfregiata pesantemente, si propone con ostinazione incrollabile di farla definitivamente a pezzi.    

E non voglio parlare di lui e di cosa si propone; l'ho già fatto abbastanza. Ma quando riascolto questa scandalosa dichiarazione dell'on. Violante alla Camera, rabbrividisco e la rabbia mi assale. Come hanno potuto tradire in questo modo la Costituzione e il loro stesso mandato, e consentire tutto quello che è ancora sotto i nostri occhi? 





Per questa ragione trovo legittima e profondamente motivata la lettera di Antonio Ingroia all'on. Bersani, alla quale rinvio su Micromega, augurandomi che ottenga una seria e puntuale risposta. 


Abrogare le leggi del privilegio. Introdurre il reato di ostruzione alla giustizia. Premiare l'economia della legalità. Confiscare i patrimoni illeciti. Solo così l'Italia potrà liberarsi da cricche, caste e mafie. Lo potrà e lo vorrà fare davvero la compagine governativa che vuole guidare, caro Bersani, al contrario di quanto non si sia fatto in passato?. (Antonio Ingroia) 

La Costituzione Italiana sul sito della Presidenza della Repubblica
Alleanza per la Costituzione di Sandra Bonsanti

14 dicembre 2012

Monti incoronato in Europa. Berlusconi in un cul de sac.

Monti incoronato. C'è da sperare che i riconoscimenti e i grandi apprezzamenti che gli piovono dall'UE, dal PPE, dalla Chiesa e da tutto il resto del mondo non gli diano alla testa e non lo facciano sentire il nuovo messia

Gli va riconosciuto, senz'altro, di aver riportato l'Italia, nei pochi mesi del suo governo, a sedere nel consesso dei Paesi civili. Ma la sua politica economica e fiscale, con i suoi tagli indiscriminati, ha colpito pesantemente le fasce più deboli della popolazione innescando una recessione dalla quale non sarà facile risollevarci. 

Si ricordi che a breve si terranno le elezioni e il popolo sovrano sceglierà i suoi rappresentanti e indicherà il possibile governo del Paese. Non interferisca, si tenga fuori dalla mischia e l'Italia gliene sarà grata. 


Silvio in un cul de sac. Vi si è cacciato da solo: è in una via senza uscita, in un vicolo cieco, si sente intrappolato, ovunque si giri, si trova sempre nello stesso punto! 

Anche i fedelissimi gli stanno alla larga, lo abbandonano e sono alla disperata ricerca di un'ancora di salvezza. 
Non ha saputo, nel corso degli anni, fornire al centrodestra una classe dirigente e riconoscerla, gestendo il suo potere con modalità assolutistiche. Se avesse dignità e senso della realtà, non perderebbe un minuto a farsi da parte e consentire il ricambio. Che ci sarà comunque, anche lui nolente. 
Questa è la sorte che la storia riserva sempre ai capipopolo che fanno affidamento solo sulle loro forze disprezzando la collaborazione altrui, usata come servizio dovuto alla leadership indiscussa e indiscutibile. 



L'Europa in pressing su Monti 
Grass: I populisti sfidano l'Europa in Crisi 
L'altolà di Monti a Berlusconi 
Parola-chiave: Costituzione 
Alleanza per la Costituzione 

13 dicembre 2012

Silvio in tilt come "Zio Michele"

I comportamenti del nostro Silvio negli ultimi mesi costringono a qualche raffronto con quelli tenuti dal povero Michele Misseri nel processo per l'uccisione e l'occultamento del cadavere della nipote Sarah Scazzi, avvenuti il 26 agosto 2010. 
Dopo aver ritrovato il cellulare di Sarah, il 6 ottobre zio Michele confessò l'omicidio della nipote, indicando alle forze dell'ordine il luogo dove aveva nascosto il cadavere. Nei giorni successivi ritrattò la confessione iniziale diverse volte, finché il 15 ottobre confermò i sospetti degli inquirenti sul coinvolgimento della figlia Sabrina. Il 6 novembre infine Misseri cambiò ulteriormente la versione attribuendo l'omicidio alla figlia e dichiarando di essere stato chiamato da Sabrina dopo la morte di Sarah per aiutarla a occultarne il cadavere. 
Il 5 dicembre 2012, in un'udienza alla Corte d'assise di Taranto, rispondendo alle domande del legale di sua figlia Sabrina, Michele Misseri confessa tra le lacrime di essere colpevole per l'omicidio della nipote. Dopo queste dichiarazioni, il suo difensore rimette il mandato rinunciando a difenderlo. 

Come zio Michele, Silvio nostro da mesi ormai tiene sulla corda quello che fu il suo partito fra primarie sì, primarie no, primarie forse; mi candido, non mi candido, forse mi candido. Con il PDL, con un'altra lista con un altro nome e un'altra faccia, torno forse a Forza Italia. Un vero bailamme che ha costretto il povero Alfano a prese di posizione, cambiamenti di rotta e giravolte assai patetiche. 

Finalmente decide che si candida accusando l'Europa, la Merkel e il governo Monti - che sostiene da un anno in parlamento - di ogni nefandezza. La sua ridiscesa in campo con i toni populistici che gli sono congeniali, ha sollevato un putiferio in Italia, fra i suoi che appaiono più squinternati che mai; nel campo avverso che non capisce dove voglia andare a parare; in Europa e nel resto del mondo dove riprende il leitmotiv sul vecchio clown che, con i suoi problemi giudiziari e aziendali, condiziona la vita e il futuro del nostro Paese. 

Nel corso del suo intervento alla presentazione del libro di Bruno Vespa, l'uomo della Provvidenza ha ipotizzato via via un centrodestra con candidato premier Monti, Alfano, Montezemolo e poi se stesso, evidenziando la grande confusione sua e del centrodestra che intende ancora rappresentare. 



Ma se nel contadino di Avetrana c'è il desiderio di scagionare la moglie e la figlia dall'accusa di aver commesso l'orrendo omicidio della povera Sarah, nel nostro c'è soltanto un cupio dissolvi, la voglia di annichilimento di chi vuole minacciare 'dopo di me, il diluvio'.


12 dicembre 2012

Basta! Hai rotto!

È disperato, sembra fuori di testa ma è lucido. Due sono i suoi grandi incubi che lo spingono in quest'ultima avventura: i procedimenti penali che ha in corso e la situazione non più florida delle sue aziende; con un'aggiunta rilevante: i ricatti che subisce da parte dei suoi compagni di merende che pretendono un salvacondotto elettorale per non finire in galera. 

Del resto, delle difficoltà dell'Italia e degli Italiani se ne frega altamente, come se n'è fregato sempre. Se non fosse così, l'Italia non sarebbe lo zimbello del Mondo libero e industrialmente avanzato. 

Adesso metterà in campo la potenza di fuoco dei suoi giornali e tv e qualche coglione - per usare il suo stesso epiteto - abboccherà ancora. Ritengo, però, che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani sia avvertita sui guasti prodotti nel suo quasi ventennio di occupazione delle istituzioni, e della catastrofe finale che vorrebbe apparecchiarci da qui in avanti. 
Questa volta la sua uscita dalla vita pubblica è sicuramente preventivabile. Ma non si può rimanere passivi e distanti, negandogli solo il nostro voto. Occorre fare di più: fare la nostra piccola campagna elettorale per convincere quante più persone della nostra cerchia ad andare a votare nel loro interesse e per l'Italia. 

E perché un'esperienza del genere non debba più ripetersi, è opportuno e irrinunciabile che il prossimo parlamento legiferi immediatamente sul conflitto d'interessi, sulle autorità di controllo e garanzia perché possano operare in totale autonomia, sulle regole anti-trust, sull'uso privato dei grandi mezzi d'informazione, sulla legge elettorale. 
Una situazione come quella che stiamo vivendo, deve essere risparmiata ai nostri figli e nipoti ad ogni costo! Ne va del futuro del nostro Paese. 

Io personalmente - almeno durante le settimane di campagna elettorale - eviterò di guardare le sue tv e di aprire i suoi giornali. Farò zapping ogni volta che lo vedrò apparire sulle reti rai. Non perché tema di essere ammaliato dal suo canto di sirena - con orgoglio posso dire che ne sono immune da sempre, sin dalla sua prima discesa in campo, quella dell'Italia è il Paese che amo. Ma perché la sua voce e i suoi argomenti li percepisco come un insopportabile, fastidiosissimo rumore. 

Lo stesso facciano quanti hanno a cuore i destini dell'Italia. 






09 dicembre 2012

Berlusconi: una farsa che può diventare tragedia


Del post di Alexander Stille, che ripubblico, condivido tutto tranne il titolo: Berlusconi, dalla tragedia alla farsa

Dovrebbe essere capovolto in: 
Una farsa che può diventare tragedia

Leggi anche:
Un gesto che mette a nudo i ricatti di Berlusconi - di Eugenio Scalfari

Berlusconi, dalla tragedia alla farsa 
dal blog In un altro paese di Alexander Stille 
La storia si ripete prima come tragedia poi come farsa, scriveva Marx a proposito di Luigi Napoleone. Ma che dire di un Berlusconi che si presenta come candidato premier per la sesta volta, cercando di tornare come primo ministro per la quarta volta, dopo tre mandati completamente fallimentari? È una scena patetica per certi versi, come un attore su cui è calato il sipario sotto una tempesta di fischi, che cerca di tornare sul palcoscenico. 
La ricandidatura di Berlusconi era del tutto scontata: così malato di protagonismo, ancora drogato di megalomania, nonostante i suoi ripetuti fallimenti non poteva fare a meno di ripresentarsi. Era impensabile che lui potesse guardare dalla panchina mentre lasciava giocare una squadra capeggiata dal suo successore prediletto, Angelino Alfano. 
Se c’è un filo conduttore in tutte le azioni politiche di Berlusconi è di fare sempre e comunque gli interessi di Berlusconi e mai quelli della collettività. Il suo protagonismo ha fatto sì che nessun cespuglio potesse mai crescere per diventare albero sotto l’enorme ombra che lui proietta da vent’anni sul centrodestra italiano. 
Così come Crono che mangia i propri figli, Berlusconi semina caos tra le file della sua creatura, il Popolo della libertà. 
Stride il contrasto tra il tentativo di restaurare forme di democrazia interna in altri partiti e la maniera del tutto monarchica in cui Berlusconi ha annunciato la sua seconda “discesa in campo”. Nessuna consultazione all’interno degli organi direttivi del partito ma una mossa puramente personale. Non lo annuncia neppure lui in persona ma manda Alfano, come una specie di maggiordomo. Indicative anche le parole usate dal segretario del Pdl: “Anche oggi Berlusconi mi ha espresso la volontà di tornare in campo da protagonista. È lui il detentore del titolo. È stato lui l’ultimo ad alzare la coppa. Le primarie erano per la successione, ma essendoci lui in campo non ha senso farle”. Interessanti i termini scelti da Alfano: “Berlusconi mi ha espresso la volontà di tornare in campo da protagonista.” Tutto personale, uomo a uomo e la voglia di essere protagonista. Poi, le continue metafore sportive, “tornare in campo” “detentore del titolo” “alzare la coppa”, come se guidare l’Italia forse tutto  un gioco per la gloria personale del giocatore. E quando mai, anche nello sport, un giocatore non deve neppure competere per rimanere capo di una squadra, come se un atleta delle Olimpiade del 2008 venisse messo a fare il capitano della squadra nazionale senza doversi misurare con i suoi concorrenti? 
Ormai non ci credono neppure quelli pagati per credere. Diceva qualche mese Vittorio Feltri: “Berlusconi è bravissimo a vendere il prodotto, persino a immaginarlo. Ma non è capace di farlo. Pensa all’etichetta, alla confezione, alla rete distributiva, ma di quel che c’è dentro, lo dimostra il suo ventennio, gli importa poco.”   

08 dicembre 2012

Non faremo riscrivere da voi la nostra storia (Angelino Alfano)


Durante il suo intervento alla Camera il segretario del Pdl, Angelino Alfano, rivolto a Bersani che aveva concluso il suo discorso, tra l'altre amenità ha dichiarato con enfasi malriposta: 
Noi non faremo riscrivere da voi la nostra storia, non lo consentiremo


On. Alfano, se ne convinca, non è necessario che qualcuno riscriva la vostra storia: essa è lì che parla da sola, e non ha bisogno che qualcuno la interpreti. Basta, talvolta, lo spettacolo di un comico per riportarcela intera alla memoria. Non con noiose riflessioni e approfondimenti ma con un semplice elenco di nomi: Ruby, i festini, Mangano, Lavitola, Mora, Fede, Dell'Utri, Bertolaso, la cricca, lo spread, le olgettine, Tarantini, L'Aquila, la frode fiscale, la Minetti
Non sarà facile farli dimenticare agli Italiani che andranno presto a votare, nemmeno con gli effetti speciali. 


07 dicembre 2012

IL RITORNO DEL CAVALIERE OSCURO

... E DEI SUOI MORTI VIVENTI IN PARLAMENTO  


Sembrava non dovesse avere il coraggio di riproporsi: condannato a 4 anni per frode fiscale e, soprattutto, appesantito dalla conduzione fallimentare dei suoi precedenti governi e dallo spappolamento del suo partito. 

Invece è lì, pronto a sottoporre il Paese stremato dalla crisi ad una campagna elettorale al fulmicotone. 

L'oggetto principale preso di mira sarà il Governo Monti cui attribuirà tutta la responsabilità della recessione in atto.  

Poi, chiaramente, seguiranno i giudici che osano ancora indagarlo e condannarlo. Infine la sinistra comunista, responsabile dei peggiori misfatti e le tv e i giornali che lo attaccano rabbiosamente. 

Annunciato il suo proposito ultimativo, il partito dei servi pensosi, delle amazzoni fedeli e delle gallinelle ovaiole (con poche, piccole eccezioni) si è ricompattato all'unisono elevando al cielo il peàna propiziatorio

Dopo aver accusato duramente il Governo dei tecnici di aver condotto il Paese sull'orlo del baratro (tra parentesi, il governo che appoggia e sostiene da un anno) impone ai suoi di astenersi in Parlamento sul voto di fiducia come chiaro avvertimento riguardo al provvedimento sull'ineleggibilità all'esame del Consiglio dei ministri. E Cicchitto (il Griso) dà, nel frattempo, del povero untorello al ministro Passera, reo di aver dichiarato in tv che il ritorno del Caimano non è un bene per il Paese

Sì, Cicchitto-Griso, perché il suo padrone ha tutta l'aria di somigliare al don Rodrigo di manzoniana memoria, per i modi, per i toni, per i fatti. 

Ma saranno gli Italiani finalmente avvertiti, e non la Provvidenza, a dargli prossimamente la lezione che merita liberando il Paese dall'incubo del cavaliere oscuro e dei suoi morti viventi



Il mondo ci guarda -  di Massimo Franco

06 dicembre 2012

Il male di vivere nel peso della fatica


Mentre i tecnici a tavolino, a freddo, con la calcolatrice in mano tagliano il lavoro, la sanità, la scuola, la cultura; 

mentre il primo responsabile dei guasti in cui viviamo dichiara, con estrema faccia tosta: Sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo. La situazione oggi è ben più grave di un anno fa quando lasciai il governo

mentre tanti sconosciuti del M5S su youtube lanciano le loro improbabili candidature al parlamento; 

mi capita sotto gli occhi l'ennesima storia di dolore e morte che commuove profondamente, che non posso passare sotto silenzio.   




Il peso della fatica di Enrico Fierro 
La storia di Isabella Viola: una storia dell'Italia di oggi 
Isabella Viola è morta, undici giorni fa da sola nelle turbolente viscere di Roma. Il suo cuore è stato spezzato da una vita difficile. Dovevano essere dieci righe in cronaca (giovane donna colpita da malore muore su una banchina della metro A) di quelle che si leggono di mattina distratti dal dilemma del cappuccino (con o senza schiuma?), e invece la sua si è trasformata in una morte che parla all'Italia. Racconta di un popolo intero, una moltitudine ignota ed ignorata. Di loro sanno poco i dotti professori di economia, gli accigliati ministri-tecnici sempre pronti a giudicare "gli italiani", per loro non c'è mai posto nelle poltroncine dei talk-show che al massimo, quando vogliono parlare della "ggente" la fanno raccontare da chi non prende una scassattissima metro da secoli. Sono uomini e donne, bianchi, gialli e neri, che si svegliano all'alba per raggiungere precarissimi posti di lavoro, guadagnano quattro soldi e lottano con mezzi di trasporto affollati, puzzolenti, è una umanità che tira tardi fino a sera lavorando e si porta il panino da casa per risparmiare. Isabella era una di loro, non sapeva di spread, di Europa, di luci in fondo al tunnel, no, Isabella sapeva solo che a 34 anni doveva conquistarsi la vita a morsi, lo faceva per lei, per il marito, bravo muratore ma disoccupato, e per i suoi quattro figli da crescere. Ogni mattina sveglia alle quattro, la colazione da preparare per i bambini, il pranzo da avviare, una rassettata veloce alla casa e poi la corsa alla fermata dei bus. Dal lungomare fino alla piazza di Torvaianica, la ressa per conquistarsi un posto a sedere sul pullman della Cotral tra i volti assonnati delle mille razze che ad ogni alba dalla periferia migrano verso la città eterna: 30 chilometri di viaggio. Capolinea all'Eur, un'altra corsa alla metro b, fermata a Termini, attraversamento col cuore in gola dell'infinito labirinto che porta alla metro a, ultima fermata a Furio Camillo, e poi a piedi lungo la Tuscolana, in via Nocera Umbra. Il bar Kelly apre alle sette, a quell'ora devono essere già pronti dolci e cornetti. Così, fino alle sette di sera, lo stesso ritmo, ogni giorno che il padreterno manda in terra, domenica compresa. Isabella viveva in una casa della periferia di Torvaianica, litorale romano che Ugo Tognazzi scelse negli anni Sessanta per costruirsi una villa. Portò il bel mondo il grande Ugo in questa fetta di mar Tirreno una volta stretta tra campagne e macchia mediterranea. Tutti a casa di Ugo al torneo di tennis, al più bravo lo scolapasta d'oro. Di quella epopea è rimasto poco, vecchi alberghi cadenti, stabilimenti che si chiamano ancora "La Bussola", ristoranti che promettono pesce sempre fresco. E tanta miseria. Don Gianni è il parroco della chiesa dell'Immacolata concezione. "Ho celebrato i funerali della povera Isabella, ho visto gli occhi smarriti dei suoi quattro bambini, la disperazione del marito, ma una cosa mi ha colpito e che faccio fatica a descrivere con una parola che non va più di moda: dignità. Sì, la dignità di questo gruppo familiare unito. Mai una parola fuori posto, mai un chiedere qualcosa. Isabella non ha retto il peso della fatica". Don Gianni e la sua parrocchia hanno messo su un banco alimentare e una casa accoglienza, si occupano di famiglie disagiate, fanno quello che possono in un mare di disperazione. "Ormai da noi non vengono più le famiglie di extracomunitari, da un paio di anni anche famiglie italiane, ci chiedono un aiuto in soldi, un pacco alimentare". Settecento euro di affitto, quattro figli da mandare a scuola, il conto dei pochi soldi del suo lavoro e dei lavoretti che di tanto in tanto il marito strappava a qualche cantiere. Ogni sera: questo per le bollette, quest'altro per l'affitto, tanto per mangiare, il bambino vorrebbe quel giocattolo, non possiamo. Una sconfitta continua, quotidiana. Che ti mangia il cuore. "Isabella è riservata non racconta mai le sue difficoltà, ma io lo vedevo che stava male". Faith, giovane ragazza nigeriana banconista del bar Kelly parla al presente di Isabella. "Ma lo sai che mi ha insegnato a fare i dolci?". La signora Ada, edicolante del quartiere dopo una vita ai mercati generali, ha un cuore grande così. Annarella Magnani l'avrebbe abbracciata e baciata come una sorella. Ha già raccolto 4mila euro per Isabella e ne sta raccogliendo ancora. "Ci sono persone che hanno deciso di tassarsi ogni mese per aiutare quei quattro bambini". No, non è una storia da dieci righe in cronaca, è una storia dell'Italia di oggi. E forse Isabella si sarebbe commossa di fronte a tanta solidarietà. Lei che affidava i suoi giovani e ingenui pensieri a Facebook. Una donna il suo gioiello più prezioso non lo indossa, lo mette al mondo. (su Il Fatto Quotidiano del 29 novembre 2012)

Berlusconi: In molti mi chiedono di ricandidarmi 

Isabella, madre di 4 figli morta in metro

05 dicembre 2012

Zichichi, i panini e le centrali nucleari

Immaginate di avere una macchinetta dove metti un euro ed esce un panino e una macchinetta identica dove metti sempre un euro ed escono un milione di panini. Voi che scegliereste? Un milione, è chiaro. Ecco questo è il vantaggio dell'energia nucleare per il genere umano. 
(Antonio Zichichi, Assessore alla Cultura della Regione Sicilia) 



Più apprezzabile Crozza-Zichichi che spiega la cellula artificiale o Zichichi, Assessore alla Cultura della Regione Sicilia che sogna un'isola piena di centrali nucleari? 

A voi la scelta. Io, per quanto mi riguarda, saprei dove mandarlo.




01 dicembre 2012

Misure immediate: farò avere a tutti 100 € netti al mese


Non voglio commentare le modalità con le quali in questi giorni che precedono il ballottaggio si è tentato di offuscare l'esito del primo turno. I fatti parlano da sè. 

Rivedendo, invece, il video del confronto finale su Rai1, sono stato colpito dalla perentoria sicumera con cui lo sfidante scandisce: 


Misure immediate: la volontà di dare con 21miliardi di euro 100 € netti al mese a tutti coloro che guadagnano meno di 2000 € netti al mese per 13 mensilità.
Proposte concrete e puntuali: noi dobbiamo rimettere in tasca i soldi al ceto medio.



Mi ha fatto ripensare agli slogan con i quali un altro figuro ha turlupinato più volte gli Italiani con: 
Meno tasse per tutti 
Un milione di posti di lavoro in più 
Aboliremo l'ICI sulla prima casa, avete capito bene?

Poi sappiamo come è andata a finire. 



Ciò che fa sempre più meraviglia è scoprire come i gonzi abbocchino sempre! 


Berlusconi: il piano per Renzi premier
Berlusconi: Renzi porta avanti le nostre idee sotto le insegne del PD

27 novembre 2012

E il Centro? Sta aspettando Godot

Fa impressione vedere ben due formazioni politiche - un raggruppamento unto e bisunto e uno nuovo di zecca con sentore di stantio - che si pongono al centro (di che?) vivendo nell'attesa di Monti-Godot, nella convinzione di poter accrescere con lui le loro modeste fortune. 

Sono divisi e concorrenti perché vorrebbero Godot, ciascuno pe sè. Insieme fanno sì e no il 7-8%, non hanno nulla di serio da proporre se non aspettare che Godot scenda in campo a guidare le loro falangi

Monti-Godot, purtroppo, non è un alieno, è un tecno-politico in carne e ossa. L'abbiamo già visto all'opera e tuttora lo vediamo e viviamo sulla pelle il fallimento della sua politica. L'unica cosa apprezzabile è il suo stile, all'apparenza sobrio e moderato, che non fa rimpiangere chi l'ha preceduto; per il resto ne è solo la copia presentabile. 

Cosa sperano da lui i centristi di un centro che non c'è? La maggioranza degli italiani ne fa volentieri a meno. Si rassegnino e vengano seriamente a proporre un progetto per l'Italia più originale e calato nella realtà. 




Aspettando Godotdi Samuel Beckett

26 novembre 2012

Ieri si è scritta una bella pagina di democrazia


Ieri, grazie alle primarie del PD, si è scritta una bella pagina di democrazia partecipata, con una affluenza ai seggi che ha superato i tre milioni e risultati che sanciscono la necessità del ballottaggio tra Bersani e Renzi. Buona l'affermazione di Vendola i cui voti potrebbero essere decisivi per l'esito finale rinviato a domenica prossima. 


Finalmente il centrosinistra comincia a dettare l'agenda alla politica italiana: sia a Berlusconi con il suo strappo che sottolinea il proprio personale fallimento, sia agli orfani del PDL in frantumi, costretti ad ammirare l'uscita dall'angolo del popolo del centrosinistra e a seguirne ansiosamente le mosse nella costruzione di un'alternativa seria, democratica e credibile alla malapolitica e all'antipolitica messe all'angolo. 

Adesso occorre avere chiari gli obiettivi da perseguire, nel rispetto delle attese irrinunciabili degli italiani sinceramente democratici, e far tesoro di questa riconquistata credibilità per avviare quella fase nuova nella politica italiana che avvii il Paese alla ricostruzione morale, civile, economica, culturale e sociale. 
I guasti sono tanti e non c'è più tempo da perdere in giochi sottobanco e inciuci insopportabili. 

25 novembre 2012

Primarie PD - PDL: telenovela continua

Mentre il popolo di centrosinistra si accinge ad indicare con le primarie il proprio candidato premier, nel campo di centrodestra si consuma l'ultimo, mortale strappo tra il Cavaliere e la dirigenza del suo (ex?) partito con quell' ultimatum ad Angelino: Rifaccio Forza Italia, vieni o resterai solo
Mandando, con ciò, all'aria le primarie del centrodestra e la stessa segreteria Alfano che già sembra in procinto di presentare le sue dimissioni. 


Il padrone del partito torna in campo spiazzando tutti
E già! L'uomo del fare non può lasciare la sua opera incompiuta: chiederà agli italiani il 50+1% dei consensi per cambiare la Costituzione e modellarla alle sue urgenze. 

Una è quella espressa con la sua ultima, demenziale barzelletta: Scusate - ha esordito l'ex premier incontrando i giornalisti davanti a Palazzo Grazioli il 23 novembre - ho un problema. È un problema di famiglia. C'è mio fratello che va dal medico ogni momento perché pensa di essere una gallina e il medico mi ha detto: 'Deve portarlo qui e deve restare in clinica almeno un mese'. E io ho risposto: 'Ma questo è un problema. Come facciamo per le uova?'. 

Oggi, invece, le primarie del centrosinistra con larga partecipazione popolare decreteranno la leadership alla guida del prossimo governo e, speriamo, per il futuro di un'Italia ormai emancipata rispetto all'uomo del monte e a quello del fratello-gallina

24 novembre 2012

Ultimo atto: la disfatta

Alle scialuppe! Si salvi chi può! 

Come fa Alfano a cacciare gli indagati dalle primarie e considerarsi ancora erede e delfino di Berlusconi? 

Hanno ragione le Santanché, gli Sgarbi, i Proto, i Samorì quando affermano che quell'uscita è proprio contro Berlusconi. 
Come farebbe, infatti, il cavaliere, nell'ipotesi che volesse partecipare alle primarie di Alfano, con le pendenze giudiziarie che ha sulle spalle? Per di più già condannato? 


Alla fine rimarranno in corsa solo lui, la Meloni e Cattaneo, il giovane sindaco di Pavia. Mentre i piccoli dinosauri si accaseranno nella formazione del Caimano che rientra in campo con la sua nuova cosa. 

La telenovela non finisce qui! 



23 novembre 2012

Quando finirà questa vergogna?

Ma chi sono questi parlamentari della Repubblica? 

Chi li ha selezionati per quell'incarico di prestigio? 


Non hanno più pudore come io non ho più parole da spendere e mi servo dell’AMACA di Michele Serra su la Repubblica di oggi per dire tutto il mio schifo! 

Forse sperano ancora, i bastardi, che il vecchio padrone non si dimentichi di loro nel giorno del giudizio! 



Nonostante, negli ultimi anni, ci si sia abituati a tutto, si fatica a credere che davvero un gruppo di senatori del Pdl abbia tentato, anzi stia tentando di introdurre un quarto grado di giudizio pur di impedire o almeno ritardare l'esecuzione della sentenza sul Lodo Mondadori. Per quanta faccia tosta e pelo sullo stomaco questi signori abbiano già messo in campo, qui siamo all'ennesimo salto di qualità: il partito de “processo breve”, che per anni ha battuto la grancassa per accorciare i tempi lunghi della giustizia italiana, ora quei tempi vorrebbe stiracchiarli quel tanto che basta per rimettere in tasca al loro padrone mezzo miliardo di euro. Non viene data spiegazione al voltafaccia, né è ritenuto necessario darne alcuna: parla oramai l'evidenza. Volevano accorciare i tempi dei processi quando i processi a Berlusconi erano ancora in corso, per poterli annullare; vogliono allungare i tempi dei processi ora che le sentenze (sfavorevoli) sono state emesse, per poterle invalidare o procrastinare. Di buono c'è che non sentono neppure più il bisogno di giustificarsi raccontando palle sulla “giustizia giusta” e altri inconoscibili scrupoli etico-politici. Ben oltre la faccia tosta, c'è la palmare contentezza di fare apertamente il gioco sporco. Al fischio finale, faranno il gesto dell'ombrello al pubblico.

Il Pdl ci riprova sull’ammazza sentenze 

22 novembre 2012

GLI ORFANI DI BERLUSCONI VOTANO RENZI

Nell'area di centrodestra ci sono molte persone, orfane di Berlusconi di cui a suo tempo si erano infatuate, che adesso sembrano ammaliate da Renzi e dalla sua verbosità smodata. 

Alcuni li conosco di persona: sono professionisti con i quali non riuscivo a scambiare parola quando l'unto del Signore era in auge, sempre pronti a difenderlo e giustificarlo anche di fronte all'evidenza che lo inchiodava alle sue responsabilità; caduto in disgrazia, continuano a sostenerlo attribuendo ai nemici comunisti, alle TV e ai giornali la colpa della sua fine ingloriosa.  

Adesso, non potendo contare più nella resurrezione del loro vecchio idolo, hanno trovato Renzi come campione delle loro rivalse contro il comunismo in agguato. Molti di loro sono in procinto di sottoscrivere l'appello Italia Bene Comune e iscriversi all'albo degli elettori del centrosinistra allo scopo di vedere Renzi uscire vincitore alle primarie dei Fantastici 5. Nell'ipotesi che Renzi non ce la facesse, non si peritano di dire che alle elezioni politiche cercherebbero altre sponde senza vergogna per l'impegno sottoscritto. 

Questa è una riflessione rivolta al popolo autentico di centrosinistra perché vada a votare alle primarie e faccia una scelta oculata; ma, soprattutto, ai responsabili di seggio perché non avallino indecenze del genere. 

21 novembre 2012

Come nei giorni della fiera

...all'approssimarsi della data delle elezioni anche i banchi del mercato elettorale si affollano di nuove e vecchie mercanzie, tutte però in confezioni regalo, cariche di lustrini e ben infiocchettate. C'è il M5S che vuole ripetere il successo di vendita ottenuto alle regionali siciliane; c'è il PD che si dibatte fra la rottamazione renzina e l'usato sicuro di Bersani; c'è il PDL che cerca di evitare di andare in frantumi affidandosi alle primarie di Alfano (sono già 20 i competitors l'un contro l'altro armato); c'è Casini (and company) che, posizionato al centro, come unica proposta e prospettiva opportunistica ha la prosecuzione dell'esperimento Monti; c'è, infine, Luca Cordero di Montezemolo che apre un nuovo banchetto al centro, in concorrenza con Casini, proponendo di andare Verso la (fantomatica) terza repubblica avendo anch'egli come stella polare l'esperienza Monti. 

C'è, nello sfondo, un parlamento agli sgoccioli che non riesce a varare una legge elettorale decente, in grado di facilitare l'espressione della volontà popolare e, in tribuna, un popolo sovrano che non ne può più dei contorsionismi di una classe politica incapace e onnivora che ha portato il Paese nel baratro; per 1/2 deciso a non votare e, per l'altro 1/2, a ricercare il modo più idoneo per mandarli tutti a quel paese. 

A sorridere, sornione, di fronte alla fibrillazione dei politici c'è un presidente del consiglio tecnico che sa che tutto gioca a suo vantaggio, consapevole del fatto che, comunque vadano le elezioni, sarà richiamato in servizio permanente effettivo per proseguire l'opera di risanamento avviata e fornire all'Europa e ai mercati finanziari quelle garanzie che vengono richieste all'Italia. 

L'unica speranza che si può nutrire - e dipende, questo sì, dal nostro voto - è che il nuovo parlamento venga costituito da personalità più degne, consapevoli delle difficoltà in cui ci dibattiamo, con rapporti di forza modificati. 
Per il resto, les jeux sont faits. 

17 novembre 2012

In quest'epoca drammatica di fine impero...

... con i partiti ridotti a cadaveri ambulanti sui quali si riversano gli sputi rabbiosi dei cittadini, anche gli intellettuali e gli opinionisti sembrano aver perso la fiducia - non dico nei partiti - ma nella stessa possibilità di immaginare una politica che sappia riformarsi e riprendere il cammino. 

Nel suo CONTROMANO sul Venerdì di Repubblica di ieri, Curzio Maltese sostiene che la politica è morta e prevede una continuazione dell'esperimento Monti anche dopo le elezioni perché non è credibile, a suo giudizio, che in una fase come questa il Paese possa presentarsi sulla scena internazionale con un governo Bersani o Renzi o Vendola al posto di quello del Professore. La crisi italiana non si capirà fino a quando non si prenderà atto che la professione del politico nel nostro Paese è morta vent’anni fa, sepolta da Tangentopoli

Va addirittura oltre Massimo Cacciari nella sua rubrica Parole nel vuoto su l'Espresso in edicola e scrive una lettera aperta al professor Monti invitandolo caldamente a candidarsi per portare a compimento l'opera di risanamento appena avviata, nella consapevolezza che il Pdl è in stato confusionale e il Pd naviga nel bicchier d’acqua in tempesta delle sue primarie. Crolla perfino Di Pietro! E per forza: Berlusconi e Di Pietro sono stati i due unici prodotti di Tangentopoli. Simul stant, simul cadunt (insieme stanno, insieme cadono). E credo che il motto valga per tutte le forze della sciagurata seconda Repubblica. C’è Grillo, magari al 20 per cento, ma è un po’ arduo presentarlo alla Bundesbank, le pare? 
E avanti, allora, con il Monti politico! 

Cinicamente disfattista può apparire l'analisi di Paolo Flores d'Arcais che nel suo blog sul Fatto Quotidiano annuncia: il 25 novembre alle primarie voterò Matteo Renzi, firmando anche il “giuramento” per il centrosinistra alle elezioni di primavera. Nelle quali invece, hic stantibus rebus, voterò Grillo. Non mi sentirò in contraddizione e meno che mai disonesto. Flores d'Arcais considera pessimo il programma di Renzi e lo stile media-set puro, un “format” di spettacolo replicato in ogni teatro con scenografie, spezzoni di filmati e un caravanserraglio di effetti speciali e battute ad effetto. Perché allora votare questo Berlusconi formato pupo, che per soprammercato vuole turlupinarci parlando (di tanto in tanto) di “sinistra”? Perché la sua vittoria distruggerebbe il Pd, lo manderebbe letteralmente in pezzi, lo disperderebbe come un sacchetto di coriandoli. E in questo modo i milioni di elettori animati da volontà di “giustizia e libertà” e dall’intenzione di realizzare la Costituzione non sarebbero più imbrigliati, congelati, manipolati, usati dalla nomenklatura partitocratica (il Pd, ma anche Idv, Sel e residui rifondazionisti). Una situazione del genere sarebbe rischiosa, ovviamente. Ne potrebbe scaturire un peggio. Ma per Paolo Flores d'Arcais non c'è nulla di peggio di un governo Napolitano-Montibis e non si accorge che a questo porterebbe fatalmente la sua scelta. 

Per Gustavo Zagrebelsky solo la COSTITUZIONE può farci uscire dal pantano, suscitare coraggio, energie, entusiasmo, in un momento di depressione politica come quello che viviamo. In essa possiamo trovare l’ideale d’una società giusta, che meriti che si mettano da parte gli egoismi e i privilegi particolari, che ci renda possibile intravedere una società in cui noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli, si possa vivere in libertà e in giustizia. Ed è sorprendente per Zagrebelsky che non si dia significato – forse perché non se ne ha nemmeno sentore – all’entusiasmo che accoglie, tra i giovani soprattutto, ogni discorso sulla Costituzione, sul suo significato storico e sul valore politico e civile attuale. E conclude sostenendo che il nostro Paese avrebbe bisogno di una STAGIONE COSTITUZIONALE e che chi facesse sua questa parola d’ordine compirebbe un atto che metterebbe in moto fatti, a loro volta produttivi d’idee, anzi d’ideali


Ma c'è ancora tempo - mi chiedo - per rispolverare la nostra bella Costituzione, portata nel fango da tanti, troppi che su essa hanno spergiurato quando hanno scalato le vette del potere e le istituzioni? 
Il sogno di Zagrebelsky mi sembra, purtroppo, fuori tempo massimo perché possa avverarsi. In tempi di dissoluzione di ogni certezza e di disfacimento di ogni valore, sembra avere la meglio la logica del tanto peggio tanto meglio. 


Paolo Flores d'Arcais: Matteo Renzi è pessimo, quindi lo voterò 
Zagrebelsky: I valori della Costituzione per battere i nichilisti e il vuoto della politica
Per una stagione costituzionale, di Gustavo Zagrebelsky

15 novembre 2012

Il Gruppo M5S all'ARS rinuncia ai rimborsi elettorali

Bella lezione di coerenza e di impegno in politica come servizio reso ai cittadini. 

Ho la precisa sensazione che, grazie a questi ragazzi, la Sicilia (e di conseguenza l'Italia tutta) vivrà una fase di cambiamenti epocali. 

Ieri i 15 eletti del M5S all'Assemblea Regionale siciliana hanno formalizzato la rinuncia ai circa 800mila euro, assegnati loro come rimborso elettorale. Rispettiamo così la volontà dei cittadini che nel '93 abrogarono, con un referendum, il finanziamento pubblico ai partiti, poi tornato sotto forma di rimborso per le spese elettorali - ha dichiarato il capogruppo Cancelleri. Intendono, altresì, tagliarsi di circa 3/4 l'indennità spettante ai 90 consiglieri regionali. 

Questi non sono soltanto atti simbolici ma importanti riduzioni di spesa per una regione portata al default dall'irresponsabilità miope delle precedenti amministrazioni. 
Sono atti che saranno percepiti favorevolmente dai cittadini ed esempi efficaci per gli altri gruppi che siedono a Sala d'Ercole. 

14 novembre 2012

ALFANONRIDENS tra Caimani e Dinosauri

Lui contrae la mascella, tira fuori gli occhioni dalle orbite, mostra il labbrone volitivo squadernando l'improbabile traguardare una fase nuova, nel tentativo di accreditarsi quel Quid che il padre-padrone gli nega.  

Certo, non è facile emanciparsi da un padre che ha sempre servito e riverito, fino a partorire il lodo, e ottenere quei riconoscimenti che gli servono per sostituirlo. Lui è stato figlio devoto fino a quando il tiranno era sul trono, ne ha accettato l'investitura, ha sopportato le gelosie dei fratelli, gli è stato al fianco in tutte le sue capricciose giravolte. Ora vorrebbe ereditarne titolo e regno non come dono grazioso elargito per volontà divina ma attraverso una volgare investitura popolare. Questo è troppo, non si può, non è contemplato nella tradizione delle monarchie che si rispettano. 

Così il vecchio e confuso padre-padrone va alla forsennata ricerca di un erede col Quid e lo intravede in un tal Gianpiero Samorì, (totalmente sconosciuto ai più ma non al Caimano e alla sua corte ristretta controllata dal maggiordomo Dell'Utri), e sembra volerlo indicare come suo dinosauro. Il Caimano, dunque, appare disposto a farsi uccidere (metaforicamente) da un Dinosauro ammenoché - come vaticina Libero - non voglia incarnarsi lui stesso nel Dinosauro. 

Al povero segretario Alfano, a questo punto, non rimane altro da fare che indossare i panni di Bruto e andare à la guerre comme à la guerre con gli altri congiurati, nella speranza che possa bastargli. 

Alfano: Traguardare una fase nuova


Berlusconi: Un dinosauro dal cappello


Le ricette di Gianpiero Samorì

13 novembre 2012

Sul confronto per le Primarie del centrosinistra

Più che i Fantastici 5 sembravano cinque scolaretti alle prese con la necessità di condensare le risposte, nel minuto a disposizione, a domande che avrebbero avuto bisogno di maggiore approfondimento. In tale compito la performance di Renzi è sembrata vincente: anche se la lezioncina memorizzata e più volte ripetuta nel suo tour risultava appiccicaticcia. Il più naturale e autentico mi è sembrato Bersani, anche se costretto, nel suo ruolo di segretario di un partito contenitore di posizioni diverse e spesso contrastanti, a non esporsi troppo tra Vendola e Renzi. La Puppato appariva la meno adeguata ad affrontare il grande pubblico e le insidie della diretta; ma ha saputo dignitosamente sostenere le sue convinzioni e tenere testa con garbo al confronto con 4 maschi. Vendola mi è sembrato il più danneggiato a mantenersi nella gabbia stretta dei minuti contati: la sua naturale logorrea ne è uscita un pò mortificata, ma le sue visioni, a tratti poetiche, hanno colto nel segno. Tabacci è apparso come il contabile con le idee chiare e con un organigramma in mente. 

La trasmissione ha mostrato finalmente dei politici che parlano di cose da fare e non si azzannano nei modi sconvenienti e volgari, non più tollerabili, cui siamo stati costretti da anni. 


Ecco tutti i video: 

08 novembre 2012

Alle Primarie del PD voterò LAURA PUPPATO. E TU?

  • perché è una donna onesta, libera, coerente e capace; 
  • perché mi alletta l'idea che possa essere una donna la candidata alla presidenza del consiglio; 
  • perché ho visto cos'ha fatto come sindaco di Montebelluna e come consigliere regionale della Regione Veneto; 
  • perché ho letto il suo programma e mi convince; 
  • perché ho visto alcuni suoi video e mi piace che parli di quello che vuole fare senza  demonizzare i concorrenti; 
  • perché non è una professionista della politica e non fa parte della dirigenza del partito; 
  • perché non sopporto che si possa dire che il voto dato a lei farebbe il gioco di Renzi, di Vendola o di Bersani; 
  • perché mi piace. 





  • Laura Puppato, chi è? 
    LETTERA APERTA agli Italiani di Laura Puppato 
    LE MIE PROPOSTE PER AMARE L’ITALIA di Laura Puppato  
    Primarie Pd, Puppato: Ci sono anch'io 


    Primarie Pd, ecco la donna che sfida Bersani e Renzi 
    Voglio una donna premier: voglio Laura Puppato 
    Laura Puppato, la donna che sfida Bersani, Renzi e Vendola 
    Primarie del centrosinistra: Ecco perché scegliere Laura Puppato 
    La ricetta della "outsider" Puppato: lavoro, equità e green economy   

    07 novembre 2012

    OBAMA TWO

    Vince l'America pulita, solidale, democratica e progressista contro quella gretta, meschina, egoista e reazionaria. 

    Sono le 3.12 e sono ancora speranze ma sono contento! Buona notte. 

    Alle 5.15 il dato è confermato. 

    Chissà se e quando sarà concesso anche a noi di eleggere il Presidente degli USE (Stati Uniti d'Europa)!


    ELEZIONI USA 2012 

    02 novembre 2012

    RAI TV - CANONE E BLACKOUT


    Succedeva già ai tempi dell'analogico, adesso anche col digitale terrestre. 
    Appena scoppia un temporale seguito da un fulmine e da un tuono, ecco che salta la tv. 


    Non tutta per la verità, i canali mediaset resistono, resiste con qualche fermo-immagine anche La7, resistono i nuovi canali, saltano invece tutti i canali RAI, compreso quello di Rainews24. 

    Paradossalmente la tv commerciale resiste mentre quella pubblica che paghiamo col canone, quella che dovrebbe assicurare il servizio pubblico va in blackout, un giorno sì e l'altro quasi. E l'interruzione può durare ore e ore, senza avvisi, senza scuse. 

    Questo succede in Sicilia dove vivo e mi chiedo se la stessa cosa capita altrove in Italia. E mi chiedo anche se non sarebbe il caso di calcolare e dedurre dal canone quote corrispettive per il mancato servizio.  

    Vero è che da troppo tempo ormai la RAI lavora per la concorrenza e che risulta azzardato definirla servizio pubblico. Ma se la sua missione è diventata un'altra, per favore non la interpreti con i nostri soldi! 

    31 ottobre 2012

    Il Grillo dialogante

     ... ovvero: le primarie del M5S 

    Dietro ad una scrivania, seduto ad una poltrona presidenziale, con alle spalle uno scaffaletto di libri distribuiti un po' alla rinfusa - senza la Treccani ma con in bella vista Processo agli economisti di Roberto Petrini - con un aspetto più curato - più da leader di un movimento che si avvia alla normalizzazione che da capopopolo avventurista e disperato alla Masaniello - nel suo Comunicato Politico 53 Beppe Grillo lancia le primarie di lista online con votanti registrati e candidati da scegliere tra coloro che hanno fatto parte di liste locali ma non siano stati eletti. Loro faranno qualcosa di diverso rispetto a quelli che fanno parte della politica 'normale'
    Nel comunicato usa espressioni e termini come straordinario, regole, non sbagliare, garantire, bisogno, iscrizione, documento, dentro e fuori dal parlamento, referendum propositivo, leggi popolari, aiutateci

    Un Grillo che, anche alla luce del risultato siciliano, si assume il ruolo e la responsabilità di capo politico del movimento con toni e atteggiamenti inediti. 


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