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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com
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31 marzo 2012

La solitudine impenetrabile e dolente di questo nostro tempo sciagurato

L'estro di proporre questo argomento ai miei lettori mi è venuto leggendo il bel post di Ilvo Diamanti La community degli individui che parlano da soli sulla sua rubrica Bussole in Repubblica e, quasi contemporaneamente, il testo di Luciano Gianazza Soli in mezzo alla folla su medicinenon.it.

Ilvo Diamanti, da attento e acuto osservatore dei fenomeni sociali qual è, ci mostra con turbamento l'effetto prodotto dagli strumenti delle nuove tecnologie della comunicazione (tablet, portatile, smartphone, micropc, ecc.) che ci consentono di connetterci a distanza, dialogare in chat, accedere a Skype o ai social network mentre stiamo a contatto di gomito con gente in carne e ossa che non riusciamo più neanche a vedere; un fenomeno questo che, fino a qualche tempo fa, rimaneva appannaggio delle giovani generazioni e adesso coinvolge persone di ogni età e ceto. Dovunque sciamano persone che parlano ad alta voce da sole, oppure dialogano con gli altri e con il mondo per sms. Le cuffie alle orecchie, non sentono e non vedono ciò che gli sta intorno. 

Più dolente, invece, la riflessione di Luciano Gianazza che in Soli in mezzo alla folla racconta la disperazione derivante dalla condivisione con altri, per lo più sconosciuti, di emozioni profonde, nascoste quando cadono le barriere e si scambiano sensazioni e stati d'animo anche senza parole. Quello che ho realizzato - conclude Gianazza - è che ogni essere umano ha nel profondo di sé questa sofferenza sopra la quale l’individuo costruisce una vita fatta di convenzioni, di comportamenti socialmente accettabili, una vita condotta da una personalità fittizia che fa da scudo all’essenza. 
La sofferenza è il risultato del non manifestare pienamente la propria essenza. La società in cui viviamo non lo permette impunemente. La maggior parte degli esseri umani sono come dei gusci chiusi. Non è facile aprire il proprio animo in questa società dove i principi etici sono pressoché scomparsi. Occorre rendere consapevoli le persone per creare una società dove un essere senza guscio non venga colpito, deriso, ingannato. Altrimenti si continuerà ad essere soli in mezzo alla folla. 

La community degli individui che parlano da soli di Ilvo Diamanti 
Soli in mezzo alla folla By Luciano Gianazza 

29 marzo 2012

Siamo alle comiche! Meglio le vignette e un video!


Non si capisce perché anche i premier sobri, quando stanno all'estero qualche giorno, perdono l'understatement style e, come presi da una incontenibile euforia, si lanciano in esternazioni incredibili! 
Fantastico quando lo fanno in lingua inglese! Forse pensano che in Italia non li si capisca affatto. 

Credevamo che la sindrome di cui sopra fosse appannaggio solo del Caimano ma dobbiamo constatare che anche il sobrio Monti ci casca, eccome! 



Poi c'è quella testa di c...o dell'Emilio che se ne va in Svizzera a chiudere in bellezza la carriera portandosi in valigia i milioni della buonuscita (?). Ma - sensazionale! - la banca non li accetta costringendolo a tornare con la valigia. Ce n'è quanto basta per una commedia all'italiana: Il leccalecca con la valigia.


















27 marzo 2012

Perché questo governo se ne deve andare

  • Perché non avrebbe mai dovuto nascere se avessimo avuto in parlamento una classe politica degna di questo nome. 
  • Perché non sta governando nell'interesse degli Italiani ma su mandato rigido di strutture ademocratiche esterne. 
  • Perché vuole strafare, essere il primo della classe, andando oltre le stesse indicazioni della Commissione europea in fatto di flessibilità riguardo al mercato del lavoro. 
  • Perché è il rappresentante in loco di una finanza utilizzata come veicolo di speculazione che ha sviluppato profitto senza produzione. 
  • Perché quando il suo capo da Seul (Km 9000 da Roma) lancia al parlamento, alle forze politiche e sociali il monito in forma di editto se il Paese non è pronto non chiederemo certo di continuare per arrivare a una certa data, non dimostra buonsenso ma una rigidezza degna di altre circostanze; carica di significati estrinseci il duro scontro sull'art. 18 avallando, senza volerlo, le ragioni di quanti ne temono lo smantellamento; dimostra insensibilità nei confronti di un parlamento che, seppur screditato, non può e non deve abdicare del tutto alle proprie prerogative di rappresentante legittimo delle istanze espresse dal Paese se non vuole rischiare la fine di un sistema democratico e costituzionale come lo conosciamo.   
(...) non è una crisi ciclica ma crisi dello stesso sistema capitalistico, una crisi che investe infatti il mondo occidentale industrializzato a livello finanziario economico e sociale. 
La conclusione di un periodo trentennale di politiche liberiste, terziarizzazione dell’economia e predominanza della rendita finanziaria ci porta ad oggi, e quel che è peggio sono le scelte imposte da organismi ademocratici come la BCE e l’FMI, ancorati alle politiche liberiste che hanno generato la crisi, causando una spirale negativa che ci porterà nel baratro. L’obiettivo principale di queste misure è far pagare i ceti popolari tutto il peso della crisi, abbattendo i diritti ed il welfare nato dalle lotte dei lavoratori. In Europa molti paesi sono in recessione, 24 milioni sono i disoccupati, il 30 % dei giovani in Italia, dove non si intravvedono politiche espansive; così facendo la situazione sarà sempre più grave, stretti tra recessione ed ottuso rigore la vita sta diventando per grandi masse sempre più difficile, a Milano il 90% degli sfratti sono per morosità e i nuovi poveri sono aumentati del 12% rispetto l’anno precedente, 118.000 disoccupati e tante altre migliaia in CIGS destinate a diventare disoccupazione. I padroni vogliono attaccare in modo definitivo i diritti dei lavoratori, già piegati da flessibilità e precarietà, l’ultimo atto, l’attacco all’art 18. 

L’art.18 è un simbolo, chi vince su questo tema ha vinto per i prossimi 30 anni, non c’entra niente con il rilancio dell’economia e della competitività: è semplicemente l’esercizio di una cosa antichissima che si chiama lotta di classe, in questo caso subita dai lavoratori. Subita anche perché manca una rappresentanza politica. 


Ci portino, per favore, alle elezioni e sono certo che sapremo cavarcela anche senza tecnici e professori al governo, che sembrano essersi assunti il compito di far pagare, ancora una volta, a decine di milioni di persone una crisi di cui non sono responsabili salvaguardando quanti di questo disastro sono i veri colpevoli accertati. 

Articolo 18, così il modello Monti-Fornero è più duro delle proposte della Commissione
Il tabù rovesciato
Difendere l'articolo 18! Unire i comunisti e la sinistra!
L'iniquità del governo in carica
Cosa possiamo aspettarci da un governo di sconosciuti e da un parlamento di nominati?

25 marzo 2012

La vergognosa escalation nei prezzi dei carburanti in Italia


L'escalation nel prezzo dei carburanti alla pompa dipende minimamente dal prezzo del greggio e dai costi della trasformazione e trasporto. Ad incidere significativamente sono le accise caricate sul prezzo di vendita a partire dal 1934 ai giorni nostri. E pochi sanno che sul prodotto in vendita e su questi balzelli incide l'IVA al 21%, prossimamente al 23%. Vistosamente in questo caso come in altri, le imposte indirette eccessive non fanno che contribuire pesantemente a deprimere i consumi, non solo dei carburanti, incidendo in modo differenziato sui cittadini e sugli utenti. 


Se un litro di benzina costa € 1,80 di cui 0,70 di accise e 0,37 di IVA - in totale € 1,07 di imposte - ci accorgiamo che il prezzo effettivo del prodotto finito non raggiunge € 0,80 - aggio dei gestori compreso. 
Se tale differenza, e anche più, possono pagarla tranquillamente alcune categorie di consumatori, non è sopportabile per i trasportatori, per quanti usano il mezzo proprio per raggiungere il luogo di lavoro in mancanza dei pubblici servizi, ecc. Anche il turismo e tutte le attivtà connesse sono fortemente penalizzate. 


Non è più tollerabile che su un bene di prima necessità le imposte debbano superare notevolmente il costo di produzione, trasporto e vendita. Sarebbe come se su un chilogrammo di pane che costa, mettiamo, € 2 si caricasse un'imposta di € 3 portando il prezzo finale a € 5. 

Pensino, dunque, mister Monti e il suo governo a defiscalizzare, almeno parzialmente, il prezzo dei carburanti, partendo dall'eliminazione delle accise più vecchie, quelle che si riferiscono a catastrofi ormai da tempo risolte. E trovino denaro buono per le casse dello Stato cercandolo dove sanno bene di poterlo trovare. 

Benzina: Prezzi in Europa e in Italia
L'elenco delle vergognose accise sui carburanti
Costo Benzina: l’accise della vergogna
Dati della Camera dei Deputati aggiornati all'inizio del 2004


Prodotto
(1.000 litri)
Prezzo
al consumo
Accisa
IVA
Totale
Imposte
Prezzo
Netto
Sif/Siva
Benzina senza piombo
1.771,22
704,20
307,40
1.011,60
759,62
Gasolio auto
1.716,18
593,20
297,85
891,05
825,13
GPL auto
847.89
147,27
147,15
294,42
553,47
Gasolio riscaldamento
1.471,67
403,21
255,41
658,62
813,05
Prezzi medi convenzionali in euro per 1.000 litri in Italia (5 marzo 2012)


Questa è una lista dei prezzi (€/l) della benzina senza piombo in alcuni paesi europei:
Paese
Dic 2004
Mag
2005
15/03/
2006
16/02/
2007
03/03/
2008
02/02/
2009
18/02/
2010
03/02/
2011
24/02/
2012
16/
03/
'12
-
-
-
0,889
0,977
0,814
1,014
1,094
1,265

0,94
1
1,059
0,992
1,237
0,956
1,111
1,294
1,431

1,1
1,24
1,303
1,283
1,491
1,204
1,322
1,48
1,713

-
-
-
0,895
1,002
0,767
0,997
1,072
1,253

-
-
0,825
0,869
1,085
0,864
1,012
1,174
1,335

-
-
1,058
1,029
1,093
0,882
1,085
1,255
1,37

1,26
1,23
1,28
1,241
1,423
1,218
1,423
1,6
1,693

-
-
0,853
0,812
0,971
0,767
1,029
1,21
1,289

-
-
1,241
1,176
1,423
1,156
1,354
1,514
1,692

1,05
1,15
1,208
1,182
1,399
1,144
1,323
1,53
1,606

1,19
1,18
1,259
1,254
1,416
1,155
1,315
1,495
1,706

-
-
1,018
0,907
1,11
0,864
1,243
1,593
1,719

-
-
1,075
1,034
1,169
0,946
1,224
1,426
1,57

1,059
1,23
1,248
1,203
1,394
1,147
1,315
1,461
1,789
1,800/
1,900
-
-
0,887
0,938
0,972
0,75
1,037
1,153
1,391

-
-
0,875
0,837
1,034
0,916
1,146
1,278
1,373

0,92
0,99
1,034
1,029
1,154
0,911
1,101
1,249
1,394

-
-
-
0,964
1,064
0,756
1,037
1,229
1,303

-
-
-
-
-
-
0,687
0,841
1,026

-
-
0,957
1,18
1,08
0,99
1,09
1,26
1,38

-
-
1,369
1,436
1,552
1,103
1,531
1,75
1,949

1,26
1,33
1,406
1,365
1,537
1,313
1,499
1,661
1,803

0,800
0,920
0,948
0,936
1,205
0,821
1,087
1,262
1,339

-
-
1,246
1,228
1,369
1,125
1,324
1,406
1,6

-
-
1,306
1,295
1,38
0,943
1,287
1,529
1,607

0,87
0,92
0,971
0,974
1,204
0,841
1,173
1,375
1,464

-
-
0,961
0,902
1,017
0,77
0,994
1,147
1,284

-
-
0,534
0,581
0,602
0,535
0,565
0,65
0,736

-
-
0,957
1,009
1,238
0,945
1,084
1,115
1,276

-
0,9
1,004
1,019
1,195
0,979
1,175
1,382
1,508

-
0,9
0,938
0,954
1,067
0,941
1,157
1,279
1,438

-
-
1,01
0,949
1,119
0,87
1,1
1,24
1,38

-
-
1,243
1,175
1,333
1,061
1,289
1,511
1,718

0,92
0,98
1,001
0,935
1,139
1,061
1,097
1,292
1,485

-
-
0,667
0,667
0,666
0,474
0,702
0,709
0,955

1
1,01
0,984
0,974
1,128
0,911
1,159
1,318
1,466

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