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Amo riflettere e ragionare su quanto vedo e sento.

Benvenuto nel mio blog

Dedicato a quei pochi che non hanno perso, nella babele generale, la capacità e la voglia di riflettere e ragionare.
Consiglio, pertanto, di stare alla larga a quanti hanno la testa imbottita di frasi fatte e di pensieri preconfezionati; costoro cerchino altri lidi, altre fonti cui abbeverarsi.

Se vuoi scrivermi, usa il seguente indirizzo: mieidee@gmail.com
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26 novembre 2010

Spigolando qua e là ... per capire dove si va

Gli studenti percorrono le strade della città. Striscioni, slogan. È come il ritorno della primavera, nel tempo/weather, quello delle stagioni, ciclico, generoso. Mette allegria vederli incazzati. Molto peggio era vederli tristi. Rassegnati. Sì, sì, vado a scuola, almeno incontro un po’ di gente. Sì, sì, mi laureo, così rimando di qualche anno l’angoscia. Quale angoscia? Quella di quando cerchi un lavoro e non lo trovi.
O trovi un lavoro per cui studiare non era necessario. Ma lo sai che nei Call Center fanno carriera soltanto quelli che non hanno istruzione? Gli studenti, quando manifestano davanti a Montecitorio, non hanno più occhi stanchi, sguardi da vecchi, distratti e spaventati. Hanno occhi da giovani. Battaglieri, furenti. Determinati a non farsi derubare, di un domani decente. Perché poter sperare è un diritto per tutti, in democrazia. E anche un dovere. Lidia Ravera

Il 14 dicembre, il fattore che manca di Salvatore Cannavò 
E’ una boccata d’ossigeno salutare la protesta studentesca che ha segnato l’Italia intera. Il fattore che finora mancava in una politica fatta solo di tattiche, di manovre, di avanzamenti e arretramenti insopportabili in un avvitamento di palazzo distante dalle vite reali. Continua
La conoscenza nel mirino del potere - Colloquio con Girolamo De Michele di Franz Baraggino
Quella del ministro Gelmini non è una semplice riforma. I tagli alla pubblica istruzione misurano l'involuzione del Paese e i rischi che corriamo. Economia, lavoro, welfare, globalizzazione. Tutto dipende dalla salute della scuola pubblica, imprescindibile indice di democrazia. Considerata la posta in gioco, non può trattarsi di una questione di risorse. Continua

Lavoro: Camusso, facciamo notizia solo se litighiamo                                                 Non ci sono paragoni tra le ore di televisione dedicate al caso di Avetrana e quelle concesse ai servizi sulle morti sul lavoro... E' un confronto fra ore e minuti. Perchè noi facciamo notizia solo se litighiamo ma mai viene dato spazio ad una elaborazione, una proposta, una strategia. La realtà è che dobbiamo avere il coraggio di opporci all'agenda dei potenti per contrapporre l'agenda delle donne e degli uomini di questo Paese. Continua

Il diritto alla vita e a una Rai decente, di Ennio Remondino
Il governo affonda nel pantano della sua inconcludenza e l'opposizione si arrampica sui tetti della protesta di studenti e ricercatori. Nel nostro Paese la società civile torna a dire la sua. L'impressione è che ancora manchino orecchie capaci di ascoltare. Troppo attente ad ascoltarsi in trasmissione. Colpa, anche, di un eccesso di sondaggi. Continua

25 novembre 2010

L'ultima incursione di Berlusconi a Ballarò + due commenti



Come mai non telefona più da Santoro e continua a disturbare il povero Floris e quanti seguono Ballarò?

Forse il garbo e il bon ton con i maleducati è davvero fuori luogo!


(Guarda il video e poi leggi i due commenti)




L'ultima incursione di Berlusconi a Ballarò



Di televisione, se permette, ne so più di lei
Una frase che ci aiuta a capire l'uomo. Siamo, infatti, tutti convinti che di televisione ne capisce, eccome! Basta vedere a cosa gli è servita, l'uso che ne ha fatto e che continua a farne, purtroppo!

Floris, riattacca!
Gentile Floris, insieme a tanti altri amici, devo dirle che non tolleriamo più le incursioni maleducate del "sobrio" Berlusconi. Apprezzo il suo garbo e la sua ironia nel condurre Ballarò, ma c'è un limite: il rispetto di noi telespettatori, che non possiamo subire gli agguati telefonici di un premier, che urla le sue opinioni e poi sbatte in faccia il telefono a tutti noi, quando si tratta di ascoltarne la replica. (ricordiamoglielo quando si lamenta per la mancanza di "contraddittorio"). Quindi, le chiediamo - da oggi in poi - di far parlare solo chi è presente in studio, magari sanzionando con il "silenzio tecnico" del microfono chi interrompe. Infatti, c'è una novità in TV: il programma di Fazio & Saviano ha mostrato che l'esposizione ordinata dei diversi punti di vista è sempre più apprezzata. E glielo assicuro, caro Floris: di colpo Ballarò con le sue risse, sembra un programma di un'altra era.
Massimo Marnetto, Coordinatore Circolo di Roma di L&G

Siamo sicuri che nella giornata di oggi i vertici della Rai convocheranno il conduttore Giovanni Floris per comunicargli formalmente il ringraziamento dell'azienda perché con il suo atteggiamento fermo ed equilibrato nei confronti del premier ha salvaguardato quantomeno quello che resta dell'onore del servizio pubblico.
Ci attendiamo, inoltre, che la Rai predisponga un suo regolamento interno per difendersi dai molestatori che costantemente tentano di interrompere il servizio pubblico, intervenendo, non invitati, nelle principali trasmissioni.
Sarebbe il caso di introdurre il reato di molestie nei confronti degli spettatori e del servizio pubblico.
Vincenzo Vita - Giuseppe Giulietti

Ps:
Qua, caro Floris, non è questione di bianco e nero ma di correttezza e rispetto degli altri. A qualcuno mancano queste doti, ed essere presidente del consiglio, in questo caso, non è un'attenuante ma un'aggravante!

24 novembre 2010

MAGICA, PER LA MIA CROCIERA NEL MEDITERRANEO

Su questa bella nave della Costa sono in procinto di imbarcarmi per una crociera che toccherà i porti di Civitavecchia, Palermo, Tunisi, Palma di Maiorca, Barcellona, Marsiglia e Savona. 


Avrei voluto fare una bella crociera nei Caraibi, toccando magari Antigua e le altre splendide isole dell'arcipelago ma le mie finanze non me lo consentono. Chissà che chiedendolo a Berlusconi che aiuta sempre tutti, non avrei potuto ottenere un bonus ad hoc
Non l'ho fatto perchè lo so totalmente assorbito da altre faccende più gravi ed ho ripiegato, pertanto, su questa crocierina nel Mediterraneo occidentale mettendo anche nel conto di incontrare il clima rigido dei nostri inverni ma augurandomi di poter evitare la pioggia e qualche burrasca.

Una Crociera Low Cost che mi concedo per dimenticare, per qualche tempo, i problemi del nostro Paese e vedere, anche se di volata, l'aria che tira in Spagna e in Francia visitando due città come Barcellona e Marsiglia. 
Ecco la WebCam di tutto l'itinerario per chi volesse seguirci in tempo reale. Clicca poi sul cerchietto cliccabile e avrai tutte le informazioni su me e la nave.

Certamente questo non si direbbe il periodo più opportuno per una lunga traversata ma la nave Magica mi sembra sicura e accogliente, perciò ho deciso di staccare la spina per una settimana obbedendo al mio personalissimo personal trainer. Spero che presto la stessa cosa faccia l'opposizione parlamentare nei confronti del governo, e che sia la volta buona

Nei prossimi giorni, pertanto, questo blog non sarà aggiornato ma cercherò di tenere aggiornato il mio profilo in FB. Mi auguro di riprendere il dialogo al mio ritorno, in una situazione socio-politica profondamente modificata.

Un caldo saluto a tutti gli amici e a risentirci al mio ritorno.


Post scriptum per chi volesse sapere perchè sostengo questa spesa in tempi di chiari di luna come quelli che viviamo. Mi sto spendendo il gruzzoletto messo da parte con il denaro che quest'anno ho risparmiato non giocando e consiglio di leggere i miei post:
Cambiare condizioni di vita grazie al gioco? 
UNA CHIMERA SE NON UNA SVENTURA  Il Milionario di Gerry e il gioco da casa

Dopo l'isola dei cassintegrati, la gru degli immigrati, anche i ricercatori sui tetti

Dopo l'isola dei cassintegrati, la gru degli immigrati, le centinaia di manifestazioni di operai licenziati e precari, arriva la protesta contro la riforma universitaria targata Gelmini con l'occupazione degli atenei, gli scioperi negli istituti superiori, i ricercatori sui tetti. 
Un video e una registrazione radiofonica mostrano lo stato dell'arte che la TV controllata dal governo tende a nascondere.

Comunicato da Palazzo Campana occupato - Torino


Alessandro Pezzella presenta le iniziative



Leggi: In che lingua dobbiamo dirvelo?
Ricercatori per un'Università Pubblica, Libera, Aperta

23 novembre 2010

Adesso chi manderanno a fare il controcanto? Bertolaso o Cosentino?

Il ministro Maroni è andato a leggere a Vieni via con me l'elenco arcinoto dei beni sequestrati e degli arresti di mafiosi (gliene mancano solo due: Michele Zagaria e Matteo Messina Denaro - dopodichè l'elenco sarà completo e potremo fare sonni tranquilli) attribuendone per la prima volta il merito alla magistratura e alle forze dell'ordine (nonostante il taglio dei fondi a Polizia e carabinieri e i continui attacchi alla magistratura) ma prendendone anche per sè e per il suo governo una parte. Maroni fa la difesa politica della Lega nord  I sindacati di polizia critici sull'intervento di Maroni da Fazio.

Ma Roberto Saviano ha fatto un racconto esemplare sul problema rifiuti a Napoli, sulle responsabilità gravi della camorra, della politica e di enti e strutture del Nord che, insieme, hanno contribuito a rendere Napoli e la Campania una grande discarica a cielo aperto. 

Adesso chi manderanno a leggere il contro-elenco? 
Cosentino o Bertolaso?

Roberto SAVIANO - Rifiuti e veleni - Vieni via con me


RENZO PIANO - Cosa significa fare - Vieni via con me

22 novembre 2010

Maroni farà l'elenco ...?

Perchè il minstro Maroni, che questa sera vedremo a Vieni via con me, non ci prepara l'elenco delle volgari, solenni porcate, pronunciate nell'arco degli anni da suoi consociati nel partito cui si onora di appartenere?
Mi riferisco alle cose dette nel tempo da Bossi, Borghezio, Gentilini e ... quant'altri. Certo, i tre minuti a disposizione non gli basterebbero neanche per il prologo, ma potremmo richiedere, se è d'accordo, i tempi supplementari. 


Faremmo notte!


P.S.: Questa sera, appena Maroni inizia a leggere il suo elenco, spegniamo la televisione: diamo visibilità alla nostra solidarietà a Saviano. Abbattiamo il governo Berlusconi con il non-ascolto. Poi, naturalmente, accendiamo di nuovo la tv.

Con la cultura non si mangia?


Oggi scende in piazza, con tutte le sue sigle sindacali, il mondo dello spettacolo: cinema, teatri, sale da concerto, circhi rimarranno chiusi. Trecentomila lavoratori tra maestranze, tecnici, artisti e indotto esprimeranno in forme originali ed efficaci la loro protesta per il taglio del 36% al fondo unico dello spettacolo. Ci saranno manifestazioni e appuntamenti in tutta Italia con precise richieste e proposre.


In controtendenza rispetto a tutti gli altri paesi europei che investono seriamente nell’istruzione, nella ricerca, nella cultura e nelle infrastrutture tecnologiche, il nostro governo, irresponsabilmente, taglia in questi settori in modo indiscriminato.


Con la cultura non si mangia è stata l'uscita infelice del ministro del tesoro giorni addietro, per non parlare dell'altra, più sorprendente dell'impareggiabile Brunetta, per cui lo spettacolo non è cultura e non va finanziato.  
Non solo l'espressione è falsa e insulsa di per sè perchè con la cultura si costruisce il futuro di una nazione, ma risulta fortemente contraddetta da discutibili voci di spesa nella finanziaria come, per esempio, quelle di sostegno alle scuole private a detrimento della scuola pubblica.


Articolo21 chiede che la Rai voglia consentire anche a questi lavoratori di poter finalmente esprimere le loro ragioni su tutte le reti, in tutti i tg e magari in prima serata.



Dario Fo: Bondi, la cultura non e' un optional

20 novembre 2010

Viene offesa per i suoi rapporti con bocchino, e decide di andarsene?

Lo farà, si dice, il 14 dicembre. Il giorno seguente le idi di dicembre!
Quale accumulo di eventi per quel giorno fatidico!

Si conoscerà l'esito del voto di fiducia al Senato, quello di sfiducia alla Camera, la decisione della Consulta sulla costituzionalità del legittimo impedimento.

Ci mancava solo la decisione della Carfagna, la pupilla del premier, che sembra voglia lasciare il Ministero delle pari opportunità e uscire dal PDL per eseguire, finalmente libera, l'amico Bocchino in Futuro e Libertà.

Si  annuncia, dunque, una giornata fatale per il premier che sembra estremamente preoccupato. 
Sta sopportando tutto in questi giorni, ma il tradimento della Carfagna, la pupilla dei suoi occhi, è quello che gli pesa di più. Non l'aveva messo nel conto. Ha ritardato il suo arrivo al vertice NATO di Lisbona per sentirla, per scongiurarla di non fare quella cazzata ma senza esito. Lo lascia...  e poi, per un Bocchino qualunque!

Per fortuna resta in trincea il più fido, fidato dei giapponesi. Ma ce la farà ad arrivare al 14 Dic.? L'opposizione gli vuole votare la sfiducia il 29 di questo mese. 
Staremo a vedere!

Resta anche la ministra Gelmini, che non aveva capito nulla del Bocchino cui si riferiva la Carfagna.




N.B.: Il mio post è solo uno scherzo, per alleggerire il clima da tregenda nel quale siamo immersi grazie al prolungarsi dell'agonia di questo governo. Ma è chiaro che i problemi sono molto più seri e che la Carfagna ha tutte le ragioni per scegliere di andarsene. 
Per rendertene conto, leggi Il premier sotto ricatto di Giuseppe D'Avanzo e capirai quanti altri, se fossero in buona fede, dovrebbero seguire la sua scelta. 
Ma leggi anche di Mara Carfagna, L'intervista al Mattino e di Paolo Guzzanti: E’ affamata di potere

19 novembre 2010

Coraggio Roberto, siamo con te!

Ignobile e vile, la campagna di delegittimazione condotta dal Giornale di famiglia contro Saviano, una voce sola ma libera che denuncia la mafia e i suoi metodi mettendo a repentaglio la propria vita. 
Lo scrittore potrà avere sbagliato il tono o gli accenti, ma il contenuto della sua denuncia a Vieni via con me è corretto e sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono leggere la realtà senza il prosciutto sugli occhi

Se dovessimo stigmatizzare le sbavature - per usare un eufemismo - nel linguaggio di tanti esponenti della Lega, quante firme contro dovremmo raccogliere?
 
Una volta l'ho detto e lo voglio ripetere: 
se quelli del Giornale e di Libero sono giornalisti, io sono San Francesco di Sales.

Leggi Il caso Saviano

18 novembre 2010

VERGOGNA ! QUESTO E' UN GIORNALE ?

QUESTO E' UN GIORNALE ?



RISPOSTE RACCOLTE ONLINE:
  • Il Giornale è solo merda politica, scritto da mentecatti prezzolati, pagati dai contribuenti italiani, per lettori gonzi, che si contentano delle briciole che cadono dal piatto del padrone                                                                                    
  • Si perchè esce tutti i giorni, non certo per la qualità dell’infornazione che fornisce ai lettori. Non l’ho mai letto ma lo ritengo una cosa RIPUGNANTE e basta                                                                                                                                                                                                 
  • “IL GIORNALE” PERSONALMENTE LO TROVO MOLTO UTILE E LA SUA CARTA MOLTO RESISTENTE!!! FACCIO IL DECORATORE EDILE E SPESSO LO USIAMO PER COPRIRE INFISSI E PARTI CHE NON DEVONO SPORCARSI CON LA VERNICE. COME INFORMAZIONE INVECE NON SERVE A NIENTE. SPERIAMO SOLO CHE NON CAMBINO TIPO DI CARTA!!!

17 novembre 2010

A MARONI CHE SI SENTE OFFESO DA SAVIANO

Al ministro Maroni che si sente offeso per la citazione di Saviano su Gianfranco Miglio, ideologo della Lega; che non esprime una parola  di elogio per la passione civile dello scrittore, di soddisfazione e compiacimento per il coraggio che dimostra quando fa vedere a milioni di Italiani la struttura dell'organizzazione mafiosa, il suo modus operandi, e il suo tendere al controllo delle aree più ricche del Paese, io rispondo così:

Caro Ministro, fino a pochi anni addietro, anche in Sicilia la parola mafia era bandita e a chi si azzardava a parlarne, vemiva detto che il fenomeno esisteva solo nella mente di qualche fanatico di sinistra, e subito si cambiava argomento parlando di donne, di sport o motori.
Caro Ministro, l'opera di Roberto Saviano è meritoria, non solo perchè porta al più vasto pubblico la conoscenza puntuale e argomentata del fenomeno ma soprattutto perchè riesce a stimolare la coscienza civile, perchè ognuno di noi senta il dovere di fare la propria parte nel contrasto a tutte le mafie, che non può essere affidato esclusivamente alle forze di polizia.
Conoscere il male aiuta a trovare i mezzi per debellarlo!

Le offro, pertanto, il video che riproduce l'intervento di Saviano sulla Ndrangheta al Nord, perchè Lei possa visionarlo con maggiore attenzione e parlarne in modo più congruo e appropriato; e quello di un giovane musicista napoletano, Antonio Rocco, (Lei è anche un ottimo intenditore di musica) che ha dedicato un brano struggente A Roberto (Saviano, non Maroni) col quale ha vinto il premio Piedigrotta 2008

Roberto SAVIANO: la Ndrangheta al Nord - Vieni via con me


Antonio Rocco e Marianna Corrado cantano A Roberto


P.S.: Sulla polemica Maroni-Saviano

Maroni a Saviano: Vorrei un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi.

Saviano risponde: Una frase che mi ha molto inquietato. 
Mi ha ricordato un altro episodio. Su Repubblica scrissi una lettera a Sandokan Schiavone dopo l'arresto del figlio. Lo invitavo a pentirsi. L'avvocato di Schiavone mi rispose: voglio vedere se Saviano ha il coraggio di dire quelle cose guardando Sandokan negli occhi. Per la prima volta, da allora, ho riascoltato questa espressione. E sulla bocca del ministro dell'Interno certe parole sono davvero inquietanti. 

16 novembre 2010

MARINA, L'EREDE AL TRONO?

A Marina Berlusconi, la primogenita del premier nonché presidente di Fininvest e Mondadori, non è piaciuta la battuta di Italo Bocchino. Il capogruppo di Futuro e libertà aveva detto  ad Annozero che forse Berlusconi pensa di aver costruito lui palazzo Chigi per lasciarlo a Marina e Piersilvio. La risposta di Marina non si è fatta attendere: Si è trattato di una battuta di pessimo gusto come del resto quasi tutto quello che dice l'onorevole Bocchino. Battuta per battuta, rispondo che mio padre di case ne ha già abbastanza, e che oltre tutto se le è pagate con il frutto del suo lavoro e con i suoi soldi, e non con quelli dei propri elettori e del partito.

Dal blog di Luigi Castaldi: Chiuda un occhio, signora, è fuori dal Pdl solo da pochi mesi.

Io aggiungo: Se Sallusti dal Giornale di famiglia lancia la discesa in politica di Marina, dopo che in un'intervista a Luca Telese aveva affermato che "Sarebbe una cosa saggia. L’unica oltre a Silvio che potrebbe continuare la rivoluzione. L’ho vista discutere con il padre e mi è bastato. Ha le palle. E sta guidando brillantemente il più grande gruppo italiano" allora la battutaccia di Bocchino ci stava tutta, cara Signora! 

Certo, rispetto al trota, l'erede dell'altro boss, Lei è una giovane volpe. Ma Le sembra che l'uva, della quale Suo padre si è abbuffato, possa maturare ancora una volta per Lei? 
Ne dubito!

P.S.: La Prestigiacomo, sulla possibile candidatura di Marina Berlusconi: So che viene invocata. Potrebbe essere una bellissima novità. Una donna veramente in gamba. - Poi precisa, bontà sua: Ma dovrebbe sempre avvenire dopo il ricorso al popolo.
Ma dai, cara! Potrebbe arrivare per chiamata diretta. Siamo nella democrazia arcoriana. O no?
Per fortuna Marina ha smentito l'ipotesi di una sua discesa in campo. Adesso il Sallusti e la Prestigiacomo possono iniziare la corte al secondogenito. Noblesse oblige!

La politica italiana tra serio e faceto in alcune vignette e in 3 video con Bersani, Fini, Albanese, Travaglio

Se 1/10 delle cose che dicono in campagna elettorale fosse loro presente quando siedono in parlamento o in consiglio dei ministri, e si impegnassero seriamente per attuarlo, non ci troveremmo nella melma come siamo adesso. 
 
La politica è un'arte nobile ma gestita dalle cricche degli opportunisti diventa ciò che vediamo sotto i nostri occhi.






BERSANI e FINI: i valori della DESTRA e della SINISTRA
Antonio ALBANESE è Cetto Laqualunque a Vieni via con me


Aveva ragione Grillo - Marco Travaglio
Se 1/10 delle cose che dicono in campagna elettorale fosse loro presente quando siedono in parlamento o in consiglio dei ministri, e si impegnassero seriamente per attuarlo, non ci troveremmo nella melma come siamo adesso. 
La politica è un'arte nobile ma gestita dagli opportunisti delle cricche diventa ciò che vediamo sotto i nostri occhi.

14 novembre 2010

LE PAROLE CHE USIAMO (o che qualcuno usa per noi)

Oggi voglio riflettere e fare riflettere qualche amico sull'importanza delle parole. Attraverso le parole e l'uso che ne facciamo, elaboriamo il nostro pensiero e percepiamo la realtà fuori di noi. Per questo dobbiamo analizzare seriamente le parole chiave che ci vengono imposte dai potenti mezzi di comunicazione e il modo di adoperarle, per evitare l'assuefazione e il conformismo. 
Mi servirò per questo di due importanti contributi che sottopongo all'attenzione e alla valutazione dei miei lettori. 
Quello di Michela Murgia, in La custodia delle parole e l'altro di Gustavo Zagrebelsky, La neolingua del Cavaliere

Di questi due contributi sul tema, riproduco alcuni stralci e rinvio i più interessati ai testi integrali e al video dell'intervento del Professor Zagrebelsky al convegno che si è tenuto a Firenze, dal 15 al 17 ottobre 2010, sugli effetti del berlusconismo in campo sociale, economico e culturale, oltre che politico.  Società e Stato nell’era del Berlusconismo


Sottovalutarne il potere è l'errore più grossolano che possa capitare di fare a una persona che aspiri a rimanere libera, eppure è questo che succede di continuo. Puoi costruirti un bunker per il pericolo atomico, ma non ci sono posti sicuri contro le parole. Non è la stessa cosa scrivere "morto tragicamente" o "ucciso" su una targa commemorativa, ma è difficile che il defunto si alzi a protestare. Non è la stessa cosa scrivere su una etichetta che il prodotto è "al cioccolato" oppure "al gusto di cioccolato", ma non ci sono statistiche su quanti notino davvero la differenza. Se c'è scritto "con il 40% di grassi in meno", chi si chiede "ma in meno di cosa"? Le persone non sono preparate a difendersi dal potere creativo del linguaggio, e ignorano o sottovalutano la sua potenzialità di generare realtà.
Per questo chi possiede il potere di creare e diffondere le parole ha il controllo sul mondo: può far passare un'invasione per "guerra preventiva" e far sì che nessuno se ne lamenti; può spacciare una banale influenza per "pandemia" e scatenare insieme panico e business sui vaccini; può definire "ritorno dei capitali" un mero condono fiscale agli evasori, passando per salvatore delle finanze pubbliche; può apostrofare come "i nostri ragazzi" truppe di strapagati militari mandati a far da spalla alle guerre a casa altrui, e farci tenerezza. Oppure può vendere mediaticamente il dissenso politico come "odio sociale".
Ci vuole poco: basta pronunciare da un qualunque medium di massa l'equivalenza dissenso=odio per un numero di volte sufficiente, ed ecco che hai reso il dissenso moralmente riprovevole, quando non addirittura perseguibile per legge, perché se l'espressione del dissenso diventa incitamento all'odio, va da sè che divenga punibile.  Michela Murgia

Nella lingua del nostro tempo, si nota la presenza sovrabbondante di un lessico che non sarà certo quello di Schiller ma è forse piuttosto quello di Berlusconi, dei suoi e dei loro mezzi di comunicazione che si esprimono come lui. E noi abbiamo cominciato a parlare come loro.
Negli anni appena trascorsi è stata condotta vittoriosamente una battaglia semantica contro la dittatura del "politicamente corretto", accusato di conservatorismo, ipocrisia e perbenismo. I tabù linguistici sono caduti tutti. Perfino la bestemmia è stata «sdoganata» perché qualunque parola deve essere «contestualizzata». I contesti sono infiniti. Così ogni parola è infinitamente giustificabile.
Oggi è politicamente corretto il dileggio, l´aggressione verbale, la volgarità, la scurrilità. È politicamente corretta la semplificazione, fino alla banalizzazione, dei problemi comuni. Sono politicamente corretti la rassicurazione a ogni costo, l´occultamento delle difficoltà, le promesse dell´impossibile, la blandizia dei vizi pubblici e privati proposti come virtù. I cittadini comuni, non esperti di cose politiche, sono trattati non come persone consapevoli ma sudditi, anzi come plebe. Cosicché le posizioni sono ormai rovesciate. Proprio il linguaggio plebeo è diventato quel «politicamente corretto» dal quale dobbiamo liberarci, ritrovando l´orgoglio di comunicare tra noi parlando diversamente, non conformisticamente, seriamente, dignitosamente, argomentatamente, razionalmente. Gustavo Zagrebelsky
La neolingua del Cavaliere di Gustavo Zagrebelsky
La neolingua dell'età berlusconiana (video) di Gustavo Zagrebelsky
La custodia delle parole di Michela Murgia

INTERVISTA a MICHELA MURGIA

12 novembre 2010

La commedia è durata troppo: risparmiateci la farsa finale !

Adesso ch'è ora di fare le valigie e sgomberare il palazzo, toh, riscopre la centralità del parlamento. Un Parlamento che ha usato solo per ratificare le sue boiate, che ha sempre disprezzato perchè pletorico e lento davanti alle urgenze dell'uomo del fare, il cui voto avrebbe voluto affidare solo ai capigruppo per accelerarne i lavori, adesso lo invoca per il voto di (s)fiducia. Invece di andare direttamente al Quirinale, come farebbe chiunque per molto meno al posto suo, vuole contare i suoi avversari per poter gridare al ribaltone, per poter urlare contro la congiura di palazzo che vuole azzerare il voto del popolo sovrano. Per tornare alle elezioni con i soliti slogan: non mi hanno fatto lavorare, i giudici e i giornali di sinistra vogliono vedermi finito, le congiure di palazzo, il teatrino della politica, e avanti così. Si andrà sicuramente alla verifica in parlamento e vedremo come andrà.

Penso che questa volta non basteranno le sue abilità tribunizie e populistiche e, in ogni caso, dovrà attendere un po' prima di tornare al popolo sovrano: occorre, quanto meno, correggere la porcata elettorale e qualche altra cosina, ci consenta!
Intanto i topi scappano dalla nave che affonda.


P.S.:
Vergogna! 
Abbi almeno il buongusto di uscire di scena con dignità!
Il tuo padrino ha avuto bisogno delle monetine.

Tu cosa aspetti? Le pastiglie di viagra?



10 novembre 2010

CHOCABECK AMARCORD

Mentre scrivo questa nota, sto riascoltando Chocabeck, l'ultimo album di Zucchero. I brani, uno più bello dell'altro, sono intrisi di una dolce nostalgia del passato, di una vita semplice, fatta di poche, piccole cose che, insieme ai luoghi dell'infanzia, ci portiamo dentro, spesso coperti e nascosti dall'irruenza della realtà presente. Ma ci vuole poco a farli riaffiorare, luoghi, oggetti, visi sedimentati nella nostra intimità più profonda. 
Spesso basta un'immagine, una canzone, una poesia. E Chocabeck è un poema in musica, i cui canti sono sostenuti da una magistrale colonna sonora che dà forza e sostanza ai testi.

Non sono un critico musicale e non saprei usare il linguaggio specialistico del cultore. Sono solo un fruitore di buona musica e so di certo che siamo di fronte ad un vero capolavoro, se è vero che ogni forma d'arte che si rispetti ha la capacità e la forza di catturare la mente e il cuore trascinandoci in un mondo suggestivo, altro dalla realtà.
Ed io sono stato catturato da questa buona musica che, non lo nascondo, continua a darmi suggestive emozioni.

Zucchero - Un soffio caldo



Per quanto mi riguarda, poichè non ho doti canore e non so suonare alcuno strumento, ho potuto fare ricorso soltanto alle parole scritte quando ho voluto esprimere la pena di vivere lontano dai luoghi d'origine. Come in questi versi che mi sono stati richiamati alla mente dall'album di Zucchero:

A te, Mater vetusta, me redùce
Calda, l’eco di cantilene antiche.
Plaga assolata, tu mi desti vita,
d’incanto, aprendo agli occhi miei la luce.

Risento, stridule, quelle cicale,
il canto, rauco, al cuore si figge
mentre col palpito azzurro si fonde
del mare, memore, che ti recinge.

Terrra di miti e d’un sogno di luce,
dimmi che tornano le tartarughe
quando la rupe d’Eraclea s’indora;

dimmi le sabbie del Belice riarse,
solcate 
ancora da scarabei egizi;
niun altro Mostro fra Scilla e Cariddi!

L'ULTIMO LAPSUS DELLA GELMINI

Gaffe della Gelmini: Effetto Bocchino...
L'effetto Bocchino rende più coeso il Pdl. A sostenerlo, conversando con i cronisti a Montecitorio, è il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini.
A dir la verità, i cronisti stavano parlando con il ministro della Difesa Ignazio La Russa per sapere cosa stava succedendo nel partito dopo lo 'strappo' di Fini a Perugia.
E La Russa aveva appena finito di rispondere che "paradossalmente questa cosa (della
presa di posizione di Fli nei confronti di Berlusconi ndr) ha prodotto un effetto imprevisto: una grande coesione nel Pdl".

Ma, mentre il ministro parlava, sulla porta dell'Aula ha incontrato la Gelmini che, dopo aver
 ascoltato le dichiarazioni di La Russa, alla fine ha commentato: "È vero, hai ragione: è l'effetto Bocchino. Ora il Pdl è più compatto".
Poi, subito dopo, vedendo che i giornalisti stavano scrivendo la frase sui taccuini ha aggiunto sorridendo: «Ora sono proprio rovinata...». Su l'Unità di oggi

09 novembre 2010

Benigni e Saviano a Vieni via con me (video integrali)

Un Roberto Benigni che irrompe con tutta la sua leggerezza e la sua verve nella trasmissione di Rai 3 Vieni via con Me e un Roberto Saviano che ci spiega puntualmente le modalità operative della macchina del fango.

Qualunque sia il tuo stile di vita, qualunque sia il tuo lavoro, qualunque sia il tuo pensiero, se ti poni contro certi poteri questi risponderanno sempre con un’unica strategia: delegittimare. Delegittimare il rivale agli occhi della pubblica opinione, cercare di renderlo nudo raccontando storie su di lui, descrivere comportamenti intimi per metterlo in difficoltà, così che le persone quando lo vedono comparire in pubblico possano tenere in mente le immagini raccontate e non considerarlo credibile. Questa è disinformazione, più sottile della semplice calunnia che agisce soprattutto con i nemici. La disinformazione invece punta a distruggere le vittime nel campo degli amici, seminando quei dubbi e quei sospetti che proprio gli amici debbono temere.

Vieni via con me- Roberto Benigni: Silvio dimettiti


Roberto Saviano: La macchina del fango


Roberto SAVIANO e il Tricolore


Gli ultimi giorni di governo potrebbero passare da Pompei. Pompei che non ha ancora smesso di crollare, si apriva così ieri sera la trasmissione di Fazio e Saviano: quanti tipi fossero e che nomi avessero le prostitute a Pompei. Prostitute e Pompei: così l'Italia sui giornali di tutto il mondo. Il Paese è un bordello per potenti, è Ruby e le altre. E' il paese che lascia crollare Pompei. (Concita De Gregorio)

08 novembre 2010

MENO MALE CHE LA COSTITUZIONE C’È

Starei per dire che, se questo governo ufficializza la crisi - com'è nelle cose - sarà cura del Capo dello Stato esperire ogni tentativo per verificare - come vuole la Costituzione vigente, per fortuna non ancora rottamata - se ci siano in parlamento le condizioni per la formazione di un nuovo governo, anche con maggioranze diverse rispetto a quelle uscite dal responso delle urne.
Lo chiamino pure ribaltone, tradimento della sovranità popolare, inciuncio o qualsiasi altra espressione vogliano adoperare, ma un nuovo governo che si costituisse attraverso una fiducia ottenuta in parlamento sarebbe pienamente legittimato a governare il Paese, anche fino alla conclusione della legislatura, se potesse contare su una maggioranza nelle due camere.

Ma, per uscire dalla situazione di stallo e per concedere un qualche riconoscimento al governo, espressione di una maggioranza che si è formata attraverso le elezioni del 2008 e che adesso appare disgregata e non più in grado di assicurargli stabilità, penso che Bersani, Casini, Di Pietro e lo stesso Fini non abbiano convenienza, anche sotto il profilo politico, a costituire maggioranze alternative per lucrare sulle disgrazie dell'avversario. Occorre, dunque, tornare al più presto alle urne. Ma questo non prima di avere cambiato una legge elettorale sgangherata (voluta dal gruppo di potere attualmente al governo per proprio esclusivo tornaconto) e approvato alcuni fondamentali provvedimenti di carattere economico e sociale.

La legge elettorale ha due gravissime pecche che vanno assolutamente eliminate per consentire che il voto dei cittadini possa esprimere davvero quella sovranità popolare sancita dalla Costituzione. Due i punti fondamentali per i quali urge una modifica:

  • ridare la possibilità ai cittadini di esprimere la preferenza nel voto di lista in modo da evitare che i nostri rappresentanti in parlamento vengano nominati dai verici di partito;
  • ridimensionare quel premio di maggioranza che, col porcellum - peggiore della legge Acerbo del 1923 e della legge-truffa del '53 - assicura alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa la maggioranza assoluta in parlamento.

Occorre dunque cambiare la porcata in nome della sovranità popolare e di una più adeguata corrispondenza fra voto espresso, rappresentanza e governabilità.

Un governo e una nuova maggioranza parlamentare che si ponessero questo irrinunciabile obiettivo ottereebbero l'appoggio dell'opinione pubblica.

POI AL VOTO

VERSO LA TERZA REPUBBLICA ?

Nel mio post del 6 Novembre scorso, Le Convention delle anime eretiche, riferendomi all'evento fiorentino Prossima fermata: Italia di Renzi e Civati e alla convention di FL a Perugia, tra l'altro mi chiedevo: Saranno queste due entità a sbloccare la situazione politica italiana, avvitata da anni?  
La risposta, piuttosto scontata, era: Le prossime settimane ci diranno come evolverà lo scenario politico. Nessuno al momento è in grado di prevederlo. Un fatto però è certo: sta cambiando, e molto velocemente.

La sensazione, all'indomani delle due manifestazioni, è che si vada verso uno snodo. Non a caso nelle due convention, così distanti ma tanto vicine, è aleggiata l'espressione terza repubblica. Berlusconi e il suo PDL appaiono vecchi e il loro ciclo sembra concluso, ma anche il PD sembra ancorato in una posizione di retroguardia, incapace com'è di aprirsi al confronto e di guardare al futuro.
Assisteremo ad una fase lunga di attacchi aspri e violenti tra le anime di quella maggioranza politica che, all'indomani delle elezioni, sembrava invincibile. Saranno settimane nelle quali i problemi reali del Paese scompariranno dall'agenda politica e, ad oggi, non è dato sapere come si concluderanno. 
Anche all'interno del PD continuerà il gioco al massacro fra una dirigenza ancorata alle poltrone e al piccolo cabotaggio e una generazione di trentenni che guardano oltre ed esprimono sogni concreti.
Certo è che di fronte al cupio dissolvi delle vecchie nomenclature, ormai in crisi d'identità, incalzano nuove proposte e nuovi progetti. 
Se e quando si andrà a votare, niente sarà più come prima e dalle macerie della seconda repubblica si prospetterà finalmente, forse, un nuovo orizzonte e l'uscita da un incubo durato troppo a lungo.

Fini alla convention di Futuro e Libertà


Renzi chiude il raduno dei rottamatori


Prossima fermata italia


Discorso di Fini alla convention di Perugia

In diretta da Perugia

Prossima fermata: Italia

07 novembre 2010

ULTIMI GIORNI DI POMPEI

 Il Pdl tra feste, veleni e décolleté come gli 

La morte del Pdl, la festa di compleanno del ministro Rotondi a villa Aurelia. Torce nei vialetti del parco, profumo di luglio sul Gianicolo, bisbigli di potere, schiamazzi mondani, torme di camerieri e di contractors, tartufi giganti destinati a inghirlandare le frittatine cotte sull'erba, ma prima esposti con orgoglio su un tappeto di basilico all'obiettivo del fotografo di Cafonal. Giovedì notte: Satyricon della crisi.



Dove si addestreranno adesso i Volontari della Libertà?








 
SCRICCHIOLA IL LUPANARE

Dove avranno luogo i prossimi Bunga Bunga?












Leggi il mio post: IL BEL PAESE E IL DISPREZZO PER LA CULTURA

06 novembre 2010

Le Convention delle anime eretiche

In questa fine-settimana vanno in onda contemporaneamente le Convention delle anime eretiche dei due maggiori partiti italiani. 
A Firenze, guidati dal sindaco Renzi si incontrano i rottamatori, quelli che chiedono un rinnovamento generazionale del Pd, facendo arrabbiare l'intero vertice democratico. 
A Perugia si incontrano i fondatori e i sostenitori di FLI, il partito fondato da Fini, dopo la cacciata dal PDL per incompatibilità.
Saranno queste due entità a sbloccare la situazione politica italiana, avvitata da anni?
Le prossime settimane ci diranno come evolverà lo scenario politico. Nessuno al momento è in grado di prevederlo. Un fatto però è certo: sta cambiando, e molto velocemente.

Segui le due convention in diretta:


Leggi:
Firenze, parte la convention di Renzi 
A Firenze il popolo dei rottamatori si scontra a distanza coi vecchi del Pd
Quella ribellione che viene dal basso



Perugia, la prima convention nazionale di Fl 
Bocchino lancia la convention: Fini protagonista della Terza Repubblica

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