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09 dicembre 2008

PAPA: PREGO PER CHI NON ARRIVA A FINE MESE E DISOCCUPATI

MENTRE IL PAPA PREGA I VESCOVI MINACCIANO

Condivisibili le parole del Papa quando ricorda gli anziani soli, gli ammalati, gli immigrati che fanno fatica ad ambientarsi, i nuclei familiari che stentano a far quadrare il bilancio e le persone che non trovano occupazione, o hanno perso un lavoro indispensabile per andare avanti; quando invita a coltivare un più vivo senso del bene comune, del rispetto di ciò che è pubblico. Rimangono, però, parole rivolte al Cielo che non sappiamo se, quando e come risponde. Altri sono i fatti che la Chiesa mette in atto quando cerca, da parte del potere politico, la tutela dei propri interessi: in questi casi non si limita a pregare ma chiede con forza a chi di dovere, e questi risponde in modo concreto e senza indugi. E' bastata la minaccia della mobilitazione delle scuole cattoliche per far cambiare idea al Governo della Repubblica nel giro di qualche ora. I fondi per le scuole paritarie "vengono ripristinati"- ha assicurato il sottosegretario all' Economia Giuseppe Vegas – "Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini". Nonostante le rassicurazioni, anche il Papa ha fatto sentire, al riguardo, la propria voce: "Gli aiuti per l'educazione religiosa dei figli - ha detto - sono un diritto inalienabile".

Ma a tale pretesa si oppone decisamente l’art. 33 della Costituzione italiana che, dopo aver affermato: “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”, nel comma 2 recita: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

Mentre l'art. 9 solennemente sancisce: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione."


Ciò che fa meraviglia è il modo scomposto e diseguale in cui il Governo ha reagito a quanti hanno chiesto più sostegno e tutela per la scuola pubblica, rispetto al modo prono dei "4 cuscini " che ha usato davanti alla minaccia dei vescovi.

L'Italia è, davvero una Repubblica democratica fondata sul lavoro?

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione? O a un Ente oltretevere?

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