Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini. (Giovanni Falcone)
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Benvenuto nel mio blog
Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.
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18 marzo 2009
Camilleri è sempre straordinariamente lucido
Equiparare l'età pensionabile fra uomo e donna?

par-time. Poi faremo in modo di accontentare l'imprenditore Brunetta "datore di lavoro" di 3.500.000 dipendenti (Verebbe da fare una pernacchia a questo .... che non riesce a considerarsi lui un dipendente al nostro servizio). Lo farebbe per adeguare la legislazione italiana alle direttive europee? Quanta ipocrisia in questa motivazione! Dovrebbe spiegarci, prima, come mai le direttive Europee debbano funzionare quando colpiscono diritti acquisiti dei lavoratori e mai quando colpiscono il "padrone delle ferriere" come nel caso della rinuncia a rete 4, sancita da diversi interventi della Corte Costituzionale e da una direttiva europea. Sepolta finalmente la povera Eluana
Quanta violenza sul povero corpo di Eluana!
Chiunque, comunque la pensi, sente chiaramente che c’è un accanimento politico sconsiderato e strumentale nel voler cancellare per decreto quanto la magistratura in più gradi di giudizio, fino all’ultimo livello, ha deciso, in assenza di una legge in proposito invocata da anni e mai approvata.
Quando poi ci si accorge dalle chiare parole del premier che l’oggetto del conflitto non riguarda tanto la vita o la morte di una giovane sfortunata, ma il bisogno irreprimibile di questo governo di umiliare la magistratura, di demolire il ruolo di controllo attribuito dalla Costituzione al Presidente della Repubblica relativamente alla decretazione d’urgenza; la frenesia di questo personaggio sempre intento a strappare le regole democratiche per agire sciolto da ogni vincolo e da ogni garanzia democratica, al punto da dichiarare che cambierà la Cosituzione; allora il quadro dovrebbe apparire fosco anche a quanti in buona fede lo hanno seguito.
Si può accettare la posizione della Chiesa quando indica ai suoi fedeli il corretto atteggiamento etico di fronte alla vita e alla morte; anche se le posizioni assunte in questo caso sembrano contraddire in modo plateale l’articolo 2278 del suo Catechismo che recita “L'interruzione di procedure mediche sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Le decisioni vanno prese dal paziente o da coloro che ne hanno legalmente il diritto”. 
Ma quando a rinunciare ad una posizione laica ed equilibrata è il governo di uno Stato democratico, con una supina adesione alle posizioni intransigenti di una istituzione religiosa e una forzatura intollerabile rispetto agli altri poteri istituzionali, allora rischia di venir meno il principio delle garanzie e della divisione dei poteri e i cittadini hanno serio motivo di allarmarsi.
Questo che mostra di preoccuparsi della sorte di Eluana è lo stesso governo che criminalizza gli immigrati irregolari, li tratta come bestie e chiede ai medici che li hanno in cura di denunciarli!
Un ricordo di Danilo Dolci
Di Danilo Dolci, grande e bella figura della seconda metà del ‘900, ho un chiaro ricordo per aver frequentato il suo Centro Studi nella Menfi dei mesi che seguirono il terremoto del ’68. Era un omone alto e corpulento, con un vocione corrispondente alla stazza, ma straordinariamente amabile e disponibile. Era circondato da giovani e meno giovani, molti provenienti da paesi stranieri, tutti impegnati a dare vita alla sua utopia di sviluppo socio-economico e culturale. Erano riconoscibili, in un paese contadino come il mio, gravemente danneggiato dal sisma, per il loro modo casual ma non trasandato di vestire, i più giovani anche dai capelli lunghi e dalle barbette incolte da intellettuali. Erano venuti nella convinzione di fare uscire dall’isolamento i piccoli e poveri centri contadini della Valle del Belice (costruiti in pietra, tufo e fango) ai quali il terremoto aveva assestato un colpo mortale, proponendo la realizzazione di un polo aggregato che doveva sorgere lungo un asse attrezzato facente perno sulla strada veloce Palermo – Mazara del Vallo. Nel centro avevano istituito un servizio di doposcuola e dei corsi di lingue straniere discretamente frequentati. Ricordo il convegno indetto a Menfi per la presentazione del Piano di Sviluppo della Valle del Belice. In teoria risultava convincente anche se i più anziani rimanevano legati ad una visione tradizionale del paese che volevano ricostruire in loco senza contaminazioni con i centri vicini. C’è da dire che Menfi era stato meno colpito rispetto al centri vicini, godeva di un’economia agricola in fase di sviluppo in seguito alla realizzazione di un sistema irriguo che sfruttava l’acqua proveniente dalla diga sul lago Arancio, aveva un tratto di costa suscettibile di sviluppo turistico; queste erano tutte buone ragioni per giustificare i dubbi che sorgevano rispetto alle idee proposte dal Dolci e dai suoi tecnici e collaboratori. Ma i maggiorenti del paese, per lo più legati alla vecchia DC, vedevano Danilo Dolci come il diavolo, i loro giudizi erano privi di razionalità e immotivati, temevano di perdere il controllo sociale sulla popolazione; temevano soprattutto l’emancipazione culturale prodotta dalla comunicazione fra persone alla pari su cui il progetto di Danilo Dolci era basato. Per questo fecero fallire in malo modo quel convegno e tentarono di mettere in cattiva luce il Centro Studi e Iniziative in quanti lo
frequentavano.In seguito a quelle iniziative, tuttavia, si costituì a Menfi una società di piccoli viticoltori che diede vita ad una seconda Cantina Sociale in concorrenza con la “Settesoli”. Successivamente questa struttura, in difficoltà finanziarie e gestionali, fu assorbita nella cooperativa Settesoli.
Oggi è ancora attivo in Sicilia il Centro Studi e Iniziative di Partinico e l’eredità del grande sociologo non è del tutto scomparsa. Rimangono le sue opere e una ventata di cambiamento e di rinnovamento che lambisce ancora i centri toccati dalla sua utopia.
A chi volesse approfondire l'argomento, consiglio di collegarsi al Centro per lo Sviluppo Creativo "Danilo Dolci"; chi volesse consultare una ricca bibliografia di opere di o su Danilo Dolci vada a Danilo Dolci nell'Accademia del Villaggio Globale; infine per un esempio di applicazione didattica del pensiero del Nostro, consiglio Il Laboratorio
In conclusione, un caro saluto e un grazie a Maurizio Ambria , assiduo lettore e sostenitore del mio blog, che mi ha dato l'idea di ricordare Danilo Dolci.
L'Italia e il mondo
Sulla trasmissione dell’ultima puntata di Anno Zero, dedicata alla guerra dei bambini nella Striscia di Gaza, si è sollevata la prevedibile e attesa canèa cui l’improvvido intervento di Lucia Annunziata ha dato la stura. Presidente del Consiglio in testa, membri del Governo, Presidente della Camera dei deputati, tutti in coro a chiedere interventi disciplinari, bla bla bla, e dagli all’untore!
Non un sospiro da parte di questi signori sul nascondimento dei fatti e della verità operato da programmi più o meno qualificati di TV private e pubbliche; non un cenno, non una presa di distanza dall’inqualificabile atto di un Ministro della Repubblica che, in spregio ad un Decreto esecutivo della Magistratura italiana, spregiudicatamente agisce in modo tale da vanificarlo e, ad oggi, ottiene lo scopo.
Che dire dunque quando giustizia e verità non sono più considerati valori assoluti, da perseguire sempre e comunque, ma strumenti parziali atti al raggiungimento di uno scopo partigiano, talvolta illecito e incoffessabile?
La mia risposta è sempre la stessa:
- Occorre pensare con la propria testa superando le posizioni preconcette;
- Occorre informarsi sempre cercando tutte le fonti che possano aiutarci a formarci un’opinione;
- Occorre non fermarsi alle fonti più facilmente disponibili, quelle che ci vengono offerte gratis, in “spot” vergognosamente martellanti e miranti a offrirci una verità preconfezionata;
- Occorre essere sempre vigili e non accontentarsi dei facili giudizi e dell’opinione corrente;
- Occore, ancora, come cittadini, denunciare gli abusi e richiedere accesso ad un’informazione libera e plutale.
Per gli argomenti trattati, vedi:
dal blog di Dario FoMandela: Lettera sull'Apartheid in Israele
da L'Unità
Il nostro premier ha detto che non va alla cerimonia d’insediamento perché egli è un protagonista, non una comparsa. La battuta, che ci poteva risparmiare come quell’altra sull’abbronzatura, rivela tutta la sua meschina piccineria: se non è al centro dell’attenzione, nella sua Italietta ormai a sua misura, tra i suoi tromboni e servi sciocchi, si sente nessuno.
L’altra Italia cui mi onoro di appartenere per formazione e per cultura è nauseata del suo protagonismo da barzelletta, perciò non soffre per la sua assenza alla cerimonia di cui sopra; comprende benissimo, ma non rinuncia a sperare in Obama mentre attende che arrivi anche per noi la svolta che meritiamo.
Fatti Processare!
14 marzo 2009
Rosario Loria, siciliano doc, scrittore autodidatta


Frequentavo le elementari, forse la quinta, quando il mio Maestro Vito Corte mi annunciò che un’equipe di Dottori in Lettere, a Palermo, stava tentando di fare un Vocabolario Siciliano. E a lui era stata richiesta una gratuita collaborazione, che aveva accettato. Poco tempo dopo seppimo che il tentativo dei Dottori in Lettere, a Palermo, si era arenato. L’Opera, nonostante gli sforzi, annegò in un lago di diatribe tra collaboratori, che si accapigliavano per stabilire il significato e la traduzione di un singolo termine. Pur attratto da tutto questo, ero un bambino, e non capivo le ragioni della contesa. Ma la chiave di volta l’ebbi a casa mia. Notavo che i mietitori di Castelvetrano e quelli di Alcamo, durante la mietitura, chiamavano il secchio, cioè, quello che per me era un comune “catu”, con nomi diversi. Il primo, lo chiamava “lu càddu”, il secondo, lo chimava “lu sicchiu”. Gli abitanti di tre paesi vicini, Alcamo, Castelvetrano e Poggioreale, nominavano lo stesso contenitore con tre nomi diversi, cui si accompagnava la scompaginazione di una fonetica oscillante retta da accenti, toni e smorfie contrapposti, con un‘evidente innegabile eredità dell’ammccàta e del registro ‘francesi’."
05 marzo 2009
La GROTTA AZZURRA E IL SATIRO DANZANTE, di Evelina Maffey
In occasione dell’8 marzo, festa della donna, nell’auditorium San Francesco di Sciacca alle ore 17 sarà presentata l’opera poetica “LA GROTTA AZZURRA E IL SATIRO DANZANTE” di Evelina Maffey."i versi della poesia si riferiscono ad uno stato mentale che è condizione dell'essere, ovvero il guardare al passato come un momento felice che non ritornerà più. Quando filtriamo il passato con la memoria, esso diventa un mito." Evelina Maffey
Punte di eccellenza in Sicilia

Oggi voglio pubblicizzare due eventi che mi stanno particolarmente a cuore:
il COLBAC DAY , una presentazione degli ultimi gommoni e barche da diporto, prodotti dalla ColbacMarine, giovane ma attiva società siciliana, all'avanguardia nella produzione di piccole e medie imbarcazioni da diporto che merita una visita da quanti sono interessati al settore. Ottimo il rapporto qualità - prezzo.
la produzione di copie d'autore di Calogero Marino, un artista autodidatta con 40 anni di esperienza nella riproduzione delle grandi opere degli impressionisti francesi. Il suo non è mestiere ma autentica passione coltivata come una sfida, come ricerca volta alla perfezione e alla scoperta del segreto nascosto nelle pennellate dei grandi pittori vissuto a cavallo tra l'800 e il primo '900. Chi fosse interessato alla sua produzione può inviarmi un' e-mail ed io favorirò il contatto con l'artista.
31 gennaio 2009
Un ricordo di Danilo Dolci
Di Danilo Dolci, grande e bella figura della seconda metà del ‘900, ho un chiaro ricordo per aver frequentato il suo Centro Studi nella Menfi dei mesi che seguirono il terremoto del ’68. Era un omone alto e corpulento, con un vocione corrispondente alla stazza, ma straordinariamente amabile e disponibile. Era circondato da giovani e meno giovani, molti provenienti da paesi stranieri, tutti impegnati a dare vita alla sua utopia di sviluppo socio-economico e culturale. Erano riconoscibili, in un paese contadino come il mio, gravemente danneggiato dal sisma, per il loro modo casual ma non trasandato di vestire, i più giovani anche dai capelli lunghi e dalle barbette incolte da intellettuali. Erano venuti nella convinzione di fare uscire dall’isolamento i piccoli e poveri centri contadini della Valle del Belice (costruiti in pietra, tufo e fango) ai quali il terremoto aveva assestato un colpo mortale, proponendo la realizzazione di un polo aggregato che doveva sorgere lungo un asse attrezzato facente perno sulla strada veloce Palermo – Mazara del Vallo. Nel centro avevano istituito un servizio di doposcuola e dei corsi di lingue straniere discretamente frequentati. Ricordo il convegno indetto a Menfi per la presentazione del Piano di Sviluppo della Valle del Belice. In teoria risultava convincente anche se i più anziani rimanevano legati ad una visione tradizionale del paese che volevano ricostruire in loco senza contaminazioni con i centri vicini. C’è da dire che Menfi era stato meno colpito rispetto al centri vicini, godeva di un’economia agricola in fase di sviluppo in seguito alla realizzazione di un sistema irriguo che sfruttava l’acqua proveniente dalla diga sul lago Arancio, aveva un tratto di costa suscettibile di sviluppo turistico; queste erano tutte buone ragioni per giustificare i dubbi che sorgevano rispetto alle idee proposte dal Dolci e dai suoi tecnici e collaboratori. Ma i maggiorenti del paese, per lo più legati alla vecchia DC, vedevano Danilo Dolci come il diavolo, i loro giudizi erano privi di razionalità e immotivati, temevano di perdere il controllo sociale sulla popolazione; temevano soprattutto l’emancipazione culturale prodotta dalla comunicazione fra persone alla pari su cui il progetto di Danilo Dolci era basato. Per questo fecero fallire in malo modo quel convegno e tentarono di mettere in cattiva luce il Centro Studi e Iniziative in quanti lo
frequentavano.In seguito a quelle iniziative, tuttavia, si costituì a Menfi una società di piccoli viticoltori che diede vita ad una seconda Cantina Sociale in concorrenza con la “Settesoli”. Successivamente questa struttura, in difficoltà finanziarie e gestionali, fu assorbita nella cooperativa Settesoli.
Oggi è ancora attivo in Sicilia il Centro Studi e Iniziative di Partinico e l’eredità del grande sociologo non è del tutto scomparsa. Rimangono le sue opere e una ventata di cambiamento e di rinnovamento che lambisce ancora i centri toccati dalla sua utopia.
A chi volesse approfondire l'argomento, consiglio di collegarsi al Centro per lo Sviluppo Creativo "Danilo Dolci"; chi volesse consultare una ricca bibliografia di opere di o su Danilo Dolci vada a Danilo Dolci nell'Accademia del Villaggio Globale; infine per un esempio di applicazione didattica del pensiero del Nostro, consiglio Il Laboratorio
In conclusione, un caro saluto e un grazie a Maurizio Ambria , assiduo lettore e sostenitore del mio blog, che mi ha dato l'idea di ricordare Danilo Dolci.
28 gennaio 2009
Chiedo scusa
- le cattive abitudini degli automobilisti di Sciacca;
- la figura e l'opera di Danilo Dolci.
11 gennaio 2009
Appello contro l’aggressione israeliana a Gaza
Per una più ampia conoscenza del conflitto israelo-palestinese,
consulta Historia Magistra
Vedi tutte le adesioni all'appello e apri i Materiali di discussione
Attendendo un bel dossier di Libero e del Giornale sugli affari del loro bel cavaliere senza macchia e senza paura
a quando un bel dossier sugli affari di Silvio Berlusconi ante e post l'ingresso in politica?
Solo allora (campa cavallo) potranno acquisire ai nostri occhi una qualche credibilità!
Lettera del Direttore di Libero
e risposta di Di pietro
Da leggere tra i 379 commenti nel blog di Antonio di Pietro su Reagire, reagire, reagire "Sfortunato quel popolo che fece di un magnaccia il suo Presidente del Consiglio"
10 gennaio 2009
Anch'io voglio ricordare Fabrizio
Il ricordo di De André in radio e in tv.Dieci anni fa moriva Fabrizio De André, uno dei più grandi cantautori della musica italiana. Scomparso l’11 gennaio 1999, l’artista viene ricordato in tutta Italia con numerose iniziative. Una delle più significative è la mostra che Genova, la sua città natale, gli ha dedicato.
Domenica sera un centinaio di radio trasmetteranno in contemporanea «Amore che vieni amore che vai»
08 gennaio 2009
06 gennaio 2009
Non posso che tornare con sgomento sull’attacco alla Striscia di Gaza
Gaza: 130 bombardamenti nella notte



israeliane contro i contadini palestinesi - uccisioni, demolizioni di fattorie e di aziende agricole, sradicamento di alberi da frutto, invasione di prodotti israeliani sui mercati palestinesi, ecc. - appaiono tutte strategie volte ad affamare la popolazione per costringerla ad abbandonare ciò che resta della Palestina.
04 gennaio 2009
A proposito dell’attacco israeliano nella striscia di Gaza
Gaza, 3 dic. - Ammontano a 750 gli attacchi aero-navali sulla Striscia di Gaza compiuti da Israele negli otto giorni trascorsi dall'inizio dell'operazione 'Piombo Fuso': lo ha riferito un portavoce dell'Esercito dello Stato ebraico, aggiungendo che nello stesso arco di tempo sul territorio israeliano si sono abbattuti circa cinquecento razzi e non meno di tre salve di mortaio. Nel frattempo fonti ospedaliere a Gaza hanno denunciato che il numero dei palestinesi uccisi a causa dei raid è salito come minimo a 435, cui vanno aggiunti 2.285 feriti; tra coloro che hanno perso la vita, in particolare, 75 erano bambini e 21 erano donne. In Israele invece i morti sono stati quattro, di cui tre civili e un soldato, mentre i feriti ammontano a diverse decine. Io mi chiedo come facciano i figli degli Ebrei che hanno subito l’olocausto a rispondere con tanta violenza e disumanità alle provocazioni di Hamas. Come osano colpire in modo tanto sproporzionato siti abitati da civili, producendo morte di bambini, donne e anziani e distruggendo case e futuro? Quali reazioni pensano di produrre se non quella di riaggregare il mondo arabo, anche i governi più lontani dalle posizioni estremiste di Hamas, nella lotta di liberazione? Anche le popolazioni occidentali guardano esterrefatte al massacro che si sta compiendo in quei territori e spingono i loro governanti, per lo più rimasti muti a guardare, perché prendano posizioni chiare e univoche, condannando l’azione militare indiscriminata e attivandosi seriamente nella ricerca di una soluzione equilibrata che porti alla pace. 
Del resto, quella situazione è il prodotto di scelte discutibili fatte alla fine della seconda guerra mondiale dalle potenze vincitrici, e ad esse spetta il compito di intervenire con tutti i mezzi legittimi perché venga assicurata in quei territori martoriati la pacifica convivenza fra i popoli e la garanzia per gli stessi all’autodeterminazione. Occorre, pertanto, ridimensionare urgentemente le reazioni sbagliate, perché sproporzionate, d’Israele e convincere i Palestinesi che una soluzione pacifica è possibile oltre che conveniente.
P.S.: Mi piacerebbe confrontarmi su questo tema con qualche lettore del blog.
03 gennaio 2009
Valle del Belice '68 - Per non dimenticare
02 gennaio 2009
Quando il capocomico del teatrino della politica italiana è in vacanza ...
... in quel di Arcore, nella villa in Sardegna o alle prese col suo lifting o … vattelappesca, e i suoi cerimonieri sono in forzato silenzio, e i giornali non sono costretti a riportare il loro chiacchiericcio velenoso, e le TV di Stato e quelle proprietarie non hanno argomenti recenti dalla malapolitica su cui costruire il loro bla bla bla, la vita di ciascuno di noi sembra riprendere il suo ritmo normale. Succede poche volte nell’anno, giorni contati sulle dita della mano, Natale e Capodanno, Pasqua e
ferragosto e qualche altra occasione speciale in cui si respira un’aria disintossicata da questa droga, ormai insopportabile. La gente ritrova il senso della realtà, delle piccole cose, dell’incontro con gli amici, della riflessione e della lettura ecc.
Ma dura troppo poco, il tempo di un sospiro, e subito riprende il tamtam che conduce tutti dentro la falsa realtà costruita ad arte.
Incredibile come il controllo dei mass-media riesca a condizionare la vita di tutti, anche delle persone che non hanno perso ancora del tutto la capacità critica e il senso della realtà!
Sconvolgente
ne accorgesse. La gente festeggiava il Natale e si accingeva a brindare per il Capodanno e nella casa-tugurio in via Gerobino Pilli, nel degradato quartiere messinese di Camaro, i cadaveri dei due fratelli Giovanni e Francesco Di Giovanni, di 60 e 66 anni, andavano in putrefazione mentre l'altro fratello di 68 anni, Melo, non sembrava accorgersi di nulla. Finchè saranno presenti nel nostro mondo fenomeni come questi e non
avremo sconfitto l'egoismo imperante al livello individuale e sociale, e non avremo bandito la guerra come strumento per la risoluzione dei problemi fra gli Stati, non potremo parlare di civiltà ma di profondo e inaudito degrado. Questo è quello che penso e mi piacerebbe potermi confrontare su questi temi con i miei 4 lettori che si avvicinano al mio blog.
01 gennaio 2009
Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica
Grazie Presidente, con l'auspicio che le forze politiche e il governo sappiano tenerne conto, formulo anche a te, ultimo baluardo di questa nostra democrazia traballante, gli auguri più sentiti di Buon Anno.
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