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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com
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27 novembre 2012

E il Centro? Sta aspettando Godot

Fa impressione vedere ben due formazioni politiche - un raggruppamento unto e bisunto e uno nuovo di zecca con sentore di stantio - che si pongono al centro (di che?) vivendo nell'attesa di Monti-Godot, nella convinzione di poter accrescere con lui le loro modeste fortune. 

Sono divisi e concorrenti perché vorrebbero Godot, ciascuno pe sè. Insieme fanno sì e no il 7-8%, non hanno nulla di serio da proporre se non aspettare che Godot scenda in campo a guidare le loro falangi

Monti-Godot, purtroppo, non è un alieno, è un tecno-politico in carne e ossa. L'abbiamo già visto all'opera e tuttora lo vediamo e viviamo sulla pelle il fallimento della sua politica. L'unica cosa apprezzabile è il suo stile, all'apparenza sobrio e moderato, che non fa rimpiangere chi l'ha preceduto; per il resto ne è solo la copia presentabile. 

Cosa sperano da lui i centristi di un centro che non c'è? La maggioranza degli italiani ne fa volentieri a meno. Si rassegnino e vengano seriamente a proporre un progetto per l'Italia più originale e calato nella realtà. 




Aspettando Godotdi Samuel Beckett

26 novembre 2012

Ieri si è scritta una bella pagina di democrazia


Ieri, grazie alle primarie del PD, si è scritta una bella pagina di democrazia partecipata, con una affluenza ai seggi che ha superato i tre milioni e risultati che sanciscono la necessità del ballottaggio tra Bersani e Renzi. Buona l'affermazione di Vendola i cui voti potrebbero essere decisivi per l'esito finale rinviato a domenica prossima. 


Finalmente il centrosinistra comincia a dettare l'agenda alla politica italiana: sia a Berlusconi con il suo strappo che sottolinea il proprio personale fallimento, sia agli orfani del PDL in frantumi, costretti ad ammirare l'uscita dall'angolo del popolo del centrosinistra e a seguirne ansiosamente le mosse nella costruzione di un'alternativa seria, democratica e credibile alla malapolitica e all'antipolitica messe all'angolo. 

Adesso occorre avere chiari gli obiettivi da perseguire, nel rispetto delle attese irrinunciabili degli italiani sinceramente democratici, e far tesoro di questa riconquistata credibilità per avviare quella fase nuova nella politica italiana che avvii il Paese alla ricostruzione morale, civile, economica, culturale e sociale. 
I guasti sono tanti e non c'è più tempo da perdere in giochi sottobanco e inciuci insopportabili. 

25 novembre 2012

Primarie PD - PDL: telenovela continua

Mentre il popolo di centrosinistra si accinge ad indicare con le primarie il proprio candidato premier, nel campo di centrodestra si consuma l'ultimo, mortale strappo tra il Cavaliere e la dirigenza del suo (ex?) partito con quell' ultimatum ad Angelino: Rifaccio Forza Italia, vieni o resterai solo
Mandando, con ciò, all'aria le primarie del centrodestra e la stessa segreteria Alfano che già sembra in procinto di presentare le sue dimissioni. 


Il padrone del partito torna in campo spiazzando tutti
E già! L'uomo del fare non può lasciare la sua opera incompiuta: chiederà agli italiani il 50+1% dei consensi per cambiare la Costituzione e modellarla alle sue urgenze. 

Una è quella espressa con la sua ultima, demenziale barzelletta: Scusate - ha esordito l'ex premier incontrando i giornalisti davanti a Palazzo Grazioli il 23 novembre - ho un problema. È un problema di famiglia. C'è mio fratello che va dal medico ogni momento perché pensa di essere una gallina e il medico mi ha detto: 'Deve portarlo qui e deve restare in clinica almeno un mese'. E io ho risposto: 'Ma questo è un problema. Come facciamo per le uova?'. 

Oggi, invece, le primarie del centrosinistra con larga partecipazione popolare decreteranno la leadership alla guida del prossimo governo e, speriamo, per il futuro di un'Italia ormai emancipata rispetto all'uomo del monte e a quello del fratello-gallina

24 novembre 2012

Ultimo atto: la disfatta

Alle scialuppe! Si salvi chi può! 

Come fa Alfano a cacciare gli indagati dalle primarie e considerarsi ancora erede e delfino di Berlusconi? 

Hanno ragione le Santanché, gli Sgarbi, i Proto, i Samorì quando affermano che quell'uscita è proprio contro Berlusconi. 
Come farebbe, infatti, il cavaliere, nell'ipotesi che volesse partecipare alle primarie di Alfano, con le pendenze giudiziarie che ha sulle spalle? Per di più già condannato? 


Alla fine rimarranno in corsa solo lui, la Meloni e Cattaneo, il giovane sindaco di Pavia. Mentre i piccoli dinosauri si accaseranno nella formazione del Caimano che rientra in campo con la sua nuova cosa. 

La telenovela non finisce qui! 



23 novembre 2012

Quando finirà questa vergogna?

Ma chi sono questi parlamentari della Repubblica? 

Chi li ha selezionati per quell'incarico di prestigio? 


Non hanno più pudore come io non ho più parole da spendere e mi servo dell’AMACA di Michele Serra su la Repubblica di oggi per dire tutto il mio schifo! 

Forse sperano ancora, i bastardi, che il vecchio padrone non si dimentichi di loro nel giorno del giudizio! 



Nonostante, negli ultimi anni, ci si sia abituati a tutto, si fatica a credere che davvero un gruppo di senatori del Pdl abbia tentato, anzi stia tentando di introdurre un quarto grado di giudizio pur di impedire o almeno ritardare l'esecuzione della sentenza sul Lodo Mondadori. Per quanta faccia tosta e pelo sullo stomaco questi signori abbiano già messo in campo, qui siamo all'ennesimo salto di qualità: il partito de “processo breve”, che per anni ha battuto la grancassa per accorciare i tempi lunghi della giustizia italiana, ora quei tempi vorrebbe stiracchiarli quel tanto che basta per rimettere in tasca al loro padrone mezzo miliardo di euro. Non viene data spiegazione al voltafaccia, né è ritenuto necessario darne alcuna: parla oramai l'evidenza. Volevano accorciare i tempi dei processi quando i processi a Berlusconi erano ancora in corso, per poterli annullare; vogliono allungare i tempi dei processi ora che le sentenze (sfavorevoli) sono state emesse, per poterle invalidare o procrastinare. Di buono c'è che non sentono neppure più il bisogno di giustificarsi raccontando palle sulla “giustizia giusta” e altri inconoscibili scrupoli etico-politici. Ben oltre la faccia tosta, c'è la palmare contentezza di fare apertamente il gioco sporco. Al fischio finale, faranno il gesto dell'ombrello al pubblico.

Il Pdl ci riprova sull’ammazza sentenze 

22 novembre 2012

GLI ORFANI DI BERLUSCONI VOTANO RENZI

Nell'area di centrodestra ci sono molte persone, orfane di Berlusconi di cui a suo tempo si erano infatuate, che adesso sembrano ammaliate da Renzi e dalla sua verbosità smodata. 

Alcuni li conosco di persona: sono professionisti con i quali non riuscivo a scambiare parola quando l'unto del Signore era in auge, sempre pronti a difenderlo e giustificarlo anche di fronte all'evidenza che lo inchiodava alle sue responsabilità; caduto in disgrazia, continuano a sostenerlo attribuendo ai nemici comunisti, alle TV e ai giornali la colpa della sua fine ingloriosa.  

Adesso, non potendo contare più nella resurrezione del loro vecchio idolo, hanno trovato Renzi come campione delle loro rivalse contro il comunismo in agguato. Molti di loro sono in procinto di sottoscrivere l'appello Italia Bene Comune e iscriversi all'albo degli elettori del centrosinistra allo scopo di vedere Renzi uscire vincitore alle primarie dei Fantastici 5. Nell'ipotesi che Renzi non ce la facesse, non si peritano di dire che alle elezioni politiche cercherebbero altre sponde senza vergogna per l'impegno sottoscritto. 

Questa è una riflessione rivolta al popolo autentico di centrosinistra perché vada a votare alle primarie e faccia una scelta oculata; ma, soprattutto, ai responsabili di seggio perché non avallino indecenze del genere. 

21 novembre 2012

Come nei giorni della fiera

...all'approssimarsi della data delle elezioni anche i banchi del mercato elettorale si affollano di nuove e vecchie mercanzie, tutte però in confezioni regalo, cariche di lustrini e ben infiocchettate. C'è il M5S che vuole ripetere il successo di vendita ottenuto alle regionali siciliane; c'è il PD che si dibatte fra la rottamazione renzina e l'usato sicuro di Bersani; c'è il PDL che cerca di evitare di andare in frantumi affidandosi alle primarie di Alfano (sono già 20 i competitors l'un contro l'altro armato); c'è Casini (and company) che, posizionato al centro, come unica proposta e prospettiva opportunistica ha la prosecuzione dell'esperimento Monti; c'è, infine, Luca Cordero di Montezemolo che apre un nuovo banchetto al centro, in concorrenza con Casini, proponendo di andare Verso la (fantomatica) terza repubblica avendo anch'egli come stella polare l'esperienza Monti. 

C'è, nello sfondo, un parlamento agli sgoccioli che non riesce a varare una legge elettorale decente, in grado di facilitare l'espressione della volontà popolare e, in tribuna, un popolo sovrano che non ne può più dei contorsionismi di una classe politica incapace e onnivora che ha portato il Paese nel baratro; per 1/2 deciso a non votare e, per l'altro 1/2, a ricercare il modo più idoneo per mandarli tutti a quel paese. 

A sorridere, sornione, di fronte alla fibrillazione dei politici c'è un presidente del consiglio tecnico che sa che tutto gioca a suo vantaggio, consapevole del fatto che, comunque vadano le elezioni, sarà richiamato in servizio permanente effettivo per proseguire l'opera di risanamento avviata e fornire all'Europa e ai mercati finanziari quelle garanzie che vengono richieste all'Italia. 

L'unica speranza che si può nutrire - e dipende, questo sì, dal nostro voto - è che il nuovo parlamento venga costituito da personalità più degne, consapevoli delle difficoltà in cui ci dibattiamo, con rapporti di forza modificati. 
Per il resto, les jeux sont faits. 

17 novembre 2012

In quest'epoca drammatica di fine impero...

... con i partiti ridotti a cadaveri ambulanti sui quali si riversano gli sputi rabbiosi dei cittadini, anche gli intellettuali e gli opinionisti sembrano aver perso la fiducia - non dico nei partiti - ma nella stessa possibilità di immaginare una politica che sappia riformarsi e riprendere il cammino. 

Nel suo CONTROMANO sul Venerdì di Repubblica di ieri, Curzio Maltese sostiene che la politica è morta e prevede una continuazione dell'esperimento Monti anche dopo le elezioni perché non è credibile, a suo giudizio, che in una fase come questa il Paese possa presentarsi sulla scena internazionale con un governo Bersani o Renzi o Vendola al posto di quello del Professore. La crisi italiana non si capirà fino a quando non si prenderà atto che la professione del politico nel nostro Paese è morta vent’anni fa, sepolta da Tangentopoli

Va addirittura oltre Massimo Cacciari nella sua rubrica Parole nel vuoto su l'Espresso in edicola e scrive una lettera aperta al professor Monti invitandolo caldamente a candidarsi per portare a compimento l'opera di risanamento appena avviata, nella consapevolezza che il Pdl è in stato confusionale e il Pd naviga nel bicchier d’acqua in tempesta delle sue primarie. Crolla perfino Di Pietro! E per forza: Berlusconi e Di Pietro sono stati i due unici prodotti di Tangentopoli. Simul stant, simul cadunt (insieme stanno, insieme cadono). E credo che il motto valga per tutte le forze della sciagurata seconda Repubblica. C’è Grillo, magari al 20 per cento, ma è un po’ arduo presentarlo alla Bundesbank, le pare? 
E avanti, allora, con il Monti politico! 

Cinicamente disfattista può apparire l'analisi di Paolo Flores d'Arcais che nel suo blog sul Fatto Quotidiano annuncia: il 25 novembre alle primarie voterò Matteo Renzi, firmando anche il “giuramento” per il centrosinistra alle elezioni di primavera. Nelle quali invece, hic stantibus rebus, voterò Grillo. Non mi sentirò in contraddizione e meno che mai disonesto. Flores d'Arcais considera pessimo il programma di Renzi e lo stile media-set puro, un “format” di spettacolo replicato in ogni teatro con scenografie, spezzoni di filmati e un caravanserraglio di effetti speciali e battute ad effetto. Perché allora votare questo Berlusconi formato pupo, che per soprammercato vuole turlupinarci parlando (di tanto in tanto) di “sinistra”? Perché la sua vittoria distruggerebbe il Pd, lo manderebbe letteralmente in pezzi, lo disperderebbe come un sacchetto di coriandoli. E in questo modo i milioni di elettori animati da volontà di “giustizia e libertà” e dall’intenzione di realizzare la Costituzione non sarebbero più imbrigliati, congelati, manipolati, usati dalla nomenklatura partitocratica (il Pd, ma anche Idv, Sel e residui rifondazionisti). Una situazione del genere sarebbe rischiosa, ovviamente. Ne potrebbe scaturire un peggio. Ma per Paolo Flores d'Arcais non c'è nulla di peggio di un governo Napolitano-Montibis e non si accorge che a questo porterebbe fatalmente la sua scelta. 

Per Gustavo Zagrebelsky solo la COSTITUZIONE può farci uscire dal pantano, suscitare coraggio, energie, entusiasmo, in un momento di depressione politica come quello che viviamo. In essa possiamo trovare l’ideale d’una società giusta, che meriti che si mettano da parte gli egoismi e i privilegi particolari, che ci renda possibile intravedere una società in cui noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli, si possa vivere in libertà e in giustizia. Ed è sorprendente per Zagrebelsky che non si dia significato – forse perché non se ne ha nemmeno sentore – all’entusiasmo che accoglie, tra i giovani soprattutto, ogni discorso sulla Costituzione, sul suo significato storico e sul valore politico e civile attuale. E conclude sostenendo che il nostro Paese avrebbe bisogno di una STAGIONE COSTITUZIONALE e che chi facesse sua questa parola d’ordine compirebbe un atto che metterebbe in moto fatti, a loro volta produttivi d’idee, anzi d’ideali


Ma c'è ancora tempo - mi chiedo - per rispolverare la nostra bella Costituzione, portata nel fango da tanti, troppi che su essa hanno spergiurato quando hanno scalato le vette del potere e le istituzioni? 
Il sogno di Zagrebelsky mi sembra, purtroppo, fuori tempo massimo perché possa avverarsi. In tempi di dissoluzione di ogni certezza e di disfacimento di ogni valore, sembra avere la meglio la logica del tanto peggio tanto meglio. 


Paolo Flores d'Arcais: Matteo Renzi è pessimo, quindi lo voterò 
Zagrebelsky: I valori della Costituzione per battere i nichilisti e il vuoto della politica
Per una stagione costituzionale, di Gustavo Zagrebelsky

15 novembre 2012

Il Gruppo M5S all'ARS rinuncia ai rimborsi elettorali

Bella lezione di coerenza e di impegno in politica come servizio reso ai cittadini. 

Ho la precisa sensazione che, grazie a questi ragazzi, la Sicilia (e di conseguenza l'Italia tutta) vivrà una fase di cambiamenti epocali. 

Ieri i 15 eletti del M5S all'Assemblea Regionale siciliana hanno formalizzato la rinuncia ai circa 800mila euro, assegnati loro come rimborso elettorale. Rispettiamo così la volontà dei cittadini che nel '93 abrogarono, con un referendum, il finanziamento pubblico ai partiti, poi tornato sotto forma di rimborso per le spese elettorali - ha dichiarato il capogruppo Cancelleri. Intendono, altresì, tagliarsi di circa 3/4 l'indennità spettante ai 90 consiglieri regionali. 

Questi non sono soltanto atti simbolici ma importanti riduzioni di spesa per una regione portata al default dall'irresponsabilità miope delle precedenti amministrazioni. 
Sono atti che saranno percepiti favorevolmente dai cittadini ed esempi efficaci per gli altri gruppi che siedono a Sala d'Ercole. 

14 novembre 2012

ALFANONRIDENS tra Caimani e Dinosauri

Lui contrae la mascella, tira fuori gli occhioni dalle orbite, mostra il labbrone volitivo squadernando l'improbabile traguardare una fase nuova, nel tentativo di accreditarsi quel Quid che il padre-padrone gli nega.  

Certo, non è facile emanciparsi da un padre che ha sempre servito e riverito, fino a partorire il lodo, e ottenere quei riconoscimenti che gli servono per sostituirlo. Lui è stato figlio devoto fino a quando il tiranno era sul trono, ne ha accettato l'investitura, ha sopportato le gelosie dei fratelli, gli è stato al fianco in tutte le sue capricciose giravolte. Ora vorrebbe ereditarne titolo e regno non come dono grazioso elargito per volontà divina ma attraverso una volgare investitura popolare. Questo è troppo, non si può, non è contemplato nella tradizione delle monarchie che si rispettano. 

Così il vecchio e confuso padre-padrone va alla forsennata ricerca di un erede col Quid e lo intravede in un tal Gianpiero Samorì, (totalmente sconosciuto ai più ma non al Caimano e alla sua corte ristretta controllata dal maggiordomo Dell'Utri), e sembra volerlo indicare come suo dinosauro. Il Caimano, dunque, appare disposto a farsi uccidere (metaforicamente) da un Dinosauro ammenoché - come vaticina Libero - non voglia incarnarsi lui stesso nel Dinosauro. 

Al povero segretario Alfano, a questo punto, non rimane altro da fare che indossare i panni di Bruto e andare à la guerre comme à la guerre con gli altri congiurati, nella speranza che possa bastargli. 

Alfano: Traguardare una fase nuova


Berlusconi: Un dinosauro dal cappello


Le ricette di Gianpiero Samorì

13 novembre 2012

Sul confronto per le Primarie del centrosinistra

Più che i Fantastici 5 sembravano cinque scolaretti alle prese con la necessità di condensare le risposte, nel minuto a disposizione, a domande che avrebbero avuto bisogno di maggiore approfondimento. In tale compito la performance di Renzi è sembrata vincente: anche se la lezioncina memorizzata e più volte ripetuta nel suo tour risultava appiccicaticcia. Il più naturale e autentico mi è sembrato Bersani, anche se costretto, nel suo ruolo di segretario di un partito contenitore di posizioni diverse e spesso contrastanti, a non esporsi troppo tra Vendola e Renzi. La Puppato appariva la meno adeguata ad affrontare il grande pubblico e le insidie della diretta; ma ha saputo dignitosamente sostenere le sue convinzioni e tenere testa con garbo al confronto con 4 maschi. Vendola mi è sembrato il più danneggiato a mantenersi nella gabbia stretta dei minuti contati: la sua naturale logorrea ne è uscita un pò mortificata, ma le sue visioni, a tratti poetiche, hanno colto nel segno. Tabacci è apparso come il contabile con le idee chiare e con un organigramma in mente. 

La trasmissione ha mostrato finalmente dei politici che parlano di cose da fare e non si azzannano nei modi sconvenienti e volgari, non più tollerabili, cui siamo stati costretti da anni. 


Ecco tutti i video: 

08 novembre 2012

Alle Primarie del PD voterò LAURA PUPPATO. E TU?

  • perché è una donna onesta, libera, coerente e capace; 
  • perché mi alletta l'idea che possa essere una donna la candidata alla presidenza del consiglio; 
  • perché ho visto cos'ha fatto come sindaco di Montebelluna e come consigliere regionale della Regione Veneto; 
  • perché ho letto il suo programma e mi convince; 
  • perché ho visto alcuni suoi video e mi piace che parli di quello che vuole fare senza  demonizzare i concorrenti; 
  • perché non è una professionista della politica e non fa parte della dirigenza del partito; 
  • perché non sopporto che si possa dire che il voto dato a lei farebbe il gioco di Renzi, di Vendola o di Bersani; 
  • perché mi piace. 





  • Laura Puppato, chi è? 
    LETTERA APERTA agli Italiani di Laura Puppato 
    LE MIE PROPOSTE PER AMARE L’ITALIA di Laura Puppato  
    Primarie Pd, Puppato: Ci sono anch'io 


    Primarie Pd, ecco la donna che sfida Bersani e Renzi 
    Voglio una donna premier: voglio Laura Puppato 
    Laura Puppato, la donna che sfida Bersani, Renzi e Vendola 
    Primarie del centrosinistra: Ecco perché scegliere Laura Puppato 
    La ricetta della "outsider" Puppato: lavoro, equità e green economy   

    07 novembre 2012

    OBAMA TWO

    Vince l'America pulita, solidale, democratica e progressista contro quella gretta, meschina, egoista e reazionaria. 

    Sono le 3.12 e sono ancora speranze ma sono contento! Buona notte. 

    Alle 5.15 il dato è confermato. 

    Chissà se e quando sarà concesso anche a noi di eleggere il Presidente degli USE (Stati Uniti d'Europa)!


    ELEZIONI USA 2012 

    02 novembre 2012

    RAI TV - CANONE E BLACKOUT


    Succedeva già ai tempi dell'analogico, adesso anche col digitale terrestre. 
    Appena scoppia un temporale seguito da un fulmine e da un tuono, ecco che salta la tv. 


    Non tutta per la verità, i canali mediaset resistono, resiste con qualche fermo-immagine anche La7, resistono i nuovi canali, saltano invece tutti i canali RAI, compreso quello di Rainews24. 

    Paradossalmente la tv commerciale resiste mentre quella pubblica che paghiamo col canone, quella che dovrebbe assicurare il servizio pubblico va in blackout, un giorno sì e l'altro quasi. E l'interruzione può durare ore e ore, senza avvisi, senza scuse. 

    Questo succede in Sicilia dove vivo e mi chiedo se la stessa cosa capita altrove in Italia. E mi chiedo anche se non sarebbe il caso di calcolare e dedurre dal canone quote corrispettive per il mancato servizio.  

    Vero è che da troppo tempo ormai la RAI lavora per la concorrenza e che risulta azzardato definirla servizio pubblico. Ma se la sua missione è diventata un'altra, per favore non la interpreti con i nostri soldi! 

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