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31 luglio 2013

Le nostre strade cadono a pezzi

La SS 115 tra Agrigento e Castelvetrano continua a preoccupare le migliaia di automobilisti e autotrasportatori che ogni giorno la percorrono. 

Veramente grave è lo stato di abbandono e degrado del Viadotto del Belice, tra Menfi e Castelvetrano. 
Più volte segnalato da Sindaci, amministratori e cittadini il grave pericolo che incombe su quanti lo attraversano, si direbbe che per mettervi mano si attenda l'ennesimo disastro che, dato lo stato dell'arte, sembra ormai solo un disastro annunciato. 



Il disastro sul viadotto dell'autostrada A16 Napoli-Canosa che ha provocato 38 morti e 10 feriti deve farci riflettere sullo stato di degrado e abbandono delle nostre arterie. 
Mi riferisco principalmente allo stato di ponti e viadotti sulla SS 115 Trapani-Agrigento che inducono l’opinione pubblica a riflettere sulla inadeguatezza della rete stradale siciliana. 

Solo da poco è stato riattivato alla meglio il ponte sul Verdura  il cui crollo aveva prodotto gravi disagi per la circolazione stradale, per la sanità e per l’economia di due province e si presenta il problema sul viadotto Carabollace che, chiuso per intervento della magistratura in seguito a due incidenti mortali, riapre a senso unico alternato. Non è dato sapere quando e come sarà pienamente ripristinato. 

Quello che è veramente grave è lo stato di abbandono e degrado del Viadotto del Belice, tra Menfi e Castelvetrano. Più volte segnalato da Sindaci, amministratori e cittadini il grave pericolo che incombe su quanti lo attraversano, si direbbe che per mettervi mano si attenda l'ennesimo disastro che, dato lo stato dell'arte, sembra ormai solo un disastro annunciato. 
Poi, come avviene ormai da troppo tempo, seguirà il lutto nazionale e l'impegno di politici e funzionari ad affrontare con urgenza il problema.  

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