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di EZIO MAURO
da La Stampa
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Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini. (Giovanni Falcone)
Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.
| "Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa") |
Oggi, 19 settembre 2009, avrebbe dovuto aver luogo la grande manifestazione di Roma per la libertà dell’informazione, indetta dalla Federazione della Stampa; manifestazione che è stata opportunamente rinviata al giorno 3 ottobre prossimo in seguito al grave attentato a Kabul in cui 6 parà della Folgore sono morti e altri soldati feriti, oltre a 15 vittime tra i civili afghani, a cui si aggiungono altri 55 feriti.
L'occasione è buona, però, per uscire dal solito bla bla bla del giorno dopo e riflettere sulle innumerevoli morti in missioni di pace fornendo un elenco (che, ahimè, è destinato ad allungarsi) dei militari italiani caduti nelle cosiddette missioni di pace dal 1950 ad oggi.
Proviamo a immaginare a chi pensasse il piccolo cesare quando ha usato questa espressione - "siamo circondati nella politica, nella stampa e, ahimè, nella televisione da troppi farabutti"; sicuramente non a Feltri, Belpietro, Minzolini, Vespa e Fede (solo per citare i primi che mi vengono in mente); questi sono fior di professionisti che svolgono il loro mestiere con onestà, scrupolo e coscienza, e poi in perfetta "corrispondenza d'amorosi sensi" con il suo punto di vista. Non è pensabile che siano loro i delinquenti e farabutti. Allora potrebbero essere Fazio, Gabanelli, Santoro, Floris, Mauro, De Gregorio, (per fare altri nomi); anche questi mi sembrano professionisti all'altezza, peccato che il loro punto di vista spesso non coincida con quello del piccolo cesare e, pertanto, ognuno a suo modo, ha il coraggio di criticarlo e di chiedergli conto del suo operato. Sarà questa la loro colpa?
Mentre Obama affronta decisamente la crisi con una vera politica di riforme che introdurrà la sanità pubblica, che ridisegna il capitalismo americano, che aumenta le tasse per coloro che denunciano più di 250mila dollari all'anno, con una politica estera improntata all'exit-strategy dalle guerre prodotte dal suo predecessore e una fase di distensione nei rapporti internazionali, in Italia un piccolo uomo, che affoga se stesso e il paese in un conflitto d'interessi mai visto, vuole farci dimenticare i problemi reali della crisi che passano in secondo piano rispetto al suo bisogno ossessivo di riconoscimenti e di affermazione.
Assisteremo, dunque, (non so quanti avranno la forza e il masochismo di reggerlo) alla farsa incredibile del presidente del consiglio "migliore, di gran lunga degli ultimi 150 anni" che, consegnando le chiavi ai pochi fortunati, si prenderà i meriti del fatto e del non fatto e vanterà le sue mirabilia urbi et orbi.
Siamo alle solite. Martedì 15 era in programma la prima puntata di Ballarò che salta per consentire al premier di fare il suo show da Vespa per l'assegnazione delle prime case a L'Aquila. La ragione che non viene detta è quella di avere la massima audience sul 1° canale della RAI non oscurata dal programma di approfondimento concorrente. Ricordiamo ancora alla Direzione RAI che anche i teleutenti che seguono Ballarò pagano il canone
Il suo egotismo sfrenato è proprio inguaribile se riesce a dichiarare senza arrossire, fra le risate degli astanti increduli, di essere il miglior presidente del consiglio italiano dall'Unità d'Italia ad oggi. (Conferenza stampa con Zapatero a La Maddalena).
Ieri, nel suo intervento alla scuola di formazione del PDL, Fini si è tolto molti sassolini dalla scarpa in modo netto e fiero; il CSM lo ha richiamato alle sue responsabilità istituzionali anche nell'uso delle parole.
Li immaginate quello dei "bingo bongo" e quello della maglietta blasfema in missione diplomatica in Vaticano?

E siamo in tanti, molti di più di quanti vossignoria possa immaginare!


L'Italia si prepara ad un autunno difficile con decine di migliaia di lavoratori al lastrico, con centinaia di aziende chiuse, con migliaia di insegnanti e pubblici dipendenti che perdono il posto di lavoro, con una crescente difficoltà per i più giovani di entrare nel circuito produttivo, con le famiglie oberate dai debiti e da difficoltà crescenti a far quadrare il bilancio, e nella TV e sui giornali si parla, invece, dell'insegnamento dei dialetti e delle culture locali nelle scuole, dell'opportunità di aggiungere il vessillo regionale alla bandiera nazionale, dei sondaggi sul livello del consenso al premier e al suo governo, delle sparate gigantesche di un uomo che dichiara spudoratamente "non solo non sono malato ma sono superman".