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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com

15 agosto 2011

Il cuore gli gronda sangue ...

... ma il suo è sangue di coccodrillo o, se vuoi, di caimano perché i grandi patrimoni come il suo non vengono toccati dalla manovra lacrime e sangue.

A confortarci rimangono solo i manifesti, gli annunci mai realizzati, i sogni che un grande imbonitore sostenuto dalle grancasse di regime ha regalato agli Italiani creduloni. 

VERGOGNA!




























Adesso ci dice che il cuore gli gronda sangue! 
A noi no, perché ci ha già svenati!

11 agosto 2011

Chi pagherà i costi di questa crisi? Quelli che hanno pagato sempre!

Non sono un economista ma so far di conti. Un governo e una maggioranza che, in una fase acuta di una crisi a lungo negata, mostrano di avere a cuore la salvaguardia dei grandi patrimoni, la difesa delle rendite spesso parassitarie, la protezione dei privilegi di casta, sono un governo e una maggioranza di m....

Anni fa chiedevo ad un odontoiatra con tre studi ben avviati in tre centri urbani limitrofi, perché fosse intenzionato a lasciare il lavoro per darsi alla politica. Mi rispose che lo faceva per arricchirsi presto senza lavorare. Adesso è alla quarta legislatura e se non è tornato al suo lavoro significa che la funzione di parlamentare è di gran lunga più redditizia dell'attività precedente, anche se non si considera ancora soddisfatto.

Per uscire dalla crisi e avviare il risanamento del debito pubblico, non si può pensare di smantellare le protezioni dello stato sociale. Significherebbe dissanguare e portare sul lastrico milioni di famiglie. Occorre, invece, allargare le protezioni a tanti lavoratori precari e disoccupati che ne sono esclusi prendendo il denaro là dove si trova in abbondanza: nei grandi patrimoni, a cominciare da quello del presidente-imprenditore, nelle rendite parassitarie, smantellando i privilegi di casta, riformando il sistema della rappresentanza politica a tutti i livelli, colpendo seriamente l'evasione, la corruzione e i patrimoni mafiosi, vendendo parte del patrimonio immobiliare pubblico, specie se scarsamente qualificato e sfruttato.
Un governo serio e responsabile approfitterebbe della crisi per avviare in questo modo il risanamento e favorire lo sviluppo e la crescita investendo parte delle risorse nella messa in opera di interventi infrastrutturali per la salvaguardia dell'ambiente, del territorio, delle ricchezze monumentali, nei servizi, nella scuola, nella ricerca.
Sembra logico e urgente ciò che dico a tutte le persone di buon senso ma non sono le scelte che potremo attenderci da questo governo. Lì ci sono fior di economisti che hanno intravisto nei tagli al sistema assistenziale e pensionistico gli strumenti per risolvere il problema accrescendo gli squilibri e aumentando il conflitto sociale. 

AUGURI - CONTINUATE A GIOCARE COL FUOCO!
IL PAESE VI GUARDA E SI APPRESTA A PRESENTARVI IL CONTO

06 agosto 2011

La politica va in vacanza ... e il Paese già respira

Ma ci pensate ... la fortuna! Per un mese non vedremo le loro facce insopportabili; non sentiremo le loro parole invadenti e stonate; non assisteremo ai loro osceni teatrini. Nel bel mezzo della tempesta finanziaria vanno in vacanza e per i cittadini è come una tisana, una boccata d'ossigeno, un refrigerio. 

Non vedere e non sentire per 4 settimane Brunetta, Cicchitto, Gasparri, Quagliariello, Capezzone, Bossi, Reguzzoni e compagnia cantante; non assistere alle comparsate del loro burattinaio e delle sue belle, elevate a rappresentanti del popolo, sarà una vera fortuna, una manna che ci inonda solo una volta all'anno. 

A dire il vero, non ci mancheranno molto neanche gli esponenti dell'opposizione parlamentare che non riescono a cantare in coro.
Solo Tremonti - peccato! - rimarrà chiuso nel suo ufficio per punizione: dovrà rivedere i conti e farli coincidere con quelli del committente. Lavoro immane e improbo!

Chissà che anche la borsa e i mercati non traggano qualche giovamento dalle loro ferie! 
Ce lo auguriamo di vero cuore.

02 agosto 2011

Il Paese in una morsa micidiale: tra gli attacchi della speculazione finanziaria e l'estrema debolezza della politica

L'Italia sta vivendo una fase veramente drammatica, tra una classe politica impallata - che non riesce a prendere decisioni efficaci e radicali sul piano economico, dell'equità e dello sviluppo - e gli attacchi della speculazione finanziaria che manifesta una sfiducia crescente riguardo alle capacità del nostro Paese di produrre una vera svolta verso il risanamento economico e aprire una nuova fase virtuosa coinvolgendo nei sacrifici necessari tutti i cittadini, ciascuno in relazione alle proprie possibilità e condizioni. 

Dopo averci raccontato per troppo tempo che la crisi è passata, che stiamo meglio degli altri, che i nostri conti sono in ordine, che l'economia italiana tiene, solo adesso, dinnanzi ai rovesci della borsa, alla fuga dei capitali, all'aumento dello spread tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi, la maggioranza al governo si accorge che balliamo sul Titanic che sta affondando.
Nessuno di loro sembra disposto a riconoscere le proprie responsabilità scaricandole comodamente sugli altri: la Lega sul PDL, Berlusconi su Tremonti, l'opposizione sulla maggioranza e sul governo, Scilipoti su Di Pietro e così via. 

Neanche il PD, a dire il vero, è in buona salute: dopo aver predicato bene contro questa destra irresponsabile e arruffona capeggiata da Berlusconi, si trova gravemente impelagato nella vicenda delle mazzete miliardarie di Penati, suo esponente di spicco a Milano, e in tanti altri piccoli episodi inqualificabili di malapolitica.

Il Paese è allibito e non vede via d'uscita in tempi brevi da una situazione di pericolosissimo stallo: una maggioranza arroccata, capace soltanto di far passare in parlamento le vergognose leggi che servono urgentemente al premier per sfuggire ai suoi processi, e un'opposizione che, vissuta per anni all'ombra dell'anomalia berlusconiana, non ha saputo rinnovarsi per rappresentare agli occhi degli Italiani la vera alternativa.

Non si capisce ormai cosa si possa sperare, quale sia il male minore, a quale santo votarsi. Personalmente sono convinto che l'uscita di scena di questo governo, che ci ha portati allo stato in cui siamo, potrebbe creare le condizioni per rasserenare le acque e favorire una presa di coscienza di maggioranza e opposizione sui gravi rischi che corre il Paese, per produrre finalmente quei pochi provvedimenti urgenti che possano avviare il cambio di rotta ormai improcastinabile, o la discontinuità, come dicono le parti sociali.

Ma questo non succederà pacificamente. Soltanto se il Titanic tocca il fondo e il Paese trova ancora la forza di ribellarsi al malgoverno e alla malapolitica dilagante, dopo un perido di commissariamento da parte di un governo tecnico guidato da un uomo fuori dai giochi di Palazzo, indicato dal Presidente, si potrà tornare a votare in un clima diverso.
Ma a quel punto l'Italia sarà ancora un Paese avanzato, libero e democratico?

Domani, intanto, il premier in parlamento dirà che tutto va bene madama la marchesa? E che la crisi percepita è solo virtuale, prodotta dai nemici dell'Italia: la stampa di sinistra, l'opposizione irresponsabile, la speculazione internazionale e, magari, i giudici rossi? 

Possibile! Ma sarebbe il colpo di grazia inferto ad Paese ormai in ginocchio!

01 agosto 2011

Perché anch'io voglio ricordare Giuseppe D'Avanzo

Ezio Mauro ne parla come di un punto di riferimento, Michele Serra racconta il suo coraggio che non lo faceva arretrare davanti a niente e nessuno, per Eugenio Scalfari è stato l'editorialista più lucido di quanto è accaduto in questo Paese negli ultimi vent'anni.
A noi, assetati di verità e giustizia, che nelle pagine di Repubblica abbiamo cercato la sua firma, mancheranno le sue analisi documentate nel dettaglio, la sua profondità di giudizio, le sue denunce civili, la sua critica tagliente e appassionata, la sua scrittura raffinata e precisa.

Se n'è andato prematuramente un giornalista dalla schiena dritta come pochi e si comprende perché accade nel silenzio di tanti pennivendoli e di altrettanti dipendenti di un potere politico volgare e corrotto che intende dare la linea a giornali e TV per diffondere la propria pseudo verità fatta di arroganti bugie, di vergognose mistificazioni, di aggressioni biliose e violente.
Si capisce perché gli esponenti di questa maggioranza e della stampa ad essa vicina non soffrano per tanta perdita.

Noi che dalle pagine firmate D'Avanzo su Repubblica abbiamo potuto conoscere tanti risvolti di altrettante verità scabrose al limite dell'incredibile, ci auguriamo che i suoi articoli, incheste e approfondimenti vengano adeguatamente collezionati, raccolti e ristampati anche per quanti non hanno avuto la fortuna di leggerlo in prima battuta.

Addio Giuseppe, uomo vero prima che giornalista autentico!

31 luglio 2011

Lampedusa d'estate: il rito delle vacanze copre il dramma dei migranti

A Lampedusa in questi mesi di piena estate si fronteggiano due mondi: quello del turismo - che occupa tutta la scena - e quello dei migranti, in ombra nello sfondo. Le Tv e i giornali di quest'ultimo non parlano più e, dunque, è come se non esistesse.
L'isola mostra il suo volto migliore, leggero e tranquillizzante. Ma a pochi passi dalle spiaggette affollate, dai ristorantini che servono pesce fresco, dai localini che accolgono i più giovani nelle loro lunghe nottate, dalle scogliere sulle quali si frangono le onde spumeggianti del mare di un azzurro che cangia verso il verde smeraldo, continua il dramma degli arrivi di barconi alla deriva, dell'isolamento dei poveri cristi in padiglioni che con un eufemismo intollerabile vengono detti centri di accoglienza, dei trasferimenti in Italia, dei rimpatri nei paesi d'origine.
Per non contare la percentuale di loro che il mare, per altri ambita meta di vacanza, ingoia inesorabilmente quasi come prezzo da pagare dai più fortunati.

I due mondi si percepiscono ma non si incontrano, non si confrontano. Rimangono opportunamente separati ed estranei per non turbare la tranquillità di quanti hanno scelto l'isola come meta delle vacanze e vengono a spendervi i loro soldi. 

A Lampedusa d'estate gli opposti si toccano ma non si incontrano: qui si vede soltanto la faccia di un mondo che ha costruito il suo infelice benessere sull'esclusione e l'isolamento dell'altro. 
Dopo i mesi estivi si riprenderà a parlare di loro.

Il servizio L'attrice venuta dal mare, pubblicato su Venerdì di Repubblica di questa settimana, mi ha fatto riflettere molto sulla condizione del mondo che ci fronteggia, separato soltanto da una lingua di mare, e attendo con interesse l'uscita nelle sale del film Terraferma di Crialese.


E tutto questo per la ventura di nascere da una famiglia o da un'altra, 
in un luogo o in un altro, 
nel regno di un Dio piuttosto che di un altro!

28 luglio 2011

Mario Borghezio: la voce della Lega in Europa

Questo brutto razzista nostrano, commentando i deliri del criminale di Oslo, ha detto che il cento per cento delle idee di Breivik sono buone, in qualche caso ottime. Le sue posizioni collimano con quelle dei movimenti che in Europa ormai vincono le elezioni.

Questo brutto provocatore, che quando apre bocca vomita tutto il veleno che tiene in pancia, guida ancora la delegazione leghista al Parlamento europeo, dove rappresenta anche il governo italiano di cui la Lega è parte.

In Europa siamo rappresentati al meglio!
Quale meraviglia se i suoi sodali governano l'Italia e in nome del federalismo trasferiscono al Nord i ministeri del governo centrale e tengono chiuse in prigioni, all'uopo allestite, persone che non hanno commesso alcun reato?





PS: Non è Borghezio che colpisce né le sue idee che condivide con i suoi sodali, ma il fatto che milioni di Italiani diano ancora credito alle loro farneticanti esternazioni e li mantengano alla guida del nostro Paese.

25 luglio 2011

IL TAPPO SULL'ITALIA

Lui ormai è un tappo sull'Italia ma anche sul suo partito. Se ne rendono conto le opposizioni, i più consapevoli degli alleati ed anche i più capaci di pensiero autonomo nel cosiddetto Popolo delle Libertà.

Se ne accorge anche lui e se avesse un briciolo di senso dello Stato e un pizzico di amore per il proprio Paese, si stapperebbe da sè e renderebbe possibile un rinnovamento della compagine di governo con la formazione di nuove alleanze o il ricorso al popolo sovrano attraverso elezioni anticipate. Questo è ciò che farebbe un uomo di Stato e di governo che avesse a cuore le sorti della nazione. Questo è ciò che lui non farà rimanendo aggrappato, come uno Scilipoti qualsiasi, alla barca che affonda. 
Sarebbe bene, allora, che le personalità capaci di autonomia dentro l'alleanza di governo decidessero di sfiduciarlo togliendogli la zattera dei (ir)responsabili e lasciandolo alla deriva prima che ad affondare sia l'Italia. 
Questo è quanto il Paese - che non può più attendere - si aspetta per uscire dalle secche e riprendere la navigazione con una rotta ben definita.

17 luglio 2011

La casta trova ancora la quadra! Usque tandem ...?

Da oggi, con una velocità impressionante, partono i ticket sul pronto soccorso e sulle visite specialistiche, il primo odioso balzello a danno dei poveri cristi! Con la dichiarazione dei redditi del 2012, relativa al 2011, seguiranno i tagli alle detrazioni sulla produzione del reddito, sulla prima casa, sui mutui, sulle spese sanitarie, sui figli a carico e sui minori, asssieme alle sforbiciate all'adeguamento al costo della vita delle pensioni. 
Gli interventi sul costo della politica partiranno, ad andar bene, dalla prossima legislatura.

Tutto questo mentre l'ISTAT ci informa che i poveri in Italia hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 8 milioni, di cui oltre 3 milioni di poveri assoluti. Grazie, ben fatto!

Contemporaneamente scopriamo che Bossi fa marcia indietro riguardo alla richiesta di arresto per l'on. Papa da parte della procura partenopea. Il boss lo avrà convinto che sarebbe pericolosissimo darla vinta ai giudici. Diventerebbe difficile tornare indietro sul caso Milanese e, ancora di più, su quello del ministro Romano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Bene, bravi, bis!
Ma pericolosissimo per chi? Non di certo per i poveri cristi che, se accusati di più o meno gravi reati, non hanno alcuno strumento per evitare la detenzione preventiva e nessun garantista di governo, di maggioranza o di opposizione che si impegni ad avitarne la carcerazione fino all'esito del processo.
E questo mentre le carceri straripano di poveracci, di immigrati, di imputati in attesa di giudizio e di tanti altri detenuti per piccoli reati. E mentre il numero di suicidi in cella aumenta a dismisura e Pannella per questo è in sciopero della fame da mesi. Splendido, bravi, ben fatto!


Grazie, grazie di tutto, grazie di vero cuore.
L'Italia vi guarda e vi prepara il conto che sarà salato, salatissimo! 
Non dubitate!

Allarme Istat: la povertà aumenta 

11 luglio 2011

Lettera aperta a Silvio Berlusconi con auspicio

 Da' retta a me: paga! Fai il signore per una volta!
   
Non dar retta ai tuoi subalterni devoti che ti stanno affossando. Non buttarla per una volta in caciara. Del resto Mondadori rimane tua, dopo che per vent'anni l'hai illecitamente posseduta. I giudici nel penale generosamente ti hanno dato le attenuanti, consentendoti di accedere alla prescrizione. Ma i danni prodotti, almeno quelli, li vuoi pagare? In prima istanza ti hanno permesso di rinviare il risarcimento previa fideiussione, adesso in appello hanno ridotto significativamente la somma a tuo carico.
Accontentati! Non tirare la corda. Fallo per l'Italia che si trova a vivere la crisi più spaventosa dell'età repubblicana, anche a causa del governo da te presieduto. Fallo per il tuo partito che vuole rinnovarsi e che sotto la guida del tuo Angelino aspira orgogliosamente a diventare il partito degli onesti. Prendila come una compensazione imposta da un vero antitrust, in Italia latitante. Consenti alla giustizia di fare il suo corso, accertando responsabilità ed eventuali reati commessi da uomini del tuo partito come Papa e Milanese. 

Fai un passo indietro e permetti alle persone responsabili (forse ce ne sono ancora) che siedono in parlamento di avviare una politica di salute pubblica per la salvezza di un Paese affacciato al baratro. Lo sai, del resto, che questa opposizione che hai dileggiato e calunniato in tutti i modi, non aspetta altro  che darti una mano - come ha sempre fatto - per tirarti fuori dai guai. 

Libera i tuoi giornali dalle iene che azzannano agli stinchi sostenendo platealmente anche il falso, e fai in modo che diventino normali mezzi d'informazione. Permetti alla RAI di tornare a svolgere il suo ruolo di servizio pubblico, anche nell'interesse dei tuoi canali privati.

Fai in modo che ti si ricordi come il fondatore del più importante gruppo privato operante in Italia nel settore dei media (e non solo) e non come il politico sceso in campo con l'esclusivo scopo di coprire le magagne commesse da imprenditore.
Abbi il coraggio di un bel gesto! Mostra a tutti di che pasta sei fatto. Potrebbe essere l'inizio del riscatto per te e per il Paese.

09 luglio 2011

Quando lo schifo produce senso di nausea e vomito

Non mi farete fare la fine di Boffo! È l'avvertimento del rigoroso ministro dell'economia, quello che dà del cretino al collega durante la presentazione pubblica della manovra, quello che per risanare i conti dello Stato sfila dalle tasche di dipendenti e pensionati i miseri adeguamenti annuali al costo della vita; quello che vive in una casa a Roma di un suo consulente di fiducia che paga per la stessa 8.500 euro al mese (a sua insaputa?), accusato di vendere nomine, prebende, informazioni riservate in cambio di gioielli, viaggi, macchine di lusso e contanti.
L'avvertimento è rivolto all'amico Silvio, padrone del Giornale che, dopo aver fatto fuori il Direttore di Avvenire con accuse infamanti rivelatesi false, oggi esce con il titolo Oggi forse  rapinano il Cav. E chiama rapina il giusto risarcimento per la rapina della Mondadori, quella sì, ai danni della Cir di De Benedetti, perpetrata vent'anni fa grazie anche alla corruzione di giudici. Risarcimento che qualcuno ha cercato di rinviare (a sua insaputa?) inserendo un improvvido codicillo nella manovra finanziaria varata dal governo.

Il Paese è in estrema sofferenza, la speculazione aggredisce la nostra economia a rischio di default per la sfiducia dei mercati internazionali e noi assistiamo increduli e impotenti all'ultimo valzer di una classe politica degenerata, screditata, arruffona e intrigante che rimane fermamente attaccata alla poltrona.
Sappiamo con certezza che sprofonderà nel baratro in un sol colpo e ci auguriamo soltanto che non trascini con sè, nella sua catastrofe, l'intero Paese!

PS: La corte d'appello ha deciso in mattinata che la somma che deve essre versata all'ing. Carlo De Benedetti è di € 560 milioni (190 milioni meno di quella definita in prima istanza) da pagare sull'unghia. Peccato che non abbia funzionato il rinvio spudoratamente inserito nella manovra!

06 luglio 2011

L'Italia dopo la cura del Caimano. O dell'incredibile faccia di bronzo di chi ci governa.

Quello che segue è un brano di una lettera aperta inviata al sito online Orizzonte Scuola  da una persona di mia conoscenza. 

Voglio dire un sincero “grazie” a tutti quelli che hanno contribuito, Berlusconi, Tremonti, Gelmini e i già citati parlamentari responsabili in testa, i sindacati “gialli” e “rossi”, i parlamentari e i senatori tutti per la loro fattiva partecipazione, per l’ottima riuscita di questo “straordinario progetto fallimentare” costruito, in questi lunghissimi, “meravigliosi ed esaltanti” 10 anni “persi”, dai tanti figli “precari”, dai tanti mariti/mogli “precari” e dalle tante maestre/maestri “precari” che si sono affidati alle vostre leggi, decreti e regolamenti che hanno fatto si che questo “straordinario progetto fallimentare” si realizzasse perfettamente. “Grazie” ".
A proposito di Graduatorie ad esaurimento e di 10 anni "persi"!

Si tratta della lettera disperata di un cittadino - padre e marito  offeso da una politica sciatta e indecorosa - che rimaneva 10 anni fa in Sicilia con i suoi tre figli piccoli mentre la moglie partiva per il Veneto per svolgere la sua funzione di insegnante con incarico a tempo determinato. Che, dopo dieci anni di onesto lavoro al servizio dello Stato e a detrimento dei propri familiari, si ritrova disoccupata perché il decreto per lo sviluppo 13 Maggio 2011 art.9 al comma 18 ha escluso la possibilità di trasformare, per il personale della scuola, i contratti a tempo determinato, anche se reiterati per tre anni ed oltre, in contratti a tempo indeterminato.
Di situazioni di tal fatta e anche più gravi il Paese ne vive a iosa. Voglio citare solo l'orgogliosa lettera di una cittadina qualunque al ministro Rotondi che in un'intervista a Repubblica pochi giorni fa sosteneva di non riuscire quasi più a campare la famiglia, costretto com'è a fare i conti della serva.
 
E la politica - quella che non mette le mani nelle tasche degli italiani - imbastisce una manovra finanziaria che scarica tutto il peso della crisi sulle spalle dei più deboli e di quello che una volta era detto ceto medio, salvaguardando gli interessi delle cricche, delle caste e dei soliti noti. E, come se non bastasse, tra le pieghe della stessa nasconde un codicillo con cui il padrone di Mediaset sospende per sè e per quanti gli somigliano, l’esecutività del risarcimento - prevista per legge dopo l'appello -, rinviandola alla decisione finale della Cassazione.

La norma salva Fininvest, in sostanza, aggiungendo un comma all’articolo 283 e modificando, in parte, l’articolo 373, sospende per l'azienda del Caimano il salasso economico derivante dalla possibile condanna in appello (prevista il 9 luglio) per il lodo Mondadori. 
La norma sarebbe stata pensata dal premier con il guardasigilli Alfano e il deputato e avvocato del premier Niccolò Ghedini. "L'hanno cucinata loro - spiegano fonti del ministero dell'Economia - i cuochi sono da rintracciare da quella parte, pur essendo chiaro che non ha alcuna coerenza con l'oggetto del decreto".  A dar credito a questa fonte, l'autore sarebbe il maestro dei Lodi, oggi Segretario del Pdl per acclamazione plebiscitaria. Quello, insomma, che vuole costruire il partito degli onesti.
Adesso pare che la suddetta norma sia scomparsa dalla manovra ma, sono certo, comparirà da qualche altra parte.
Mentre il Paese affonda, essi trovano il tempo e i modi per continuare a governare e legiferare pro domo sua!
Ma siete giunti alla meta, statene certi. Gli Italiani presto vi presenteranno il conto. E sarà salato!
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!
Il Testo della manovra consegnato al Quirinale
La ventesima legge ad personam del premier
Norma pro Fininvest, imbarazzo nel governo

04 luglio 2011

Le teste di ponte di Mediaset dentro la RAI

Nel 2005 erano Clemente Mimun, direttore del TG1 dal 2002 al 2006, tra i fondatori del TG5 che dirige dal 2007; Alessio Gorla, assistente di Berlusconi, dal 2002 dirigente di Rai Fiction, dal 2009 componente del cda Rai; Fabrizio Del Noce, ex giornalista del TG1, dal 2002 al 2009 direttore di Rai1, attualmente direttore di Rai Fiction; Gianfranco Comanducci, ai settori Risorse umane e Acquisti, dal 2009 vicedirettore generale; Deborah Bergamini, ex vicedirettore marketing della Rai. Quello che si scopre dalle intercettazioni è gravissimo. Forse già si sapeva, ma sentire questi funzionari Rai impegnarsi a nascondere per il grande pubblico (che paga il canone) le notizie scomode al capo del governo nonché padrone di Mediaset, fa davvero impressione.

Non solo chi ci governa si è servito dei suoi potentissimi strumenti privati di disinformazione per turlupinare un popolo di minorati - un fatto di un'anomalia impensabile altrove -, ma ha sistemato le sue teste di ponte dentro il servizio pubblico per metterlo totalmente al servizio suo e del suo apparato.
Si spiega così anche la lotta senza quartiere condotta contro le voci ancora libere rimaste nella tv pubblica: l'uscita di Santoro e tutti i tentativi di ridimensionare i Flores, i Fazio, le Gabanelli ecc.
Mentre si svuota la Rai di tutti i programmi che fanno audience, si opera in modo che i reprobi non vengano acquistati da La7 con i ricatti tipici delle peggiori dittature; si favorisce, di converso, la concorrente Mediaset e la struttura di sua pertinenza.




Chi non volesse ancora capire cosa sia il conflitto d'interessi e chi ancora credesse alla favola che un presidente del consiglio, ricco di suo, non possa approfittare del ruolo pubblico per arricchirsi ulteriormente, veda questi video, si legga i passaggi della finanziaria e si faccia un'idea di chi è sempre il beneficiato in questo sistema del c. e di chi viene tartassato in tutti i modi. Capirà anche a chi veramente serva la stretta sulle intercettazioni e di cosa parla quando invoca la privacy.

LA STRUTTURA DELTA IN RAI
Manovra tra 43 e 47 miliardi

Ecco la manovra da 47 miliardi: 1,8 quest'anno
Patrimoniale contro poveri e ceto medio

03 luglio 2011

L'Angiolino vola alto: vuole il partito degli Onesti

"da cielo in terra a miracol mostrare"
Compito immane quello del nuovo segretario del PDL, nominato da Berlusconi e riconfermato con applauso plebiscitario dall'assemblea. Ha volato alto il bell'angiolino, si è allargato fino a dichiarare di voler costruire il partito degli onesti, premiando merito e talento. Anche Papa, in attesa del voto della camera sull'arresto richiesto dalla procura di Napoli, applaude giulivo alla proposta.

Il partito delle cricche sembra pronto al gran salto di qualità: trasformarsi in partito degli onesti! Prima della presentazione del Delfino, anche per rassicurarle le cricche, il capo annuncia le prossime mosse del governo: legge sulle intercettazioni e riforma della giustizia e della Costituzione. Le cose, infatti, che gli Italiani attendono con ansia.

Il partito del'amore, diventato partito del bordello e di bande, una contro l'altra armata, sotto la guida dell'Alfano diventerà partito dei giovani e degli onesti per la felicità dei Papa, dei Cosentino, dei Verdini, degli Scaiola e dello stesso padre fondatore. 
Una spericolata inversione a U che può funzionare più come annunciato proposito che come reale progetto.
D'altra parte, tutta la messinscena, la stessa cerimonia di investitura dall'alto, l'applauso confermativo con una sola voce dissonante - che appariva parte integrante del copione - mostravano tutta la debolezza dell'evento mediatico e anticipavano tutte le difficoltà per l'Angiolino nell'ipotesi che volesse davvero tentare di ristrutturare il partito padronale in totale autonomia.

Auguri, comunque, per la ventata d'aria nuova introdotta in un ambiente asfittico e melmoso. Chissà come reagirà alla cura un partito costruito ad immagine di un padre-padrone ancora operativo! Se ci sarà una cura!

30 giugno 2011

Ben venga il referendum contro la porcata calderoliana

Da questo parlamento, da questa maggioranza e dall'attuale governo non possiamo aspettarci più nulla di buono. Ma prima di mandarli definitivamente a casa, è bene che il popolo sovrano cancelli con il referendum la legge porcata che, oltre a dare un premio di maggioranza ad una minoranza espressa col voto, toglie ai cittadini elettori il diritto di indicare le loro preferenze in liste bloccate. Gli eletti dipendono esclusivamente da chi li ha nominati e si considerano totalmente svincolati dal corpo elettorale.
Quello che è successo in questa legislatura e il vergognoso cambio di casacca di molti parlamentari sono anche frutto dell'attuale sistema elettorale.

Esiste nel nostro ordinamento una legge elettorale maggioritaria talmente sconcia che è stata battezzata ‘porcellum’. A proporre un’altra consultazione dopo il successo dei quesiti su acqua, nucleare e legittimo impedimento è Enrico De Mita, professore emerito di Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, che ha lanciato l’appello dalla prima pagina del Sole 24 Ore. Un parere autorevole che si unisce alle voci che in Rete e nella società civile chiedono l’abrogazione della legge elettorale.

L’iniziativa principale è Io Firmo. Riprendiamoci il voto promossa dall’ex senatore Ds Stefano Passigli, del Comitato per il Referendum sulla legge elettorale, che evidenzia i quattro principali difetti del Porcellum: le liste bloccate, il premio di maggioranza, le deroghe alla soglia di sbarramento e l’obbligo di indicazione del candidato premier.

Da settimane Valigia blu e Libertà e Giustizia hanno lanciato l'appello permanente Ridateci la nostra democrazia, per cambiare la legge elettorale. I promotori hanno inviato un messaggio anche a Giorgio Napolitano.

Forse è il momento che il POPOLO SOVRANO si riprenda i propri diritti conculcati impegnandosi nella raccolta delle firme per abrogare il PORCELLUM.

I miei post precedenti sull'argomento:
FIRMA L'APPELLO DI LeG
LEGGE ELETTORALE 'PORCATA'? CAMBIAMOLA!

24 giugno 2011

"Quest'uomo e la cricca di cui s'è circondato hanno trasformato il Paese in un bordello"


Questo è il commento di Corrado Augias ad una lettera pubblicata su la Repubblica di oggi a proposito di Bisignani e intercettazioni. Condivido totalmente sia la lettera che il commento, e quest'ultimo ho il piacere di ripubblicare.


Questa lettera era arrivata quattro giorni fa, talmente giusta l'intuizione che se ne sono subito accorti anche nel PDL: le intercettazioni sono una delle poche vere armi di cui la magistratura disponga in un Paese dove, come sostiene l'accusa, può esistere  ai massimi livelli  "un'associazione per delinquere organizzata e mantenuta in vita allo scopo di commettere un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione". Anche la reazione immediata è stata semplice: bloccare tutto. Nessuno deve sapere che l'astuto Bisignani teme che Berlusconi possa cadere e andare a processo e  "con le regole normali, lo condannano sicuro, finisce la festa per tuttii". Ogni volta che escono verbali d'intercettazione si capisce meglio perché il presidente del Consiglio li tema. Non è la privatezza dei cittadini a preoccuparlo, figurarsi! Un uomo che ha trafficato, insieme a suo fratello, con verbali illecitamente sottratti.
È che l'uomo è circondato da lestofanti, gente rotta a tutto, pregiudicati che continuano a frequentare gli uffici del governo, il suo domicilio pubblico e semi-privato. Che vergogna vedere gente di questa risma frequentare la presidenza del Consiglio dei ministri come se fosse casa sua. Quest'uomo e la cricca di cui s'è circondato hanno trasformato il Paese in un bordello, in senso proprio e nel senso dantescamente figurato. Per questo si vorrebbe impedire in ogni modo che la verità finisca sui giornali. Esattamente per le stesse ragioni è bene che gli italiani che nulla hanno da nascondere continuino a battersi. Per sapere. In uno dei suoi non rari slanci di autocompiacimento, l'astuto Bisignani ha detto  "assumere informazioni è il primo passo del potere".  Di quel  "potere" vorremmo poter usufruire anche noi. (Corrado Augias)

23 giugno 2011

La barca alla deriva riuscirà a galleggiare fino alla primavera del 2013?

Bossi chede l'uscita dall'impegno militare in Libia e l'allontanamento dei profughi, la riduzione delle tasse e i ministeri al Nord; il Presidente Napolitano è determinato a far rispettare gli impegni internazionali con l'ONU e con le potenze europee; il ministro delle Finanze vuole mantenere fede all'impegno con l'Europa per il rientro dal debito entro il 2014, un impegno gravoso di finanza pubblica che non consente l'alleggerimento delle imposte; tutta l'opposizione e una parte della maggioranza, capeggiata da Alemanno e Polverini, fanno pernacchie ai ministeri al Nord con cui la Lega intende camuffare i suoi fallimenti.
I risultati delle amministrative e dei referendum hanno dimostrato platealmente la distanza esistente tra il paese reale e chi lo governa. Berlusconi continua a parlare da 17 anni di riforme, non attuate in tempi di vacche grasse, meno che mai realizzabili oggi, con questi chiari di luna e con una maggioranza raccogliticcia in parlamento, oltretutto dilaniata da profonde divergenze politiche, risultato di interessi diversificati e difficilmente componibili. L'unico collante che li tiene ancora assieme è quello del controllo del potere attraverso l'attività di consorterie che gestiscono affari più o meno loschi e speculazioni all'ombra delle istituzioni.
Gli Italiani, invece, in questa primavera appassionante, hanno voltato decisamente pagina e attendono di potere assestare, prima possibile, il colpo finale al governo del fare, che ha saputo fare soltanto chiacchiere per gli allocchi e salvaguardia di interessi privati e settoriali.
E tuttavia, nella situazione allarmante, sia sul piano sociale che su quello economico, intendono galleggiare fino al 2013, incuranti delle condizioni disastrose in cui lasceranno  il Paese. Se avessero un briciolo di senso di responsabilità, uscirebbero dalla torre che cade in pezzi e proporrebbero un governo di salute pubblica nell'interesse dell'Italia;  o, in alternativa, porterebbero alle elezioni anticipate lasciando al popolo sovrano di decidere del suo futuro.
Ma da gente che ha occupato le istituzioni, spinta esclusivamente da privatissimi interessi, non ci si può aspettare un tale soprassalto di dignità e generosità. Tireranno a campare finché la barca non affonda.
 
Deve essere in un cul de sac per ricercare un faccia a faccia con Di Pietro, il leader dell'opposizione senza se e senza ma! 
Sarebbe interessante sapere cosa si siano detti!

19 giugno 2011

A Pontida la Lega non stacca la spina. Mica scema!


Sembrava davvero ammosciato lo spadone di Alberto da Giussano, a giudicare almeno dalle parole strascicate del Senatur. In un passaggio del suo discorso, il Capo ha detto che parlare è facile, fare è più difficile. Ad un comune ascoltatore restava, tuttavia, difficile capire il senso di un discorso disarticolato e incerto. Il senatur, in sostanza, ha chiesto un fisco più leggero -  anche se si rende conto delle difficoltà finanziarie dello Stato - da attuare grazie al risparmio derivante dall'uscita dalla guerra in Libia e dal taglio della spesa pubblica. Continua a chiedere il trasferimento di quattro ministeri in padania, per il quale avvierà la raccolta delle firme, seguita dalla raccolta-contro capeggiata dai romanisti Polverini e Alemanno. Sembra accontentarsi, infine, di tre o quattro piccoli interventi a favore del popolo del nord.
La base della Lega sembrava, però, più di lotta che di governo, se punteggiava l'intervento di Bossi con cori continui a base di se-ce-ssio-ne! se-ce-ssio-ne! se-ce-ssio-ne! 
 È intervenuto poi  il moderato Maroni che, democristianamente, si è attribuito il merito di tutto il buono prodotto dal governo e, da perfetto ministro degli interni della Repubblica italiana, ha chiuso con le parole d'ordine: Padania libera e indipendente! 

La manfrina, dunque, continuerà con la Lega di governo che batte la Lega di lotta per 1/0.

E il conto lo paghiamo noi, i soliti noti, a qualsiasi latitudine apparteniamo!

18 giugno 2011

Quando un regime dà gli ultimi rantoli. Perché anche i regimi tirano le cuoia!

Mi chiedo spesso quali effetti produrrà nella sua rovinosa caduta questo regime ormai agli sgoccioli. Come si adatterà il sultano di Arcore a vivere lontano dal potere che ha gestito per quasi un ventennio; dove trascorrerà, e con chi, il crepuscolo della sua esistenza. Che ne sarà degli uomini e delle donne che gli hanno tenuto bordone in politica, negli affari e nell'informazione. Sarei curioso di sapere che ne sarà di Fede, di Vespa, di Minzolini, di Cicchitto, di Gasparri, di Alfano, di Verdini, di Brambilla, di Santanchè, di Stracquadanio, di Brunetta, di Bisignani, di ...!
E le sue aziende, che fine faranno? E le sue donne, troveranno un nuovo e diverso finanziatore? 
E quelli che hanno cantato e cantano ancora meno male che Silvio c'è, come cambieranno il testo della loro canzone? E quelli che lo hanno proposto al Nobel per la pace, a quale personaggio rivolgeranno la loro attenzione per la stessa onorificenza? 
È proprio un mondo di cartapesta che si sgretola, lasciando tanti orfani in carne ed ossa che non riusciranno facilmente a darsi pace.
E poi mi piacerebbe immaginare come reagiranno, nel momento fatidico, i milioni di italiani e italiane che hanno riempito le piazze, che hanno esultato per l'esito delle amministrative, dei ballottaggi, dei referendum.  
Tutta una generazione di giovani è vissuta sotto questo regime che sembrava necessario e ineluttabile. Il vaccino - per usare un'espressione del compianto Montanelli - si è tramutato in una cura da cavallo che ha quasi stremato l'intossicato! 
E dire che sarebbe bastato, all'inizio, far valere il principio che impediva, e impedisce tuttora, a un grande concessionario dello Stato di sedere in parlamento, per evitarci tante offese alla nostra democrazia e tanti danni al nostro Paese!

Adesso rimarrà agli storici l'onere di ricostruire le vicende di questi anni e a qualche pignolo curatore di memorie e biografie, quello di raccogliere tutte le panzane extragalattiche e le volgarità da postribolo; le promesse mirabolanti e le marce indietro; le affermazioni sperticate e le frettolose ritrattazioni invereconde; le aggressioni verbali e non, da parte dei centurioni del regime, a tutti i nemici veri o presunti;  tutte le porcate, insomma, che sono state dette, fatte e scritte, perché possano rimanere ai posteri come memoria di un'epoca che non avremmo voluto vivere. 

16 giugno 2011

Se Brunetta è un ministro, io sono Santa Giovanna D'Arco


Alle sue uscite credevamo di essere già abituati; e alla sua sgradevolezza pure. Ma questa volta ha perso decisamente il controllo definendo i precari che volevano interloquire con lui, l’Italia peggiore. Nel video che pubblica successivamente in yutube, rincara la dose e definisce i giovani che lo avevano contestato   signori un po’ attempati che non hanno niente da fare che organizzare agguati. Con giornali compiacenti, pieni di precari
D'altra parte, l'emerito Stracquadanio, per spiegare l'esito del referendum e la contestazione al ministro Brunetta si esprime così: Per forza noi non vinciamo su Internet. Loro hanno un esercito di impiegati pubblici che dalle due alle dieci di sera stanno a casa e non hanno un cazzo da fare, è ovvio che hanno il tempo di montare un casino sulla Rete.



Dell'on. ministro Brunetta gustatevi queste altre chicche: 
A sinistra sono tutti dei poveretti, la superiorità dei dirigenti del centrodestra è indiscutibile.
Volevo vincere il premio Nobel, lo avrei vinto, ma ho scelto la politica. 
Questa élite di merda! La sinistra per male vada a morire ammazzaa!
Ovvio: le donne uscivano dall’ufficio per fare la spesa e poi tornavano furtivamente.
Non posso camminare per strada senza che mi dicano: ‘Ministro vada avanti!’

Io lo apprezzo soltanto nelle impareggiabili imitazioni di Crozza delle quali fornisco sotto un esempio.



A chi pensasse di presentare una mozione di sfiducia individuale nei confronti dell'on. ministro, io dico che non serve; sarebbe come considerare all'altezza della situazione tanti altri ministri e personalità di questo governo, a partire dall'uomo di Stato che li ha scelti e nominati. 
Occorre, invece, avere nervi saldi e continuare a denunciare le loro malefatte. Saranno in grado di affossarsi da soli e tutti insieme.

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